Pablo Neruda

Poeti celebri di affermata fama nazionale e mondiale

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Pablo Neruda

Messaggio da Beldanubioblu » dom nov 13, 2005 9:47 pm

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Pablo Neruda (1904-1973)

Pablo Neruda (1904-1973) pseudonimo di Neftali Ricardo Reyes y Basoalto, poeta cileno considerato uno dei maggiori poeti del ventesimo secolo. Neruda nacque a Parral in Cile e comincio' a scrivere le prime poesie da giovanissimo per poi diventare insegnante. Nel 1924 il suo Viente poemas de amor y una canción desesperada (Venti poesie d'Amore e una canzone disperata) divenne un best-seller facendolo diventare uno dei piu' noti e giovani poeti latino-americani. Neruda, genio immaginativo, comincio' come simbolista, divento' quindi surrealista e infine realista, abbandonando la struttura formale tradizionale della poesia per una espressivita' piu' semplice e piu' terrena. La sua influenza sulla poesia in lingua spagnola e' stata enorme e tuttavia la sua reputazione internazionale e' andata molto oltre i confini linguistici. Neruda e' morto di leucemia a Santiago il 23 settembre 1973. La sua morte e' stata accelerata probabilmente dal colpo di stato di Pinochet avvenuto ai primi del mese. Durante la sua lunga carriera letteraria Neruda ha prodotto piu' di quaranta libri di poesia, traduzioni e teatro in versi. Come politico radicale divenne importante nel partito comunista cileno diventando senatore dal 1945 al 1948. Nel 1970 e' stato il candidato del suo partito per la presidenza della repubblica e dal 1970 al 1972 e' stato ambasciatore cileno in Francia. Nel 1971 ha vinto il premio Nobel di letteratura e il premio della Pace 'Lenin'.



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Il sole non ti serve per vedere perchè tu luce sei in mezzo al buio...(Lucia Di Iulio)

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Qui ti amo.

Messaggio da Beldanubioblu » dom nov 13, 2005 10:19 pm

Qui ti amo...

Qui ti amo.
Negli oscuri pini si districa il vento.
Brilla la luna sulle acque erranti.
Trascorrono giorni uguali che s'inseguono.

La nebbia si scioglie in figure danzanti.
Un gabbiano d'argento si stacca dal tramonto.
A volte una vela. Alte, alte, stelle.

O la croce nera di una nave.
Solo.
A volte albeggio, ed è umida persino la mia anima.
Suona, risuona il mare lontano.
Questo è un porto.
Qui ti amo.

Qui ti amo e invano l'orizzonte ti nasconde.
Ti sto amando anche tra queste fredde cose.
A volte i miei baci vanno su quelle navi gravi,
che corrono per il mare verso dove non giungono.
Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore.
I moli sono più tristi quando attracca la sera.

La mia vita s'affatica invano affamata.
Amo ciò che non ho. Tu sei così distante.
La mia noia combatte coni lenti crepuscoli.
Ma la notte giunge e incomincia a cantarmi.
La luna fa girare la sua pellicola di sogno.

Le stelle più grandi mi guardano con i tuoi occhi.
E poiché io ti amo, i pini nel vento
vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie di filo metallico.



Lucia
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Giochi ogni giorno...

Messaggio da Beldanubioblu » dom nov 13, 2005 10:23 pm

Giochi ogni giorno...

Giochi ogni giorno con la luce dell'universo.
Sottile visitatrice, giungi nel fiore e nell'acqua.
Sei più di questa bianca testina che stringo
come un grappolo tra le mie mani ogni giorno.

A nessuno rassomigli da che ti amo.
Lasciami stenderti tra le ghirlande gialle.
chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
Ah lascia che ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.


Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
Qui vengono a finire i venti, tutti.
La pioggia si denuda.

Passano fuggendo gli uccelli.
Il vento. Il vento.
Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini.
Il temporale solleva in turbine foglie oscure
e scioglie tutte le barche che iersera s'ancorarono al cielo.

Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
Tu mi risponderai fino all'ultimo grido.
Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.
Tuttavia qualche volta corse un'ombra strana nei tuoi occhi.


Ora, anche ora, piccola mi rechi caprifogli,
ed hai persino i seni profumati.
Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle
io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.

Quanto ti sarà costato abituarti a me,
alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
Abbiamo visto ardere tante volte l'astro baciandoci gli occhi
e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.

Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
Ti credo persino padrona dell'universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri,copihues,
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi.



