GOCCE DI LUCE - Presentazione

Locuzioni interiori

Moderatori: GOCCE DI LUCE, Don Armando Maria

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GOCCE DI LUCE - Presentazione

Messaggio da GOCCE DI LUCE » ven feb 19, 2010 9:50 am

      • GOCCE DI LUCE - Gesù parla ad un’anima
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Presentazione

Ave Maria!

Questi insegnamenti spirituali li ho ricopiati, letteralmente, così come sono stati scritti, nei quaderni di una mamma di famiglia, che è casalinga. Ella vive nel totale nascondimento e vuol restare nell’anonimato. Si tratta di locuzioni interiori, di cui ella viene privilegiata, da anni. Gesù le parla al cuore durante il ringraziamento alla Santa Comunione Eucaristica, e la chiama:”mia piccola Maria”. Le parole di Gesù le giungono come Gocce di luce, e in una grande pace, nel cuore. Poi ella scrive tutto sul suo quaderno, e in fretta, perché a casa deve preparare la cena per la sua famiglia.
Questo dono non è soltanto per suo beneficio spirituale, ma è per la Chiesa, è per tutti, e specialmente per noi sacerdoti. E’ per questo che mi sono deciso, dopo aver pregato, riflettuto e dopo essermi consigliato, a farlo conoscere.
Quest’anima la seguo spiritualmente da più di 10 anni, e posso garantire, davanti a Dio e alla mia coscienza, sulla sua sincerità, sulla sua vita cristiana.

don Armando Maria
donarmando@silvestrini.org

Secondo il decreto della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede (A. A. S. del 29 dicembre 1996) e approvato da S. S. Papa Paolo VI il 14 ottobre 1966, non è proibito divulgare, senza l’imprimatur, scritti riguardanti nuove apparizioni, rivelazioni, visioni, profezie o miracoli. In ossequio ai decreti di Urbano VIII e ai Decreti della Sacra Congregazione dei Riti, si dichiara che, a quanto esposto nella presente pubblicazione, non va data fede se non quella che meritano attendibili testimonianza umane e che non si intende, in alcun modo, prevenire il giudizio della Santa Chiesa Cattolica e Apostolica.

Pro manuscripto: Questo libro non è in vendita, ma viene donato gratuitamente a chi ne fa richiesta

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Testimonianza

Messaggio da GOCCE DI LUCE » ven feb 19, 2010 10:57 am

      • GOCCE DI LUCE - Gesù parla ad un’anima
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Testimonianza

La Parola di Dio, irrorata dallo Spirito Santo, sgorga in pienezza dal cuore di Gesù nell’ultima cena come ferma volontà di redenzione: “Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi” Lc 22,15, come atto supremo di amore: “Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine”. Gv 13,1, come solenne promessa della sua costante e perenne presenza sino alla fine dei tempi: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28,20) e infine come memoriale: “Fate questo in memoria di me (Lc. 22, 19). Così il pane diventa Carne e il vino diventa Sangue, cibo e bevanda di salvezza per tutti. L’alito divino torna a soffiare sugli uomini e sul mondo per una nuova creazione e per ornarci di una nuova e più sublime somiglianza e dignità. Dopo il triste allontanamento a causa del peccato, siamo invitati di nuovo all’intimità di una mensa e alla comunione piena con Dio.

La divinità si trasfonde nella nostra umanità malata per una totale purificazione. È la suprema anticipazione nella santa cena del sacrificio cruento della sua prossima crudelissima passione e morte e della sua gloriosa risurrezione. È il messaggio redentivo di vita nuova offerto agli uomini di ogni tempo. È la via privilegiata per una vera rinascita, per un gioioso ritorno alla casa del Padre: “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli”. Gal 4,4-5. Il Figlio di Dio incarnato, che ha assunto da una vergine la sua natura umana, la carne purissima e immacolata di Maria santissima, per essere uno di noi, uomo perfetto restando vero Dio, ora quella stessa carne si dona per vivere in noi e fare di noi creature nuove, redente dal Figlio e rigenerate dalla Madre celeste. Siamo nutriti e redenti da quel cibo divino. “Quasi modo geniti infantes, razionabile, sine dolo tac concupiscite 1 Pt 2, 2, come bambini appena venuti al mondo, bramate il latte limpido e puro dello spirito. Siamo rigenerati nella nostra natura nel seno verginale della Madre, la corredentrice del genere umano.

La maternità di Maria, così intimamente unita alla santissima eucaristia, diventa perennemente feconda ed universale. Si unisce indissolubilmente al memoriale e in modo speciale al sacerdozio, doni di valore infinito alla chiesa e al mondo di Gesù agonizzante sulla croce: “Figlio ecco tua madre” Gv 19,27. “Quindi non sei più schiavo, ma figlio; e se figlio, sei anche erede per volontà di Dio” Gal 4,7. Nell’apostolo Giovanni tutti i sacerdoti si ritrovano.

