Quaresima 2012

Omelie di Monsignor Antonio Riboldi e altri commenti alla Parola, a cura di miriam bolfissimo

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Messaggio da miriam bolfissimo » mar feb 21, 2012 9:10 am

Miei carissimi tutti, pace e bene! stiamo per iniziare un nuovo tempo di camino insieme, quello della quaresima che ci porta alla Pasqua di resurrezione, e vi porto la frase della lettere agli ebrei che fa da tema al messaggio di benedetto xvi: prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone...

...sì, uniamoci in preghiera e digiuno e azione di carità! portiamo i nostri fratelli davanti nostro Signore come hanno fatto gli amici del paralitico: Gesù vide la loro fede e perdonò al paralitico! pratichiamo l'attenzione all'altro, la reciprocità e la santità personale e buon santo cammino a tutti noi, sempre a gloria e lode di nostro Signore...

Un abbraccissimo, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mar feb 21, 2012 9:19 am


  • Messaggio di Sua Santità Benedetto XVI per la Quaresima 2012

    Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone (Eb10,24)
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Fratelli e sorelle,

la Quaresima ci offre ancora una volta l'opportunità di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità. Infatti questo è un tempo propizio affinché, con l'aiuto della Parola di Dio e dei Sacramenti, rinnoviamo il nostro cammino di fede, sia personale che comunitario. E' un percorso segnato dalla preghiera e dalla condivisione, dal silenzio e dal digiuno, in attesa di vivere la gioia pasquale.

Quest’anno desidero proporre alcuni pensieri alla luce di un breve testo biblico tratto dalla Lettera agli Ebrei: «Prestiamo attenzione gli uni agli altri per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (10,24). E’ una frase inserita in una pericope dove lo scrittore sacro esorta a confidare in Gesù Cristo come sommo sacerdote, che ci ha ottenuto il perdono e l'accesso a Dio. Il frutto dell'accoglienza di Cristo è una vita dispiegata secondo le tre virtù teologali: si tratta di accostarsi al Signore «con cuore sincero nella pienezza della fede» (v. 22), di mantenere salda «la professione della nostra speranza» (v. 23) nell'attenzione costante ad esercitare insieme ai fratelli «la carità e le opere buone» (v. 24). Si afferma pure che per sostenere questa condotta evangelica è importante partecipare agli incontri liturgici e di preghiera della comunità, guardando alla meta escatologica: la comunione piena in Dio (v. 25). Mi soffermo sul versetto 24, che, in poche battute, offre un insegnamento prezioso e sempre attuale su tre aspetti della vita cristiana: l'attenzione all'altro, la reciprocità e la santità personale.

1. “Prestiamo attenzione”: la responsabilità verso il fratello.

Il primo elemento è l'invito a «fare attenzione»: il verbo greco usato è katanoein,che significa osservare bene, essere attenti, guardare con consapevolezza, accorgersi di una realtà. Lo troviamo nel Vangelo, quando Gesù invita i discepoli a «osservare» gli uccelli del cielo, che pur senza affannarsi sono oggetto della sollecita e premurosa Provvidenza divina (cfr Lc 12,24), e a «rendersi conto» della trave che c’è nel proprio occhio prima di guardare alla pagliuzza nell'occhio del fratello (cfr Lc 6,41). Lo troviamo anche in un altro passo della stessa Lettera agli Ebrei, come invito a «prestare attenzione a Gesù» (3,1), l'apostolo e sommo sacerdote della nostra fede.

Quindi, il verbo che apre la nostra esortazione invita a fissare lo sguardo sull’altro, prima di tutto su Gesù, e ad essere attenti gli uni verso gli altri, a non mostrarsi estranei, indifferenti alla sorte dei fratelli. Spesso, invece, prevale l’atteggiamento contrario: l’indifferenza, il disinteresse, che nascono dall’egoismo, mascherato da una parvenza di rispetto per la «sfera privata». Anche oggi risuona con forza la voce del Signore che chiama ognuno di noi a prendersi cura dell'altro. Anche oggi Dio ci chiede di essere «custodi» dei nostri fratelli (cfr Gen 4,9), di instaurare relazioni caratterizzate da premura reciproca, da attenzione al bene dell'altro e a tutto il suo bene.

Il grande comandamento dell'amore del prossimo esige e sollecita la consapevolezza di avere una responsabilità verso chi, come me, è creatura e figlio di Dio: l’essere fratelli in umanità e, in molti casi, anche nella fede, deve portarci a vedere nell'altro un vero alter ego, amato in modo infinito dal Signore. Se coltiviamo questo sguardo di fraternità, la solidarietà, la giustizia, così come la misericordia e la compassione, scaturiranno naturalmente dal nostro cuore. Il Servo di Dio Paolo VI affermava che il mondo soffre oggi soprattutto di una mancanza di fraternità: «Il mondo è malato. Il suo male risiede meno nella dilapidazione delle risorse o nel loro accaparramento da parte di alcuni, che nella mancanza di fraternità tra gli uomini e tra i popoli» (Populorum progressio n. 66).

L’attenzione all’altro comporta desiderare per lui o per lei il bene, sotto tutti gli aspetti: fisico, morale e spirituale. La cultura contemporanea sembra aver smarrito il senso del bene e del male, mentre occorre ribadire con forza che il bene esiste e vince, perché Dio è «buono e fa il bene» (Sal 119,68). Il bene è ciò che suscita, protegge e promuove la vita, la fraternità e la comunione. La responsabilità verso il prossimo significa allora volere e fare il bene dell'altro, desiderando che anch'egli si apra alla logica del bene; interessarsi al fratello vuol dire aprire gli occhi sulle sue necessità. La Sacra Scrittura mette in guardia dal pericolo di avere il cuore indurito da una sorta di «anestesia spirituale» che rende ciechi alle sofferenze altrui. L’evangelista Luca riporta due parabole di Gesù in cui vengono indicati due esempi di questa situazione che può crearsi nel cuore dell’uomo. In quella del buon Samaritano, il sacerdote e il levita «passano oltre», con indifferenza, davanti all’uomo derubato e percosso dai briganti (cfr Lc 10,30-32), e in quella del ricco epulone, quest’uomo sazio di beni non si avvede della condizione del povero Lazzaro che muore di fame davanti alla sua porta (cfr Lc 16,19). In entrambi i casi abbiamo a che fare con il contrario del «prestare attenzione», del guardare con amore e compassione. Che cosa impedisce questo sguardo umano e amorevole verso il fratello? Sono spesso la ricchezza materiale e la sazietà, ma è anche l’anteporre a tutto i propri interessi e le proprie preoccupazioni.

Mai dobbiamo essere incapaci di «avere misericordia» verso chi soffre; mai il nostro cuore deve essere talmente assorbito dalle nostre cose e dai nostri problemi da risultare sordo al grido del povero. Invece proprio l’umiltà di cuore e l'esperienza personale della sofferenza possono rivelarsi fonte di risveglio interiore alla compassione e all'empatia: «Il giusto riconosce il diritto dei miseri, il malvagio invece non intende ragione» (Pr 29,7). Si comprende così la beatitudine di «coloro che sono nel pianto» (Mt 5,4), cioè di quanti sono in grado di uscire da se stessi per commuoversi del dolore altrui. L'incontro con l'altro e l'aprire il cuore al suo bisogno sono occasione di salvezza e di beatitudine.

Il «prestare attenzione» al fratello comprende altresì la premura per il suo bene spirituale. E qui desidero richiamare un aspetto della vita cristiana che mi pare caduto in oblio: la correzione fraterna in vista della salvezza eterna. Oggi, in generale, si è assai sensibili al discorso della cura e della carità per il bene fisico e materiale degli altri, ma si tace quasi del tutto sulla responsabilità spirituale verso i fratelli. Non così nella Chiesa dei primi tempi e nelle comunità veramente mature nella fede, in cui ci si prende a cuore non solo la salute corporale del fratello, ma anche quella della sua anima per il suo destino ultimo. Nella Sacra Scrittura leggiamo: «Rimprovera il saggio ed egli ti sarà grato. Dà consigli al saggio e diventerà ancora più saggio; istruisci il giusto ed egli aumenterà il sapere» (Pr 9,8s). Cristo stesso comanda di riprendere il fratello che sta commettendo un peccato (cfr Mt 18,15). Il verbo usato per definire la correzione fraterna - elenchein - è il medesimo che indica la missione profetica di denuncia propria dei cristiani verso una generazione che indulge al male (cfr Ef 5,11). La tradizione della Chiesa ha annoverato tra le opere di misericordia spirituale quella di «ammonire i peccatori». E’ importante recuperare questa dimensione della carità cristiana.

