LA SANTA QUARESIMA...

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Info da Medjugorje
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LA SANTA QUARESIMA...

Messaggio da Info da Medjugorje » mer mar 01, 2006 3:53 am

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LE SOFFERENZE DI CRISTO E LE NOSTRE

Signore Gesù,
nel tabernacolo santo,
tu ci attendi,
come amico sempre fedele,
per parlarci,
per ascoltarci.
In questo tempo penitenziale
verremo da te
con cuore pentito;
Tu donaci il Tuo perdono.

Signore Gesù,
tu sei il Figlio dell'uomo:
così ti sei chiamato,
così ti sei definito.
Tu sei il primogenito di tutta l'umanità.
Tu sei in relazione con ogni creatura,
e quindi tu sei in rapporto
con chiunque soffre.
Tu sei il primo dei sofferenti.
Se la sofferenza è pari
alla sensibilità fisica,
può esservi sensibilità maggiore,
più squisita e più vulnerabile della Tua?
Chi mai ha sudato sangue?
chi mai ha previsto la propria passione?
chi l'ha assorbita come un calice
fino in fondo come Te?

Cari amici, oggi inizia la quaresima, tempo di riflessione, tempo di rinuncia, tempo di pentimento, tempo di intensificare le preghiere per poter aprire il cuore. Durante questo tempo Dio vuole farci conoscere la Sua infinita misericordia. Attraverso la passione di Gesù, Dio vuole dirci che noi tutti siamo importanti per Lui e che Lui desidera la pace per i nostri cuori. La Sua mano si tende per salvarci. Afferiamola! Lui ci guiderà e ci aiuterà a ritrovare nel silenzio l'angolo del nostro cuore dove si trovano le ferite. Quelle ferite che fanno male e che bruciano anche se sono nascoste. Dio non desidera che noi soffriamo a causa dei nostri peccati, per questo ci presenta di nuovo il Salvatore, Colui che toglie i peccati del mondo, Colui che si sacrificherà per te, per me, per il mondo intero. Un amore così grande e senza limiti merita la nostra attenzione e la nostra fiducia. Apriamo il cuore e togliamo il velo d'orgoglio, di vergogna e di paura che si è steso sopra le nostre ferite, per donarli con piena fiducia a Colui che soffre per poterci salvare.

Auguro a tutti una buona quaresima e prego, affinché scenda su ognuno di noi lo Spirito di forza per trovare il coraggio di afferrare la mano che ci aiuterà a rialzarci.

Ospite

un mare di lacrime..

Messaggio da Ospite » mer mar 01, 2006 11:52 am

inizio la quaresima in un mare di lacrime,, Silvia grazie quelle due mani unite han svegliato ricordi e un incontro stamane ha fatto memoria che iniziano le CENERI,,
poi passa, ma sono stata colta di sorpresa e piango, piango e non riesco fermarmi ,, non si può iniziare la Quaresima già dicendo basta,, ma solo oggi Gesù lasciamelo dire come tu l'hai detto nell'orto...
grazie Silvia e a tutti vi chiedo preghiere, la malattia mi mette ormai davanti all'Assoluto e a volte , .........mi sfugge quel BASTA che non vorrei mai dire,, ciao adriana

elisabetta
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Messaggio da elisabetta » mer mar 01, 2006 12:26 pm

Grazie, Silvia per il tuo bellissimo msg di inizio Quaresima. Anche qui a Rimini desideriamo vivere questo periodo intensamente , chiedendo al Signore quei doni di cui Maria ci ha parlato nel Suo ultimo messaggio. Dono dello Spirito Santo, dono della fede, dono del pentimento dei nostri peccati, dono di un più intenso amore verso Gesù.
Se aiuteremo a portare col Signore un po' della Sua Croce, Lui non mancherà di darci il centuplo, sostenendoci lungo il cammino con la Sua Misericordia . Come famiglia, ci vogliamo preparare per la Pasqua seguendo le meditazioni di S. Kowalska , leggere di più la Bibbia, pregare la via Crucis ogni venerdi , oltre al rosario quotidiano e s.Messa.
L'anno scorso abbiamo fatto la veglia tra il giovedì santo e il venerdi di morte; abbiamo trascorso in famiglia tutta la notte in preghiera , cercando di seguire il Signore ora dopo ora. Anche se non ce l'abbiamo fatta a farla proprio tutta da svegli, posso comunque assicurare che quella è stata per noi la notte più feconda dell'anno. auguro di cuore a tutti una santa Quaresima.
Elisabetta. Rimini.
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Andrea
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Alleluja!

Messaggio da Andrea » mer mar 01, 2006 1:20 pm

Ciao Silvia!
Volevo ringraziare il Signore del privilegio di averti conosciuto.
Lo volevo ringraziare x ieri sera e per aver interceduto attraverso te le le meravigliose parole cariche di Amore che hai detto su Skype.
Come te anch'io voglio offrire un digiuno al Signore in questo tempo di quaresima.
Che Dio ti benedica sempre x quello che fai e ricorda che prego sempre per te.
Cara Elisabetta, mi sembra di averti scritto una volta, ho notato che sei di Rimini, lo sono anch'io.
Sarebbe bello pregare insieme ogni tanto...
Un grande abbraccio in Cristo a tutti carico d'Amore
Mi accosterò all'altare di Dio, al Dio che rallegra la mia giovinezza
Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento.
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Auguro a tutti una buona quaresima.

Messaggio da Giammarco De Vincentis » mer mar 01, 2006 1:40 pm

Auguro a tutti una buona quaresima. :)


Amici carissimi, in questi giorni che porta alla Pasqua, ognuno di noi dovrebbe rifugiarsi nel suo deserto.
Dentro di noi, nelle nostre case, nella nostra vita tutti abbiamo uno spazio riservato.
E' qui che dobbiamo ascoltarci in silenzio, nel profondo dei nostri cuori, dove lo Spirito di Dio alimenta le nostre coscienze.
In questi giorni facciamo digiuno lontanto dai rumori della vita, non soltanto rinunciando al cibo quotidiano.
Rendiamoci meno schiavi alla tecnologia che ci sta rubando la serenità, iniziando dalla televisione, che dovremo accendere sempre meno scegliendo i programmi piu' istruttivi e legati ai veri valori della vita cristiana.
Facciamo lunghe passeggiate rinunciando alla macchina, risparmieremo soldi e salute.
Facciamo opere di carità e doniamo una parola di conforto a chi si sente solo.
Amici carissimi che sia questo un momento di crescita interiore per tutti noi e che possiamo ascoltare il Signore ogni volta che si manifesta nella nostra vita.


Giammarco


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Messaggio da elisabetta » mer mar 01, 2006 3:09 pm

caro Dawson, non ricordo di aver ricevuto mails da te, ma posso sbagliare. Certo che sarebbe bello pregare assieme, magari su skipe con anche Silvia e gli altri amici... Chissà. Mettiamoci tutti d'accordo !
Noi siamo della parrocchia di S.Maria MAddalena (Celle), sacerdote Don Giorgio Pesaresi. Ti vorrei informare che, seguendo il programma di preghiera a Medjugorje , ogni 1° giovedi del mese (e quindi domani) facciamo l'ora di adorazione al SS alle 20:30. Se e quando vorrai venire, mia figlia Gloria suona la chitarra e io la tastiera su all'altare ( il tutto MOLTO modestamente !!! non è certo come a Medjugorje....). Così ci potrai riconoscere.
Elisabetta
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Messaggio da Giammarco De Vincentis » mer mar 01, 2006 3:40 pm

RAGAZZI A PROPOSITO DI RIMINI

Dal 22 al 25 di aprile ci sarà un incontro, con gruppi di rinnovamento dello Spirito Santo.

Nllo stesso periodo volevo organizzare un viaggio a Medjugorje ma visto che non ci sono molte disponibilità tra i nostri amici, potremo approfittare di questo incontro per conoscerci noi amici di questo forum., troveremo un altra data per Medjugorje, la Madonna sa aspettarci.

Se vi sta bene possiamo aprire un link su comunità :)
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Messaggio da Valentina » mer mar 01, 2006 5:55 pm

Giammarco ha scritto:
Dal 22 al 25 di aprile ci sarà un incontro, con gruppi di rinnovamento dello Spirito Santo.

Nllo stesso periodo volevo organizzare un viaggio a Medjugorje ma visto che non ci sono molte disponibilità tra i nostri amici, potremo approfittare di questo incontro per conoscerci noi amici di questo forum.
Io ci sarei sicuramente :D
...Ringraziando la Mamma...!
*Valentina, FataErvariva* ...Luce ai miei passi la Tua Parola!...

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Messaggio da elisabetta » mer mar 01, 2006 6:34 pm

per rispondere a GianMarco : con tutta probabilità e a DIo piacendo saremo a Medju. nel caso purtroppo non andasse così, accettiamo io e mio marito volentieri l'invito.
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Messaggio da Andrea » mer mar 01, 2006 7:55 pm

Cara Elisabetta, ho abitato 16 anni alle celle di Rimini, e la ex parrocchia della Santissima Trinità era la mia parrocchia :lol:
Sono stato battezzato nella vecchia chiesa, che è stata poi convertita in ortodossa.
Eh eh il mondo è proprio piccolo.
Dal 98 abito a S.Ermete di Santarcangelo, la mia parrocchia ora è S.Martino in XX, il mio parroco nonchè padre spirituale è don Probo, ben noto nella nostra zona e non solo.
Sono stato alle celle il 16 ottobre quando è venuto padre Ljubo Kurtovic (molto toccante x me) ed il 24 novembre quando è venuto padre Peter Ljubicic.
Don Giorgio ha celebrato la mia comunione e cresima ed ho un ottimo ricordo di lui, la mia fede si è "inceppata" x 3 anni ed il mio caro don Probo ha saputo ripristinare molto bene.
Sarei anch'io molto contento di sentirvi su skype! scaricatolo cosi ci contattiamo! 8)

Giamma, che dire, x me va bene, l'importante è che poi stabiliamo un altra data x Medj! :lol:

Un saluto a tutti, vi voglio bene
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Messaggio da miriam bolfissimo » gio mar 02, 2006 6:48 pm

Miei carissimi tutti, pace e gioia! e buona santa quaresima 2006!

