Giobbe

Raccolta di preghiere e testi religiosi d’Autore, a cura di miriam bolfissimo

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miriam bolfissimo
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Giobbe

Messaggio da miriam bolfissimo » gio set 04, 2008 2:58 pm

      • Giobbe - Capitolo 39
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[1]Sai tu quando figliano le camozze
e assisti al parto delle cerve?
[2]Conti tu i mesi della loro gravidanza
e sai tu quando devono figliare?
[3]Si curvano e depongono i figli,
metton fine alle loro doglie.
[4]Robusti sono i loro figli, crescono in campagna,
partono e non tornano più da esse.
[5]Chi lascia libero l'asino selvatico
e chi scioglie i legami dell'ònagro,
[6]al quale ho dato la steppa per casa
e per dimora la terra salmastra?
[7]Del fracasso della città se ne ride
e gli urli dei guardiani non ode.
[8]Gira per le montagne, sua pastura,
e va in cerca di quanto è verde.
[9]Il bufalo si lascerà piegare a servirti
o a passar la notte presso la tua greppia?
[10]Potrai legarlo con la corda per fare il solco
o fargli erpicare le valli dietro a te?
[11]Ti fiderai di lui, perché la sua forza è grande
e a lui affiderai le tue fatiche?
[12]Conterai su di lui, che torni
e raduni la tua messe sulla tua aia?
[13]L'ala dello struzzo batte festante,
ma è forse penna e piuma di cicogna?
[14]Abbandona infatti alla terra le uova
e sulla polvere le lascia riscaldare.
[15]Dimentica che un piede può schiacciarle,
una bestia selvatica calpestarle.
[16]Tratta duramente i figli, come se non fossero suoi,
della sua inutile fatica non si affanna,
[17]perché Dio gli ha negato la saggezza
e non gli ha dato in sorte discernimento.
[18]Ma quando giunge il saettatore, fugge agitando le ali:
si beffa del cavallo e del suo cavaliere.
[19]Puoi tu dare la forza al cavallo
e vestire di fremiti il suo collo?
[20]Lo fai tu sbuffare come un fumaiolo?
Il suo alto nitrito incute spavento.
[21]Scalpita nella valle giulivo
e con impeto va incontro alle armi.
[22]Sprezza la paura, non teme,
né retrocede davanti alla spada.
[23]Su di lui risuona la faretra,
il luccicar della lancia e del dardo.
[24]Strepitando, fremendo, divora lo spazio
e al suono della tromba più non si tiene.
[25]Al primo squillo grida: «Aah!...»
e da lontano fiuta la battaglia,
gli urli dei capi, il fragor della mischia.
[26]Forse per il tuo senno si alza in volo lo sparviero
e spiega le ali verso il sud?
[27]O al tuo comando l'aquila s'innalza
e pone il suo nido sulle alture?
[28]Abita le rocce e passa la notte
sui denti di rupe o sui picchi.
[29]Di lassù spia la preda,
lontano scrutano i suoi occhi.
[30]I suoi aquilotti succhiano il sangue
e dove sono cadaveri, là essa si trova.



      • Giobbe - Capitolo 40
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[1]Il Signore riprese e disse a Giobbe:
[2]Il censore vorrà ancora contendere con l'Onnipotente?
L'accusatore di Dio risponda!
[3]Giobbe rivolto al Signore disse:
[4]Ecco, sono ben meschino: che ti posso rispondere?
Mi metto la mano sulla bocca.
[5]Ho parlato una volta, ma non replicherò.
ho parlato due volte, ma non continuerò.

  • Dio controlla le forze del male

[6]Allora il Signore rispose a Giobbe di mezzo al turbine e disse:
[7]Cingiti i fianchi come un prode:
io t'interrogherò e tu mi istruirai.
[8]Oseresti proprio cancellare il mio guidizio
e farmi torto per avere tu ragione?
[9]Hai tu un braccio come quello di Dio
e puoi tuonare con voce pari alla sua?
[10]Ornati pure di maestà e di sublimità,
rivestiti di splendore e di gloria;
[11]diffondi i furori della tua collera,
mira ogni superbo e abbattilo,
[12]mira ogni superbo e umilialo,
schiaccia i malvagi ovunque si trovino;
[13]nascondili nella polvere tutti insieme,
rinchiudili nella polvere tutti insieme,
[14]anch'io ti loderò,
perché hai trionfato con la destra.

  • Le bestie

[15]Ecco, l'ippopotamo, che io ho creato al pari di te,
mangia l'erba come il bue.
[16]Guarda, la sua forza è nei fianchi
e il suo vigore nel ventre.
[17]Rizza la coda come un cedro,
i nervi delle sue cosce s'intrecciano saldi,
[18]le sue vertebre, tubi di bronzo,
le sue ossa come spranghe di ferro.
[19]Esso è la prima delle opere di Dio;
il suo creatore lo ha fornito di difesa.
[20]I monti gli offrono i loro prodotti
e là tutte le bestie della campagna si trastullano.
[21]Sotto le piante di loto si sdraia,
nel folto del canneto della palude.
[22]Lo ricoprono d'ombra i loti selvatici,
lo circondano i salici del torrente.
[23]Ecco, si gonfi pure il fiume: egli non trema,
è calmo, anche se il Giordano gli salisse fino alla bocca.
[24]Chi potrà afferarlo per gli occhi,
prenderlo con lacci e forargli le narici?