Non bisogna tacere di fronte al male. Penso qui all’atteggiamento di quei cristiani che, per rispetto umano o per semplice comodità, si adeguano alla mentalità comune, piuttosto che mettere in guardia i propri fratelli dai modi di pensare e di agire che contraddicono la verità e non seguono la via del bene. Il rimprovero cristiano, però, non è mai animato da spirito di condanna o recriminazione; è mosso sempre dall’amore e dalla misericordia e sgorga da vera sollecitudine per il bene del fratello. L’apostolo Paolo afferma: «Se uno viene sorpreso in qualche colpa, voi che avete lo Spirito correggetelo con spirito di dolcezza. E tu vigila su te stesso, per non essere tentato anche tu» (Gal 6,1). Nel nostro mondo impregnato di individualismo, è necessario riscoprire l’importanza della correzione fraterna, per camminare insieme verso la santità. Persino «il giusto cade sette volte» (Pr 24,16), dice la Scrittura, e noi tutti siamo deboli e manchevoli (cfr 1 Gv 1,8). E’ un grande servizio quindi aiutare e lasciarsi aiutare a leggere con verità se stessi, per migliorare la propria vita e camminare più rettamente nella via del Signore. C’è sempre bisogno di uno sguardo che ama e corregge, che conosce e riconosce, che discerne e perdona (cfr Lc 22,61), come ha fatto e fa Dio con ciascuno di noi.

2. “Gli uni agli altri”: il dono della reciprocità.

Tale «custodia» verso gli altri contrasta con una mentalità che, riducendo la vita alla sola dimensione terrena, non la considera in prospettiva escatologica e accetta qualsiasi scelta morale in nome della libertà individuale. Una società come quella attuale può diventare sorda sia alle sofferenze fisiche, sia alle esigenze spirituali e morali della vita. Non così deve essere nella comunità cristiana! L’apostolo Paolo invita a cercare ciò che porta «alla pace e alla edificazione vicendevole» (Rm 14,19), giovando al «prossimo nel bene, per edificarlo» (ibid. 15,2), senza cercare l'utile proprio «ma quello di molti, perché giungano alla salvezza» (1 Cor 10,33). Questa reciproca correzione ed esortazione, in spirito di umiltà e di carità, deve essere parte della vita della comunità cristiana.

I discepoli del Signore, uniti a Cristo mediante l’Eucaristia, vivono in una comunione che li lega gli uni agli altri come membra di un solo corpo. Ciò significa che l'altro mi appartiene, la sua vita, la sua salvezza riguardano la mia vita e la mia salvezza. Tocchiamo qui un elemento molto profondo della comunione: la nostra esistenza è correlata con quella degli altri, sia nel bene che nel male; sia il peccato, sia le opere di amore hanno anche una dimensione sociale. Nella Chiesa, corpo mistico di Cristo, si verifica tale reciprocità: la comunità non cessa di fare penitenza e di invocare perdono per i peccati dei suoi figli, ma si rallegra anche di continuo e con giubilo per le testimonianze di virtù e di carità che in essa si dispiegano. «Le varie membra abbiano cura le une delle altre»(1 Cor 12,25), afferma San Paolo, perché siamo uno stesso corpo. La carità verso i fratelli, di cui è un’espressione l'elemosina - tipica pratica quaresimale insieme con la preghiera e il digiuno - si radica in questa comune appartenenza. Anche nella preoccupazione concreta verso i più poveri ogni cristiano può esprimere la sua partecipazione all'unico corpo che è la Chiesa. Attenzione agli altri nella reciprocità è anche riconoscere il bene che il Signore compie in essi e ringraziare con loro per i prodigi di grazia che il Dio buono e onnipotente continua a operare nei suoi figli. Quando un cristiano scorge nell'altro l'azione dello Spirito Santo, non può che gioirne e dare gloria al Padre celeste (cfr Mt 5,16).

3. “Per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone”: camminare insieme nella santità.

Questa espressione della Lettera agli Ebrei (10,24) ci spinge a considerare la chiamata universale alla santità, il cammino costante nella vita spirituale, ad aspirare ai carismi più grandi e a una carità sempre più alta e più feconda (cfr 1 Cor 12,31-13,13). L'attenzione reciproca ha come scopo il mutuo spronarsi ad un amore effettivo sempre maggiore, «come la luce dell'alba, che aumenta lo splendore fino al meriggio» (Pr 4,18), in attesa di vivere il giorno senza tramonto in Dio. Il tempo che ci è dato nella nostra vita è prezioso per scoprire e compiere le opere di bene, nell’amore di Dio. Così la Chiesa stessa cresce e si sviluppa per giungere alla piena maturità di Cristo (cfr Ef 4,13). In tale prospettiva dinamica di crescita si situa la nostra esortazione a stimolarci reciprocamente per giungere alla pienezza dell'amore e delle buone opere.

Purtroppo è sempre presente la tentazione della tiepidezza, del soffocare lo Spirito, del rifiuto di «trafficare i talenti» che ci sono donati per il bene nostro e altrui (cfr Mt 25,25s). Tutti abbiamo ricevuto ricchezze spirituali o materiali utili per il compimento del piano divino, per il bene della Chiesa e per la salvezza personale (cfr Lc 12,21b; 1 Tm 6,18). I maestri spirituali ricordano che nella vita di fede chi non avanza retrocede. Cari fratelli e sorelle, accogliamo l'invito sempre attuale a tendere alla «misura alta della vita cristiana» (Novo millennio ineunte, n. 31). La sapienza della Chiesa nel riconoscere e proclamare la beatitudine e la santità di taluni cristiani esemplari, ha come scopo anche di suscitare il desiderio di imitarne le virtù. San Paolo esorta: «gareggiate nello stimarvi a vicenda» (Rm 12,10).

Di fronte ad un mondo che esige dai cristiani una testimonianza rinnovata di amore e di fedeltà al Signore, tutti sentano l’urgenza di adoperarsi per gareggiare nella carità, nel servizio e nelle opere buone (cfr Eb 6,10). Questo richiamo è particolarmente forte nel tempo santo di preparazione alla Pasqua. Con l’augurio di una santa e feconda Quaresima, vi affido all’intercessione della Beata Vergine Maria e di cuore imparto a tutti la Benedizione Apostolica.
  • Benedetto XVI
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Don Armando Maria
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LA QUARESIMA - Don Vincenzo Bracci OSB liturgista e parroco

