Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2008

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miriam bolfissimo
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Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2008

Messaggio da miriam bolfissimo » gio gen 17, 2008 3:52 pm

Miei carissimi, pace e bene! da domani possiamo unirci in preghiera ecumenica per l’unità dei cristiani, sentendoci membra vive di un corpo che ha come capo Cristo Gesù nostro Signore…

Tutte le info sn tratte dal sito web del Centro pro unione a cura dei Frati Francescani dell'Atonement.

Un abbraccissimo, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2008

Messaggio da miriam bolfissimo » gio gen 17, 2008 3:55 pm

      • Immagine "Pregate continuamente" (1 Tessalonicesi 5, 17)
  • Presentazione
1. “Pregate continuamente”. La preghiera, una manifestazione di spiritualità e misticismo, dona il coraggio e la forza di lasciarsi plasmare dall’azione di Dio, il quale ci purifica e ci adorna della sua grazia e, di conseguenza, pieni di fede, speranza ed amore, come anche di uno spirito nuovo, siamo pronti ad obbedire al suo piano di salvezza.
Ricordiamo la divina parola del profeta Ezechiele: “Io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra…” (Ez 36, 26-28), cosa che dimostra il meraviglioso paterno amore di Dio verso la sua creatura.
Così la preghiera cambia la mentalità ed aiuta i cristiani a considerare gli altri fratelli, figli dello stesso Dio Padre. La preghiera educa ed assiste spiritualmente e moralmente tutti, propone e trasmette loro la verità, la luce, la vita, l’amore che è Cristo, Salvatore dell’umanità.

2. L’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani, celebrato per la prima volta dal 18 al 25 gennaio 1908, non soltanto è divenuto oggi una prassi comune di tutte le confessioni nel preparare e celebrare la Settimana di preghiera, ma, con l’altro avvenimento del 1968, sessanta anni più tardi, in cui venne distribuito per la prima volta il materiale per la Settimana di preghiera, sono due storiche tappe, di grande importanza per la riconciliazione, la fratellanza e l’unità dei cristiani, per la realizzazione della volontà di Dio: “che tutti siano una cosa sola” (Gv 17, 21).

3. Degna di menzione è l’Enciclica Patriarcale e Sinodale del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Ioachim III (1902), che è irenica, indirizzata a tutte le Chiese ortodosse, e che costituisce un documento storico per l’unità dei cristiani; e come afferma il padre Le Guillou, teologo romano-cattolico e noto ecumenista, “è stata scritta con spirito del tutto nuovo, pieno di misura e carità”. L’Enciclica sottolinea: “…è noto che è pio e profondo desiderio ed oggetto di continua preghiera e supplica nella nostra Chiesa e di ogni genuino cristiano, conformemente alla dottrina evangelica sull’unità, per la loro unione e di tutti i credenti in Cristo…”.

4. Mentre il padre Paul Wattson concepiva l’unità come il ritorno delle varie confessioni alla Chiesa cattolica di Roma, e, verso la metà del 1930, l’abate Paul Couturier di Lione diede un nuovo orientamento all’“Ottavario per l’unità della Chiesa”, iniziato a diffondersi nella Chiesa cattolica, come anche in diverse Comunità anglicane, da una parte un po’ prima, abbiamo iniziative di preghiera per l’unità dei cristiani, come il “Manuale di preghiera per l’unità dei cristiani” e dall’altra, più tardi, la Conferenza mondiale di Fede e Costituzione pubblicò il materiale per un “Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani”. Malgrado questo progresso, gli sforzi ecumenici non erano ancora ufficialmente incoraggiati dalla Chiesa cattolica.

5. Papa Giovanni XXIII, con la sua ricchissima esperienza in Oriente, convocò il Concilio Vaticano II, che aprì le porte ad una collaborazione ufficiale e fraterna tra Fede e Costituzione del Consiglio ecumenico delle chiese e il pontificio Segretariato per la promozione dell’unità dei cristiani, per la quale ha lavorato con prudenza e saggezza il Patriarcato Ecumenico, grazie all’imponente ed instancabile figura del Patriarca Atenagoras.

6. La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani nel 2008 celebra il centenario dell’ istituzione dell’“Ottavario per l’unità della Chiesa”. Il testo biblico è tratto dalla Prima Lettera ai Tessalonicesi (1 Ts 5, 17) e ribadisce il ruolo essenziale della preghiera nella comunità cristiana: “pregate continuamente”: fa crescere la spiritualità e la fratellanza tra i cristiani ed ancora fa manifestare la loro unità con Dio e fra di loro. “Pregate incessantemente”: uno degli imperativi di san Paolo ai Tessalonicesi, sottolinea che la vita della comunità cristiana è realmente esultante e prospera solo attraverso una vita di preghiera. Le esortazioni alla comunità di Tessalonica “vivete in pace”, “aiutate i deboli”, “incoraggiate i timorosi”, “non rendete male per male, ma fate il bene agli altri e a tutti”, “rallegratevi sempre”, sono inestimabili diamanti della preghiera, che contribuisce alla reale fioritura della comunità ed alla sua crescita spirituale, morale, sociale e culturale.
La preghiera costruisce ponti di amore, di pace e di speranza per la realizzazione della volontà di Dio, obbligando così le rispettive comunità a modificare il comportamento nei confronti le une delle altre, ad abbracciare il metodo del dialogo e farle uscire dai propri confini, incontrare le altre chiese e comunità cristiane, comunicare l’una all’altra quale sia la volontà di Dio per la loro unità e testimoniare al mondo i propri sforzi e la loro promessa di collaborazione per l’unità dei cristiani.
La preghiera continua fa vivere la parentela spirituale che abbiamo avuto come cristiani con il battesimo e la fratellanza, godendo così delle parole divine: “Chiunque riconosce che Gesù Cristo è figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui” (1Gv 4, 15-16).

