Rabrindranath Tagore

Poeti celebri di affermata fama nazionale e mondiale

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Valentina
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Rabrindranath Tagore

Messaggio da Valentina » mar dic 06, 2005 2:10 pm

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Non nascondere
il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.
*Valentina, FataErvariva* ...Luce ai miei passi la Tua Parola!...

Ospite

Messaggio da Ospite » mar dic 06, 2005 11:07 pm

Queste parole così cariche di spirirualità ridonano sempre un gusto particolarmente dolce ai grandi ideali di amicia, fratellanza, amore...
Il segreto del cuore, così mirabilmente donato da Gesù ai suoi, non è più un mistero ma un'estasiante ricerca che ci conduce al Suo cospetto...
Siamo nel Suo amore e con il Suo amore...
In Lui noi diventiamo amore, e con l'amore non vi è nulla d'impossibile...

Gae

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Beldanubioblu
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Messaggio da Beldanubioblu » mer dic 07, 2005 9:43 pm

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TAGORE (Biografia)

Conosciuto anche con il nome anglicizzato di Tagore, nacque a Calcutta nel 1861. Di famiglia nobile, illustre anche per tradizioni culturali e spirituali, nel 1877 fu inviato a studiare di ritto in Inghilterra dove rimase tre anni e ebbe i primi contatti con la cultura occidentale. Nel 1901 creò a Santiniketan (= asilo di pace) presso Bolpur, a 100 chilometri da Calcutta, una scuola dove attuare concretamente i propri ideali pedagogici: gli alunni vivevano liberamente, a immediato contatto con la natura, e le lezioni consistevano in conversazioni all'aperto, secondo l'uso dell'antica India. Lo stesso Thakur vi tenne conferenze di natura filosofica-religiosa. La scuola si fondava sugli antichi ideali dello Ashram (Santuario della foresta), affinché, come diceva, «gli uomini possano riunirsi per il supremo fine della vita, nel la pace della natura, dove la vita non sia solo meditativa, ma anche attiva». Sono idee che maturerà nel tempo e che diffonderà anche in europa e nel mondo occidentale attraverso giri di confe renze.
Molto dura per lui fu la perdita della moglie, e di due figli, tra il 1902 e il 1907: nel 1902 la moglie, nel 1904 la figlia, nel 1905 il padre, nel 1907 il figlio minore. La fama di Thakur, grandissima in India, cominciò a diffondersi anche in europa an che grazie alle traduzioni fatte da lui stesso delle proprie li riche, ciò che attirò l'attenzione tra l'al- tro di William B. Yeats e di Ezra Pound. Nel 1913 ebbe il nobel per la letteratura. Morì a Calcutta nel 1941. Thakur raccolse il frutto della sua giovanile esperienza in europa nelle Lettere di un viaggiatore in europa (1881). Diede i primi saggi delle sue doti nel dramma musicale Il genio di Valmiki (1882) e nelle liriche Canti della sera e Canti del mattino (1882-83). Negli anni successivi compose drammi, tra cui Il re e la regina (1889), Sacrificio (1891), e Citrangada (1892) considerato tra le cose sue migliori. Raccolte poetiche sono Manasi (1890), e Il battello d'oro (1893). Scrisse anche un nuovo diario di viaggio e numerosi racconti. Dopo la perdita della moglie e dei figli scrisse il poemetto La luna crescente (1903-1904), il romanzo Gora (1907-1910), i drammi Il re della camera oscura (1910) e L'ufficio postale (1912). E le raccolte di liriche Offerta di canti. Gitanjali (1913), e Il giardiniere (1913). Il "Gitanjali" fu la prima rac colta di poesie tradotta in inglese nel 1912 e curata direttamente da Yeats. Si tratta di 103 canti di offerta, composti tra il 