GOCCE DI LUCE Febbraio 2013 - Perché il Santo Padre lascia?

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Don Armando Maria
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GOCCE DI LUCE Febbraio 2013 - Perché il Santo Padre lascia?

Messaggio da Don Armando Maria » sab mar 09, 2013 4:47 am

      • GOCCE DI LUCE - Gesù parla ad un’anima
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Febbraio 2013 - “Perché il Santo Padre lascia il soglio di Pietro?”



02 02 13 “Figli miei, vivete la carità! Essa è il germe di ogni bene, è la medicina di tutti i mali”
”Mia piccola Maria, stasera la Parola vi evidenzia la carità. Tutto il vostro agire senza la carità perde senso, dato che solo la carità rimarrà della vostra vita. Ma perché sia autentica, fattiva, essa deve essere vissuta come un’offerta, un dono d’amore. E per essere dono, la carità va vissuta nell’umiltà, nel nascondimento, nel silenzio, nella discrezione, nella gratuità. Non attendete, al bene fatto, il contraccambio; non mettete il manifesto per il beneplacito delle creature; sappiate che la carità ha diritto al suo premio e, se non riconosciuta dagli uomini, essa dovrà essere premiata da Dio, che paga all’infinito. Non pensate che essa vada sprecata perché rinnegata, defraudata, se al bene compiuto avrete l’irriconoscenza, dato che il bene non va mai perso: Iddio lo raccoglie; è Egli il banchiere divino che lo racchiude nei suoi forzieri celesti e li moltiplica con gli interessi per l’eternità.
La carità porta sempre i suoi benefici e la sua benedizione. Prima di tutto migliora voi stessi, v’irradia l’anima, vi fate un conduttore di fuoco d’amore che sparge ovunque il suo calore, al quale molti si riscalderanno e torneranno a vivere. Sappiate che l’amore è contagioso, divulgatore, diffusore: si espande e nobilita l’uomo, migliora l’umanità poiché il suo linguaggio è quello del cuore; lo comprendono tutti gli uomini di ogni luogo, costume e religione. Fate che la vostra esistenza sia offerta veritiera e il vostro operato sia unito all’Offerta massima della carità che è il Sacrificio di Cristo. Il vostro vivere e agire, con quello che comporta, sia intessuto ad Esso, e ne acquisterà il massimo valore e bene di salvezza propagato a tutti.
Sia, in questo modo, la vostra preghiera aperta alle molteplici intenzioni per aiutare i fratelli: la vostra orazione si fa così carità. Le vostre Sante Messe, partecipate e offerte per donarle anche alle necessità altrui, si faranno così carità. Siano le vostre mortificazioni, il lavoro, il sacrificio, e le gioie, offerte al Padre per il bene di tutti: si faranno carità. Fate opere concrete, gesti tangibili per soccorrere al bisogno: esse si fanno testimonianza vera all’amore di Dio, riscalda i cuori, li rende grati, riapre le porte al bene e al Signore.
Pure per i doni mistici, per i carismi più alti, che vi possono essere stati dati dal Cielo nella sapienza, nella guarigione, nella profezia, … sappiate che devono essere vissuti nell’ottica del dono, dell’utilità per il prossimo, nell’umiltà, nel silenzio, nella gratuità,… perché portino il loro effetto salutare e salvifico, dato che, se vissuto e ristretto a sé stessi, se privati di questa condizione nel dono, essi si fanno sterili, vengono sviliti nel loro valore, se non addirittura passare al nemico.
Figli miei, vivete la carità! Essa è il germe di ogni bene, è la medicina di tutti i mali. La carità è d’oro perché virtù regale; essa appartiene a Dio. La carità è Dio! Ti benedico”.

