GOCCE DI LUCE – marzo 2016

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Don Armando Maria
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GOCCE DI LUCE – marzo 2016

Messaggio da Don Armando Maria » ven mag 13, 2016 3:08 pm

GOCCE DI LUCE – marzo 2016

03 03 16 “E ancora griderò: “Vattene, satana, dalla terra e dall’uomo! Ritorna ai tuoi abissi!”

“Mia piccola Maria, Io aprirei tutti i recinti, ma sono legato dalla Parola data all’uomo sulla sua libertà. Nel vangelo di stasera vengo accusato di scacciare satana in nome di Belzebù, quindi mi si accusa di esserne alleato. Ma può chi è complice combatterlo? Solo chi ne è avversario, che vive una dimensione diversa, si combatte. Oggi non solo non si combatte più il demonio, ma non ci si crede più: lo si considera una favola antica per ignoranti, mentre egli è operante, vigile, onnipresente, e si fa beffe della vostra incredulità, trovando così la strada aperta e spalancata; e ovunque porta la sua devastazione e il suo veleno.
Dice il Vangelo: se una casa è ben difesa, armata, il ladro non può scardinarla, ma se essa viene lasciata incustodita, il ladro entra e prende possesso di tutti i suoi beni, devastandola. Quando un esercito nemico avanza, l’altro crea trincee, roccaforti, armamenti ed avamposti per porre difesa, e non ne permetta l’avanzata; ma se lasciato il territorio abbandonato a sé stesso, scoperta ogni sua posizione, il nemico conquista e possiede. Nello stesso modo il demonio agisce.
Ormai molti sacerdoti non credono nella sua azione; persino nelle alte Gerarchie della Chiesa, ugualmente la moltitudine dei cristiani che se ne irride. E non sanno che le molte malattie psichiche, spirituali, fisiche, sono di sua origine e sono da lui provocate? E non solo operando nel’occulto che è reale, e porta concretamente il suo danno, ma nel peccato persistente e non sanato nel non far ricorso ai mezzi che il vostro Maestro vi ha donato con la sua Redenzione. Chi porta odio, rancore, forti risentimenti: questi mali si concretizzano nella persona sino a farsi spesso cancro nel corpo o devastazione nella mente.
Chi vive omicida o violento, facendosi operatore di satana, da lui stesso ne viene poi distrutto. Chi vive nella maledizione, il suo male s’incarna in sé e lo divora. Mentre chi vive nella benedizione di Dio gode dei suoi beni e della sua salute. Quando la Chiesa e i cristiani si fanno roccaforte, vivendo una vita santa e combattendo il demonio, essi divengono il mio esercito che si dilata sul resto dell’umanità, difendendola, arrestando o allontanando il nemico. Se sapeste quanti posseduti sono presenti soprattutto nei Paesi pagani ove non sono riconosciuti.
Il diavolo digrigna i denti e, beffardo e sfrontato, grida contro l’Onnipotente Dio: “Ove sono i tuoi sacerdoti, la tua Chiesa, i tuoi cristiani che si fanno alleati al mio possesso?”. Chiamo voi, mio “piccolo Resto”: “Siatemi uniti, venite spesso alla Santa Messa, nutritevi dell’Eucaristia e adoratemi. Pregate e confessatevi spesso: voi siete il mio “Dito”, il “Dito di Dio” che scaccia ancora satana; siete il sentiero illuminato in mezzo all’oscurità di questa terra che permetterà che Io ritorni e non solo con il “Dito”, ma con la mia intera Persona, e ancora griderò: “Vattene, satana, dalla terra e dall’uomo! Ritorna ai tuoi abissi!”. Siatemi uniti! Non vi allontanate da Me! Con chi potreste difendervi: voi e i vostri cari? Il demonio, nella sua immagine, è orripilante e di svariate forme mostruose; ma sulla terra inganna: ha modi anche soavi e capaci di ammaliare, nelle sue sembianze e bellezze. Solo facendo unità e luce con Me voi potete essere difesi, tutelati, e scoprirlo. Ti benedico”.

04 03 16 “Io cerco un amore appassionato, ardente, simile a quando siete stati innamorati di una creatura: andavate al suo incontro, lieti di starle accanto, felici di amarla, desiderosi della sua confidenza. Così Io cerco il vostro amore!”

“Mia piccola Maria, sì che sei nel mio perdono! Stasera nel Vangelo mi viene chiesto: “Qual è il primo dei Comandamenti?”. Ed Io rispondo: “Ascolta, Israele: amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, la mente e la forza; e il 2° gli è simile: amerai il tuo prossimo come te stesso!”. Chi si accusa del primo Comandamento di non amarmi o di amarmi poco, oppure di essersi dimenticato di Me? Pur se c’è una certa devozione, nella vostra vita tutto è primario alla mia Persona: il proprio io, i propri interessi, e vengo sempre posticipato. Si riconoscono mancanti negli altri Comandamenti che sono importanti, ma non si pensa che il primo è il fondamento e ragione dell’intera Legge.
Quando mi si ama tutto è soave e si ama seguire tutti gli altri Comandamenti. Io cerco un amore appassionato, ardente, simile a quando siete stati innamorati di una creatura: andavate al suo incontro, lieti di starle accanto, felici di amarla, desiderosi della sua confidenza. Così Io cerco il vostro amore! I miei Santi giungevano ad ardere: il loro cuore diveniva un braciere ardente, tanto era il fuoco, che gridavano: “Signore, basta, non riusciamo a contenerlo!”. E ponevano bende di ghiaccio sopra di esso, cercando di stemperare, di attenuare tali fiamme. Voi mi direte: “Signore, erano Santi!”. Ed Io vi rispondo: “Anche se non arriverete a tali ardori, cercatemi, desideratemi, venite a Me!”. La ricerca è già amore, ed è nella misura in cui la porta mi si apre che Io entro, è nella misura in cui le mani si protendono che Io le colmo, e che il cuore ne ha desiderio che Io ne travaso. Come poter avere questo amore se non chiedendo a Me? Io ve lo dono: tanto più mi siete vicini, tanto più Io mi faccio sentire.
Ci sono anche amori crocifissi: ci sono stati anche Santi che, pur desiderando, non hanno avuto risposta, ma solo l’arsura dell’amore. Hanno provato non il sentimento e il calore, la fiamma dell’ardore, ma l’aridità e la durezza. Ma proprio la loro ricerca, la nostalgia, la sofferenza di esso che ne faceva un amore primario nella sua crocifissione e nel suo martirio, e per questo più prezioso e meritorio. E’ solo amando prima di tutto il Signore Dio che potete amare il prossimo: nel solo umano esso si chiude a sé e diviene egoistico; e nella partecipazione al fratello e alla sua condivisione, che è dare amore a Me, che ulteriormente ve ne arricchisco. Amatemi, figli, nella mia ricerca: venite a Me! Tutto passa: solo ciò che è stato condito nell’amore di Dio resta! Ti benedico”.

06 03 16 “Non temete! Ritornate a Me in questo anno della Misericordia con vero pentimento!”

“Mia piccola Maria, sì che sei capace, dato che sono Io che te ne do’ la capacità. G. ti ho detto che cambierà, che avrà la sua risurrezione. Tu ora amalo, pur se ti risponde male: vai incontro con l’amore; solo l’amore può salvarlo e riaprirgli il cuore.
Oggi il Vangelo vi presenta la nota parabola del figliol prodigo: vi evidenzia l’amore misericordioso del Padre che vi ama sempre, e mai si dimentica di voi. Se voi amate i vostri figli anche quando si fanno indegni, quanto più il vostro Padre Celeste! E se pur dei genitori avessero a rifiutare un figlio per i problemi che a loro arreca, il Santissimo Signore ha sempre le braccia aperte nella sua infinita Misericordia. Egli non rifiuta mai l’uomo; è l’uomo che rifiuta Dio!
Ecco, il figliol prodigo, dopo aver speso tutto il suo patrimonio, sperperandolo nel male, si ritrova nell’indigenza totale: rifiutato dal mondo e abbandonato, rimane impantanato nel letame dei porci. Proprio questa situazione, la sofferenza che ne deriva e ne prova: gli fa prendere coscienza che il peccato commesso a cosa lo ha condotto se non alla morte? Alla morte della sua dignità di persona, allontanato e dimenticato, nella fame estrema, ripensa ai beni della casa del padre provvidente di ogni abbondanza ove viene amato come creatura, nobilitato e onorato come uomo.
E pentito, riprende il cammino, chiedendo perdono, verso la casa paterna. Suo padre, al suo sguardo, già gli corre incontro: lo abbraccia, non lo giudica, è felice! Quale dolore per un figlio perso! E quale gioia e conquista un figlio ritrovato! Per questo dico a voi: “Non temete! Ritornate a Me in questo anno della Misericordia con vero pentimento. Pregate nella luce dello Spirito Santo perché facciate un’accurata revisione della vostra vita e dei vostri peccati in modo che in essa non solo abbiate il perdono e siate rigenerati alla dignità perduta, ma molte delle pene temporali che il male compiuto comporta nel suo pagamento in Purgatorio, vi vengano rimesse.
E chiedo anche a quei figli rimasti fedeli ai precetti della Casa di Dio, che però giudicano i figli tornati pentiti e riaccolti dalla Chiesa, di non condannarli, di non ritenersi sdegnati della loro accoglienza e della remissione delle loro colpe, credendosi in questo modo estromessi e offesi poiché solo essi e ne sentono meritevoli. Anche essi hanno bisogno della Misericordia divina che lava l’orgoglio e la chiusura del cuore che li ha resi duri alla misericordia, per riaprirli alla felicità condivisa di un fratello ritrovato e dell’anima vostra arricchita di nuovo amore e partecipazione. Tutto è dono di Dio che spartisce con abbondanza la sua eredità a tutti i figli che tornano ad essere suoi. Non lasciate che il Sangue di Cristo inutilmente resti sulla terra o impantanato nella melma dei porci, ma sia segno della strada del riscatto che ne traccia il solco da seguire, e ne venite lavati e ricreati per giungere alla Casa del Padre a nuove creature, degne della sua figliolanza. Ti benedico”.