7. Dunque, l’esortazione: “pregate continuamente” è dono divino e deve costituire “una parte integrante della vita dei cristiani”. La preghiera è l’unica potenza che può affrontare e vincere la divisione dei cristiani, basta soltanto imparare a pregare, anzi, secondo l’appello di san Paolo: “pregate continuamente”; d’altro canto San Nicodemo l’Aghiorita insegna: “… non pensare mai che, avendo adempiuto alla regola di preghiera, tu abbia terminato ogni cosa in rapporto a Dio”; in verità risveglia la potenza nel profondo che ci eleva verso Dio nella supplica, nella felicità e nell’esultanza spirituale.
La nostra vita deve servire come preparazione alla preghiera che può dare più presto un risultato positivo riguardo la realizzazione della preghiera di Cristo, che sarà un suo dono e come dice san Giacomo: “Ogni dono buono e perfetto viene dall’alto e discende dal Padre della luce” (Gc 1,17).
L’unità verrà nella pienezza dei tempi, quando il Signore lo vorrà, con i mezzi che Egli vorrà; sarà un miracolo! Noi non dobbiamo fare altro che seguire docilmente la volontà di Dio e pregare continuamente.
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Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2008

Messaggio da miriam bolfissimo » gio gen 17, 2008 3:57 pm

      • Immagine "Pregate continuamente" (1 Tessalonicesi 5, 17)
  • Introduzione
La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani nel 2008 celebra il centenario dell’istituzione dell’“Ottavario per l’unità della Chiesa”. Questo cambiamento di terminologia rispecchia lo sviluppo della storia della preghiera per l’unità, di cui si offre una panoramica in questa prima parte dell’Introduzione al tema. Una seconda sezione introduce il testo biblico e il tema scelto per la Settimana del 2008, seguiti, nella terza parte, da una breve riflessione sull’ecumenismo spirituale quale contesto in cui la preghiera per l’unità possa essere fruttuosamente compresa. L’Introduzione si conclude con uno schema della struttura degli otto giorni per l’ottavario di quest’anno.

  • Un importante anniversario
Cento anni fa, padre Paul Wattson, un ministro episcopaliano (anglicano degli Stati Uniti), co-fondatore della Society of the Atonement (Comunità dei Frati e delle Suore dell’Atonement) a Graymoor (Garrison, New York) introdusse un Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani, celebrato per la prima volta dal 18 al 25 gennaio 1908. Esattamente sessanta anni più tardi, nel 1968, le chiese e le parrocchie di tutto il mondo ricevettero per la prima volta il materiale per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, preparato congiuntamente dalla commissione Fede e Costituzione (Consiglio ecumenico delle chiese) e dal Segretariato per la promozione dell’unità dei cristiani (Chiesa cattolica).

Oggi la cooperazione fra chiese, parrocchie, e comunità anglicane, protestanti, ortodosse e cattoliche nel preparare e celebrare la Settimana di preghiera è divenuta una prassi comune. Ciò stesso evidenzia marcatamente l’efficacia della preghiera, e ci legittima a parlare della storia della Settimana come di un successo, e una fonte di gioia e gratitudine.

  • Antecedenti della Settimana di preghiera
Cogliendo l’occasione di questi due anniversari per ripercorrere la storia della Settimana, risulta evidente che pregare per l’unità non è un’invenzione del secolo scorso. Gesù stesso ha pregato il Padre: “fa’ che siano tutti una cosa sola” (Gv 17, 21) e da allora i cristiani hanno fatto propria questa preghiera nei modi più diversi. Nel contesto di divisione, i cristiani di tutte le tradizioni hanno pregato con la consapevolezza della loro unione nella preghiera di Cristo per l’unità dei suoi discepoli. L’antica liturgia ortodossa quotidiana, per esempio, invita i fedeli a pregare per la pace e per l’unità di tutti.

I precedenti della Settimana risalgono alla metà del diciannovesimo secolo. L’importanza e il bisogno della preghiera, e non ultimo della preghiera per l’unità fra i cristiani divisi, furono enfatizzati in moltissimi movimenti e circoli di diverse chiese - fra cui ricordiamo il Movimento di Oxford, la World’s Evangelical Alleance e le varie iniziative di preghiere per le donne. Nella sua Lettera irenica a tutte le Chiese ortodosse, il Patriarca Ioachim III sottolineò che l’unità fra tutti i cristiani è “oggetto di costante preghiera e supplica”.

  • Paul Wattson e Paul Couturier
Quando padre Paul Wattson concepì e ampliò l’Ottavario di preghiera - che è considerato l’inizio della Settimana per l’unità dei cristiani, così come la celebriamo oggi - egli vedeva l’unità come il ritorno delle varie chiese alla Chiesa cattolica di Roma. Ciò influì sulla scelta della data dell’Ottavario: dal 18 gennaio, festa della cattedra di san Pietro nella Chiesa cattolica, al 25 gennaio, festa della conversione di san Paolo. Dopo che la Society of the Atonement fu accolta corporativamente nella Chiesa cattolica, nel 1909, papa Pio X diede all’Ottavario la sua benedizione ufficiale.
Verso la metà del 1930 l’abate Paul Couturier di Lione (Francia), diede un nuovo orientamento all’Ottavario per l’unità della Chiesa. All’epoca l’osservanza dell’Ottavario aveva iniziato a diffondersi nella Chiesa cattolica, e in un esiguo numero di Comunità anglicane che erano simpatetiche con la riunione con il Vescovo di Roma. Questo approccio, però, era rifiutato, dal punto di vista teologico, da molti cristiani fuori dalla Chiesa cattolica di Roma. L’abate Couturier mantenne le date del 18-25 gennaio, ma cambiò la terminologia; la Settimana universale di preghiera per l’unità dei cristiani che egli promosse, intendeva essere per l’unità della Chiesa “come Dio vuole”.

  • Fede e Costituzione
Si può inoltre rintracciare, come appartenente alle origini della Settimana, un’altro filone di iniziative di preghiera per l’unità dei cristiani. Nel 1915 fu stampato il Manual of Prayer for Christian Unity (Manuale di preghiera per l’unità dei cristiani) dalla Commission of the Protestant Episcopal Church in the United States of America on the World Conference on Faith and Order. La breve introduzione sottolineava la speranza che le diverse comunioni pregassero ciascuna per l’unità, ma non necessariamente che esse pregassero fisicamente insieme. Neppure ci si aspettava che “le chiese liturgiche come la Chiesa cattolica romana e la santa Chiesa ortodossa orientale” facessero uso del loro materiale, quanto, piuttosto, che esse attingessero dal loro ricco patrimonio liturgico le fonti della preghiera per l’unità stessa.

Dal 1921 in poi la Continuation Committee per la conferenza mondiale di Fede e Costituzione pubblicò il materiale per un Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani e suggerì che si tenesse durante gli otto giorni che terminano con la Pentecoste. Nel 1941 la commissione Fede e Costituzione spostò le date a gennaio per farle coincidere con l’iniziativa cattolica, cosicché entrambi i poli avrebbero invitato i cristiani a pregare nello stesso periodo. Dal 1958 in poi il materiale preparato da Fede e Costituzione fu coordinato in larga parte con il materiale cattolico preparato dal Centre Œcuménique Unité Chrétienne di Lione, e dal 1960 esso fu elaborato insieme in dettaglio, ma pur sempre in maniera discreta, dal momento che questi sforzi ecumenici non erano ancora ufficialmente incoraggiati dalla Chiesa cattolica.

