GOCCE DI LUCE – aprile 2016

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Don Armando Maria
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GOCCE DI LUCE – aprile 2016

Messaggio da Don Armando Maria » lun mag 30, 2016 9:07 am

GOCCE DI LUCE – aprile 2016
“In ogni Eucaristia avviene il prodigio dell’Incarnazione”

01 04 16 “Abbiate fede in Me, credete nella mia Persona, pur se non vedete le mie sembianze, credete in ciò che ho detto, che ho fatto, in ciò che Io sono”

“Mia piccola Maria, è il tempo della Risurrezione, ma in ogni Santa Messa sempre si tornano a vivere le tappe della mia Santissima Passione che vi porta ad offrirmi, a farmi dono a voi nell’Eucaristia; e per questa donazione Io torno a risorgere. Il demonio fa di tutto per dare distrazione, ilarità, pensieri futili, perché non ci sia concentrazione, meditazione e adorazione verso il Santissimo Sacramento.
Ecco, Io riappaio Risorto dinanzi ai miei Apostoli: li attendo sulle rive del lago, ed essi tornano da una notte di fatica senza aver pescato nulla, sconsolati e afflitti; ed Io intimo loro di prendere di nuovo il largo. San Pietro mi dice: “Sulla tua Parola, Signore, getteremo le reti!”. E sulla mia Parola il pescato sarà abbondante.
Abbiate fede in Me, credete nella mia Persona, pur se non vedete le mie sembianze, credete in ciò che ho detto, che ho fatto, in ciò che Io sono. Siate fiduciosi, abbandonati, confidenti! Nella misura della vostra fede voi compartecipate di Me, ed Io mi trasfondo in voi e compio. Guardate ai Santi: erano creature, ma hanno compiuto cose grandi per la loro fede e la fiducia in Me. Invano faticano gli operai, dice il salmo, se non viene data l’opera al Costruttore, dato che Egli è Colui che offre il progetto, le potenzialità, i mezzi, che offre le fondamenta e la finalità dell’edificazione; e se voi restate fissi a Me: occhi negli occhi, mani nelle mani, il vostro capo sul mio Cuore, la vostra persona a Me data, Io vengo a vivervi, e con Me compite le medesime opere; e non solo costruite l’edificio a santità della vostra anima, ma vi rendo capaci di costruire l’ edificazione della santità altri.
Vi farò pescatori di uomini, dico agli Apostoli, ma l’invito è per tutti voi, per tutti i battezzati che, in virtù del Battesimo, siete parte di Me; e se farete vivere la fede in esso, se anche sulla terra non ne vedrete il raccolto, in Cielo si aprirà la cesta dell’anima vostra che sarà colma di anime pescate alla salvezza, per amor vostro: esse zampilleranno felici e si getteranno per nuotare nell’infinito del mare di Dio. Abbiate fede, figli! Chiedetemi la fede, e sulla mia Parola voi opererete. Ti benedico”.

03 04 16 “L’unità di questa fusione: l’amore al mio Corpo Santissimo e al corpo del vostro prossimo v’accrescerà lo spirito”

“Mia piccola Maria, non temere le parole del sacerdote su di te: la tua morte non sarà così dolorosa: pochi istanti e ti ritroverai presso di Me e dirai: “Signore, è già accaduto?”. E G. rinascerà! Stasera nel Vangelo Tommaso è incredulo alla mia Risurrezione e solo dinanzi alla mia Persona Risorta Io gli dico: “Metti le tue dita nelle mie piaghe e nel mio costato, e non essere più incredulo ma credente!”. Voi che giudicate e condannate spesso Tommaso, che ha dato poi la vita per Me, siete forse diversi? Se credeste alla mia Risurrezione e alla vita eterna, compireste opere di vita eterna. Come mai nella Chiesa di oggi non ci sono più i miracoli, i prodigi dei primi tempi quando la sola ombra di San Pietro sanava? Quando tutti, e ripeto tutti: malati, posseduti e ogni altro genere di male veniva sanato? Perché c’era la fede: si credeva in Me, al mio Potere, alla mia Risurrezione.
Come potete voi quindi tornare a credermi? Dico anche a voi, come a Tommaso: tornate a toccare le mie piaghe nelle mie membra risorte che oggi sono nell’Eucaristia, adorandola e ricevendola. Tanto più ad Essa vi unirete e vi assimilerete, maggiormente crescerà la vostra fede sì da dire come Tommaso: “Mio Dio e mio Signore!”. Toccate poi le Piaghe nelle membra dei vostri fratelli sofferenti, piagati da malattie, dolori, miserie di ogni genere, per portare conforto, sollievo, aiuto, sostegno, ecc… L’unità di questa fusione: l’amore al mio Corpo Santissimo e al corpo del vostro prossimo v’accrescerà lo spirito. Vi farà salire in alto: incontrerete e vi assimilerete allo Spirito Santo che vi darà luce e vi conformerà alla Sapienza e all’adorazione del vostro Dio Risorto. Ti benedico”.

05 04 16 “Essi condividevano i beni, le proprietà, in modo che fosse di sostentamento per tutti, e nessuno mancasse di sostegno”