09 03 16 “Uscite dalle vostre prigioni! Venite alla luce, voi che siete nelle tenebre!”. E chi vi può liberare se non Io che sono la Libertà e la Luce?”

“Mia piccola Maria, questo figlio non va perso. Ci vuole tempo e pazienza, ma Io non dimentico la sua causa e, se lo hai affidato a San Padre Pio: quando gli viene posta e affidata una creatura, Egli se ne prende carico e non la lascia più.
Stasera la Santa Parola vi chiama: “Uscite dalle vostre prigioni! Venite alla luce, voi che siete nelle tenebre!”. E chi vi può liberare se non Io che sono la Libertà e la Luce? Chi sono costoro che sono prigionieri se non gli incatenati di satana, che ricopre nella sua oscurità? E come poterlo sconfiggere e liberarsene se non tornando a vivere la figliolanza con Dio? L’intero Vangelo di questa sera tratta della mia figliolanza con il Padre mio, del mio rapporto con Lui: dichiaro che sono suo Figlio, il Figlio di Dio, ma gli uomini se ne scandalizzano. Ma se Io opero nel suo Nome, se compio le sue opere: i miracoli in amore e santità, questo attesta ed è testimonianza che da Lui sono venuto, a Lui appartengo e sono della sua medesima natura. Un figlio fa ciò che ha visto compiere dal Padre e, se il Padre mio fa risorgere i morti, anche Io faccio risorgere i morti, se il Padre dà la vita, anch’Io do’ la vita, se il Supremo Signore con la sua Parola opera e crea, anche la mia Parola compie e dà salvezza.
Pure voi, figli miei, nella misura in cui vivete questa figliolanza con il Padre Santissimo nella confidenza, la fiducia, l’abbandono alla sua Santa Volontà simile ad un figlioletto verso il suo papà, ad un fratello all’altro, ad uno sposo con la sua sposa; in questo amore partecipato e fuso, voi ne acquisite gli attributi, le proprietà, il tratto e la sua fisionomia, il suo DNA; ne siete figli e ne portate l’eredità. E come Lui potrete compiere le sue opere e dire ai fratelli: “Uscite dalle prigioni! Venite alla Luce!”. Perché anche essi tornino a riconoscermi e vivere la Santa Paternità dolcissima e tenera del vostro Padre Celeste. Ti benedico”.

10 03 16 “Se ci fossero, notte e giorno, nella Chiesa, mani alzate come Mosé che, adoranti, dinanzi al Roveto ardente, che è l’Eucaristia presente, intercedenti per l’umanità, satana sarebbe stato bruciato”

“Mia piccola Maria, torno sempre a ripeterti che ciò che deponi in Me Io racchiudo nel mio Cuore e me ne curo. Vai dai sacerdoti, non tenere! Sono Io che ti mando. Tu fai solo il tuo servizio, al resto penso Io: è mia Opera!
Stasera nella Santa Parola il Santissimo Padre ha appena donato le tavole delle Leggi, le tavole della salvezza; e il suo popolo nel frattempo si prostituisce all’idolatria, ad un vitello d’oro che si è costruito e che simboleggia satana. Intorno ad esso inneggiano e danzano, commettendo ogni sorta di male sotto i suoi occhi; e tanto è lo sdegno e l’ira di Dio che vuole far perire Israele. Cosa fa Mosè? Forse che si affianca al furore del suo Signore? Oh, no! Egli alza le braccia e invoca pietà sul popolo: intercede per la sua salvezza: “Che te ne farai, Signore, del tuo popolo che hai appena liberato dalla schiavitù in Egitto per farlo perire in quest’altra terra straniera?”. Che te ne farai del tuo popolo che si perde? Ed è alla sua Pietà che il Cuore dell’Altissimo si placa, donando ancora Misericordia e vita.
In questo tempo storico quasi tutta la terra si prostituisce e si pone in adorazione al trono di satana, per avere in cambio ogni piacere e vantaggio. L’umanità non solo balla intorno al suo trono, ma si lascia da lui possedere; e sapeste quanti uomini, in apparenza normali, sono da lui incarnati! Li porta a commettere ogni sorta di bestialità. E la mia Ira ancora si accende, e la mia mano ancora vuole colpire per far perire questa umanità perversa; e se fino ad ora non è stato è perché molte sono state le invocazioni e le braccia alzate in intercessione dai benedetti; e molte anime si sono offerte vittime di espiazione e riparazione al peccato commesso. Ora però molti di essi sono tornati al Cielo, e sempre meno sono le preci e le mani che si stringono alla preghiera d’intercessione; e sono poche le anime che si offrono.
Quanti nella Chiesa mi onorano a parole; dicono, come ai miei tempi, dinanzi alla mia Persona, di seguire e onorare le Leggi di Mosè, ma poi non mi riconoscono e non compiono le stesse opere professate dai Profeti. Ugualmente oggi non testimoniano in mio Nome, vivendo la rettitudine della Legge, la fiamma della Carità, poiché se ci fosse tale fiamma, essa avrebbe incenerito il vitello d’oro adorato nel mondo. Se ci fossero, notte e giorno, nella Chiesa, mani alzate come Mosé che, adoranti, dinanzi al Roveto ardente, che è l’Eucaristia presente, intercedenti per l’umanità, satana sarebbe stato bruciato, le tavole della Legge in voi vissute e il fuoco dell’Amore lo avrebbe annientato, e il mondo liberato. Vivete, figli miei, i Sacri Comandi! Siate adoranti dinanzi a Colui che è l’incendio della Carità! Essi sono le sorgenti della Verità che danno pace allo spirito, ed ognuno di voi, che torna a viverle, migliora l’umanità, e dona ancora misericordia e vita. Ti benedico”.

12 03 16 “Perché il demonio si scaglia tutt’ora contro la donna? La fa violare, uccidere, perseguitare, ecc… perché in ogni donna è riflessa l’Immagine di Maria che egli odia e gli ricorda che dal suo “Sì” egli ne è rimasto schiacciato e vinto”