Messaggio da Don Armando Maria » mar feb 21, 2012 4:52 pm

Mi piace la Quaresima, mi piace e mi affascina perché è un tempo di impegno e di verifica del nostro essere cristiani, del nostro sentirci Chiesa. Un tempo forte, come giustamente lo definisce la liturgia che ci invita a saperci guardare dentro e a chiederci se veramente amiamo il Signore e la sua Chiesa. Questa Chiesa di cui siamo parte, questa comunità dove lo Spirito ci ha portato e dove ci è chiesto di dare testimonianza del battesimo che abbiamo ricevuto e della confermazione che ci ha resi ancor più legati al Cristo. Ma la Quaresima è anche tempo in cui siamo chiamati a vivere alcuni aspetti della vita cristiana: il digiuno, la preghiera, la penitenza, le opere di carità fraterna.
Vorrei soffermarmi sulla bellissima preghiera che inaugura il tempo quaresimale e che la Chiesa pone sulle labbra di colui che presiede la liturgia del mercoledì delle ceneri: «Concedi, Signore, al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male».
Sempre la liturgia ci sorprende e ci incoraggia ad ammirare le meraviglie di un Dio che si china a curare le ferite della nostra povera umanità. Un Dio che si fa amore infinito e che ci chiede il coraggio di lasciarci coinvolgere in questa avventura di conversione e di purificazione. In questo nostro pellegrinaggio la “cenere” diventa così il segno della nostra povertà di fronte al Signore, del nostro essere nulla, ma anche del nostro peccato. Basterebbe rileggerci alcune pagine forti dell’Antico Testamento per comprendere meglio il significato, Gn 2,7 3,19. L’uomo altro non è che polvere. Quindi in quest’ottica la Quaresima è il cammino dell’uomo battezzato verso la Pasqua. Una cenere che ci richiama a vivere una vita di risorti: la cenere sporca e nell’acqua pasquale noi veniamo lavati dall’amore risorto del Cristo. Riprendiamo così a vivere con più forza e più speranza.
Cammino quaresimale verso la Pasqua di risurrezione: noi questo pellegrinaggio lo compiamo iniziando con il digiuno, segno della nostra volontà di svuotarci di tutto ciò che ci appesantisce per lasciarci riempire dallo Spirito di Dio e dalla sua Parola. Ci sembra anche questo un segno superato? La nostra società sembra infatti non comprendere più il senso del digiuno in un tempo come il nostro sazio di tutto. Eppure anche il Magistero della Chiesa ci ricorda che “il digiuno e l’astinenza, insieme alla preghiera, all’elemosina e alle opere di carità appartengono, da sempre, alla vita e alla prassi penitenziale della Chiesa: rispondono, infatti al bisogno permanente del cristiano di conversione al regno di Dio, di richiesta di perdono per i peccati, di implorazione dell’aiuto divino, di rendimento di grazie e di lode al Padre” (CEI, Nota Pastorale 1994).
Il digiuno quindi come aiuto concreto per una vera conversione; sembra quasi che questa non si possa realizzare se manca la capacità di digiunare. Oggi il nostro modo di vivere ci richiama anche a saper rileggere questa antica norma della Chiesa e ad adattarla alle nostre comunità, alle nostre famiglie. Infatti che senso ha non mangiare carne il mercoledì delle ceneri o i venerdì di quaresima se poi sostituiamo a questo alimento il pesce ben più costoso e raffinato? Credo che si imponga una scelta morale che faccia del digiuno e dell’astinenza della carne un vero segno di conversione, cioè di cambiamento di abitudini del nostro vivere.
Il digiuno non deve essere quindi solamente alimentare, ma soprattutto deve avere il coraggio di scelte coraggiose che coinvolgono il bambino, il giovane, l’adulto. Tutta la famiglia e tutta la Chiesa è chiamata in questa verifica. Televisione, computer, shopping superfluo, gite, discoteca, bar, ecc.
Quanti ambiti in cui non possiamo veramente “digiunare” privarci per un giorno di queste cose. E qui andrebbe recuperato il valore del venerdì di quaresima come giorno privilegiato per fare esperienza di Dio, rafforzare il venerdì come giorno di riflessione e di silenzio nel quale si fa più forte la fame e la sete della Parola di Dio.
Il digiuno che quindi ci è richiesto è un segno concreto di testimonianza cristiana che si traduce in carità profonda e generosa. Non avrebbe infatti senso digiunare, cioè rinunciare a certe cose, se questa rinuncia non sfociasse nell’amore verso il prossimo. La Quaresima sarà tanto più vera quanto più avrà incarnato l’amore del buon Samaritano verso il fratello malato, emarginato, diverso, che cammina accanto a noi.
Quindi la Quaresima è tempo forte in quanto ci invita a dare un contributo originale e generoso a questo tempo liturgico che ci permetta realmente di incamminarci con spirito nuovo verso la Pasqua del Signore. Che le nostre parrocchie diventino in quaresima luoghi privilegiati di esperienza della conversione del cuore, e diventino capaci di comunicare all’uomo di questo nuovo millennio un digiuno che lo aiuti a rinnovarsi nella vita e a riconoscere la presenza compassionevole di un Dio che ci ama nonostante le nostre “abbuffate” di tante cose inutili e insignificanti. Un Dio che ci ama e che desidera condurci per mano in questo tempo di grazia, “segno sacramentale della nostra conversione”.

Don Vincenzo Bracci OSB Silv.
Gesù e la Mamma Celeste vi amano assai e vi benedicono; e anche io, nel loro Santissimo Amore vi voglio bene e vi benedico per intercessione del Cuore Immacolato di Maria: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Don Armando Maria

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Messaggio da miriam bolfissimo » mer feb 22, 2012 10:09 am

Mio carissimo don armando, pace e bene! leggo, e medito nel mio piccolo cuore...
  • Cammino quaresimale verso la Pasqua di risurrezione:
    noi questo pellegrinaggio lo compiamo iniziando con il digiuno,
    segno della nostra volontà di svuotarci di tutto ciò che ci appesantisce
    per lasciarci riempire dallo Spirito di Dio e dalla sua Parola...
...e così prego, con tutta la Chiesa...
  • O Dio, nostro Padre, concedi al popolo cristiano
    di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione,
    per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza
    il combattimento contro lo spirito del male...
Un abbraccissimo, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Quaresima 2012

Messaggio da miriam bolfissimo » mer feb 22, 2012 2:27 pm


  • Udienza Generale di mercoledì 22 febbraio, Mercoledì delle Ceneri
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Cari fratelli e sorelle,

in questa Catechesi vorrei soffermarmi brevemente sul tempo della Quaresima, che inizia oggi con la Liturgia del Mercoledì delle Ceneri. Si tratta di un itinerario di quaranta giorni che ci condurrà al Triduo pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore, il cuore del mistero della nostra salvezza. Nei primi secoli di vita della Chiesa questo era il tempo in cui coloro che avevano udito e accolto l’annuncio di Cristo iniziavano, passo dopo passo, il loro cammino di fede e di conversione per giungere a ricevere il sacramento del Battesimo. Si trattava di un avvicinamento al Dio vivo e di una iniziazione alla fede da compiersi gradualmente, mediante un cambiamento interiore da parte dei catecumeni, cioè di quanti desideravano diventare cristiani ed essere incorporati a Cristo e alla Chiesa.

Successivamente, anche i penitenti e poi tutti i fedeli furono invitati a vivere questo itinerario di rinnovamento spirituale, per conformare sempre più la propria esistenza a quella di Cristo. La partecipazione dell’intera comunità ai diversi passaggi del percorso quaresimale sottolinea una dimensione importante della spiritualità cristiana: è la redenzione non di alcuni, ma di tutti, ad essere disponibile grazie alla morte e risurrezione di Cristo. Pertanto, sia coloro che percorrevano un cammino di fede come catecumeni per ricevere il Battesimo, sia coloro che si erano allontanati da Dio e dalla comunità della fede e cercavano la riconciliazione, sia coloro che vivevano la fede in piena comunione con la Chiesa, tutti insieme sapevano che il tempo che precede la Pasqua è un tempo di metanoia, cioè del cambiamento interiore, del pentimento; il tempo che identifica la nostra vita umana e tutta la nostra storia come un processo di conversione che si mette in movimento ora per incontrare il Signore alla fine dei tempi.

Con una espressione diventata tipica nella Liturgia, la Chiesa denomina il periodo nel quale siamo entrati oggi «Quadragesima», cioè tempo di quaranta giorni e, con un chiaro riferimento alla Sacra Scrittura ci introduce così in un preciso contesto spirituale. Quaranta è infatti il numero simbolico con cui l’Antico e il Nuovo Testamento rappresentano i momenti salienti dell’esperienza della fede del Popolo di Dio. E’ una cifra che esprime il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse. Questo numero non rappresenta un tempo cronologico esatto, scandito dalla somma dei giorni. Indica piuttosto una paziente perseveranza, una lunga prova, un periodo sufficiente per vedere le opere di Dio, un tempo entro cui occorre decidersi ad assumere le proprie responsabilità senza ulteriori rimandi. E’ il tempo delle decisioni mature.