Ecco, è arrivato il tempo liturgico che amo di + durante l'anno e sono tanto felice di qs tempo di quaresima, la Grande Quaresima come la chiamava san Francesco che di quaresime ne viveva ben cinque nel tempo dell’anno; sono felice xchè mi mette gioia avere un tempo lungo e mirato di conversione, un tempo speciale x drizzare la rotta verso Dio!

La Grande Quaresima: in qs tempo desidero con tutto il cuore essere testimone di Speranza e di Amore, nella gioia… lo desidero tantissimo: essere testimone della Sua Speranza e del Suo amore, nella gioia, xchè vedo che c’è tanto bisogno di Speranza, di Carità e di gioia, fuori e soprattutto dentro di me: troppi musi lunghi x mancanza di gioia guardando la propria croce, troppi corpi stanchi senza Speranza nell'Amore, troppa solitudine dentro di noi x mancanza di attenzione verso l’altro…

Qs è il mio impegno x qs Grande Quaresima: ed è anche l'augurio che faccio a tutti voi, pregando come san francesco davanti a Cristo Crocifisso...
  • Alto, potente e e glorioso Iddio,
    illumina le tenebre del cuore mio:

    dammi fede retta,
    speranza certa,
    carità perfetta.

    Dammi umiltà profonda,
    dammi senno e discernimento

    affinchè io possa fare con gioia
    ogni tuo comandamento.
Un abbraccissimo, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » gio mar 02, 2006 6:57 pm

Messaggio di Sua Santità Benedetto XVI per la

Quaresima 2006

“Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione” (Mt 9, 36)



Carissimi fratelli e sorelle!


La Quaresima è il tempo privilegiato del pellegrinaggio interiore verso Colui che è la fonte della misericordia. È un pellegrinaggio in cui Lui stesso ci accompagna attraverso il deserto della nostra povertà, sostenendoci nel cammino verso la gioia intensa della Pasqua. Anche nella “valle oscura” di cui parla il Salmista (Sal 23,4), mentre il tentatore ci suggerisce di disperarci o di riporre una speranza illusoria nell’opera delle nostre mani, Dio ci custodisce e ci sostiene. Sì, anche oggi il Signore ascolta il grido delle moltitudini affamate di gioia, di pace, di amore. Come in ogni epoca, esse si sentono abbandonate. Eppure, anche nella desolazione della miseria, della solitudine, della violenza e della fame, che colpiscono senza distinzione anziani, adulti e bambini, Dio non permette che il buio dell’orrore spadroneggi. Come infatti ha scritto il mio amato Predecessore Giovanni Paolo II, c’è un “limite divino imposto al male”, ed è la misericordia (Memoria e identità, 29 ss). È in questa prospettiva che ho voluto porre all’inizio di questo Messaggio l’annotazione evangelica secondo cui “Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione” (Mt 9,36). In questa luce vorrei soffermarmi a riflettere su di una questione molto dibattuta tra i nostri contemporanei: la questione dello sviluppo. Anche oggi lo “sguardo” commosso di Cristo non cessa di posarsi sugli uomini e sui popoli. Egli li guarda sapendo che il “progetto” divino ne prevede la chiamata alla salvezza. Gesù conosce le insidie che si oppongono a tale progetto e si commuove per le folle: decide di difenderle dai lupi anche a prezzo della sua vita. Con quello sguardo Gesù abbraccia i singoli e le moltitudini e tutti consegna al Padre, offrendo se stesso in sacrificio di espiazione.

Illuminata da questa verità pasquale, la Chiesa sa che, per promuovere un pieno sviluppo, è necessario che il nostro “sguardo” sull’uomo si misuri su quello di Cristo. Infatti, in nessun modo è possibile separare la risposta ai bisogni materiali e sociali degli uomini dal soddisfacimento delle profonde necessità del loro cuore. Questo si deve sottolineare tanto maggiormente in questa nostra epoca di grandi trasformazioni, nella quale percepiamo in maniera sempre più viva e urgente la nostra responsabilità verso i poveri del mondo. Già il mio venerato Predecessore, il Papa Paolo VI, identificava con precisione i guasti del sottosviluppo come una sottrazione di umanità. In questo senso nell’Enciclica Populorum progressio egli denunciava “le carenze materiali di coloro che sono privati del minimo vitale, e le carenze morali di coloro che sono mutilati dall’egoismo… le strutture oppressive, sia che provengano dagli abusi del possesso che da quelli del potere, sia dallo sfruttamento dei lavoratori che dall’ingiustizia delle transazioni” (n. 21). Come antidoto a tali mali Paolo VI suggeriva non soltanto “l’accresciuta considerazione della dignità degli altri, l’orientarsi verso lo spirito di povertà, la cooperazione al bene comune, la volontà di pace”, ma anche “il riconoscimento da parte dell’uomo dei valori supremi e di Dio, che ne è la sorgente e il termine” (ibid.). In questa linea il Papa non esitava a proporre “soprattutto la fede, dono di Dio accolto dalla buona volontà dell’uomo, e l’unità nella carità di Cristo” (ibid.). Dunque, lo “sguardo” di Cristo sulla folla, ci impone di affermare i veri contenuti di quell’«umanesimo plenario» che, ancora secondo Paolo VI, consiste nello “sviluppo di tutto l’uomo e di tutti gli uomini” (ibid., n. 42). Per questo il primo contributo che la Chiesa offre allo sviluppo dell’uomo e dei popoli non si sostanzia in mezzi materiali o in soluzioni tecniche, ma nell’annuncio della verità di Cristo che educa le coscienze e insegna l’autentica dignità della persona e del lavoro, promuovendo la formazione di una cultura che risponda veramente a tutte le domande dell’uomo.

Dinanzi alle terribili sfide della povertà di tanta parte dell’umanità, l’indifferenza e la chiusura nel proprio egoismo si pongono in un contrasto intollerabile con lo “sguardo” di Cristo. Il digiuno e l’elemosina, che, insieme con la preghiera, la Chiesa propone in modo speciale nel periodo della Quaresima, sono occasione propizia per conformarci a quello “sguardo”. Gli esempi dei santi e le molte esperienze missionarie che caratterizzano la storia della Chiesa costituiscono indicazioni preziose sul modo migliore di sostenere lo sviluppo. Anche oggi, nel tempo della interdipendenza globale, si può constatare che nessun progetto economico, sociale o politico sostituisce quel dono di sé all’altro nel quale si esprime la carità. Chi opera secondo questa logica evangelica vive la fede come amicizia con il Dio incarnato e, come Lui, si fa carico dei bisogni materiali e spirituali del prossimo. Lo guarda come incommensurabile mistero, degno di infinita cura ed attenzione. Sa che chi non dà Dio dà troppo poco, come diceva la beata Teresa di Calcutta: “La prima povertà dei popoli è di non conoscere Cristo”. Perciò occorre far trovare Dio nel volto misericordioso di Cristo: senza questa prospettiva, una civiltà non si costruisce su basi solide.

Grazie a uomini e donne obbedienti allo Spirito Santo, nella Chiesa sono sorte molte opere di carità, volte a promuovere lo sviluppo: ospedali, università, scuole di formazione professionale, micro-imprese. Sono iniziative che, molto prima di altre espressioni della società civile, hanno dato prova della sincera preoccupazione per l’uomo da parte di persone mosse dal messaggio evangelico. Queste opere indicano una strada per guidare ancora oggi il mondo verso una globalizzazione che abbia al suo centro il vero bene dell’uomo e così conduca alla pace autentica. Con la stessa compassione di Gesù per le folle, la Chiesa sente anche oggi come proprio compito quello di chiedere a chi ha responsabilità politiche ed ha tra le mani le leve del potere economico e finanziario di promuovere uno sviluppo basato sul rispetto della dignità di ogni uomo. Un’importante verifica di questo sforzo sarà l’effettiva libertà religiosa, non intesa semplicemente come possibilità di annunciare e celebrare Cristo, ma anche di contribuire alla edificazione di un mondo animato dalla carità. In questo sforzo si iscrive pure l’effettiva considerazione del ruolo centrale che gli autentici valori religiosi svolgono nella vita dell’uomo, quale risposta ai suoi più profondi interrogativi e quale motivazione etica rispetto alle sue responsabilità personali e sociali. Sono questi i criteri in base ai quali i cristiani dovranno imparare anche a valutare con sapienza i programmi di chi li governa.

Non possiamo nasconderci che errori sono stati compiuti nel corso della storia da molti che si professavano discepoli di Gesù. Non di rado, di fronte all’incombenza di problemi gravi, essi hanno pensato che si dovesse prima migliorare la terra e poi pensare al cielo. La tentazione è stata di ritenere che dinanzi ad urgenze pressanti si dovesse in primo luogo provvedere a cambiare le strutture esterne. Questo ebbe per alcuni come conseguenza la trasformazione del cristianesimo in un moralismo, la sostituzione del credere con il fare. A ragione, perciò, il mio Predecessore di venerata memoria, Giovanni Paolo II, osservava: “La tentazione oggi è di ridurre il cristianesimo ad una sapienza meramente umana, quasi a una scienza del buon vivere. In un mondo fortemente secolarizzato è avvenuta una graduale secolarizzazione della salvezza, per cui ci si batte sì per l’uomo, ma per un uomo dimezzato. Noi invece sappiamo che Gesù è venuto a portare la salvezza integrale” (Enc. Redemptoris missio, 11).