“Mia piccola Maria, i tuoi figli ora vanno per binari che si allontanano e si diramano ovunque, anche da Me; ma poi al loro ritorno si rifaranno e si riporteranno alla loro partenza, alla stazione iniziale.
Stasera nel Vangelo vogliono lapidare un’adultera e mi interrogano sulla sua accusa. Ma lo Spirito parla e dà luce: “Chi è senza peccato?”. Coloro che vogliono colpire sono gli stessi che andavano pure essi a prostituzione. E dinanzi alla Verità che si rivela apertamente ella non viene più uccisa. “Donna, qualcuno ti accusa?”, le dico. “Nessuno, Signore!” e “Neanche Io, ma ora và, e non peccare più!”. Notate: ella ha realmente peccato; è stata colta in fragrante adulterio, ma solo la donna viene posta al patibolo; l’uomo ne è esente e giustificato. Eppure dinanzi a Dio il peccato non ha scusante di sesso, di condizione sociale o altro: il peccato è peccato!
Iddio non ha creato chi ne fosse esente dalla punizione o accreditato nel suo comportamento perché uomo; non ha creato chi fosse superiore o inferiore. Il Padre Santissimo ha formato l’uomo e la donna nella loro diversità perché fossero complementari, la diversità nella complementarietà; l’uno fosse di aiuto e donazione per l’altro. Invece nel corso della storia la donna è colei che più ha pagato e si è riscattata nel suo dolore del male compiuto: discriminata, vilipesa, violata, oltraggiata, sfruttata, usata e denigrata nella sua persona, spesso nella stessa Chiesa, che l’ha educata e formata per essere solo di subordinazione e in funzione dell’uomo. Questo però non è il desiderio di Dio; la sua volontà creativa è stata calpestata. E tale sopraffazione della donna non può nascere, né derivare, e né uscire e aver origine dal suo Pensiero.
Perché il demonio si scaglia tutt’ora contro la donna? La fa violare, uccidere, perseguitare, ecc… perché in ogni donna è riflessa l’Immagine di Maria che egli odia e gli ricorda che dal suo “Sì” egli ne è rimasto schiacciato e vinto. Nell’essere femminile è la vita; distruggendola si cerca di distruggere la vita. Lei che ha il dono della creazione, si fa più simile al Creatore. E non solo come portatrice di vita naturale, ma anche spirituale: vita del cuore. La donna è la parte del cuore dell’umanità: è colei che più ama e si offre; e per questo il demonio in molti Paesi ancora opera per fare in modo che ella sia schiacciata, non accreditata di diritto come persona, tenuta nell’ignoranza a servizio di chi la domina. Il maligno fa di tutto per sporcarne l’immagine, di renderla volgare, di attrarre in lei solo il peccato proprio perché l’uomo non assimili il cuore, i sentimenti pietosi, la misericordia, la capacità di donazione. E non solo, sta’ cambiando e, in molto, è riuscito nel mascolinizzare la donna, nel toglierle la perla della sua bellezza nel cuore, offrendole i vantaggi del mondo per accreditarle chissà quali miraggi, nonostante i mezzi cattivi usati, e la fa cadere nel baratro perché cerca di farle ripetere gli errori dell’uomo.
Cosa sarà il trionfo del Cuore di Maria se non l’assimilazione delle virtù, della santità, dei sentimenti materni e femminili nella Chiesa e nell’umanità? Dato che, se i sacerdoti, non solo a parole, lo assimileranno in sé, ma si faranno come diceva San Francesco ai suoi frati: madri. Il che non vorrà dire che perderanno la loro condizione di virilità legata ai propri caratteri maschili, ma essi si faranno umili e generatori di anime: sapranno amare!
Figli miei, Io non vi condanno, ma tornate al Cuore della Santissima Madre e al mio. Non peccate più! Sapeste come il mio Cuore gli è il più simile! Ti benedico”.

14 03 16 “Quanti giudici, non tutti, ce ne sono anche di eroici, ma molti si sono dati a satana: sono entrati nelle file delle logge massoniche per i loro vantaggi e prestigi!”

“Mia piccola Maria, ciò che mi viene dato non va perduto, ed anche quando una preghiera non è perfetta nelle sue intenzioni di bene io cerco sempre di trasformarla nel suo miglior fine.
Nella Santa Parola di stasera Susanna viene accusata ingiustamente da due giudici perversi che da sempre avevano operato in modo discriminate e malvagio per i propri interessi, facendo soffrire molti in Israele. Al rifiuto di Susanna alle loro bramosie peccaminose essi si vendicarono accusandola e condannandola. Susanna si rifugia nella difesa del Giudice Supremo, nel Signore Santissimo: pone la sua causa nella sua invocazione supplichevole della sua innocenza. Il Padre Santo suscita Daniele che, rivestito della potenza dello Spirito Santo, smaschera la colpevolezza dei cattivi giudici e rivela l’innocenza di Susanna; e la condanna che era stata posta sul suo capo ricade in eterno sui colpevoli.
Ai miei tempi anch’Io venni giudicato colpevole: scribi e farisei mi posero sotto giudizio e mi accusarono, non credendo che la mia testimonianza fosse verace: non credevano alla mia Persona, alla mia Missione e condizione divina. Questo accadde perché essi giudicavano appesantiti e accecati nella carne: non avevano luce nello spirito.
Credete che forse oggi che le cose siano cambiate? Quanti giudici, non tutti, ce ne sono di eroici, ma molti si sono dati a satana: sono entrati nelle file delle logge massoniche per i loro vantaggi e prestigi; non operano per il bene dell’individuo e per la collettività: Spesso essi occultano i colpevoli, rei di reati gravi. Quando sono troppo manifesti riescono a dare loro una pena molto più lieve del male commesso; e questo perché satana vuole che i suoi adepti, coloro che per lui lavorano, possano tornare in strada e continuare a spandere la sua distruzione, mentre la loro giusta condanna sarebbe per essi un mezzo di riscatto e di riparazione.
Come sa comprare e corrompere questi giudici, ricoperti di perbenismo e favella capace ed infingarda, ma di azioni corrotte non celate ai miei occhi. Li attendo al traguardo della loro vita! A molti innocenti non viene riscattata la loro causa: percossi, perseguitati e penalizzati ingiustamente o per reati molto più lievi condannati a condanne aspre e dure per portare a disperazione.
La bilancia della Giustizia non pesa equivalmente poiché su una parte siede il demonio che sparge i suoi denari e pagamenti. Mi direte allora: “Come si potrà fare, Signore, perché la Giustizia venga riscattata, l’innocente non perseguitato e ridata nobiltà e concretezza di vita alla verità?”. Figli miei, quanti sono che, come Susanna, si rivolgono alla protezione e, uniti alla comunità, invocano iddio perché tali ingiustizie non ci siano? Ci si rivolge spesso solo alla giustizia umana, che ci deve essere, ma non basta. Essa, come vedete, se non è permeata dalla coscienza e legata a compromessi è fallace.
Se sapeste, se la maggior parte di voi, invocasse Dio per un suo intervento, quante cause vinte al bene ci sarebbero! “E quando, pur se c’è stata l’invocazione e il ricorso al Cielo del giusto, e non c’è stata risposta? Ma ne è scaturito il martirio?”. Il Padre Santissimo giudica nell’economia della santità e dell’eccellenza della salvezza per tutti: quel martirio diverrà seme per un bene superiore che vedrete e saprete riconoscere poi. Io vi dico e vi attesto,Io, la Parola che si attua e crea, che: seppur un’ingiustizia non sarà stata sanata o riscattata sulla terra, qui dinanzi alla mia Persona, ove la Luce scandaglia e rivela, coloro che sono stati giudici perversi, e non si sono ravveduti, che hanno fatto perseguitare e soffrire, pagheranno la loro prigione in eterno; e per quelli che si sono pentiti, se non hanno fatto riparazione al male perpetrato, non ne usciranno finché non avranno pagato il loro debito. Mentre per chi ha patito l’ingiustizia, Iddio li ripagherà un milione di volte nelle sue consolazioni, e li riabiliterà dinanzi alle moltitudini: ogni verità verrà conosciuta e brillerà nella sua offerta. Io sono il Giudice: in Me credete! Verrà sfamata ogni giustizia e riscatto di salvezza. Ti benedico”.

17 03 16 “Per il Santo Padre non temere: parla spontaneamente e a volte cade in parole poco avvedute, ma la sua opera è testimonianza del suo amore e della sua pietà”

“Mia piccole Maria, di cosa temi? Se è mia Parola non potrà essere confusa. Vai dal parroco: questa Parola è per i sacerdoti. Sono Io che vi parlo, e non tu. Per il Santo Padre non temere: parla spontaneamente e a volte cade in parole poco avvedute, ma la sua opera è testimonianza del suo amore e della sua pietà. Anche alla mia Persona, nel vangelo di stasera, vengo accusato di essere un diavolo, di coabitare con il maligno poiché professo che la mia Parola dà Vita eterna; ma i miei accusatori pensano alla vita naturale, alla vita mortale: Io parlo del Regno del Cielo; eppure nella mia Parola non c’è errore, e la mia Opera è testimonianza verace di Chi sono.
Il mio Insegnamento è Verità, e la Verità è Luce che non può essere soppressa. Per quanto sulla terra si cerchi sempre di offuscarla, di ricoprirla, di nasconderla, essa torna sempre ad essere ciò che è: Luce che si rivela per sé stessa e torna a splendere in eterno. Se voi vivete ciò che Io dico, voi vivete Me; e se Io vivo, siete e sarete per sempre! Voi mi direte: “Ma come possiamo essere così fedeli in un mondo tanto difficile, ingiusto, pieno di tentazioni, e di ogni male?”.
Figli miei, state il più possibile accanto all’Eucaristia! Ricevetemi di più per quel che potete, amate la Madonna, consacratevi a Lei e pregatela, fate le abbondanti devozioni di cui la Chiesa è ricca nei suoi tesori spirituali, scegliendo quelle che il cuore vi ispira: vi saranno di corazza, fortezza, luce e guida, di sostegno e di consolazione per adempiere i miei Comandi. Il demonio, per quanto potrà attaccarvi, non potrà farvi perire; se cadrete vi rialzerete subito, tornando alla mia Misericordia, facendovi alla fonte di questo Sacramento più forti: l’assimilerete incarnandomi; e, se avrete Me, vi fate parte di Me; e se avrete Dio con voi quale potenza! Il mondo, le forze del male, ogni difficoltà e oscurità… ma chi potrà sconfiggervi? Chi potrà vincere Dio? Non sarete solo miei discepoli e fratelli, ma sarete Me; e se siete Me, Io vivo in eterno, e anche voi vivrete nell’infinito senza tempo. Ti benedico”.

