Il Santuario di Leuca: il suo nome e la sua origine

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Il Santuario di Leuca: il suo nome e la sua origine

Messaggio da Ospite » gio feb 04, 2010 7:01 pm

Il nome “Santa Maria di Leuca o De Finibus Terrae” deriva dal luogo detto dai Greci “Leucos” (la) bianca terra ridente rischiarata dal sole, definita dai Romani “De Finibus Terrae”: cioè ai confini della terra.
Oggi si tende a chiamarla anche “Madonna delle frontiere”, dal momento che dall’estremo lembo d’Italia, Maria spalanca le braccia verso Oriente per infrangerne ogni barriera e fare del mondo intero, l’unico popolo di Dio.

Le sue origini

Il Santuario affonda le sue radici ai primordi del cristianesimo. Esso sorge là dove c’era stato il tempio dedicato alla dea Minerva del quale, entrando in Chiesa, sulla destra, si conserva un cimelio: l’ara o una parte di essa, su cui venivano offerti dai Leuchesi i sacrifici alla Dea. Su questo cimelio c’è scritto su di un lato, in latino: “Ubi olim Minervae sacrificia offerebantur hodie oblationes Deiparae recipiuntur”. Su di un altro lato, in italiano: “Qui dove sacrifici a Minerva offriansi e doni/l’obol sacro a Maria cristian deponi”.Non esistono documenti cartacei che ci parlino dell’origine del Santuario, anche perché le varie distruzioni del tempio hanno fatto perdere ogni traccia, vi sono solo documenti lapidei avvalorati dalla tradizione e da testimonianze molto remote.
La tradizione vuole che a Santa Maria di Leuca sia sbarcato il Principe degli Apostoli -S. Pietro-, proveniente dall’Oriente per recarsi a Roma. Questa tradizione è avvalorata da molte testimonianze di fede: Chiese, lapidi croci erette lungo il tragitto percorso da S. Pietro, città e luoghi a Lui intitolati per ricordarne l’evento. Alcuni esempi: la croce pietrina eretta nella pineta vicina al Santuario, la chiesa di S. Pietro in Galatina, la chiesa di S. Pietro in Giuliano, San Pietro in Lama, San Pietro Vernotico ecc.
Su una delle più antiche lapidi posta sulla porta centrale dell’atrio, si legge: “Scacciato da questo tempio il culto degli idoli dal divino Pietro, i suoi discepoli nell’anno 43 lo dedicarono alla Vergine Madre di Dio Annunziata dall’Angelo. Nell’anno 59 fu insignito di sede vescovile..”.
Su una delle più antiche lapidi posta sulla porta centrale dell’atrio, si legge: “Scacciato da questo tempio il culto degli idoli dal divino Pietro, i suoi discepoli nell’anno 43 lo dedicarono alla Vergine Madre di Dio Annunziata dall’Angelo. Nell’anno 59 fu insignito di sede vescovile..”.
Gli scritti riportano:
“…ottenuta la conversione dei Leuchesi, S. Pietro trasformò il loro tempio di Minerva in chiesa dedicata al Salvatore.. e solo dopo la morte e Assunzione in cielo della B. V. Maria, -anno 58 dell’era cristiana-, i discepoli di S. Pietro dedicarono in onore di Lei la chiesa di Leuca”.
Il Santuario è stato distrutto ben cinque volte dalla forza devastatrice dei Turchi e dei Saraceni ed era stato ricostruito sempre seguendo più o meno gli stessi muri perimetrali. La prima si ebbe in seguito all’editto di Diocleziano e di Galerio (293-311) che ordinava la demolizione di tutte le Chiese. Per questo editto anche la Chiesa di Leuca venne rasa al suolo. Riedificata la nuova chiesa e dedicata a Maria salutata dall’Angelo, fu consacrata il 1° agosto del 343 dal Papa Giulio I, il quale, tornando dalla visita ai luoghi santi si fermò a Leuca In quella circostanza, afferma l’Arditi, il Papa arricchì il Santuario di numerose indulgenze. Si dice che durante la celebrazione Eucaristica del Pontefice piovvero dal cielo foglietti con le prescrizioni necessarie per poter avere le indulgenze (Arditi, Pirreca, Tasselli, ecc.) In una vecchia lapide fissata sul lato sinistro della porta
centrale interna della Chiesa si legge.

“Julius hic primus / celebrans, emmissa
de coelo Indulta accepit.
Kalendas, CCCXLIII dum
Consecravit hoc templum”

(Giulio I,/qui celebrando / ricevò dal cielo gli indulti/ 1° agosto 343/ mentre consacrava questo tempio).

Queste parole vogliono significare che le grazie speciali, concesse con le indulgenze dal Pontefice arrivarono inaspettatamente, quasi discese dal cielo.
La Chiesa subì ancora varie devastazioni, e solo nel 1507 i Del Balzo fecero ricostruire il Santuario e lo arricchirono di una bellissima immagine della Madonna con il Bambino, opera di un discepolo del Tiziano, Giacomo Palma iunior, commissionata dal vescovo Giacomo del Balzo.
- Giovanni Paolo II il 19-06-1990 gli concesse il titolo di Basilica Pontificia. Per quest’ultimo privilegio i fedeli possono lucrare l’indulgenza plenaria, alle consuete condizioni, nei giorni:

- 25 Marzo, solennità dell’Annunciazione di M.V.titolare della Basilica;
- 13 di Aprile, memoria di S.Maria di Leuca-giorno stabilito dal Vescovo una volta l’anno;
- 19 Giugno,festa dei SS.Apostoli Pietro e Paolo;
- 1° Agosto, anniversario della dedicazione della Basilica;
- 2° Agosto, festa del perdono di Assisi;
- un giorno liberamente scelto da ciascun fedele.

Per tutti questi privilegi ancora oggi è in uso il detto: A LEUCA SI VA DA VIVI O DA MORTI.
Da vivi ci si va per la remissione dei peccati, riservati per censura; da morti per lucrare le indulgenze concesse ai vivi in favore delle anime sante del Purgatorio.Inoltre, la Madonna di Leuca è anche considerata la protettrice dei pescatori da quando,secondo la credenza popolare, la sua intercessione salvò Leuca ed i suoi abitanti da una tremenda burrasca.Una scalinata di 184 gradini collega la Basilica al sottostante porto facendo da cornice all' Acquedotto Pugliese che, terminando a Leuca, sfocia in mare: cominciato a costruire nel 1906 ma, con lo scoppio della prima guerra mondiale, i lavoro dovettero fermarsi, i cantieri si riaprirono conclusa la guerra e si giunse nella marina nel 1939. La monumentale scalinata e la colonna romana furono inviate da Roma dal Duce Benito Mussolini.

Fonte http://www.basilicaleuca.it/


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Video http://www.youtube.com/watch?v=r6RwEw92-Iw

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