La Madonna di Loreto.Storia del Santuario Mariano di Loreto

La Madonna di Loreto: luoghi e storia

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La Madonna di Loreto.Storia del Santuario Mariano di Loreto

Messaggio da Redazione » gio mag 19, 2005 5:55 pm

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Il santuario Mariano di Loreto non è un santuario come tanti altri. E’ uno dei più caratteristici santuari della storia della devo­zione cristiana. L'oggetto della venerazione di quel Santuario non è un’immagine della Madonna, un quadro miracoloso, il ricordo di una apparizione, ma è costituito da una casa, quella piccola e povera abitazione in cui, a Nazareth, vissero la Madon­na, san Giuseppe e Gesù stesso. La casa dove avvenne l’Annunciazione dell’Angelo. Il luogo, quindi, più sacro che si possa immaginare, il luogo scelto da Dio per la sua incarnazione, per la sua entrata in questo mondo.

La tradizione racconta che una notte del 1294, la casa della Madonna esistente a Nazareth, venne presa dagli angeli e portata in Italia, nelle Marche. Fece cioè un volo di oltre tremila chilometri.

Molti credenti accettano questa tradizione senza porsi interrogativi critici. Gli scettici, invece, la rifiutano ritenendola assurda. Come spiegare, razionalmente, che una casa, costruita in Palestina, possa essere presa dagli angeli, divelta dalle fondamenta ed essere portata in volo in Italia? Sono cose assurde per la mentalità moderna. Storie giudicate “favole da medioevo”.


Per secoli la Chiesa aveva dato un tacito credito al racconto della tradizione. Fin dalla sua origine, infatti, il Santuario di Loreto ha sempre goduto di grande rispetto, di grandissima devozione. Lungo il corso degli anni, ottantotto santi e molti beati si sono recati in pellegrinaggio a Loreto. Tra essi: san Bernardino da Siena, san Giovanni da Capestrano, san Lorenzo da Brindisi, san Filippo Neri, san Camillo De Lellis, san Francesco di Sales, sant'Alfonso de' Liguori, san Luigi Gonzaga, san Carlo Borromeo, santa Teresa del Bambin Gesù.

Anche letterati famosi e uomini di scienza sono andati a Loreto a pregare la Madonna. Nel 1580 vi andò il filosofo francese Michel Montaigne, per ringraziare la Vergine di una grazia che aveva ottenuto per sua figlia Eleonora. Nel suo diario, il filosofo scrisse: <<Tutte le pareti del Santuario sono ad­dobbate dagli ex voto provenienti da tante parti del mondo…. Facemmo nella cappella la nostra Pasqua. Un gesuita tedesco celebrò per me la Messa e mi diede la Comunione>>.

Cartesio, filosofo e matematico francese, l’iniziatore del razionalismo moderno, per adempiere a un vo­to, fece il viaggio a piedi da Venezia a Loreto. Cristoforo Colombo vi andò per ringraziare la Madonna di essere stato salvato durante una tempesta in mare. Galileo Galilei fu a Loreto due volte. Andarono a visitare il Santuario Vittorio Alfieri, Torquato Tasso, Mozart, Giosuè Carducci, Gabriele D'Annunzio e tanti altri.


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Prima di Giovanni Paolo II, alla Santa Casa si erano recati in pellegrinaggio undici Papi. Nel 1375, Papa Gregorio XI, dopo aver visitato il Santuario, aveva scritto: <<Per i molti miracoli che l'Onnipotente si degna operare a Loreto, il popolo vi accorre in folla>>. Paolo II, da cardinale, aveva ottenuto una guarigione, e volle andare a ringraziare la Vergine. Pio IX da ragazzo era affetto da epilessia e fu guarito dalla Madonna di Loreto. Per questo, da Papa, vi si recò in pellegrinaggio sette volte

Però, tutto questo riguardava il passato. Dopo la seconda guerra mondiale, un forte vento razionalistico aveva invaso la mentalità della gente. Sostenere che gli Angeli avevano portato la casa della Madonna da Nazareth a Loreto significava farsi ridere in faccia. Per questo, anche le autorità ecclesiastiche evitavano di richiamarsi, in pubblico, in maniera ufficiale, alla tradizione.