18 03 16 “La sofferenza però non vi è tolta: vi è richiesta la partecipazione che con Me si fa redentiva, salvezza e bene per il miglioramento di tutta l’umanità”

“Mia piccola Maria, sei nella mia grazia. Sì, che ti perdono sempre! E’ stata cosa buona andare da Padre S. Confidate in Dio! Confidate in Dio! Abbiate fede in Lui! Egli è il prode Combattente, il Cavaliere valoroso, il Vittorioso! Chi confida in Lui, chi gli si affida: la sua causa non andrà confusa. Anche quando sulla terra parrà una sconfitta, Iddio la volgerà a perenne vittoria. Ecco, Geremia viene accusato, calunniato ingiustamente, eppure egli non perde mai la speranza in Colui che è potente Guerriero che porta in porto la sua discolpa e la sua difesa, anzi si vergogneranno i suoi nemici che arrossiranno delle loro colpe in eterno.
Anche alla mia Persona, nel Vangelo di stasera cercano di lapidarmi, vogliono uccidermi, ed Io chiedo loro: per quale colpa? Per quale delle opere buone compiute sarei meritevole di condanna e di lapidazione? Ed essi mi risposero: “ Non per la carità compiuta, ma per la bestemmia, per esserti dichiarato Figlio di Dio”. Ma se le opere compiute sono nell’amore, nel bene profuso che è proprietà appartenente alla natura del Dio Onnipotente, ciò che è in suo Nome non gli è contrario, non gli è nemico, non inveisce o impreca contro, ma ciò che opera come Lui è suo; come può esserne reo chi, come Me, ne viene accusato? E ancora preciso che anche nella Sacra Scrittura vengono dichiarati dèi i figli degli uomini, creati dal Padre Celeste; quanto più Colui che da Lui proviene ed è simile, poiché mi testimoniano i prodigi, i miracoli, che possono essere solo d’origine divina poiché attuati nell’amore e per l’amore suo santo. Eppure essi non demordono, tanto erano accecati e sobillati da satana. Ma non potranno attentarmi alla vita dato che non era giunta la mia ora. Se la mia testimonianza per essi, così chiaramente limpida e trasparente nella sua Opera di verità veniva rifiutata, per altri essa è stata accolta e recepita nella fede poiché anime aperte allo Spirito.
Figli miei, quand’anche la lotta è dura, le prove aspre, le ingiustizie e i fallimenti sono dinanzi a voi, date a Me la vostra causa! Non perdetevi d’animo! Confidate in Dio! Io sono la vostra vittoria, sono il prode Cavaliere che per voi combatte. Mi pongo accanto, e spesso dinanzi, per prendere su di Me i dardi del nemico, e proteggervi; la sofferenza però non vi è tolta: vi è richiesta la partecipazione che con Me si fa redentiva, salvezza e bene per il miglioramento di tutta l’umanità. Ti benedico”.

19 03 16 “La mia Via Crucis continua nei secoli, e ne patisce, mai come in questo tempo, poiché quanto maggiore è il peccato, tanto più grande è il patimento e la crocifissione”

“Mia piccola Maria, La mia Passione continua, la mia Passione continua! La moltitudini delle genti crede che Io sia solo nel gaudio trionfante del Paradiso, nel giubilo infinito del Cielo, ed è vero. Ma Io sono ovunque, e sono presente e vero su questa terra, immerso nell’umanità, e ne partecipo la sofferenza. Sono nella chiesa, in tutti i tabernacoli e ovunque vengo ancora crocifisso. In tutte le chiese nel giorno delle Palme viene celebrata e narrata la mia Santissima Passione che conoscete nel suo percorso, ma non potete conoscerne la profondità della lacerazione, non solo nelle Carni, ma nelle viscere dello Spirito, lo stillicidio del martirio del Cuore, la partecipazione della mia Santa Madre che, per sollevarmi la pena, e per la salvezza delle creature ne assorbiva e assimilava ogni dolore, ogni offesa, ogni spina e chiodo per quanto la sua natura umana potesse accogliere. La mia Via Crucis continua nei secoli, e ne patisce, mai come in questo tempo, poiché quanto maggiore è il peccato, tanto più grande è il patimento e la crocifissione.
Ancora Io vengo condannato, vilipeso e oltraggiato, tradito dai miei; ancora le verghe mi strappano le Carni, le spine conficcate al Capo per oscurare la Luce della Verità; ancora Io gemo e agonizzo nel Getzemani, nella via del Calvario, nella mia agonia ove i chiodi mi trapassano. E mia Madre è ancora lì a versare lacrime, stringendomi i piedi sulla croce o stringendomi esanime tra le sua braccia, gridando un dolore che è diviso e lacerato tra l’amore di Dio e l’amore alle stesse creature che mi uccidono. C’è però ancora qualche Cireneo, ci sono delle pie donne che partecipano alla mia sofferenza o qualche Veronica coraggiosa nella sua testimonianza che viene a portarmi consolazione, o qualche Giuseppe che, nella sua carità, offre asilo alle mie povere spoglie, ma la moltitudine invece grida ancora il suo “crucifige!”.
Molti sventolano le palme con il loro osanna, ma di essi altrettanto saranno poi pronti alla mia condanna, a tradirmi, e a gridare: “A morte!”. Cosa potete fare voi, poveri figli miei che mi volete seguire? Fatevi Angeli che mi stanno accanto nel Getzemani: aggiungetevi al numero dei cirenei per sollevarmi la Croce, date preci e suppliche come le pie donne che mi vogliono confortare, fatevi veroniche ardite che vengono a portare la loro riparazione, state vicino a mia Madre per esserne veri figli che non La lasciano sola, e Lei vi porterà a Me per presentarvi e darmene gloria, poiché vi farà riparatori e consolatori per la vostra fede partecipata aiuterà molti fratelli ad unirsi ad una schiera che, con cuore veritiero, innalzerà le sue palme per inneggiare a Me, il Salvatore: “Benedetto il Signore, Colui che viene per la vostra salvezza, che viene per tutti e per ognuno di voi! Ti benedico”.

21 03 16 “E tanto più il vostro cuore si fa adorante, tanto più le mani si aprono al prossimo”

“Mia piccola Maria, non aver paura e non sentirti in imbarazzo. Io ti sto vicino. Ecco, Lazzaro con le sue sorelle mi vogliono onorare e mi invitano ad un banchetto. Mi vogliono rendere lode e gratitudine per la vita che egli ha di nuovo riacquistato. Lazzaro ricorda la sua malattia e agonia: quasi si spegne il ricordo alla sua morte: egli è stato smemorato di ciò che ha visto e vissuto poi nell’oblio, quel che è vivo nei suoi ritrovati primi ricordi sono i miei richiami e lo stato in cui si trova ricoperto nelle bende e nel racconto che ne fanno i suoi, ma Lazzaro di nuovo morirà, e quel che non verrà dimenticato sarà il loro amore, la loro amicizia, la loro adorazione che permarrà nei secoli, ricordata sulla terra nel vangelo.
Ognuno di essi rende lode secondo il suo modo, ma Maria è la via oblativa, la più offerente: non teme il giudizio dei commensali e l’imbarazzo del suo gesto adorante. Ella si prostra ai miei piedi, li unge con unguento sì tanto prezioso, li ricolma di baci, li asciuga con i suoi capelli. Quest’ adorazione allieta il mio Cuore ma fa scatenare anche la furia di satana mediante Giuda che nasconde la vera motivazione nella parvenza di una carità migliore che poteva essere usata verso i poveri. Mentitore! Ciò che lo acceca e lo rende rabbioso è l’adorazione data alla mia Persona.
Siate amanti di Dio! Il vostro amore sia primario poiché Iddio è la Carità che si offre per primo, che vi dona la terra che vi sostiene, l’aria e il respiro che avete, e in ogni cosa che nasce da Lui e a Lui ritorna. Rendetene lode, e ogni gratitudine, poiché gli amori umani senza il suo motore che li riavvia e li rianima, se non sono condite ad esso sono fuochi di paglia che si spengono alle prime prove. E tanto più il vostro cuore si fa adorante, tanto più le mani si aprono al prossimo. Diventate anime eucaristiche che si offrono adoranti, la vostra vita diverrà tutto un dono al Padre Santissimo, la vostra adorazione si farà continua in ogni vostro gesto, in ogni vostra mansione, anche la più umile: saranno amore per iddio e servizio ai fratelli.
L’adorazione vissuta è balsamo al mio Cuore trafitto: dà riparazione, e molti peccati perdonati, e ne ripaga nella sua generosità nel darvi ulteriore Manna di Misericordia e pioggia di grazie. Siate innamorati come l’innamorato che cerca la sua amata, che si diletta del tempo vissuto insieme e ne è lieto poiché Io, che sono l’Amore, ricambio e vi offro l’amore di cui potete dare a tutti. Ciò che è dato a Me per la mia gloria, diviene la gloria dell’umanità, il soccorso e la carità per ogni uomo.
Quando comprendere se un sacerdote è santo? Dalla sua adorazione: da quanto ami stare con il suo Maestro, dalle sue ginocchia piegate dinanzi al tabernacolo, poiché può essere anche un grande oratore, fare ed affannarsi per tante cose, ma se non adora, ama poco. Se unito a Me, con Me, Io gli darò gli affetti, le capacità di costruire in santità, e saprete che egli ama in verità il popolo di Dio. Ti benedico”.

