Quaresima 2007

Omelie di Monsignor Antonio Riboldi e altri commenti alla Parola, a cura di miriam bolfissimo

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Adelina
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Messaggio da Adelina » mer mar 28, 2007 6:29 pm

:) Siamo ormai a pochi giorni dalla Settimana Santa....non posso fare a meno di pensare alle ultime ore terrene di Gesù...chiudere gli occhi e meditare il silenzio....così da intuire qualcosa di più del cuore di Cristo, che è Dio, "un Dio che si consuma in noi. Un Dio che muore" per noi......

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Messaggio da miriam bolfissimo » ven mar 30, 2007 5:05 pm

Mia carissima adelina, chiudere gli occhi e meditare nel silenzio le ultime ore di Gesù: ecco, ci proveremo a farlo, con amore, x Amore...

Un abbraccissimo, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » ven mar 30, 2007 5:09 pm

  • Immagine Venerdì 30 marzo, quinta settimana di Quaresima


Una volta ancora Gesù sta per essere lapidato, e le parole che scambia con i suoi persecutori mettono in rilievo il vero motivo del suo martirio ormai prossimo.

Gesù non è stato condannato a morte, come Giovanni Battista, perché predicava la giustizia e nemmeno perché i suoi miracoli preoccupavano i potenti, ma piuttosto perché si dichiarava Figlio di Dio e, per la legge di Mosè, una simile affermazione meritava la morte.

Durante tutta la vita, egli ha voluto conoscere nella sua sensibilità ardente questa sofferenza di essere rifiutato perché era Figlio del Padre, mentre il suo solo desiderio era di donarci suo Padre.

Alcuni l’hanno riconosciuto e sono venuti a lui. Sono quelli che, attraverso la sua parola dolce e pacata, ma affilata come una spada, attraverso le sue opere di misericordia, i miracoli, le risurrezioni che manifestavano la gloria di Dio, oppure attraverso la testimonianza del suo precursore, hanno percepito lo Spirito del Padre che li toccava nel più profondo del loro cuore e sono stati abbastanza umili, abbastanza poveri per aprirsi all’adorazione.

Allora costoro sono stati rinsaldati nella fede e hanno riconosciuto che Gesù è nel Padre e che il Padre è in lui.

In questi ultimi giorni prima della Passione, la Chiesa ci spinge ad attaccarci, con una fede amorosa e piena, a "colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo".
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » ven mar 30, 2007 5:12 pm

Uniti nella preghiera, diciamo...

  • Gridiamo, preghiamo, Signore: non dimenticarci!

    Irriducibilmente Ti restiamo aggrappati,
    perchè, ci crediamo con tutto il nostro essere, siamo nati dal Tuo amore,
    la Tua tenerezza irriga la nostra vita e scorre nel nostro sangue!

    Noi crediamo in Te, Signore Gesù,
    che sei venuto dal Padre per mostrarci il Suo amore...
Un abbraccissimo, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da cinzia1970 » dom apr 01, 2007 8:31 pm

Immagine


Gridiamo, preghiamo, Signore: non dimenticarci!

Irriducibilmente Ti restiamo aggrappati,
perchè, ci crediamo con tutto il nostro essere, siamo nati dal Tuo amore,
la Tua tenerezza irriga la nostra vita e scorre nel nostro sangue!

Noi crediamo in Te, Signore Gesù,
che sei venuto dal Padre per mostrarci il Suo amore...


GESU' CONFIDO IN TE!
DIO TI AMA E TI CONOSCE PERSONALMENTE.SE NON LO HAI ANCORA INCONTRATO,CHIEDIGLI DI RIVELARSI A TE.

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun apr 02, 2007 2:09 pm


  • Benedetto XVI - Piazza San Pietro, domenica 1° aprile 2007

    Celbrazione della Domenica della Palme e della Passione del Signore

    e XXII Giornata Mondiale della Gioventù
[/size]



Cari fratelli e sorelle,

nella processione della Domenica delle Palme ci associamo alla folla dei discepoli che, in gioia festosa, accompagnano il Signore nel suo ingresso in Gerusalemme. Come loro lodiamo il Signore a gran voce per tutti i prodigi che abbiamo veduto. Sì, anche noi abbiamo visto e vediamo tuttora i prodigi di Cristo: come Egli porti uomini e donne a rinunciare alle comodità della propria vita e a mettersi totalmente a servizio dei sofferenti; come Egli dia il coraggio a uomini e donne di opporsi alla violenza e alla menzogna, per far posto nel mondo alla verità; come Egli, nel segreto, induca uomini e donne a far del bene agli altri, a suscitare la riconciliazione dove c’era l’odio, a creare la pace dove regnava l’inimicizia.

La processione è anzitutto una gioiosa testimonianza che rendiamo a Gesù Cristo, nel quale è diventato visibile a noi il Volto di Dio e grazie al quale il cuore di Dio è aperto a tutti noi. Nel Vangelo di Luca il racconto dell’inizio del corteo nei pressi di Gerusalemme è composto in parte letteralmente sul modello del rito dell’incoronazione col quale, secondo il Primo Libro dei Re, Salomone fu rivestito come erede della regalità di Davide (cfr 1 Re 1,33-35). Così la processione delle Palme è anche una processione di Cristo Re: noi professiamo la regalità di Gesù Cristo, riconosciamo Gesù come il Figlio di Davide, il vero Salomone – il Re della pace e della giustizia. Riconoscerlo come Re significa: accettarlo come Colui che ci indica la via, del quale ci fidiamo e che seguiamo. Significa accettare giorno per giorno la sua parola come criterio valido per la nostra vita. Significa vedere in Lui l’autorità alla quale ci sottomettiamo. Ci sottomettiamo a Lui, perché la sua autorità è l’autorità della verità.

