...MARE...

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rossomena
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...MARE...

Messaggio da rossomena » gio mag 17, 2007 4:07 pm

"Ciao,Mare….da dodici giorni ti guardo dalla spiaggia e solo ora,camminando qui a riva,sento la tua voce.

In questo punto il tuo rumore copre quello della gente.

Il tuo movimento è cosi forte e assordante! Sarà per questo che oggi ti ho notato…"

Guardo i suoi continui movimenti:è forte,generoso,aperto,profondo.E' piacevole stare lì ad osservarlo!

Spostando lo sguardo con la stessa intensità ed immensità vedo il cielo,le colline dietro di me e respiro profondamente.E' bello essere con i piedi ben piantati nella sabbia e vedersi attorno tutte le meraviglie e nello stesso tempo farne parte.

I miei occhi cercano ancora il mare e subito noto la mia ombra allungarsi nell'acqua.Mi guardo e mi vedo in uno specchio,ma lì,diversamente da uno specchio vedo i lineamenti della mia anima.

Sciolgo il mio corpo ed il mio pensiero;vedo la mia ombra che si modifica,che si distende e le onde la toccano,a volte da destra o da sinistra,e provo una sensazione di rilassamento.

"Mi colpisce,mare,il sentire che non ci sono barriere tra noi due e che tu non cancelli la mia ombra con i tuoi movimenti."

"Sei così forte,grande,immenso,ma così delicato."

Silenzio…Cammino un po' avanti e indietro.

"Sai,a volte ho paura di te perché penso che se vengo là dove sei più profondo,potrei annegare.Vorrei invece lasciarmi andare,abbandonarmi in te,lasciarmi accarezzare dai tuoi dolci movimenti."

"Vivi con me ciò che vuoi."

"Perché le tue parole sono senza deformità…quasi un percorso senza alterazioni?"

Sghignazza.Dapprima rido anch'io con lui,poi ritorno seria."Ma tu non ti fermi mai,non riposi,non dormi?"

"Io dormo,mi muovo,gioco e faccio contemporaneamente tante altre cose:io non faccio parte del tempo come voi lo intendete."

"Già,sei eterno."

"Non esattamente,sono nato con la formazione della terra e morirò con essa."

"Ma tu vivi senza scorgere la fine,mentre noi essere umani…"

"Voi vivete nella dimensione del tempo."

"Non capisco."

"La tua acqua è un corpo che non si logora…"

"Nemmeno quella che tu chiami anima,forse il tuo pensiero è stato scaraventato nel tempo che scorre,è stato indotto ad addomesticare le impronte di passi non ancora appoggiati a terra…"

"Il tuo pensiero dov'è?"

"Nel tempo in cui io vivo il mio movimento."

"Perché noi abbiamo invece il pensiero che non è in sincronia con il corpo?Il nostro corpo invecchia ed il nostro pensiero vorrebbe fare tante cose che non sanno correre con il nostro corpo…"

Mi interrompo ed osservo pensierosa.

"Ehi!" gli grido,ho forse scelto io di vivere in questo corpo come tu hai scelto di essere il mare?"

Silenzio.

"Durante la notte mi fai paura così nero."

"Ma hai paura anche degli altri colori?"

"Ridi di me per questo?"

"No."

Mi fermo a riflettere.

"Quante cose sai!"

"Non più di te.Solamente so osservare."

"Hai mai desiderato essere qualcos'altro?"

"Ma…vuoi sapere tutto,ora sono il mare."

Lo osservo a lungo,voglio sentire quello che mi dice ed ho la sensazione che un grande sorriso sfiori le sue onde.

"Mi sorridi?"

"Sei simpatica…"

"Anche tu."

Resto molto tempo in silenzio,lo guardo e mi allontano.Torno dopo un po' sui miei passi.

"Ti devo salutare…domani parto."

"Ti saluto anch'io."

Penso dentro di me:"Chissà se veramente gliene importa qualcosa,se quello che penso di sentire da lui è soltanto frutto della mia fantasia."

Lo guardo staccata e vedo una massa d'acqua che si muove e continuerà a farlo anche dopo la mia partenza.

Ma improvvisamente:"Torna,ho bisogno di te."

"Tu di me?" gli chiedo.

"Si.Sono il mare,sono tante cose,ma ho bisogno anche degli uomini."

"E i pesci?"domando io.

"Nascono e muoiono dentro di me.Tu sei lì fuori."

"Vuoi dire che hai bisogno di vivere emozioni,nonostante la diversità,perché appartengono a chi è altro da te?"

Mi guarda e sento che le parole non servono,comunichiamo con un linguaggio fatto di diaframmi perforati da matite dalla grafite morbida che si sgrana tra le dita e ci lascia abbandonare impronte ovunque.Ora penso che ogni cosa anche se diversa è legata all'altra.Il mare alla terra,l'uomo nella terra,e tutto è uno scambio,tutto crea il vuoto per lasciare spazio a tutto,lasciando nascere gioia,dolore o indifferenza.

Immergo i piedi nell'acqua e mi lascio lavare,bagnare,caricare della sua potenza,accarezzare:abbandono in lui me stessa in una simbiosi di piacere…e poco dopo mi allontano...ma e' li che voglio innamorarmi e vivere...
...anche di giorno le stelle continuano a brillare...

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