La Madonna dello Splendore, Storia e Luoghi

Luoghi di devozione alla Madonna

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La Madonna dello Splendore, Storia e Luoghi

Messaggio da Redazione » ven mag 20, 2005 1:04 pm

- NOTIZIE STORICHE -

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L'antica città di Castel S. Flaviano, già Castrum Novum sotto la dominazione romana, per quattro secoli sede della potestà civile e militare dell'intero territorio aprutino, nel 1382 venne ceduta da Carlo III da Durazzo alla famiglia dei feudatari Acquaviva, conferendo al Duca d'Atri il titolo di Conte. Dell' antico Castrum resta la chiesa di S. Maria a Mare il cui portale, di scuola atriana (inizio secolo XIV), è ricco di originali ed enigmatici bassorilievi.

Nel 1470 Giuliantonio Acquaviva d'Aragona, duca d'Atri e conte di S. Flaviano e di Conversano, anziché riedificare la città, distrutta nel 1461 dalla cruente battaglia tre gli Aragonesi e gli Angioini, preferì costruirne una nuova in luogo meno malsano delle paludi dove si trovava prima, su una collina dominante il mare, che dal suo nome chiamo Giulia Nova. Su un ampia piazza, lastricata di solidi laterizi, fu costruito il sontuoso palazzo ducale, residenza del conte, di fronte, il Duomo, una delle opere architettoniche più belle e originali d'Abruzzo. Consacrato a S. Flaviano, vi furono trasferite le reliquie del santo patrono e altre preziose opere d'arte e di oreficeria che un tempo adornavano l'antico tempio della distrutta Castel Flaviano. Gli anni dal 1400 al 1557 furono anni segnati da carestie, invasioni, distruzioni, guerre, epidemie di peste che si succedettero a più riprese, l'ultima delle quali terminò proprio il 22 aprile 1557.

- DATAZIONE DELL'APPARIZIONE DELLA MADONNA -

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"Il 22 aprile 1557 piacque al Signore dare un segno della sua divina bontà col far conoscere al popolo di Giulianova la Vergine dello Splendore". Così si legge nella prima cronaca che il Padre Priore, Don Pietro Capullo (Celestino), scrisse a più riprese dal 1657 al 1674 e che servì come fonte per la "Storia Aprutina" scritta da Don Niccola Palma e per la "Cronica Relazione di S. Maria dello Splendore di Giulianova",scritta dai Padri Celestini.

La meravigliosa apparizione della Vergine, in realtà, avvenne quasi sicuramente tra gli ultimi decenni del 1400 e i primi del 1500 poiché in un libro edito a Bologna nel 1549, intitolato "Le cerimonie dei Monaci Celestini con la vita di Celestino V loro primo Padre", menziona il Santuario Maria dello Splendore, con due monaci. L'attestazione è confermata anche da un opuscolo stampato a Napoli nel 1552 col titolo "Gli articoli e brievi de i Monaci Celestini" nel quale si legge: "PRIOR SANCTAE MARIAE SPLENDORIS EXTRA JULIAM NOVAM". Don Pietro Capullo, primo cronista del Santuario, ha interpretato erroneamente il millesimo che compariva nell'iscrizione posta sulla facciata del primitivo santuario (distrutto nel 1937 quando la chiesa venne ristrutturata), sulla quale, nel rivolgere ai fedeli l'invito ad entrare per venerare la Madre di Dio nel suo splendore, dopo aver scosso la polvere dai piedi a scopo di purificazione, indicava, con molta probabilità, l' "ANNO A MUNDI LIBERTATE 1557" come quello della consacrazione del tempio e non come l'anno dell'apparizione della Madonna a Bertolino, avvenuta sì il 22 aprile, ma qualche tempo prima.

- L'APPARIZIONE DELLA VERGINE DELLO SPLENDORE -

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Su una collinetta al di fuori delle mura di giulianova, a un umile taglialegna di nome Bertolino, mentre stava riposando all'ombra di un olmo, apparve la Vergine Maria "cinta da meravigliosa e abbagliante luce". La Vergine disse a Bertolino: "Su, Bertolino, levati e vanne tosto in Giulianova e spargi per tutto il paese la lieta novella che la Gran madre di Dio qui ha scelto la sua dimora. Avvisa il clero che venga senza indugio alcuno con solenne processione ad onorarmi e che qui, dove tu ora mi vedi, mi si costruisca un Santuario".