04 02 13 “I sacerdoti dovrebbero tutti fare esorcismo ogni giorno per far sì che sia salvezza di liberazione sui loro fedeli”
“Mia piccola Maria, vedo scritto sul tuo cuore non solo il nome dei tuoi figli ma anche quello di molti altri. Stasera nel vangelo s’approssima a Me un posseduto che mi intima: “Non tormentarmi!”. Egli era posseduto da una legione, una moltitudine di demoni così forti che nessuno riusciva a tenerlo legato e fermo, e trascorreva le notti e i giorni gridando e percuotendosi. Grande è la mia Misericordia su di lui che lo libero. L’intera mia Redenzione è un’azione di liberazione dell’uomo dalla prigionia di satana. La possessione del demonio è una delle croci più terribili per l’essere umano: essa spersonalizza, toglie la libertà dell’agire e del suo più profondo pensiero, snaturalizza il suo io. Il demonio lo odia e il suo intento è distruggerlo, ma lo occupa per fomentare ai suoi progetti malsani.
Poco è attuato il Ministero di liberazione, eppure mai come in questo tempo le creature, i luoghi, le cose sono invase e possedute dal demonio, ed ogni sua conquista fa avanzare il suo potere sulla terra. I più grandi posseduti sono gli adepti di satana, coloro che si offrono e si consacrano direttamente a lui in piena volontà, e sono soprattutto tra i potenti del mondo: i politici, nella finanza, nello spettacolo, nello sport, … in cambio dei vantaggi che egli offre, e che sono: successo, salute, ricchezza, piaceri, … Questi adepti hanno una certa libertà nel loro agire, nel loro spazio e movimento, nelle loro capacità, ma sono posseduti nell’anima, che il diavolo usa per i suoi scopi malvagi e per poter avanzare e decretare la sua potenza.
Quanto difficilmente questi uomini, a lui datesi, si salveranno poiché non vogliono rinunciare ai loro vantaggi. Gli altri posseduti lo sono a causa del persistere del loro peccato che finiscono per essere occupati dal diavolo, che li schiavizza a sé; e ci sono altri che sono innocenti che, pur posseduti, sono gli agnelli che soffrono tale male poiché fatto da altre creature malvagie. Il loro dolore si fa redentivo, soprattutto quando viene accompagnato dalla preghiera e da una cura salvifica nello Spirito Santo. Su di queste creature particolarmente si estende la mia Misericordia poiché sono coloro che vorranno poi liberarsi, e ne soffrono da vittime.
Per far sì che l’azione salvifica di liberazione possa attuarsi c’è bisogno, prima di tutto, del desiderio della creatura tormentata, che lo voglia nel cuore; l’altra condizione è la preghiera degli altri, dato che essi non possono perché satana li lega; e sono i loro cari, i familiari, gli amici,… che devono aiutarli e pregare per loro, e condurli dai sacerdoti.
La Chiesa ha il compito poi fondamentale della liberazione per questi figli con le Sante Messe e gli esorcismi con un percorso di cura che avrà bisogno spesso del tempo, dato che, se dinanzi alla mia Persona c’è il potere di Dio e la liberazione è anche istantanea, per voi c’è bisogno di una cura spesso più o meno lunga a secondo dei benefici ricevuti nella preghiera e nel Sacrificio, e a secondo del male protratto o grave.
I sacerdoti dovrebbero tutti fare esorcismo ogni giorno per far sì che sia salvezza di liberazione sui loro fedeli, sulla Chiesa ove operano, sul gregge loro affidato e per la loro missione e, seppur da lontano, sarà ugualmente vitale e operante il suo effetto per l’intera terra, la Chiesa, i luoghi circostanti, creature distanti, … in questo modo si ferma l’avanzata del male di satana: molti verrebbero riacquistati a Dio e liberati; e per ogni figlio che si risana e si riscatta è una sconfitta e una vittoria sul maligno. TI benedico”.