Il numero quaranta appare anzitutto nella storia di Noè. Quest’uomo giusto, a causa del diluvio trascorre quaranta giorni e quaranta notti nell’arca, insieme alla sua famiglia e agli animali che Dio gli aveva detto di portare con sé. E attende altri quaranta giorni, dopo il diluvio, prima di toccare la terraferma, salvata dalla distruzione (cfr Gen 7,4.12; 8,6). Poi, la prossima tappa: Mosè rimane sul monte Sinai, alla presenza del Signore, quaranta giorni e quaranta notti, per accogliere la Legge. In tutto questo tempo digiuna (cfr Es 24,18). Quaranta sono gli anni di viaggio del popolo ebraico dall’Egitto alla Terra promessa, tempo adatto per sperimentare la fedeltà di Dio. «Ricordati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni… Il tuo mantello non ti si è logorato addosso e il tuo piede non si è gonfiato durante questi quarant’anni», dice Mosè nel Deuteronomio alla fine di questi quarant'anni di migrazione (Dt 8,2.4). Gli anni di pace di cui gode Israele sotto i Giudici sono quaranta (cfr Gdc 3,11.30), ma, trascorso questo tempo, inizia la dimenticanza dei doni di Dio e il ritorno al peccato. Il profeta Elia impiega quaranta giorni per raggiungere l’Oreb, il monte dove incontra Dio (cfr 1 Re 19,8). Quaranta sono i giorni durante i quali i cittadini di Ninive fanno penitenza per ottenere il perdono di Dio (cfr Gn 3,4). Quaranta sono anche gli anni dei regni di Saul (cfr At 13,21), di Davide (cfr 2 Sam 5,4-5) e di Salomone (cfr 1 Re 11,41), i tre primi re d’Israele. Anche i Salmi riflettono sul significato biblico dei quaranta anni, come ad esempio il Salmo 95, del quale abbiamo sentito un brano: «Se ascoltaste oggi la sua voce! “Non indurite il cuore come a Meriba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere. Per quarant'anni mi disgustò quella generazione e dissi: sono un popolo dal cuore traviato, non conoscono le mie vie”» (vv. 7c-10).

Nel Nuovo Testamento Gesù, prima di iniziare la vita pubblica, si ritira nel deserto per quaranta giorni, senza mangiare né bere (cfr Mt 4,2): si nutre della Parola di Dio, che usa come arma per vincere il diavolo. Le tentazioni di Gesù richiamano quelle che il popolo ebraico affrontò nel deserto, ma che non seppe vincere. Quaranta sono i giorni durante i quali Gesù risorto istruisce i suoi, prima di ascendere al Cielo e inviare lo Spirito Santo (cfr At 1,3).

Con questo ricorrente numero di quaranta è descritto un contesto spirituale che resta attuale e valido, e la Chiesa, proprio mediante i giorni del periodo quaresimale, intende mantenerne il perdurante valore e renderne a noi presente l’efficacia. La liturgia cristiana della Quaresima ha lo scopo di favorire un cammino di rinnovamento spirituale, alla luce di questa lunga esperienza biblica e soprattutto per imparare ad imitare Gesù, che nei quaranta giorni trascorsi nel deserto insegnò a vincere la tentazione con la Parola di Dio. I quarant’anni della peregrinazione di Israele nel deserto presentano atteggiamenti e situazioni ambivalenti. Da una parte essi sono la stagione del primo amore con Dio e tra Dio e il suo popolo, quando Egli parlava al suo cuore, indicandogli continuamente la strada da percorrere. Dio aveva preso, per così dire, dimora in mezzo a Israele, lo precedeva dentro una nube o una colonna di fuoco, provvedeva ogni giorno al suo nutrimento facendo scendere la manna e facendo sgorgare l’acqua dalla roccia. Pertanto, gli anni trascorsi da Israele nel deserto si possono vedere come il tempo della speciale elezione di Dio e della adesione a Lui da parte del popolo: tempo del primo amore. D’altro canto, la Bibbia mostra anche un’altra immagine della peregrinazione di Israele nel deserto: è anche il tempo delle tentazioni e dei pericoli più grandi, quando Israele mormora contro il suo Dio e vorrebbe tornare al paganesimo e si costruisce i propri idoli, poiché avverte l’esigenza di venerare un Dio più vicino e tangibile. E' anche il tempo della ribellione contro il Dio grande e invisibile.

Questa ambivalenza, tempo della speciale vicinanza di Dio - tempo del primo amore -, e tempo della tentazione – tentazione del ritorno al paganesimo -, la ritroviamo in modo sorprendente nel cammino terreno di Gesù, naturalmente senza alcun compromesso col peccato. Dopo il battesimo di penitenza al Giordano, nel quale assume su di sé il destino del Servo di Dio che rinuncia a se stesso e vive per gli altri e si pone tra i peccatori per prendere su di sé il peccato del mondo, Gesù si reca nel deserto per stare quaranta giorni in profonda unione con il Padre, ripetendo così la storia di Israele, tutti quei ritmi di quaranta giorni o anni a cui ho accennato. Questa dinamica è una costante nella vita terrena di Gesù, che ricerca sempre momenti di solitudine per pregare il Padre suo e rimanere in intima comunione, in intima solitudine con Lui, in esclusiva comunione con Lui, e poi ritornare in mezzo alla gente. Ma in questo tempo di “deserto” e di incontro speciale col Padre, Gesù si trova esposto al pericolo ed è assalito dalla tentazione e dalla seduzione del Maligno, il quale gli propone una via messianica altra, lontana dal progetto di Dio, perché passa attraverso il potere, il successo, il dominio e non attraverso il dono totale sulla Croce. Questa è l'alternativa: un messianesimo di potere, di successo, o un messianesimo di amore, di dono di sé.

Questa situazione di ambivalenza descrive anche la condizione della Chiesa in cammino nel “deserto” del mondo e della storia. In questo “deserto” noi credenti abbiamo certamente l’opportunità di fare una profonda esperienza di Dio che rende forte lo spirito, conferma la fede, nutre la speranza, anima la carità; un’esperienza che ci fa partecipi della vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte mediante il Sacrificio d’amore sulla Croce. Ma il “deserto” è anche l’aspetto negativo della realtà che ci circonda: l’aridità, la povertà di parole di vita e di valori, il secolarismo e la cultura materialista, che rinchiudono la persona nell’orizzonte mondano dell’esistere sottraendolo ad ogni riferimento alla trascendenza. E’ questo anche l’ambiente in cui il cielo sopra di noi è oscuro, perché coperto dalle nubi dell’egoismo, dell’incomprensione e dell’inganno. Nonostante questo, anche per la Chiesa di oggi il tempo del deserto può trasformarsi in tempo di grazia, poiché abbiamo la certezza che anche dalla roccia più dura Dio può far scaturire l’acqua viva che disseta e ristora.

Cari fratelli e sorelle, in questi quaranta giorni che ci condurranno alla Pasqua di Risurrezione possiamo ritrovare nuovo coraggio per accettare con pazienza e con fede ogni situazione di difficoltà, di afflizione e di prova, nella consapevolezza che dalle tenebre il Signore farà sorgere il giorno nuovo. E se saremo stati fedeli a Gesù seguendolo sulla via della Croce, il chiaro mondo di Dio, il mondo della luce, della verità e della gioia ci sarà come ridonato: sarà l’alba nuova creata da Dio stesso. Buon cammino di Quaresima a voi tutti!
  • Benedetto XVI
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Quaresima 2012

Messaggio da miriam bolfissimo » mer feb 22, 2012 2:47 pm

  • Immagine Rialzami ancora
  • Mi sono ingannato, mio Cristo,
    nel confidare troppo in me.
    Mi sono inorgoglito
    e sono precipitato gravemente.

    Ma tu, rialzami ancora:
    mi sono reso conto di ingannare me stesso.
    Se ancora mi innalzerò, di nuovo potrei cadere,
    in una caduta davvero fatale.