Già nel tempo noi possiamo sperimentare nella divina eucaristia sia la figliolanza nei confronti del Padre celeste, siamo deificati in Cristo, sia l’essere rigenerati per l’azione materna di Maria, la corredentrice del genere umano. Nel pane di vita, accolto con umiltà e fervore, noi possiamo ascoltare di nuovo la forza della Parola e l’energia divina santificante che ci viene data: il Verbo fatto carne viene ad abitare dentro di noi, fissa in noi la sua dimora, viene a portare la sua luce deificante. Egli ci illumina con la sua parola che è verità, con la sua persona che è la Verità incarnata. “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo”Gv 1,9, e “A quanti l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio” Gv 1,12. È quindi legittimo e doveroso dedurre che la divina eucaristia, celebrata e consacrata dalla Parola e dallo Spirito, continuamente viene, vive e si rinnova sui nostri altari, assunta vive in noi come parola vera, come Verbo che nella nostra vita e nella nostra carne s’incarna e nella nostra anima è rigogliosa e palpita.

Ad alcune anime, con una scelta libera e gratuita, il Signore Gesù in modo più vivo si fa sentire; Egli stesso affina i sensi dell’anima eletta e la sintonizza sulle onde del suo cuore. Quasi sempre, anche nel nostro caso, l’esperienza dell’ascolto, sempre e soltanto immediatamente dopo la santa comunione sacramentale, passa attraverso un intimo travaglio: è l’intimità della comunione piena che trova la sua migliore intensità sulla via del Calvario, ai piedi della croce, in un lento quotidiano e doloroso martirio. Forse proprio per questo Gesù chiama la sua eletta “Piccola Maria”. Egli particolarmente si compiace in quelle anime più capaci di amare, che più assomigliano per l’umiltà, la povertà e la purezza alla sua santissima Madre.

Ciò è confermato anche dallo scopo primario di questi intimi colloqui e ancor più dalla missione che lo stesso Gesù affida alla sua prediletta: la conversione dell’umanità e la santificazione dei sacerdoti, i rappresentanti di Gesù Cristo in terra e i prediletti di Maria santissima. Sì, sono proprio i sacerdoti i primi destinatari di questi messaggi. Tutti loro sono chiamati ad una sublime missione, ad una santità vera, ad essere più che mai somiglianti a Cristo Gesù. Sono però anche i più insidiati dal maligno; lui sa che per ogni sacerdote che trascina nel male una schiera di poveri indifesi lo seguono sulla via della perdizione. Spesso dignità e debolezza albergano nella stessa persona. In questo scritti si possono sentire assai di frequente i palpiti appassionati di Gesù per i suoi eletti; il suo intenso dolore per i tanti e reiterati tradimenti e quella infinita misericordia che mai viene meno.

Basta leggere e meditare con sincerità di spirito, senza prevenzioni, per accorgersi della ricchezza dei contenuti e costatare la più assoluta ortodossia. Molti già l’hanno già fatto ricavandone grandi benefici. In molte anime questi messaggi hanno già compiuto prodigi di grazia che soltanto da Dio possono derivare. I pensieri di Dio non si dovrebbero mai fermare a livello mentale: sgorgano dall’Amore e debbono essere accolti con amore.
  • Un lettore sacerdote convertito

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Messaggio da GOCCE DI LUCE » ven feb 19, 2010 11:04 am

      • GOCCE DI LUCE - Gesù parla ad un’anima
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Già il 5 11 ‘96 Gesù, durante il ringraziamento alla Comunione, sussurrava dentro al cuore della piccola Maria:
”… Tutte le mansioni che svolgi nell’arco della giornata, che ti sembrano gravose, sono utili. Tutto quello che compi deve essere intessuto di Me. Niente ne va perso, e viene valorizzato. In tutto il tempo che dedichi ad esso il mio sguardo ti raggiunge, e qui sull’altare, unito al mio Sacrificio, diviene prezioso, non solo per la tua vita, ma per altri fratelli e figli. Tutto ciò che svolgi è utile, e il sacrificio che te ne deriva ti dà la possibilità di ascoltare le mie parole, parole che ti sembrano così poco altisonanti perché semplici, semplici come te. Così le voglio per anteporle a tanta teologia complicata e difficile, fatta di discorsi grandiosi, che mi tengono lontano, e il mio popolo non comprende. Ci vogliono parole semplici, che vengono subito comprese e assimilate. In esse il popolo si riconosce, le accoglie e le ama. E cerca poi di viverle. Così, nella mia vita terrena, sempre ho parlato alla genti, con semplicità.
Non fare crescere in te, per questo tesoro donato, la presunzione, ma nascondilo in te come tesoro geloso. In verità, è proprio un tesoro che verrà aperto a tempo debito, e ne usciranno gemme preziose per le parole che alimentano l’anima di tanti figli. Le parole che non hai potuto o aver capacità di dire per testimoniarmi, si rivelano nelle mie parole che fanno parte di te, del tuo sacrificio, della tua vita. Io chiamo, chiamo i miei figli…quanto li chiamo per venire alla mia Mensa…! Ma a loro infastidisce persino il suono delle mie campane che vorrebbero fossero mute per non avermi nel loro pensiero, e non vengono al mio banchetto ove li nutrirei, li purificherei e li sanerei, non solo nello spirito, ma pure nel corpo. …”.