22 03 16 “Innumerevoli fedeli mi ricevono nel male senza darsene pensiero, nemmeno un briciolo di esame di coscienza: e peccato si aggiunge a peccato!”

“Mia piccola Maria, i tuoi genitori sono nella salvezza e G. si ravvede. Stasera nel Vangelo si evidenzia il mio tradimento: “Uno di voi mi tradirà!”, dico agli Apostoli, e Giovanni mi chiede: “Chi è, Signore?”. “ Colui a cui darò ora un boccone, mi tradirà” e, intinto il boccone lo offro a Giuda che, ricevutolo, viene posseduto da satana. Egli aveva già in progetto il tradimento. Ove si attua il tradimento più grande contro Dio? Nell’ultima Cena, alla mia Mensa.
Ove si attua ancora oggi l’oltraggio più gravoso contro Dio? Sull’altare, ove mi offro come cibo, nell’Eucaristia: ove ancora vengo tradito, oltraggiato, vilipeso, le mie carni lacerate! Se sapeste quanti tra i miei, celebrano con le loro mani nere per il peccato, noncuranti e indifferenti, e quanti fra di essi non credono più alla mia Presenza reale nelle sacre Specie. Vengo dilaniato nelle mie membra, e il demonio prende possesso e spande la sua tenebra sulla Chiesa e sull’umanità.
Innumerevoli fedeli mi ricevono nel male senza darsene pensiero, nemmeno un briciolo di esame di coscienza: e peccato si aggiunge a peccato! Ed Io entro nella putredine, ed è per Me uno stillicidio. E il demonio entra allora nelle creature, e la sua oscurità si espande sul mondo. Molti mi vendono o mi rubano per compiere su di Me atti innominabili, riti orridi: mi lacerano, spezzano le mie Carni e le oltraggiano, e su di Me sacrificano piccole creature per offrirle a satana ed avere in cambio potere, piacere e vantaggi. Quale oscurità si dilata : una notte che invade in ogni luogo!
Cosa si può fare per riparare a tanto sacrilegio? Come riparare all’offesa di un Dio se non offrendo Dio stesso, se non facendo Comunioni in Grazia e amore: facendo adorazioni, offrendo Sante Messe, dato che da tanta tenebra dileguata, torni la luce alle coscienze: tante spine tolte al mio divin Cuore!
Figli miei, se vi accanite, tradite e tornate ad uccidere il mio Corpo, di Colui che vi ama, che vi dà la vita, e che vuole il vostro bene, da chi troverete rifugio, a chi vi appellerete? Chi vi potrà dare la salvezza? Il demonio a cui avete aperto la bocca vi divorerà. Amate l’Eucaristia! E’ il bene più prezioso che avete sulla terra! Con Essa voi potete vincere, debellare ogni male, ogni entità negativa, ed avere la pace. Ti benedico”.

24 03 16 “Chi si vuole far lavare da Me? Chi vuole? Poiché ciò vuole dire irrorarsi della mia Persona”

“Mia piccola Maria, gioisci, V. sta salendo in Cielo ed esulta! Ecco, è l’ultima Cena, e mi appresso a lavare i piedi dei miei Apostoli. Il mio sguardo s’incontra con ognuno di loro nella tristezza di sapere che presto li avrei lasciati. E quando mi accosto a Giuda i miei occhi si riempiono di lacrime e ne bagno i piedi; so ciò che avrebbe compiuto: il tradimento e l’abbandono. Ma li amo e li ho amati sino alla fine. Se un genitore ama suo figlio, pur quando si è fatto cattivo, quanto più per Me diviene una lacerazione questo mio amore trafitto e ripudiato, quanto doloroso è un figlio che và perduto, ma rimane un amore infinito poiché Iddio non può rinnegare la propria natura.
Pietro cerca di ritrarsi; non vuole farsi lavare i piedi da Me, crede che mi sia di offesa, ma gli intimo: “Se non ti fai lavare i piedi da Me non avrai parte con Me”. Se non vi fate lavare da Me, dalle mie lacrime e dal mio Sangue, non verrete purificati, non sarete mondi e non potrete spezzare con Me il Pane dell’Eucaristia sull’altare, farvi a vostra volta Eucaristia che si offre, avere la capacità di lavare i piedi del prossimo, perché possa essere trasformato in Me il mondo.
Chi si vuole far lavare da Me? Chi vuole? Poiché ciò vuole dire irrorarsi della mia Persona, vivere i doni che Io faccio in questa notte, nel lavarsi nel Sacramento che vi ho dato nell’Eucaristia, nel Sacramento del lavacro della Confessione, ed altri che il Sacerdote vi perpetua nel servizio che saprete dare e divenire testimonianza del mio amore, Eucaristia che si frammenta che si dona e vive. E come potete vivere questa realtà se non c’è prima una condizione fondamentale che è quella dell’umiltà? Io mi umilio, mi inabisso nell’uomo per dare prova del mio amore che si annulla per lui, per far sì che voi vi facciate altri Me: solo nell’umiltà voi saprete essere Eucaristia, vivere in autenticità i doni del sacerdozio, farvi servizio del prossimo.
Ecco, mi appresso al Getzemani, la terra del suo percorso è già bagnato dalle lacrime del mio patimento e presto il Sangue del mio sudore ne intingerà il suolo. Non vi addormentate! Siate vigili nell’accogliere sì preziosa eredità, lasciandovi cospargere dalle Lacrime e dal Sangue che vi rendono creature nuove, capaci di amare, e di rendere migliore la terra intera. Ti benedico”.

25 03 16 “Il mio Sangue e le Lacrime di mia Madre gridano sempre dalla terra al Cielo e la fecondano; ad esse si unisce il Sangue dei crocifissi e le lacrime del dolore materno per far sì che sia accelerata la Risurrezione dell’umanità”

“Mia piccola Maria, le tue intenzioni sono già qui. Già tutte le conosco. Ecco, Io muoio, continuo a morire sulla terra in tutti i crocifissi di ogni luogo, tra i vilipesi martirizzati, in coloro che vivono ogni sofferenza e ingiustizia, sui violati, ecc… Io ancora in essi muoio. Nella mia Santissima Passione sono stato così scarnificato nel mio Corpo e nel mio Spirito, in uno spasimo di tormenti a voi non comprensibili, ma che aveva in Me tolto ogni sembianza umana o apparenza divina, tanto il dolore e le tenebre del peccato degli uomini mi avevano sfigurato!
Mi annichilisco, mi umilio, mi sottopongo ad ogni tortura, e lascio che Io sia scarnificato in ogni cellula di Me stesso perché pazzo d’amore per voi, una pazzia ugualmente a voi non comprensibile, ma mi lascio aprire le membra in modo che ne scaturisca per voi un effluvio d’amore che non avete, voi così freddi nel cuore, incapaci di amare, perché ne veniate infusi: il cuore si sciolga e se ne nutra lo spirito, e ne fecondi l’anima.
Nel tempo della mia morte corporale sono disceso agli inferi per portare la mia liberazione sui giusti e su coloro che avevano ormai saldato il loro debito, e vengo accolto con un grido di esultanza e liberatorio: abbraccio gli antichi Profeti in attesa, i miei cari che mi avevano preceduto, il mio Santo Padre Giuseppe. Ma sulla terra la mia Passione ancora vive mediante il dolore e lo spasimo dello strazio del Cuore della mia Santissima Madre che, come Me, con grida e lacrime, nell’attesa del mio ritorno, non prende riposo e né si nutre: intercede presso il Padre Celeste in modo che le sue lacrime accelerino la mia Risurrezione.
Tutt’ora Io muoio in quelli che vengono ovunque nel mondo perseguitati, torturati, massacrati, ecc… E prendo riposo in coloro che mi amano e si prendono cura dei fratelli e si pongono a loro servizio e, servendo essi, curano e danno ristoro a Me. Ancora le madri addolorate di tutta la terra piangono, gridano verso il Cielo perché ci sia giustizia e pace dinanzi ai loro figli uccisi, in una pace che è violata, e in ogni tipo di ingiustizia e profanazione che vivono nelle proprie viscere. Il mio Sangue e le Lacrime di mia Madre gridano sempre dalla terra al Cielo e la fecondano; ad esse si unisce il Sangue dei crocifissi e le lacrime del dolore materno per far sì che sia accelerata la Risurrezione sull’umanità.
Anche voi, figli miei, nell’attesa, state accanto a mia Madre: questa Madre che piange accorata per la vostra salvezza, perché la vostra offerta divenga intercessione per la liberazione di quest’umanità prigioniera, di coloro che ancora mi vogliono, delle anime Sante del Purgatorio, per la rinascita dell’uomo che in Me si ricongiunge e vive rigenerato nell’amore eterno. Ti benedico”.