“Mia piccola Maria, non pensarci: questo sacerdote è preso dalla sua oscurità, ma nella prossima confessione te ne prenderai pace. Stasera la Santa Parola vi pone in evidenza l’unità e la compartecipazione nella carità delle prime Comunità cristiane che non sono una favola, come ha detto il sacerdote, che prefigura solo un’idea, quello che dovrebbe essere la Chiesa, ma non è stato vissuto. Io ti confermo che realmente è stato attuato, se no non sarebbe Parola di Dio: ciò che è scritto è stato compiuto! Essi condividevano i beni, le proprietà, in modo che fosse di sostentamento per tutti, e nessuno mancasse di sostegno, delle cure, della fraternità, dato che queste prime Comunità cristiane erano vincolate fortemente alla fede della mia Persona di cui ero incontrastato Signore e motivazione alla loro carità.
Come mai oggi tanta infelicità, perché tanta inquietudine, solitudine e vuoto, che si cerca di colmare poi nel peccato? La risposta è che manca proprio questa unità d’amore, questa partecipazione fraterna: si rimane chiusi nel proprio egoismo e si precipita nel male. Non che Io non voglia che si abbiano dei beni personali per la propria sussistenza, ma chiederò conto della sordità, della cecità, dell’insensibilità nei confronti del fratello. Vedo tanti armadi ripieni e altrove le nudità di altri miei figli. Vedo dispense ricolme, e quando cibo gettato, e altrove figli che gridano la loro fame, e l’indigenza. Vedo il vuoto del vostro frastuono e del vostro star bene tra le vostre mura, e la dimenticanza di chi vi è accanto che soffre e geme nella sua solitudine; quante morti vi sfiorano vicini e non ve ne rendete nemmeno conto!
Dico; “Ne sarete responsabili!”. Perché tanta durezza e chiusura? Perché non c’è più il vincolo e l’unità con Me, vostro Signore, che vi alimento alla carità e a farvi dono. E come potrete riavere questa mia fede e questo mio amore? Torno e continuerò a ripeterlo: “Amate la Madonna! Andate da Lei che vi riforma e vi rigenererà al mio amore. Ella, Sposa dello Spirito Santo, ve lo infonde, ve lo irradia, ve ne alimenta per far sì che vi formi, vi ricrei alla mia Carità e alla mia Grazia. Questa è la Rinascita di cui parlo nelle notti in cui Nicodemo veniva a farmi visita e a chiedere: è la Rinascita nel Grembo della Madre mia, in Maria, che vi gestisce ricreandovi, in modo che voi possiate riaprirvi allo Spirito, alla felicità ritrovata dell’amore di Dio, che vi partorisce alla Carità del prossimo, Ti benedico”.

07 04 16 “Spesso potete anche ascoltare catechesi dotte, molto colte, discorsi difficili e importanti, e voi ne rimanete ammirati e dite: “Come parla bene, ma ho capito poco o nulla!”

“Mia piccola Maria, sono con te! Non temere G.! Quel che viene dal Cielo parla del Cielo, ed Io parlavo di cose altissime e sublimi nella loro semplicità, dato che dal Cielo venivo, e la mia Parola continuava, vivendo nell’opera fattiva e concreta del suo frutto nella Carità data alle creature, e che ne confermava la sua veridicità. Ma gli uomini non l’accoglievano poiché metteva in discussione la loro vita e il loro atteggiamento, che non voleva porsi in cambiamento al loro peccato.
Come riconoscere che la Parola sia del Cielo? Se voi sentite parlare nelle creature soltanto di ciò che è umano, o solo del vuoto del mondo, se non addirittura di ciò che è triviale e delle sue bassezze, può venire da Dio?... Dice il mio Vangelo: “Esce dalla bocca ciò che c’è nel cuore!”. La Parola deve essere umile: osservate attentamene il discorso delle persone, come sono concentrati su se stessi! Come il proprio io è continuamente ripetuto, quanto si è poco inclini o incapaci di ascoltare l’altro e partecipare del suo problema! L’attenzione è altrove e su di sé, subito si riporta la parola alla propria persona, al proprio vissuto, e se si è così concentrati su sé stessi, può esserci entrato il Cielo?
Spesso potete anche ascoltare catechesi dotte, molto colte, discorsi difficili e importanti, e voi ne rimanete ammirati e dite: “Come parla bene, ma ho capito poco o nulla!”. Oppure il giorno dopo non è rimasto niente di quel che avete ascoltato: non ha lasciato traccia, non ha scavato solco all’anima vostra, e questo perché non c’era Spirito: non era infuso dello Spirito Santo che opera. Quando riconoscere se un sacerdote ha la Parola del Cielo? Non dalla cultura, figli miei! Non se è dotto, ma se essa ama e prosegue nella sua fattura concreta. che porta il suo prodotto di un raccolto d’amore, se vive, proseguendo nella Carità dei fratelli, e nei cuori dei figli, se partecipa e dona: se vedete che questo sacerdote si raccoglie in preghiera, se ama stare dei tempi in dolce colloquio con il suo Signore, se vive di adorazione, dato che la Parola umana senza lo Spirito è sterile e rimane ferma a sé, e và avanti solo una povera capacità d’uomo che stenta a fiorire.
Nell’adorazione è lo Spirito che vive, e si infonde e vi porta il Cielo: v’irradia il suo Pensiero, per cui se un piccolo e umile Padre dice semplici cose, si diffonde ed opera tramite gli spiriti. Lo Spirito parla ad essi, e li nutre del suo Cielo. Ti benedico”.

09 04 16 “Come mai il male rimane perpetrato e perdurano le sue conseguenze? Perché non c’è obbedienza, e né è vissuta la mia Parola: non si ama!”