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Messaggio da GOCCE DI LUCE » ven feb 19, 2010 11:06 am

      • GOCCE DI LUCE - Gesù parla ad un’anima
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Il 17 09 ’97, durante il ringraziamento alla Santa Comunione, Gesù le sussurrava dentro al cuore:

“Oh, si crede in Me, nella mia potenza e la osannano, ma non Mi amano!”

“Mia piccola Maria, vengo al tuo cuore ogni giorno a nutrirti. Tu chiami, e Io vengo sempre per stare con te, per assimilarti a Me. Sento il tuo desiderio e il richiamo dell’anima, e vuoi che Dio non venga all’anima che Lo cerca? Ma è proprio questo che Dio vuole dalle creature: il loro amore! Senti ancora il vuoto, ma deve essere così, devi provare il vuoto, la fame di Dio, per desiderarlo e chiamarlo con ardore. Vengo poi Io a saziarti, a riempirti di Me. Sei ancora una pianticella con le radici attaccate alla terra, e così è perché vivi sulla terra, però le tue radici devono esser dimenticate per elevare le tue foglioline verso l’alto, protese solo al Cielo.
In te Io voglio ricreare il rapporto confidenziale e intimo di Dio con l’anima, riformare la confidenza amorosa di cui oggi ormai si è dimentichi. Quanti pochi oggi nella Chiesa la vivono! Oh, si crede in Me, nella mia potenza, e la osannano, ma non mi amano! Non cercano la mia confidenza. Persino Giuda credeva in Dio, nel suo illimitato potere, ed era giulivo nelle mie imprese portentose, però non per farne del bene. Egli avrebbe anzi voluto lui questi poteri per farne opere malvagie. Non mi amava, non seguiva il mio insegnamento: la bontà, la purezza, la rettitudine.
Oggi quanti nella Chiesa cercano la mia potenza, per gloriarsene, ma non il mio amore, le mie virtù! I cuori sono duri, non conoscono generosità, non si aprono a Me nel dono. E come posso Io venire in loro ad insegnare ad amare, ad essere generosi? L’amore è lasciarsi triturare come cibo nella bocca dei leoni. Questa idea è dura a capire, fa paura. Ma se non si diventa cibo per nutrire i fratelli, non si ama. Se si rimane chiusi in se stessi e ci si conserva come beni preziosi, che avete dato?
Il mio Ignazio d’Antiochia, successore a Pietro(*), ha amato, e ha dato come nutrimento ai figli se stesso, non solo con l’atto finale nel farsi mangiare dalle belve, che concretizzava, con il gesto finale, tutta la sua esistenza, dove ha lasciato che mangiassero se stesso per cibo, ma ancor prima spiritualmente, donando ai figli la sua bontà e il suo amore di Dio. Dovete donarvi come cibo ai figli: questo è amore!
Ti formo per essere il mio pane, il mio pane profumato e fragrante, dove ti farai mangiare perché i figli riscoprano la mia confidenza, l’amore intimo dell’anima, che tu vivi, per mettere in risalto Gesù, che è Amico, Amico fedele, che ama e con il quale avere colloquio; Gesù che chiama e desidera il suo stare con l’anima. Gli dice: “Vieni, vieni con Me, solo con Me, stiamo assieme, poggiati al mio Cuore, svelami di Te. Io ti dono Me stesso. Andiamo insieme a pregare il Padre e a cantare le sue meraviglie”.
Quando cambierete e capirete questa fiducia allora verrò amato, e si sarà capaci di seguirmi ovunque. Lasciati mangiare, figlia! Non temere, lasciati mangiare con la preghiera, le opere buone, con la mortificazione e le ferite, che ti fanno nell’anima, offendendoti, …non devi più rispondere per difenderti. Se ti danno un morso al cuore e tu ti ribelli, pensando che sia da difendersi dall’ingiustizia, accogli l’ingiustizia e le ferite per dirmi: “A Te, Signore, offro questo morso come dono”, e Io lo illumino e ti do ancora più luce, e ti circondo del mio calore. Ripeti sempre: “per dare gioia a Te, Signore mio, e… per sfamare i figli”. Ogni morso sarà un gradino che farà salire in alto verso i Cieli. Il Cielo, il Cielo a cui non guardano più gli uomini, che sono con lo sguardo proteso a terra. Ma se guardassero, ricorderebbero il loro Creatore.
Tu guarda sempre e osserva, oltre le nuvole, il Cielo, al qual devi andare, e lasciare che pure il tuo corpo, la tua carne ne sia mangiata. In Cielo vedrai il tuo nutrimento, sparso nelle anime dei tuoi figli. Non pensare come. Questo non è per opera umana. Lascia fare a Me, che tutto preparo e ti formo. Sei chiamata ad amare, figlia! Questo è il tuo compito: amare! E sei qui nel mio Cuore. Ti benedico”.
(*) Nella cattedra apostolica della Chiesa di Antiochia.