La processione delle Palme è – come quella volta per i discepoli – anzitutto espressione di gioia, perché possiamo conoscere Gesù, perché Egli ci concede di essere suoi amici e perché ci ha donato la chiave della vita. Questa gioia, che sta all’inizio, è però anche espressione del nostro “sì” a Gesù e della nostra disponibilità ad andare con Lui ovunque ci porti. L’esortazione che stava oggi all’inizio della nostra liturgia interpreta perciò giustamente la processione anche come rappresentazione simbolica di ciò che chiamiamo “sequela di Cristo”: “Chiediamo la grazia di seguirlo”, abbiamo detto. L’espressione “sequela di Cristo” è una descrizione dell’intera esistenza cristiana in generale. In che cosa consiste? Che cosa vuol dire in concreto “seguire Cristo?”

All’inizio, con i primi discepoli, il senso era molto semplice ed immediato: significava che queste persone avevano deciso di lasciare la loro professione, i loro affari, tutta la loro vita per andare con Gesù. Significava intraprendere una nuova professione: quella di discepolo. Il contenuto fondamentale di questa professione era l’andare con il maestro, l’affidarsi totalmente alla sua guida. Così la sequela era una cosa esteriore e, allo stesso tempo, molto interiore. L’aspetto esteriore era il camminare dietro Gesù nelle sue peregrinazioni attraverso la Palestina; quello interiore era il nuovo orientamento dell’esistenza, che non aveva più i suoi punti di riferimento negli affari, nel mestiere che dava da vivere, nella volontà personale, ma che si abbandonava totalmente alla volontà di un Altro. L’essere a sua disposizione era ormai diventata la ragione di vita. Quale rinuncia questo comportasse a ciò che era proprio, quale distogliersi da se stessi, lo possiamo riconoscere in modo assai chiaro in alcune scene dei Vangeli.

Ma con ciò si palesa anche che cosa significhi per noi la sequela e quale sia la sua vera essenza per noi: si tratta di un mutamento interiore dell’esistenza. Richiede che io non sia più chiuso nel mio io considerando la mia autorealizzazione la ragione principale della mia vita. Richiede che io mi doni liberamente a un Altro – per la verità, per l’amore, per Dio che, in Gesù Cristo, mi precede e mi indica la via. Si tratta della decisione fondamentale di non considerare più l’utilità e il guadagno, la carriera e il successo come scopo ultimo della mia vita, ma di riconoscere invece come criteri autentici la verità e l’amore. Si tratta della scelta tra il vivere solo per me stesso o il donarmi – per la cosa più grande. E consideriamo bene che verità e amore non sono valori astratti; in Gesù Cristo essi sono divenuti persona. Seguendo Lui entro nel servizio della verità e dell’amore. Perdendomi mi ritrovo.

Ritorniamo alla liturgia e alla processione delle Palme. In essa la liturgia prevede come canto il Salmo 24 [23], che era anche in Israele un canto processionale usato nella salita al monte del tempio. Il Salmo interpreta la salita interiore di cui la salita esteriore è immagine e ci spiega così ancora una volta che cosa significhi il salire con Cristo. “Chi salirà il monte del Signore?”, chiede il Salmo, ed indica due condizioni essenziali. Coloro che salgono e vogliono giungere veramente in alto, arrivare fino all’altezza vera, devono essere persone che si interrogano su Dio. Persone che scrutano intorno a sé per cercare Dio, per cercare il suo Volto. Cari giovani amici – quanto è importante oggi proprio questo: non lasciarsi semplicemente portare qua e la nella vita; non accontentarsi di ciò che tutti pensano e dicono e fanno. Scrutare Dio e cercare Dio. Non lasciare che la domanda su Dio si dissolva nelle nostre anime. Il desiderio di ciò che è più grande. Il desiderio di conoscere Lui – il suo Volto…

L’altra condizione molto concreta per la salita è questa: può stare nel luogo santo “chi ha mani innocenti e cuore puro”. Mani innocenti – sono mani che non vengono usate per atti di violenza. Sono mani che non sono sporcate con la corruzione, con tangenti. Cuore puro – quando il cuore è puro? È puro un cuore che non finge e non si macchia con menzogna e ipocrisia. Un cuore che rimane trasparente come acqua sorgiva, perché non conosce doppiezza. È puro un cuore che non si strania con l’ebbrezza del piacere; un cuore il cui amore è vero e non è soltanto passione di un momento. Mani innocenti e cuore puro: se noi camminiamo con Gesù, saliamo e troviamo le purificazioni che ci portano veramente a quell’altezza a cui l’uomo è destinato: l’amicizia con Dio stesso.

Il salmo 24 [23] che parla della salita termina con una liturgia d’ingresso davanti al portale del tempio: “Sollevate, porte i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria”. Nella vecchia liturgia della Domenica delle Palme il sacerdote, giunto davanti alla chiesa, bussava fortemente con l’asta della croce della processione al portone ancora chiuso, che in seguito a questo bussare si apriva. Era una bella immagine per il mistero dello stesso Gesù Cristo che, con il legno della sua croce, con la forza del suo amore che si dona, ha bussato dal lato del mondo alla porta di Dio; dal lato di un mondo che non riusciva a trovare accesso presso Dio. Con la croce Gesù ha spalancato la porta di Dio, la porta tra Dio e gli uomini. Ora essa è aperta. Ma anche dall’altro lato il Signore bussa con la sua croce: bussa alle porte del mondo, alle porte dei nostri cuori, che così spesso e in così gran numero sono chiuse per Dio. E ci parla più o meno così: se le prove che Dio nella creazione ti dà della sua esistenza non riescono ad aprirti per Lui; se la parola della Scrittura e il messaggio della Chiesa ti lasciano indifferente – allora guarda a me, al Dio che per te si è reso sofferente, che personalmente patisce con te – vedi che io soffro per amore tuo e apriti a me, tuo Signore e tuo Dio.