  • Leviatan

[25]Puoi tu pescare il Leviatan con l'amo
e tener ferma la sua lingua con una corda,
[26]ficcargli un giunco nelle narici
e forargli la mascella con un uncino?
[27]Ti farà forse molte suppliche
e ti rivolgerà dolci parole?
[28]Stipulerà forse con te un'alleanza,
perché tu lo prenda come servo per sempre?
[29]Scherzerai con lui come un passero,
legandolo per le tue fanciulle?
[30]Lo metteranno in vendita le compagnie di pesca,
se lo divideranno i commercianti?
[31]Crivellerai di dardi la sua pelle
e con la fiocina la sua testa?
[32]Metti su di lui la mano:
al ricordo della lotta, non rimproverai!



      • Giobbe - Capitolo 41
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[1]Ecco, la tua speranza è fallita,
al solo vederlo uno stramazza.
[2]Nessuno è tanto audace da osare eccitarlo
e chi mai potrà star saldo di fronte a lui?
[3]Chi mai lo ha assalito e si è salvato?
Nessuno sotto tutto il cielo.
[4]Non tacerò la forza delle sue membra:
in fatto di forza non ha pari.
[5]Chi gli ha mai aperto sul davanti il manto di pelle
e nella sua doppia corazza chi può penetrare?
[6]Le porte della sua bocca chi mai ha aperto?
Intorno ai suoi denti è il terrore!
[7]Il suo dorso è a lamine di scudi,
saldate con stretto suggello;
[8]l'una con l'altra si toccano,
sì che aria fra di esse non passa:
[9]ognuna aderisce alla vicina,
sono compatte e non possono separarsi.
[10]Il suo starnuto irradia luce
e i suoi occhi sono come le palpebre dell'aurora.
[11]Dalla sua bocca partono vampate,
sprizzano scintille di fuoco.
[12]Dalle sue narici esce fumo
come da caldaia, che bolle sul fuoco.
[13]Il suo fiato incendia carboni
e dalla bocca gli escono fiamme.
[14]Nel suo collo risiede la forza
e innanzi a lui corre la paura.
[15]Le giogaie della sua carne son ben compatte,
sono ben salde su di lui, non si muovono.
[16]Il suo cuore è duro come pietra,
duro come la pietra inferiore della macina.
[17]Quando si alza, si spaventano i forti
e per il terrore restano smarriti.
[18]La spada che lo raggiunge non vi si infigge,
né lancia, né freccia né giavellotto;
[19]stima il ferro come paglia,
il bronzo come legno tarlato.
[20]Non lo mette in fuga la freccia,
in pula si cambian per lui le pietre della fionda.
[21]Come stoppia stima una mazza
e si fa beffe del vibrare dell'asta.
[22]Al disotto ha cocci acuti
e striscia come erpice sul molle terreno.
[23]Fa ribollire come pentola il gorgo,
fa del mare come un vaso da unguenti.
[24]Dietro a sé produce una bianca scia
e l'abisso appare canuto.
[25]Nessuno sulla terra è pari a lui,
fatto per non aver paura.
[26]Lo teme ogni essere più altero;
egli è il re su tutte le fiere più superbe.



      • Giobbe - Capitolo 42
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  • Ultima risposta di Giobbe

[1]Allora Giobbe rispose al Signore e disse:

[2]Comprendo che puoi tutto
e che nessuna cosa è impossibile per te.
[3]Chi è colui che, senza aver scienza,
può oscurare il tuo consiglio?
Ho esposto dunque senza discernimento
cose troppo superiori a me, che io non comprendo.
[4]«Ascoltami e io parlerò,
io t'interrogherò e tu istruiscimi».
[5]Io ti conoscevo per sentito dire,
ma ora i miei occhi ti vedono.
[6]Perciò mi ricredo
e ne provo pentimento sopra polvere e cenere.

  • Iahve biasima i tre saggi

[7]Dopo che il Signore aveva rivolto queste parole a Giobbe, disse a Elifaz il Temanita: «La mia ira si è accesa contro di te e contro i tuoi due amici, perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe. [8]Prendete dunque sette vitelli e sette montoni e andate dal mio servo Giobbe e offriteli in olocausto per voi; il mio servo Giobbe pregherà per voi, affinchè io, per riguardo a lui, non punisca la vostra stoltezza, perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe».

[9]Elifaz il Temanita, Bildad il Suchita e Zofar il Naamatita andarono e fecero come loro aveva detto il Signore e il Signore ebbe riguardo di Giobbe.

  • Dio reintegra la fortuna di Giobbe
[10]Dio ristabilì Giobbe nello stato di prima, avendo egli pregato per i suoi amici; accrebbe anzi del doppio quanto Giobbe aveva posseduto. [11]Tutti i suoi fratelli, le sue sorelle e i suoi conoscenti di prima vennero a trovarlo e mangiarono pane in casa sua e lo commiserarono e lo consolarono di tutto il male che il Signore aveva mandato su di lui e gli regalarono ognuno una piastra e un anello d'oro.

[12]Il Signore benedisse la nuova condizione di Giobbe più della prima ed egli possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. [13]Ebbe anche sette figli e tre figlie. [14]A una mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Fiala di stibio. [15]In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell'eredità insieme con i loro fratelli.

[16]Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant'anni e vide figli e nipoti di quattro generazioni. [17]Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni.
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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