Avvento 2013

Omelie di Monsignor Antonio Riboldi e altri commenti alla Parola, a cura di miriam bolfissimo

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Messaggio da miriam bolfissimo » ven nov 29, 2013 2:37 pm

ImmagineMiei carissimi tutti, pace e bene! davanti a noi il tempo prezioso dell'attesa della gloria di Cristo...
          • Attendere: infinito del verbo amare.
            Anzi, nel vocabolario di Maria, amare all'infinito...
...in queste parole di don tonino bello sia il nostro stare nel tempo che ci è donato: amiamo all'infinito mentre aspettiamo l'Infinito che viene! un abbraccissimo, miriam bolfissimo ;)
  • Immagine
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » ven nov 29, 2013 2:42 pm

  • ImmagineAvvento, un tempo per desiderare
Inizia l'«Avvento», un termine latino che significa avvicinarsi, camminare verso... Tutto si fa più prossimo, tutto si rimette in cammino e si avvicina: Dio, noi, l'altro, il nostro cuore profondo. L'avvento è tempo di strade. L'uomo d'avvento è quello che, dice il salmo, ha sentieri nel cuore, percorsi dai passi di Dio, e che a sua volta si mette in cammino: per riscoprirTi nell'ultimo povero, ritrovarTi negli occhi di un bimbo, vederTi piangere le lacrime nostre oppure sorridere come nessuno (D.M. Turoldo).

L'avvento è tempo di attenzione. Il Vangelo ricorda i giorni di Noè, quando «nei giorni che precedettero il diluvio gli uomini mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito e non si accorsero di nulla». Alimentarsi, sposarsi sono azioni della normalità originaria della vita. Sono impegnati a vivere, a semplicemente vivere. Con il rischio però che la routine non faccia avvertire la straordinarietà di ciò che sta per accadere: e non si accorsero di nulla. Loro, del diluvio; noi, dell'occasione di vita che è il Vangelo. Lo senti che ad ogni pagina Gesù ripete: non vivere senza mistero! Ti prego: sotto il familiare scopri l'insolito, sotto il quotidiano osserva l'inspiegabile. Che ogni cosa che diciamo abituale, possa inquietarti (B. Brecht). I giorni di Noè sono i giorni della superficialità: «Il vizio supremo della nostra epoca è di essere superficiale» (R. Panikkar). Invece occorre l'attenzione vigile delle sentinelle, allora ti accorgi della sofferenza che preme, della mano tesa, degli occhi che ti cercano e delle lacrime silenziose che vi tremano. E dei mille doni che i giorni recano, delle forze di bontà e di bellezza all'opera in ciascuno, ti accorgi di quanta luce, di quanto Dio vive in noi: «Il vostro male è di non rendervi conto di quanto siete belli!» (Dostoewski).

Avvento: tempo per attendere, perché qualcosa o qualcuno manca. Come i soldati romani detti «desiderantes» che, riferisce Giulio Cesare, attendevano vegliando sotto le stelle i compagni non ancora rientrati all'accampamento dopo la battaglia. Attendere è declinazione del verbo amare. Avvento: tempo per desiderare e attendere quel Dio che viene, dice il Vangelo di oggi, con una metafora spiazzante, come un ladro. Che viene nel tempo delle stelle, in silenzio, senza rumore e clamore, senza apparenza, che non ruba niente e dona tutto. Si accorgono di lui i desideranti, quelli che vegliano in punta di cuore, al lume delle stelle, quelli dagli occhi profondi e trasparenti che sanno vedere quanto dolore e quanto amore, quanto Dio c'è, incamminato nel mondo. Anche Dio, fra le stelle, come un desiderante, accende la sua lucerna e attende che io mi incammini verso casa. [/color]
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun dic 02, 2013 9:45 am

Immagine Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Iniziamo oggi, Prima Domenica di Avvento, un nuovo anno liturgico, cioè un nuovo cammino del Popolo di Dio con Gesù Cristo, il nostro Pastore, che ci guida nella storia verso il compimento del Regno di Dio. Perciò questo giorno ha un fascino speciale, ci fa provare un sentimento profondo del senso della storia. Riscopriamo la bellezza di essere tutti in cammino: la Chiesa, con la sua vocazione e missione, e l’umanità intera, i popoli, le civiltà, le culture, tutti in cammino attraverso i sentieri del tempo.

Ma in cammino verso dove? C’è una mèta comune? E qual è questa mèta? Il Signore ci risponde attraverso il profeta Isaia, e dice così: «Alla fine dei giorni, / il monte del tempio del Signore / sarà saldo sulla cima dei monti / e s’innalzerà sopra i colli, / e ad esso affluiranno tutte le genti. / Verranno molti popoli e diranno: / “Venite, saliamo al monte del Signore, / al tempio del Dio di Giacobbe, / perché ci insegni le sue vie / e possiamo camminare per i suoi sentieri”» (2,2-3). Questo è quello che dice Isaia sulla meta dove andiamo. È un pellegrinaggio universale verso una meta comune, che nell’Antico Testamento è Gerusalemme, dove sorge il tempio del Signore, perché da lì, da Gerusalemme, è venuta la rivelazione del volto di Dio e della sua legge. La rivelazione ha trovato in Gesù Cristo il suo compimento, e il “tempio del Signore” è diventato Lui stesso, il Verbo fatto carne: è Lui la guida ed insieme la meta del nostro pellegrinaggio, del pellegrinaggio di tutto il Popolo di Dio; e alla sua luce anche gli altri popoli possono camminare verso il Regno della giustizia, verso il Regno della pace. Dice ancora il profeta: «Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, / delle loro lance faranno falci; / una nazione non alzerà più la spada / contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra» (2,4). Mi permetto di ripetere questo che dice il Profeta, ascoltate bene: «Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, / delle loro lance faranno falci; / una nazione non alzerà più la spada / contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra». Ma quando accadrà questo? Che bel giorno sarà, nel quale le armi saranno smontate, per essere trasformate in strumenti di lavoro! Che bel giorno sarà quello! E questo è possibile! Scommettiamo sulla speranza, sulla speranza della pace, e sarà possibile!