“Mia piccola Maria, il tuo cuore è nelle mie mani. Puoi dire a don F. che se vuole rendere lieta e dare onore alla Madonna, Ella gli domanda tre cose da fare: -I°- che si faccia promotore della diffusione della sua preghiera, il santo Rosario, particolarmente scegliendo un giorno, possibilmente prima della Santa Messa, guidando egli stesso il Rosario, e formare un gruppo di suoi apostoli. -2°- Onorarla il 1° sabato del mese con un’ora di preghiera e formazione pedagogica della conoscenza del suo Cuore in riparazione alle offese ad Esso arrecate. Questo tempo di orazione nella propria chiesa o in altra cappella del luogo. -3° - Una raccolta che riunisca tutti i messaggi che di Lei trattano, in Gocce di luce, anche quelli del passato, e che pongono in evidenza la profondità della sua Sapienza, l’importanza della sua missione nella scoperta della Grazia da Iddio donatele, per il bene che ne potrà trarre il sacerdozio e le anime.
Ecco, dinanzi a coloro che lo interpellano, Pietro dice loro: “E’ bene ubbidire a Dio e non agli uomini, dato che è nell’obbedienza al Santissimo Padre che nasce ogni raccolta della vostra santità. Ed Io ribadisco nel vangelo dinanzi agli Apostoli che non hanno pescato nulla: “Gettate le reti dalla parte destra!”. Ed è alla loro obbedienza, all’accoglienza della mia Parola, che essi faranno un abbondante pescato. Richiamo Pietro a darmi conferma del suo amore per riparare ad un amore tradito e rinnegato; ed è al suo sincero consenso che gli si riapre di nuovo la missione alla guida della Chiesa. E’ dall’obbedienza a Dio ogni raccolta al bene; è all’accoglienza alla mia Parola l’abbondante pescato di anime. E’ad un amore rinnovato la riparazione al male compiuto, al tradimento a Me perpetrato nel peccato.
Come mai non c’è questa ricchezza di frutto nella Carità? Perché non c’è questa abbondanza di pescato di anime? Come mai il male rimane perpetrato e perdurano le sue conseguenze? Perché non c’è obbedienza, e né è vissuta la mia Parola: non si ama! Figli miei, cosa può mai volere un Padre dai propri figli se non il loro massimo bene? Se così credeste e operaste, ci sarebbe una rigenerazione, una rinascita nella Grazia, e una risurrezione nel creato e nell’umanità, in un rinnovato Spirito di pace e verità fraterna. Ti benedico”.

11 04 16 “E’ cosa buona la Comunione che viene consentita ai risposati?”

“Mia piccola Maria, quante volte torno a ripeterti di non aver paura del demonio che fa fracasso e usa tuo figlio. Guarda fisso a Me, guarda Me! Stasera nel vangelo Io prego per l’unità: prego e intercedo presso il Padre mio per l’unità dei miei Apostoli, dei miei cristiani, della mia Chiesa: che siano un tutt’uno con Me e fra di loro, in modo che sia un unico Corpo. Cosa sarà infatti il Paradiso se non la completezza di un unico Corpo glorioso, divino e risorto nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo con tutti i figli che si sono salvati e ad Esso ricongiunti? E come poter vivere questa unità lo dico nel Vangelo: “Nella Verità! Solo nella Verità c’è unione. Si farà Unità poiché chi è veritiero non si adegua, ma aborrisce ogni falsità, menzogna, compromessi e peccato; chi la segue non segue il mondo che è menzognero, ma vive per il Cielo: testimonia Dio che è Verità. Egli riforma ad unità sé stesso con i fratelli, nella Chiesa e con il Regno divino.
Ulteriormente si forma unità nell’Eucaristia vissuta, amata, partecipata in autenticità e amore. Nell’unione al mio Corpo voi vi fate parte di Me: ricreate l’Alleanza con l’umanità e il divino, riportate unità tra la terra e il Cielo. Chi invece dissacra il mio Corpo, lo lacera, lo disprezza, lo divide: chi Lo riceve nel peccato questo riporta lacerazione e divisione con sé stesso, con i fratelli, nella Chiesa e tra l’uomo e Dio.
Tu chiedi allora: “E’ cosa buona la Comunione che viene consentita ai risposati?”. Io ribadisco: la Parola di Dio è Verità ed è eterna, e non può essere contraddetta: il Matrimonio è Sacramento indissolubile; bisogna in ogni modo, con l’aiuto della preghiera e dei sacramenti, con il soccorso reciproco, e con un percorso con la Chiesa, cercare di salvarlo per mantenere l’unità. Ma quando la Chiesa, non opponendosi alla Santa Parola, dona, nella Misericordia, di sciogliere (con la dichiarazione di nullità n. d. r.) certi legami, anche nei Cieli questo viene accolto. Già la Chiesa concede di avere la separazione nei casi di grave necessità: in situazioni di pericolo per la vita o di violenza sul coniuge o sui minori; e quando l’unione ormai arreca molto danno e conduce al male, ed anche in caso di abbandono, di grave indigenza colpevole con prole da crescere, il Matrimonio ne è dissacrato e, se la Chiesa concede la possibilità dell’annullamento (dichiarazione di nullità n. d. r.) e di potersi risposare in chiesa, il Sacramento torna a vivere nel nuovo Matrimonio, e allora si può accedere ai Sacramenti, in Grazia.
Questo processo è valido quando viene valutata in maniera approfondita dalla Chiesa, caso per caso, l’autenticità del problema vissuto, e delle nozze, se sono state profanate, in modo che non ci sia un abuso. Si segua poi la coppia per valutare, in un percorso vero, di un’autentica ricerca cristiana, la loro accoglienza.
Se invece se ne fa uso con superficialità e inganno, per avere comunque l’annullamento, oppure si sceglie di andare a ricevere la Comunione senza un nuovo Matrimonio religioso presso Dio, per poter mantenere i propri interessi e istinti, sarà a loro grave responsabilità. Essi tornano non a farsi del bene, ricevendomi nella Santa Comunione, ma decretano la propria condanna, creando divisione con sé stessi e con Dio: non avranno congiungimento con il Cielo. Ti benedico”.


13 04 16 ”Se l’umanità mi ricevesse in Grazia, si preoccupasse di cibarsi delle mie Carni, ove più sarebbero le carestie, ove ogni fame e nudità, ove le indigenze e le miserie?”.