  • Verso una celebrazione comune della Settimana di preghiera
Il 25 gennaio 1959, a conclusione dell’ottava di preghiera per l’unità, papa Giovanni XXIII convocò il Concilio Vaticano II, che portò la Chiesa cattolica energicamente nel Movimento ecumenico. Il Concilio finalmente aprì le porte ad una cooperazione ufficiale fra il Segretariato Fede e Costituzione del Consiglio ecumenico delle chiese e il Segretariato per la promozione del’unità del Vaticano. Nel 1966 si tenne una consultazione congiunta sulla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che si concluse con l’istituzione di un gruppo misto di lavoro per la preparazione del materiale della Settimana. Nel 1968 il primo progetto era pronto. Dal 1973 ogni anno un gruppo ecumenico, da diverse parti del mondo, viene invitato a preparare la prima bozza del materiale della Settimana, che viene poi rivisto dalla Commissione preparatoria internazionale. Questo “viaggiare” intorno al globo sottolinea il carattere realmente ecumenico della Settimana di preghiera.

La lunga storia di collaborazione ha portato, nel 2004, alla pubblicazione congiunta del testo da parte della commissione Fede e Costituzione e del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità fra i cristiani.
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Messaggio da miriam bolfissimo » gio gen 17, 2008 4:02 pm

      • Immagine "Pregate continuamente" (1 Tessalonicesi 5, 17)
  • Il materiale di preghiera
Il testo biblico per il centenario della Settimana è preso dalla Prima Lettera ai Tessalonicesi. Il testo “pregate continuamente” (1 Ts 5, 17) ribadisce il ruolo essenziale della preghiera nella comunità cristiana per far crescere i fedeli nella loro relazione con Cristo e fra loro. Il testo si snoda in una serie di “imperativi”, affermazioni con cui Paolo incoraggia la comunità a manifestare l’unità data da Dio in Cristo, perché possa essere in concreto ciò che è di principio: l’unico Corpo di Cristo, reso visibilmente uno in quel luogo.

La Lettera ai Tessalonicesi - datata fra il 50 e il 51 d.C. e considerata da molti esegeti una delle più antiche di Paolo - riflette l’intensa relazione dell’apostolo con la comunità cristiana di Tessalonica. Appena scampato dalla persecuzione a Filippi - ove Paolo e i suoi compagni Sila e Timoteo erano stati aggrediti dalla folla, bastonati su ordine dei giudici della città, e gettati in prigione (cf At 17, 1-9) - Paolo aveva fondato la chiesa di Tessalonica in poche settimane di lavoro intenso, prima che altri attacchi lo conducessero a Berèa e da lì ad Atene (cf 17, 10-15). Paolo nutriva grandi speranze per la chiesa in Tessalonica: la sua crescita nella fede, nella speranza e nell’amore, la sua recezione della parola nonostante la sofferenza, e la sua gioia nello Spirito Santo, tutto ciò gli suscitava ammirazione e lode (cf 1 Ts 2, 13-14). Nonostante ciò, tuttavia, egli nutriva anche qualche preoccupazione. La sua partenza repentina non gli aveva dato il tempo di consolidare il lavoro iniziato, e aveva ricevuto notizie che lo preoccupavano. Alcune difficoltà venivano dall’esterno, prima fra tutte la persecuzione della comunità e dei suoi membri (cf 2, 14). Altri problemi venivano dall’interno: alcuni si comportavano secondo la cultura predominante all’epoca più che secondo la nuova vita in Cristo (cf 4, 1-8); altri nella comunità avevano sollevato obiezioni contro chi rivestiva ruoli di leadership e di autorità, fra cui lo stesso Paolo (cf 2, 3-7.10); altri, infine, erano disperati per la sorte di coloro che erano morti prima del ritorno di Cristo: sarebbe forse stato negato loro un posto nel regno di Dio? Forse che la promessa di salvezza per loro e per altri era vana (cf 4, 13)?

Temendo che il suo lavoro fosse stato inutile, e non più in grado di “sopportare quella situazione” (3, 1) Paolo, impossibilitato a tornare, aveva mandato Timoteo a Tessalonica. Timoteo era tornato con buone notizie circa la grande fede e l’amore della comunità, e anche circa la continua fedeltà verso Paolo. La Prima Lettera ai Tessalonicesi era la risposta di Paolo a questa buona notizia, ma anche alle difficoltà che la chiesa nascente doveva affrontare. Dapprima egli ringraziava la comunità per la forza dimostrata davanti alle persecuzioni. In secondo luogo, pur esprimendo tutto il suo sollievo e la sua gioia per le notizie ricevute dal resoconto di Timoteo, egli riconosceva nella comunità i semi della divisione, e perciò si affrettava ad affrontare tutte le questioni sorte al suo interno circa il comportamento personale (cf 4, 9-12), la leadership (cf 5, 12-13a) e la speranza della vita eterna in Cristo (cf 4, 14 - 5, 11).
Uno degli scopi centrali di Paolo era di cementare l’unione nella comunità. Neppure la morte rompe i legami che ci uniscono come unico Corpo di Cristo; Cristo è morto e risorto per tutti noi, cosicché alla venuta di Cristo, sia coloro che già si sono addormentati, che quelli ancora vivi possano “vivere con lui” (5, 10).
Questo portò Paolo agli “imperativi” del testo (cf 5, 13b-18), che sono stati scelti da una lista di esortazioni leggermente più lunga, per formare il testo base della Settimana dell’unità quest’anno. Il passaggio inizia con l’esortazione di Paolo ai membri della comunità: “vivete in pace tra voi” (5, 13b), una pace che non è semplicemente assenza di conflitto, ma uno stato di armonia in cui i doni di tutti, nella comunità, contribuiscono alla sua fioritura e alla sua crescita rigogliosa.

Eccezionalmente, l’apostolo Paolo non offre un insegnamento teologico astratto, e neppure parla di emozioni e sentimenti. Proprio come nel famoso testo sulla carità di 1 Corinzi 13, egli esorta piuttosto ad azioni specifiche, a modi concreti di comportamento, attraverso cui i membri della comunità rivelino l’impegno e la fiducia reciproca all’interno dell’unico Corpo di Cristo. L’amore deve essere messo in pratica e divenire visibile.

Gli “imperativi” stessi, “quel che occorre alla tua pace” (Lc 19, 41), egli li elenca come segue: assicurare il contributo di tutti e incoraggiare i timorosi, aiutare i deboli, essere pazienti con tutti, non rendere male per male ma fare il bene gli uni agli altri e a tutti, rallegrarsi sempre, pregare incessantemente, rendere grazie in ogni circostanza (cf 1 Ts 5, 14-18a). La sezione scelta conclude poi con l’affermazione che, facendo queste cose, la comunità manifesta ciò che “Dio vuole [...] voi facciate [...] vivendo uniti a Gesù Cristo” (5, 18b).
L’appello a “pregare continuamente” (5, 17) è incorporato a questa lista di imperativi. Esso sottolinea che la vita nella comunità cristiana è possibile solo attraverso una vita di preghiera. Inoltre ribadisce che la preghiera è una parte integrante della vita dei cristiani, proprio nella misura in cui essi desiderano manifestare l’unità che è data loro in Cristo, un’unità non limitata ad accordi dottrinali e dichiarazioni formali, ma che trova espressione in “quel che occorre alla tua pace” (Lc 19, 41), in azioni concrete che esprimono e costruiscono la loro unità in Cristo e fra loro.