Padre Giuseppe Santarelli, l’attuale Rettore del Santuario, ha compiuto una precisa ricerca su questo tema e, in un articolo pubblicato nel numero di agosto del 2003 della rivista “Il messaggio della Santa Casa” di cui è direttore, ha scritto: <<L'ultimo pontefice, prima di Giovanni Paolo II, a parlare ex professo della Santa Casa fu Pio XI, il quale tra l'altro ha asserito: "Ci sono molte ragioni per confermare la tradi­zione; nessuna seria per negarla". Egli si poneva in sintonia con tutti i precedenti papi che sempre avevano accolto l'autenticità della Santa Casa e alcuni, come Pio IX e Leone XIII, la avevano difesa con accenti anche vigorosi.

<<Pio XII non ebbe modo o non volle esprimersi in materia. Giovanni XXIII, sebbene scegliesse Loreto per un suo storico pellegrinaggio, il 4 ottobre 1962, alla vigilia del Concilio Vaticano 11, rompendo il secolare autoisolamento vaticano dei papi, tuttavia nel suo discorso ufficiale, pronunciato in basilica, non menzionò la Santa Casa…. Paolo VI, durante il suo pontificato, mai ha parlato esplicitamente della tradizione lauretana. Ha rotto il silenzio Giovanni Paolo II, l’8 settembre 1979>>.


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Papa Wojtyla, infatti, nel suo primo pellegrinaggio a Loreto, ha voluto far subito conoscere il suo entusiasmo e la sua devozione per quel Santuario. Ed ha voluto anche far sapere subito che egli era un sostenitore dell’autenticità della tradizione. <<Il culto della genitrice di Dio in questa terra è collegato, secondo l'antica e viva tradizione, alla casa di Nazareth. La casa nella quale, come ricorda il vangelo odierno, Maria abitò dopo gli sponsali con Giuseppe. La casa della santa famiglia>>.

Parole chiare, che lasciarono con il fiato sospeso coloro che le udirono. Il Papa dava un forte appoggio alla tradizione tanto contestata negli ultimi tempi. Dimostrava di non aver alcun timore delle critiche dei cattolici razionalisti. La sua convinzione era forte e motivata, al punto che anche in seguito continuò a sostenerla con ardore. Tornò a Loreto altre tre volte e in ogni occasione approfittava per ribadire la sua convinzione di trovarsi veramente di fronte alla Casa della Madonna,

Giovanni Paolo II non ha dubbi, quindi, sull’origine della piccola Casa contenuta nel grande santuario di Loreto. Ma la sua convinzione trova supporti attendibili nei documenti storici?, nella scienza?, nell’archeologia?

Come ho detto, gli scettici liquidano la faccenda del trasporto della casetta da parte degli Angeli con un sorriso ironico. Però, molte ricerche scientifiche offrono spunti di seria riflessione. Esaminando attentamente e senza pregiudizi i dati storici e archeologici si arriva a concludere di trovarci di fronte a uno dei misteri sconcertanti ma anche maggiormente suf­fragati da prove razionali.

Secondo la tradizione, tutto cominciò la notte del 10 dicembre 1294, quando nel luogo dove ora sorge il santuario, luogo allora di­sabitato e paludoso, improvvisamente apparve una casa, posata in mezzo a una strada. Si sparse subito la voce che quella era la casetta della Madonna e che era stata trasportata da Nazareth dagli angeli. Cominciò immediatamente la devozione, e in po­co tempo la casetta diventò meta di migliaia e migliaia di pellegrini provenienti an­che dall'estero.



