25 Febbraio 2007 Festività in onore di San Gabriele

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25 Febbraio 2007 Festività in onore di San Gabriele

Messaggio da Redazione » dom feb 25, 2007 5:08 pm

25 Febbraio 2007 Festività in onore di San Gabriele

Anche quest'anno a San Benedetto ci sono state le festività in onore di San Gabriele.
La confraternita dell'addolorata si è impegnata a costituire un comitato che ancora una volta ha dato onore al Santo protettore di Abruzzo.
Quest'anno nonostante la pioggia i fedeli sono sfilati in processione per il paese in quanto sono molti devoti a San Gabriele che in passato ci ha fatto grazie a cittidini del nostro San Benedetto.

Questa è la statua che rappresenta San Gabriele nella nostra chiesa.
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ALCUNE NOTIZIE SU SAN GABRIELE dal sito ufficiale di http://www.sangabriele.org/.

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San Gabriele dell'Addolorata: santo dei giovani, dei miracoli, del sorriso

Il santo dei giovani, il santo dei miracoli, il santo del sorriso: con questi tre appellativi è conosciuto San Gabriele dell'Addolorata.
La scelta della vita religiosa per lui fu radicale fin dall'inizio. Aveva trovato finalmente la sua felicità. Scriveva ai familiari: "La mia vita è una continua gioia. Non cambierei un quarto d'ora di questa vita". La sua fu una vita semplice, senza grandi gesta, contrassegnata dall'eroicità del quotidiano, che viveva da innamorato del Crocifisso e della Madonna. San Gabriele è il santo dei miracoli, invocato in ogni parte del mondo come potente intercessore presso Dio. Sulla sua tomba continuano ad accadere numerosi prodigi e sono tanti coloro che raccontano grazie e guarigioni da lui ottenute. Si contano a migliaia gli ex voto portati dai devoti al santuario in segno di riconoscenza. San Gabriele è il santo del sorriso. Seppe vivere sempre con gioia ed entusiasmo la sua esistenza. Né le varie sofferenze della sua vita, né la morte in giovane età riuscirono a spegnere il suo sorriso.


La vita del Santo

1) San Gabriele nasce da famiglia aristocratica ad Assisi (Perugia) il 1° marzo 1838. E' l'undicesimo di tredici figli di Sante Possenti, sindaco della città, e Agnese Frisciotti. Lo battezzano lo stesso giorno con il nome dell'illustre concittadino, Francesco. In casa però sarà sempre chiamato Checchino. Nel 1841 Sante è nominato assessore al tribunale di Spoleto (Perugia), dove si trasferisce con tutta la famiglia. Qui, a meno di 42 anni, muore mamma Agnese. Prima di spirare, vuole vicino a sé Checchino per l'ultimo addio. D'ora in poi sarà papà Sante ad educare i figli, aiutato dalla figlia maggiore Maria Luisa e dalla fidata governante Pacifica. Nel 1844 Checchino inizia le elementari. Nel 1846 riceve la cresima e nel 1851 la prima comunione.
A tredici anni affronta gli studi liceali nel collegio dei gesuiti. E' intelligente, esuberante, vivace, gli piace studiare, riesce ottimamente soprattutto nelle materie letterarie. Compone poesie in latino, le recite scolastiche lo vedono sempre protagonista. Vince numerosi premi scolastici. Elegante, vivace, spigliato, diventa un punto di attrazione per la sua allegria. Gli piace seguire la moda, veste sempre a puntino. Vuole primeggiare in tutto, "la bella vita non gli dispiace".
2) Organizza partite di caccia, partecipa a passeggiate e scampagnate, va volentieri a teatro col padre e le sorelle, va a ballare (in città è anche conosciuto come "il ballerino"), anima le serate nei salotti di Spoleto, legge i romanzi e lo attirano gli autori del tempo, il Manzoni, il Grossi, il Tommaseo. Ma è anche di animo buono, generoso sensibile alle sofferenze dei poveri, ama la preghiera. Sprizza vita da tutti i pori. Niente di strano se qualche ragazza fa sogni su di lui. Lui si presenta sempre più ricercato nei vestiti e sempre più raffinato nelle sale da ballo e nei salotti. E' un bel ragazzo e ne è consapevole. Alto, snello, moro, viso rotondo fragile, occhi neri vividi, labbra ondulate con finezza sempre in sorriso, capelli castano scuri dal ciuffo ribelle. Checchino della vita è innamoratissimo, ma sul futuro sembra ancora indeciso.
I ripetuti lutti familiari e alcune brutte malattie in cui è incappato gli hanno fatto apparire le gioie umane brevi ed inconsistenti; come l'ultimo dramma, la morte dell'amatissima sorella Maria Luisa, il 17 giugno 1855. Segue un anno tribolato senza riuscire a fare una scelta. Le cose non sono più quelle di prima, l'idea del convento torna con più insistenza. Il 22 agosto 1856, durante la processione, quando l'immagine della Madonna del duomo passa davanti a lui, gli risuonano nel cuore chiare parole: "Francesco, cosa stai a fare nel mondo? Segui la tua vocazione!" . Questa volta non riesce a resistere, è la madre che chiama. Il 6 settembre parte da Spoleto; la sera del 7 è a Loreto; nella santa casa trascorre l'intera giornata dell'8 settembre, festa della Madonna. Il 10 è già a Morrovalle (Macerata) per iniziare il noviziato. Lui, il ballerino elegante, il brillante animatore dei salotti di Spoleto, ha scelto di entrare nell'istituto austero dei passionisti, fondato nel 1720 da San Paolo della Croce con lo scopo di annunciare, attraverso la vita contemplativa e l'apostolato, l'amore di Dio rivelato nella Passione di Cristo.
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Messaggio da Redazione » dom feb 25, 2007 5:14 pm

ECCO ALCUNE FOTO DELLA PROCESSIONE

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