È questo l’appello che in quest’ora lasciamo penetrare nel nostro cuore. Il Signore ci aiuti ad aprire la porta del cuore, la porta del mondo, affinché Egli, il Dio vivente, possa nel suo Figlio arrivare in questo nostro tempo, raggiungere la nostra vita. Amen
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun apr 02, 2007 2:17 pm

Miei carissimi tutti, uniti nella preghiera diciamo...
  • Maria, Madre dolcissima di Dio e Madre nostra,
    ottienici in questa settimana santa
    di aprire, come Tu hai saputo fare,
    la porta del nostro cuore a Cristo
    perchè partendo dall'ascolto della Parola che è Vita
    arriviamo a vivere la Parola che è Amore. Amen
Un abbraccissimo, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun apr 02, 2007 2:43 pm

  • Immagine Quaresima 2007: Settimana Santa


Eccoci, finalmente. Il deserto ci ha richiamati all'essenziale. Il deserto che è la nostra vita frenetica, deserto popolato non di dune e rocce, di aridità e vento, ma di tangenziali e appuntamenti che si susseguono, di stanchezza che secca i desideri e di abitudine che ci rotola addosso.

È paradossale, ma il silenzio e il troppo rumore si assomigliano. Non rimpiangete il silenzio che avreste voluto fare, non sospirate per la preghiera che non è granché migliorata in questi quaranta giorni, non iniziate le litanie dei propositi falliti, Dio non li gradisce.

Questo è il nostro deserto, qui e ora possiamo salire al Tabor, nella quotidianità ingombrante portiamo frutto, nei ritagli del nostro tempo scopriamo il volto del Padre, con tenacia siamo chiamati a posare le pietre. È inutile rimpiangere un tempo e una volontà che avrebbero permesso di fare una preparazione migliore: qui e ora dobbiamo vivere e inventare un modo diverso di credere...

Eccolo, dunque, Dio: nudo, appeso a una croce, grondante sangue e disperazione. Dio è nudo, svelato, consegnato, donato, vulnerabile e fragile come mai. Per amore, per dono. Venerdì, amici, al lavoro, a scuola, dove sarete, fermatevi e guardate. Siamo talmente abituati a tenere tutto in mano (anche la nostra vita di fede), che abbiamo bisogno di fermarci e stupirci; sapremo ancora sederci e guardare?

Dio ora è protagonista, altro è il gioco che ora si gioca: vita e morte si affrontano, le tenebre che sfigurano l'innocenza degli uomini scatenano il loro impero. Sapremo sederci e guardare? Vedremo una croce e un uomo inchiodato fra ciclo e terra che svela - a chi ancora ha la voglia di capire - il mistero di Dio, dell'uomo, della vita. Dio muore per amore, Dio è così.

Luca, di cui leggiamo la passione quest'anno, lascia emergere tutta la sua esperienza nel racconto: è piena di tenerezza la sua passione, piena di miracoli (l'orecchio riattaccato del servo, Gesù che consola le donne, Erode e Filato che diventano amici, il buon ladrone che si converte), senza eccessi, senza traumi. Luca concentra il dramma al Getsemani, nella lotta (agonia viene da agone, battaglia) tra la luce e le tenebre.

Il demonio, ora, è presente, è tornato per l'ultima, decisiva tentazione, per vincere. Cosa avrà suggerito all'umanissima angoscia di Cristo, cosa gli avrà mai detto, l'avversario, per convincerlo a demordere? Una cosa sola: è tutto inutile, Gesù. Inutile il sacrificio che stai per fare: la gente non ha capito né capirà, i tuoi amici più fedeli hanno appena litigato per dividersi la gloria, e ora dormono. È inutile, perché morire?

Luca dice che un angelo viene a consolarlo. Che gli avrà mai detto? Cosa gli avrà fatto vedere per convincerlo? Noi, gli avrà fatto vedere noi, io che scrivo, amico, tu che leggi. Noi siamo qui per dare coraggio al Signore, per dirgli: non è inutile, Signore, non è inutile, mi hai salvato, mi hai cambiato la vita.

Noi siamo la consolazione di Dio.
  • don Paolo Curtaz
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun apr 02, 2007 3:36 pm

Miei carissimi tutti, in questa Settimana Santa che ci porta alla Pasqua di Resurrezione di nostro Signore meditiamo le sette parole che ha detto Gesù in Croce: dopo aver invocato l'intercessione della nostra Mamma Celeste, facciamole appoggiare nel nostro cuore, facciamole risuonare più volte e mettiamoci in ascolto... sono parole prezione perchè Gesù ce le ha lasciate mentre Lui era sulla Croce, ce le ha indirizzate dalla Croce...

Un abbraccissimo, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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la settimana santa

Messaggio da cinzia1970 » lun apr 02, 2007 3:40 pm

La Settimana Santa è quella in cui si celebrano i riti che condurranno alla Pasqua.



Immagine La Settimana Santa si apre con la Domenica delle Palme.




ImmagineIl Lunedì si ricorda l'invocazione di Gesù nell'orto degli ulivi.




ImmagineIl Martedì si rievocano gli atti di Gesù che si prepara alla fine dei suoi giorni sulla terra.