1907 e il 1910. Di fronte al dolore e alla sofferenza anche per sonali, Takhur riesce a scuotersi nella poesia che ha la forza della fede religiosa: «tu mi hai fatto eterno, a tuo piacere. Questo fragile vaso continui a svuotare e a riempire di vita sempre fresca». Nel 1913 raccolse una scelta delle conferenze tenute nella sua scuola di Santiniketan con il titolo Sadhana. La realizzazione della vita . E scrisse l'autobiografia, Ricordi della mia vita (1912). Dopo la consacrazione mondiale con il nobel vennero il romanzo La casa e il mondo (1915-1916), la raccolta di poesia Balaka (1916), il dramma Oleandri rossi (1924) e molte altre opere, tra cui saggi di argomento pedagogico e politico. Il pensiero religioso-filosofico che sta alla base di tutta l'opera di Thakur è espresso organicamente soprattutto in "Sadha na". Esso si fonda su un panteismo mistico che ha le sue radici nelle "Upanisad", anche se è aperto ad altre tradizioni cultura li. Partendo dalla contemplazione della natura, Thakur vede in ogni sua manifestazione l'immanenza di Dio e quindi l'identità tra l'assoluto e il particolare, tra l'essenza di ogni uomo e quella dell'universo. Questa armonia cosmica viene riprodotta da Thakur nella propria lirica, che è prima di tutto perfetta e sot tile musicalità e, nella sua fase più matura ("Gitanjali"), canto di lode di Dio, gioioso ritrovamento dell'assoluto attraverso la strada invisibile dell'intuizione. Musicalità, armonia tra gli elementi naturali, sintonia tra individui e creato disegnano un equilibrio che sfiora la perfe zione e quando non la raggiunge esprime la sofferenza del distacco, l'amarezza della lontananza, il dolore della vita per aver negato all'individuo una occasione di felicità. L'essere felici coincide con l'essere più uomini, ovvero consapevoli della pro pria ricchezza inesauribile, un tesoro che prota il nome di infi nito nell'uomo personale. E' questo il segreto in grado di rende re «immortali le proprie azioni e di far proprio il mondo intero». L'invito a cercare il significato dell'esistenza nella riconciliazione con l'universale e con l'essere supremo percorre tutta la filosofia indiana, e Thakur ne è stato uno dei maggiori maestri nel XX secolo. Al centro sempre il tema della riflessione sulla vita perché questa è il sentiero da percorrere, lungo il quale «ascoltare le infinite storie lì imprigionate da tempo immemorabile» ("Lipika"). La vita è luogo del conflitto tra ciò che si desidera e ciò che si dovrebbe desiderare e niente cambia se non si attua una seconda nascita che introduca un fine a tutto, e renda l'agire una espressione della morale. Takhur esorta a vivere intensamente e in modo personale perché «la verità sta nella nostra personalità e solo là è reale e non astratta». Una personalità che si presenta infinita perché è chiamata a lavorare senza sosta per stabilire relazioni perfette e personali con il mondo il cui movimento offre il significato di piccole cose. Se nascerà la gioia nel dare noi stessi, allora si avrà la prova tangibile di avere conquistato la conoscenza dell'infinito e di poter esprimere l'eterno in noi. Una vita come tensione all'unità, creazione perpetua, cammino verso un significato che permette di guardare negli occhi il dolore e la morte e non rimanerne catturati. Altre sono le maglie nelle quali lasciarsi impigliare: «Hai fatto prigioniero il mio cuore nelle infinite reti del tuo canto, o mio Signore» ("Gitanjali"). Thakur usò sempre la lingua bengali, che seppe adattare alle sue multiforme esigenze, da quelle della poesia a quelle della narrativa e della saggistica, imprimendole una nuova e decisa modernità di espressione.