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Messaggio da GOCCE DI LUCE » ven feb 19, 2010 11:07 am

      • GOCCE DI LUCE - Gesù parla ad un’anima
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Già il 14 08 ‘96 trovo scritto in un suo quaderno:
“Mia piccola Maria, non ti preoccupare se non ti ricordi tutto quel che ti dico. Può un’anima, che ha avuto la grazia di contemplare in visione la vostra Mamma Celeste, descriverne esattamente la bellezza? Può forse descrivere la luce che la illumina? Può farne solo una vaga descrizione. Così tu non puoi riscrivere il tono con cui parlo, la dolcezza, il calore o le precise parole che partono dal mio Cuore divino. Tu basta che riporti l’essenziale, il succo, che già mi contempla e porta il mio segno: sono le gocce di santità che traboccano dal mio Cuore.
Io vengo a rivelarti il mio Cuore, che è simile al Cuore della vostra Mamma Celeste: …si fondono! Uno ha una natura divina, l’altra umana. Ma si sono così donati, e fusi l’Uno nell’Altro, da essere complementari. Da Essi, da questi Cuori, nasce la santità, e voi dovete trovarne, assorbirne le gocce, gocce che giungono a voi per essere santi.
Sei chiamata a vivere nella piccola casa di Nazareth: tu qui conosci, ti viene rivelato, insegnato, come amano, operano, pensano Gesù, Maria e Giuseppe; la santità della loro vita, della loro essenza. Sei chiamata tu, per prima, ad immergerti in questi Cuori, ad assorbirne le gocce, gocce di santità da vivere in te, e da trasmettere poi ai tuoi figli sacerdoti.
Come vorrei che i sacerdoti, alle fonti di questi Cuori, ricevessero la rugiada della santità, e soprattutto i miei nuovi sacerdoti, che formeranno la mia Chiesa, improntata alla spiritualità del Cuore di mia Madre: un Chiesa ricostruita sull’offerta dei figli del suo Cuore.
Oggi la Chiesa celebra un eroe di santità: San Massimiliano Maria Kolbe. Egli anticipa, nella sua vita, abbagliato dalla Grazia, alla quale ha pienamente risposto, anticipa le meraviglie di salvezza del Cuore Immacolato di Maria. Egli anticipa la spiritualità che sarebbe stata poi annunciata e vissuta nei vari Movimenti Mariani.
Oggi si ricorda di lui il suo martirio, ma ti dico: la sua vita è stata tutta un’offerta d’amore. Già dal grembo della sua santa mamma era un’offerta, nella sua innocenza di fanciullo, e fino al suo sacerdozio, dedicato e vissuto nel Cuore di Maria, nelle incomprensioni e nelle difficoltà dei suoi confratelli, per l’apostolato all’Immacolata, al Cuore di questa Mamma.
Alla sua Passione, vissuta nel campo di concentramento, dalle persecuzioni anche fisiche sino all’offerta della vita per altre creature. Era un’offerta non solo per salvare un solo uomo, ma per donarsi, con amore e generosità, per la diffusione dell’Immacolata (dei suoi sentimenti, dell’ amore che risiede nel Cuore Immacolato di Maria) nel mondo e nella Chiesa, per riparare le offese arrecate a Lei, e per la fine della guerra.
Nessuno conoscerà mai i segreti dell’offerta di tante anime sante. Che profondità hanno avuto! I frutti che ne hanno portato non sono visibili. Così è con Massimiliano: nemmeno la Chiesa sa il frutto della santità che egli ha donato, dove è potuto giungere, in quali cuori. Ma Dio, che tutto vede, non dimentica mai nulla. Egli ricorda, nella totalità, ogni gesto, e persino il bicchiere d’acqua dato(*), e tutto valorizza.
Massimiliano ha amato la Madonna, e da Lei ha potuto acquisire le gocce di santità del suo Cuore, ricoprirsi del suo Manto di candore immacolato, e così vivere, ricevere, il rosso dei dolori di questa Madre, il suo martirio, per riviverlo e offrirlo. Così vorrei i miei sacerdoti: pieni di questo Amore di purezza, e rosso del dolore della propria offerta.
Come poco si contemplano i dolori di mia Madre, il valore che essi hanno; davvero Ella è Regina dei martiri! Ancor nel grembo materno la Madonna si offriva, si offriva nella sua infanzia e fanciullezza, nella sua preparazione a Madre, e ancor maggiore si fa la sua offerta con Me. Mi donava continuamente al Padre, mi curava ed amava, come la più tenera delle madri. Mi donava al Padre, quando ero nascosto in un piccolo e tenero bimbo da crescere (così come voi adorate Dio nascosto nell’Eucaristia), mi donava, guardando, contemplando, il suo Signore dei cieli. Mi vedeva già ricoperto di piaghe, con le manine e i piedi trafitti dai chiodi, e insanguinato. Vedeva il mio corpicino martoriato e ricolmo di dolore. …Mi ristringeva per proteggermi, e con il Cuore mi offriva, mi offriva al Padre.
La chiamavo, la chiamavo continuamente, e Lei con un’infinita pazienza, mi rispondeva sempre senza lasciarmi mai. Mi offriva, e offriva Se stessa nelle privazioni, nelle fughe, nel pazientare con le persone, nelle critiche delle donne a Nazareth, alle quali rispondeva con silenzio e mortificazione, pazientava nel lavoro non pagato, e nelle ingiustizie.
Il suo dolore poi continua con la malattia di Giusepe. Nessuno può capire l’intensità di questo amore; Maria e Giuseppe, nella loro purezza e castità, si sono amati molto. E, per Maria, perdere l‘appoggio di Giuseppe, è stato un grande dolore. Lo ha curato con tanta sollecitudine, non trascurandomi, e cercando di adempiere pure al lavoro fisico, per poter vivere.
Mi ha seguito nel dolore del mio insegnamento(**): sentiva tutti i miei stati d’animo, le incomprensioni, il dispiacere ricevuto. Ha sentito il mio martirio nell’orto e il tradimento dei miei, la verga che penetrava nella mia Carne, i chiodi che mi trapassavano, il dolore smisurato nel mio Cuore e l’indifferenza e l’odio delle creature. Tutto ha partecipato e sofferto, donando. Ha sentito il mio Cuore dilaniarsi da tanto amore respinto. Il mio ultimo grido, dopo il Padre, è stato per Lei: un grido soffocato “Mamma!”, un’ invocazione di aiuto e di ringraziamento per il suo sostegno e il suo amore.
Mia Madre mi ha aiutato a tenere le braccia aperte, a non distaccarmi dalla Croce. Il suo amore mi ha dato forza e consolazione. Dopo la mia morte ancora le sue braccia mi attendevano, e mi ha ricolmato di baci, contemplando tutte le mie piaghe: le sue lacrime si univano al mio Sangue. Mi stringeva come quando ero piccolo. Mi accompagna al sepolcro, e ancora le sue mani mi coprono, e mi dona baci al Volto e ai Piedi. Chiusa la pietra, il suo Volto si appoggia ad essa, …che rimane bagnata dalle sue lacrime. Tutto in Maria è dolore, offerta e adorazione.
Mia piccola Maria, sei chiamata anche tu a ricoprirti del Manto Immacolato di Maria: il rosso del dolore del martirio del suo Cuore, l’essenza della sua vita, del suo Spirito. Sei chiamata alla donazione; e se non sarà un martirio con lo spargimento del sangue, sarà un martirio, nell’anima e nel corpo, di lacrime che diventano sangue; ma sarai ricoperta del mio preziosissimo Sangue, che darà forza.
Ecco la via di Maria! E’ la strada che porta dritta a Dio. Verrà ostacolata dal maligno, ma saranno sempre vittoriosi coloro che la percorrono. In essa si conosce la mia intimità. In essa non ci sono errori di fede o eresie ad attraversarla. Questa è la strada dei forti, la strada dei miei Santi. Ti benedico”.