È proprio a questa salvezza integrale che la Quaresima ci vuole condurre in vista della vittoria di Cristo su ogni male che opprime l’uomo. Nel volgerci al divino Maestro, nel convertirci a Lui, nello sperimentare la sua misericordia grazie al sacramento della Riconciliazione, scopriremo uno “sguardo” che ci scruta nel profondo e può rianimare le folle e ciascuno di noi. Esso restituisce la fiducia a quanti non si chiudono nello scetticismo, aprendo di fronte a loro la prospettiva dell’eternità beata. Già nella storia, dunque, il Signore, anche quando l’odio sembra dominare, non fa mai mancare la testimonianza luminosa del suo amore. A Maria, “di speranza fontana vivace” (Dante Alighieri, Paradiso, XXXIII, 12) affido il nostro cammino quaresimale, perché ci conduca al suo Figlio. A Lei affido in particolare le moltitudini che ancora oggi, provate dalla povertà, invocano aiuto, sostegno, comprensione. Con questi sentimenti a tutti imparto di cuore una speciale Benedizione Apostolica.
Udienza Generale di Papa Benedetto XVI in Piazza San Pietro

1° marzo 2006, Mercoledì delle Ceneri

Meditazione sul significato del tempo quaresimale




Cari fratelli e sorelle!


inizia oggi, con la Liturgia del Mercoledì delle Ceneri, l’itinerario quaresimale di quaranta giorni che ci condurrà al Triduo pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore, cuore del mistero della nostra salvezza. Questo è un tempo favorevole in cui la Chiesa invita i cristiani a prendere più viva consapevolezza dell’opera redentrice di Cristo e a vivere con più profondità il proprio Battesimo. In effetti, in questo periodo liturgico il Popolo di Dio fin dai primi tempi si nutre con abbondanza della Parola di Dio per rafforzarsi nella fede, ripercorrendo l’intera storia della creazione e della redenzione.

Nella sua durata di quaranta giorni, la Quaresima possiede un’indubbia forza evocativa. Essa intende infatti richiamare alcuni tra gli eventi che hanno scandito la vita e la storia dell’Antico Israele, riproponendone anche a noi il valore paradigmatico: pensiamo, ad esempio, ai quaranta giorni del diluvio universale, che sfociarono nel patto di alleanza sancito da Dio con Noè e così con l’umanità, e ai quaranta giorni di permanenza di Mosè sul Monte Sinai, cui fece seguito il dono delle tavole della Legge. Il periodo quaresimale vuole invitarci soprattutto a rivivere con Gesù i quaranta giorni da Lui trascorsi nel deserto, pregando e digiunando, prima di intraprendere la sua missione pubblica. Anche noi quest’oggi intraprendiamo un cammino di riflessione e di preghiera con tutti i cristiani del mondo per dirigerci spiritualmente verso il Calvario, meditando i misteri centrali della fede. Ci prepareremo così a sperimentare, dopo il mistero della Croce, la gioia della Pasqua di risurrezione.

Si compie oggi, in tutte le comunità parrocchiali, un gesto austero e simbolico: l’imposizione delle ceneri, e questo rito viene accompagnato da due pregnanti formule, che costituiscono un pressante appello a riconoscersi peccatori e a ritornare a Dio. La prima formula dice: "Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai" (cfr Gn 3,19). Queste parole, tratte dal libro della Genesi, evocano la condizione umana posta sotto il segno della caducità e del limite, e intendono spingerci a riporre ogni speranza soltanto in Dio. La seconda formula si rifà alle parole pronunciate da Gesù all’inizio del suo ministero itinerante: "Convertitevi e credete al Vangelo" (Mc 1,15). E’ un invito a porre come fondamento del rinnovamento personale e comunitario l’adesione ferma e fiduciosa al Vangelo. La vita del cristiano è vita di fede, fondata sulla Parola di Dio e da essa nutrita. Nelle prove della vita e in ogni tentazione il segreto della vittoria sta nel dare ascolto alla Parola di verità e nel rifiutare con decisione la menzogna e il male. Questo è il vero e centrale programma del tempo della Quaresima: ascoltare la parola di verità, vivere, parlare e fare la verità, rifiutare la menzogna che avvelena l’umanità ed è la porta di tutti i mali. Urge pertanto riascoltare, in questi quaranta giorni, il Vangelo, la parola del Signore, parola di verità, perché in ogni cristiano, in ognuno di noi, si rafforzi la coscienza della verità a lui donata, a noi donata, perché la viva e se ne faccia testimone. La Quaresima a questo ci stimola, a lasciar penetrare la nostra vita dalla parola di Dio e a conoscere così la verità fondamentale: chi siamo, da dove veniamo, dove dobbiamo andare, qual è la strada da prendere nella vita. E così il periodo della Quaresima ci offre un percorso ascetico e liturgico che, mentre ci aiuta ad aprire gli occhi sulla nostra debolezza, ci fa aprire il cuore all’amore misericordioso di Cristo.

Il cammino quaresimale, avvicinandoci a Dio, ci permette di guardare con occhi nuovi ai fratelli ed alle loro necessità. Chi comincia a vedere Dio, a guardare il volto di Cristo, vede con gli altri occhi anche il fratello, scopre il fratello, il suo bene, il suo male, le sue necessità. Per questo la Quaresima, come ascolto della verità, è momento favorevole per convertirsi all’amore, perché la verità profonda, la verità di Dio è nello stesso tempo amore. Convertendosi alla verità di Dio, ci dobbiamo necessariamente convertire all’amore. Un amore che sappia fare proprio l’atteggiamento di compassione e di misericordia del Signore, come ho voluto ricordare nel Messaggio per la Quaresima, che ha per tema le parole evangeliche: "Gesù, vedendo le folle, ne provò compassione" (Mt 9,36). Consapevole della propria missione nel mondo, la Chiesa non cessa di proclamare l’amore misericordioso di Cristo, che continua a volgere lo sguardo commosso sugli uomini e sui popoli d’ogni tempo. "Dinanzi alle terribili sfide della povertà di tanta parte dell’umanità - ho scritto nel citato Messaggio quaresimale -, l’indifferenza e la chiusura nel proprio egoismo si pongono in un contrasto intollerabile con lo ‘sguardo di Cristo’. Il digiuno e l’elemosina, che, insieme con la preghiera, la Chiesa propone in modo speciale nel periodo della Quaresima, sono occasione propizia per conformarci a quello "sguardo" (L'Oss. Rom. 1 febbraio 2006, p. 5), allo sguardo di Cristo, e vedere noi stessi, l’umanità, gli altri con questo suo sguardo. Con questo spirito entriamo nel clima austero ed orante della Quaresima, che è proprio un clima di amore per il fratello.

Siano giorni di riflessione e di intensa preghiera, in cui ci lasciamo guidare dalla Parola di Dio, che abbondantemente la liturgia ci propone. La Quaresima sia, inoltre, un tempo di digiuno, di penitenza e di vigilanza su noi stessi, persuasi che la lotta al peccato non termina mai, poiché la tentazione è realtà d’ogni giorno e la fragilità e l’illusione sono esperienze di tutti. La Quaresima sia, infine, attraverso l’elemosina, il fare del bene agli altri, occasione di sincera condivisione dei doni ricevuti con i fratelli e di attenzione ai bisogni dei più poveri e abbandonati. In questo itinerario penitenziale ci accompagni Maria, la Madre del Redentore, che è maestra di ascolto e di fedele adesione a Dio. La Vergine Santissima ci aiuti ad arrivare, purificati e rinnovati nella mente e nello spirito, a celebrare il grande mistero della Pasqua di Cristo. Con questi sentimenti, auguro a tutti una buona e fruttuosa Quaresima.
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

gluca
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Messaggio da gluca » gio mar 02, 2006 11:49 pm

Ciao Silvia!
Grazie infinite per il bellissimo messaggio e per la slendida fotografia!

In questo periodo di Quaresima mi voglio preparare alla Pasqua leggendo di più le Sacre Scritture e pregare di più!

Info da Medjugorje
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Messaggio da Info da Medjugorje » ven mar 03, 2006 1:02 am

Signore Gesù,
veramente, Tu porti il primato del dolore.
Tu sei al centro
di questo regno desolato
della sofferenza umana,
e la fai Tua.
Tu polarizzi verso di Te ogni dolore umano;
e non solo perché hai sofferto
in maggior grado e per maggiore ingiustizia.
ma anche perché hai immensa simpatia,
hai immensa compassione
hai immensa comunione
con quelli che soffrono.
Tutte le volte che voi farete del bene,
Tu hai deto,
ad uno di questi minorati, miseri, affamati,
di questi poveri e languenti,
l'avrete fatto a me.
E quando l'avrete negato
a uno di questi miseri,
a me lo avrete rifiutato.

Cari amici, Gesù è veramente l'Esempio da seguire come abbracciare la croce. Lui è l'Amore perfetto che desidera salvarci. Ringraziamo Dio per ogni momento di sofferenza vissuta, essa ci permette di condividere la croce con Gesù. Preghiamo, affinché i cuori diventino sensibili al grido dei fratelli sofferenti. Tutto quello che faremo per loro diventerà per noi un'occasione per crescere in amore. Ci sono i poveri che hanno fame di pane e freddo perché non hanno da vestirsi e un tetto sopra la testa per ripararli dal freddo. Nel mondo moderno sta crescendo paurosamente il numero dei poveri. Pur essendo un mondo ricco di cose materiali, è popolato di poveri che non hanno fame di pane e freddo perché non hanno da vestirsi. La tavola è ricca di cibo e l'armadio è pieno di vestiti, eppure loro rimangono affamati e tremano di freddo, perché manca il nutrimento spirituale. Il cuore rimane chiuso e non riesce a scaldarsi con l'amore vero e trasparente. Questa è una forma di povertà ben peggiore della miseria. La mancanza d'amore è la malattia che si diffonde come un'epidemia in tutto il mondo, ma noi abbiamo la possibilità di fermarla attraverso la carità...