“Mia piccola Maria, vai dal parroco! Ti mando Io: sono Io che ti farò parlare. Non è per te, ma è per dare una grazia a lui, che delle volte ha delle luci, di modo che accolga questo aiuto. Io gli tendo la mano, ma se non vorrà accogliere, tu hai fatto il tuo compito e non avrai bisogno di tornare. Per G. fai celebrare una novena di Sante Messe che allenta la pressione del demonio su di lui; sappi però che anche quando egli si scatena con il suo frastuono e rompe i mobili e impreca, non potrà più di tanto: Io ti recinto intorno, e non ti arrecherà altro danno.
Dice stasera il mio Vangelo: “Lo risusciterò nell’ultimo giorno”. E come potrete risuscitare lo dice ugualmente al suo inizio: ricevendo, mangiando le mie Carni divine, che sfamano ogni fame e ogni sete, Carni risorte che fanno di voi un’unica entità: assimilate in voi, vi fanno risorti. Per riceverle e per averne il suo effetto vi è richiesta una condizione: stare in Grazia. E come lo potete se non come vi dico: facendo la Volontà del Padre Santissimo? Sono venuto non per fare la mia volontà, ma la Volontà del Padre mio, così voi, adempiendola, seguirete i divini Comandi, e l’anima vostra, in stato di Grazia, potrà ricevermi e farvi risorti già da questa terra, ove verrete ancora colpiti dalle sue pene, ma ne sarete vincitori sino all’ultimo dì, che vi conduce alla sua maturazione nella Risurrezione eterna.
Cosa faranno invece le genti, di cosa si affannano i popoli? Il loro affanno è solo per sfamare le proprie fami, gli appetiti di ogni senso e di ogni corporalità. Poco o nulla si dà pensiero del nutrimento spirituale, dato che, se l’umanità mi ricevesse in Grazia, si preoccupasse di cibarsi delle mie Carni, ove più sarebbero le carestie, ove ogni privazione e nudità, ove le indigenze e le miserie? Chi riceve Dio avrà tutto! Il Signore lo ricompenserà di ogni bene, e lo sazierà di ogni fame; lo abbevererà di ogni sete, lo ricolmerà di ogni abbondanza.
Dì a Padre S. che Io desidero che egli continui l’opera di don A. qui in parrocchia: che propaghi il culto e la devozione al Cuore Immacolato di Maria con i Cenacoli nelle case, con la preghiera del Santo Rosario, con la Consacrazione al suo Cuore Immacolato e con l’educazione dell’emulazione alla vita e alle virtù della Persona della Santissima Madre. Ne sia poi il fulcro, il punto di riunione dei Cenacoli, presso la Cappellina della Madonna in date fisse, con particolare riferimento al primo sabato del mese, in sua riparazione. Secondo i suoi impegni pastorali cerchi di esser presente con il popolo alla preghiera serale del Rosario o all’adorazione eucaristica. Aiuti nella diffusione di Gocce di luce. Sia egli in questa parrocchia il cuore che palpita di Maria. Ti benedico”.

15 04 16 “In ogni Eucaristia avviene il prodigio dell’Incarnazione: in ogni Eucaristia c’è Maria presente che dà il suo consenso, che offre il suo Cuore e il suo Grembo per far sì che accolga Dio”
“Mia piccola Maria, il Santo Padre è un uomo di Dio, un uomo di carità; ma egli, nella sua misericordia, vorrebbe portare tutti alla salvezza: una misericordia, che giunge a coprire, a volte, e a non dare chiarezza completa ai dettami della mia Verità, che non possono essere contrastati. Ti ho già spiegato e ulteriormente rivelato quale deve essere il senso autentico della Comunione per i risposati. Ecco, Io sono il Pane disceso dal Cielo, un Pane divino che è Dio stesso. Discendo nello Spirito e mi unisco alle specie naturali umane per farle divenire mie Carni. Entro nella materia per farla divina, entro nel tempo per darvi la mia eternità e farvi eterni: entro nella corporeità per farne Risurrezione.
In ogni Eucaristia avviene il prodigio dell’Incarnazione: in ogni Eucaristia c’è Maria presente che dà il suo consenso, che offre il suo Cuore e il suo Grembo per far sì che accolga Dio. Ella è la povera natura corporale che rappresenta l’umanità; ma Lo può accogliere, ed intercede nella sua natura degna, per poterlo poi ricevere voi, in modo che ne abbiano a nutrirsene le genti.
In coloro che mi ricevono in Grazia avviene la stessa Incarnazione: Io vengo concepito come avvenne nella Madonna. Le carni delle genti si fanno culla nel loro cuore, pronte ad accogliermi, si fanno grembo perché Io vi abbia a crescere. Le mie Cellule si fanno vostre cellule, le mie proprietà si fondono alle vostre membra per farsi un tutt’uno con le mie Carni. Io in voi, nella vostra storia di crescita eucaristica, nutrendovi al mio Corpo e al mio Sangue, ne siete fecondati, e mi concepite come embrione, e poi nella crescita come feto, sino a quando giunge a maturazione la completezza delle fattezze del divino Bambino che è pronto a nascere nel Regno: vi fate altri Me!
E come potete raggiungere quest’intensità di fusione e maturazione se non stando accanto a Maria, se non facendovi Maria? Lo Spirito Santo è attratto irresistibilmente da Lei: ove ne sente il profumo, ne vede la fisionomia, ne sente battere il Cuore, il passo del suo cammino, le sue mani operose di carità, ecc…; Egli viene ed effonde i suoi doni, le ricchezze del suo Spirito, la sua Essenza che v’impregna di Sé e vi feconda per formarvi un’entità che si fa sempre più degna e santa per ricevermi, per vivere la mia Incarnazione in voi, e farvi nascere.
Vengo, figli miei, e mi dono: mi faccio mangiare perché non siate solo un istante di passaggio nella storia che si cancella nel tempo, non un’impronta sbiadita che il vento come sulla sabbia cancella, ma un segno tangibile che in Me è un’ entità Risorta, e quindi eterna. Ti benedico”.