Altri atti della Passione, come la flagellazione e la coronazione di spine, vengono rievocati il Mercoledì. Immagine


ImmagineIl Giovedì santo è il giorno in cui la Chiesa, ricordando l'Ultima Cena di Gesù, celebra l'istituzione dell'Eucaristia e si rievoca la lavanda dei piedi per rinnovare la memoria di quell'atto di umiltà con cui Gesù Cristo li lavò ai suoi apostoli.

Dal vangelo di Giovanni (13,1-17)

Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.

Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio se lo cinse attorno alla vita. Poi verso dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto.

Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?».
Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo».
Gli disse Simon Pietro: «Non mi laverai mai i piedi». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me».
Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!».
Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti».

Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché io lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri.
Vi ho infatti dato l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi.

In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica».


I fedeli si recano alla visita del Santissimo Sacramento in più chiese in memoria dei dolori sofferti da Gesù Cristo in più luoghi, come nell'orto degli ulivi, nelle case di Caifa, di Pilato e di Erode, e sul Calvario.

Nel Giovedì santo dopo la Messa si spogliano gli altari per rappresentarci Gesù Cristo spogliato delle sue vesti per essere flagellato e affisso alla croce,

Dal Giovedì sino al Sabato santo si legano le campane in segno di partecipazione alla passione e alla morte di Cristo.




ImmagineTra i riti della Settimana Santa la giornata del Venerdì è la più intensa e toccante perché si ricorda la Passione e Morte di Cristo, adorando la Croce.
In molti paesi è possibile assistere alla rappresentazione della Via Crucis per le strade cittadine.


ImmagineNel Sabato santo si slegano le campane, si onorano la sepoltura di Gesù Cristo e la sua discesa al limbo. Si benedice inoltre il fonte battesimale perché anticamente in questo giorno, e alla vigilia di Pentecoste, veniva conferito il Battesimo, e si accende il cero pasquale che verrà spento per l'Ascensione, a simboleggiare la presenza, prima e la dipartita poi, di Cristo tra e da gli uomini.


Tratto da www.www.lunario.com


In comunione di preghiera diciamo...

"Maria, Madre dolcissima di Dio e Madre nostra,
ottienici in questa settimana santa
di aprire, come Tu hai saputo fare,
la porta del nostro cuore a Cristo
perchè partendo dall'ascolto della Parola che è Vita
arriviamo a vivere la Parola che è Amore. Amen"
DIO TI AMA E TI CONOSCE PERSONALMENTE.SE NON LO HAI ANCORA INCONTRATO,CHIEDIGLI DI RIVELARSI A TE.

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun apr 02, 2007 3:42 pm

      • Domenica 1 aprile, meditazione sulla prima Parola
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          • Maria Santissima, tu sei la prima discepola del Signore e sei beata
            perché hai ascoltato la Parola di Dio e l’hai messa in pratica.

            Tu che sei rimasta in piedi sul Calvario
            dove era inchiodato e morto in croce il tuo divin Figlio Gesù,
            sei la prima creatura ad aver sentito
            le sue ultime parole di vita, di consolazione, di speranza, di salvezza.

            Fa’ che anche noi, discepoli del tuo Figlio, mentre guardiamo a Lui
            e ne ascoltiamo le stesse parole ascoltate prima da te:
            aiutaci ad accoglierle senza riserve e paure
            e accompagnaci a tradurle in vita quotidiana
            per il bene nostro e di chi ci avvicina.
            Tu vivi e regni con Dio Padre,
            Figlio e Spirito Santo
            per tutti i secoli dei secoli. Amen
  • Lc 23, 34: Gesù diceva: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno»
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      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun apr 02, 2007 3:45 pm

      • Lunedì 2 aprile, meditazione sulla seconda Parola
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          • Maria Santissima, tu sei la prima discepola del Signore e sei beata
            perché hai ascoltato la Parola di Dio e l’hai messa in pratica.

            Tu che sei rimasta in piedi sul Calvario
            dove era inchiodato e morto in croce il tuo divin Figlio Gesù,
            sei la prima creatura ad aver sentito
            le sue ultime parole di vita, di consolazione, di speranza, di salvezza.

            Fa’ che anche noi, discepoli del tuo Figlio, mentre guardiamo a Lui
            e ne ascoltiamo le stesse parole ascoltate prima da te:
            aiutaci ad accoglierle senza riserve e paure
            e accompagnaci a tradurle in vita quotidiana
            per il bene nostro e di chi ci avvicina.
            Tu vivi e regni con Dio Padre,
            Figlio e Spirito Santo
            per tutti i secoli dei secoli. Amen
  • Lc 23, 43: Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso»
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      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun apr 02, 2007 3:49 pm

      • Martedì 3 aprile, meditazione sulla terza Parola
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          • Maria Santissima, tu sei la prima discepola del Signore e sei beata
            perché hai ascoltato la Parola di Dio e l’hai messa in pratica.

            Tu che sei rimasta in piedi sul Calvario
            dove era inchiodato e morto in croce il tuo divin Figlio Gesù,
            sei la prima creatura ad aver sentito
            le sue ultime parole di vita, di consolazione, di speranza, di salvezza.

            Fa’ che anche noi, discepoli del tuo Figlio, mentre guardiamo a Lui
            e ne ascoltiamo le stesse parole ascoltate prima da te:
            aiutaci ad accoglierle senza riserve e paure
            e accompagnaci a tradurle in vita quotidiana
            per il bene nostro e di chi ci avvicina.
            Tu vivi e regni con Dio Padre,
            Figlio e Spirito Santo
            per tutti i secoli dei secoli. Amen
  • Gv 19, 26-27: Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!»
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      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mer apr 04, 2007 1:20 pm

      • Mercoledì 4 aprile, meditazione sulla quarta Parola
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          • Maria Santissima, tu sei la prima discepola del Signore e sei beata
            perché hai ascoltato la Parola di Dio e l’hai messa in pratica.