Le motivazioni del premio nobel: "because of his profoundly sensitive, fresh and beautiful verse, by which, with consummate skill, he has made his poetic thought, expressed in his own English words, a part of the literature of the West".


(Da Antenati)
fonte:http://www.zam.it/


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poesie

Messaggio da Beldanubioblu » mer dic 07, 2005 9:55 pm

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Se tu non parli

Se tu non parli
riempirò il mio cuore del tuo silenzio
e lo sopporterò.
Resterò qui fermo ad aspettare come la notte
nella sua veglia stellata
con il capo chino a terra
paziente.

Ma arriverà il mattino
le ombre della notte svaniranno
e la tua voce
in rivoli dorati inonderà il cielo.
Allora le tue parole
nel canto
prenderanno ali
da tutti i miei nidi di uccelli
e le tue melodie
spunteranno come fiori
su tutti gli alberi della mia foresta.




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Per un tuo sospiro


Per un tuo sospiro
io do sfogo
a viventi note
di gioia
o di dolore.
Sono una sola cosa
col tuo canto,
che sia
mattutino
o notturno,
che entri
tra i raggi del sole
o tra le ombre
della sera..
Se dovessi
Perdermi nella fuga
di questa musica,
non ne patirei,
tanto
questa melodia
m'è cara




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Hai colorato i miei pensieri


Hai colorato
i miei pensieri
e i miei sogni,
con gli ultimi riflessi
della tua gloria,
Amore,
trasfigurando
la mia vita
per la prossima bellezza
della morte.
Come il sole,
al tramonto,
ci lascia intravedere
un angolo di cielo,
hai mutato il mio dolore
in gioia immensa.
Per incanto, Amore,
vita e morte
sono diventate
per me
la stessa grande
meraviglia.




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Chiederei


Chiederei ancora

qualcosa

se possedessi il cielo, le sue stelle

e il mondo

con le sue infinite

ricchezze.

Sarei però contento anche d'ogni

piccola cosa

se lei fosse mia.
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Dammi solo poco

Messaggio da miriam bolfissimo » ven feb 24, 2006 12:04 pm

  • Dammi solo poco
    • Dammi solo poco,
      perché non dimentichi mai
      di chiamarti il mio tutto.

      Lasciami solo poco,
      perché in ogni luogo
      senta bisogno di te,
      perché senza ritegni
      possa tornare da te,
      perché in ogni momento
      possa offrirti il mio cuore.

      Lasciami solo poco,
      perché i tuoi doni
      non ti nascondano mai;
      dammi una sola catena
      con cui possa legarmi
      al tuo viso per sempre;
      lascia che il tuo desiderio
      inanelli la mia vita
      e diventi catena per te.

Un abbraccissimo, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da Beldanubioblu » lun mar 27, 2006 4:01 pm

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Voglio dare un dono d'affetto:


la preoccupazione è
cosa donare pur cercando non trovo
quello che dentro di me
desidero dare. Tutti si sono uniti per prendere con astuzia
quello che avevo: sono senza valore i tesori che mi sono rimasti
Orto e argento, perle e gioielli,
tutto era sotto terra, tutti i gioielli trovati
ognuno li portò a casa sua.
C' è tanto denaro nella cassaforte: se lo prendo cado in pericolo:
nell'armadio ci sono tanti vestiti, ma ad ogni passo ci sono guardiani.
Tutti noi che che siamo in questo mondo siamo in un luogo tremendo:
ingannandoci, coloro che vanno lontani infine dimenticheranno tutto.
Perciò, timidamente, chi può dà un segno di ricordo.
E di questo qualcosa resta, altro si rompe,altro si consuma invano. Se si
potesse lasciare un po' d' affetto,
che si potesse vedere con gli occhi, allora chi avrebbe dato tante cose?
Così penso in segreto
quale tesoro ti darò: contenta tu contento io,
ogni problema sarebbe risolto.
Non ho disegni né formule magiche,
qualche cosa che per sempre conquisti il tuo cuore.
Davanti a te, molto lontano, sta una vita nuova:
quel poco di caldo e di affetto che diamo
cara, prendili in un sol bacio
Unita ai tuoi compagni corri verso nuove speranze, nuovi desideri.
Se dimentichi se non hai tempo che importa per tutto questo?
Nella nostra vita resta il conforto di tenerti in cuore.
Colui che non possiamo trovare fuori si risveglierà dentro il cuore.
Il fiume attraversa l' ostacolo delle pietre con il suo animo semplice,
dentro le due rive cantando, gorgogliando fluisce da un paese all' altro.
Lascia il seno da dove è venuto sulla corrente della sorgente,
giorno per giorno va lontano verso l' oceano sconosciuto.
Le vette immobili, eterne, conservano il ricordo del piccolo fiume.
Quanto più lontano va il rivo d' affetto,
va con lui con passo veloce.
Così tu resta o non restare
ricordati o non ricordarti, dietro di te viene fluendo
la sorgente della mia benedizione.


da Canto d'infanzia



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Messaggio da Beldanubioblu » ven giu 23, 2006 7:15 pm

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[NON ANDARTENE, AMORE...]


Non andartene, amore, senza avvertirmi.
Ho vegliato tutta la notte e ora i miei occhi sono pesanti di sonno.
Ho paura di perderti mentre dormo.
Non andartene, amore, senza avvertirmi.