La casa di Maria, a Nazareth, esisteva realmente ed era oggetto di devo­zione fin dai primi tempi del Cristianesimo. Era ritenuta una delle reliquie più prezio­se. In quella casa, infatti Maria era andata ad abitare dopo aver sposato San Giuseppe e là aveva ricevuto la visita dell’Angelo che le annunciava che sarebbe diven­tata madre di Gesù. In quel­la casa si sarebbe realizzato il mistero più grande del Cristianesimo, l'incarnazione del figlio di Dio. Là San Giuseppe e la Madonna avevano portato Gesù, dopo l'esilio in Egitto, e là Gesù vi aveva trascorso tutta la sua esistenza fino all'inizio della vita pubblica.

San Dionigi l'Aeropagita. che conobbe la Madonna, in un suo libro testimonia come i primi cristiani andavano a venerare la casa di Nazareth. Altre testimonianze di questa venerazione vengono da sant'Alessandro, vescovo di Gerusalemme all’inizio del terzo secolo, e da san Nicola, vescovo di Mira all’inizio del quarto secolo.

Con l’editto dell’Imperatore Costantino del 313, i cristiani ottennero la legalizzazione e iniziarono a vivere alla luce del sole e ad erigere chiese in memoria dei grandi eventi della loro storia. La madre di Costantino, Sant’Elena, si recò in Terra Santa dove fece sorgere diverse basiliche sui luoghi che ricordavano particolari episodi della vita di Gesù, e una la fece erigere anche a Nazareth, sopra la casa della Madonna.

Tutti i documenti riguardanti questa costruzione furono raccolti e ordinati in un libro da Niceforo Callisto, storico e bibliotecario della chiesa di Costantinopoli nel VIII secolo. Nessun archeologo ha mai messo in dubbio che la basilica di Nazareth, detta della Annunciazione, sia stata edificata nel quarto secolo. Questo è molto importante, perché quella costruzione è l’anello di congiunzione della catena della tradizione, che risale ai tempi apostolici.

Durante il quarto secolo, diversi personaggi illustri si recarono in pellegrinaggio in Terra Santa e lasciarono testimonianze scritte sulla casa della Madonna a Nazareth. Tra questi, san Gerolamo, santa Paola e santa Silvia. Quest'ultima, sorella di Ruffino d'Aquitania, soggiornò molti anni a Gerusalemme e scrisse i suoi ricordi di viaggio. A proposito della visita a Nazareth, parla non solo della esistenza della basilica, ma anche “della casa, che si trova nella cripta”.

Nel 570 si recò a Nazaret anche sant'Antonio di Piacenza, che nella sua relazio­ne scrisse: <<La dimora di Maria è in una basilica e molte grazie si sono ottenute per mezzo delle vesti della Madonna>>.

Si potrebbero citare una infinità di testimonianze perché i libri di storia ecclesiastica ne sono pieni. Fino al tempo delle Crociate, non c'è mai stato un vuoto di informazione riguardo la casa di Maria che i pellegrini visitavano a Nazareth.

Una delle ultime testimonianze dell'esistenza della casa della Madonna, ci viene da san Luigi, re di Francia che, nel 1250, si era recato in Palestina per combattere contro i turchi, invasori e profanatori dei luoghi santi. Luigi fu a Nazareth, ascoltò la Messa nella basilica della Annunciazione e, volendo lasciare una testimonianza della sua fede, si fece ritrarre sul muro della santa casa, in preghiera, davanti all'immagine della Madonna, rivestito del manto regale. Questa pittura costituisce per alcuni storici una delle prove principali per dimostrare come la Casa, ora venerata a Loreto, sia la stessa che fino al secolo tredicesimo si trovava a Nazareth. L'affresco, infatti, si trova sulla parete a destra della finestra detta dell'Angelo.