(*) Mt 10, 42
(**) Nella vita pubblica.

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Messaggio da GOCCE DI LUCE » ven feb 19, 2010 11:08 am

      • GOCCE DI LUCE - Gesù parla ad un’anima
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Così leggo sul suo quaderno, in data 16 08 96:
“Prega per i sacerdoti!”
“Mia piccola Maria, offrimi, consacra i sacerdoti al Cuore Immacolato di Maria. I tuoi sacerdoti consacrali! Questo Io attendo… Prega per i sacerdoti! Sapessi come è importante la santità del sacerdozio! Essi mi sono cari. Li amo, li curo, li prediligo, veglio sui loro passi, sui loro gesti, sui loro pensieri. Tanto mi è cara la loro santità. Il sacerdote è sacro, è chiamato a rappresentarmi ed essere Gesù, a consacrare il mio Pane che è la mia Persona. La sua vita deve essere un’offerta di purezza, di amore e di luce.
In questi tempi di vacanza quanto peccato! E quanti sacerdoti cadono nelle spire delle vacanze del mondo! Quanti celebrano poco e a fatica! Quanti non capiscono più la mia Parola o la celebrano con delle parole, ma non la vivono! Quanti non amano più Gesù che consacrano! Offrono un Dio Santo, ma la loro offerta è avariata: donano un Pane macchiato dalle loro stesse mani.
Il mio popolo sente la santità del sacerdote, sente la sua parola ardere, e viene ad ascoltare, và al suo confessionale per ricevere questa sua parola, che è goccia di Verità di Dio, avverte il suo amore verso l’Eucaristia. Per questo è importante la sua santità.
La Chiesa sussiste e vive perché Io vi sono, e la santifico. Ma la Chiesa ha bisogno di sacerdoti santi. Senza di essi crolla, non si sostiene. Li cerco, li cerco con il lanternino. Oh, come desidero i nuovi tempi quando la mia Chiesa avrà nuovi figli, figli che Mi ameranno e serviranno con un cuore di fanciulli! Così li voglio: che offrano il loro sacerdozio con un cuore di fanciullo, come Giovanni che, pieno di ardore e di ricerca di Me, sempre voleva sapere, sempre chiedeva, sempre cercava di starmi accanto, sempre mi guardava con meraviglia: capiva di Me! Così li voglio, con questo candore e questo desiderio, con questo ardore di fanciullo.
Vengano, vengano a prendere da Me! Prendano, prendano! Mi rubino. Tutto mi faccio prendere: sono inesauribile. Se prendono da Me sempre potranno dare. Io riempio le loro mani; se rimangono vuote di Me, i richiami del mondo si fanno pressanti, e cadono. La loro purezza, la loro santità di vita, il loro amore mi devono portare nell’Eucaristia. Devono vivere in un continuo stato di Grazia. E per acquistare questa santità, devono pregare, pregare qui alla fonte del mio Cenacolo, ove Io sono. E’ inutile cercarmi altrove: sono qui, e vi amo.
Come è legata la santità del sacerdote alla santità del popolo! Se un sacerdote ama, prega, adora Dio, quanti miei figli tornano ad adorarmi! Se un sacerdote è temperante nel nutrirsi, quanti figli non cadono più nei peccati di gola! Se un sacerdote non defrauda e non ruba nella chiesa, quanto popolo smette di rubare! Se un sacerdote non è più avido, orgoglioso, ricercatore di potere, quanto popolo diviene semplice e si accontenta di ciò che Dio dona loro! Se i sacerdoti non cadono più nella lussuria, nei peccati della carne, ma si ammantano di purezza, quanto mio popolo torna alla castità!
Vedi come la loro santità è legata alla vostra; e il popolo, per avere sacerdoti santi, è chiamato a pregare per essi, perché il sacerdozio, il sacerdozio santo nasce dalla preghiera.
Nasce il sacerdote, e così è formato già nel grembo materno, anche quando non lo sapesse; egli è poi chiamato da Dio perché le anime, anime madri, hanno offerto la loro vita per lui. Lo hanno rivestito della loro santità. Quanti sacerdoti si sono salvati e santificati da un’anima madre che li genera: siete legati dalla comunione dei santi. E la preghiera del popolo per essi è potente”.
--- E, ancora riguardo ai sacerdoti Gesù continua: “A te chiedo l’amore, che è come l’amore di un piccolo, per donarlo ai sacerdoti, che Mi devono amare con un cuore da bambino. Desidero dai miei, dalla mia Chiesa soprattutto, che torni ad adorarMi: guarda quanta indifferenza! Iddio è esigente, è severo, e vuole il tutto del cuore dell’uomo, perché tanto lo ha amato, tanto gli ha donato, e tanto vuole che, nel suo limite umano, gli dia in cambio. Desidero che mi amino come fanciulli. Solo nella piccolezza tutto mi viene donato. Essere piccoli non è essere infantili: assumere pose e modi infantili, ma avere, da adulti, l’umiltà di chi si nasconde in Dio, e acquistare l’innocenza del cuore di un bimbo, che spalanca le sue braccia per riamarmi….(25 08 ’96)”.