Questo cammino non è mai concluso. Come nella vita di ognuno di noi c’è sempre bisogno di ripartire, di rialzarsi, di ritrovare il senso della mèta della propria esistenza, così per la grande famiglia umana è necessario rinnovare sempre l’orizzonte comune verso cui siamo incamminati. L’orizzonte della speranza! Questo è l’orizzonte per fare un buon cammino. Il tempo di Avvento, che oggi di nuovo incominciamo, ci restituisce l’orizzonte della speranza, una speranza che non delude perché è fondata sulla Parola di Dio. Una speranza che non delude, semplicemente perché il Signore non delude mai! Lui è fedele! Lui non delude! Pensiamo e sentiamo questa bellezza.

Il modello di questo atteggiamento spirituale, di questo modo di essere e di camminare nella vita, è la Vergine Maria. Una semplice ragazza di paese, che porta nel cuore tutta la speranza di Dio! Nel suo grembo, la speranza di Dio ha preso carne, si è fatta uomo, si è fatta storia: Gesù Cristo. Il suo Magnificat è il cantico del Popolo di Dio in cammino, e di tutti gli uomini e le donne che sperano in Dio, nella potenza della sua misericordia. Lasciamoci guidare da lei, che è madre, è mamma e sa come guidarci. Lasciamoci guidare da Lei in questo tempo di attesa e di vigilanza operosa.

  • Francesco, Angelus della I Domenica di Avvento 1 dicembre 2013
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun dic 02, 2013 9:50 am

  • O Dio, nostro Padre,
    suscita in noi la volontà
    di andare incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene,
    perché egli ci chiami accanto a sé nella gloria
    a possedere il regno dei cieli.
        • Amen Immagine
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun dic 09, 2013 10:25 am

  • ImmagineDio ci chiama ad aprirci alla gioia
Il Vangelo di Luca sviluppa il racconto dell'annuncio a Maria come la zoomata di una cinepresa: parte dall'immensità dei cieli, restringe progressivamente lo sguardo fino ad un piccolo villaggio, poi ad una casa, al primo piano di una ragazza tra le tante, occupata nelle sue faccende e nei suoi pensieri. L'angelo Gabriele entrò da lei. È bello pensare che Dio ti sfiora, ti tocca nella tua vita quotidiana, nella tua casa. Lo fa in un giorno di festa, nel tempo delle lacrime oppure quando dici a chi ami le parole più belle che sai.

La prima parola dell'angelo non è un semplice saluto, dentro vibra quella cosa buona e rara che tutti, tutti i giorni, cerchiamo: la gioia. «chaire, rallegrati, gioisci, sii felice». Non chiede: prega, inginocchiati, fai questo o quello. Ma semplicemente: apriti alla gioia, come una porta si apre al sole. Dio si avvicina e ti stringe in un abbraccio, viene e porta una promessa di felicità. La seconda parola dell'angelo svela il perché della gioia: sei piena di grazia. Un termine nuovo, mai risuonato prima nella bibbia o nelle sinagoghe, letteralmente inaudito, tale da turbare Maria: sei colmata, riempita di Dio, che si è chinato su di te, si è innamorato di te, si è dato a te e tu ne trabocchi. Il suo nome è: amata per sempre. Teneramente, liberamente, senza rimpianti amata.

Piena di grazia la chiama l'angelo, Immacolata la dice il popolo cristiano. Ed è la stessa cosa. Non è piena di grazia perché ha detto "sì" a Dio, ma perché Dio ha detto "sì" a lei prima ancora della sua risposta. E lo dice a ciascuno di noi: ognuno pieno di grazia, tutti amati come siamo, per quello che siamo; buoni e meno buoni, ognuno amato per sempre, piccoli o grandi ognuno riempito di cielo. La prima parola di Maria non è un sì, ma una domanda: come è possibile? Sta davanti a Dio con tutta la sua dignità umana, con la sua maturità di donna, con il suo bisogno di capire. Usa l'intelligenza e poi pronuncia il suo sì, che allora ha la potenza di un sì libero e creativo. Eccomi, come hanno detto profeti e patriarchi, sono la serva del Signore. Serva è parola che non ha niente di passivo: serva del re è la prima dopo il re, colei che collabora, che crea insieme con il creatore. «La risposta di Maria è una realtà liberante, non una sottomissione remissiva. È lei personalmente a scegliere, in autonomia, a pronunciare quel "sì" così coraggioso che la contrappone a tutto il suo mondo, che la proietta nei disegni grandiosi di Dio» (M. Marcolini). La storia di Maria è anche la mia e la tua storia. Ancora l'angelo è inviato nella tua casa e ti dice: rallegrati, sei pieno di grazia! Dio è dentro di te e ti colma la vita di vita. [/color]
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun dic 09, 2013 10:26 am