            Tu che sei rimasta in piedi sul Calvario
            dove era inchiodato e morto in croce il tuo divin Figlio Gesù,
            sei la prima creatura ad aver sentito
            le sue ultime parole di vita, di consolazione, di speranza, di salvezza.

            Fa’ che anche noi, discepoli del tuo Figlio, mentre guardiamo a Lui
            e ne ascoltiamo le stesse parole ascoltate prima da te:
            aiutaci ad accoglierle senza riserve e paure
            e accompagnaci a tradurle in vita quotidiana
            per il bene nostro e di chi ci avvicina.
            Tu vivi e regni con Dio Padre,
            Figlio e Spirito Santo
            per tutti i secoli dei secoli. Amen
  • Mc 15, 34: Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
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      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mer apr 04, 2007 1:21 pm

      • Giovedì 5 aprile, meditazione sulla quinta Parola
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          • Maria Santissima, tu sei la prima discepola del Signore e sei beata
            perché hai ascoltato la Parola di Dio e l’hai messa in pratica.

            Tu che sei rimasta in piedi sul Calvario
            dove era inchiodato e morto in croce il tuo divin Figlio Gesù,
            sei la prima creatura ad aver sentito
            le sue ultime parole di vita, di consolazione, di speranza, di salvezza.

            Fa’ che anche noi, discepoli del tuo Figlio, mentre guardiamo a Lui
            e ne ascoltiamo le stesse parole ascoltate prima da te:
            aiutaci ad accoglierle senza riserve e paure
            e accompagnaci a tradurle in vita quotidiana
            per il bene nostro e di chi ci avvicina.
            Tu vivi e regni con Dio Padre,
            Figlio e Spirito Santo
            per tutti i secoli dei secoli. Amen
  • Gv 19, 28: Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete».
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      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mer apr 04, 2007 1:23 pm

      • Venerdì 6 aprile, meditazione sulla sesta Parola
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          • Maria Santissima, tu sei la prima discepola del Signore e sei beata
            perché hai ascoltato la Parola di Dio e l’hai messa in pratica.

            Tu che sei rimasta in piedi sul Calvario
            dove era inchiodato e morto in croce il tuo divin Figlio Gesù,
            sei la prima creatura ad aver sentito
            le sue ultime parole di vita, di consolazione, di speranza, di salvezza.

            Fa’ che anche noi, discepoli del tuo Figlio, mentre guardiamo a Lui
            e ne ascoltiamo le stesse parole ascoltate prima da te:
            aiutaci ad accoglierle senza riserve e paure
            e accompagnaci a tradurle in vita quotidiana
            per il bene nostro e di chi ci avvicina.
            Tu vivi e regni con Dio Padre,
            Figlio e Spirito Santo
            per tutti i secoli dei secoli. Amen
  • Gv 19, 30: E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò.
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      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mer apr 04, 2007 1:24 pm

      • sabato 7 aprile, meditazione sulla settima Parola
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          • Maria Santissima, tu sei la prima discepola del Signore e sei beata
            perché hai ascoltato la Parola di Dio e l’hai messa in pratica.

            Tu che sei rimasta in piedi sul Calvario
            dove era inchiodato e morto in croce il tuo divin Figlio Gesù,
            sei la prima creatura ad aver sentito
            le sue ultime parole di vita, di consolazione, di speranza, di salvezza.

            Fa’ che anche noi, discepoli del tuo Figlio, mentre guardiamo a Lui
            e ne ascoltiamo le stesse parole ascoltate prima da te:
            aiutaci ad accoglierle senza riserve e paure
            e accompagnaci a tradurle in vita quotidiana
            per il bene nostro e di chi ci avvicina.
            Tu vivi e regni con Dio Padre,
            Figlio e Spirito Santo
            per tutti i secoli dei secoli. Amen
  • Lc 23, 46: Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo spirò.
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Messaggio da miriam bolfissimo » mer apr 04, 2007 2:29 pm


  • Benedetto XVI - Udienza generale: Il Triduo Pasquale

    Mercoledì santo, 4 aprile 2007
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Cari fratelli e sorelle,

mentre si va concludendo l’itinerario quaresimale, iniziato con il Mercoledì delle Ceneri, l’odierna liturgia del Mercoledì Santo ci introduce già nel clima drammatico dei prossimi giorni, permeati dal ricordo della passione e della morte di Cristo. Nell’odierna liturgia, infatti, l’evangelista Matteo ripropone alla nostra meditazione il breve dialogo che avvenne nel Cenacolo tra Gesù e Giuda. "Rabbi, sono forse io?", domanda il traditore al divino Maestro, che aveva preannunciato: "In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà". Lapidaria la risposta del Signore: "Tu l’hai detto" (cfr Mt 26,14-25). Da parte sua san Giovanni chiude il racconto dell’annunzio del tradimento di Giuda con poche significative parole: "Ed era notte" (Gv 13,30). Quando il traditore abbandona il Cenacolo, s’infittisce il buio nel suo cuore – è notte interiore –, cresce lo smarrimento nell’animo degli altri discepoli – anche loro vanno verso la notte –, mentre tenebre di abbandono e di odio si addensano sul Figlio dell’Uomo che si avvia a consumare il suo sacrificio sulla croce. Quel che commemoreremo nei prossimi giorni è lo scontro supremo tra la Luce e le Tenebre, tra la Vita e la Morte. Dobbiamo situarci anche noi in questo contesto, consapevoli della nostra "notte", delle nostre colpe e delle nostre responsabilità, se vogliamo rivivere con profitto spirituale il Mistero pasquale, se vogliamo arrivare alla luce del cuore mediante questo Mistero, che costituisce il fulcro centrale della nostra fede.