05 02 12 “Figli miei, vi voglio combattenti, soldati di Cristo, che non si piegano alle lusinghe di questa società profana”
“Mia piccola Maria, oggi la Chiesa ricorda S. Agata Vergine e Martire che ha offerto il suo sangue in libagione per la difesa del suo Credo in Cristo. Oggi la Parola vi dice: “Non avete ancora resistito fino la sangue nella lotta contro il peccato!”, e per il sangue non intendo solo quello versato dalle vostre vene, ma il sangue che nasce dal sacrificio, dalla lotta, dal combattimento, che rinnega sé stesso, lo piega per amore del bene che è sangue dello spirito.
O cristiani, ove è la vostra lotta contro il peccato? Io vedo che vi lasciate andare passivi alle onde del mare che trasportano sempre più lontano, pur se le sue acque si fanno putride e oscure. Se lottaste, nuotando contro corrente, per non cadervi, ciò vi costerebbe sacrificio, fatica, sudore... Voi chiedete grazie, miracoli, ma come potete riceverne se non lottate contro il male, ma anzi ne andate a braccetto? La prima lotta da dover affrontare è con voi stessi, rinunciando ai piaceri e ai desideri cattivi; la seconda è quella contro il mondo e il suo pensiero malsano quando accogliete la catechesi di satana che inneggia in esso; la terza è nel rifiutare i compromessi che vi fanno accettare un poco di credo e di bene ma anche certi peccati poiché sono entrati nella consuetudine dei tempi. Iddio vuole che sia vissuta una fede nella sua integrità!
Come mai l’emoroissa e la figlia di Giairo, nel vangelo di questa sera, vengono sanate? Perché hanno lottato contro il male ed hanno avuto fede. La fede è un dono, una grazia del Cielo; ma bisogna combattere per far sì che essa si mantenga, viva ed accresca. L’emoroissa ha lottato non solo contro il suo male fisico ma contro l’ emoraggia dei suoi beni, causata da perfidi cosidetti medici, che cercarono per anni di intaccarla pure nelle sua correttezza morale, ma lei ha continuato a credere e a pregare il Padre Santissimo, che le è venuto in soccorso nella mia Persona.
Giairo viene graziato, dato che egli mi aveva già accolto, a costo di essere screditato dai suoi del suo rango, dalle consuetudini ed usi del suo popolo, dalla mentalità delle sue amicizie; egli andò contro tutti e credette al di là della morte.
Figli miei, vi voglio combattenti, soldati di Cristo, che non si piegano alla lusinghe di questa società profana che invade e circuisce persino la Chiesa. Siate forti, chiedete la fortezza allo Spirito Santo perché la ricompensa è grande, e possiate vivere e credere nella Verità a costo di tutto. Io vi sostengo e combatto con voi. Ti benedico”.

06 02 13 “La terra è permeata nella croce; non v’è altra via nel riscatto: i lutti, le malattie, i dissesti”
“Mia piccola Maria, stasera nella santa Parola vi viene detto: “IL Signore corregge chi ama, percuote chi riconosce come figlio”, perché se un padre non si prendesse cura del figlio, non avesse autorità su di lui, e lo lasciasse nel vuoto, che amore sarebbe? Iddio vi corregge per temprarvi e formarvi nelle prove della vita, nella sofferenza, per riscattarvi e rendervi atti alla vita eterna. E… quando non si accoglie la sua correzione? E’ quando non Lo si riconosce come Padre. Invece quando Lo si ama si accoglie la sua guida, che è autorevole, ferma, a volte dura, che costa, ma che offre a voi la formazione di un’anima, che si santifica per il Cielo.
Finché siete sulla terra, figli miei, tutto è fallace e caduco, tutto ciò che vi è stato dato vi viene ripreso; coloro che vi hanno accompagnato poi, uno ad uno, li perdete; non porterete nulla al di là della vita terrena, ma ogni cosa vi verrà restituita, se avrete accolto e vissuto la croce.
La terra è permeata nella croce; non v’è altra via nel riscatto: i lutti, le malattie, i dissesti, … tutto è mezzo che Iddio vi manda proprio perché vi facciate esseri spirituali che sanno guardare verso l’alto e non fermarsi alla terra. Oh, questo mondo non l’accetta perché ritiene la sofferenza come negativa, un male da evitare: è la catechesi del demonio che vuole finalizzata un’esistenza solo ai piaceri e allo star bene.
Temete la sorte per chi vedeste solo gaudente e nel benessere, nel riso sguaiato che non ha senso, chiude il cuore e fa morire l’anima, dato che senza croce ci si perde; mentre con la croce avrete l’eternità del gaudio, di un figlio che ha compreso, pur nel dolore, la verità e il bene. Lo so, fa male, ma Iddio è pietoso: vi dona il balsamo della sua consolazione, i Sacramenti, la preghiera, e vi è accanto” Egli non richiede autoflagellazioni o tormenti, ma una croce che dovete rivestire nell’amore: in esso si fa dolce, non è più pesante, fa meno soffrire; nell’amore ne date significato e vi si fa amica: non la temerete più e vi darà forza per superare tutti gli eventi.
Io, vostro Salvatore, condivido con voi la croce, vi sono accanto, passo dopo passo e, quando sarete più stanchi e privi di forze, vi prenderò Io stesso in braccio per proseguire il cammino fino al Cielo. TI benedico”.