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Messaggio da GOCCE DI LUCE » ven feb 19, 2010 11:09 am

      • GOCCE DI LUCE - Gesù parla ad un’anima
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Il 27 06 ’96 Gesù dice alla piccola Maria:

“Io ritorno nel mio Amore e nella mia Giustizia”-
“Figlioletta cara, …il male si scatena ora particolarmente su coloro che sono consacrati a Maria… Contro di essi si scatena più che è possibile. Il male devasta ovunque: sa che il suo tempo ha quasi termine. E’ una lotta delle tenebre contro la Luce. La Chiesa poco alza la sua voce, timorosa com’è del mondo. Solo il mio Papa, e pochi miei figli fedeli al mio insegnamento gridano. Ma si cerca di chiudere loro la bocca e legar loro le mani. Essi come ne soffrono! Le persecuzioni… ci sono persecuzioni.
Per loro Io dono dei troni regali in Cielo. Se il mio Amore giunge sino a quelli che non Mi amano, ancor più va a coloro che sono parte di Me, e che Io amo. Ci sono creature che soffrono la mia Passione fisica o croce nello spirito, infermità dalla nascita, fisica o mentale: le offrono come un dono d’espiazione e riparazione. Uniti a Me, essi redimono e intercedono per i fratelli. Queste creature sofferenti, unite alla Santa Messa, sostengono ancora il mondo: anime sconosciute e bistrattate.
Io non desidererei che alcuno soffrisse così, ma vorrei che ognuno portasse del suo e ci fosse un aiuto scambievole, ma ne sono obbligato per salvare. Sappi però che veglio, e non permetto mai che si possa nuocere alla creatura più di quello che non può sostenere, così è anche nella tua vita.
Le grandi ingiustizie, le prove, sono pure esse opera del nemico; e Io lo lascio fare per ricavare da esse il buono. Gli uomini, nel loro benessere, si inaridiscono, sono apatici, non più capaci di dare del pane al fratello, che ne ha bisogno, si fa dio della sua vita; non educano i figli alla fede e li crescono, bestemmiando il mio Nome. Attraverso queste prove, comprendono il loro bisogno, il piede vacilla, il ginocchio si piega, per essere capaci di guardare verso l’alto e cercare il mio aiuto.
Questo dice la Parola di oggi: la casa deve essere costruita sulla mia Roccia. Quando non è così crolla, non solo al suolo, ma nei burroni dell’inferno. Quanti vanno all’inferno di questi tempi!... Ma proprio tanti!… E coloro che abitano la mia casa vanno ai suoi sprofondi, se si dannano. Quei figli che si nutrono del mio Pane, dei miei Sacramenti e mi tradiscono, mi vendono al nemico per straziarmi, sono i nuovi Giuda, ancor più perfidi del Giuda del mio tempo. Sapessi che dolore è…: come un’onda enorme di male, che avanza… e vedo gli uomini indifferenti alla morte che li attende fra breve, morte non solo fisica, ma eterna. Io ritorno, ritorno nel mio Amore, nella mia Misericordia e nella mia Giustizia, per purificare e lavare tutto questo male.
Ritorno nel mio Spirito Santo, che manderà il suo Fuoco. A coloro che non troverà con il mio Sigillo sulla fronte, ma avrà quello del nemico: che morte orribile! Vedranno prima dei segni nel cielo, vedranno la mia Croce, ma sarà troppo tardi per convertirsi. … Gli innocenti saranno i martiri che, con il dono della loro vita, purificheranno anche essi la terra. Il resto del popolo che rimarrà, Mi apparterrà, avrà il mio spirito e la mia Verità. E sarò di nuovo il loro Dio!
In quelli che vi sembreranno giorni terribili non uscite di casa. Avrete paura, sentirete scuotere la terra, grandi rumori e urla raccapriccianti ovunque. Voi rimanete chiusi, in preghiera continua. E ricordatevi delle mie parole e della mia protezione: la porta della tua casa sarà bagnata dal Sangue dell’Agnello, come ai tempi della Pasqua ebraica: sangue formato dalla Comunione intima con Me, da anni, dalla continua preghiera, dalla consacrazione a Maria. I consacrati a Maria ne salveranno molti tra coloro che gli sono cari, se essi sapranno ricercare lo Sguardo di Iddio.
Che dolore, figlia mia! Vorrei riversarlo su tanti cuori, eppure sul tuo, ma non potresti sussistere, e devo sostenerti già nella giornata che vivi. Le altre anime o non ce la farebbero o non vogliono.
Accolgo la tua preghiera per i sacerdoti, feriti con le piaghe aperte. Le preghiere, le comunioni sono un balsamo soave. Essi sono caduti, ma hanno ancora il cuore buono e sono pentiti, e quelli che vengono affidati a Maria, ricevono in Lei la preghiera più santa e pura che risana e cicatrizza. Lei se ne prende cura, li pulisce, li riveste, e li riporta a casa: figli che sarebbero andati perduti ritornano più belli di prima. Ti benedico”.