    Se tu mi accogli! Altrimenti sono finito.
    • Gregorio di Nazianzo
[/color]
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da Redazione » ven feb 24, 2012 11:46 am

la nostra carissima [url=http://innamoratidellamadonna.it/forum/profile.php?mode=viewprofile&u=1731]Grazia Cuffari[/url] ha scritto:
Ripeto ogni giorno la mia preghiera di consacrazione a te Maria e la recito tutti i giorni, anche oggi, per imprimermi nella mente che sono tua, o Maria, e che mi devo operare ogni giorno per essere essere come Gesù mi vuole. Tua e di Gesù per sempre! E tu, preoccupata per la mia crescita spirituale, mi hai ascoltata, e mi hai fatto ieri la bellissima sorpresa di ricevere online, insieme al messaggio del Papa per la Quaresima 2012, anche il programma, che io definisco "doc", programma di attività che potrò svolgere per tutti i giorni del periodo quaresimale. Lo trascrivo qui, perché chi ha voglia possa farlo proprio, o meglio, crearne uno suo personale. Le attività, come penso, vogliono esaltare l'esigenza, che si evidenzia nel messaggio quaresimale del Papa, di migliorare i nostri rapporti con gli altri. Ecco il programma:
  • 22 FEBBRAIO
    Gareggiare nello stimarsi a vicenda (Rm 12,10);
    23 FEBBRAIO
    Avere i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri (Rm 12,16);
    24 FEBBRAIO
    Accogliersi gli uni gli altri (Rm 15,7);
    25 FEBBRAIO
    Correggersi l'un l'altro (Rm 15,14);
    27 FEBBRAIO
    Salutarsi gli uni gli altri con il bacio della pace (Rm 16,16);
    28 FEBBRAIO
    Aspettarsi gli uni gli altri (1 Cor 11,33);
    29 FEBBRAIO
    Aver cura gli uni degli altri (1 Cor 12,25);
    1 MARZO
    Portare i pesi gli uni degli altri (Gal 6,2);
    2 MARZO
    Confortarsi gli uni gli altri (1 Ts 5,11);
    3 MARZO
    Essere di aiuto gli uni gli altri (1 Ts 5,11);
    5 MARZO
    Vivere in pace gli uni con gli altri (1 Ts 5,13);
    6 MARZO
    Cercare il bene gli uni degli altri (1 Ts 5,15);
    7 MARZO
    Sopportarsi a vicenda (Ef 4,2);
    8 MARZO
    Essere benevoli gli uni verso gli altri (Ef 4,32);
    9 MARZO
    Essere sottomessi gli uni agli altri (Ef 5,21);
    10 MARZO
    Perdonarsi a vicenda (Col 3,13);
    12 MARZO
    Confessare i peccati gli uni agli altri (Gc 5,16);
    13 MARZO
    Pregare gli uni per gli altri (Gc 5,16);
    14 MARZO
    Amarsi intensamente gli uni gli altri (1 Pt 1,22);
    15 MARZO
    Praticare l'ospitalità gli uni verso gli altri (1 Pt 4,9);
    16 MARZO
    Rivestirsi di umiltà gli uni verso gli altri (1 Pt 5,5);
    17 MARZO
    Essere in comunione gli uni con gli altri (1 Gv 1,7).
    19 MARZO
    Non giudicarsi gli uni gli altri (Rm 14,13).
    20 MARZO
    Farsi coraggio a vicenda (2 Cor 13,11)
    21 MARZO
    Essere misericordiosi (Ef 4,32).
    22 MARZO
    Non mordersi gli uni gli altri (Gal 5,15).
    23 MARZO
    Non distruggersi del tutto gli uni gli altri (Gal 5,15).
    24 MARZO
    Conservare l’unità gli uni con gli altri (Ef 4,3).
    26 MARZO
    Ammonirsi a vicenda (Col 3,16).
    27 MARZO
    Istruirsi con sapienza a vicenda (Col 3,16).
    28 MARZO
    Edificarsi gli uni gli altri (I Tes 5,11)
    29 MARZO
    Esortarsi gli uni gli altri (Eb 3,13)
    30 MARZO
    Prestare attenzione gli uni agli altri (Eb 10, 24)
    31 MARZO
    Stimolarsi a vicenda nell’amore (Eb 10,24)
    2 APRILE
    Non mentitevi gli uni gli altri (Col 3,9).
    3 APRILE
    L’amore tutto crede (1 Cor 13,7)
    4 APRILE
    L’amore tutto spera (1 Cor 13,7)
    5 APRILE
    Lavatevi i piedi gli uni gli altri (Gv 13,14).
    6 APRILE
    L’amore tutto sopporta (1 Cor 13,7)
    7 APRILE
    L’amore non avrà mai fine (1 Cor 13,8)
Questo programma, naturalmente, può, anzi deve, continuare tutta la vita! Perché regni l'amore di Dio nel mondo... Grazie Mamma Celeste!
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven feb 24, 2012 11:49 am

...oggi, 24 febbraio, venerdì dopo le ceneri, mi provo a vivere accogliersi gli uni gli altri (Rm 15,7): a lode e gloria di nostro Signore!

...con tutto il mio piccolo cuore ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Don Armando Maria
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GOCCE DI LUCE 12 marzo 2011 Quaresima

Messaggio da Don Armando Maria » dom feb 26, 2012 8:30 am

"Figli miei, anche voi dovete vivere il vostro deserto"

"Mia piccola Maria, all'inizio della Quaresima vi viene presentato il mio deserto di cui conoscete solo l'esito finale. Poco la mia Chiesa conosce che esso è stata una Passione che anticipa l'altra: dolori innumerevoli nel freddo pungente delle notti gelide che penetrava fino alle ossa e ne scuoteva di tremito il corpo e il battito dei denti, nel calore opprimente nei giorni di calura, nella fame che scavava lo stomaco e l'arsura che spaccava nel sangue persino il palato. Una solitudine che si fa immane, e il tormento nei diavoli che attaccano la mente, attaccano, nelle loro visioni mostruose e nelle vessazioni sino a tormentarne il corpo. La mia preghiera che geme e grida al Cielo, e dal quale non giunge risposta: essa si fa più arida e secca del deserto, che la circonda.

Questa tribolazione che fa spasimare è per la preparazione, che è purificazione e fortezza per allontanare il diavolo all'accoglienza della mia Parola durante la vita pubblica che presto sarebbe iniziata, e per aiutare l'uomo a recepirla e ad accoglierla per allora e per tutti i tempi.

Il demonio giunge al termine del deserto con più veemenza quando sa che più debole e piegato è il mio corpo e, all'attacco diretto che non ha avuto esito, passa alla suggestione, a manipolare la mente attraverso mezzi suadenti, per far sì che Io creda che sia per la mia utilità e per farne a Me un bene, e tenta nel voler dare cose buone come nel nascondersi nel pane per corrompermi. Tenta nell'usare persino la Parola di Dio…, ma non sa che la materia che si piega e si mortifica, che rinuncia e s'indebolisce fa sì che lo spirito s'innalzi e si fortifichi più forte che mai per sconfiggerlo; e con la stessa Sacra Parola nella Verità, che Io sono, egli fugge vinto.

Figli miei, il suo intento era che Io mi ponessi al suo servizio, che il Signore Dio adorasse lui. Sempre medesimo è il suo traguardo e il suo scopo; offre le quattro miserie di piaceri, attraverso le debolezze umane, per spostare l'adorazione dovuta a Colui che è il vero Dio, per porsi al suo servizio ed essere adorato lui. Invidioso di aver perso le bellezze del Cielo, vuole portare più anime possibili nel regno della sua disperazione.

Anime mie, anche voi dovete vivere il vostro deserto, anche a voi giungerà un tempo di prova e di tentazione e, per essere forti a viverlo, Iddio vi ha donato il baluardo della preghiera e dei sacramenti, dato che egli, l'infingardo, giunge particolarmente quando siete deboli e indifesi, nel momento della prova. Siate armati di Me! Solo con me lo potrete sconfiggere. Il diavolo si è fatto più potente e sfrontato che mai; è entrato nella Chiesa ed è giunto fino all'altare; riesce a derubarmi (…le ostie consacrate - n d r) per fare cose innominabili, e se non intervenisse il mio potere a fermarlo, di quante cose terribili e distruttive egli non sapete cosa potrebbe fare! Perché ciò accade? L'altare è indifeso, è lasciato solo, non tutelato non solo fisicamente, ma nello spirito. I sacerdoti devono vivere la battaglia a difesa dell'altare e del popolo contro il nemico e lo possono, se vivono il loro deserto nella preghiera, nel digiuno, nella rinuncia di sé.