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.

E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.

E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.

La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia,

non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto,

non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità.

Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.

La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà.

La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia.

Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.

Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato.

Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto.

Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!


(Cor 1, 13, 1-13)

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Messaggio da Info da Medjugorje » ven mar 03, 2006 10:58 pm

Tu, o Gesù,
ti nascondi dietro il volto umano.
E' così l'umanità diviene
un simbolo, un segno, un sacramento umano,
il quale nasconde
la Tua presenza mistica,
la Tua presenza misteriosa.
Tu, o Gesù, sei in ogni sofferente.
Fa' che nel volto dei sofferenti
sappiamo vedere il Tuo volto, o Signore.


Cari amici, se noi abbiamo il coraggio di guardare oltre la croce, di abbracciare e guardare ogni nostra sofferenza e la sofferenza altrui con gli occhi dell'amore possiamo trovare Gesù. Quando guardiamo con gli occhi della fede l'Eucarestia, vediamo Gesù che si nasconde nel piccolo pezzettino di pane. Il pane diventa vivo per noi e ci permette di sentire la dolce e misteriosa presenza di Gesù. L'amore che si libera dalla Sua presenza è squisito, ci rende liberi di vergogna di e di paura. Ci dona fiducia e speranza. Se tendiamo una mano per venire in aiuto al sofferente, possiamo sentiamo l'amore di Gesù che si offre a noi, nei occhi del fratello che soffre incontriamo lo sguardo di Gesù. Sono momenti preziosi che rimangono come sigillo nel cuore per sempre.

Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l'amore,
tenace come gli inferi è la passione:
le sue vampe son vampe di fuoco,
una fiamma del Signore! (Cantico dei Cantici 8, 6-7)

elisabetta
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Messaggio da elisabetta » sab mar 04, 2006 9:03 am

Settimana dopo settimana, anche seguendo la materna didattica della Madonna, sarebbe bello offrire al Signore il nostro combattimento contro un nostro vizio , mania o peccato. Il Signore è grande, ci perdona sempre, ci accoglie nelle Sue braccia come bambini per amarci di quell'Amore che solo Lui può dare.
Ho trovato molto belle le parole di Gesù ad un sacerdote che ho riportato qui di seguito, molto propbabilmente le conoscerete già. Con affetto, Elisabetta.


Dice Gesù :
“ Io ti amo immensamente, anche quando sei lontano dal mio cuore.
Io ti perdono tutte le tue colpe, come se tu non le avessi mai commesse, perché le ho volute scontare al tuo posto sulla croce con il Mio Sangue.
Io ti perdono dopo che sei fuggito da Me, dopo che mi hai rifiutato, perdono le tue manie di indipendenza e i tuoi difetti.
Io ti ho amato sempre così come sei….tu sei nel mio cuore !

Io faccio nuove tutte le cose ; lascia che Io ti tolga il cuore di pietra e te ne metta uno di carne, che batta d’amore per Me, che ti ho creato !
Lasciati amare da Me , non desidero altro !

Prendi oggi stesso la decisione di cambiare, e dì con tutto il tuo cuore e la tua mente : ” Sì, Signore Gesù ! Oggi desidero cambiare per te e amarTi !”

Offrimi, questa settimana, un piccolo sacrificio e cerca di esservi fedele. Ma non preoccuparti se cadrai ! Io , ti rialzerò !
Tu preoccupati di darmi il tuo cuore, affidami tutta la tua vita, ed Io ti salverò, ti condurrò a Me, perché ti amo come il mio bambino unico al mondo.
Nel Mio Cuore c’è scritto il Tuo nome e niente e nessuno lo cancellerà.

Coraggio ! Vieni a Me, avrai la Vita !"
Amo il Signore e la Madonna

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Messaggio da Info da Medjugorje » sab mar 04, 2006 5:00 pm

PRIMO SABATO DI QUARESIMA

IL VALORE DELLA CROCE

Signore Gesù,
la Tua passione
occupa un posto essenziale nel Vangelo.
Si vorrebbero tenere chiuse
le pagine del Vangelo,
che documentano il tragico epilogo
della Tua vita temporale.
Si vorrebbe un Vangelo
più sereno, più facile, più comodo,
più conforme al nostro abile studio
di togliere dalla vita il dolore,
e primo fra tutti il dolore volontario:
il sacrificio.


Immagine

Le prove nel deserto

Baderete di mettere in pratica tutti i comandi che oggi vi dò, perché viviate, diveniate numerosi ed entriate in possesso del paese che il Signore ha giurato di dare ai vostri padri. Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandi. Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che neppure i tuoi padri avevano mai conosciuto, per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore. (Deuteronomio 8, 1-4)


Cari amici, siamo arrivati al primo sabato della Santa Quaresima. Da domani inizia la settimana del pentimento.
Penso che tutti voi avete visto il film “LA PASSIONE”. Ho guardato il film in compagnia di tanti amici qui a Medjugorje, non siamo stati capaci di trattenere le lacrime davanti alla sofferenza inumana inflitta a Gesù. La sofferenza di Gesù ci ha lacerato il cuore di vergogna nei Suoi confronti...
Di seguito in giro ho sentito e letto anche tanti commenti e critiche in merito al film...
Commenti e critiche del genere: “Un film troppo crudele..., pazzesco le torture che “hanno” infitto a Gesù..., non è sicuramente un film per i bambini..., e così via”... Poche volte, ma veramente poche volte ho sentito qualcuno che diceva: “Padre nostro, perdonaci per il male che abbiamo commesso, e per il male che continuiamo a causare a tuo Figlio Gesù, con i nostri peccati, che sono causa di questo tragico epilogo, che si ripete ogni anno.
Per nostra grazia Dio è grande nella Sua misericordia, Lui desidera la nostra pace, desidera colmarci di doni. Per ricevere i Suoi doni dobbiamo solo essere pronti ad aprire il cuore al Suo Amore, attraverso il pentimento, la confessione, la rinuncia e il sacrificio. In premio riceveremo il Nutrimento Divino, il Pane della Vita, e Dio ci guiderà alla fonte di suo Figlio Gesù, dove potremmo dissetarci con l'acqua pura e cristallina.


“Elia si inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto un ginepro. Desideroso di morire, disse: ”Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri”. Si coricò e si addormentò sotto il ginepro. Allora ecco un angelo lo toccò e gli disse: “Alzati e mangia!”. Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia cotta su pietre roventi e un orcio d'acqua. Mangiò e bevve quindi tornò a coricarsi. Venne di nuovo l'angelo del Signore, lo toccò e gli disse: “Su mangia, perché è troppo lungo per te il cammino”. Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza datagli da quel cibo, camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l'Oreb” (Re, 19, 4-8)

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Messaggio da Info da Medjugorje » dom mar 05, 2006 12:10 am

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA
La settimana del pentimento


“Ritorna al Signore e cessa di peccare,
prega davanti a Lui e cessa di offendere.
A chi si pente Egli offre il ritorno,
consola quanti vengono meno nella pazienza”
(Sir 17, 20;19).

Immagine

QUANDO LE CROCI DIVENTANO TROPPE

Un uomo viaggiava, portando sulle spalle tante croci pesantissime. Era ansante, trafelato, oppresso e, passando un giorno davanti ad un Crocifisso, se ne lamentò con il Signore così:
“Ah! Signore, io ho imparato nel catechismo che Tu ci hai creato per conoscerti, amarti e servirti...ma invece mi sembra di essere creato soltanto per portare le croci! Me ne hai dato tante e così pesanti che io non ho più forza di portarle...”.
Il Signore però gli disse: “Vieni qui, figlio mio, posa queste croci per terra ed esaminiamole un poco...Ecco, questa è la più grossa e la più pesante; guarda che cosa c'è scritto sopra...”.
Quell'uomo guardò e lesse questa parola: sensualità.
“Lo vedi?” disse il Signore, “questa croce non te l'ho data Io, ma te la sei fabbricata da solo. Hai avuto troppo smania di godere, sei andato in cerca di piaceri, di golosità, di divertimenti...e di conseguenza hai avuto malattie, povertà, rimorsi”.
“Purtroppo è vero, aggiunse l'uomo, questa croce l'ho fabbricata io! E giusto che io la porti!”.
Sollevò da terra quella croce e se a pose di nuovo sulle spalle.
Il Signore continuò: “Guarda quest'altra croce. C'è scritto sopra: ambizione. Anche questa l'hai fabbricata tu, non te l'ho data Io. Hai avuto troppo desiderio di salire in alto, di occupare i primi posti, di stare al di sopra degli altri...e di conseguenza hai avuto odio, persecuzione, calunnie, disingrani”.
“E' vero, è vero! Anche questa croce l'ho fabbricata io! E' giusto che la porti!”. Sollevò da terra quella seconda croce e se la mise sulle spalle.
Il Signore additò altre croci, e disse: “Leggi. Su questa croce è scritto gelosia, su quell'altra avarizia, su quest'altra...”.
“Ho capito, ho capito, Signore, è troppo giusto quello che Tu dici...”. E' prima che il Signore avesse finito di parlare, il povero uomo aveva raccolto da terra tutte le sue croci e se l'era poste sulle spalle. Per ultima era rimasta per terra una crocetta piccola piccola e quando l'uomo la sollevò per porsela sulle spalle, esclamò: “Oh! Come è piccola questa! E pesa poco”. Guardò quello che c'era scritto sopra e lesse queste parole: “la croce di Gesù”.
Vivamente commosso, sollevò lo sguardo verso il Signore
ed esclamò: “Quanto sei buono!”. Poi baciò quella croce con grande affetto.
E il Signore gli disse: “Vedi, figlio mio, questa piccola croce te l'o data Io, ma te l'ho data con amore di Padre: te l'ho data perché voglio farti acquistare merito con la pazienza; te l'ho data perché tu possa somigliare a Me e starmi vicino per giungere al Cielo, perché Io ho detto:

“Chi vuole venire dietro a me prenda la sua croce ogni giorno e mi segua...”. Ma ho detto anche: “Il mio giogo è soave e il mio peso è leggero”.