  • La preghiera di Cristo e l’unità dei cristiani
Il battesimo impegna alla sequela di Cristo e a compiere la sua volontà, che per i suoi seguaci trova espressione nella preghiera per l’unità in modo che altri possano credere in Lui quale “Inviato” da Dio. La preghiera che si unisce all’orazione di Gesù per l’unità viene considerata da alcune chiese come un’espressione di “ecumenismo spirituale”. Questa orazione è più intensa durante la Settimana di preghiera, ma deve rompere gli argini della semplice osservanza ed entrare nella nostra vita quotidiana. Ci rendiamo conto che l’unità dei cristiani non può essere solo il frutto degli sforzi umani, essa è sempre opera dello Spirito Santo. Come esseri umani non possiamo “farla” o organizzarla, possiamo solo accoglierla come un dono dallo Spirito quando siamo pronti a riceverla.

L’ecumenismo spirituale esigerebbe uno scambio di doni spirituali in modo che ciò che manca in ciascuna delle nostre tradizioni trovi il suo completamento necessario nelle altre; ciò ci dona la possibilità di andare aldilà delle nostre etichette denominazionali verso il Datore di tutti i doni. L’aspetto sorprendente della preghiera è che il suo primo effetto è in noi. La nostra mente e il nostro cuore sono plasmati dalla preghiera e il nostro sforzo di tradurre in pratica la nostra preghiera è il test della sua autenticità. L’ecumenismo spirituale ci conduce a purificare le nostre memorie. Affrontiamo gli eventi difficili del passato che hanno dato luogo ad affermazioni e interpretazioni polemiche circa che cosa sia accaduto e perché. Il risultato è che possiamo superare ciò che ci ha mantenuto divisi. In altre parole, lo scopo dell’ecumenismo spirituale è l’unità dei cristiani che conduce alla missione per la gloria di Dio.

Se i credenti devono seguire Gesù, essi devono lavorare e pregare per l’unità dei cristiani. Le chiese, tuttavia, hanno visioni diverse dell’unità per la quale stiamo pregando. Per alcuni la meta è l’unità visibile, cioè portare le chiese insieme in una comune confessione, un comune culto e sacramenti, una testimonianza, una processo decisionale e una vita strutturata condivise. Altri guardano ad una diversità riconciliata, in cui le chiese attuali lavorino insieme per presentare una testimonianza coerente al mondo. Per altri ancora l’unità deve piuttosto trovarsi nei legami invisibili che ci uniscono a Cristo e gli uni agli altri, con accento sui modi personali di vivere la propria fede nel mondo.

In questo contesto la preghiera per l’unità dei cristiani è una preghiera che sfida, che opera cambiamenti nella nostra identità sia personale che confessionale. In ultima analisi essa significa che noi rinunciamo al nostro modo di guardare all’unità per concentrarci e vedere che cosa Dio voglia dal suo popolo. Ciò non significa che noi dobbiamo privare noi stessi della nostra unicità, giacché l’unità si esprime naturalmente nella diversità. È l’unità nella diversità che riflette il mistero della comunione nell’amore, quasi visto nello stesso essere di Dio.
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Messaggio da miriam bolfissimo » gio gen 17, 2008 4:03 pm

      • Immagine "Pregate continuamente" (1 Tessalonicesi 5, 17)
  • Gli otto giorni
Le meditazioni per gli otto giorni del testo di quest’anno si radicano nella nozione che la preghiera per l’unità cristiana, l’ecumenismo spirituale, sono fondanti tutti gli altri aspetti della ricerca dell’unità. Essi offrono una sostanziosa riflessione sul tema dell’unità dei cristiani, ciascuno portando l’attenzione su un aspetto o un’intenzione di tale preghiera, e stabilendo una connessione con uno degli imperativi che Paolo indirizza alla comunità cristiana di Tessalonica.

La meditazione del primo giorno presenta l’unità come un dono e una chiamata nella Chiesa, e riflette su che cosa significhi “pregare continuamente” per l’unità. Il secondo giorno invita noi cristiani a confidare in Dio e a rendere grazie per il nostro lavoro e la nostra preghiera per l’unità, ricordando che è lo Spirito Santo a guidare il nostro pellegrinaggio ecumenico. La necessità di una costante conversione dei cuori, come individui e come chiese, costituisce il fuoco della riflessione del terzo giorno. Il quarto giorno si intitola: “pregate sempre per la giustizia” e sfida i cristiani ad una preghiera cristocentrica che porti a lavorare insieme per rispondere alle ingiustizie e alle necessità dell’umanità sofferente.

La pazienza e la perseveranza vanno mano nella mano nella vita cristiana, e il quinto giorno ci invita ad una sollecitudine orante nei riguardi della diversità di ritmi e andature che i nostri fratelli e le nostre sorelle hanno nel perseguire l’unità che Cristo vuole per i suoi discepoli. Il sesto giorno incoraggia la preghiera per la grazia di essere strumenti di buona volontà nell’opera riconciliatrice di Dio. Il settimo giorno suggerisce che, così come abbiamo imparato a lavorare insieme per rispondere all’afflizione del prossimo, possiamo allo stesso modo imparare a camminare insieme nella preghiera, e ad apprezzare maggiormente la varietà di forme in cui i cristiani si rivolgono a Dio nelle loro necessità. La meditazione finale dell’ottavo giorno ci chiede di interrogarci su dove ci troviamo nel viaggio guidato dallo Spirito, e chiama noi e le nostre chiese a riconfermare l’impegno nella preghiera, e a lottare con tutto il nostro essere per l’unità e la pace volute da Dio.
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Messaggio da miriam bolfissimo » gio gen 17, 2008 4:04 pm

      • Immagine "Pregate continuamente" (1 Tessalonicesi 5, 17)
  • Il testo biblico - Dalla prima lettera ai Tessalonicesi 5, 12a.13b-18
Fratelli, vi prego [...] vivete in pace tra voi. Vi raccomando, fratelli: rimproverate quelli che vivono male, incoraggiate i paurosi, aiutate i deboli, siate pazienti con tutti. Non vendicatevi contro chi vi fa del male, ma cercate sempre di fare il bene tra voi e con tutti. Siate sempre lieti. Pregate continuamente, e in ogni circostanza ringraziate il Signore. Dio vuole che voi facciate così, vivendo uniti a Gesù Cristo.
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Messaggio da miriam bolfissimo » gio gen 17, 2008 4:05 pm

