IL TERREMOTO IN ABRUZZO .... E LA SETTIMANA SANTA

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IL TERREMOTO IN ABRUZZO .... E LA SETTIMANA SANTA

Messaggio da Redazione » dom apr 12, 2009 5:14 pm

Grazie a Dio Nel Nostro Paese non ci sono stati danni alle persone e chi era ad Aquila in quel giorno dal 05 al 06 Aprile ha potuto salvarsi dal dramma del terremoto.
Gli uffici del palazzo municipale sono trasferiti nei locali delle scuole medie a San Cipriano.
Lee due chiese del paese sono state chiuse perchè pericolanti ed alcune famiglie sono state allontanate dalle proprie abitazioni.
Oggi 12 Aprile nel giondo di pasqua, la speranza di una rinascita dovrebbe essere ancora piu forte, eppure è difficile trovare una sola parola che possa essere di conforto, il dolore resta dentro di noi ed è come se volessimo provarlo tutto, perché ci sentiamo responsabili di quello che è accaduto.
C'è silenzio tutto intorno la gente ha lo sguardo chino e ci si domanda di chi è la colpa di tutto cio’.
E’ troppo facile scaricare a Dio la responsabilità di questa tragedia, perché sappiamo che la colpa è dell’uomo che per interessi personali metterebbe in pericolo la vita di tutti gli uomini della terra.
In questi momenti pero’ viene fuori la parte piu bella di ognuno di noi , la solidarietà e l’amore .
In ognuno di queste bare c’è un figlio nostro, un nostro caro, un amico, siamo una grande famiglia.
Noi Abruzzesi siamo un popolo forte e gentile, siamo abituati a soffrire e a voltare la terra con le mani, ce l’abbiamo fatta gia in altre occasioni molto difficili, questa voltà è ancora piu dura, ma se tutti ci darete una mano e non vi scorderete troppo subito di noi ce la faremo ancora.
GRAZIE ITALIA. GRAZIE AL MONDO INTERO, GRAZIE A DIO

CLICCATE QUI http://innamoratidellamadonna.it/forum/ ... php?p=9362 PER VEDERE UN FILMATO DELLA SETTIMANA SANTA AL NOSTRO APESE

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Messaggio da Redazione » dom apr 12, 2009 5:24 pm

ECCO ALCUNE IMMAGINI DELLA TENDOPOLI OVE SI CELEBRA LA SANTA MESSA

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Messaggio da Giammarco De Vincentis » lun apr 13, 2009 11:25 am

Cari amici nei giorni successivi al terremoto ci sono state polemiche sul fatto che si potesse prevedere e sui fabbricati nuovi che si sono sciolti come neve al sole.
Eppure la scossa non era tanto forte se facciamo riferimento a cio’ che accade in Giappone o in altre zone in America .
Ho vissuto durante il servizio militare all’Aquila nel 1975-1976 e spesso per lavoro sono stato nei palazzi della prefettura.
Sono stato ricoverato diverse volte anche all’Ospedale San Salvatore dell’Aquila dove a vedere quella struttura nuova e ben disposta mi sentivo tranquillo.
Nei tempi del servizio militare ho vissuto l’evento di piccole scosse di terremoto e quelle case altre fino a quattro piani , divise da viottoli dove una macchina faceva fatica a passare mi mettevano un po di paura .
Il centro storico dopo 30 anni era quello di prima, ma pochi Aquilani sono rimasti a viverci perché si sono trasferiti in nuove abitazioni costruite nella periferia del capoluogo Aquilano.
Le vecchie case erano state affittate agli studenti universitari, con gli affitti si potevano pagare i mutui serviti per costruire le nuove, oggi è difficile continuare a pagare le rate, soprattutto in questo momento in cui molti hanno perso, oltre alla casa, anche il posto di lavoro.
La storia ci insegna che i Terremoti ci son o sempre stati e si sono ripetuti a distanza di tempo nelle zone cosiddette a rischio e prima o poi doveva succedere.
Purtroppo e forse è bene anche che non pensiamo in negativo credendo che queste tragedie facciano parte solo del passato e che noi siamo solo spettatori di cio che accade guardando la tv che ci racconta le tragedie degli altri.
Purtroppo pero’ siamo tutti dentro lo schermo che prima o poi racconta le storie e le tragedie di tutti i popoli e quando tocca a noi facciamo fatica a capire e restiamo attoniti in attesa di continuare a riprendere a vivere.
Ad Aquila erano mesi comunque che si ripetevano scosse di terremoto, non fortissime ma si sentivano abbastanza da rubare la serenità agli abitanti , ma soprattutto a quelli che potevano restarsene alle loro case ed invece erano a studiare alle università.
Sono d’accordo che i terremoti non si possono prevedere e che ogni evento ha una storia a se ma credo che ognuno di noi debba riflettere quando l’evento dura mesi come nel nostro caso e non puo far finta di nulla.
Io ho mia figlia Roberta che studia ingegneria all’università dell’Aquila e la settimana che ha preceduto la scossa del 06 Aprile non riuscivo a stare tranquillo, cosi insieme ad altri papa di amiche che abitavano lo stesso appartamento di mia figlia mi sono recato ad Aquila per rendermi conto di quanto accadeva.
Visitando la casa abbiamo notato delle piccole crepe al soffitto ed il proprietario, una bravissima persona ci ha rassicurato che a detta dei vigili del fuoco era tutto ok .
Della buona fede del proprietario non avevamo dubbi, ma non ci siamo comunque sentiti di lasciare le nostre figlie in quella casa, che poi ha subito dei grossi danni, le scale che arrivavano fino al quarto piano sono crollate, molte persone durante i terremoti muoiono , mentre fuggono per le scale.
Le nostre figlie erano a casa grazie a Dio, hanno solo vissuto il dramma della paura, ma tante sono morte sotto le macerie della casa dello studente e negli appartamenti del centro storico.
Nel giorno di Pasqua la speranza di una rinascita dovrebbe essere ancora piu forte, eppure è difficile trovare una sola parola che possa essere di conforto, il dolore resta dentro di noi ed è come se volessimo provarlo tutto, perché ci sentiamo responsabili di quello che è accaduto.
C'è silenzio tutto intorno la gente ha lo sguardo chino e ci si domanda di chi è la colpa di tutto cio’.
E’ troppo facile scaricare a Dio la responsabilità di questa tragedia, perché sappiamo che la colpa è dell’uomo ,che per interessi personali metterebbe in pericolo la vita di tutti gli uomini della terra.
In questi momenti pero’ viene fuori la parte piu bella di ognuno di noi , la solidarietà e l’amore .
In ognuno di queste bare c’è un figlio nostro, un nostro caro, un amico, siamo una grande famiglia.
Noi Abruzzesi siamo un popolo forte e gentile, siamo abituati a soffrire e a voltare la terra con le mani, ce l’abbiamo fatta gia in altre occasioni molto difficili, questa voltà è ancora piu dura, ma se tutti ci darete una mano e non vi scorderete troppo subito di noi ce la faremo ancora.
GRAZIE ITALIA, GRAZIE A TUTTO IL MONDO, GRAZIE A DIO.

In merito ai giovani che frequentano l’università ad Aquila , a loro dico di non mollare, di tornare a studiare anche se sotto le tendopoli in quella città che rischia di non avere piu un futuro legato alla storia e alla cultura.
Siete voi il futuro del nostro Abruzzo, fatelo anche per il rispetto di chi non ce l’ha fatta altrimenti il loro sacrificio sarà invano.

Giammarco De Vincentis
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