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno, questa seconda domenica di Avvento cade nel giorno della festa dell’Immacolata Concezione di Maria, e allora il nostro sguardo è attratto dalla bellezza della Madre di Gesù, la nostra Madre! Con grande gioia la Chiesa la contempla «piena di grazia» (Lc 1,28), e cominciando con queste parole la salutiamo tutti assieme: “piena di grazia”. Tre volte diciamo: “Piena di grazia!” Tutti: Piena di grazia! Piena di grazia! Piena di grazia!E così Dio l’ha guardata fin dal primo istante nel suo disegno d’amore. L’ha guardata bella, piena di grazia. E’ bella la nostra Madre!Maria ci sostiene nel nostro cammino verso il Natale, perché ci insegna come vivere questo tempo di Avvento nell’attesa del Signore. Perché questo tempo di Avvento è un’attesa del Signore, che ci visiterà tutti nella festa, ma anche, ognuno, nel nostro cuore. Il Signore viene! Aspettiamolo!

Il Vangelo di san Luca ci presenta Maria, una ragazza di Nazareth, piccola località della Galilea, nella periferia dell’impero romano e anche nella periferia di Israele. Un paesino. Eppure su di lei, quella ragazza di quel paesino lontano, su di lei, si è posato lo sguardo del Signore, che l’ha prescelta per essere la madre del suo Figlio. In vista di questa maternità, Maria è stata preservata dal peccato originale, cioè da quella frattura nella comunione con Dio, con gli altri e con il creato che ferisce in profondità ogni essere umano. Ma questa frattura è stata sanata in anticipo nella Madre di Colui che è venuto a liberarci dalla schiavitù del peccato. L’Immacolata è inscritta nel disegno di Dio; è frutto dell’amore di Dio che salva il mondo.

E la Madonna non si è mai allontanata da quell’amore: tutta la sua vita, tutto il suo essere è un “sì” a quell’amore, è un “sì” a Dio. Ma non è stato certamente facile per lei! Quando l’Angelo la chiama «piena di grazia» (Lc 1,28), lei rimane «molto turbata», perché nella sua umiltà si sente un nulla davanti a Dio. L’Angelo la conforta: «Non temere Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio … e lo chiamerai Gesù» (v. 30). Questo annuncio la sconvolge ancora di più, anche perché non era ancora sposata con Giuseppe; ma l’Angelo aggiunge: «Lo Spirito Santo scenderà su di te … Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio» (v. 35). Maria ascolta, obbedisce interiormente e risponde: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» (v. 38).

Il mistero di questa ragazza di Nazareth, che è nel cuore di Dio, non ci è estraneo. Non è lei là e noi qui. No, siamo collegati. Infatti Dio posa il suo sguardo d’amore su ogni uomo e ogni donna! Con nome e cognome. Il suo sguardo di amore è su ognuno di noi. L’Apostolo Paolo afferma che Dio «ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati» (Ef 1,4). Anche noi, da sempre, siamo stati scelti da Dio per vivere una vita santa, libera dal peccato. E’ un progetto d’amore che Dio rinnova ogni volta che noi ci accostiamo a Lui, specialmente nei Sacramenti.

In questa festa, allora, contemplando la nostra Madre Immacolata, bella, riconosciamo anche il nostro destino più vero, la nostra vocazione più profonda: essere amati, essere trasformati dall’amore, essere trasformati dalla bellezza di Dio. Guardiamo lei, nostra Madre, e lasciamoci guardare da lei, perché è la nostra Madre e ci ama tanto; lasciamoci guardare da lei per imparare a essere più umili, e anche più coraggiosi nel seguire la Parola di Dio; per accogliere il tenero abbraccio del suo Figlio Gesù, un abbraccio che ci dà vita, speranza e pace..

  • Francesco, Angelus nella Solennità dell'Immacolata e II Domenica di Avvento, 8 dicembre 2013
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun dic 09, 2013 10:28 am

  • O Padre, che nell'Immacolata Concezione della Vergine
    hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio,
    e in previsione della morte di lui
    l'hai preservata da ogni macchia di peccato,
    concedi anche a noi, per sua intercessione,
    di venire incontro a te in santità e purezza di spirito.
        • Amen Immagine
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun dic 16, 2013 9:52 am

  • ImmagineLo «scandalo» della misericordia
Giovanni, la roccia che sfidava il vento del deserto, che era «anche più di un profeta», «il più grande» di tutti entra in crisi: sei tu o no quello che il mondo attende? Il profeta dubita e Gesù continua a stimarlo. E questo mi conforta: anche se io dubito la fiducia di Dio in me resta intatta. Perché è umano, di fronte a tanto male, dubitare; di fronte al fatto che con Gesù cambia tutto: non è più l'uomo che vive per Dio, è Dio che vive per l'uomo, che viene a prendersi cura dei piccoli, a guarire la vita malata, fragile, stanca: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i sordi odono, ai poveri è annunciato il Vangelo, tutti hanno una seconda opportunità. Gesù elenca sei opere non per annunciare un fiorire di miracoli all'angolo di ogni strada, ma che Dio entra nelle ferite del mondo, per trasformarlo. Gesù non ha mai promesso di risolvere i problemi della storia con i miracoli.