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Fu esaminato da diversi studiosi, dopo che la casa era stata trasportata a Loreto. Testimonianza di questa pittura si trova negli antichi archivi di Tersatz, in Dalmazia, dove la casa fece una tappa nel suo viaggio verso l’Italia. Nel 1625, il Serra­gli la copiò e la pubblicò. Nel 1841, si poteva vedere ancora l’affresco, come scrisse il cavalier Moroni nel suo Dizionario di erudizione storico ecclesiastica. Il tempo lo rese evanescente e il furioso incendio del 1921, che provocò gravissimi danni alla casa, lo annerì, rendendolo quasi illeggibile



Nel 1263, il Sultano del Cairo, Bibars, sbarcato a Gaza, continuò la distruzione dei luoghi santi iniziata dai suoi predecessori. Rase al suolo anche la Basilica dell'Annunciazione di Nazareth, ma non ci sono testimonianze atte­stanti la distruzione della casa della Madonna, che si trovava nella cripta della Basilica. Però, da allora di quella casa non si parlò più a Nazareth, come se fosse scomparsa. Trent'anni dopo, la devozione per la casa della Madonna era ini­ziata improvvisamente a Loreto.

Secondo la tradizione, la casa della Madonna non fu portata immediatamente dove ora si trova. La prima tappa fu Tersatz, una borgata della Dalmazia, presso la città di Fiume. Fu trovata da alcuni boscaioli, in una radura della foresta, la mattina del 10 maggio 1291. La casetta attrasse la loro curiosità perché in quel luogo, prima, non c'era mai stato niente. I boscaioli raccontarono quanto avevano trovato e il fatto destò molta curiosità. Il parro­co della zona, don Alessandro Giorgiewich, gravemente ammalato, non poté recarsi sul luogo, ma la Madonna gli apparve, dicendogli che quella era la sua Casa di Nazareth portata lì dagli angeli. Per avvalorare quanto affermava, la Madonna guarì istantaneamente il prete, che era in fin di vita.

II miracolo accrebbe l'interesse della gente. In tutta la regione si parlava dei fatti di Tersatz. Il conte Nicola Frangipani, viceré del Paese, mandò a Nazareth una delegazione, composta dal parroco miracolato e da due no­tabili per verificare che fine avesse fatto la vera casa della Madonna. Questi, nella cripta, sotto le rovine della basilica dell'Annunciazione, trovarono solo le fondamenta della casetta della Madonna, le cui misure però corrispondevano esattamente alle mura della costruzione apparsa nella foresta di Tersatz.


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Dopo tre anni e mezzo circa, la casa, improvvisamente com'era arrivata, scomparve. La seconda tappa fu una località detta la "Banderuola", a circa 200 metri dalla attuale stazione ferrovia­ria di Loreto, dove allora esisteva una selva. Qui rimase alcuni mesi. Se ne servivano per nascondersi i banditi che, appostandosi tra gli alberi, assalivano i passanti, per derubarli. La Casa fu spostata poi, sempre in modo misterioso, sul colle di Loreto, in un campo di proprietà di due fratelli che, per dividersi il denaro offerto dai devoti, continuavano a litigare. Forse per questa ragione, la casa fu di nuovo portata via e deposta in mezzo alla strada di proprietà del comune. Da qui non si è più mossa.

Fin dall'inizio dell’apparizione della Santa Casa a Loreto, furono fatte ricerche scientifiche. Erano evidentemente ricerche eseguite con i mezzi disponibili allora, le cui conclusioni oggi non sono accettabili. Resta però significativo il fatto che tutte le ricerche compiute diedero sempre risultati positivi.

Il chimico naturalista Benedetto de Sassure, protestante, quindi for­temente contrario al culto mariano, all'inizio dell’Ottocento, dopo aver a lungo esaminato il materiale con cui è costruita la Santa Casa, fu costretto ad ammettere che quelle pietre non avevano un'origine locale ma con molta probabilità provenivano dal Levante.