Inizio del Triduo Pasquale è il Giovedì Santo, domani. Durante la Messa Crismale, che può essere considerata come il preludio al Triduo Santo, il Pastore diocesano ed i suoi più stretti collaboratori, i presbiteri, attorniati dal Popolo di Dio, rinnovano le promesse formulate il giorno dell’Ordinazione sacerdotale. Si tratta, anno dopo anno, di un momento di forte comunione ecclesiale, che pone in rilievo il dono del sacerdozio ministeriale lasciato da Cristo alla sua Chiesa, la vigilia della sua morte in croce. E per ogni sacerdote è un momento commovente in questa vigilia della Passione, nella quale il Signore ci ha dato sè stesso, ci ha dato il sacramento dell’Eucaristia, ci ha dato il Sacerdozio. E’ un giorno che tocca tutti i nostri cuori. Vengono poi benedetti gli Olii per la celebrazione dei Sacramenti: l’Olio dei Catecumeni, l’Olio degli Infermi e il Sacro Crisma. Alla sera, entrando nel Triduo pasquale, la Comunità cristiana rivive nella Messa in Cena Domini quanto avvenne durante l’Ultima Cena. Nel Cenacolo il Redentore volle anticipare, nel Sacramento del pane e del vino mutati nel suo Corpo e nel suo Sangue, il sacrificio della sua vita: egli anticipa questa sua morte, dona liberamente la sua vita, offre il dono definitivo di sé all’umanità. Con la lavanda dei piedi, si ripete il gesto con cui Egli, avendo amato i suoi, li amò sino alla fine (cfr Gv 13,1) e lasciò ai discepoli come loro distintivo questo atto di umiltà, l’amore sino alla morte. Dopo la Messa in Cena Domini, la liturgia invita i fedeli a sostare in adorazione del Santissimo Sacramento, rivivendo l’agonia di Gesù nel Getsemani. E vediamo come i discepoli hanno dormito, lasciando solo il Signore. Anche oggi spesso dormiamo, noi suoi discepoli. In questa notte sacra del Getzemani vogliamo essere vigilanti, non vogliamo lasciar solo il Signore in questa ora; così possiamo meglio comprendere il mistero del Giovedì Santo, che ingloba il triplice sommo dono del Sacerdozio ministeriale, dell’Eucaristia e del Comandamento nuovo dell’amore (agape).

Il Venerdì Santo, che commemora gli eventi che vanno dalla condanna a morte alla crocifissione di Cristo, è una giornata di penitenza, di digiuno e di preghiera, di partecipazione alla Passione del Signore. All’ora stabilita, l’Assemblea cristiana ripercorre, con l’aiuto della Parola di Dio e dei gesti liturgici, la storia dell’umana infedeltà al disegno divino, che tuttavia proprio così si realizza, e riascolta il racconto commovente della Passione dolorosa del Signore. Rivolge poi al Padre celeste una lunga "preghiera dei fedeli", che abbraccia tutte le necessità della Chiesa e del mondo. La Comunità adora quindi la Croce e si accosta all’Eucaristia, consumando le sacre specie conservate dalla Messa in Cena Domini del giorno precedente. Commentando il Venerdì Santo, san Giovanni Crisostomo osserva: "Prima la croce significava disprezzo, ma oggi essa è cosa venerabile, prima era simbolo di condanna, oggi è speranza di salvezza. E’ diventata davvero sorgente d’infiniti beni; ci ha liberati dall’errore, ha diradato le nostre tenebre, ci ha riconciliati con Dio, da nemici di Dio ci ha fatti suoi familiari, da stranieri ci ha fatto suoi vicini: questa croce è la distruzione dell’inimicizia, la sorgente della pace, lo scrigno del nostro tesoro" (De cruce et latrone I,1,4). Per rivivere in modo più partecipato la Passione del Redentore, la tradizione cristiana ha dato vita a molteplici manifestazioni di pietà popolare, fra le quali le note processioni del Venerdì Santo con i suggestivi riti che si ripetono ogni anno. Ma c’è un pio esercizio, quello della "Via Crucis", che ci offre durante tutto l’anno la possibilità di imprimere sempre più profondamente nel nostro animo il mistero della Croce, di andare con Cristo su questa via e così conformarci interiormente a Lui. Potremo dire che la Via Crucis ci educa, per usare un’espressione di san Leone Magno, a "guardare con gli occhi del cuore Gesù crocifisso, in modo da riconoscere nella sua carne la nostra propria carne" (Disc. 15 sulla passione del Signore). E sta proprio qui la vera saggezza del cristiano, che vogliamo imparare seguendo la Via crucis proprio il Venerdì Santo al Colosseo.