Ha promesso qualcosa di più forte ancora: il miracolo del seme, il lavoro oscuro ma inarrestabile del seme che fiorirà. Beato chi non si scandalizza di me. È lo scandalo della misericordia, Gesù è un Dio che non misura i meriti, ma guarisce il cuore; che invece di bruciare i peccatori, come annunciava il Battista, siede a tavola con loro. È lo scandalo della piccolezza. Le sei opere d'amore che Gesù elenca non hanno cambiato il mondo, per un lebbroso guarito milioni d'altri si sono ammalati; nessun deserto si è coperto di gigli; anzi, il deserto con i suoi veleni si espande e corrode le terre più belle del nostro paese. Ma quelle sei opere sono l'utopia di un tutt'altro modo di essere uomini, ed è sempre l'utopia che fa la storia. Sono le mani di Dio impigliate nel folto della vita. Sono il centro della morale cristiana, che consiste proprio nel fare anche noi ciò che Dio fa, nell'agire io come agisce Dio.

Gesù è una goccia di fuoco caduta dentro di noi e non si spegne. E noi viviamo di lui e lui dilata da dentro le nostre capacità di amore perché diventiamo santuari che irradiano amore: chi crede in me compirà opere ancora più grandi (Gv 14,12) «Perciò, se riesco ad aiutare una sola persona a vivere meglio, questo è già sufficiente a giustificare il dono della mia vita. È bello essere popolo fedele di Dio. E acquistiamo pienezza quando rompiamo le pareti e il nostro cuore si riempie di volti e di nomi!» (Evangelii gaudium, n. 274). Gli uomini vogliono seguire il Dio della vita. E se noi siamo capaci di rendere, con Lui, la vita più umana, più bella, più felice, più grande a qualcuno che non ce la fa da solo, allora capiranno chi è il Signore che noi cerchiamo di amare e di incarnare: è davvero il Dio amante della vita. [/color]
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun dic 16, 2013 9:53 am

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi è la terza domenica di Avvento, detta anche domenica Gaudete, cioè domenica della gioia. Nella liturgia risuona più volte l’invito a gioire, a rallegrarsi, perché? Perché il Signore è vicino. Il Natale è vicino. Il messaggio cristiano si chiama “evangelo”, cioè “buona notizia”, un annuncio di gioia per tutto il popolo; la Chiesa non è un rifugio per gente triste, la Chiesa è la casa della gioia! E coloro che sono tristi trovano in essa la gioia, trovano in essa la vera gioia!

Ma quella del Vangelo non è una gioia qualsiasi. Trova la sua ragione nel sapersi accolti e amati da Dio. Come ci ricorda oggi il profeta Isaia (cfr 35,1-6a.8a.10), Dio è colui che viene a salvarci, e presta soccorso specialmente agli smarriti di cuore. La sua venuta in mezzo a noi irrobustisce, rende saldi, dona coraggio, fa esultare e fiorire il deserto e la steppa, cioè la nostra vita quando diventa arida. E quando diventa arida la nostra vita? Quando è senza l’acqua della Parola di Dio e del suo Spirito d’amore. Per quanto siano grandi i nostri limiti e i nostri smarrimenti, non ci è consentito essere fiacchi e vacillanti di fronte alle difficoltà e alle nostre stesse debolezze. Al contrario, siamo invitati ad irrobustire le mani, a rendere salde le ginocchia, ad avere coraggio e non temere, perché il nostro Dio ci mostra sempre la grandezza della sua misericordia. Lui ci dà la forza per andare avanti. Lui è sempre con noi per aiutarci ad andare avanti. E’ un Dio che ci vuole tanto bene, ci ama e per questo è con noi, per aiutarci, per irrobustirci e andare avanti. Coraggio! Sempre avanti! Grazie al suo aiuto noi possiamo sempre ricominciare da capo. Come? Ricominciare da capo? Qualcuno può dirmi: “No, Padre, io ne ho fatte tante… Sono un gran peccatore, una grande peccatrice… Io non posso rincominciare da capo!”. Sbagli! Tu puoi ricominciare da capo! Perché? Perché Lui ti aspetta, Lui è vicino a te, Lui ti ama, Lui è misericordioso, Lui ti perdona, Lui ti dà la forza di ricominciare da capo! A tutti! Allora siamo capaci di riaprire gli occhi, di superare tristezza e pianto e intonare un canto nuovo. E questa gioia vera rimane anche nella prova, anche nella sofferenza, perché non è una gioia superficiale, ma scende nel profondo della persona che si affida a Dio e confida in Lui.

La gioia cristiana, come la speranza, ha il suo fondamento nella fedeltà di Dio, nella certezza che Lui mantiene sempre le sue promesse. Il profeta Isaia esorta coloro che hanno smarrito la strada e sono nello sconforto a fare affidamento sulla fedeltà del Signore, perché la sua salvezza non tarderà ad irrompere nella loro vita. Quanti hanno incontrato Gesù lungo il cammino, sperimentano nel cuore una serenità e una gioia di cui niente e nessuno potrà privarli. La nostra gioia è Gesù Cristo, il suo amore fedele inesauribile! Perciò, quando un cristiano diventa triste, vuol dire che si è allontanato da Gesù. Ma allora non bisogna lasciarlo solo! Dobbiamo pregare per lui, e fargli sentire il calore della comunità.

La Vergine Maria ci aiuti ad affrettare il passo verso Betlemme, per incontrare il Bambino che è nato per noi, per la salvezza e la gioia di tutti gli uomini. A lei l’Angelo disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te» (Lc 1,28). Lei ci ottenga di vivere la gioia del Vangelo in famiglia, al lavoro, in parrocchia e in ogni ambiente. Una gioia intima, fatta di meraviglia e di tenerezza. Quella che prova una mamma quando guarda il suo bambino appena nato, e sente che è un dono di Dio, un miracolo di cui solo ringraziare!