Lucia
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Mi piaci

Messaggio da Beldanubioblu » mar nov 15, 2005 2:47 pm

Mi piaci




Mi piaci
quando taci
perchè sei come assente,
e mi ascolti da lontano,
e la mia voce non ti tocca.
Sembra
che si siano dileguati
i tuoi occhi
e che un bacio
ti abbia chiuso la bocca.
Siccome ogni cosa è piena
della mia anima
tu emergi dalle cose,
piena dell'anima mia.
Farfalla di sogno,
assomigli alla mia anima,
e assomigli alla parola
malinconia.
Mi piace
quando taci
e sei come distante.
Sembri lamentarti,
farfalla che tuba.
E mi ascolti da lontano
e la mia voce non ti giunge:
lascia che io taccia
con il silenzio tuo.
Lascia che ti parli
anche con il tuo silenzio
chiaro come una lampada,
semplice come un anello.
Sei come la notte,
silenziosa e stellata.
Il tuo silenzio è di stella,
così lontano e semplice.
Mi piaci
quando taci
perchè sei come assente.
Distante e dolorosa
come se fossi morta.
Poi basta una parola,
un sorriso.
E sono felice,
felice che non sia vero.
Il sole non ti serve per vedere perchè tu luce sei in mezzo al buio...(Lucia Di Iulio)

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Messaggio da miriam bolfissimo » mer nov 16, 2005 12:02 pm

    • Amo l’amore

      Io non voglio, Amata.
      Perché nulla ci leghi
      che nulla ci unisca.
      Ne' la parola che profumò la tua bocca,
      né ciò che le parole non dissero.
      Né la festa d'amore che non avemmo,
      né i tuoi singhiozzi vicino alla finestra.
      Amo l'amore che si suddivide
      in baci, letto e pane.
      Amore che può essere eterno
      e può esser fugace.
      Amore che vuol liberarsi
      per tornare ad amare.
      Amore divinizzato, che si avvicina.
      Amore divinizzato che se ne va.
Un abbraccissimo, miriam bolfissimo ;)
Ultima modifica di miriam bolfissimo il mer nov 16, 2005 12:07 pm, modificato 1 volta in totale.
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mer nov 16, 2005 12:05 pm

    • Chiarità

      Se ogni giorno cade dentro ogni notte
      c’è un pozzo dove la chiarità è rinchiusa.
      Bisogna sedersi sulla riva del pozzo dell’ombra
      a pescare luce caduta,
      con pazienza.
Un abbraccissimo, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mer nov 16, 2005 12:08 pm

    • Il tuo sorriso

      Toglimi il pane, se vuoi,
      toglimi l'aria, ma
      non togliermi il tuo sorriso.
      Non togliermi la rosa,
      la lancia che sgrani,
      l'acqua che d'improvviso
      scoppia nella tua gioia
      la repentina onda
      d'argento che ti nasce.
      Dura è la mia lotta e torno
      con gli occhi stanchi,
      a volte, d'aver visto
      la terra che non cambia,
      ma entrando il tuo sorriso
      sale al cielo cercandomi
      ed apre per me tutte
      le porte della vita.
      Amor mio, nell'ora
      più oscura sgrana
      il tuo sorriso, e se d'improvviso
      vedi che il mio sangue macchia
      le pietre della strada,
      ridi, perché il tuo riso
      sarà per le mie mani
      come una spada fresca.
      Vicino al mare, d'autunno,
      il tuo riso deve innalzare
      la sua cascata di spuma,
      e in primavera, amore,
      voglio il tuo riso come
      il fiore che attendevo,
      il fiore azzurro, la rosa
      della mia patria sonora.
      Riditela della notte,
      del giorno, della luna,
      riditela delle strade
      contorte dell'isola,
      riditela di questo rozzo
      ragazzo che ti ama,
      ma quando apro gli occhi
      e quando li richiudo,
      quando i miei passi vanno,
      quando tornano i miei passi,
      negami il pane, l'aria,
      la luce, la primavera,
      ma il tuo sorriso mai,
      perché io ne morrei.
Un abbraccissimo, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mer nov 16, 2005 12:10 pm

    • L’amore breve

      Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
      Pensare che non l'ho. Sentire che l'ho perduta.
      Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
      La mia anima non si rassegna ad averla perduta.
      Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca.
      Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
      La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
      Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.
      Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
      Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo.
      È così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.
      Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
      la mia anima non si rassegna ad averla perduta.
      Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa
      e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.
Un abbraccissimo, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mer nov 16, 2005 12:11 pm

    • Per il mio cuore

      Per il mio cuore basta il tuo petto,
      per la tua libertà bastano le mie ali.
      Dalla mia bocca arriverà fino in cielo
      ciò che stava sopito sulla tua anima.