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GOCCE DI LUCE
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Messaggio da GOCCE DI LUCE » ven feb 19, 2010 11:11 am

      • GOCCE DI LUCE - Gesù parla ad un’anima
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Fogli sparsi...

Così leggo in un suo quaderno, in data 04 12 03:

“Dio vuole divinizzare l’ uomo!”

“Mia piccola Maria, questa è l’Eucaristia: vivere la presenza totale di Dio in sé. Ciò avviene perché Egli vi ama tanto e non vi vuole impoverire, ma arricchire della sua Persona. E solo, svuotandovi di voi stessi, Egli può donarsi, e farvi parte di Sé.
Il demonio voleva essere come Dio, estromettendo Dio e ponendosi sul suo trono. Ma non si può estromettere l’Onnipotente! Dio vuole divinizzare l’uomo, se egli vive l’amicizia e l’Alleanza. Dio vuole offrirGli la sua Essenza, e far innalzare la sua natura umana a divina. E ciò lo può nella misura in cui l’uomo si è santificato. Lo prepara già da questa terra, nutrendolo nell’anima con il suo Pane, santificandolo nell’interno per far sì che sia pronto alla totale comunione con il Padre nei Cieli. Così, come per il bimbo, che ha bisogno di cibo per crescere nel corpo e farsi grande, così l’anima ha bisogno dell’Eucaristia per crescere in Dio e santificarsi. Il Signore trasfonde tutto il suo essere, le sue virtù, la sua santità, purifica l’anima e la rende preziosa, e la fa divenire ”Carità”, affinché poi, giungendo in cielo, si trovi arricchita dei beni di Dio, e possa così presenziare e vivere dinanzi al Santo del Santi. Ti porto verso questo cammino e ti amo, figlia mia. Ma l’Eucaristia, più che capirla, dovrai viverla”.



E durante il ringraziamento alla Santa Comunione Eucaristica, il 22 agosto 1998, Gesù diceva al cuore della piccola Maria:

“La gioia di Maria, la sua essenza, è vivere per amare Dio e condurre a Lui”