  • Francesco, Angelus nella III Domenica di Avvento, 15 dicembre 2013
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun dic 16, 2013 9:55 am

  • Guarda, o Padre, il tuo popolo,
    che attende con fede il Natale del Signore,
    e fa’ che giunga a celebrare con rinnovata esultanza
    il grande mistero della salvezza.
        • Amen Immagine
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Messaggio da miriam bolfissimo » mer dic 18, 2013 10:16 am

Immagine lunedì 16 dicembre 2013

primo giorno di novena al Santo Natale. L'attesa della creazione


Tutto attende! Perché tutto è desiderio di pienezza… di compimento! La terra è sempre in attesa di sole, di pioggia, di concime, di semi… Il tempo è sempre in attesa dell'alba, del mezzogiorno, del tramonto e della notte… La creazione tutta è sempre in attesa di una umanità capace di prendersi cura di lei secondo le leggi del suo Creatore…
  • ImmagineEccomi, Signore, davanti a Te con le mie mani: sono, assieme al cuore e alla mente, lo strumento che mi dai per continuare nel tempo l'opera della Tua Creazione. Sono mani aperte e vuote per dirTi che insieme alla creazione ho ancora e sempre bisogno di Te e dei Tuoi doni.
        • Santa Maria, Madre del Creatore e Madre del Salvatore: aiutaci ad accogliere il Figlio Tuo Gesù!Immagine
...con tutto il mio piccolo ♥
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Messaggio da miriam bolfissimo » mer dic 18, 2013 10:18 am

Immagine martedì 17 dicembre 2013

secondo giorno di novena al Santo Natale. L'attesa degli uomini


Fin dai tempi più lontani ogni popolo ha invocato Dio con nomi diversi. Lo ha adorato nel sole, nel fuoco, nell'aria, in alcuni animali. Lo ha invocato come creatore e liberatore… Ancora oggi alcuni popoli primitivi conservano un rapporto simile con Dio. Da sempre l'umanità sperimenta il peccato e il male e invoca da Dio protezione e salvezza. È pervenuta fino a noi questa preghiera, rivolta al dio Marduk, che risale a circa 2300 anni prima di Cristo e che documenta la fiducia in un Dio che salva, di coloro che ci hanno preceduto: "Tu appari alto nel cielo da dove scruti tutte le genti. A chi ha peccato, tu rimetti il peccato… O Marduk, io come un cucciolo, ti rincorro per via, ti porto offerte… Sciogli il male che mi ha colpito, accogli la mia supplica, il tuo vento favorevole spiri in mio favore, mi prolunghi la vita. Allora io parlerò della tua grandezza a tutte le genti".
  • Immagine Grazie, Signore, per aver messo nei nostri cuori il desiderio di te. Con gli uomini le donne di tutti i tempi ti invochiamo come colui che ci ha creati, che ci è vicino e ci salva dal male. Preghiamo per quanti non conoscono ancora Gesù che tu hai mandato nel mondo per manifestarci il tuo amore e la tua misericordia.
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Messaggio da miriam bolfissimo » mer dic 18, 2013 10:22 am

Immagine mercoledì 18 dicembre 2013

terzo giorno di novena al Santo Natale. L'attesa del popolo di Dio


Fra tutti i popoli Dio ha scelto e guidato in modo particolare il popolo ebreo. Gli ha fatto dono della sua amicizia e della sua parola che oggi leggiamo nella bibbia. Gli ha promesso un Salvatore, chiamato Messia. È Gesù il Messia che nascerà da questo popolo per salvare tutti. È stato annunciato dai profeti e invocato nella preghiera.
  • ImmagineGrazie, Signore, per aver guidato e illuminato il tuo popolo verso Gesù nostro Salvatore. Molti, tra questo popolo, lo hanno accolto come il Messia promesso, altri non lo hanno riconosciuto. Anche noi, oggi, possiamo accogliere Gesù e la sua parola o ignorarlo; essere suoi discepoli o vivere come se Gesù non fosse in mezzo a noi. Nel prepararci al Natale aiutaci a liberare il nostro cuore da tutto ciò che ci allontana da Gesù.
        • Santa Maria, Madre del Creatore e Madre del Salvatore: aiutaci ad accogliere il Figlio Tuo Gesù!Immagine
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Messaggio da miriam bolfissimo » mer dic 18, 2013 3:09 pm

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno, questo nostro incontro si svolge nel clima spirituale dell'Avvento, reso ancor più intenso dalla Novena del Santo Natale, che stiamo vivendo in questi giorni e che ci conduce alle feste natalizie. Perciò oggi vorrei riflettere con voi sul Natale di Gesù, festa della fiducia e della speranza, che supera l'incertezza e il pessimismo. E la ragione della nostra speranza è questa: Dio è con noi e Dio si fida ancora di noi! Ma pensate bene a questo: Dio è con noi e Dio si fida ancora di noi. É generoso questo Dio Padre! Egli viene ad abitare con gli uomini, sceglie la terra come sua dimora per stare insieme all'uomo e farsi trovare là dove l'uomo trascorre i suoi giorni nella gioia o nel dolore. Pertanto, la terra non è più soltanto una "valle di lacrime", ma è il luogo dove Dio stesso ha posto la sua tenda, è il luogo dell'incontro di Dio con l'uomo, della solidarietà di Dio con gli uomini.