      • Immagine "Pregate continuamente" (1 Tessalonicesi 5, 17)
  • 18 gennaio 2008, primo giorno – Pregate continuamente
      • Isaia 55, 6-9: Cercate il Signore, ora che si fa trovare
        Salmo 34(33): Ho cercato il Signore e m’ha risposto
        1 Tessalonicesi 5, 12a.13b-18: Pregate continuamente
        Luca 18, 1-8: Pregare sempre, senza stancarsi mai
Commento:

Paolo scrive: “Siate sempre lieti. Pregate continuamente, e in ogni circostanza ringraziate il Signore. Dio vuole che voi facciate così, vivendo uniti a Gesù Cristo”. La sua epistola è scritta ad una comunità di fedeli preoccupata riguardo la morte. Molti fratelli e sorelle, bravi credenti, si erano “addormentati” prima della venuta del Signore Che avrebbe portato tutti alla sua Resurrezione. Che cosa sarebbe accaduto a quei fedeli morti? Che cosa sarebbe accaduto ai vivi? Paolo li rassicura che i morti sarebbero risorti con i vivi e li esorta: “pregate continuamente”. Che cosa significa “pregare continuamente”? Nelle letture di oggi troviamo alcuni spunti per rispondere a questa domanda. Tutta la nostra vita deve essere una ricerca del Signore, nella certezza che se lo cerchiamo, lo troveremo.

Durante l’esilio, quando tutto sembrava arido e senza speranza, il profeta Isaia proclama: “Cercate il Signore, ora che si fa trovare. Chiamatelo, adesso che è vicino”. Anche nell’esilio, il Signore è vicino ed esorta il suo popolo a tornare a lui nella preghiera, e a seguire i suoi comandamenti, in modo che possa conoscere la sua misericordia e il suo perdono. Il Salmo 34 celebra la certezza profetica che il Signore darà risposta a coloro che lo invocano, e avvalora la chiamata a pregare incessantemente.

Nel vangelo di Luca, Gesù offre un insegnamento ai discepoli attraverso la parabola della vedova che cerca giustizia da un giudice, che non è né timorato di Dio, né rispettoso delle persone. L’insegnamento della parabola è che occorre essere perseveranti nella preghiera - “pregare sempre, senza stancarsi mai”- ed essere fiduciosi che la preghiera verrà ascoltata: “volete che Dio non faccia giustizia ai suoi figli che lo invocano giorno e notte?”.

Come cristiani alla ricerca dell’unità, riflettiamo su queste letture per scoprire ciò che “Dio vuole che voi facciate”. È Cristo che vive in noi. La chiamata a “pregare continuamente” diviene parte della sua eterna intercessione presso il Padre: “che siano tutti una cosa sola [...] così il mondo crederà”. L’unità che cerchiamo è unità “come Cristo vuole” e l’osservanza dell’Ottavario riflette la nozione biblica di pienezza che un giorno la nostra preghiera sarà esaudita.

L’unità è un dono dato da Dio alla Chiesa. È anche una chiamata per i cristiani, a vivere questo dono. La preghiera è la sorgente da cui scaturisce ogni tentativo umano per manifestare la piena visibile unità. Sono molti i frutti di cento anni di ottavari per l’unità fra i cristiani. Molte sono anche le barriere che ancora dividono i cristiani e le chiese. Se vogliamo mantenere la speranza, dobbiamo essere saldi nell’orazione affinché possiamo cercare il Signore e la sua volontà in tutto ciò che facciamo e che siamo.


      • Preghiera:

        O Signore dell’unità,
        Padre, Figlio e Spirito Santo
        noi ti preghiamo continuamente
        affinché possiamo essere una cosa sola, come Tu sei.
        O Padre, ascoltaci mentre ti cerchiamo,
        O Cristo, guidaci all’unità che è la tua volontà per noi,
        O Spirito, sostieni la nostra speranza.
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2008

Messaggio da miriam bolfissimo » ven gen 18, 2008 6:03 pm

      • Immagine "Pregate continuamente" (1 Tessalonicesi 5, 17)
  • 19 gennaio 2008, secondo giorno – In ogni circostanza ringraziate il Signore
      • 1 Re 18, 20-40: Il Signore è Dio! È Lui il vero Dio!
        Salmo 23(22): Il Signore è il mio pastore
        1 Tessalonicesi 5, 12a.13b-18: In ogni circostanza ringraziate il Signore
        Giovanni 11, 17-44: Padre, ti ringrazio perché mi hai ascoltato
Commento:

La preghiera è radicata nella fiducia che Dio è potente e fedele. Dio solo è colui che tiene tutto nelle sue mani, il presente e il futuro. La sua parola è credibile e veritiera.

La storia di Elia nel Primo Libro dei Re dimostra irrevocabilmente l’unicità di Dio. Elia rimprovera gli apostati che adorano Baal, il quale non risponde alle loro preghiere. Quando, invece, Elia prega l’unico Dio di Israele, la risposta è immediata e miracolosa. Avendo visto questo, il popolo converte nuovamente il proprio cuore a Dio. Il Salmo 33 è una intensa confessione di fiducia. Ritrae una persona che crede che Dio lo guidi e sia con lui anche nel buio e nelle situazioni di desolazione e oppressione.

Possiamo trovare circostanze che possono essere difficili, persino turbolente. Possiamo avere momenti di disperazione e sconforto. A volte sentiamo che Dio è nascosto. Ma Egli non è assente. Egli manifesterà la sua potenza liberatrice nella battaglia umana. Perciò, rendiamogli grazie in ogni circostanza.

La resurrezione di Lazzaro dai morti è una delle scene più drammatiche riportate nel vangelo di Giovanni. È la manifestazione della potenza di Cristo di sciogliere i legami della morte ed è un’anticipazione della nuova creazione. In presenza del popolo, Cristo prega a voce alta, ringraziando suo Padre per le opere portentose che farà. L’opera salvifica di Dio Padre si compie in Cristo, cosicché tutti crederanno.

Il pellegrinaggio ecumenico è un modo per comprendere le meravigliose opere di Dio. Le comunità cristiane che sono state separate le une dalle altre si ritrovano. Esse scoprono la loro unità in Cristo e giungono a comprendere che sono, ciascuna, parte di una Chiesa e che hanno bisogno le une delle altre.

La visione dell’unità può essere oscurata. Talvolta è minacciata dalla frustrazione e dalla tensione. Può sorgere il dubbio se noi cristiani siamo davvero chiamati a stare insieme. La nostra preghiera continua ci sostiene: guardiamo a Dio e confidiamo in lui. Confidiamo che Egli ancora opera in noi e ci condurrà verso la luce della sua vittoria. Il suo regno comincia con la nostra riconciliazione e con la progressiva unità.