      E' in te l'illusione di ogni giorno.
      Giungi come la rugiada sulle corolle.
      Scavi l'orizzonte con la tua assenza.
      Eternamente in fuga come l'onda.

      Ho detto che cantavi nel vento
      come i pini e come gli alberi maestri delle navi.
      Come quelli sei alta e taciturna.
      E di colpo ti rattristi, come un viaggio.

      Accogliente come una vecchia strada.
      Ti popolano echi e voci nostalgiche.
      Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono
      gli uccelli che dormivano nella tua anima.
Unabbraccissimo, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mer nov 16, 2005 12:13 pm

    • Sono felice

      Questa volta lasciami
      essere felice,
      non è successo nulla a nessuno
      non sono in nessun luogo,
      semplicemente
      sono felice
      nel quattro angoli
      del cuore, camminando,
      dormendo o scrivendo.
      Che posso farci, sono
      felice,
      sono più innumerabile
      dell’erba
      nelle praterie,
      sento la pelle come un albero rugoso,
      di sotto l’acqua,
      sopra gli uccelli,
      il mare come un anello
      intorno a me,
      fatta di pane e pietra la terra
      l’aria canta come una chitarra.
Un abbraccisismo, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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IL RAMO RUBATO

Messaggio da Beldanubioblu » ven nov 18, 2005 2:40 am

IL RAMO RUBATO





Nella notte entreremo
a rubare
un ramo fiorito.
Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.
Ancora non se n'è andato l'inverno,
e il melo appare
trasformato d'improvviso
in cascata di stelle odorose.
Nella notte entreremo
fino al suo tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.
E cautamente
nella nostra casa,
nella notte e nell'ombra,
entrerà con i tuoi passi
il silenzioso passo del profumo
e con i piedi stellati
il corpo chiaro della Primavera.



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Il Centenario di PABLO NERUDA

Messaggio da Tonyaldebaran » lun nov 21, 2005 4:01 pm

Immagine"Sono rinato molte volte,

dal fondo di stelle sconfitte ricostruendo il filo

delle eternità che ho popolato con le mie mani,

e ora morirò senza nient' altro, con terra

Sopra il mio corpo, destinato a essere terra"



Il Canto Generale (La Morte
)


CELEBRAZIONI DEL CENTENARIO DELLA NASCITA DI PABLO NERUDA



Il 12 luglio 2004 ricorda il centenario della nascita del poeta cileno Pablo Neruda. Questo avvenimento non è stato celebrato solamente nella sua patria ma in tutto il mondo. La sua poesia, la sua vocazione per gli ideali di libertà ed uguaglianza hanno attraversato tutte le frontiere. Si celebra il trionfo della Poesia che Neruda trasformò in festa popolare, canzone viva e bene di tutti.

Immagine Poeta cileno, premio Nobel della Letteratura nel 1971.


Pablo Neruda è lo pseudonimo che Neftalí Ricardo Reyes scelse in onore del poeta cecoslovacco Jan Neruda (1834-1891) cantore della povera gente. Egli nacque a Parral nel 1904 e morì a Santiago nel 1973. Di famiglia modesta, trascorse l'infanzia nel piovoso, malinconico e selvaggio sud del Cile, dove il padre era ferroviere; nella cittadina di Temuco, frequentò le scuole fino al liceo mentre proseguì gli studi universitarie al Santiago del Cile.

Nel 1924 il suo "Viente poemas de amor y una canción desesperada" (Venti poesie d'Amore e una canzone disperata) divenne un best-seller facendolo diventare uno dei più noti e giovani poeti latinoamericani.

Dal 1926 al 1943 girò il mondo come rappresentante diplomatico del suo paese, nel'36-37 visse l'esperienza della guerra civile spagnola, non soltanto da spettatore interessato. L'incontro,o meglio, la scoperta della Spagna fu per Pablo Neruda un'esperienza di estrema importanza. Come scrisse di lui Dario Puccini: "Uno di quei salti dialettici grazie ai quali la storia esterna diviene storia personale, la vita degli altri vita propria, il dolore del mondo sentimento radicato". Neruda, favorito dalle circostanze, creò, un pur lieve, scompiglio nella letteratura spagnola facendosi paladino della "poesia impura" opponendosi alla linea purista di Juan Ramón Jiménez. Allora la sua influenza non fu preponderante ma si fece sentire più tardi e ancora perdura, in qualche modo, presso le generazioni intermedie e recenti.