Ove è il digiuno se è un continuo banchettare per ogni occasione? Ove la preghiera, se c'è una ricerca nel vuoto e nella dispersione che li porta ad operare nel sociale e si dimenticano della loro priorità? Ove la povertà, la rinuncia a sé stessi, alle proprie ambizioni, alla voglia di essere? Anime mie, pure voi fatevi poveri nella rinuncia, nella mortificazione, nell'umiltà: in esse voi sempre lo vincete, e nell'adesione alla Parola divina; al suo giungere dite come Me:"Sta scritto!". É Parola di Dio, è mia Parola! Nel seguirla non c'è errore, non c'è inciampo per cadere nella sua gabbia. Pregate per i meriti della mia Passione nel deserto; per essa voi lo farete fuggire, dato che Io l'ho vinto per voi. Ti benedico".
Gesù e la Mamma Celeste vi amano assai e vi benedicono; e anche io, nel loro Santissimo Amore vi voglio bene e vi benedico per intercessione del Cuore Immacolato di Maria: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Don Armando Maria

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun feb 27, 2012 10:13 am


  • Angelus di Sua Santità Benedetto XVI

    per la I domenica di Quaresima, 26 febbraio 2012
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Cari fratelli e sorelle!

In questa prima domenica di Quaresima, incontriamo Gesù che, dopo aver ricevuto il battesimo nel fiume Giordano da Giovanni il Battista (cfr Mc 1,9), subisce la tentazione nel deserto (cfr Mc 1,12-13). La narrazione di san Marco è concisa, priva dei dettagli che leggiamo negli altri due Vangeli di Matteo e di Luca. Il deserto di cui si parla ha diversi significati. Può indicare lo stato di abbandono e di solitudine, il "luogo" della debolezza dell'uomo dove non vi sono appoggi e sicurezze, dove la tentazione si fa più forte. Ma esso può indicare anche un luogo di rifugio e di riparo, come lo fu per il popolo di Israele scampato alla schiavitù egiziana, dove si può sperimentare in modo particolare la presenza di Dio. Gesù «nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana» (Mc 1,13). San Leone Magno commenta che «il Signore ha voluto subire l'attacco del tentatore per difenderci con il suo aiuto e per istruirci col suo esempio» (Tractatus XXXIX,3 De ieiunio quadragesimae: CCL 138/A, Turnholti 1973, 214-215).

Che cosa può insegnarci questo episodio? Come leggiamo nel Libro dell'Imitazione di Cristo, «l'uomo non è mai del tutto esente dalla tentazione finché vive… ma è con la pazienza e con la vera umiltà che diventeremo più forti di ogni nemico» (Liber I, c. XIII, Città del Vaticano 1982, 37), la pazienza e l'umiltà di seguire ogni giorno il Signore, imparando a costruire la nostra vita non al di fuori di Lui o come se non esistesse, ma in Lui e con Lui, perché è la fonte della vera vita. La tentazione di rimuovere Dio, di mettere ordine da soli in se stessi e nel mondo contando solo sulle proprie capacità, è sempre presente nella storia dell'uomo.

Gesù proclama che «il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino» (Mc 1,15), annuncia che in Lui accade qualcosa di nuovo: Dio si rivolge all'uomo in modo inaspettato, con una vicinanza unica concreta, piena di amore; Dio si incarna ed entra nel mondo dell'uomo per prendere su di sé il peccato, per vincere il male e riportare l'uomo nel mondo di Dio. Ma questo annuncio è accompagnato dalla richiesta di corrispondere ad un dono così grande. Gesù, infatti, aggiunge: «convertitevi e credete nel vangelo» (Mc 1,15); è l'invito ad avere fede in Dio e a convertire ogni giorno la nostra vita alla sua volontà, orientando al bene ogni nostra azione e pensiero. Il tempo della Quaresima è il momento propizio per rinnovare e rendere più saldo il nostro rapporto con Dio, attraverso la preghiera quotidiana, i gesti di penitenza, le opere di carità fraterna.

Supplichiamo con fervore Maria Santissima perché accompagni il nostro cammino quaresimale con la sua protezione e ci aiuti ad imprimere nel nostro cuore e nella nostra vita le parole di Gesù Cristo, per convertirci a Lui. Affido, inoltre, alla vostra preghiera la settimana di Esercizi spirituali che questa sera inizierò con i miei Collaboratori della Curia Romana.
  • Benedetto XVI
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun feb 27, 2012 10:24 am

Immagine

  • O Dio, nostro Padre,
    con la celebrazione di questa Quaresima,
    segno sacramentale della nostra conversione,
    concedi a noi tuoi fedeli
    di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo
    e di testimoniarlo con una degna condotta di vita. Amen
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun feb 27, 2012 10:26 am

...oggi, 27 febbraio, lunedì della prima settimana di quaresima, mi provo a vivere salutarsi gli uni gli altri con il bacio della pace (Rm 16,16): a lode e gloria di nostro Signore!

...con tutto il mio piccolo cuore ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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atto quotidiano quaresimale

Messaggio da Grazia Cuffari » mar feb 28, 2012 9:47 pm

Voglio entrare con gioia nella mia quaresima e viverla praticando atti di amore verso la gente, che incontro come " il salutarsi gli uni gli altri-Accogliersi con gioia - Aspettarsi gli uni e gli altri- sorridersi, aiutarsi e soccorrersi.

« O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta, speranza certa,
carità perfetta e umiltà profonda.
Dammi, Signore, senno e discernimento
per compiere la tua vera e santa volontà.
Amen. »

SAN FRANCESCO (Preghiera davanti al Crocifisso)
Dio mi ama e ama tutti nel presente e nell'eternità

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Messaggio da miriam bolfissimo » mer feb 29, 2012 7:53 am

...oggi, 29 febbraio, mercoledì della prima settimana di quaresima, mi provo a vivere aver cura gli uni degli altri (1 Cor 12,25): a lode e gloria di nostro Signore!
  • Alto potente e glorioso Iddio,
    illumina le tenebre del cuore mio:
    dammi fede retta,
    speranza certa,
    carità perfetta.

    Dammi umiltà profonda...

    Dammi senno e conoscimento:
    che io possa servire
    sempre con gioia
    ogni tuo santo comandamento...
...con tutto il mio piccolo cuore ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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QUARESIMA TEMPO PER AMARE

Messaggio da Grazia Cuffari » mer feb 29, 2012 10:01 am


QUARESIMA TEMPO PER AMARE

Quaresima, tempo per amare
il cuore si sta indurendo
il nostro suore si sta inaridendo,
tra gli oggetti smarriti
abbiamo messo anche il Vangelo
Non basta pregare
é l'Amore che ci manca .
Chi ci darà l' Amore ?
L' Amore è Dio.
Il Signore metterà in noi
il desiderio di cambiare il cuore.
Il Signore vuole fare di noi
persone nuove
L' Amore sempre spera
l' Amore sempre inneggia alla vita
L' Amore mette le ali
per diffondere gioia.
Tornate a me e rivivrete
Ecco 40 giorni per stare accanto
a Colui che fa sfociare
nella crocifiggente gioia del dono,
che solleva e rialza,
per la vita piena del Suo AMORE

Che in tutte le nostre famiglie non manchi mai il Tuo Vero Amore!
Che i semi di questo AMORE abbiano a diffondersi in tutti i cuori
purificandoli dalla "zavorra" delle cose inutili e vane,
per lasciare libero spazio alla pienezza del Tuo Infinito
e Misericordioso CUORE.

Che tutte le nostre case diventino luoghi di preghiera,
di pace di armonia fra i componenti, nella misura in cui noi
ti accogliamo nella nostra dimora.
Vogliamo che Tu regni nei nostri cuori, Signore !
Abbiamo fame e sete di Te.
Che il nostro cibo e la nostra acqua sia la Tua Parola.
Dio mi ama e ama tutti nel presente e nell'eternità

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Messaggio da miriam bolfissimo » ven mar 02, 2012 9:56 am

...oggi, 2 marzo, primo venerdì del mese e primo venerdì di quaresima, mi provo a vivere confortarsi gli uni gli altri (1 Ts 5,11): a lode e gloria di nostro Signore!

...con tutto il mio piccolo cuore ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Il digiuno

Messaggio da Grazia Cuffari » dom mar 04, 2012 8:32 pm

Siamo in Quaresima e per noi Cristiani è prevista una prova d'amore per Gesù nostra vita: il digiuno e l'astinenza dalla carne in determinati giorni di questo periodo, come tutti sappiamo, specialmente il Venerdì Santo.
La nostra Chiesa ha previsto anche una serie di attività di relazione con i nostri simili scritti in cima a questo post, io ne ho scelto alcuni e, giorno dopo giorno, mi ci sto provando e vi assicuro che è soddisfacente esprimere in maniera positiva il nostro amore per Gesù che ci ha amato fino a morire, per salvarci da una vita senza senso e dominata dal male.