L'uomo delle croci riprese silenzioso il cammino della vita; fece ogni giorno sforzo per correggersi dei suoi vizi e si diede con ogni premura a conoscere, amare e servire Dio.
Le croci più grosse e più pesanti caddero, una dopo 'altra dalle sue spalle e gli rimase soltanto quella di Gesù. Questa se la tenne stretta al cuore fino all'ultimo giorno della sua vita, e quando arrivò al termine del viaggio, quella croce gli servì da chiave per aprire la porta del paradiso.
(Francile Giovanni - Trascritto dal libro delle novene)

Carissimi, quante volte ci lamentiamo, cercando sempre un responsabile per le disavventure, sofferenze e croci, nostre o e troppo spesso, per quello che succede nel mondo. Con estrema leggerezza incolpiamo Dio e Lui diventa il fabbricante e responsabile maggiore delle nostre croci.
Proviamo anche noi, quando le nostre forze cedano sotto il peso delle croci, con grande umiltà posare a terra tutto quello che pesa sulle nostre spalle, per esaminare con sincerità l'origine della sofferenza. Le croci e le sofferenze hanno bisogno di un nome per fare ordine nella confusione che c'è dentro di noi. Questo può avvenire solo se riusciamo ad essere sinceri con noi stessi e con la nostra coscienza. La voce dentro di noi è sempre presente come un segnale di allarme inserito, che scatta e ci avverte quando ci mettiamo in pericolo e che ci possiamo fare del male. Nello stesso istante si fa sentire anche una seconda voce che spegne l'allarme, che ci incoraggia di andare in avanti, e mentendo ci dice che possiamo stare tranquilli. Dio ci ha creati liberi, liberi di scegliere il bene oppure il male, liberi di scegliere la croce fabbricata da noi che ci schiaccrà, oppure quella leggera e soave che ci dona il Padre con amore, per la nostra salvezza. La chiave per aprire la porta della pace e luce eterna.

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Messaggio da Info da Medjugorje » dom mar 05, 2006 1:22 am

Carissimi amici, ringrazio di cuore il Signore per voi e per la vostra preziosa amicizia. Vi ringrazio per le vostre risposte che sempre riempiano il mio cuore di gioia e mi fanno sentire il calore sincero della famiglia. Siete sempre nel mio cuore e prego il Signore e la Madonna per voi, affinché scenda su di voi ogni Benedizioni, e perché l'aria profumata di purezza di Marja, che si respira qui a Medjugorje, possa raggiungere ognuno di voi e colmare i vostri cuore di amore e pace.

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Messaggio da Andrea » dom mar 05, 2006 2:21 am

Ildigiuno di penitenza che stò seguendo x la Quaresima è molto duro.
Le tentazioni sono tante, ma con l'aiuto di Dio ce la stò facendo, però allo stesso tempo provo una gran felicità nel cuore x il fatto di riuscirci.
Grazie Signore x la possibilità che mi dai di servirTi, Ti voglio tanto bene.
Solo in Te risiede la vera felicità
Mi accosterò all'altare di Dio, al Dio che rallegra la mia giovinezza
Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento.
S.Pio da Pietrelcina * * * * * * * * * * * *
www.radiomaria.it

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Messaggio da Info da Medjugorje » lun mar 06, 2006 12:59 am

“Come la pioggia e la neve
Scendono dal cielo e non vi ritornano
Senza aver irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare
perché dia il seme al seminatore
e pane da mangiare,
così sarà della parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata”
(Is 55, 10-11)

“Pentitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore” (At 3, 19-20).

LA QUARESIMA E’ TEMPO DI PENTIMENTO


“Cari figli, di giorno in giorno vi ho invitato a rinnovarvi e a pregare in parrocchia, ma voi non accettate. Oggi v’invito per l’ultima
volta. Adesso è quaresima e voi – come parrocchia – potete riprendere il cammino per amore del mio invito. Se non lo farete non desidero darvi altri messaggi. Dio ha approvato questa mia decisione.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

(Medjugorje, 21 febbraio 1985)

GIUDIZIO E PENE DEI PECCATORI
(da “Imitazione di Cristo”)

Libro 1 Cap. XXIV – Il giudice giusto

In tutte le cose pensa alla fine, a quando ti troverai dinanzi a un Giudice severo, cui niente è occulto, che non si placca con doni e non ammette scuse, ma “giudicherà secondo giustizia”.
O miserabile e insensato peccatore, cosa risponderai a Dio che conosce tutte le tue malvagità, tu che qualche volta temi lo sguardo di un uomo sdegnato? Perché allora non ti predisponi per il giorno del Giudizio, quando nessuno potrà essere discolpato o difeso da altri, ma ciascuno avrà anche troppo da fare per se? Adesso la tua fatica è fruttuosa, accettabile il pianto, esaudibile il gemito, soddisfattorio e purificante il dolore.

Purgatorio in terra

Ha un grande e salutare purgatorio in terra quell’uomo paziente che, subendo un’ingiustizia, si affligge più per l’altrui malizia che per il torto subito. Costui volentieri prega per i suoi avversari e di cuore perdona le offese, non tarda a chiedere perdono agli altri, e si muove più facilmente con compassione che all’ira. Costui fa spesso violenza a se stesso e si sforza di sottomettere totalmente la carne allo spirito. E’ meglio purgare i peccati e sradicare i vizi adesso, anziché aspettare di espiarli in futuro. Veramente ci inganniamo da noi stessi per l’amore disordinato che portiamo alla carne.

Sarai punito

Cosa avrà da divorare quel fuoco se non i tuoi peccati?
Quanto più ora sei indulgente con te stesso e ti lasci vincere dalla carne, tanto più duramente dovrai scontare poi: e così ammucchi più colpe da bruciare. Nelle cose in cui l’uomo ha più peccato, in quelle più gravemente sarà punito. Laggiù gli accidiosi saranno punti con pungoli ardenti, e i golosi saranno provati da terribile sete e dalla fame. Laggiù i lussuriosi e gli amanti delle voluttà saranno spruzzati di pece ardente e di fetido zolfo, e gli invidiosi urleranno dal dolore come cani rabbiosi.

PURIFICARSI DA TUTTI PECCATI

“Cari figli, anche oggi vi invito a preparare i vostri cuori per questi giorni in cui il Signore desidera in modo particolare purificarvi da tutti peccati del vostro passato.
Voi, cari figli, non potete farlo da soli, perciò sono qua io ad aiutarvi. Pregate, cari figli, solo così potete conoscere tutto il male che sta in voi e presentarlo al Signore in modo che il Signore possa purificare del tutto i vostri cuori. Perciò, cari figli, pregate senza sosta e preparate i vostri cuori nella penitenza e nel digiuno. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”

(Mejugorje, 4 dicembre 1986)

Carissimi, un po' di tempo fa, leggendo quello che ho trascritto, mi sarei messa a ridere, perché all’epoca ero sorda e cieca. A causa del “rumore” delle cose del mondo non sentivo, e la luce abbagliante ed artificiale mi impediva di vedere. Il cuore era chiuso e le labbra non erano capaci di formare una preghiera. Avevo fatto tutti gli sforzi possibili per convincermi di stare bene, ma non era così. Ero stordita e cieca.
Malgrado che conducevo una vita agiata, che comunque dava importanza solo al soldo e alle cose materiali, ero infelice e senza pace nel cuore. Così ho vissuto in uno stato di agonia per quasi la metà della mia vita, assettata e affamata. Allora ero convinta che l'origine del mio malessere proveniva dal contagio dalla malattia più diffusa di questo mondo; “lo stress quotidiano!” Oggi ho cambiato nome allo “stress quotidiano” e lo chiamo, "mancanza dell’amore puro e sincero". Per merito d'una grande sofferenza un giorno ho deciso…,
Ho deciso di lasciarmi convertire, di lasciarmi modellare come creta nelle mani di Dio, per assomigliare sempre di più a Lui. Adesso Lui si trova al primo posto nella mia vita. Al posto della risata e nato un profondo rispetto per Dio e per tutto quello che Lui ha creato; per il prossimo e per me stessa. Ho imparato a perdonare, a perdonare con il cuore non solo con le labbra. Ho imparato a morire ogni giorno in me stessa, abbattendo l’orgoglio e il mio ego. Oggi so che nulla avviene per merito mio, ma che in tutto che riesco a fare c'é la mano di Dio, é Lui che agisce in me. La Madonna ha avuto un ruolo molto importante nella mia “decisione”. Con l’amore dolce di Madre mi ha guidata a Dio, a suo Figlio Gesù. Ho ricevuto una grande grazia, la grazia di poter conoscere l’Amore di Dio.
Prego il Signore, per tutti quelli che leggendo si mettono a ridere, affinché possano anche loro fare l’esperienza dell’amore infinito di Dio e trovare la pace nel cuore.