17 04 16 ”Al richiamo della vostra orazione la Madre Santissima vi ricondurrà amorevole alla Verità e alla fedeltà dell’unico Maestro e Buon Pastore”

“Mia piccola Maria, Io entro nella tua anima, e già vedo, vedo i tuoi desideri, le grazie e le intenzioni che vuoi chiedere. Io già conosco, già opero. Io sono il Buon Pastore che guida le sue pecore verso le verdi praterie del Cielo, sono Colui che ne traccia il sentiero, che guida, che cammina dinanzi alle sue greggi; con quanta sollecitudine le curo per far sì che non si disperdano, non cadano nei burroni, che non precipitino nei dirupi, che il lupo non le sbrani; e le chiamo una ad una e, fintanto ascolteranno la mia voce, seguiranno il mio richiamo e riconosceranno la mia Persona, esse non potranno esser tolte dalla mia mano, dalla mia protezione e salvezza. Cerco però anche collaboratori, aiutanti nei miei sacerdoti, che si facciano con Me altri pastori, che si pongono a difesa sul ciglio del percorso del mio sentiero, che con Me chiamino, in modo che sia più forte il mio richiamo ed indichino continuamente la via da seguire e l’immagine dell’unico vero Pastore.
Oggi, nel giorno in cui ricordate le vocazioni sacerdotali e religiose, quante poche sono quelle che vengono accolte nella loro chiamata, e questo perché accade? Nelle famiglie non c’è più il clima di fede in cui venivano fecondati un tempo i propri figli. E poi il frastuono, il chiasso del mondo, e i falsi insegnamenti conducono lontano da Me. E anche molti buoni Pastori nel loro sacerdozio cambiano e si fanno cattivi, fuorviando le mie pecore, e ciò accade perché pur essi si lasciano abbagliare dalle menzognere luci del mondo con le sue attrattive, o seguono il lupo che si traveste e si camuffa così bene che li trasforma in maestri manipolatori nelle loro errate ed eretiche teologie.
Vi chiamo, figli miei, a pregare tanto per loro. Ogni buon Pastore conduce a Me e mi guida moltissime pecorelle salve. Ci vuole la preghiera e l’invocazione alla Madonna. Pregatela! Ogni sacerdote che l’ama, che realmente le è devoto e La segue con amore filiale, difficilmente verrà preso dagli ammaliamenti del mondo. Seppur per breve tempo qualcuno di loro si disperde, al richiamo della vostra orazione, la Madre Santissima li ricondurrà amorevole alla Verità e alla fedeltà dell’unico Maestro e Buon Pastore. Chi rimane vicino alla Madonna non potrà essere sottratto alla cura delle mie mani e sarà condotto al sicuro Ovile del mio Regno. Ti benedico”.

18 04 16 “Richiedo alla Chiesa, ripetutamente, di esser ricevuto solo in bocca!”

“Mia piccola Maria, sapessi quanto dolore, quanto strazio ricevo in tante chiese nel mondo dove vengono a colpirmi, a mettermi a morte, lacerando e dissacrando le mie Sacre Specie! Vengono con deliberata e piena volontà di dissacrarmi; per questo richiedo alla Chiesa, ripetutamente, di esser ricevuto solo in bocca; in questo modo quanto più difficilmente c’è possibilità di compiere tali atti sacrileghi! E chiedo a voi, anime mie, di essere avveduti, di saper notare se vedete dei fedeli in atteggiamenti strani e colpevoli nei riguardi delle mie divine Specie.
Ecco, Io sono la Porta che dà accesso al Regno dei Cieli. Essa qui in Paradiso è una Porta sconfinata, aperta, smisurata, le cui braccia a chi vi è entrato accoglie e abbraccia; si dispone a ricevere, non ha limiti, né confini, né orizzonti.
Invece sulla terra è una porta angusta, stretta, piccola: per entrarvi dovete piegarvi, curvare voi stessi all’adorazione del vostro Dio, ascoltando la sua Voce e adempiendo ai suoi Voleri. Ma per saper far questo e disporvisi voi dovete essere umili, poiché solo chi è umile obbedisce, li attua, e si piega per entrare in Me. Dinanzi alla mia porta però ve ne ho posta un’altra, ed è la porta di mia Madre: una porta che vi agevola, vi facilita alla mia entrata. Vi rimane difficile varcare la mia soglia? Accoccolatevi attraverso quella della mia Santissima Madre: essa è una Porta morbida, che ammorbidisce le sue ristrettezze, che modella i suoi angoli pungenti, vi accoglie e vi aiuta con la sua tenerezza materna: smussa le difficoltà con la sua misericordia, vi riveste della sua umiltà in modo che, con Lei, possiate entrare nella mia porta.
Vi offro poi le chiavi dei miei Sacramenti per aprirla, ma lo possono se sono mani veritiere e amorevoli, come le chiavi dei miei sacerdoti che aiutano il popolo ad entrare al mio accesso; ma lo possono nella misura che anch’essi si pieghino nell’umiltà, e siano mani sante, autentiche, amorevoli. Allora una moltitudine di anime potranno accedere attraverso la porta della mia salvezza. Ed entrati, figli, cosa non vi attende allo sguardo!... Immense praterie celestiali, delizie di giardini sconosciuti, il gaudio di una felicità perenne che fa scoppiare il cuore per l’incanto e lo stupore, che si rinnova nell’infinito. Entrate, figli, entrate per la mia porta! Io vi invito: entrate! Ricordate: Io solo ne sono l’accesso. Ti benedico”.

20 04 16 “Venite ad abbeverarvi al mio Cuore divino! Saziatevi nella Carne mia che è Carne del mio Cuore!”