26 e 27 03 16 - Nella notte santa della solenne Veglia pasquale:
“Esulta e gioisci: è la Risurrezione!”

“Mia piccola Maria, esulta e gioisci: è la Risurrezione! Sulla terra le campane suonano a festa. Nei Cieli il gaudio è un tribudio di esultanza che osanna di giubilo, in una melodia celestiale, che è un incanto. Io vengo a spezzare le catene, squarcio le tenebre della notte, spacco le pietre del sepolcro, perché ne usciate dalle sue oscurità e prigioni, e veniate alla luce del giorno che non ha tramonto. Sono la Vittoria che riporta la vita alla vostra morte, sono Colui che riapre le porte che vi erano precluse e che non permette che più morte vi corroda, né oscurità vi penetri, né prigioni e terre vi detengano. Io sono la chiavi che vi aprono, con il riscatto del mio Sangue, la libertà.
Vengo in questa notte a risorgere e far risorgere l’umanità, la natura, il Purgatorio ed ogni cosa creata, perché in Me riporti vittoria, vita ed immagine, così come il Padre Santissimo l’ha formata nella sua primaria origine verginale.
In questa notte si aprono i frontali del Purgatorio e, a miriadi, le anime risorgono per il Cielo, e le altre anime sollevate dalla loro pena. Sui moribondi: quanto più è accolta per essi la preghiera e con quanta più veemenza e pietà il Salvatore Dio li attrae a sé e li salva! Sui malati: a portare la guarigione o il sollievo, il conforto alla loro croce. Su tutti mi protendo per far sì che giungano a salvarsi. Il demonio continua la sua furia e la sua distruzione, ma Io in questa notte ancora risorgo e sono il Potere che lo schiaccia, lo supera, lo vince sempre. La mia potenza su di lui s’innalza ed egli si inabissa: tornerà a colpire, ma Iddio non demorde, per quanto egli faccia guerra. Io sono il Combattente valoroso, l’Intrepido che riprende con più vigore la difesa e la vittoria!
Chi vuole essere con Me? Chi vuole combattere con Me? Egli stesso sarà il vittorioso, il risorto! E farà con Me, risorgere. Ti benedico”.

29 03 16 “Se l’uomo crede fermamente nella mia Risurrezione, la sua vita prende senso, la sua fede motivazione”

“I tuoi nipotini sono già in Me. Mia piccola Maria, Io sono il Risorto, sono il Dio dei vivi e non dei morti. Le donne vengono per Me al sepolcro ed Io vado loro incontro: esse mi adorano ed Io le mando per essere annunciatrici della mia Risurrezione; una missione grande proprio alla donne che, a quei tempi, come anche i bambini, erano le meno considerate nel popolo. Come spesso accade ddio si compiace di scegliere gli ultimi: poveri, non riconosciuti, gli umili, ma adoranti, perché portino il suo lieto Messaggio! Ed esse vanno, e la Parola della mia Risurrezione si diffonde.
Gli stessi soldati ne informano i capi, ma la mia verità viene messa a tacere con l’inganno, traviata, coperta, perché non venga riconosciuta e non mi si segua. Ancora oggi viene celata la mia Immagine, bendati i miei occhi, la mia bocca, in modo che non abbiate a vedermi, non possiate ascoltarmi, poiché se l’uomo crede fermamente nella mia Risurrezione, la sua vita prende senso, la sua fede motivazione, ogni aspetto prende il suo significato e diviene non una perdita ma una vittoria. Il malato non si lascia andare alla disperazione ma accoglie nella pazienza la sua sofferenza per la speranza che vive. I moribondi sanno guardare al Cielo e chiedere al Padre Santissimo il suo perdono perché vanno oltre questa vita: non li attende la morte, ma il percorso continua. Ogni frangente, ogni realtà umana, tutto ciò che è fallimento, se dato a Me, non rimane tale, ma diviene vittoria, ha il suo riscatto.
Io risorgo in ogni Santa Messa, nell’Eucaristia, nei Sacramenti; risorgo nei miei diletti, risorgo nel bene fatto nell’amore vissuto, in ogni peccatore che ritorna, che perduto si rinfranca, e tutto nella mia divina Misericordia che trionfa e fa risorgere.
Figli miei, sono qui con le braccia aperte, pronto ad accogliere tutti, trepidante a farvi entrare nel mio Regno: non è qui sulla terra la vera vita; essa vi attende, ed Io ve ne apro l’accesso, e ve la dono. Guardate le mie mani, i miei piedi trafitti, il mio costato trapassato, che attestano che il mio amore ve le ha date, perché esse siano trasformate nella mia vittoria in scie luminose che sono le porte che, se volete, v’introducono alla mia Risurrezione. Ti benedico”.

31 03 16 “Se non mi vedete nelle mie sembianze umane, è lì presente il mio Corpo glorioso nell’Eucaristia ove ascolto i vostri pensieri, il battito del vostro cuore e conosco i vostri desideri”

“Mia piccola Maria, quando andrai ricordati che Io sono con te. Hai Dio con te che spiana il tuo cammino, non temere!
Stasera nel Vangelo appaio ai miei Apostoli da Risorto: sono il Risorto! Ed essi ne rimangono stupiti, sconcertati, meravigliati. Non sanno cosa fare, ed Io vado in soccorso alla loro povera umanità: mi faccio toccare, mangio dinanzi ad essi, sono vivo, concreto, reale, sono il medesimo Signore, lo stesso Maestro, ma le mie piaghe sono cicatrizzate, le mie membra intatte, il mio Volto più maestoso e luminoso di prima. Appaio nella mia natura umana e divina risorta, tutta fusa e compenetrata nello Spirito che può finalmente rivelarsi nella sua pienezza qual è: vita naturale divina risorta che vive di tutte le sue potenzialità, che permeano, superano, passano attraverso la materia, il suono, il tempo e lo spazio: niente può recare barriera! Soffio lo Spirito alle loro menti perché le Sacre Scritture siano profuse in essi nella mia Sapienza e possano esserne portatori, diffusori in tutto il mondo.
Anche voi potete ritrovarmi: Io ci sono, presente, vivo, risorto. Mi ritrovate in modo particolare nella Santa Messa, ove le Sacre Scritture sono sempre le stesse e vi parlano di Me, ove ancora, attraverso di esse, Io vi parlo e insegno. Se non mi vedete nelle mie sembianze umane, è lì presente il mio Corpo glorioso nell’Eucaristia ove ascolto i vostri pensieri, il battito del vostro cuore e conosco i vostri desideri, ove vi amo e alito su di voi il mio Santo Spirito in modo che voi possiate scrutare ed essere arricchiti non solo della comprensione della Sacre Scritture, ma ve ne do’ le capacità di attuarle, ove vi offro il calore della carità e voglio effondermi, farmi un tutt’uno con voi: in voi rifletterò l’immagine di Me stesso, la mia Luce di Risorto. Venite più che potete alla mia Santa Messa! Essa vi riveste di Me: la mia Luce accecherà il demonio, e ovunque andrete porterete la mia Persona, la mia benedizione, la mia Risurrezione. Ti benedico”.


11 – 04 – 16 “Tu chiedi allora: “E’ cosa buona la Comunione che viene consentita ai risposati?”. “Se la Chiesa concede la possibilità dell’annullamento e di potersi risposare in chiesa, il Sacramento torna a vivere nel nuovo Matrimonio e si può accedere, in Grazia, all’Eucaristia.”