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Dopo aver subito il fascino dell'incontro con la poesia spagnola, il poeta cileno venne travolto nell'appassionata vicenda della guerra civile: prese subito posizione a favore della Repubblica aggredita; fu scosso dalla tremenda fucilazione di García Lorca e con César Vallejo, un poeta peruviano, fondò il Gruppo ispano-americano d'aiuto alla Spagna. La guerra civile determinò un mutamento profondo nell'animo, nelle convinzioni, nella cultura, nella poesia del poeta. La sua fu una vera e propria conversione al prossimo e la sua poesia divenne quella dell'uomo con gli uomini, cioè una poesia sociale e di lotta politica, di adesione e di repulsione rispetto al prossimo, di sostegno e di esacrazione, di speranza e di rabbia: d'azione.

E, quando, cessata la guerra civile e sconfitte le armi repubblicane, tanti spagnoli furono costretti all'esilio o morirono fucilati o in carcere, quel "legame materno" con la Spagna si fece per Pablo drammatico e fu come una goccia di sangue che rimase indelebile. Se uno dei sentimenti più forti dell'anima moderna è quello di un continuo e cocente esilio, di una imprecisata perdita esistenziale, la Spagna è stata per Neruda quella perdita, quell'esilio: Un vuoto angoscioso e accorato che si ripercuote, nel suo virile grido di poeta, dal lontano 1939 a oggi.
Nel 1944, tornato in Cile, s'iscrisse al Partito Comunista cileno e venne eletto senatore.

Dal 1948 al 1952 fu perseguitato e costretto all'esilio per la sua presa di posizione contro il neodittatore Gonzalez Videla; così tornò a viaggiare per il mondo. Nel 1971 vinse il Premio Nobel per la Letteratura. Nel 1973 ritornò in Cile.
Neruda, genio immaginativo, cominciò come simbolista, diventò quindi surrealista e infine realista, abbandonando, la struttura formale e tradizionale della poesia, per una espressività più semplice e più terrena. La sua influenza sulla poesia in lingua spagnola è stata enorme e tuttavia la sua reputazione internazionale è andata molto oltre i confini linguistici. Neruda è morto di leucemia a Santiago il 23 settembre del 1973. La sua morte è stata accelerata probabilmente dal colpo di stato di Pinochet avvenuto nei primi del mese. Durante la sua lunga carriera letteraria, Neruda ha prodotto più di quaranta libri di poesia, traduzioni e teatro in versi.

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POSSO SCRIVERE I VERSI PIU' TRISTI STANOTTE (LEI NON E' CON ME)
PUEDO ESCRIBIR LOS VERSOS MÁS TRISTES ESTA NOCHE
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.


Scrivere, ad esempio : La notte è stellata,
e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.


Il vento della notte gira nel cielo e canta.


Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Io l'amai , e a volte anche lei mi amò .


Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
La baciai tante volte sotto il cielo infinito.


Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.


Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Pensare che non l'ho. Sentire che l'ho perduta.


Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
E il verso cade sull'anima come sull'erba in rugiada.


Che importa che il mio amore non potesse conservarla.
La notte è stellata e lei non è con me.


E' tutto. In lontananza qualcuno canta. In lontananza.
La mia anima non si rassegna ad averla perduta.


Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca. Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.


La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.


Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.


D'altro. Sarà d'altro. Come prima dei suoi baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro . I suoi occhi infiniti.


Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo .
E' così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.


Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
la mia anima non si rassegna ad averla perduta.


Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa
e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo. Puedo escribir los versos más tristes esta noche.


Escribir, por ejemplo: La noche está estrellada,
y tiritan, azules, los astros, a lo lejos.


El viento de la noche gira en el cielo y canta.


Puedo escribir lo versos más tristes esta noche.
Yo la quise, y a veces ella también me quiso.

En las noches como ésta la tuve entre mis brazos.
La besé tantas veces bajo el cielo infinito.


Ella me quiso, a veces yo también la quería.
Cómo no haber amado sus grandes ojos fijos


Puedo escribir lo versos más tristes esta noche.
Pensar que no la tengo. Sentir que la he perdido.


Oír la noche inmensa, más inmensa sin ella.
Y el verso cae al alma como al pasto el rocío.


Qué importa que mi amor no pudiera guardarla.
La noche estrá estrellada y ella no está conmigo.


Eso es todo. A lo lejos alguien canta. A lo lejos.
Mi alma no se contenta con haberla perdido.


Como para acercarla mi mirada la busca.
Mi corazón la busca, y ella no está conmigo.


La misma noche que hace blanquear los mismos árboles.
Nosotros, los de entonces, ya no somos los mismos.