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Messaggio da paolamaria55 » lun mar 06, 2006 1:36 pm

Carissima Silvia, la tua conversione, scrivi, è nata per mezzo di un grande dolore. Com'è grande ciò che dici! E' vero, l'esperienza delle lacrime, l'esperienza della croce personale è uno speciale battesimo e può volerci gran parte della vita prima di approdarvi e capire. Ti ringrazio per la la lezione che ci dai, e per le preghiere che offri per il forum. Ti voglio bene, Paola
"Voi valete quanto vale il vostro cuore" (Giovanni Paolo II)

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Messaggio da Giammarco De Vincentis » lun mar 06, 2006 9:35 pm

un grande e salutare purgatorio in terra quell’uomo paziente che, subendo un’ingiustizia, si affligge più per l’altrui malizia che per il torto subito. Costui volentieri prega per i suoi avversari e di cuore perdona le offese, non tarda a chiedere perdono agli altri, e si muove più facilmente con compassione che all’ira. Costui fa spesso violenza a se stesso e si sforza di sottomettere totalmente la carne allo spirito. E’ meglio purgare i peccati e sradicare i vizi adesso, anziché aspettare di espiarli in futuro. Veramente ci inganniamo da noi stessi per l’amore disordinato che portiamo alla carne.
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Messaggio da Info da Medjugorje » mar mar 07, 2006 1:25 am

Carissimi, grazie per i replay. Si Paola hai ragione le lacrime e la croce sono un battesimo che salvifica. Solo attraverso il dolore possiamo crescere nell'amore e spiritualmente, perché la sofferenza ci rende umili. Per evitare di agiungere sofferenza alla sofferenza già esistente, ci conviene di aprire il cuore a Dio per ritrovare la pace. Sembra all'inizio la soluzione più difficile, ma poi ti rendi conto che la croce di Gesù e la più piccola, come ha detto Gesù: "Il mio giogo è soave e il mio peso è leggero". Vi voglio bene e prego per voi

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Messaggio da Info da Medjugorje » mar mar 07, 2006 8:02 pm

MARTEDI' di QUARESIMA, SETTIMANA DEL PENTIMENTO

“Ecco, ci sono alcuni tra gli uomini che saranno i primi e alcuni tra i primi che saranno gli ultimi”(Lc 13,30)

IL PERDONO GUARISCE

Uno dei maggiori ostacoli alla vera vita cristiana e al suo progresso è la mancanza di perdono, l'odio, il risentimento. Non perdonando ci distruggiamo spiritualmente, psicologicamente, fisicamente: la mancanza di perdono è un vero flagello che rovina la persona, i matrimoni, le famiglie, le comunità, la vita sociale.
Il perdono non è un lusso o, come spesso si pensa, una sconfitta o una fuga, ma è una necessità e una condizione tassativa per essere perdonati da Dio: Gesù è stato chiarissimo:
“Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il padre vostro perdonerà le vostre colpe”(Mt 6,14-15).

Carissimi, già dai primi istanti che sono andata al campo dei profughi ho potuto toccare con mano la grande piaga che fa sanguinare i cuori della gente del campo: la mancanza d'amore, il risentimento e l'orgoglio li rende incapaci a perdonare. Questo ha procurato una depressione cronica, che è la causa principale delle malattie fisiche gravi o meno della gente del campo.
I profughi vengono da me nell'ambulatorio per farsi curare e per farmi partecipe al dolore e alla croce che li pesa troppo, raccontando i ricordi del passato che li opprime. Anziani, donne e uomini, ragazze e ragazzi e bambini, mi raccontano ogni giorno il loro dolore, causato dal nemico che ha ucciso o sgozzato i propri cari davanti ai loro occhi. Sono stati vittime di violenze gravissime, testimoni terrorizzati quando cadevano le bombe, che hanno distrutto vite umane e case. Paesi interi, rasati a terra hanno reso gli abitanti orfani. Per non essere uccisi a loro volta erano costretti a scappare con la paura nel cuore, in un posto che si chiama: “non so dove andare”.
Questi racconti sono forti di emozione anche per me, e si scatena dentro di me una vera guerra spirituale. Il tentatore è in agguato, aspetta la mia debolezza, e non perde tempo per attaccare la mia fede in Dio. Mi mette delle trappole per farmi cadere. Incita anche me a condividere il risentimento, l'odio, l'orgoglio e la mancanza di perdono di questa povera gente. Mi prende in giro perché credo in Dio. Lui che è l'Onnipotente (solo in questi istanti...), potrebbe fermare o addirittura evitare queste tragedie...

Medito e cerco d'immaginare che cosa succedesse se io ascoltassi questa voce:

Mi unisco al risentimento, alla rabbia, all'odio, alla mancanza di perdono di questa povera gente. Il cuore si chiude..., il cuore di carne smette di battere il ritmo in sintonia con l'Amore di Dio..., il cuore diventa di sasso a causa del dolore condiviso in maniera sbagliata.
La nuvola che si stende sopra il campo diventa pesante e nera.
Ai tanti cuori feriti del campo si aggiunge anche il mio. La piaga del dolore lacera ogni speranza e ovunque c'è disperazione e odio; Non posso più aiutarli perché sono malata anch'io. La gente perde la speranza che hanno posto in Dio, si sentono traditi e abbandonati ancora una volta...
la porta si sta aprendo a una nuova guerra..., e tutto questo per la mancanza di perdono.

Mi fermo e, in preghiera invoco Dio di venire in mio aiuto con la Sua Sapienza e la Sua Forza, perché da sola sono incapace a trovare le parole giuste di conforto, per non spezzare il filo sottile di fiducia che lega i cuori dei profughi a Dio.
Con un abbraccio li stringo al cuore. Desidero trasmettere l'immenso amore e la compassione che Dio nutre per loro, perché possano ricevere il coraggio di afferrare la mano di Dio, che si tende con amore verso loro per donarli la certezza, che Lui non si dimentica mai di nessuno; Lui desidera aiutare, guarire e salvare se loro aprono il cuore. Lentamente scendono le lacrime sul viso per finire in un pianto che libera. Forse è iniziato il processo del perdono che donerà la pace ai loro cuori...

In silenzio prego il Signore che doni a loro la forza di perdonare la mano del nemico malvagio, che è causa di tanto dolore e sofferenza.

Dal libro: “Dammi il tuo cuore ferito”, di fra Slavko Barbaric

Preghiera

Maria! Tu mi inviti sempre alla pace ed alla riconciliazione. Ora mi esorti sempre alla pace e alla riconciliazione. Ora mi esorti a concedere e a chiedere perdono. Insegnami a fare ciò che tuo Figlio e mio Salvatore chiede da me.
Gesù, ti confesso che mi è difficile perdonare. Per questo vivo in discordia e nell'incomprensione con gli altri e con Te. Ti confesso che a causa della mia indisponibilità alla riconciliazione sono nati nel mio cuore invidia, gelosia, maldicenze, opere e parole cattive. E intanto ho offeso e mi hanno offeso; il mio cuore è stato ferito ed ho ferito il cuore degli altri per non volerli perdonare! Non perdonando, ho portato la discordia nella mia vita, nella mia famiglia, nella mia comunità. Vivendo in disarmonia con qualcuno, confesso di aver sofferto e di soffrire tuttora tanto.

Tu sai che mi è difficile perdonare!

Perciò Ti prego prima che il sacerdote mi conceda il perdono, dammi la forza di perdonare sinceramente le persone con le quali non sono in pace, dalle quali mi separa il muro costruito dall'odio, dall'invidia, dalla gelosia e dall'orgoglio! Dammi la forza di correre, per primo, ad abbracciare e tendere la mano per la rappacificazione.
Perdonami perché finora non ho preso sul serio l'atto della riconciliazione e mi sono giustificato attribuendo la colpa agli altri, ritenendo che dovessero essere loro a dover chiedere la pace, poiché erano stati loro, per primi, ad offendere. Mi dispiace perché così spesso dentro di me hanno prevalso l'egoismo, l'orgoglio, anziché l'umiltà o il desiderio di riportare l'armonia.

Perdonami! Purifica il mio cuore da tutti vincoli del peccato e dall'attaccamento alle persone e alla cose. Mi renderai libero ed io, nella gioia e nella serenità, festeggerò la Tua carità e il perdono.
Ti prego per tutti coloro che ho offeso. Dà Tu a loro la forza di perdonarmi. Fa che cessino discordia e rancore. Fa' che per mezzo del perdono diventiamo simili a Te, o Padre. Amen

Info da Medjugorje
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Messaggio da Info da Medjugorje » gio mar 09, 2006 1:04 am

MERCOLEDI' di QUARESIMA SETTIMANA DEL PENTIMENTO

Il perdono nella Parola di Dio

“Così anche il mi Padre Celeste farà a ciascuno di voi se non perdonerete di cuore il vostro fratello”(Mt 18,35).

Gesù (in croce) diceva: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”(Lc 23, 24).


VALORE DELLA CROCE

Rendici convinti, Signore Gesù,
che non possiamo onorarti,
se non ti riconosciamo nostro Salvatore,
nostro Salvatore,
se non onoriamo il mistero della Tua croce.
Signore Gesù,
Tu hai fatto del dolore
un mezzo di redenzione.
Con il Tuo dolore, sì, ci hai redenti,
purché noi non rinunciamo
di unire il nostro dolore al Tuo,
e farne con il Tuo
un mezzo per la nostra redenzione.

Fa' che portiamo anche noi,
in qualche modo e in qualche misura,
la nostra croce,
resa valida per la salvezza della Tua croce.
Facci comprendere che portare la croce
significa affrontare la vita con coraggio,
significa trasformare in energia morale
le immancabili difficoltà
della nostra esistenza,
significa saper comprendere il dolore umano,
significa saper amare veramente,
significa accettare il sigillo d'autenticità
di discepoli e seguaci Tuoi
e stabilire con Te
una incomparabile unione.