“Mia piccola Maria, quante volte torno a ripeterti di non aver paura del demonio che fa fracasso e usa tuo figlio. Guarda fisso a Me, guarda Me! Stasera nel vangelo Io prego per l’unità: prego e intercedo presso il Padre mio per l’unità dei miei Apostoli, dei miei cristiani, della mia Chiesa: che siano un tutt’uno con Me e fra di loro, in modo che sia un unico Corpo. Cosa sarà infatti il Paradiso se non la completezza di un unico Corpo glorioso, divino e risorto nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo con tutti i figli che si sono salvati e ad Esso ricongiunti? E come poter vivere questa unità lo dico nel Vangelo: “Nella Verità! Solo nella Verità c’è unione. Si farà Unità poiché chi è veritiero non si adegua, ma aborrisce ogni falsità, menzogna, compromessi e peccato; chi la segue non segue il mondo che è menzognero, ma vive per il Cielo: testimonia Dio che è Verità. Egli riforma ad unità sé stesso con i fratelli, nella Chiesa e con il Regno divino.
Ulteriormente si forma unità nell’Eucaristia vissuta, amata, partecipata in autenticità e amore. Nell’unione al mio Corpo voi vi fate parte di Me: ricreate l’Alleanza con l’umanità e il divino, riportate unità tra la terra e il Cielo. Chi invece dissacra il mio Corpo, lo lacera, lo disprezza, lo divide: chi Lo riceve nel peccato questo riporta lacerazione e divisione con sé stesso, con i fratelli, nella Chiesa e tra l’uomo e Dio.
Tu chiedi allora: “E’ cosa buona la Comunione che viene consentita ai risposati?”. Io ribadisco: la Parola di Dio è Verità ed è eterna e non può essere contraddetta: il Matrimonio è Sacramento indissolubile; bisogna in ogni modo, con l’aiuto della preghiera e dei sacramenti, con il soccorso reciproco e con un percorso con la Chiesa, cercare di salvarlo per mantenere l’unità. Ma quando la Chiesa, non opponendosi alla Santa Parola, dona, nella Misericordia, di sciogliere certi legami, anche nei Cieli questo viene accolto. Già la Chiesa concede di avere la separazione nei casi di: grave necessità, in situazioni di pericolo per la vita o di violenza per un coniuge o sui minori; e quando uno dei due arreca nell’unione più danno e conduce al male, ed anche in caso di abbandono, di grave indigenza colpevole con prole da crescere, il Matrimonio ne è dissacrato; e, se la Chiesa concede la possibilità dell’annullamento e di potersi risposare in chiesa, il Sacramento torna a vivere nel nuovo Matrimonio e si può accedere, in grazia, all’Eucaristia.
Questo processo è valido quando viene valutata in maniera approfondita dalla Chiesa, caso per caso, l’autenticità del problema vissuto, e delle nozze se sono state profanate in modo che non ci sia un abuso. Si segua poi la coppia per valutare, in un percorso vero, di un’autentica ricerca cristiana, la loro accoglienza.
Se invece se ne fa uso con superficialità e inganno, per avere comunque l’annullamento, oppure si sceglie di andare a ricevere la Comunione senza un nuovo Matrimonio religioso presso Dio, per poter mantenere i propri interessi e istinti, sarà a loro grave responsabilità. Essi tornano non a farsi del bene, ricevendomi nella santa Comunione, ma decretano la propria condanna, creando divisione con sé stessi e con Dio: non avranno congiungimento con il Cielo. Ti benedico”.


GOCCE DI LUCE - Lettera della piccola Maria
Ave Maria! Carissimi/e, è uscito il 7° volume di GOCCE DI LUCE presso l’edizione Segno, e presto inizieremo a pubblicare anche la prime GOCCE DI LUCE che sono iniziate nel 1996 e che è come un vero Diario che presto verrà pubblicato. Intanto la piccola Maria ne ha scritto un’ interessante lettera di introduzione, che trovo assai interessante e che copio per voi qui sotto. Dio vi benedica sempre!
Don Armando Maria Loffredi o.s.b. silv.