Il Sabato Santo è giorno in cui la liturgia tace, il giorno del grande silenzio, ed i cristiani sono invitati a custodire un interiore raccoglimento, spesso difficile da coltivare in questo nostro tempo, per meglio prepararsi alla Veglia pasquale. In molte comunità vengono organizzati ritiri spirituali e incontri di preghiera mariana, quasi per unirsi alla Madre del Redentore, che attende con trepidante fiducia la risurrezione del Figlio crocifisso. Finalmente nella Veglia pasquale il velo di mestizia, che avvolge la Chiesa per la morte e la sepoltura del Signore, verrà infranto dal grido della vittoria: Cristo è risorto ed ha sconfitto per sempre la morte! Potremo allora veramente comprendere il mistero della Croce, "come Dio crei prodigi anche nell’impossibile - scrive un autore antico - affinché si sappia che egli solo può fare ciò che vuole. Dalla sua morte la nostra vita, dalle sue piaghe la nostra guarigione, dalla sua caduta la nostra risurrezione, dalla sua discesa la nostra risalita" (Anonimo Quartodecimano). Animati da fede più salda, nel cuore della Veglia pasquale accoglieremo i neo-battezzati e rinnoveremo le promesse del nostro Battesimo. Sperimenteremo così che la Chiesa è sempre viva, si ringiovanisce sempre, è sempre bella e santa, perché poggia su Cristo che, risorto, non muore più.

Cari fratelli e sorelle, il Mistero pasquale, che il Triduo Santo ci farà rivivere, non è solo ricordo di una realtà passata, è realtà attuale: Cristo anche oggi vince con il suo amore il peccato e la morte. Il Male, in tutte le sue forme, non ha l'ultima parola. Il trionfo finale è di Cristo, della verità e dell’amore! Se con Lui siamo disposti a soffrire ed a morire, ci ricorderà san Paolo nella Veglia pasquale, la sua vita diventa la nostra vita (cfr Rm 6,9). Su questa certezza riposa e si costruisce la nostra esistenza cristiana. Invocando l’intercessione di Maria Santissima, che ha seguito Gesù sulla via della Passione e della Croce e lo ha abbracciato dopo la sua deposizione, auguro a tutti voi di partecipare devotamente al Triduo Pasquale per gustare la gioia della Pasqua insieme con tutti i vostri cari.
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » gio apr 05, 2007 1:16 pm

      • Omelia del giorno 5 aprile 2007

        Giovedì Santo



        L’Amore che si fa Comunione di Vita
Credo sia un atto di grande carità aiutare i miei amici a condividere l’Amore di Dio per noi, in questi giorni davvero santi. Lo faccio, offrendo brevi riflessioni di partecipazione.

Oggi, Giovedì Santo, in mattinata, in tutte le cattedrali della Chiesa nel mondo, ogni vescovo raduna, in modo particolare, tutti i sacerdoti della sua diocesi, per quella suggestiva celebrazione definita ‘Messa del Crisma’, ossia la benedizione degli Oli sacri: dei catecumeni, degli infermi e del Sacro crisma. Quest’ultimo viene usato per ungere la fronte dei cresimandi, le mani dei sacerdoti ed, infine, il capo nell’ordinazione a vescovo.

Momenti, grandi momenti, Cresima, Sacerdozio, Consacrazione episcopale, che sono, non solo la designazione e consacrazione di noi uomini nel nostro cammino vocazionale, ma sono espressioni della Forza dello Spirito. Davvero siamo ‘unti del Signore’.

Al termine della S. Messa i parroci attingono gli oli da portare nella parrocchia per il Battesimo, l’Unzione degli infermi e la Cresima. Ed è un momento, questo, che ‘fa vedere’ come davvero la Chiesa è Corpo di Cristo, visibile nella grande Comunione dei sacerdoti con il vescovo: è la Festa dei sacerdoti e di tutti i fedeli, uniti in comunità con il proprio vescovo. Un evento davvero grande e commovente.

A sera: con grande solennità, come a continuare ‘la Cena del Signore’, ossia il dono dell’Eucarestia, nelle parrocchie viene celebrata la S: Messa definita ‘In Coena Domini’, ossia ‘nella Cena del Signore’. È la solennità della ‘prima Comunione’ della Chiesa, rappresentata dagli Apostoli, con il Corpo e Sangue di Gesù, donato per sempre quella sera. Una Cena che da allora non finisce mai ed è la grande manifestazione di Dio che si fa Dono, Pane di Vita, per noi: ‘Mistero grande della fede’.

È qui che si misura quanto conta l’Eucarestia per noi: se poco o se tanto. Ognuno deve chiederselo.Così commenta, il caro Giovanni Paolo II, il suo rapporto con l’Eucarestia, nell’Enciclica ‘Ecclesia et Eucarestia’.
  • “Ave, verum corpus, natum de Maria Virgine. Pochi anni or sono ho celebrato il cinquantesimo del mio sacerdozio. Sperimento oggi la grazia di offrire alla Chiesa questa Enciclica sulla Eucaristia, nel Giovedì Santo, che cade nel mio 25° anno di ministero petrino. Lo faccio con il cuore colmo di gratitudine. Da oltre mezzo secolo, ogni giorno, da quel 2 novembre 1946, in cui celebrai la prima Messa, nella cripta di San Leonardo, della cattedrale del Wawel di Cracovia, i miei occhi si sono raccolti sull’ostia e sul calice in cui il tempo e lo spazio si sono in qualche modo ‘contratti’ e il dramma del Golgota si è ripresentato vivo, rivelando la sua misteriosa ‘contemporaneità’.Ogni giorno la mia fede ha potuto riconoscere nel Pane e nel Vino consacrati, il divino Viandante che un giorno si mise al fianco dei due discepoli di Emmaus per aprire loro gli occhi alla luce e il cuore alla speranza.Lasciate, carissimi fratelli e sorelle, che io renda con intimo trasporto, in compagnia e a conforto della vostra fede, la mia testimonianza di fede nella Santissima Eucaristia. ‘Ave verum corpus, natum de Maria Virgine / vere passum, immolatum, in croce pro homine’.Qui c’è il tesoro della Chiesa, il cuore del mondo, il pegno del traguardo a cui ciascun uomo, anche inconsapevolmente, anela.Mistero grande che supera, certo, e mette a dura prova la capacità della nostra mente di andare oltre le apparenze, ma la fede ci basta. Lasciate che, come Pietro, alla fine del discorso eucaristico, nel Vangelo di Giovanni, io ripeta a Cristo, a nome di ciascuno di voi: Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna” (Dall’Enciclica sull’Eucarestia).
Come vescovo, ho avuto il dono qualche volta di celebrare con il Santo Padre, Giovanni Paolo II, la S. Messa nella sua cappella privata. Era come una sinfonia divina, che rapiva e si scolpiva nella memoria e nel cuore. Oggi, siamo chiamati a vivere questo
dono.Ci saremo tutti?