Dio ha voluto condividere la nostra condizione umana al punto da farsi una cosa sola con noi nella persona di Gesù, che è vero uomo e vero Dio. Ma c'è qualcosa di ancora più sorprendente. La presenza di Dio in mezzo all'umanità non si è attuata in un mondo ideale, idilliaco, ma in questo mondo reale, segnato da tante cose buone e cattive, segnato da divisioni, malvagità, povertà, prepotenze e guerre. Egli ha scelto di abitare la nostra storia così com'è, con tutto il peso dei suoi limiti e dei suoi drammi. Così facendo ha dimostrato in modo insuperabile la sua inclinazione misericordiosa e ricolma di amore verso le creature umane. Egli è il Dio-con-noi; Gesù è Dio-con-noi. Credete questo voi? Facciamo insieme questa professione: Gesù è Dio-con-noi! Gesù è Dio-con-noi da sempre e per sempre con noi nelle sofferenze e nei dolori della storia. Il Natale di Gesù è la manifestazione che Dio si è "schierato" una volta per tutte dalla parte dell'uomo, per salvarci, per risollevarci dalla polvere delle nostre miserie, delle nostre difficoltà, dei nostri peccati. Da qui viene il grande "regalo" del Bambino di Betlemme: Lui ci porta un'energia spirituale, un'energia che ci aiuta a non sprofondare nelle nostre fatiche, nelle nostre disperazioni, nelle nostre tristezze, perché è un'energia che riscalda e trasforma il cuore. La nascita di Gesù, infatti, ci porta la bella notizia che siamo amati immensamente e singolarmente da Dio, e questo amore non solo ce lo fa conoscere, ma ce lo dona, ce lo comunica!

Dalla contemplazione gioiosa del mistero del Figlio di Dio nato per noi, possiamo ricavare due considerazioni. La prima è che se nel Natale Dio si rivela non come uno che sta in alto e che domina l'universo, ma come Colui che si abbassa, discende sulla terra piccolo e povero, significa che per essere simili a Lui noi non dobbiamo metterci al di sopra degli altri, ma anzi abbassarci, metterci al servizio, farci piccoli con i piccoli e poveri con i poveri. Ma è una cosa brutta quando si vede un cristiano che non vuole abbassarsi, che non vuole servire. Un cristiano che si pavoneggia dappertutto, è brutto: quello non è cristiano, quello è pagano. Il cristiano serve, si abbassa. Facciamo in modo che questi nostri fratelli e sorelle non si sentano mai soli! La seconda conseguenza: se Dio, per mezzo di Gesù, si è coinvolto con l'uomo al punto da diventare come uno di noi, vuol dire che qualunque cosa avremo fatto a un fratello o a una sorella l'avremo fatta a Lui. Ce lo ha ricordato lo stesso Gesù: chi avrà nutrito, accolto, visitato, amato uno dei più piccoli e dei più poveri tra gli uomini, avrà fatto ciò al Figlio di Dio. Affidiamoci alla materna intercessione di Maria, Madre di Gesù e nostra, perché ci aiuti in questo Santo Natale, ormai vicino, a riconoscere nel volto del nostro prossimo, specialmente delle persone più deboli ed emarginate, l'immagine del Figlio di Dio fatto uomo.

  • Francesco, Udienza del 18 dicembre 2013
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Messaggio da miriam bolfissimo » mer dic 18, 2013 3:10 pm

Immagine giovedì 19 dicembre 2013

quarto giorno di novena al Santo Natale. L'attesa di Maria


Dio Padre sta per mandare nel mondo suo Figlio che diventerà uomo. Sceglie per lui una mamma: è una ragazza ebrea di Nazaret, cittadina della Palestina. In quel tempo a Roma regna Cesare Augusto, quindi si tratta di circa 2000 anni fa. Maria, come tutti i suoi fratelli e sorelle nella fede, attende la venuta del Messia…,ma non immagina minimamente di essere Lei la Vergine che concepirà l'Emmanuele…
  • ImmagineSignore, per mandare a noi Gesù, tuo Figlio, vuoi il consenso di Maria. Anche per venire oggi nella nostra vita tu ci chiedi se lo vogliamo. Tu sei un Dio che ci ama, ma ci lasci liberi: non ci salvi per forza. Nel battesimo noi abbiamo scelto Gesù, ma sappiamo che è necessario dirgli il nostro sì ogni giorno, vivendo da cristiani in ogni circostanza della vita e in particolare in questo tempo di preparazione al Natale. Signore aiutaci.
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven dic 20, 2013 11:24 am

Immagine venerdì 20 dicembre 2013

quinto giorno di novena al Santo Natale. L'attesa di Giovanni Battista


Giovanni Battista è cugino di Gesù e suo coetaneo. Dio lo ha scelto per preparare la strada a Gesù. Quando ha circa trent'anni comincia la sua missione e annuncia a tutti che il Messia sta per manifestarsi. La gente gli domanda come accoglierlo.
  • Immagine Signore, le parole di Giovanni Battista risuonano attuali anche oggi per noi che vogliamo preparare il cuore ad accogliere Gesù. Ci invitano a cambiare gli atteggiamenti e le azioni della nostra vita che non rispondono alla giustizia, all'amore fraterno. Ci invitano a non cercare i beni materiali in maniera eccessiva, a volte anche recando danno al prossimo, e a condividerli con chi è nel bisogno. Signore, aiutaci a capire ciò che è giusto fare.
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven dic 20, 2013 11:24 am