“… Io sono la Verità, non posso che dirti la verità. Lo Spirito Santo si rivela solo nella Verità...
Oggi celebrate Maria Santissima Regina del Cielo e della terra, Regina di tutti gli uomini. Beato il cuore dell’uomo che La proclama in sé Regina poiché non resterà orfano, Lei lo riporterà sempre a Me. Maria è Madre degli uomini perché Madre di Dio, ed è loro Regina per la sua Maternità divina. Lei ha avuto Dio in Sé; la sua Persona, la sua Essenza. La Regalità di Maria nasce da questo amore e non può che condurre a Me. La mia Chiesa poco La proclama, i miei sacerdoti poco La inneggiano Regina nella loro vita; credono in questa idea falsa che Ella porti via luce al loro Dio. Può mia Madre portare via luce a suo Figlio, a un Figlio che Le è pure Signore? Ma la gioia di Maria, la sua Essenza è vivere per amare Dio e condurre a Lui. Nella sua intera esistenza, nelle sue apparizioni e manifestazioni la Madonna non ha mai cercato la sua gloria, ma quella del Padre, ed ha sviscerato Sé stessa per essere via di conversione che riconduce i figli al Padre. Questa è la sapienza che la Madonna ha acquistato: che ogni gioia, che ogni sofferenza provata venga offerta, affidata a Dio per far sì che diventi preziosa, regale, e vi conduca in Cielo, al Re. La sua gioia è vedervi salvi, darvi questo suo amore per Gesù, che vi riempia, e vi porti alla felicità eterna.
Donate la vita a Maria, consacratevi a Lei, pregateLa, ringraziateLa, e ciò che porrete nelle sue mani non potranno che tornare a Me rifiorite. Amare Maria però non è solo affidarsi a Lei e pregarLa. Amare Maria è emulare le sua virtù, la sua vita, il suo amore. Una preghiera che non vive, non respira di Maria, che preghiera è? Pregare Maria è vivere la sua Purezza; e più si è puri e più si vive l’ardente desiderio di Dio. Pregare Maria è vivere la sua Carità, la sua generosità senza fine. E’ vivere il suo nascondimento. Maria non proclama sui tetti la Parola di Dio, ma risponde al momento adatto, parla nella sua persona, con il suo esempio, amando. E amando, non ha fatto che generare. Amando sotto la Croce e donando Sé stessa, unita al suo Figlio Crocifisso, senza gridare o inveire contro gli uomini, ma facendosi offerta d’Amore. E’ un Amore eroico, difficile ma meraviglioso e, come Lei, vi vuole condurre a farvi offerta, primizia preziosa. Simili a Lei, che sotto la Croce, si è fusa al Cristo, e si è così fatta Madre dell’umanità, ed ha generato.Voi non potete dire di seguire e amare la Madonna se non vivete la sua Maternità (*). Maria è Madre, e voi dovete assorbire il suo amore materno per poter portare le creature, le anime, alla Grazia di Dio, a farle rivivere in Lui. Allora sarete realmente di Maria.
Mia piccola Maria, la Madonna vuole riversare in te la sua Maternità, vuole riversare, per quel che puoi riceverne, abbondantemente la sua Maternità. In questo modo tu la proclamerai Regina, adempiendo questo disegno che è la Volontà di Dio. Ti benedico”.
(*) Tutti siamo chiamati a vivere la Maternità di Maria, a divenire delle piccole marie, e diverremo, dentro l’anima nostra, come Maria.

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miriam bolfissimo
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven feb 19, 2010 2:14 pm

Unabbraccissimodiquestonuovoangolodicielogioiosissimo&ringraziosissimo, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Riflessioni

Messaggio da Grazia Cuffari » lun mar 01, 2010 10:48 pm

Grazie per aver messo a disposizione queste stupende meditazioni in un periodo propizio come la Quaresima, per purificare il nostro spirito dalle scorie del mondo.
Queste riflessioni sono il frutto di un anima sublime che ripercorre il cammino di Gesù su questa terra per innalzare il nostro animo a Gesù Salvatore, per riconciliarci con Lui. Sono il frutto della conversione autentica dell'anima a Dio e che ci porta a rinascere a nuova vita;
una vita improntata al vero sentimento dell'Amore, al senso della giustizia e della Verità che rende libera la nostra Umanità, una vita al servizio di Dio, respirando aria libertà
La fede di quest'anima è la fede di chi ha incarnato la Parola di Dio, tanto da diventare un tutt'uno con Gesù nostro Signore, nostro riposo e nostra pace.
Anche noi, nutrendoci della Parola di Dio, possiamo ottenere questa fede autentica che sposta le montagne dell'egoismo, della superbia, dell'odio, dell'indifferenza per condurci a riconoscere la nostra fragilità e a considerarci fratelli,in tutta serenità e comprensione.
E' questa la fede che Cristo vuole da noi e che fa essere per tutti quella luce che di lui si alimenta, luce riflessa che illumina il mondo, fuoco che dà
calore e senso all'esistenza.
E possiamo esserlo, solo che lo vogliamo. Approfittiamo di questo momento magico di Quaresima per lasciarci irretire dallo Spirito di Dio e poter dire con San Paolo:
<<Non sono io che vivo, ma è il Cristo che vive in me>>
Dio mi ama e ama tutti nel presente e nell'eternità

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Messaggio da Redazione » ven giu 03, 2011 4:57 pm


Da: ***
Inviato: venerdì 3 giugno 2011 17.00
A: info
Oggetto: Re: GOCCE DI LUCE - marzo 2011- Ho viscere paterne e materne...

Grazie di cuore delle parole sante di conforto e
consolazione. Volere e fare la volontà di Dio non è facile,
pensiamo sempre di perdere qualcosa, quel qualcosa che
riteniamo necessario per la nostra felicità e che invece non
è altro che il solito idolo che e esige...sacrifici umani.
Eppure..fa paura abbandonarsi all'amore e alla misericordia
di Dio, paradossale, ma è così! Che il Signore abbia pietà
di noi e delle nostre debolezze, aiutandoci, nonostante la
nostra sfiducia in Lui, ma sapendo comunque del nostro amore
per Lui, a superare la diffidenza e ad entrare nella verità
che è Lui. Pace e bene a lei Padre, grazie ancora, Florita
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