Adesso però voglio partecipare la mia gioia per aver trovato un nuovo modo di fare digiuno descritto da un anonimo nel testo seguente intitolato:

Il DIGIUNO CHE PIACE AL SIGNORE

Digiuna dal giudicare gli altri:
scopri Cristo che vive in loro.

Digiuna dal dire parole che feriscono:
riempiti di frasi che risanano.

Digiuna dall’essere scontento:
riempiti di gratitudine.

Digiuna dalle arrabbiature:
riempiti di pazienza.

Digiuna dal pessimismo:
riempiti di speranza cristiana.

Digiuna dalle preoccupazioni inutili:
riempiti di fiducia in Dio.

Digiuna dal lamentarti:
riempiti di stima per quella meraviglia che è la vita.

Digiuna dalle pressioni e insistenze:
riempiti di una preghiera incessante.

Digiuna dall’amarezza:
riempiti di perdono.

Digiuna dal dare importanza a te stesso:
riempiti di compassione per gli altri.

Digiuna dall’ansia per le tue cose:
compromettiti nella diffusione del Regno.

Digiuna dallo scoraggiamento:
riempiti di entusiasmo nella fede.

Digiuna da tutto ciò che ti separa da Gesù:
riempiti di tutto ciò che a Lui ti avvicina.

Spirito Santo, che hai condotto Gesù nel deserto,
dove Egli ha digiunato per quaranta giorni e quaranta notti,
per l’intercessione di Maria SS.,
Madre di Gesù e Madre mia,
aiutaci a digiunare così come tu vuoi.

(anonimo)

Con i più sentiti auguri di una Santa Quaresima!
Dio mi ama e ama tutti nel presente e nell'eternità

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Quaresima 2012

Messaggio da miriam bolfissimo » lun mar 05, 2012 9:27 am


  • Angelus di Sua Santità Benedetto XVI

    per la II domenica di Quaresima, 4 marzo 2012
[/size]

Cari fratelli e sorelle!

Questa domenica, la seconda di Quaresima, si caratterizza come domenica della Trasfigurazione di Cristo. Infatti, nell’itinerario quaresimale, la liturgia, dopo averci invitato a seguire Gesù nel deserto, per affrontare e vincere con Lui le tentazioni, ci propone di salire insieme a Lui sul “monte” della preghiera, per contemplare sul suo volto umano la luce gloriosa di Dio. L’episodio della trasfigurazione di Cristo è attestato in maniera concorde dagli Evangelisti Matteo, Marco e Luca. Gli elementi essenziali sono due: anzitutto, Gesù sale con i discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni su un alto monte e là «fu trasfigurato davanti a loro» (Mc 9,2), il suo volto e le sue vesti irradiarono una luce sfolgorante, mentre accanto a Lui apparvero Mosè ed Elia; in secondo luogo, una nube avvolse la cima del monte e da essa uscì una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato; ascoltatelo!» (Mc 9,7). Dunque, la luce e la voce: la luce divina che risplende sul volto di Gesù, e la voce del Padre celeste che testimonia per Lui e comanda di ascoltarlo.

Il mistero della Trasfigurazione non va staccato dal contesto del cammino che Gesù sta percorrendo. Egli si è ormai decisamente diretto verso il compimento della sua missione, ben sapendo che, per giungere alla risurrezione, dovrà passare attraverso la passione e la morte di croce. Di questo ha parlato apertamente ai discepoli, i quali però non hanno capito, anzi, hanno rifiutato questa prospettiva, perché non ragionano secondo Dio, ma secondo gli uomini (cfr Mt 16,23). Per questo Gesù porta con sé tre di loro sulla montagna e rivela la sua gloria divina, splendore di Verità e d’Amore. Gesù vuole che questa luce possa illuminare i loro cuori quando attraverseranno il buio fitto della sua passione e morte, quando lo scandalo della croce sarà per loro insopportabile. Dio è luce, e Gesù vuole donare ai suoi amici più intimi l’esperienza di questa luce, che dimora in Lui. Così, dopo questo avvenimento, Egli sarà in loro luce interiore, capace di proteggerli dagli assalti delle tenebre. Anche nella notte più oscura, Gesù è la lampada che non si spegne mai. Sant’Agostino riassume questo mistero con una espressione bellissima, dice: «Ciò che per gli occhi del corpo è il sole che vediamo, lo è [Cristo] per gli occhi del cuore» (Sermo 78, 2: PL 38, 490).

Cari fratelli e sorelle, tutti noi abbiamo bisogno di luce interiore per superare le prove della vita. Questa luce viene da Dio, ed è Cristo a donarcela, Lui, in cui abita la pienezza della divinità (cfr Col 2,9). Saliamo con Gesù sul monte della preghiera e, contemplando il suo volto pieno d’amore e di verità, lasciamoci colmare interiormente della sua luce. Chiediamo alla Vergine Maria, nostra guida nel cammino della fede, di aiutarci a vivere questa esperienza nel tempo della Quaresima, trovando ogni giorno qualche momento per la preghiera silenziosa e per l’ascolto della Parola di Dio.
  • Benedetto XVI
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun mar 05, 2012 9:28 am

Immagine

  • O Padre, che ci chiami
    ad ascoltare il tuo amato Figlio,
    nutri la nostra fede con la tua parola
    e purifica gli occhi del nostro spirito,
    perché possiamo godere la visione della tua gloria. Amen
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun mar 05, 2012 9:30 am

...oggi, 5 marzo, lunedì della seconda settimana di quaresima, mi provo a vivere vivere in pace gli uni con gli altri (1 Ts 5,13): a lode e gloria di nostro Signore!
  • Alto potente e glorioso Iddio,
    illumina le tenebre del cuore mio:
    dammi fede retta,
    speranza certa,
    carità perfetta.

    Dammi umiltà profonda...

    Dammi senno e conoscimento:
    che io possa servire
    sempre con gioia
    ogni tuo santo comandamento...
...con tutto il mio piccolo cuore ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mer mar 07, 2012 7:52 am

...oggi, 7 marzo, mercoledì della seconda settimana di quaresima, mi provo a vivere sopportarsi a vicenda (Ef 4,2): a lode e gloria di nostro Signore!
  • Ave, o Maria,
    piena di grazia:
    il Signore è con Te!

    Tu sei benedetta fra le donne
    e benedetto è il frutto del Tuo seno, Gesù.

    Santa Maria, Madre di Dio,
    prega per noi peccatori:
    adesso e nell’ora della nostra morte. Amen
...con tutto il mio piccolo cuore ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » ven mar 09, 2012 10:32 am

...oggi, 9 marzo, secondo venerdì di quaresima, mi provo a vivere essere sottomessi gli uni agli altri (Ef 5,21): a lode e gloria di nostro Signore!
  • Ti adoro, o Croce Santa,
    che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore,
    coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue.

    Ti adoro, mio Dio, posto in Croce per me.

    Ti adoro, o Croce Santa,
    per amore di Colui che è il mio Signore.
...con tutto il mio piccolo cuore ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Grazia Cuffari
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vivere la quaresima

Messaggio da Grazia Cuffari » lun mar 12, 2012 12:20 am

Dal 10 al 13 marzo voglio vivere i seguenti punti quaresimali: perdonarsi e confessarsi i peccati reciprocamente.


« O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta, speranza certa,
carità perfetta e umiltà profonda.
Dammi, Signore, senno e discernimento
per compiere la tua vera e santa volontà.
Amen. »

SAN FRANCESCO (Preghiera davanti al Crocifisso)
Dio mi ama e ama tutti nel presente e nell'eternità

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miriam bolfissimo
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Quaresima 2012

Messaggio da miriam bolfissimo » lun mar 12, 2012 10:33 am


  • Angelus di Sua Santità Benedetto XVI

    per la III domenica di Quaresima, 11 marzo 2012
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Cari fratelli e sorelle!