Mi sveglio e stendo le mani per toccarti.
Ti sento e mi domando: "È un sogno?"
Oh, potessi stringere i tuoi piedi col mio cuore e tenerli stretti al mio petto!
Non andartene, amore, senza avvertirmi
.


da "Il Giardiniere"



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[DIMMI SE TUTTO QUESTO È VERO]



Dimmi se tutto questo è vero,
amore mio,
dimmi se questo è vero.

Quando i miei occhi lampeggiano,
le oscure nuvole,
nel tuo petto,
danno risposte tempestose.

È vero che le mie labbra
sono dolci
come l'inizio del primo amore?

Che i ricordi di svaniti
mesi di maggio
indugiano nelle mie membra?

Che la terra, come un'arpa,
vibra di canzoni
al tocco dei miei piedi?

È poi vero che al mio apparire
la rugiada
cade dagli occhi della notte
e la luce del giorno
è felice quando avvolge con gioia
il mio corpo?

È vero, proprio vero
che il tuo amore vagò solitario
attraverso epoche e mondi
in cerca di me?

E che quando finalmente
mi hai trovato
il tuo vecchio desiderio
trovò una pace perfetta
nel mio parlare gentile,
nei miei occhi, nelle mie labbra
e nei miei capelli fluenti?

È vero, dunque, che il mistero
dell'infinito
è scritto sulla mia piccola fronte?

Dimmi, amore mio,
se tutto questo è vero.



da "Il Giardiniere"



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[CHIEDEREI ANCORA QUALCOSA]


Chiederei ancora qualcosa
se possedessi il cielo,
le sue stelle
e il mondo
con le sue infinite ricchezze.

Sarei però contento anche d'ogni
piccola cosa
se lei fosse mia.


da "Il Giardiniere"



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TALVOLTA LA MIA GIOIA



Talvolta
la mia gioia
ti spaventa
amore mio
nasce dal nulla
e si nutre di poco
di larve invisibili
che il vento trasporta
di frammenti di paura
che si fondono in tepore
di briciole di serenità
cadute
dalla mensa dei poveri
di un raggio di sole
che risveglia lucciole
addormentate
in gocce di rugiada
se mi ami
amore mio
perdona la mia gioia



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Messaggio da Beldanubioblu » mar giu 27, 2006 6:11 pm

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Ogni Alba..

Ogni Alba porta un nuovo giorno,
lavando con la luce della speranza
le macchie e la polvere dello spirito
vuoto di ogni giorno passato.
Vuoi celare te stesso!
Il cuore non ubbidisce,
diffonde luce dagli occhi.
Nella vita non c’è speranza
di evitare il dolore:
che tu possa trovare nell'animo
la forza per sopportarlo.
Cieco, non sai che l'andare e il venire
camminano sulla stessa strada?
Se sbarri la strada all'andata
perdi la speranza del ritorno...


...Alba, vieni in silenzio,

e porta lontano dal cielo

il velo della notte

Vita, porta lontano dal cuore

il velo esterno del boccio.

Mente, svegliati,porta lontano
il pesante ostacolo dell’inerzia.
Animo, porta lontano

il velo dell’illusione,

dalla pallida intelligenza.



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Messaggio da miriam bolfissimo » mar feb 27, 2007 3:28 pm

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  • Dammi coraggio
[/size]
      • Ti prego:
        non togliermi i pericoli,
        ma aiutami ad affrontarli.

        Non calmar le mie pene,
        ma aiutami a superarle.

        Non darmi alleati nella lotta della vita...
        eccetto la forza che mi proviene da te.

        Non donarmi salvezza nella paura,
        ma pazienza per conquistare la mia libertà.

        Concedimi di non essere un vigliacco
        usurpando la tua grazia nel successo;
        ma non mi manchi la stretta della tua mano
        nel mio fallimento.

        Quando mi fermo stanco sulla lunga strada
        e la sete mi opprime sotto il solleone;
        quando mi punge la nostalgia di sera
        e lo spettro della notte copre la mia vita,
        bramo la tua voce, o Dio,
        sospiro la tua mano sulle spalle.

        Fatico a camminare per il peso del cuore
        carico dei doni che non ti ho donati.