Carissimi, che amore senza limiti scende dalla croce. Dopo la terribile sofferenza che abbiamo inflitto a Gesù, a causa dei nostri peccati, Lui prega il Padre Celeste in favore nostro, affinché ci perdoni: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”. Gesù ci ama anche se noi siamo i Suoi nemici, anche se noi continuamo ad offederLo; anche quando Lo mettiamo in croce chiede a suo Padre di perdonarci. Gesù, essendo Figlio di Dio, potrebbe condannarci, come noi facciamo quando qualcuno diventa il nostro nemico. E' impensabile che un nostro nemico abbia potuto causare ad un essere umano una sofferenza tale, come quello che noi abbiamo inflitto a Gesù. Eppure noi non siamo disposti a perdonare, il cuore è troppo ferito e per questo abbiamo perso la pace e il buio è sceso su di noi. Dobbiamo mettere un cerotto sulla ferita. Davanti a noi si apre un'offerta sempre più vasta di “cerotti” di tutti tipi... Noi dobbiamo solo allungare la mano, nella speranza di trovare quello giusto che ci aiuti a coprire la ferita.
Un cerotto sbagliato può impedire la guarigione della ferita, può farla sanguinare, infettare, ingrandire e causare altre ferite. Però, in mezzo alla grande offerta si trova “un cerotto” che non copre, ma guarisce ogni genere di ferita, perché contiene una medicina miracolosa, il Balsamo d'Amore che lenisce e che guarisce, che toglie ogni dolore e dona la pace. Noi dobbiamo solo scegliere tra l'imbarazzo della scelta....

Valentina
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Grazie di cuore!

Messaggio da Valentina » gio mar 09, 2006 11:19 am

Grazie Silvia... non puoi capire come avessi bisogno di leggere esattamente ciò che hai scritto, proprio oggi!

Ti voglio bene :D
*Valentina, FataErvariva* ...Luce ai miei passi la Tua Parola!...

Info da Medjugorje
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Messaggio da Info da Medjugorje » gio mar 09, 2006 11:48 am

Ciao Valentina, Dio ci dona sempre il Suo aiuto e amore, quando ne abbiamo bisogno, solo che a volte noi non riusciamo a percepirlo. Ti voglio bene e prego per te. Qui continua a nevicare e purtroppo non riesco ad andare al campo.

Info da Medjugorje
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Messaggio da Info da Medjugorje » ven mar 10, 2006 1:16 am

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GIOVEDI’ di QUARESIMA SETTIMANA DEL PENTIMENTO

Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio” (2 Cor 5,20)

LA CONFESSIONE

Prepariamoci alla Confessione recitando una decina del Rosario e meditando le tre parabole della misericordia
(cfr Lc 15)
Il Cielo, verso cui siamo incamminati, è la Casa del Padre. Come arrivarci? Ce lo indica Gesù con la Parabola del figlio prodigo: la nostra storia!

Quinto mistero doloroso

La crocifissione e la morte di Gesù Cristo in croce.

Dal Vangelo di San Giovanni (19,25-27)
“Stavano presso la croce sua Madre, la sorella di sua Madre, Maria di Clèofa e Maria di Magdala.
Gesù allora vedendo la Madre e lì accanto a lei il discepolo che Egli amava, disse alla Madre: “Donna, ecco tuo figlio”. Poi disse al discepolo: ”Ecco la tua Madre”. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa”.


Sotto l’azione dello Spirito Santo che prega in noi con gemiti inesprimibili, diciamo, come ci insegnato Gesù, al Padre celeste: Padre nostro.

I AVE MARIA

Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze
(Lc 15,11-12).

Ecco la richiesta imprudente del figlio più giovane: “Padre dammi”. Vuole avere tutto per sé: libertà, autonomia, possesso. Il padre accondiscende per amore e per rispetto della libertà del figlio.

- Ave Maria -

II AVE MARIA

Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto.
(Lc 15, 13)

Impazienza del figlio prodigo: “Dopo non molti giorni”. Il peccato è adorazione di sé e lontananza di Dio: “Raccolte le sue cose… vivendo da dissoluto… partì per un paese lontano”.

- Ave Maria -

III AVE MARIA

Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava.
(Lc 15, 14-16)

Ecco il grafico della devastazione che il peccato opera in quel giovane: sperpero, fame, privazioni, nei campi a servizio, i maiali, stomaco vuoto, rifiuto di tutti.

- Ave Maria -

IV AVE MARIA

Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre.
(Lc 15, 17-20)

Si fa il vuoto attorno a quel giovane; gli nasce nel cuore la nostalgia e il raffronto. Decide di tornare a casa e forula l’atto di dolore.

- Ave Maria -

V AVE MARIA

Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio.
(Lc 15, 20-21)

L’amore misericordiosissimo del padre: Lo vede da lontano, lo compassiona, gli corre incontro, gli si getta al collo, lo abbraccia, lo bacia, non lascia che termini il suo atto di dolore.

- Ave Maria -

VI AVE MARIA

Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.
(Lc 15, 22-24)

Gioia del padre; impazienza (“presto”), vestito bellissimo (è l’abito nuziale della Grazia santificante), anello al dito (segno dell’alleanza con Dio), calzari ai piedi (segno di nobiltà), vitello grasso (partecipazione di tutto il creato alla festa). Il ritorno a casa del figlio prodigo, cioè la conversione, è un mistero pasquale di morte e risurrezione. La Confessione è un mistero pasquale: morte, nell’esame di coscienza e nell’accusa individuale; risurrezione, nell’assoluzione sacramentale che dà il Sacerdote confessore.

- Ave Maria -

VII AVE MARIA

Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: E' tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo.
(Lc 15, 25-27)

Irritazione del figlio maggiore; invidia? Gelosia? Il servo (ognuno di noi dev’essere un servo della Parola, perché, dice Paolo VI, “tutta la Chiesa è chiamata a evangelizzare” e il papa Giovanni Paolo II afferma: “La prima e assoluta priorità, oggi, è l’annuncio della Parola di Dio nella sua integrità e purezza, con tutte le sue esigenze e in tutta la sua forza”) gli spiega la grande gioia e l’amore del Padre Celeste.

- Ave Maria -

VIII AVE MARIA

Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso.
(Lc15, 28-30)

Condiscendenza del padre verso il figlio maggiore, il quale vanta tutti i suoi meriti: “Ti servo; mai disubbidito; mai un capretto; tuo figlio, non mio fratello”. Questo è peggio della pretesa libertà del figlio più giovane; e la pretesa del merito, la cosa che più di tutto Gesù ha fustigato nei farisei che è il vertice dell’orgoglio.

- Ave Maria -

IX AVE MARIA

Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».
(Lc 15, 31-32)

Il padre rettifica: “Tuo fratello…”. Poi insiste sul concetto di festa esterna e cosmica e di gioia interiore: si tratta infatti del mistero pasquale di morte e di risurrezione.

- Ave Maria -

X AVE MARIA

«Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta. Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.
(Lc 15, 4-7)
“O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta. Così, vi dico, c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».[/b](Lc 15, 8-10)

Una pecora si smarrisce. IL pastore (che è Dio) ne va alla ricerca. Delicatezza: le risparmia la strada del ritorno e se la porta sulle spalle. Vuole poi comunicare a tutti la sua gioia.
Una donna (non forse la Madonna, Madre della Chiesa?) perde una piccola moneta; accende la lampada (la lampada, nel linguaggio del Vangelo, è la Parola di Gesù) e cerca finché non la ritrova. Comunica a tutti la sua gioia.

- Ave Maria -
Gloria al Padre…

Carissimi, preparatevi in questo modo alla Confessione, con questa speranza nel cuore che il Padre Celeste vi aspetta con le braccia aperte e piene di misericordia. Lui vi aspetta e desidera perdonarvi, perché si possa ristabilire la pace. Il Padre Celeste non è un padre terreno, che magari non ha saputo amare, che vi ha ferito, che vi ha fatto violenza, che non vi ha capito, che non vi ha perdonato; il Padre Celeste è misericordioso e pieno di amore per i Suoi figli e desidera perdonare, guarire e salvare. Nessun peccato è troppo grande per Lui, coraggio, ti sta aspettando…

Info da Medjugorje
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Messaggio da Info da Medjugorje » sab mar 11, 2006 3:11 am

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ESEMPIO DI SALITA AL KRIZEVAC

Come già per il Podbrdo, anche per il Krizevac offriamo una via Crucis particolare per dare modo di pregare, per quanto possibile, anche a casa come a Medjugorje. Le meditazioni che proporremo sono contenute nel libro "Seguimi col cuore" di fra Slavko Barbaric. Iniziamo:


PRIMA STAZIONE

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Gesù è condannato a morte

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo!
- Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo!


Gesù, Pilato ti condanna a morte. Tu sei vittima dell'ingiustizia, della violenza, del desiderio di potere. Insegnami a prendermi cura degli altri e perdonami per aver avuto paura di occuparmi di quanti soffrono e per aver spesso giudicato gli altri, per aver risposto con una condanna alla condanna. Aiutami a realizzare le condizioni necessarie per la pace.

Preghiere spontanee.

PATER, AVE E GLORIA

- Abbi pietà di noi, Signore!
- Abbi pietà di noi!
"Santa Madre, deh, voi fate che le Piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!"


SECONDA STAZIONE

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Gesù viene caricato della croce

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo!
- Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo!

La croce è stata preparata e già posta sulle tue spalle. Tu la accetti così come hai chiamato noi ad accettarla e a portarla per divenire tuoi discepoli. Grazie! Donami la grazia di accogliere le croci della vita. Perdonami per aver messo la croce sulle spalle di altri ed aver minacciato la pace. Abbi pietà di quelle famiglie nelle quali i figli sono divenuti la croce della sofferenza per i genitori ed i genitori per i figli. Dona la pace, Signore!

Preghiere spontanee.

PATER, AVE E GLORIA

- Abbi pietà di noi, Signore!
- Abbi pietà di noi!
"Santa Madre, deh, voi fate che le Piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!"


TERZA STAZIONE

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La prima caduta di Gesù

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo!
- Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo!


La croce è pesante. Sei già ferito e fisicamente indebolito. Cadi sotto la croce e ti rialzi, perché hai accettato la volontà del Padre. Grazie! Donami la forza di abbandonare tutto quello che mi fa cadere nel male e nel peccato e allontana la pace. Donami un cuore sensibile, per potermi accorgere di quanti sono caduti perché possa aiutarli. Ti prego per coloro che sono caduti a causa mia e dei miei comportamenti. Perdonami, perché possa venire con Te.
Preghiere spontanee.