- Ecco la lettera della piccola Maria:
“Molte volte don Armando mi ha chiesto di scrivere e spiegare come avviene questo fenomeno spirituale nel mio cuore, e sono giunta al tempo per poterlo descrivere. Come mi è possibile? E come è presente l’aiuto di Dio? Così ebbe inizio:
-Già da molti anni prima, dopo diciamo aver riscoperto la fede da una prima giovinezza di lontananza ed un incontro più profondo con la Persona di Gesù, mi accadeva che nella preghiera, dinanzi ad Immagini Sacre, nelle chiese accanto a tombe di Santi, oppure quando il raccoglimento era stato intenso, intimo, particolarmente nel meditare i Misteri della Passione del Signore, nel mio cuore entrava il discorso di un Altro che era la risposta anche alle mie domande; e comprendevo che dovevano venire da qualcosa che apparteneva allo Spirito. Io comunque ho cercato di non dar peso a questa cosa, di tralasciare, e di non darle nessuna importanza; passato il momento, cercavo di dimenticare, e pensavo che fosse una autosuggestione.
Ma in seguito, dato che persisteva, ho cominciato a darmene pensiero, e così mi sono recata a chiedere a qualche sacerdote; ma appena abbozzato il problema: chi mi ha dato della malata per cui sarei dovuta recarmi da uno specialista del settore, chi mi diceva che ero vessata dal demonio e che perciò avrei dovuto prendere le benedizioni ed esorcismi. Io ho seguito i consigli dei vari sacerdoti, ma non è uscito nessun male né psichico e né del maligno. E mi ripetevo: “Signore, cosa vuoi da me? Se tutto ciò non ti appartiene allontanamelo”. Illuminata, credo, ho allora iniziato a discorrere e a parlare con Gesù Eucaristia, e mi dicevo: “Qui nell’Eucaristia c’è solo Dio, e perciò non c’è inganno!”, e Gli dicevo, ricevendolo: “Signore, io non sento niente, fatti sentire, rispondimi, fammi capire!”. E così, quasi senza nemmeno rendermene conto, e in modo talmente naturale, mi sono posta in ascolto, lasciando il mio cuore in silenzio, perché fosse Lui ad avere tutto lo spazio e l’attenzione. Ed ho iniziato ad ascoltare dei brevi colloqui, simili a pensieri che sono parole suggerite nel cuore: è un Pensiero che parla, parla, e comprendo se è voce maschile o femminile, se Gesù o, qualche volta, la Madonna, o un Santo. E’ un Pensiero che si esprime e ama. Comunione dopo Comunione, i discorsi si sono fatti più lunghi ed io più atta alla recezione; come ad un bimbo a cui prima si insegna con delle brevi paroline e poi, quando cresce la sua comprensione, si può passare a colloqui più estesi e completi.
Durante la Santa Messa, mentre ascolto la Santa Parola, da povera donna di poca fede, preoccupata mi dico: “Ma cosa si potrà mai dire su questa Parola?”. Ma alla fine della sua lettura Gesù già inizia il suo Insegnamento, lasciandomi però sempre libera se pormi in suo ascolto ed accoglierlo, per i miei stati d’animo; se desidero ascoltare l’omelia del sacerdote o se nò, perché impossibilitata da eventi o persone. Questa Voce non ti estranea mai da ciò che vivi. Si segue la Santa Messa: Egli parla ed io ascolto, ma partecipo. Solo durante la Consacrazione c’è il silenzio d’adorazione.
Mi capita anche che spesso, ma non sempre, secondo certi periodi, mi divenga duro raggiungere l’altare per ricevere Gesù e, mentre vedo gli altri fare la fila sereni, io a volte vengo tormentata, faccio fatica, giungo prostrata da una specie di combattimento, e cerco quasi di correre: sembra così lontano quel traguardo per fare la Comunione, cercando di nascondere il più possibile il mio disagio, paonazza e sudata come chi ha fatto una grande conquista, ne offro l’umiliazione al Signore. RaggiuntoLo, e ricevutoLo gioiosa Gli dico: “Ce l’abbiamo fatta anche stavolta!”. Oppure, poiché il tratto è così arduo da raggiungere, seppur di pochi metri, Gli dico da lontano: “Aiutami, e fa che nessuno se ne accorga!”. Per questo amo molto più le Messa feriali, più intime che le grandi Celebrazioni in mezzo a tanta folla (è per questo che a volte ella preferisce partecipare alla Santa Messa prefestiva n. d. r.). Quante volte mi sono detta: “No, oggi no, resto seduta, così non devo affrontare tanto disagio e lotta!”, ma poi qualcosa di forte mi spinge, mi sento vile verso il mio Amore, e vado.
Appena fatta la Comunione, Gli offro le mie intenzioni, ed Egli le accoglie e le benedice, e poi inizia: “Mia piccola Maria…..”. E’ come una pioggia, una valanga che mi si versa addosso, che conferma ciò che già prima ne aveva avviato il discorso, durante la Santa Messa, e lo approfondisce e lo amplia: riversa in me un fiume che non riesco a contenerlo tutto. Il contenuto che poi scrivo è fedele a sé, le parole ascoltate sono quelle, ma non tutte: non riesco sempre bene a specificare, nella sua completezza e senza errori, così come mi sono state dette, e riuscire a mantenerle nel mio cuore e nella mia memoria, se non ci fosse una grazia di Dio a sostenermi e riportarle. Gesù Eucaristico si adegua alle nostre possibilità e capacità di cognizione, e ai tempi della Liturgia, anche se il suo discorso continua nel cuore anche durante quello che dovrebbe essere il silenzio del ringraziamento. Purtroppo esso è accompagnato da molta dispersione: mormorio comune, tante parole umane, e ci sono pure gli avvisi del sacerdote, che precocemente lo interrompono. Per poter mantenere tanto tesoro e non disperderlo lo devi rimeditare in te fino a casa per poterlo più fedelmente trascrivere, e fuggire dalla chiesa poiché dopo la Messa tutto porta alla sua dimenticanza, al frastuono, ai saluti, mentre Gesù è ancora nel cuore.
Dio si rivela nel silenzio, e spesso è un tormento meditare e rimanere chiusi alla sua intimità, mentre tutt’intorno è distrazione e rumore, e bisogna lottare per stare in un cantuccio, in disparte, quando invece spesso anime buone vengono continuamente a disturbare per trattenersi con te. Com’è buono il Signore, che in tutto questo dà aiuto e dà grazia perché ne sia preservata la sua Opera, la quale viene proprio ad insegnare che, ancor prima della preghiera comunitaria e della comunione fraterna, Egli che è un Dio innamorato: cerca l’intimità e la comunione con la sua creatura, che siamo ognuno di noi.
Ho scritto ovunque in questi 20 anni, tornando a casa dopo la Santa Messa: sugli autobus, seduta sugli scalini della chiesa o sui marciapiedi, nascosta nei bagni, o di corsa per giungere a casa e chiudermi in camera tra le richieste impellenti di quelli di famiglia che ti cercano per i servizi e per la cena.
Mi sono detta mille volte: “Ma perché a me, Signore?”. Non sono una santa. Quando leggo le storie di qualche Santo mi sento rabbrividire e dico: “Che abisso tra me e loro!”. Non sono né meglio né peggio degli altri: sono una qualunque al cui sguardo chi noterebbe qualcosa di diverso? Non sono nemmeno adatta: non ho studiato niente di questi argomenti se non quel poco di catechismo che ho fatto da bambina; non ho mezzi: scrivo solo, non uso computer e non leggo niente di ciò che viene pubblicato ma mi viene solo riferito da don Armando su quello che ho scritto. Ci sono anime più belle, più sacrificate e meritorie, anime sante: io ho tanti difetti e ancora mi lamento quando le cose non vanno come voglio io… Perché a me? Ho pensato: proprio perché non sono nessuno, il mondo non mi vede e non ho niente, nemmeno virtù e meriti da presentare, in modo che solo Iddio ne possa spiccare e risaltarne. Chi potrebbe scrivere tali cose, e sì tanta mole… Io sono solo una povera ignorante!
E penso che Iddio oggi voglia dire a me e a tutti: “Non vengo per i Santi, che già lo sono, ma vengo per i poveri peccatori, limitati, fragili, ma amati”. Egli non viene a me, e a voi, perché meritevoli, ma perché bisognosi. E a me, fra tanti che ricevono altri carismi, ne dona uno in cui viene a dire: “Questo dono lo faccio a lei per dirvi che: è con ognuno di voi che vorrei farlo!”.
Lo chiamo “Diario” quello dei primi anni di Gocce di luce (inizia nel 1996) perché il Signore inizia con me un discorso di unione e di amicizia, ma lo vuole offrire a tutti: richiama all’incontro, a stabilire un rapporto, conoscersi per comunicare, partecipare l’uno dell’altro, che è entrare in fusione, in confidenza amorevole. I colloqui sono ripetitivi come ripetitivo è l’amore che mai si stanca, a chi si ama, di dirgli: “ti voglio bene!”. E’ comprendere come Egli, entrando in contatto a tu per tu, ci voglia conquistare il cuore e, conquistato, sono nozze per sempre. Se prima non si attua questo incontro, se non c’è l’ascolto, non c’è adesione al suo Insegnamento.
Nel tempo che prosegue, dal tu si passa al voi, dato che da un rapporto d’amore nascono i figli che partecipano e debbono vivere la medesima familiarità. Ed Egli continua insegnando, attestando il Vangelo ed arricchendolo perché, come dice, la Sapienza divina è infinita, come anche la sua Conoscenza. Quel che Gesù viene a dire a Me è per tutti: lo dice anche a voi! Ed ognuno è una “piccola Maria”, se raccogliamo tali Gocce di luce e ne illuminiamo l’anima nostra.
Colui che si presenta a me è sì un Dio che è Risorto e Vittorioso, ma ancora qui Crocifisso, un Dio bistrattato e non amato, e particolarmente, come vorrebbe, dalla sua Chiesa; ed è per questo che si rivolge soprattutto ai sacerdoti che, se acquisiscono questa intimità con il Signore e riscoprono una maternità vissuta con la Madonna, si faranno, non solo Santi, ma generatori di anime, Padri veri di innumerevoli figli nello Spirito per far rinascere una Chiesa conforme al Cuore divino di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria, come Loro desiderano.
Gocce di luce è un altro grande dono di Misericordia del Cielo, di un Dio che non si stanca di parlare all’uomo: non mandatelo sprecato! E non fate che sia solo un dire: “Oh, quanto sono belle queste parole!”, ma poi dimenticate e non vissute. E’ un suo dono ma, perdonate la mia superbia: c’è anche dentro, unito e fuso, non solo la gioia nel riceverle per il bene che può portare, ma è anche scritto con il sangue del sacrificio della mia vita. Spesso combatto perché io per prima vado in crisi: vengo oscurata e oppressa dal nemico, e a volte credo che sia un suo inganno e mi tormento, chiedendo perdono al Signore perché io mi sia permessa di scrivere tali cose. E, se non avessi sacerdoti a darmene luce e conferma, non continuerei.
Ciò che mi conforta è questa obbedienza che mi libera. Lo faccio come un servizio: se mi si chiede di continuare ascolto e scrivo, se mi si chiedesse di smettere, mi fermerei. Non ho altro motivo che non sia per la gloria di Dio e il bene dei fratelli.
Questo dono costa incomprensioni e abbandoni da quelli da cui attendevi affetto e sostegno proprio perché cari, sia che non condividano o che condividano la stessa fede. Se sapeste cosa si scatena in casa, e spesso in concomitanza alla pubblicazione delle Gocce di luce, ogni mese! Si paga con una solitudine amara e pur amata, se ho potuto, in questo stato, stare accanto a Gesù, a raccogliere queste sue Gocce di sudore di sangue nel Getzemani; ma do proprio poco, e me ne rammarico. Aiutatemi voi a farGli compagnia!
Dico sempre che ognuno di noi ha il suo posto nel cammino della Vita di Gesù: chi nella sua santa Infanzia, chi nel lavoro della sua Giovinezza, chi nella sua Predicazione, chi che con Lui cura e sana i malati, ecc… Il mio è un posticino piccolo nell’orto, accanto a Lui che sostiene me e, mentre prima mi demoralizzavo quando soprattutto leggevo qualche narrazione della Vita dei Santi, che mi lasciava meravigliata, ma anche spaventata da tante grandezze e perfezioni, ora io dico: non tutti siamo nati per essere dei bastimenti o navi da crociere: ci sono anche le barchette. Il Signore guarda anche esse: io sono una barchetta, e non credo di poter essere altro. Ma pure le barchette navigano e galleggiano nel mare di Dio, ed anch’esse debbono affrontare il sereno o le onde impetuose, e fare la stessa traversata. Ma tutte sono indirizzate al medesimo porto della santità, piccole o grandi che siano.
Spero vi porti bene all’anima, e vi abbraccio con tanto affetto in Gesù e Maria. Prego per voi, e voi pregate per me!”.
La piccola Maria
Roma 20 03 2016
Gesù e la Mamma Celeste vi amano assai e vi benedicono; e anche io, nel loro Santissimo Amore vi voglio bene e vi benedico per intercessione del Cuore Immacolato di Maria: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Don Armando Maria

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