      • Preghiera:

        O Dio di tutta la creazione,
        ascolta i tuoi figli che ti pregano.
        Aiutaci a mantenere la fede e la fiducia in te.
        Insegnaci a rendere grazie in ogni circostanza,
        affidandoci alla tua misericordia.
        Donaci verità e saggezza
        cosicché la tua Chiesa possa sorgere a nuova vita nella comunione.
        Tu solo sei la nostra speranza. Amen
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2008

Messaggio da miriam bolfissimo » sab gen 19, 2008 9:29 am

      • Immagine "Pregate continuamente" (1 Tessalonicesi 5, 17)
  • 20 gennaio 2008, terzo giorno – Rimproverate quelli che vivono male, incoraggiate i paurosi
      • Giona 3, 1-10: Il pentimento di Ninive
        Salmo 51(50), 10-17: Crea in me, o Dio, un cuore puro
        1 Tessalonicesi 5, 12a.13b-18: Incoraggiate i paurosi
        Marco 11, 15-17: Casa di preghiera
Commento:

All’inizio e al cuore dell’iniziativa ecumenica si trova una pressante chiamata al pentimento e alla conversione. Qualche volta abbiamo bisogno di sapere come richiamarci vicendevolmente al nostro compito all’interno delle comunità cristiane, proprio come Paolo esorta nella Prima Epistola ai Tessalonicesi: se l’uno o l’altro causano divisioni, dovrebbero essere rimproverati; se alcuni hanno paura di ciò che una difficile riconciliazione potrebbe comportare, questi dovrebbero essere incoraggiati.

Perché nascondere questo fatto? Se la divisione fra cristiani esiste, è anche per la mancanza di volontà di essere dediti al dialogo ecumenico e anche, semplicemente, alla preghiera per l’unità.

La Bibbia ci racconta come Dio abbia mandato Giona per redarguire Ninive, e come l’intera città si sia ravveduta. Allo stesso modo, le comunità cristiane devono ascoltare la Parola di Dio e pentirsi. Nel corso dell’ultimo secolo non sono mancati profeti dell’unità che hanno reso i cristiani consapevoli della infedeltà manifesta nelle nostre divisioni e che hanno ricordato loro l’urgenza della riconciliazione.

Nell’immagine vigorosa dell’intervento di Gesù nel Tempio, la chiamata alla riconciliazione cristiana può seriamente mettere in discussione la nostra limitata auto-comprensione. Anche noi abbiamo un grande bisogno di purificazione. Noi abbiamo bisogno di sapere come liberare il nostro cuore da tutto ciò che gli impedisce di diventare una vera casa di preghiera, interessata all’unità di tutti i popoli.


      • Preghiera:

        O Signore,
        Tu desideri la verità nel profondo del nostro animo;
        nel segreto dei nostri cuori, Tu ci insegni la sapienza.
        Ispiraci in qual modo incoraggiarci vicendevolmente lungo la strada per l’unità.
        Rivelaci la conversione necessaria per la riconciliazione.
        Dai a ciascuno di noi un cuore nuovo, autenticamente ecumenico.
        Per questo ti preghiamo. Amen
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » sab gen 19, 2008 9:34 am

      • Immagine "Pregate continuamente" (1 Tessalonicesi 5, 17)
  • 21 gennaio 2008, quarto giorno – Non vendicatevi contro chi vi fa del male,

    ma cercate sempre di fare il bene tra voi e con tutti
      • Esodo 3, 1-12: Dio: ascolta il lamento degli Israeliti
        Salmo 146(145): Il Signore [...] difende la causa dei perseguitati
        1 Tessalonicesi 5, 12a.13b-18: Non vendicatevi contro chi vi fa del male
        Matteo 5, 38-42: Non vendicatevi contro chi vi fa del male
Commento:

Insieme, come popolo di Dio, siamo chiamati a pregare per la giustizia. Dio ascolta il grido degli oppressi, dei bisognosi, dell’orfano e della vedova. Dio è un Dio di giustizia e offre la risposta in Gesù Cristo, Suo Figlio, che ci ammonisce a lavorare insieme, in unità, nella pace e non con la violenza. Anche Paolo enfatizza questo con le parole: “Non vendicatevi contro chi vi fa del male, ma cercate sempre di fare il bene fra voi e con tutti”.

I cristiani pregano incessantemente per la giustizia, perché ogni singola persona venga trattata con dignità e riceva ciò che gli è dovuto, secondo giustizia, in questo mondo. Negli Stati Uniti d’America, l’ingiustizia della schiavitù degli Africani è terminata solo con una sanguinosa guerra civile, seguita da un secolo di razzismo, suffragato anche dallo stato. Persino le chiese erano divise secondo il colore della pelle. Tristemente, il razzismo e altre forme di intolleranza, come la paura per lo straniero, sono ancora lente a scomparire nella vita americana.

Eppure è stato attraverso gli sforzi delle chiese, soprattutto quelle afro-americane e i loro partner ecumenici, e massimamente attraverso la resistenza non violenta del Reverendo Dottor Martin Luther King, Jr., che i diritti civili furono custoditi come un tesoro di tutti nella vita americana. La sua ferma e profonda convinzione che solo l’amore ad imitazione di Cristo può realmente vincere l’odio e trasformare la società, continua ad ispirare i cristiani, e li attira a lavorare insieme per la giustizia. Il giorno della nascita di Martin Luther King è festa nazionale negli Stati Uniti. Ogni anno questo anniversario ricorre in prossimità della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

Dio ascoltò e rispose al grido degli Israeliti. Dio continua ad ascoltare e rispondere oggi al pianto di quanti sono oppressi. Gesù ci ricorda che la giustizia di Dio è incarnata nella sua stessa volontà di sacrificare la propria natura, il proprio potere, il proprio prestigio e la sua stessa vita per portare al nostro mondo la giustizia e la riconciliazione, attraverso cui tutti gli esseri umani sono trattati da eguali in valore e dignità.

Solo ascoltando e rispondendo al pianto degli oppressi possiamo camminare insieme nella strada verso l’unità. Questo si applica anche al Movimento ecumenico, laddove ci venga chiesto di andare “per due chilometri” oltre nella nostra disponibilità ad ascoltarci, ad abbandonare il proposito di vendetta, ad agire in carità.