Il Vangelo di questa terza domenica di Quaresima riferisce – nella redazione di san Giovanni – il celebre episodio di Gesù che scaccia dal tempio di Gerusalemme i venditori di animali e i cambiamonete (cfr Gv 2,13-25). Il fatto, riportato da tutti gli Evangelisti, avvenne in prossimità della festa di Pasqua e destò grande impressione sia nella folla, sia nei discepoli. Come dobbiamo interpretare questo gesto di Gesù? Anzitutto va notato che esso non provocò alcuna repressione dei tutori dell’ordine pubblico, perché fu visto come una tipica azione profetica: i profeti infatti, a nome di Dio, denunciavano spesso abusi, e lo facevano a volte con gesti simbolici. Il problema, semmai, era la loro autorità. Ecco perché i Giudei chiesero a Gesù: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?” (Gv 2,18), dimostraci che agisci veramente a nome di Dio.

La cacciata dei venditori dal tempio è stata anche interpretata in senso politico-rivoluzionario, collocando Gesù nella linea del movimento degli zeloti. Questi erano, appunto, “zelanti” per la legge di Dio e pronti ad usare la violenza per farla rispettare. Ai tempi di Gesù attendevano un Messia che liberasse Israele dal dominio dei Romani. Ma Gesù deluse questa attesa, tanto che alcuni discepoli lo abbandonarono e Giuda Iscariota addirittura lo tradì. In realtà, è impossibile interpretare Gesù come violento: la violenza è contraria al Regno di Dio, è uno strumento dell’anticristo. La violenza non serve mai all’umanità, ma la disumanizza.

Ascoltiamo allora le parole che Gesù disse compiendo quel gesto: “Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!”. E i discepoli allora si ricordarono che sta scritto in un Salmo: “Mi divora lo zelo per la tua casa” (69,10). Questo salmo è un’invocazione di aiuto in una situazione di estremo pericolo a causa dell’odio dei nemici: la situazione che Gesù vivrà nella sua passione. Lo zelo per il Padre e per la sua casa lo porterà fino alla croce: il suo è lo zelo dell’amore che paga di persona, non quello che vorrebbe servire Dio mediante la violenza. Infatti il “segno” che Gesù darà come prova della sua autorità sarà proprio la sua morte e risurrezione. “Distruggete questo tempio – disse – e in tre giorni lo farò risorgere”. E san Giovanni annota: “Egli parlava del tempio del suo corpo” (Gv 2,20-21). Con la Pasqua di Gesù inizia un nuovo culto, il culto dell’amore, e un nuovo tempio che è Lui stesso, Cristo risorto, mediante il quale ogni credente può adorare Dio Padre “in spirito e verità” (Gv 4,23).

Cari amici, lo Spirito Santo ha iniziato a costruire questo nuovo tempio nel grembo della Vergine Maria. Per sua intercessione, preghiamo perché ogni cristiano diventi pietra viva di questo edificio spirituale.
  • Benedetto XVI
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun mar 12, 2012 10:35 am

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  • Dio misericordioso, fonte di ogni bene,
    tu ci hai proposto a rimedio del peccato
    il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna;
    guarda a noi che riconosciamo la nostra miseria
    e, poiché ci opprime il peso delle nostre colpe,
    ci sollevi la tua misericordia. Amen
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun mar 12, 2012 10:37 am

...oggi, 12 marzo, lunedì della terza settimana di quaresima, mi provo a vivere confessare i peccati gli uni agli altri (Gc 5,16): a lode e gloria di nostro Signore!
  • Alto potente e glorioso Iddio,
    illumina le tenebre del cuore mio:
    dammi fede retta,
    speranza certa,
    carità perfetta.

    Dammi umiltà profonda...

    Dammi senno e conoscimento:
    che io possa servire
    sempre con gioia
    ogni tuo santo comandamento...
...con tutto il mio piccolo cuore ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » ven mar 16, 2012 11:59 am

...il 14 marzo, mercoledì della terza settimana di quaresima, mi sn provata ad amarsi intensamente gli uni gli altri (1 Pt 1,22): a lode e gloria di nostro Signore!
  • Ave, o Maria,
    piena di grazia:
    il Signore è con Te!

    Tu sei benedetta fra le donne
    e benedetto è il frutto del Tuo seno, Gesù.

    Santa Maria, Madre di Dio,
    prega per noi peccatori:
    adesso e nell’ora della nostra morte. Amen
...con tutto il mio piccolo cuore ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » ven mar 16, 2012 12:00 pm

...oggi, 16 marzo, terzo venerdì di quaresima, mi provo a vivere rivestirsi di umiltà gli uni verso gli altri (1 Pt 5,5): a lode e gloria di nostro Signore!
  • Ti adoro, o Croce Santa,
    che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore,
    coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue.

    Ti adoro, mio Dio, posto in Croce per me.

    Ti adoro, o Croce Santa,
    per amore di Colui che è il mio Signore.
...con tutto il mio piccolo cuore ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun mar 19, 2012 9:54 am


  • Angelus di Sua Santità Benedetto XVI

    per la IV domenica di Quaresima, 18 marzo 2012
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Nel nostro itinerario verso la Pasqua, siamo giunti alla quarta domenica di Quaresima. E’ un cammino con Gesù attraverso il «deserto», cioè un tempo in cui ascoltare maggiormente la voce di Dio e anche smascherare le tentazioni che parlano dentro di noi. All’orizzonte di questo deserto si profila la Croce. Gesù sa che essa è il culmine della sua missione: in effetti, la Croce di Cristo è il vertice dell’amore, che ci dona la salvezza. Lo dice Lui stesso nel Vangelo di oggi: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna» (Gv 3,14-15). Il riferimento è all’episodio in cui, durante l’esodo dall’Egitto, gli ebrei furono attaccati da serpenti velenosi, e molti morirono; allora Dio comandò a Mosè di fare un serpente di bronzo e metterlo sopra un’asta: se uno veniva morso dai serpenti, guardando il serpente di bronzo, veniva guarito (cfr Nm 21,4-9). Anche Gesù sarà innalzato sulla Croce, perché chiunque è in pericolo di morte a causa del peccato, rivolgendosi con fede a Lui, che è morto per noi, sia salvato. «Dio infatti – scrive san Giovanni – non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui» (Gv 3,17).

Commenta sant’Agostino: «Il medico, per quanto dipende da lui, viene per guarire il malato. Se uno non sta alle prescrizioni del medico, si rovina da solo. Il Salvatore è venuto nel mondo … Se tu non vuoi essere salvato da lui, ti giudicherai da te stesso» (Sul Vangelo di Giovanni, 12, 12: PL 35, 1190). Dunque, se infinito è l’amore misericordioso di Dio, che è arrivato al punto di dare il suo unico Figlio in riscatto della nostra vita, grande è anche la nostra responsabilità: ciascuno, infatti, deve riconoscere di essere malato, per poter essere guarito; ciascuno deve confessare il proprio peccato, perché il perdono di Dio, già donato sulla Croce, possa avere effetto nel suo cuore e nella sua vita. Scrive ancora sant’Agostino: «Dio condanna i tuoi peccati; e se anche tu li condanni, ti unisci a Dio … Quando comincia a dispiacerti ciò che hai fatto, allora cominciano le tue opere buone, perché condanni le tue opere cattive. Le opere buone cominciano con il riconoscimento delle opere cattive» (ibid., 13: PL 35, 1191). A volte l’uomo ama più le tenebre che la luce, perché è attaccato ai suoi peccati. Ma è solo aprendosi alla luce, è solo confessando sinceramente le proprie colpe a Dio, che si trova la vera pace e la vera gioia. E’ importante allora accostarsi con regolarità al Sacramento della Penitenza, in particolare in Quaresima, per ricevere il perdono del Signore e intensificare il nostro cammino di conversione.

Cari amici, domani celebreremo la festa solenne di san Giuseppe. Ringrazio di cuore tutti coloro che avranno per me un ricordo nella preghiera, nel giorno del mio onomastico. In particolare, vi chiedo di pregare per il viaggio apostolico in Messico e Cuba, che compirò a partire da venerdì prossimo. Affidiamolo all’intercessione della Beata Vergine Maria, tanto amata e venerata in questi due Paesi che mi accingo a visitare.
  • Benedetto XVI
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Quaresima 2012

Messaggio da miriam bolfissimo » lun mar 19, 2012 9:57 am

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  • O Padre, che per mezzo del tuo Figlio
    operi mirabilmente la nostra redenzione,
    concedi al popolo cristiano
    di affrettarsi con fede viva e generoso impegno
    verso la Pasqua ormai vicina. Amen
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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