Immagine sabato 21 dicembre 2013

sesto giorno di novena al Santo Natale. L'attesa del mondo di oggi


Nel mondo c'è tanto bene: persone che compiono ogni giorno il loro dovere a servizio di tutti; mamme e papà che lavorano e pensano ai figli con amore; ragazzi e ragazze che studiano, medici che curano i malati, volontari che si occupano dei poveri… Ma nonostante tutto questo bene manca sempre qualcosa! Tutto il bene che possiamo fare gli uni per gli altri non potrà mai sopperire al bisogno che tutti abbiamo di Dio.
  • Immagine Signore, senza il tuo aiuto, senza la salvezza che viene da te non sappiamo superare i nostri limiti e il nostro peccato. L'odio, la violenza, il sopruso, l'egoismo prendono il sopravvento e creano un mondo ferito, triste, senza amore. Signore, vieni tu a salvarci. Solo tu puoi riempire la nostra vita.
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven dic 20, 2013 11:26 am

Immagine domenica 22 dicembre 2013

settimo giorno di novena al Santo Natale. L'attesa della Chiesa


La Chiesa dedica il tempo liturgico dell'Avvento all'attesa di Gesù. L'Avvento dura quattro settimane e sta per concludersi. La parola di Dio che ascoltiamo nella Messa, le varie celebrazioni, la novena di Natale ci guidano comunitariamente verso Gesù. La Chiesa ci invita ad accogliere Gesù, a convertirci, a celebrare il sacramento della riconciliazione.
  • ImmagineVieni Gesù, Figlio del Dio Altissimo, che tutto trasformi con la tua Presenza. Vieni, Atteso dai secoli immersi nel buio, Vieni, Splendore, che ai poveri rallegri il cuore! Ti attende Adamo per alzare lo sguardo con te al Padre, che l'ama senza rimprovero. Ti chiama lo Spirito, per abbreviare i tempi della bruciante attesa. Ti chiama la Chiesa Sposa che ti vuol donare la sua riconoscenza.
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven dic 20, 2013 11:27 am

  • ImmagineIl Signore rende più grande il cuore
Prima che andassero a vivere insieme (passava un anno tra il matrimonio e la convivenza) Maria si trovò incinta. Sorpresa assoluta della creatura che arriva a concepire l'inconcepibile, il proprio Creatore. Qualcosa che però strazia il cuore di Giuseppe, che si sente tradito, con i progetti di vita andati in frantumi. E l'uomo giusto, entra in crisi: non volendo accusarla pubblicamente (denunciare Maria come adultera e farla lapidare) pensò di ripudiarla in segreto. Giuseppe non si dà pace, è innamorato, continua a pensare a lei, a sognarla di notte. Un conflitto emotivo e spirituale: da un lato l'osservanza della legge (l'obbligo di denunciare Maria) e dall'altro il suo amore.

Ma basta che la corazza della legge venga appena scalfita dall'amore, che lo Spirito irrompe e agisce. Mentre stava considerando queste cose ecco che in sogno un angelo, che poi è Dio stesso, gli parla... Giuseppe, mani indurite dal lavoro e cuore intenerito e ferito, ci ricorda che l'uomo giusto ha gli stessi sogni di Dio. Sotto l'immagine di un angelo Dio gli dice: Non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Non temere, la parola preferita con cui Dio apre il dialogo con l'uomo. Non temere, Dio interviene sempre in favore della vita. Nel Vangelo di Matteo per tre volte vengono angeli: per annunciare la vita di Gesù, per proteggerne la vita dalla ferocia di Erode, a Pasqua per annunciare che quella vita ha vinto la morte. Ella darà alla luce un figlio e tu Lo chiamerai Gesù! Egli salverà il popolo. Il nome "Gesù", in ebraico Jeshuà, deriva dal verbo "salvare", la cui radice ish ha, come primo significato quello di allargare, dilatare. Gesù salverà: allargherà, accrescerà, espanderà lo spazio della tua umanità, renderà più grande la vita. Salverà dal peccato, che all'opposto è l'atrofia del vivere, il rimpicciolimento del cuore; il peccato è ciò che rende piccola la tua persona, e non c'è spazio per nulla e per nessuno.

Dio viene e crea spazio in me, spazio per le creature, i poveri, i sogni, il cielo. In fondo, religione equivale a dilatazione (G. Vannucci). L'augurio di Natale che vorrei fare a ciascuno di voi e a me per primo: Che il Signore renda il tuo cuore spazioso! Giuseppe fece come gli aveva detto l'angelo e prese con sé la sua sposa. Maria lascia la casa del sì detto a Dio e va nella casa del sì detto al suo uomo, ci va da donna innamorata. Povera di tutto, Dio non ha voluto che Maria fosse povera d'amore, sarebbe stata povera di Dio. Perché ogni evento d'amore è sempre decretato dal cielo. Dio si è fatto uomo, e più gli uomini cresceranno in umanità, più scopriranno la divinità che ha messo la sua tenda in ciascuno di noi. [/color]
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Avvento 2013

Messaggio da miriam bolfissimo » lun dic 23, 2013 8:57 am

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

In questa quarta domenica di Avvento, il Vangelo ci racconta i fatti che precedettero la nascita di Gesù, e l’evangelista Matteo li presenta dal punto di vista di san Giuseppe, il promesso sposo della Vergine Maria.

Giuseppe e Maria vivevano a Nazareth; non abitavano ancora insieme, perché il matrimonio non era ancora compiuto. In quel frattempo, Maria, dopo aver accolto l’annuncio dell’Angelo, divenne incinta per opera dello Spirito Santo. Quando Giuseppe si accorge di questo fatto, ne rimane sconcertato. Il Vangelo non spiega quali fossero i suoi pensieri, ma ci dice l’essenziale: egli cerca di fare la volontà di Dio ed è pronto alla rinuncia più radicale. Invece di difendersi e di far valere i propri diritti, Giuseppe sceglie una soluzione che per lui rappresenta un enorme sacrificio. E il Vangelo dice: «Poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto» (1,19).