      • Preghiera:

        Signore Dio,
        Tu hai creato l’umanità,
        maschio e femmina ad immagine divina
        Noi ti preghiamo continuamente,
        con un’unica mente e un unico cuore,
        affinché coloro che sono affamati in questo mondo possano essere nutriti,
        coloro che sono oppressi possano essere liberati,
        che tutte le persone possano essere trattate con la stessa dignità,
        e che noi possiamo essere tuoi strumenti
        nel rendere questo desiderio una realtà.
        Te lo chiediamo nel nome di Gesù Cristo nostro Signore. Amen
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun gen 21, 2008 6:38 pm

      • Immagine "Pregate continuamente" (1 Tessalonicesi 5, 17)
  • 22 gennaio 2008, quinto giorno – Siate pazienti con tutti
      • Esodo 17, 1-4: Perché?
        Salmo 1: Darà frutto a suo tempo
        1 Tessalonicesi 5, 12a.13b-18: Siate pazienti con tutti
        Luca 18, 9-14: Una preghiera umile
Commento:

Non possiamo essere conniventi con la divisione fra cristiani e, anzi, siamo giustamente impazienti su quando arriverà il giorno della nostra riconciliazione. Ma dobbiamo anche essere consapevoli che lo sforzo ecumenico non è sostenuto dappertutto con la stessa intensità. Alcuni procedono con passi da gigante, altri procedono più lentamente. Come ci esorta Paolo, dobbiamo essere pazienti con tutti.

Come il fariseo della preghiera, anche noi possiamo facilmente porci dinnanzi a Dio con l’arroganza di chi fa tutto per bene: “io non sono come gli altri uomini”. Se a volte siamo tentati di denunciare la lentezza o la troppa rapidità dei membri della nostra chiesa, o di quella dei nostri partner nel dialogo ecumenico, l’invito ad essere pazienti risuona come un importante e puntuale richiamo.

Talvolta è verso Dio che mostriamo la nostra impazienza. Come il popolo nel deserto, talvolta lo contestiamo: Perché dobbiamo continuare questo doloroso viaggio, se non ha scopo? Rimaniamo fiduciosi. Dio risponde alle nostre preghiere secondo il suo modo e i suoi tempi. Egli creerà nuovi modi, che rispondano alle necessità di oggi, per portare i cristiani all’unità.


      • Preghiera:

        O Signore,
        rendici tuoi discepoli,
        attenti alla tua parola,
        giorno e notte.
        Nel nostro viaggio verso l’unità,
        donaci la speranza di raccogliere frutti, nel tempo dovuto.
        Quando il pregiudizio e il sospetto sembrano dominare,
        ti preghiamo di donarci l’umile pazienza
        necessaria per la riconciliazione. Amen
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mar gen 22, 2008 6:18 pm

      • Immagine "Pregate continuamente" (1 Tessalonicesi 5, 17)
  • 23 gennaio 2008, sesto giorno – Siate sempre lieti. Pregate continuamente
      • 2 Samuele 7, 18-29: Davide ringrazia il Signore
        Salmo 86(85): Tendi l’orecchio, Signore!
        1 Tessalonicesi 5, 12a.13b-18: Siate sempre lieti
        Luca 10, 1-24: Gesù manda altri settantadue discepoli
Commento:

Nella preghiera noi accordiamo la nostra volontà alla volontà di Dio e così partecipiamo al raggiungimento del suo proposito. Abbiamo bisogno che lo Spirito Santo cambi i nostri cuori di credenti, cosicché possiamo avere la grazia di lavorare per Dio e di diventare parte della sua missione e del suo disegno di unità. Preghiamo per questo con costanza, consapevoli che “gli operai sono pochi”. In molti incontri ecumenici, e particolarmente durante il Workshop per l’unità dei cristiani che si tiene annualmente negli Stati Uniti, si è riconosciuto che se si vuole assicurare al Movimento ecumenico uno sviluppo prospero oggi e un futuro, si deve coinvolgere un numero maggiore di giovani. Abbiamo bisogno di numerosi lavoratori che sperimentino la gioia di pregare per essere a parte dell’opera di Dio.

Le letture del secondo giorno, ci svelano che cosa significhi lavorare per amore del vangelo. Davide, sorpreso dal fatto di poter aver parte nel piano di costruzione del magnifico tempio per il Signore, chiede: “O Dio, com’è possibile che tu abiti sulla terra?” (1 Re 8, 27) e poi conclude: “Benedici la mia dinastia perché duri per sempre davanti a te”.

Il salmista prega “Insegnami, Signore, la via da seguire: voglio esserti sempre fedele. Fammi avere questo solo desiderio: rispettare la tua volontà. Signore, mio Dio, ti loderò con tutto il cuore, sempre dirò che il tuo nome è glorioso”.

Nell’inviare i settantadue discepoli, Gesù conferma che attraverso loro, e quanti crederanno in lui per la loro predicazione, la sua pace e il lieto annunzio che “il regno di Dio ora è vicino a voi!” saranno proclamati in tutto il mondo. Dopo il loro gioioso ritorno, nonostante siano stati respinti, Gesù si rallegra del successo nell’aver sottomesso gli spiriti cattivi nel suo nome: il messaggio è di non arrendersi, mai.

La volontà di Dio è che il suo popolo sia uno. Come i cristiani a Tessalonica, anche noi siamo chiamati con impellenza a “rallegrarci sempre” e “pregare continuamente”, credendo che se cooperiamo senza riserve con Dio, il suo decreto e la sua volontà saranno realizzati.


      • Preghiera:

        O Signore Dio,
        nella perfetta unità del tuo essere,
        mantieni i nostri cuori ferventi di desiderio
        e di speranza per l’unità,
        perché non cessiamo mai di lavorare per amore del tuo vangelo.
        Ti chiediamo questo per Gesù Cristo nostro Signore. Amen
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mer gen 23, 2008 6:45 pm

      • Immagine "Pregate continuamente" (1 Tessalonicesi 5, 17)
  • 24 gennaio 2008, settimo giorno – Aiutate i deboli
      • 1 Samuele 1, 9-20: Anna prega per avere un figlio
        Salmo 86(85): Non respingere la mia supplica
        1 Tessalonicesi 5, 12a.13b-18: Vi raccomando [...] aiutate i deboli
        Luca 11, 5-13: Chiedete e riceverete!
Commento:

Incapace di avere figli, e perciò in grande avvilimento, Anna pregò Dio di concederle un figlio, e al tempo opportuno, le sue preghiere furono esaudite e nacque Samuele (che significa L’ho domandato al Signore). Nel vangelo di Luca leggiamo che Gesù stesso ci dice “chiedete e riceverete”, e così quando siamo nella necessità, ci volgiamo a Dio in preghiera. La risposta può non essere ciò che noi attendevamo, ma Dio risponde sempre.