Bertolino per due volte si recò dal governatore per comunicare il messaggio della Madonna, ma fu scacciato e deriso. Allora rincuorato dalla Vergine tornò in paese e riuscì a farsi ricevere dai reggitori di Giulianova. Anche a loro confidò le parole della Vergine, ma venne nuovamente umiliato e addirittura percosso. La Madonna intervenne in suo aiuto liberandolo dalle mani dello sconsiderato, che rimase improvvisamente paralizzato e muto. Tutti compresero di essere stati testimoni di un evento soprannaturale. Fu convocato il Clero e il popolo, per recarsi in solenne processione sul luogo indicato da Bertolino, dove la Vergine Maria apparve loro splendente tra fulgori di luce abbagliante. Come prova tangibile e imperitura dello straordinario avvenimento, la Madonna, alla base dell'olmo fece sgorgare una sorgente d'acqua pura e fresca, a getto continuo, che esiste tuttora. La notizia dell'apparizione si sparse e una moltitudine di persone giunse in pellegrinaggio da ogni dove, persino l'aggressore di Bertolino, portato a braccia volle recarsi al cospetto della Madonna che nella sua infinita bontà volle fargli la prima grazia ridonandogli l'uso della parola e delle articolazioni.

- IL SANTUARIO -

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Da quel giorno il colle divenne meta di pellegrini di ogni estrazione sociale, la devozione si diffuse anche tra gli abitanti delle regioni limitrofe tanto da rendere indispensabile la costruzione di un Santuario intitolato alla Madonna dello Splendore.

Per adempiere il desiderio della Beata Vergine gareggiarono ricchi e poveri. Un antica tradizione dice che "l'albero su cui apparve la Madonna fu diviso fra i fedeli, come tante reliquie, e una parte di esso fu murata nelle pareti del santuario". Nel tempio fu portata la statua della Vergine col Bambino Gesù benedicente, che ancor oggi si può ammirare nel tempietto che sovrasta l'altare maggiore. Il Santuario venne affidato alle cure dei Padri celestini (ordine religioso fondato nel 1240 dal Benedettino Pietro del Morrone, poi Papa Celestino V, e definitivamente sciolto nel 1810). Successivamente il Santuario fu ristrutturato, alzato di cinque braccia ed allungato della metà con criteri artistici di maggior pregio rispetto a quello precedente, fu rifatto l'altare maggiore, sul quale venne collocata la statua della Madonna dello Splendore. Fu costruito un atrio esterno ed anche il convento fu ampliato per poter ospitare l'accresciuta comunità religiosa che non aveva voluto abbandonare il Santuario per via dell'apparizione a Padre Romano, che una notte inginocchiatosi dinanzi alla statua della Madonna vide che la nicchia era vuota. Padre Romano , temendo un furto, corse in città per dare l'allarme ma giunto in prossimità delle mura, con immenso stupore vide la statua della Vergine in un alone di luce abbagliante. Il padre supplico la Vergine di ritornare al Santuario e la Madonna lo rassicurò spiegandogli che si era allontanata soltanto per meglio proteggere la sua cara città, ma che prima dell'alba sarebbe ritornata sull'altare e tanto fu. Il convento e la chiesa, divenuti proprietà del demanio, vennero devoluti al municipio che nel 1870 li cedette alla locale Congregazione di Carità affinché adibisse il convento ad ospedale civile e tenesse la chiesa aperta al culto. Nel 1914 l'amministrazione dell'ospedale costruì abusivamente altri due piani, incorporando nell'edificio il bel campanile. La custodia del Santuario venne riaffidata ad alcuni Padri Cappuccini. Il Santuario, dopo varie vicende, risorse a nuova vita. Con le generose offerte dei fedeli, su progetto dell'Ing. Giuseppe Meo, nel 1937 ebbero inizio i lavori di ristrutturazione che in 22 anni trasformarono la piccola chiesa di 200 mq in quella attuale a croce latina, con tre altari, ampio coro, sale laterali e porticato antistante. Nel 1946 (al termine della seconda guerra mondiale) il popolo di Giulianova, riconoscente alla Vergine Maria per aver risparmiato il suo Paese dalla distruzione, volle costruire il nuovo altare maggiore, con il tempietto per la statua della Madonna, sua protettrice.

La Fonte http://www.giulianova.it/it/storia_splendore.html

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