Renzo Pezzani

Poeti celebri di affermata fama nazionale e mondiale

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colui33
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Renzo Pezzani

Messaggio da colui33 » lun mar 13, 2006 11:50 pm

I MENDICANTI ETERNI

LA RONDINE SOTTO L'ARCO LEGGERO
INAUGURA LA SUA LETIZIA
SOSPESA COME UNA PRIMIZIA
TENERA AL FERRO NERO.

COSI, DI SOLE, UN CHIARO RAGGIO
TRA L'OMBRA DELLE COLONNE, COME
TRA MENDICHI SENZA NOME,
DORME STANCO DEL PRIMO VIAGGIO.

E' COSI' GIOVANE IL SOLE, COSI' NUDO
CHE TREMA, E L'OMBRA PIA,
POI CHE SCENDE L' AVE MARIA,
LO COPRE COME UNO SCUDO.

IL GIORNO TRAMONTA SUL DESIO
DI CHI CERCA NEL CIELO UNA STRADA
E ATTENDE CHE UNA STELLA CADA
FRUTTO FIAMMANTE DI DIO.

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Beldanubioblu
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Messaggio da Beldanubioblu » mer mar 15, 2006 6:30 am

Renzo Pezzani
1898 – 1951

Poeta dialettale



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Renzo Pezzani nasce a Parma il 4 giugno 1898 in via Bixio nell’oltretorrente da una famiglia di stimati lavoratori artigiani, è il principale dei poeti dialettale Parmigiani e scrive anche in lingua. Nel 1921 consegue il diploma di maestro elementare e vince il concorso per l'insegnamento nelle scuole elementari di Parma. Il suo primo libro di poesie in lingua, dal titolo "Artigli" suscita subito viva attenzione per l'intensa emotività che si sprigiona da quelle fresche pagine. Pezzani fonda quindi la rivista "Difesa artistica" e pochi anni dopo una crisi religiosa lo riporta verso il cristianesimo meditante. La nota più alta della sua vita spirituale e del suo amore per Parma resta comunque racchiusa in 3 volumi di poesie dialettale, che si possono giustamente ritenere la trilogia poetica della nostra gente: "Bornìsi", "Tarabacli", "Oc’ lustèr", dove sono pubblicate le più belle poesie in vernacolo tra le quali “I dàn l’Otello” e “Padre Lino”. Un pensiero dedicato ai parmigiani lo esprime nella collana di versetti ai coristi della "Verdi" in occasione della prima esecuzione del "Inno a Parma" delle cui parole era autore per la musica di Ildebrando Pizzetti. Pochi mesi prima di lasciarci presenta ad un gruppo di amici il suo capolavoro scritto per il teatro dialettale “Al Marchés Popò”. Renzo Pezzani si spegne nella sua casa di Castiglione Torinese il 14 luglio 1951, per una emorragia interna. Dopo la morte, la Famija Pramzàna ha sempre ricordato il poeta, dal primo anniversario fino al 1973, quando nel 75° anniversario della nascita la Famija ha fatto apporre una lapide sulla facciata della casa natale del poeta. Nel 1998 a 100 anni dalla nascita del poeta viene rappresentato al Teatro Pezzani (teatro a lui dedicato) uno spettacolo per la regia di Giorgio Belledi, completamente di poesie e brani dialettale scritte da Pezzani, letti e interpretati dai migliori attori delle compagnie dialettali di Parma e provincia del momento, da Roberto Veneri, Enrico Iori, Enrico Maletti, Mauro Adorni, Aldo Pesce, Luigi Frigeri, Ernesto Campanini, Alfonso Patrì e tanti altri. Una serata indimenticabile registrata e trasmessa dalle TV locali.

fonte:http://www.parmaindialetto.it/ITALIANO/ ... i_1898.htm

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La vocazione di maestro indusse Pezzani a scrivere due serie di cinque volumetti di letture per i bambini delle scuole elementari Cose della vita e Focovivo che negli anni 1943/50 diventarono la più diffusa lettura per le scuole elementari.
Nel 1943 con Giusto Gervasutti (uno dei più grandi scalatori della storia dell’alpinismo) fondò la casa editrice Il Verdone. Pubblicò poche ma valide opere tra le quali Scalate sulle Alpi, autobiografico del Gervasutti e una raccolta antologica di poesie piemontesi intitolata Parnas Piemonteis. Nel 1945 Pezzani fondò una nuova casa editrice Edizioni Palatine che pubblicò alcuni suoi libri di poesie e un libro di saggi critici sulla musica di Ildebrando Pizzetti. Le rendite di Focovivo permisero a Pezzani di arredare riccamente una grande villa in via Santa Giulia organizzandovi fastosi e mecenateschi ricevimenti. Nello stesso periodo comprò una imponente villa settecentesca a Castiglione Torinese dove si ritirava a scrivere.
Nel 1948 però la situazione economica del Pezzani precipitò. Fu costretto a vendere la villa di via Santa Giulia per poi ritirarsi con la madre nella villa di Castiglione. Ben presto la salute peggiorò e minato nel fisico morì il 14 luglio 1951 a Castiglione Torinese. Aveva appena terminato la raccolta di poesie Bellissimi dolori, che rappresenta il suo testamento spirituale.
Forse Giuseppe Colli ha scritto le più belle parole sul poeta, ne decantano la grandezza e la storia della vita: "Benché Pezzani avesse sognato talvolta un ipotetico ritorno a Parma (egli amava la sua città soprattutto nel ricordo e l’aveva vissuta in poesia, con i suoi struggenti versi in dialetto parmigiano) fu Torino che gli diede fama e ricchezza, e Castiglione fu il luogo che egli considerò ideale per «fare poesia». Infatti molti dei suoi versi più belli e significativi nacquero nella villa sul colle di Castiglione, il luogo del suo tormentato esilio di poeta."

http://www.comunecastiglionetorinese.it ... zzani.html

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SETTE PROVERBI

"Non cercare la gioia
nelle cose lontane.

Se vuoi cogliere un fiore
non temere lo spino.

Non v'è cibo di re
più gustoso del pane.

Non è cosa che scaldi
più del nostro camino.

Non ti tocca fortuna
se non sei mattiniero.

Macchia più dell'inchiostro
un cattivo pensiero.

Non c'è acqua che lavi
più del pianto sincero."


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Il sole non ti serve per vedere perchè tu luce sei in mezzo al buio...(Lucia Di Iulio)

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