PATER, AVE E GLORIA

- Abbi pietà di noi, Signore!
- Abbi pietà di noi!
"Santa Madre, deh, voi fate che le Piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!"



QUARTA STAZIONE

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Gesù incontra Sua Madre

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo!
- Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo!


Maria ti segue fedelmente. Vi siete incontrati e, per un attimo, vi siete guardati negli occhi. Maria non ha potuto eliminare la croce, né la condanna, ma l'incontro è stato consolazione e nuovo stimolo ad adempiere la volontà del Padre. Grazie, o Maria, perché sei fedele e perché ci incontri nella sofferenza. Insegna anche a me a saper incontrare gli altri nella sofferenza. Benedici Signore tutte le famiglie nelle quali i genitori non incontrano i figli, nelle quali i figli fuggono dai genitori, nelle quali i sani non aiutano i malati, i giovani non aiutano gli anziani. Dona la pace a tutti.

Preghiere spontanee.

PATER, AVE E GLORIA

- Abbi pietà di noi, Signore!
- Abbi pietà di noi!
"Santa Madre, deh, voi fate che le Piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!"


QUINTA STAZIONE

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Il Cireneo aiuta Gesù a portare la Croce

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo!
- Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo!


Simone di Cirene ha portato la tua croce per un tratto. E' stata una bella cosa da parte sua: lo hai ricompensato come Tu solo sai fare. Grazie per aver accettato l'aiuto. Insegnami ad aiutare con amore e ripuliscimi dall'egoismo e dall'orgoglio, dall'avarizia e dallo spirito del materialismo. Benedici tutti coloro che mi hanno aiutato. Ti prego per coloro che ho leso, per aver solamente osservato le loro sofferenze e per non aver avuto abbastanza amore da aiutarli. Ispira tutti i cuori alla bontà, all'amore e alla misericordia verso i malati, i deboli ed i poveri.
Preghiere spontanee.

PATER, AVE E GLORIA

- Abbi pietà di noi, Signore!
- Abbi pietà di noi!
"Santa Madre, deh, voi fate che le Piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!"


SESTA STAZIONE

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La Veronica asciuga il volto di Gesù

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo!
- Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo!


Il Tuo Viso è ferito, sanguinante, imbrattato di sputi. La Veronica è coraggiosamente inviata dalla folla per asciugare il Tuo Volto ed esso risplende di nuovo. Le sei stato grato. Hai lasciato la Tua immagine sul suo scialle. E' stata fortunata ad averti aiutato. Purifica il nostro cuore, la nostra anima, i nostri pensieri e desideri. Possa il nostro volto risplendere del Tuo Amore ed ogni volto umano essere il riflesso del Tuo Amore. Moltiplica i cuori e le mani buone perché ogni lacrima possa essere asciugata. Benedici tutti i medici e tutti coloro che assistono i malati.
Preghiere spontanee.

PATER, AVE E GLORIA

- Abbi pietà di noi, Signore!
- Abbi pietà di noi!
"Santa Madre, deh, voi fate che le Piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!"


SETTIMA STAZIONE

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La seconda caduta di Gesù

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo!
- Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo!


Quella caduta è stata ancora più dura. Ti alzi e prosegui. Tu sei l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. Grazie. Ti prego per tutte le donne che hanno ucciso la vita in loro. Cura i loro cuori e le loro anime, perdona il peccato e rendile capaci di servire la vita. Benedici tutte le donne incinte perché proteggano la vita e fa che nessuna cada più quando riceve il dono di una nuova vita.

Preghiere spontanee.

PATER, AVE E GLORIA

- Abbi pietà di noi, Signore!
- Abbi pietà di noi!
"Santa Madre, deh, voi fate che le Piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!"


OTTAVA STAZIONE

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Le donne di Gerusalemme piangono su Gesù

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo!
- Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo!


Nella Tua sofferenza, o Gesù, non sei diventato cieco: ti fermi e inviti le donne-madri a convertirsi per poter salvare loro stesse, le loro famiglie ed il loro popolo. Grazie perché, per mezzo della Regina della Pace, in questo momento ci chiami alla conversione.

Preghiere spontanee.

PATER, AVE E GLORIA

- Abbi pietà di noi, Signore!
- Abbi pietà di noi!
"Santa Madre, deh, voi fate che le Piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!"


NONA STAZIONE

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La terza caduta di Gesù

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo!
- Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo!


Sei nuovamente scivolato e caduto. Le ferite si riaprono e provocano nuovamente dolore. L'ultima caduta, la peggiore. Ti rialzi di nuovo. Grazie. Ti prego ora per tutti coloro che, a causa delle difficoltà nelle quali si trovano, credono di non poter andare avanti. Abbi misericordia di tutti coloro che hanno perso il senso della vita e pensano al suicidio. A tutti coloro che sono caduti sotto il peso della droga, dell'alcool, di comportamenti immorali, dona la grazia della libertà interiore, affinché si alzino e accettino una vita degna dell'uomo.

Preghiere spontanee.

PATER, AVE E GLORIA

- Abbi pietà di noi, Signore!
- Abbi pietà di noi!
"Santa Madre, deh, voi fate che le Piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!"


DECIMA STAZIONE

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Gesù è spogliato delle vesti

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo!
- Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo!


Ti preparano per il momento spaventoso della crocifissione e, per questo, ti privano dei vestiti. Ti hanno umiliato e Tu soffri con dignità. Grazie. Perdonaci tutti i peccati contro la dignità umana. Perdona al mondo il peccato contro le vite mai nate, ferma queste uccisioni rinnovando l'amore per la vita. Perdona i peccati contro la verità, la giustizia e l'amore. Rivestici del nuovo abito di vita divina.

Preghiere spontanee.

PATER, AVE E GLORIA

- Abbi pietà di noi, Signore!
- Abbi pietà di noi!
"Santa Madre, deh, voi fate che le Piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!"


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UNDICESIMA STAZIONE

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Gesù è inchiodato alla Croce

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo!
- Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo!


La crocifissione è un momento di grande sofferenza. Sei inchiodato sulla croce, odio e violenza si sono riversati su di Te. Tu taci e soffri. Grazie. Libera il mondo dallo spirito di violenza e di distruzione, fà che venga il tempo della clemenza e della bontà, dell'amore e della misericordia. Rinuncio a qualsiasi violenza ed ingiustizia nella mia vita. Trasforma il mio cuore. Allontana dalla violenza dalle nostre famiglie. Possa dominare la bontà...

Preghiere spontanee.

PATER, AVE E GLORIA

- Abbi pietà di noi, Signore!
- Abbi pietà di noi!
"Santa Madre, deh, voi fate che le Piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!"


DODICESIMA STAZIONE

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Gesù muore sulla croce

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo!
- Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo!


Tu stai morendo, Gesù, circondato di odio, ma il Tuo Amore risplende ancora più forte. Sei circondato di inquietudine e Tu annunci la pace. Ci hai donato Maria con queste parole: "Ecco tua Madre" ed "Ecco tuo figlio". Grazie. Abbi pietà di noi, Agnello di Dio. Possa la Tua croce parlare sempre del Tuo Amore.

Preghiere spontanee.

PATER, AVE E GLORIA

- Abbi pietà di noi, Signore!
- Abbi pietà di noi!
"Santa Madre, deh, voi fate che le Piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!"



TREDICEIMA STAZIONE

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Gesù è deposto dalla croce

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo!
- Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo!


Maria, grazie per essere stata fedele a Gesù anche nella sofferenza. Il tuo Cuore non è spezzato dall'odio e dalla disperazione. Le lacrime della donna afflitta non sono state versate per amarezza o per rabbia, ma per amore. Ora io mi consacro a Te, ti accolgo come Madre. Accoglimi come tuo figliio. Grazie perché in un messaggio hai detto di volermi tra le tue braccia.

Preghiere spontanee.

PATER, AVE E GLORIA

- Abbi pietà di noi, Signore!
- Abbi pietà di noi!
"Santa Madre, deh, voi fate che le Piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!"


QUATORDICESIMA STAZIONE

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Gesù è deposto nel sepolcro

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo!
- Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo!


Gesù, ti sei fatto in tutto identico a noi, ad eccezione del peccato. Hai sperimentato la morte e il sepolcro per indicare il cammino della vita. Grazie. Donami la forza di vivere così che, dopo la morte, possa entrare nella Tua Gloria. Abbi misericordia di tutti i nostri defunti. Sii di conforto a tutti coloro che oggi seppelliscono i loro cari. Chiama in Paradiso tutte le anime del Purgatorio. Restituisci la fede nella vita eterna a tutti coloro che l'hanno persa.


Preghiere spontanee.

PATER, AVE E GLORIA

- Abbi pietà di noi, Signore!
- Abbi pietà di noi!
"Santa Madre, deh, voi fate che le Piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!"


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(Eccoci giunti in cima al monte. Davanti a te hai la grande croce che i parrocchiani costruirono nel 1933. In essa è incorporata una Reliquia della Croce di Gesù. Sul basamento della croce c'è scritto:

A GESU' CRISTO REDENTORE DEL GENERE UMANO,

IN SEGNO DELLA NOSTRA FEDE, AMORE E SPERANZA

IN RICORDO DEL 199ESIMO ANNIVERSARIO

DELLA PASSIONE DI CRISTO

GESU' LIBERACI DA OGNI MALE!

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Avvicinati alla croce e prega con calma in silenzio!)


(Poi inizia la discesa. a pochi metri dalla croce, troverai questa lapide)

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essa è posta nel punto in cui fra Slavko è morto il 24 Novembre 2000. Fermati un attimo e ringrazia Dio per tutto ciò che ha fatto attraverso di lui!). Fra Slavko consigliava di pregare durante la discesa meditando i dolori di Maria. Segui il suo consiglio!

Siete sempre nel mio cuore e nelle mie preghiere!

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