Meriggio

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Meriggio

Messaggio da scriba » ven ott 14, 2016 11:43 am

Meriggio. In uno dei vicoli stretti che si dipartono dalla piazza di Favignana, vicoli dove il sole suole lambirli solo a mezzogiorno e dove spira una leggera brezza marina piena dei profumi di questo mare incontaminato.Un vecchio pescatore sedeva su una antica sdraio di legno che si usavano nei vecchi bastimenti.Sedeva sereno a godersi il fresco ed il profumo del mare che respirava e che portava alla sua mente tanti ricordi.Ricordava quando da giovane aveva sfidato il mare agitato con la sua barca Olimpia, per strappare al mare il cibo per la sua famiglia.Il mare era agitato ma lui partì con la sua barca tenendo fisso il timone verso il mare aperto dove aveva posto le boe che segnalavano il punto dove aveva in precedenza gettato le reti, adesso con la speranza nel cuore andava ad issarle, malgrado le onde crescevano e la barca ondeggiava pericolosamente.I familiari dal porto scrutavano l'orizzonte tempestoso per vedere se fosse comparsa l'Olimpia.Dopo momenti di preghiera e di palpitazione,finalmente,comparve l'Olimpia, un grido di esultanza si levò dalle loro bocche, mentre la barca si avvicinava sempre più verso il porticciolo di Punta Lunga.La pesca era stata ricca e la barca era stracolma di pesci pregiati.Malgrado vi fossero pochi turisti, si era nel periodo pasquale, il pesce si vendette all'istante con un congruo guadagno per la famiglia.Era stata una lotta feroce con il mare, ma con il suo coraggio aveva vinto.Ricordava le antiche mattanze a cui aveva partecipato e malgrado si fosse assopito sulla sedia le sue mani rugose consumate dal tempo seguitavano a compiere i gesti consueti quali la cucitura delle reti o il lancio degli arpioni ai tonni nella camera della morte, mentre nella sua mente risuonavano le voci dei canti antichi che si cantavano durante la mattanza.Lui seguitava a dormire mentre le sue mani continuavano a muoversi nell'aria dominate dai movimenti usuali che avevano fatto per tutta una vita.Un pomeriggio la moglie lo trovò morto seduto su quella sedia con le mani ferme che cucivano una rete immaginaria, rete che aveva sempre usato per pescare.Questa volta una rete era stata calata dal cielo e lui era stato pescato nel mare dell'aria da lui sempre respirata insieme ai suoi ricordi ed ai suoi pensieri sul mare meraviglioso che aveva per anni navigato. Vittorio Banda

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