“Mia piccola Maria, se ascoltare l’omelia del Parroco ti arreca dolore per il suo sarcasmo, per la sua durezza, tu non l’ascoltare; ascoltato il Vangelo, poniti in ascolto solo di Me. Chi più di qualsiasi sacerdote ti può insegnare se non Io, il tuo Signore?
Ecco, stasera mi chiedono se sono il Cristo che deve arrivare ed Io rispondo: “Ve l’ho detto, ma non mi credete!”. Anche oggi il mio Nome e la mia missione è ribadita e declamata in tutte le chiese del mondo, eppure quanti credono che Io sia il Cristo, il Figlio del Dio Vivente, Colui che solo può dare la vita eterna? E come mai non mi si crede, non mi si accoglie e non mi si segue? Perché non sono le mie pecore, non appartengono alla mia sostanza, non hanno gli elementi delle mie proprietà che vi fanno a Me simili: la medesima natura si attrae e si completa nella sua fusione. E quali sono queste proprietà, questa mia sostanza, se non gli elementi del cuore, dell’umiltà, della veridicità? Se li possedete e li mantenete voi siete parte di Me, assimilati a Me; e chi a Me vi può strappare?
Se però al posto del cuore c’è la durezza, al posto dell’umiltà c’è la superbia, al posto della veridicità c’è la menzogna, non mi appartengono. Essi sono figli del padre loro che è il malvagio e l’infingardo: le sue tenebre li ricoprono; non possono riconoscermi, né accogliermi. Come poter riconoscere un buon Pastore nel sacerdote? Proprio quando la sua parola è mia e si esprime col cuore nell’umiltà e nella veridicità, poiché se egli, pur dotto e mantenuto nella dottrina, ha un linguaggio duro, offensivo, saccente e, pur nel mio insegnamento, ricoperto e sovrapposto dai suoi modi di pensare umani, non mi appartiene. Non l’ascoltate! Ma udite e leggete solo il Vangelo e recatevi da chi parla in Verità in mia vece, e potrete seguirlo.
Arricchitevi, figli miei, della mia sostanza, della mia proprietà! Venite ad abbeverarvi al mio Cuore divino! Saziatevi nella Carne mia, che è Carne del mio Cuore, e ve ne darò in abbondanza. Vi farò parte di Me, sarete innestati come in uno scrigno in questo mio Cuore ove vi terrò come tesoro geloso, le mie gemme preziose: nessuno potrà arroccarsi il diritto ad aprirlo, né ladri a ghermirlo; solo le mie mani sante possono per rimirarne tutta la preziosità della bellezza delle mie anime. Ti benedico”.

22 04 16 “Non seguite la via della false dottrine! Non seguite gli idoli del mondo, del vuoto e dell’incredulità, che vi conducono agli abissi! Io sono la Verità!”

“Mia piccola Maria, Io benedico tutte queste creature e la tua casa. Ecco, dico nel Vangelo: “Io sono la Via, la Verità, la Risurrezione!”. Solo Io sono la Via diretta che conduce al Regno, non vi è altra strada; tutto ciò che vi allontana da essa vi conduce alla dispersione, allo smarrimento, alla perdizione. Non seguite chi vi conduce lontano dalla Via che vi indico di percorrere, e che Io traccio! Non seguite la via delle false dottrine! Non seguite gli idoli del mondo, del vuoto e dell’incredulità, che vi conducono agli abissi! Io sono la Verità! Sono Verità nella Parola che si è fatta Carne per darvi la salvezza. Verità nella Parola che crea, che redime e vi santifica: Verità che è, e che nasce per la Verità poiché solo essa può essere causa di tale bene nella creazione, nella redenzione e nella santificazione dell’umanità. Io sono la Risurrezione, Colui che solo può darvi la vita eterna: al di fuori di Me non vi è data. Solo chi ha fede e crede nella mia Persona si fa parte di Me, vive nella mia Via, segue il mio insegnamento, e si fa risorto. Egli risorge, già in questo spazio temporale del suo tempo, che gli dà modo di partorire alla Risurrezione eterna.
Ecco, Io dirò di voi, come dice il salmo stasera: “Tu sei mio figlio, oggi ti ha generato!”. Vi siete fatti miei: mia natura, mia proprietà ed eredità non soltanto nell’avervi in questo modo generato, ma vi faccio a vostra volta generatori, generatori di anime, per far sì che voi riconduciate alla mia Via, diffondiate la mia Verità, e spargiate intorno a voi Risurrezione perché, figli miei, non si viene in Cielo da soli: la mia natura, acquisita in voi, moltiplica, genera, diffonde il suo bene, e voi torniate in Paradiso con il vostro raccolto di anime. Ti benedico”

23 04 16 “Come poter amare se non venendo a Me? Solo Io vi posso dare questo amore, solo amando Dio voi amate il prossimo”

“Mia piccola Maria, presto la tua nipotina si riprende, non prendetene così pena! “Ecco, Io vi dono un Comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri come Io vi ho amato!”. Da questo riconosceranno che siete miei discepoli: dal vostro amore. E come si testimonia questo amore fra voi se non nella misericordia, nella pietà, nella empatia, nella partecipazione dell’altro? Che non lo vediate distante da voi: lontano, distaccato dalla vostra vita, un estraneo, e non addirittura un nemico, e non vi sia odio o rivalità. Siete fratelli, pur se venite da razze diverse, tradizioni e usi non conosciuti, di altre religioni, ecc… Guardatevi!... siete simili nella fisionomia: avete le stesse gambe, braccia, volti, il medesimo sangue, cuore, ecc…, amate, soffrite, nascete, morite: venite tutti dallo stesso Creatore, avete la stessa origine; a Lui tutti ritornerete: siete figli dell’unico Padre.
Dato che, se non amate l’altro, se lo vivete, non come parte distaccata da voi, ma come parte integrante della vostra persona, voi partecipate del suo dolore, prestate soccorso, venite incontro ai suoi problemi, che non sono solo suoi ma si fanno vostri, lo amate! L’amore è diffusivo: porta al suo bene comune, all’aiuto reciproco, alla giustizia assolta, alla pace; ne vivrete bene sulla terra e ne avrete la vostra santificazione. Invece nel distacco, nell’estraneità o nel disamore si creano divisioni, lotte, antagonismi, ingiustizie, che portano alla violenza e alle guerre: ne vivrete male sulla terra e non vi santificherete. Come poter amare se non venendo a Me? Solo Io vi posso dare questo amore, solo amando Dio voi amate il prossimo, poiché, se pur pensate di amare almeno i vostri cari, spesso sono soltanto possessi, egoismi: ne nascono tradimenti e a volte tragedie. E’ un affetto egoistico che si chiude a sé e non porta vita, non diffonde Il suo bene diffusivo al mondo.
Guardate a Me! Io vi dono i miei occhi per saper guardare i fratelli, vi offro i sentimenti del mio Cuore per amarli, le mie mani per soccorrerli. Cosa sarà il Paradiso se non quest’amore fattosi pieno, completo, perfetto, non più turbato da angosce, limiti, sofferenze, lutti, ecc…; voi vivrete di quest’amore che dalla terra si è fatto in Cielo trasformato e risorto, ne assorbirete e vi trasfonderete nell’amore con l’Eccelso Sovrano e tra tutti i Beati: e ognuno potrà unirsi e fondersi alla spirito dell’altro e riceverne e assorbirne beatitudine. Sarete sempre Uno e sarete tutti, nell’Unità dell’amore che è il gaudio infinito. Ti benedico”.

