La Madonna del Canneto

Luoghi di devozione alla Madonna

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La Madonna del Canneto

Messaggio da Redazione » gio set 27, 2007 12:08 pm

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Il Santuario della Madonna del Canneto



Nel Santuario, appartenente alla Diocesi Nardò-Gallipoli, si venera un’icona della Vergine denominata Madonna del Canneto, perché rinvenuta, secondo la tradizione, in un canneto esistente presso la riva del porto di Gallipoli, laddove fu poi edificato il tempio.
Sorge a ridosso della città antica, ai lati del porto peschereccio, e chiude a tramontana il cosiddetto “seno del canneto”, l’area compresa tra la chiesa stessa e la fontana greca che, in epoche passate, si proponeva come importante snodo commerciale.
L’edificazione del complesso originario può ricondursi ad un periodo compreso tra il XII e il XIII secolo. Fu distrutta una prima volta nel 1502 a seguito dell’assedio della città da parte dei Francesi. Qualche anno dopo fu riedificata dall’antico ordine dei Cavalieri Teutonici di San Giovanni sulle cui rovine, verso la seconda metà del 1600, fu ricostruita l’attuale.
A testimoniare la sua remota esistenza rimane oggi solo una statua lapidea di San Nicola, risalente al XVI secolo, di fattura bizantina, ritrovata mutilata il 5 novembre 1981 murata in sacrestia, proveniente dall’omonima chiesetta di San Nicola in porto, distrutta per il nuovo riassetto urbano.
Nel 1735 venne sottoposta ad importanti lavori di restauro, per volontà del vescovo Oronzo Filomarini (1700-1741)
Gli interventi salienti, per l’esterno possono ricondursi alla costruzione del pronao, un porticato cinquecentesco con tre arcate frontali e due laterali a tutto sesto, che serviva anche da riparo per i viandanti nelle ore notturne, quando il ponte levatoio, che consentiva l’ingresso in città, veniva chiuso e, per l’interno, con pianta rettangolare, alla suddivisione dell’unica navata in tre navate brevi.
Quella centrale, con soffitto a lacunari ottagonali intagliati in legno e dorati, datato 1706, al centro del quale è incastonato un dipinto di S. Maria del Canneto, è più alta delle altre due, che hanno una volta a crociera (simile a quella del portico esterno) con decorazioni floreali su carparo e con rosone al centro.
Le navate sono separate da quattro coppie di colonne, anch’esse in carparo.
Sulla controfacciata è collocato il ligneo gruppo della visitazione della Vergine eseguito in Napoli il 1764 ligneo del sec. XVII e, sopra di esso, il Quadro della madonna del Canneto.
Le tele esposte sono quattro: due ai lati della porta centrale, che raffigurano S. Lucia e S. Omobono, e altre due, prima della zona del presbiterio, una con le effigie di S. Vito e S. Nicola e l’altra con quella di S. Cristina, quest’ultima attribuita al pittore gallipolino Giovanni Andrea Coppola.
Il santuario rappresenta, inoltre, uno degli esempi più autorevoli e importanti del Barocco Leccese, grazie agli artisti che si occuparono della sua decorazione, i quali avevano come punto di riferimento i sontuosi decori della coeva Cattedrale di Sant’Agata. L’ornamento delle pareti delle sue navate, inoltre, fu affidato alle sapienti mani dell’importante artista napoletano Luca Giordano, affiancato nell’opera dal gallipolino Giovan Domenico Catalano.
La chiesa è stata eletta parrocchia nel 1915.

cliccate qui http://www.santuariocanneto.it/ per avere notizie del santuario
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