Intorno al 1840 un altro studioso, il pastore anglicano Faller, insigne professore all'università di Oxford, compì lunghe e accurate ricerche con l'intento di dimostrare che la casa di Loreto era un bluff. Si recò in Palestina, a Nazareth, e con una serie di apparecchiature sottopose a mille esperimenti le pietre dell'antica chiesa dell'Annunciazione. Poi venne a Loreto e fece lo stesso trattamento alle pietre della Santa Casa. 1 risultati ottenuti combaciavano, dimostravano cioè che il materiale con cui era costruita la Santa Casa di Loreto proveniva esattamente dalla Palestina.

Contrariato da questi dati, il professor Faller si recò di nuovo a Nazareth e ripeté gli accertamenti, poi tornò a Loreto. Ma anche questo secondo controllo diede lo stes­so risultato e il professor Faller non solo dovette cedere all'evidenza e credere a quel fatto per lui impossibile, ma addirittura si conver­tì al cattolicesimo, abbandonò la cattedra di Oxford e diventò sacerdote.

Altri esami, più importanti, furono compiuti nella seconda metà dell’Ottocento dal dottor Ratti, professore di scienze fisiche e chimiche all'Università pontificia, e molti altri anche nel novecento. Si può dire che la casa di Loreto è sempre stata tenuta sotto il controllo scienti­fico di studiosi di ogni tempo.



Al tempo della prima visita di Giovanni Paolo II a Loreto, conobbi padre Floriano Grimaldi, storico e archeologo, studioso della Santa Casa di Loreto. <<Tra il 1962 e il 1965 ho eseguito io stesso>>, mi disse <<una serie di scavi archeologici sotto la casa di Loreto, che hanno pienamente confermato i risultati già noti dalla tradizione. Si è ancora una volta constatato che la costruzione poggia sul terreno, senza fondamenta. I primi interventi delle autorità civili e religiose per conservare questa costruzione risalgono all' inizio del 1300, cioè pochi anni dopo che la casa era apparsa a Loreto. Sotto ciascuna delle pareti fu costruita, dall'esterno, una sottomurazione per dare loro stabilità. Alcuni anni dopo, poiché l'azione di logoramen­to progrediva, l'edificio fu interamente consolidato con un robusto muro, costruito tutto intorno e per l'intera altezza, ma a una certa distanza dalle pareti della Santa Casa. Questo modo di procedere dimostra che la devozione era rivolta non all'immagine sacra conservata nella casa, ma alla casa stessa.

<<Come ho detto, sono in corso altre ricerche assai complicate come analisi geologiche e micropaleontologiche sulle pietre della casa. Quelle finora compiute hanno dato risultati positivi. Tuttavia non sono solo gli studi scientifici a dare la certezza di trovarci di fronte a un fenomeno soprannaturale. Ci sono altri elementi da prendere in considerazione, come il giudizio della Chiesa, dei Papi e i prodigi »,



Come già detto, fin dall’inizio l’atteggiamento dell'autorità ecclesiastica fu positivo. Forse nessun altro luogo di culto ricevette una approvazione così immediata. Appena sedici anni dopo l'apparizione della misteriosa casa, Clemente V, in un suo documento, la nomina con rispetto e venerazione. Paolo II, nel 1470, nella sua "bolla" “Super aethereas”, afferma che "la casa di Loreto ha un'origine miracolosa ". Nel '500, il Santuario di Loreto era diventato il più importante di tutto il mondo cattolico. Tutti i pellegrini diretti a Roma e alla Terra Santa, facevano immancabilmente tappa a Loreto. La casa fu rivestita completamente di marmo, su disegno del Bramante. Su di essa venne costruita una grande basilica a cui lavorarono famosissimi artisti come Giuliano da Sangallo, Bramante, il Sansovino, eccetera. Nel periodo della contestazione protestante, l'Eucarestia e la Madon­na di Loreto erano i due segni di distinzione tra cattolici e protestanti. Il culto della Santa Casa si diffuse in tutto il mondo. In Svizzera furono costruite 40 chiese, dedicate alla Madonna di Loreto; in Germania una cinquantina, oltre cinquanta anche in Cecoslovacchia


articoli e foto di Renzo Allegri

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