25 04 16 “Libera dai demoni non solo il sacerdote con l’esorcismo sui posseduti e vessati, ma voi, con la vostra vita benedetta, sarete e vi farete esorcismo vivente”

“Mia piccola Maria, oggi è un gran dono quello che ti offro, e sono dinanzi a te tutti e tre i sacerdoti che ti aiuteranno. Ecco, nel Vangelo vi viene annunziato: chi mi segue e si fa realmente mio discepolo e mi ama, costui compie le mie opere ed anche di più grandi: libererà dai demoni, sanerà dai malati, se berrà veleni non ne verrà toccato, ecc…
Libera dai demoni non solo il sacerdote con l’esorcismo sui posseduti e vessati, ma voi, con la vostra vita benedetta, sarete e vi farete esorcismo vivente: ove andrete voi fermerete, limiterete l’azione del nemico, e spargerete con la vostra persona il bene di Dio, la sua energia vitale che è l’amore: una potenza che supera il male, dato che, se esso è forte e diffusivo, quanto più l’amore divino in voi può abbattere e liberarne dalla sua opera malvagia. Voi sanate dalle malattie fisiche e psichiche già prevenendo con la vostra azione la limitazione o l’arresto del peccato che fomenta e alimenta le malattie, dando sollievo, alleviando, e prestando soccorso; a volte ottenete i miei medesimi miracoli, per i meriti della vostra fede, nelle guarigioni fisiche; e da quanta oscurità e tenebre dell’anima sanate!
Voi non verrete toccati dal veleno delle lingue biforcute che lo spargono con le eresie, con le menzogne ed con ogni falsità, ma voi le combatterete, le scoprirete e le sventerete; e le ricambierete, spargendo in voi la mia Verità. La strada di Dio è dei forti, non dei deboli, di chi piega sé stesso, ma di chi violenta sé stesso per l’amore. E voi, acquistando amore e ricolmandovi della sua energia e potenza, ricreate, vi fate sempre creatori di cose nuove: della creazione santificata, risorta e gloriosa che si attua nell’amore di Dio. Ti benedico”.

28 04 16 “La mia gioia non è il godimento che vi offre il mondo; la mia gioia nasce dallo Spirito”

“Mia piccola Maria, andrà tutto bene. Dice il mio Vangelo: “Voglio che la vostra gioia sia piena!”, e voi mi direte: “Come è possibile avere tanta gioia in mezzo a tanti dolori, contrasti, malattie, problemi, una fede perseguitata?”. La mia gioia non è il godimento che vi offre il mondo; la mia gioia nasce dallo Spirito. Esso vi libera dalla paura, dalle angosce, dai limiti in cui vi incatena il mondo: vi apre alle prospettive e alla speranza del Cielo, sicché, pur nella sofferenza, nelle prove di ogni genere, pur tentati dal nemico, voi avete il sostegno, la fortezza, la perseveranza, la fede che vi dà pace di vivere protesi a Me, al mio ideale che eccella e supera ogni aspetto terreno.
Come acquistare questa gioia? Come colmarsene? Venite al banchetto delle Nozze dell’Agnello ove Io non solo vi accolgo come commensali, ma vi sposo nell’anima: vi offro il mio divin Sangue, trasformo la vostra acqua naturale umana nel mio Spirito divino con il mio Sangue, e voi vi arricchite di Me; Io vivo in voi che libero dalle vostre angustie e dalle vostre prigioni. Venite alle Nozze ove la Madre Santissima è lì ad intercedere per voi per far sì che abbondantemente ne riceviate. Quando vi sentite felici? Quando vi sentite amati: l’amore che provate vi dona gaudio e felicità. Nel mio amore voi avete la pienezza della mia gioia. Ecco, in questa Santa Messa di liberazione Io vengo a sollevarvi, a consolarvi, a guardarvi e a dare liberazione, ma soprattutto Io vengo a donare la fede, poiché la fede è la vera ricchezza che và oltre e supera ogni dilemma umano e vi fa innalzare alla felicità del Cielo. Ti benedico”.

29 04 16 “Chi è piccolo viene a Me e la sua croce non lo schiaccia più: continua a soffrire, ma nella pace, nella serenità; alcuni sono persino gioiosi dell’offerta che li santifica”