La potenza della preghiera è immensa, soprattutto quando è unita al servizio. Dai vangeli sappiamo che Dio vuole che noi ci amiamo e ci serviamo gli uni gli altri. Nella Lettera di Paolo ai Tessalonicesi il tema del servizio è preso come un imperativo: “aiutate i deboli”. Non troviamo impossibile rispondere ecumenicamente, in modo concreto, alla debolezza o allo sconforto delle persone; chiese di diverse confessioni spesso lavorano mano nella mano. Ciononostante, la loro testimonianza in alcune situazioni è seriamente indebolita dalle divisioni. Persino nella preghiera, talvolta, siamo diffidenti verso forme di orazione diverse dalle nostre: le preghiere cattoliche che sono elevate a Dio mediante l’intercessione dei santi o di Maria, madre di Gesù; le preghiere liturgiche ortodosse, le preghiere pentecostali, le preghiere protestanti spontanee, che si rivolgono a Dio in modo diretto, utilizzando un linguaggio di tutti i giorni.

Vi sono segni positivi, tuttavia, di una nuova considerazione delle diverse forme di preghiera. All’interno delle chiese americane, l’esperienza del rinnovamento pentecostale ha condotto anche ad un grande apprezzamento circa la potenza della preghiera e, parimenti, i Pentecostali hanno cominciato a sentirsi più a loro agio nel Movimento ecumenico. La riflessione con le Chiese ortodosse e il Consiglio ecumenico delle chiese ha portato ad un maggiore reciproco apprezzamento delle forme di preghiera delle diverse tradizioni.

Senza dubbio, la fiducia nel potere della preghiera è comune a tutte le nostre tradizioni e costituisce un ricco potenziale per far avanzare la causa dell’unità, una volta che noi saremo in grado di comprendere e superare le difficoltà. Dovremmo sostenere con la preghiera i dialoghi volti a identificare e indirizzare le differenze fra le nostre chiese, che ci trattengono dal condividere insieme la mensa del Signore. L’essere insieme nella preghiera di rendimento di grazie permetterebbe di progredire più speditamente lungo la strada dell’unità.


      • Preghiera:

        O Signore,
        aiutaci ad essere veramente uno nella preghiera
        per la guarigione del mondo,
        per rimarginare le ferite
        nelle nostre chiese, e in noi stessi.
        Fa’ che mai dubitiamo che Tu ci ascolti
        e ci esaudisci nel nome di Gesù. Amen
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » gio gen 24, 2008 10:40 am

      • Immagine "Pregate continuamente" (1 Tessalonicesi 5, 17)
  • 25 gennaio 2008, ottavo giorno – Vivete in pace
      • Isaia 11, 6-13: Lupi e agnelli vivranno insieme e in pace
        Salmo 122(121): Pace entro le tue mura
        1 Tessalonicesi 5, 12a.13b-18: Vivete in pace tra voi
        Giovanni 17, 6-24: Che siano tutti una cosa sola
Commento:

Il desiderio di Dio per noi uomini è che viviamo in pace gli uni con gli altri. Questa pace non è solo assenza di guerra o di conflitto; la shalom che Dio desidera è quella che nasce da un’umanità riconciliata, da una famiglia umana che partecipa e incarna la pace che solo Dio può dare. L’immagine di Isaia del lupo che vive con l’agnello, del leopardo che si sdraia con il capretto offre una visione immaginativa del futuro che Dio desidera per noi. Questa shalom non è qualcosa che possiamo creare noi: siamo chiamati ad essere strumenti della pace di Dio, artefici dell’opera riconciliatrice di Dio. La pace, come l’unità, è un dono e una chiamata.

L’appello di Gesù all’unità dei suoi discepoli non ha preso la forma di un comandamento o di una richiesta, ha preso la forma di una preghiera, parole innalzate al Padre la notte prima che Gesù fosse messo a morte. È una preghiera che sale dal profondo del suo cuore e della sua missione, mentre prepara i suoi discepoli per tutto ciò che dovrà ancora venire: Padre che essi siano una cosa sola.

Segniamo, quest’anno, il centenario dell’Ottavario/Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: mentre celebriamo questa ricorrenza nel contesto del desiderio ardente, delle preghiere, e iniziative per l’unità dei cristiani attraverso i secoli, dobbiamo valutare attentamente dove ci troviamo in questo pellegrinaggio guidato dallo Spirito. È il tempo per rendere lode di tutti i risultati ottenuti grazie alla preghiera. In molti luoghi l’ostilità e l’incomprensione hanno lasciato il posto al rispetto e all’amicizia fra cristiani e comunità cristiane. I cristiani che si sono radunati insieme per pregare per l’unità si sono spesso uniti in atti di testimonianza comune al vangelo, e hanno lavorato congiuntamente nel servire coloro che erano in grande necessità. Il dialogo ha aiutato a costruire ponti di comprensione e ha portato alla risoluzione di alcune differenze dottrinali che ci avevano separato.

È certamente anche un tempo di ravvedimento, perché nelle nostre divisioni noi sentiamo la preghiera di Gesù per l’unità come un monito, e meditiamo sull’imperativo di Paolo ad essere in pace fra noi. Ai nostri giorni i cristiani sono pubblicamente divisi su molti temi: oltre alle continue differenze dottrinali, di sempre, siamo spesso in contrasto su questioni morali ed etiche, sui temi della guerra e della pace, su aree in cui viene chiamata in gioco la testimonianza comune. Divisi internamente e in conflitto gli uni con gli altri, veniamo meno alla chiamata ad essere segni e strumenti dell’unità e della pace voluta da Dio.

Che cosa dunque dovremmo dire? Vi è motivo per rallegrarsi, e motivo per dolersi. È un momento in cui rendere grazie per coloro che nelle passate generazioni hanno speso tutta la loro vita generosamente a servizio della riconciliazione, ed è un momento per impegnarsi nuovamente ad essere artefici dell’unità e della pace che Cristo desidera. E, infine, è un momento per considerare nuovamente che cosa significhi pregare sempre, attraverso le parole e le opere, attraverso la vita delle nostre chiese.


      • Preghiera:

        O Signore,
        rendici una cosa sola: uno nelle nostre parole,
        affinché un’unica preghiera devota possa elevarsi a te;
        uno nel nostro desiderio e nella nostra ricerca di giustizia,
        uno nell’amore a servizio dei più piccoli delle sorelle e dei fratelli,
        uno nel desiderio del tuo volto.
        O Signore, rendici uno in te. Amen
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » ven gen 25, 2008 2:58 pm

      • Immagine "Pregate continuamente" (1 Tessalonicesi 5, 17)
      • Dio onnipotente e misericordioso
        che per mezzo del tuo Figlio hai voluto unire le diverse nazioni in un solo popolo,
        concedi propizio che quanti sigloriano del nome cristiano,
        superata ogni divisione,
        siano una cosa sola, nella verità e nella carità,
        e tutti gli uomini, illuminati dalla vera fede,
        s’incontrino in comunione fraterna nell’unica Chiesa.
        Per Cristo nostro Signore. Amen
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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