Un cuore d'oro

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RobyMAD
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Un cuore d'oro

Messaggio da RobyMAD » lun ott 15, 2007 11:47 pm

UN CUORE D’ORO

Era la notte di Halloween: chi non aveva in programma di spaventare gli odiosi vicini, o mettere del lassativo nel dentifricio della nonna (rea di essere taccagna quando si trattava della paghetta?) Eppure, malgrado tutto, Elena era alla mensa dei poveri ad aiutare i più sfortunati.
Là fuori, la festa, con tutte le maschere di mostri. Con Elena, persone dalla barba incolta, senza denti, con la pelle macchiata.
Nell’associazione di volontariato in cui lei era la presidentessa, ogni tanto qualcuno moriva soffocato dai denti rotti e inavvertitamente ingoiati. (In realtà c’era solo un caso, documentato e finito nelle pagine locali dei quotidiani. Il resto erano leggende.)
Elena stava vicino all’ultima arrivata, una vecchia megera straniera che voleva essere chiamata «Dona Flor». La bisognosa si toglieva spesso la maglietta e giocherellava con ognuno dei centoventitre nei che le ricoprivano la pancia. Era uno spettacolo orrendo, che divertiva molto il resto dei volontari, ma non Elena, “la donna dal cuore d’oro” che provava pietà per quella povera pazza (però divertente, ha ha ha ha ha) e pregava gli altri di lasciarla in pace.
Dona Flor un giorno prese Elena da parte e le parlò:
«Perché tu non ridi mai?» E tentò di schiacciarsi un neo.
Elena la fermò spiegandole che quella non era una pustola e sarebbe stato dannoso schiacciarla.
Dona Flor, sorridendo, le alitò in faccia:
«Ti piacerebbe avere un cuore d’oro?»
Elena sapeva ascoltare, dono assai raro al giorno d’oggi:
«Non si può avere un cuore d’oro…»
Fu interrotta: «Se fosse possibile, ti piacerebbe avere un cuore d’oro?»
«Vieni, è tempo perso.» La incitò una collega.
«Lasciala in pace, irriconoscente ragazza. Io le sto offrendo un cuore d’oro. Voi non fate altro che scaricare le vostre responsabilità sugli altri e senza rendervene conto lei sta diventando sempre più infelice.»
Dona Flor tentò d’arrampicarsi sul tavolo, ma s’inciampò e cadde a gambe all’aria, lasciando intravedere vene varicose. Allora profetizzò da una sedia: «Io darò un cuore d’oro, come questo – e ne tirò fuori uno grosso quanto un pugno – alla persona che nei prossimi sessanta minuti dimostrerà di esserne meritevole, per bontà.»
Dona Flor si tolse ogni vestito. Restò nuda come mamma l’aveva fatta e tutti i volontari corsero in bagno a vomitare. Tornando, udirono: «Lavatemi, in particolare i piedi, per favore, è il mio ultimo desiderio prima di morire.»
Elena scosse la testa incredula. Com’era possibile che dei polpacci potessero essere così gonfi!
Fu spintonata e due ragazzi corpulenti fecero sdraiare Dona Flor sul tavolo.
Carlo e Federico le bagnarono i piedi con acqua calda, per ammorbidire lo sporco incrostato.
Elena rimase in disparte a vedere i colleghi che lavoravano. Anche lei aveva bisogno di soldi, ma gli studi di Carlo, o la bicicletta per il figlio di Federico erano forse più importanti.
Un'ora più tardi, finito il lavaggio del primo piede, Dona Flor si alzò e parlò: «Elena, vieni qui. Perché non hai fatto niente, non t’interessa avere un cuore d’oro?»
Per un momento Elena pensò a una casa tutta sua, senza gli orribili vicini, ma subito dopo
pensò a Carlo: «Ci sono volontari più bravi di me.» Che lo useranno per motivi più nobili.
Improvvisamente si sentì soffocare, il sangue era fermo e il cervello non riceveva più ossigeno. Cadde a terra, e tremando si spense.
Dona Flor tirò fuori dalla borsa quattro coltelli affilati e li lanciò sul pavimento: «Elena ha vinto. È di gran lunga la migliore di tutti voi. Adesso ha un cuore d’oro. Fatene quel che volete.»
Oggi Carlo è un famosissimo architetto e il figlio di Federico ha tre splendide biciclette in garage. Ogni settimana, i due s’incontrano e vanno a trovare Elena, al cimitero.

MORALE della FAVOLA: Avere un cuore d’oro è utile soprattutto per gli altri. E da allora è nato il modo di dire: «non bisogna prendere tutto alla lettera.» E pensando ad Elena, Carlo e Federico non dicono più «Due cuori e una capanna», ma «Due cuori = due bi-famigliari, più la macchina sportiva e la sicurezza economica per il futuro.»

gluca
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Messaggio da gluca » sab feb 09, 2008 3:22 pm

Come sarebbe bello se tutti avessero un cuore rivolto verso il bene del prossimo....

RobyMAD
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Sì, ma qualche volta stare attenti al prossimo non guasta.

Messaggio da RobyMAD » mar feb 19, 2008 1:46 am

Penso che ogni cosa vada fatta con intelligenza. L'importante penso sia non dimenticare se stessi, altrimenti rischi di essere come una lampadina che si sta fulminando: fai per un po' tantissima luce (e più del necessario) e poi esplodi.
Ciao.
Roberto.

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