Vorrei che fossero nostre le parole di Pietro, davanti alle nostre difficoltà nel credere: “Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna...Conferma la nostra fede!”



Antonio Riboldi – Vescovo –

Internet: www.vescovoriboldi.it

E-mail: riboldi@tin.it
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Quaresima 2007

Messaggio da miriam bolfissimo » ven apr 06, 2007 10:32 am

      • Omelia del giorno 6 aprile 2007

        Venerdì Santo



        Il trionfo dell’amore che si fa dono
Da ieri sera, dopo la S. Messa ‘in Coena Domini’, deposto Gesù in quello che siamo abituati a chiamare ‘sepolcro’, la Chiesa si è raccolta nel silenzio, a cominciare dalle campane ‘mute’. Come si volesse rispettare l’amore che si sacrifica totalmente sulla croce per ridare a noi, che davvero con i nostri peccati viviamo ‘come morti’, quella resurrezione che l’unica vera speranza per tutti.

E, in tanti, quel silenzio della Chiesa fa impressione. Noi, abituati quasi a ‘sentire la presenza di Dio nel suono delle campane’, siamo proiettati nel silenzio, che regnò sul Calvario, quando Gesù ‘spirò’.

Ci passa davanti all’anima la visione di quel Crocifisso, che è anche l’Amore che noi continuiamo a negare a tanti ‘crocifissi’, con le nostre ingiustizie, violenze, indifferenze. È un’immensa selva quella dei Calvari nel mondo! Come a continuare la storia di Gesù, messo a morte per odio e cattiveria, per indifferenza e ignoranza!

E quante volte anche noi, per tante ragioni, ci sentiamo in croce...ed è come sentirsi morti. Ma Gesù, per non lasciarci orfani, sotto la Sua Croce, ci ha donato la Mamma: “Donna, ecco tuo figlio”. Così l’Amore non conosce sosta.

Possiamo facilmente comprendere i sentimenti di Maria, la Madre, di Giovanni, il prediletto, e delle donne che stavano sotto la Croce. Non era facile accettare che ‘il più bello tra gli uomini’, la Bontà senza fine, li avesse lasciati soli. Era un vuoto incolmabile. Ma non è un carattere dell’amore conoscere la fine: l’amore valica tempi e difficoltà.

E certamente, a sostenere il dolore di Maria, era la fede e la speranza incrollabili che Suo Figlio, il Crocifisso, sarebbe tornato. Lo aveva promesso. Una tale certezza sappiamo che non vi era stata nei Suoi discepoli. Gli apostoli avevano mostrato tutta la loro debolezza, nel momento della prova, facendosi prendere dalla paura e fuggendo. Una fuga senza speranza.

Dove andare senza il Maestro?

La massa - e ce n’è tanta, oggi, anche tra di noi - aveva partecipato alla passione e morte come fosse uno spettacolo, se tale può chiamarsi un uomo che soffre e viene ucciso!

Noi con chi siamo, oggi, Venerdì Santo? Con Maria, Giovanni e le donne a ricordare in Chiesa la passione e baciare il Crocifisso, in attesa della speranza...della resurrezione? O siamo vittime della paura, propria di chi fugge perché non trova più una ragione nella speranza e nel perdono? Ma dove andremo?

Oppure, Dio non voglia, siamo tra quelli cui non interessa più che Dio abbia fatto dono del Figlio, per permetterci di uscire dal sepolcro dei nostri peccati e tornare a conoscere la vera vita? Siamo tra quei fratelli e sorelle che stanno giocando la vita sull’egoismo? Tra coloro a cui ‘Dio non interessa più’, inconsapevoli che è proprio questa la strada per crocifiggersi...ma senza speranza?

Non si può conoscere la bellezza della vita, se non si conosce l’amore… e Colui che è l’Amore!

Con voi, carissimi, vorrei condividere il silenzio del Venerdì santo, accanto a Maria, accogliendo il dono di Gesù: sentiamola nostra Madre! Con voi adorare, ringraziare, baciare quel Crocifisso, che è davvero tutto Amore dato. Mi resta solo di pregare per voi e con voi e così ‘gustare i doni’, che sono nel silenzio della Passione.



Antonio Riboldi – Vescovo –

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Messaggio da cinzia1970 » ven apr 06, 2007 10:37 am

Condivido il silenzio del Venerdì santo...


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DIO TI AMA E TI CONOSCE PERSONALMENTE.SE NON LO HAI ANCORA INCONTRATO,CHIEDIGLI DI RIVELARSI A TE.

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Messaggio da miriam bolfissimo » sab apr 07, 2007 5:07 pm

  • ...e nel silenzio si chiude il tempo
    che ci ha portato
    alla gioia,
    nel silenzio si culla la speranza
    che ci dona
    il Mistero...
Un abbraccissimo, miriam bolfissimo ;)
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