        Mi rassicuri la tua mano nella notte,
        la voglio riempire di carezze,
        tenerla stretta: i palpiti del tuo cuore
        segnino i ritmi del mio pellegrinaggio.
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      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mar feb 27, 2007 3:30 pm

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  • Aspettando l'amore
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      • Nubi su nubi si addensano
        e si fa buio.
        Amore mio, perché mi lasci tutto solo
        sulla porta ad aspettarti?

        Nei momenti più intensi del lavoro
        durante il giorno
        sto tra la gente
        ma in questo momento
        così buio e desolato
        solo in te posso sperare.
        Se non mi mostri il tuo volto
        se mi lasci qui in disparte
        non so come riuscirò a sopportare
        queste lunghe ore di pioggia.

        Osservo in lontananza
        l'oscurità del cielo
        e il mio cuore gemendo
        vaga col vento inquieto.
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      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mar feb 27, 2007 3:32 pm

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  • Eri tu il mio Signore
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      • Mentre incosciente ti ferivo
        scoprivo ch'eri accanto a me.

        Lottando inutilmente contro te
        sentivo ch'eri tu il mio Signore.

        Derubando del mio tributo il tuo onore
        vedevo crescere il mio debito con te.

        Nuotavo contro corrente di tua vita
        solo per sentire la forza del tuo amore.

        Per nascondermi da te
        ho spento la mia luce,
        ma tu m'hai sorpreso con le stelle.
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      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da Beldanubioblu » mar mag 08, 2007 2:42 am

E' dedicata a tutte le mamme.Immagine

“Da dove vengo, dove mi hanno trovato?” domanda il neonato alla mamma.
Lei piange e ride ad un tempo e, stringendo il bimbo al petto, gli risponde:
Tesoro mio, eri nascosto nel mio cuore, eri il suo desiderio.
Eri nelle bambole della mia infanzia quando, ogni mattina, modellavo nell’argilla l’immagine del mio dio, eri tu che facevo e rifacevo.
Tu eri sull’altare con la divinità del nostro focolare; adorandola, adoravo te.
In tutte le mie speranze, in tutti i miei amori, nella mia vita, in quella di mia madre, sei tu che hai vissuto.
Lo spirito immortale che protegge il nostro focolare ti coccola sul suo seno dalla notte dei tempi.
Nella mia infanzia, quando il cuore apriva i suoi petali, tu lo avviluppavi, come un profumo inebriante.
La tua delicata freschezza vellutava le mie giovani membra come il riflesso della rugiada che precede l’aurora.
Tu, piccolo del cielo, che hai per sorella gemella la luce del primo mattino, tu sei stato portato dalle onde della vita universale che ti ha infine posato sul mio cuore.
Mentre contemplo il tuo viso, il mistero mi inghiotte; tu che appartieni a tutti mi sei stato donato!
Per paura che mi scappi, ti tengo stretto al cuore. Quale magia il tesoro del mondo ha consegnato alle mie fragili braccia?


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Messaggio da miriam bolfissimo » mer giu 20, 2007 10:40 am

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  • Il coraggio e la certezza dell'amore
[/size]
      • Dammi il supremo coraggio dell'amore.

        Questa è la mia preghiera:
        coraggio di parlare,
        di agire, di soffrire,
        di lasciare tutte le cose,
        o di essere lasciato solo.

        Temprami con incarichi rischiosi,
        onorami con il dolore,
        e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.

        Dammi la suprema certezza dell'amore.

        Questa è la mia preghiera:
        la certezza che appartiene alla vita nella morte,
        alla vittoria nella sconfitta,
        alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
        a quella dignità nel dolore,
        che accetta l'offesa,
        ma disdegna di ripagarla con l'offesa.

        Dammi la forza di amare
        sempre e ad ogni costo.
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun lug 30, 2007 3:27 pm

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  • La magia del tuo fuoco
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      • Tocca la mia vita con la magia del tuo fuoco
        rendila preziosa col suo cocente dono di dolore.

        Adopera questo mio corpo come lampada
        da innalzare nel tuo tempio,
        e lascia che la sua fiamma bruci in canti
        durante la notte e durante il giorno.

        Lascia che le stelle vibrino nella mia oscurità,
        lungo il corso del tuo tocco,
        durante le ore di veglia nella notte.

        La nera caligine svanirà dai miei occhi,
        ovunque si volgano vedranno tutto nella tua luce,
        il mio dolore salirà in alto, fino al tuo altare,
        in una fiammante esplosione.
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      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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