Questa breve frase riassume un vero e proprio dramma interiore, se pensiamo all’amore che Giuseppe aveva per Maria! Ma anche in una tale circostanza, Giuseppe intende fare la volontà di Dio e decide, sicuramente con gran dolore, di congedare Maria in segreto. Bisogna meditare su queste parole, per capire quale sia stata la prova che Giuseppe ha dovuto sostenere nei giorni che hanno preceduto la nascita di Gesù. Una prova simile a quella del sacrificio di Abramo, quando Dio gli chiese il figlio Isacco (cfr Gen 22): rinunciare alla cosa più preziosa, alla persona più amata. Ma, come nel caso di Abramo, il Signore interviene: ha trovato la fede che cercava e apre una via diversa, una via di amore e di felicità: «Giuseppe – gli dice – non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo» (Mt 1,20).

Questo Vangelo ci mostra tutta la grandezza d’animo di san Giuseppe. Egli stava seguendo un buon progetto di vita, ma Dio riservava per lui un altro disegno, una missione più grande. Giuseppe era un uomo che dava sempre ascolto alla voce di Dio, profondamente sensibile al suo segreto volere, un uomo attento ai messaggi che gli giungevano dal profondo del cuore e dall’alto. Non si è ostinato a perseguire quel suo progetto di vita, non ha permesso che il rancore gli avvelenasse l’animo, ma è stato pronto a mettersi a disposizione della novità che, in modo sconcertante, gli veniva presentata. E’ così, era un uomo buono. Non odiava, e non ha permesso che il rancore gli avvelenasse l’animo. Ma quante volte a noi l’odio, l’antipatia pure, il rancore ci avvelenano l’anima! E questo fa male. Non permetterlo mai: lui è un esempio di questo. E così, Giuseppe è diventato ancora più libero e grande. Accettandosi secondo il disegno del Signore, Giuseppe trova pienamente se stesso, al di là di sé. Questa sua libertà di rinunciare a ciò che è suo, al possesso sulla propria esistenza, e questa sua piena disponibilità interiore alla volontà di Dio, ci interpellano e ci mostrano la via.

Ci disponiamo allora a celebrare il Natale contemplando Maria e Giuseppe: Maria, la donna piena di grazia che ha avuto il coraggio di affidarsi totalmente alla Parola di Dio; Giuseppe, l’uomo fedele e giusto che ha preferito credere al Signore invece di ascoltare le voci del dubbio e dell’orgoglio umano. Con loro, camminiamo insieme verso Betlemme.!

  • Francesco, Angelus nella IV Domenica di Avvento, 22 dicembre 2013
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Avvento 2013

Messaggio da miriam bolfissimo » lun dic 23, 2013 8:58 am

  • O Dio, che ci hai dato il pegno della vita eterna,
    ascolta la nostra preghiera:
    quanto più si avvicina il gran giorno della nostra salvezza,
    tanto più cresca il nostro fervore,
    per celebrare degnamente il Natale del tuo Figlio..
        • Amen Immagine
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Novena 2013

Messaggio da miriam bolfissimo » lun dic 23, 2013 9:00 am

Immagine lunedì 23 dicembre 2013

ottavo giorno di novena al Santo Natale. L'attesa della mia famiglia


Il Natale è imminente e in famiglia ci si preoccupa dei regali da fare, del presepe, degli addobbi, del pranzo, dei parenti e amici da invitare… Tutto questo manifesta la gioia di celebrare il natale di Gesù. Ma c'è il rischio di vivere il Natale come una bella festa e una favola fatta di poesia e di bontà momentanea. La nascita di Gesù è un avvenimento concreto che cambia la storia, ma si compie per noi se viviamo come Gesù, da figli di Dio.
  • ImmagineSignore, noi desideriamo che tu venga e rimanga sempre in mezzo a noi. Prepararci al tuo natale ci riempie di gioia: aiutaci a viverlo in armonia, a perdonarci vicendevolmente. Apri il nostro cuore al tuo amore e rendici attenti ai poveri, agli ammalati, a chi è triste e solo.
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun dic 23, 2013 9:01 am

Immagine martedì 24 dicembre 2013

nono giorno di novena al Santo Natale. La mia attesa


Ciascuno di noi ha un'esperienza diversa dell'attesa e dell'incontro con Gesù. Che cosa attendo? Che cosa spero? La mia speranza è assennata? Sarebbe bello comunicarsi vicendevolmente in famiglia, al momento della preghiera, quanto conta Gesù nella nostra vita e come si desideriamo vivere il Natale. Non è mai possibile vivere la fede individualisticamente. Insieme si spera e insieme si fa la professione di fede.
  • ImmagineVieni, Gesù, Dio fatto Bambino, vieni pure a casa mia. Vieni ad abitare nel mio cuore. Occupa liberamente tutto lo spazio che desideri. Mettiti comodo, sentiti a tuo agio. Vieni, Gesù, Dio fatto Bambino! Prendi il posto d'onore nei miei pensieri. Accomodati nell'angolo più luminoso della mia mente. Suggeriscimi tu le parole da dire ogni giorno. Guida tu i miei passi negli impegni quotidiani. Insegnami gesti che seguano il tuo esempio d'amore. Vieni, Gesù, Dio fatto Bambino, ed abita nella mia vita.
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