“Mia piccola Maria, continuamente le mie mani cercano di travasare la mia Misericordia e la mia pace su questi Paesi travagliati dalle guerre: sulla Siria e altri, ma pongono delle coltri impermeabili alla mia azione; perennemente busso al cuore dei potenti della terra e sui loro governanti perché abbiano pietà delle popolazioni, ma trovo dei muri simili a rocce inaccessibili. Credi però che tutte queste sofferenze Io le trasformo e ne rendo il massimo bene: nemmeno una goccia di sangue o di lacrime, anche per chi ne rimane ucciso, andrà perduto: mando i miei Angeli a raccoglierne perché ne facciano gemme preziose stampate sugli abiti dello loro anime e ne vivano le delizie nella potenza del mio gaudio.
Oggi voi celebrate la Grande Santa Caterina da Siena: grande nell’amore e intrepida nella fede, pur se così piccola, umile, semplice. Su quest’amore e sopra questa umiltà Io ho travasato la mia divina Sapienza e il mio ardore, e lei, senza cognizione di lettere e cultura, ha lasciato scritti di tale altezze di luce che ancora la Chiesa se ne illumina, sì da divenire suo Dottore.
Io cerco sempre i piccoli, gli umili, per compiere le mie Opere: con essi Io compio le mie meraviglie. Anche con ognuno di voi potrei, e appena ne trovo uno, su di lui mi tuffo, e agisco e creo opere di carità, di evangelizzazione, di scritti, di una vita santificata nell’offerta, ecc…, e tutto in ragione della salvezza e della gloria divina. Come poter avere questa piccolezza? Nella fiducia e nell’abbandono, come le piccole creature, solo allora voi venite a Me!
“Siete stanchi, oppressi, dico nel vangelo: venite a Me ed Io vi ristorerò!”. Vi sentite oppressi dalle croci, schiacciati dai pesi della vita con i suoi problemi, delle mille difficoltà sulle quali, se non c’è Dio, il demonio carica e vi conduce alla disperazione. Chi è piccolo viene a Me e la sua croce non lo schiaccia più: continua a soffrire ma nella pace, nella serenità; alcuni sono persino gioiosi dell’offerta che li santifica, dato che l’hanno deposta a Me: Io ne porto il maggior peso. Io la sostengo e non vi lascio soli, e fino alla fine dei vostri giorni. In Me voi sentite l’amore: Io sono l’Amico, lo Sposo; Io vi amo, e quest’amore vi illumina, ne dà senso e ragione. La croce vi si alleggerisce: è una croce che vola verso il Cielo, e voi andate oltre il suo dolore e la sua angoscia. Voi la guardate e sospirate, sospinta nel desiderio e nell’attesa della Patria celeste.
E’ un breve tratto questo sulla terra, ed Io sono con voi a fare ogni passo. Non direte più: “Sono solo e abbandonato, nessuno mi ama!”; non sentirete più la solitudine, la mancanza d’amore e di essere abbandonati: non temerete più. Voi venite innalzati, elevati da questo mondo: sentirete Me. Avete Me che vi amo e non vi lascio mai soli. Voi vivrete di una croce che sale: si eleva verso le altezze sublimi di ciò che vi attende. Voi vivrete di una croce non più della terra, ma che è risorta, figli miei! Ti benedico”.

05 05 16 “Per quanto riguarda le lettera sulla famiglia (Amoris laetitia n. d. r.) Io ti dico che non c’è chiarezza”
“Mia piccola Maria, ti porto la pace, figlia mia, e con la Confessione ne avrai ulteriore conferma. Non si turbi il tuo cuore! Il demonio cerca, pur tra i miei eletti, di colpirti, di recarti l’angoscia in modo tale che tu ti demoralizzi e smetta di scrivere Gocce di luce. Tu, a mio nome, devi chiedere che non ti vengano richieste risposte a questi quesiti sullo stato della Chiesa, sul Santo Padre, o su statuti, ecc… nel quale il nemico può entrare, dato che non è tuo compito. Basti loro ciò che è scritto, e nel quale ho già risposto, ne ho trattato ed insegno. Essi non devono affannarsi dello stato della Chiesa o del Papa o guardare al fratello, ma a sé stessi, al proprio comportamento e alla propria coscienza, quando pur ne attestino un male: possono solo pregare, offrire e riparare. Non possono pensare di sanare il male dello stato della Chiesa e del mondo al quale solo Iddio può ormai operare e portare a salvezza.
Per quanto riguarda le lettera sulla famiglia (Amoris laetitia n. d. r.) Io ti dico che non c’è chiarezza. Il Santo Padre è sì un uomo di carità e misericordia, ma non un fine teologo: si lascia trasportare, sovrastare; egli incarica altri e ne assorbe il pensiero teologico nel quale entra il demonio per portare confusione, divisione e spaccature. Lo scritto non è trasparente e riporta errori e delle verità: errori in quanto deresponsabilizza l’uomo dal peccato, non lo rende più causa del suo male e non accredita più l’azione santificante dello Spirito Santo che illumina le coscienze delle creature nel bene e nel male, e che ad ogni uomo dà la possibilità delle sue scelte con le relative conseguenze, di cui ne è responsabile e colpevole negli atti che ne conseguono.
Il peccato sussiste, e va ribadito, e anche la colpa dalla quale emendarsi. Ogni persona dallo Spirito ne viene illuminata e, data la possibilità di discernimento, ricevermi in stato di peccato è un ulteriore danno per chi viene a ricevere l’Eucaristia. Io sono venuto sì per i malati, per i peccatori, ma per sanarli: dare la Comunione a chi è senza stato di Grazia, nel peccato, non è una medicina, non li libera, ma arreca all’anima ulteriore male. Coloro quindi che, se pur umanamente sono comprensibili nel loro stato d’unione, siano sempre accolti nella carità dalla Chiesa, ma non accedano ai Sacramenti, se la medesima Chiesa non ne ha decretato l’annullamento (dichiarazione di nullità n. d. r.). Per essi c’è la preghiera e l’attesa nel tempo che Iddio plasma gli eventi, le situazioni, le persone. E chi mi ama obbedisce.
Se mi si dice che mi cercano perché mi desiderano, Io dico loro che, se fosse reale quest’amore, c’è l’obbedienza a Me. La misericordia non supera la Verità!
Ci sono però anche cose buone (in Amoris laetitia n. d. r.) in quanto si dà la possibilità che si possano aprire prospettive nuove per casi autentici e dolorosi per una rinascita alla nuova vita matrimoniale e sacramentale, nella dimensione del consenso della Chiesa, che è unita alla Verità rivelata dalla mia Persona. Ti benedico”.
Gesù e la Mamma Celeste vi amano assai e vi benedicono; e anche io, nel loro Santissimo Amore vi voglio bene e vi benedico per intercessione del Cuore Immacolato di Maria: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Don Armando Maria

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