Ya no la quiero, es cierto, pero cuánto la quise.
Mi vos buscaba el viento para tocar su oído.


De otro. Será de otro. Como antes de mi besos.
Su voz, su cuerpo claro. Sus ojos infinitos.


Ya no la quiero, es cierto, pero tal vez la quiero.
Es tan corto el amor, y es tan largo el ovido.


Porque en noches como ésta la tuve entre mis brazos,
mi alma no se contenta con haberla perdido.


Aunque éste sea el último dolor que ella me causa,
y éstos sean los últimos versos que yo le escribo.



*********************************************************

AH VASTITA' DI PINI...

Ah vastità di pini, rumore d'onde che si frangono,
lento gioco di luci, campana solitaria,
crepuscolo che cade nei tuoi occhi, bambola
chiocciola terrestre, in te la terra canta!

In te i fiumi cantano e in essi l'anima mia fugge
come tu desideri e verso dove tu vorrai.
Segnami la mia strada nel tuo arco di speranza
e lancerò in delirio il mio stormo di frecce.

Intorno a me sto osservando la tua cintura di nebbia
e i1 tuo silenzio incalza le mie ore inseguite,
e sei tu ton le tue braccia di pietra trasparente

dove i miei baci si ancorano e la mia umida ansia s'annida.

Ah la tua voce misteriosa che l'amore tinge e piega
nel crepuscolo risonante e morente!
Così in ore profonde sopra i campi ho visto
piegarsi le spighe sulla bocca del vento.

*********************************************************

Perchè tu possa ascoltarmi...

Perchè tu possa ascoltarmi le mie parole
si fanno sottili, a volte,
come impronte di gabbiani sulla spiaggia.

Collana, sonaglio ebbro
per le tue mani dolci come l'uva.

E le vedo ormai lontane le mie parole.
Più che mie sono tue.
Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.

Così si aggrappano alle pareti umide.
E' tua la colpa di questo gioco cruento.

Stanno fuggendo dalla mia buia tana.
Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.

Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi,
e più di te sono abituate alla mia tristezza.

Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti
perchè tu le ascolti come voglio essere ascoltato.

Il vento dell'angoscia può ancora travolgerle.
Tempeste di sogni possono talora abbatterle.
Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente.
Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche.
Amami, compagna. Non mi lasciare. Seguimi.
Seguimi, compagna, su quest'onda di angoscia.

Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole.
Tutto ti prendi tu, tutto.

E io le intreccio tutte in una collana infinita
per le tue mani bianche, dolci come l'uva.

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Corpo di donna...

Messaggio da Beldanubioblu » lun nov 28, 2005 12:31 am

Corpo di donna...



Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono.
Il mio corpo di rude contadino ti scava
e fa scaturire il figlio dal fondo della terra.
Fui solo come un tunnel. Da me fuggivano gli uccelli
e in me irrompeva la notte con la sua potente invasione.
Per sopravvivere a me stesso ti forgiai come un'arma,
come freccia al mio arco, come pietra per la mia fionda.
Ma viene l'ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del seno! Ah gli occhi d'assenza!
Ah le rose del pube! Ah la tua voce lenta e triste!
Corpo della mia donna, resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia senza limite, mio cammino incerto!
Rivoli oscuri dove la sete eterna rimane,
e la fatica rimane, e il dolore infinito



Lucia
Il sole non ti serve per vedere perchè tu luce sei in mezzo al buio...(Lucia Di Iulio)

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Messaggio da Beldanubioblu » ven mar 23, 2007 9:50 pm

IN TE LA TERRA



Piccola
rosa,
rosa piccina,
a volte,
minuta e nuda,
sembra
che tu mi stia in una
mano,
che possa rinchiuderti in essa
e portarti alla bocca,
ma
d'improvviso
i miei piedi toccano i tuoi piedi e la mia bocca le tue labbra,
sei cresciuta,
le tue spalle salgono come due colline,
i tuoi seni si muovono sul mio petto,
il mio braccio riesce appena a circondare la sottile
linea di luna nuova che ha la tua cintura:
nell'amore come acqua di mare ti sei scatenata:
misuro appena gli occhi più ampi del cielo
e mi chino sulla tua bocca per baciare la terra.
Il sole non ti serve per vedere perchè tu luce sei in mezzo al buio...(Lucia Di Iulio)

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Messaggio da Beldanubioblu » dom set 23, 2007 8:28 pm

Il sole non ti serve per vedere perchè tu luce sei in mezzo al buio...(Lucia Di Iulio)

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