09 02 13 “Anche oggi dico ai sacerdoti: “Figli, sulla mia Parola gettate le reti!”
“Mia piccola Maria, dico a te quello che ha detto San Pietro nel vangelo di stasera: “Sulla tua Parola getterò le reti, Signore!”. Sulla mia Parola, figlia mia, potrai vivere ulteriore bene. Stasera San Pietro, dopo aver invano faticato l’intera notte senza aver pescato nulla, al mio invito di riprendere il largo mi dice: ”Signore, sulla tua Parola getterò le reti!”. E il suo pescato sarà abbondante, le reti ricolme per il suo peso.
Anche oggi dico ai sacerdoti: “Figli, sulla mia Parola gettate le reti!”. Una Parola che ancor prima di essere predicata agli altri deve essere da voi vissuta. Come si può richiedere la conversione, il cambiamento di vita, un’ adesione al vangelo nei fedeli se prima non siete voi a vivere con coerenza la Santa Parola? Si trasmette quello che si è; e se un sacerdote è proteso alla santità aiuterà i fedeli a farsi santi.
La Parola divina non è mai superficiale, essa va accolta nella sua profondità: deve scandagliare fino alle viscere e spaccarsi nella sua metà per portare il suo effetto. Il sacerdote deve mettersi sempre in discussione, porre in analisi la propria coscienza, quanto in realtà viva quel che Io insegno. Egli non può accontentarsi mai di una certa stabilità acquisita nella Santa Parola poiché essa non è mai un laghetto circoscritto, ristagnante e chiuso, ma acque che scorrono continuamente, che evolvono e si maggiorano in fiumi, mari, oceani, in un perpetuo movimento, che dà vita.
La seconda condizione richiesta è la fiducia. Pietro si fida di ciò che gli chiedo e ne ottiene pieni benefici; sicché la vostra fede non può essere tiepida, annacquata,ma una fede che vibra d’amore intenso per far sì che divenga simile ad una calamita che attira e raccoglie nell’amore. Le vostre reti si faranno attrattive, e molti vorranno entrarvi per rincontrarsi nell’abbraccio con Dio; sia che le acque del mare siano burrascose perché tempestose nelle difficoltà, nelle durezze, e sia che siano tranquille perché placate dalla indifferenza e dalla noncuranza, comunque porterete il raccolto di una grande pesca di anime.
Quel che dico ai sacerdoti lo dico anche ai fedeli, ai laici: se le vostre reti nell’offerta delle vostre preghiere e delle Sante Messe, rimangono vuote della conversione dei vostri cari, di tanti che conoscete, ponetevi ulteriormente in discussione: fate esame di coscienza per vedere quanto in voi è incarnata la Parola di Dio. Il Vangelo sia vissuto: siate aderenti al mio Insegnamento, perché nella misura in cui voi mi vivete, mi partecipate, mi siete fedeli e credete in Me, le vostre reti si faranno mani, braccia, cuore; si faranno amabili, portatrici di uno spirito che chiama e raccoglie, ed esse non potranno che portare la pesca di molte anime tornate a farsi sante. Ti benedico”.

11 02 13 “Il Papa lascia il soglio di Pietro non solo per motivi di fatica e amarezza…” (*)
“Mia piccola Maria, il Papa lascia il soglio di Pietro non solo per motivi di fatica e amarezza, per le battaglie vissute, per i malanni della sua tarda età, ma soprattutto, Io ti dico, per la cospirazione dei veleni di molti che gli sono intorno: per non cedere alle pressioni di coloro che vogliono che egli attui il consenso a leggi inique e contrarie alla Legge di Dio.
Stasera nel vangelo si appressano a Me folle di malati che cercano di potermi toccare il lembo del mantello, e quanti lo toccano vengono sanati. Io sono il grande Medico, Colui che, tra le sue funzioni, ha quello di guarire l’uomo in tutte le sue realtà; e sono sempre Colui che ha dato luce alle menti degli uomini di scienza per la ricerca al ritrovamento delle cure per le varie malattie. Ad ogni male Iddio ha già pronta la sua medicina negli stessi ritrovati semplici delle cose create, nei medesimi elementi naturali.
Se tutti pregassero quanta luce per la scoperta di cure a malattie ancora sconosciute e dolorose! Chi meglio può conoscer l’uomo se non chi l’ha creato in tutti i suoi elementi e capirne le funzioni, i suoi mali e la sua cura? Io sono l’Energia che crea, che può, nel suo potere illimitato, debellare ogni disfunzione, ogni malattia, e rifare, ricreare vita nuova. Ah, se tutti gli uomini con fede riconoscessero il grande Medico, ove sarebbe più la malattia?
Oggi, festa della Madonna di Lourdes vi fa pensare all’ammalato, al tribolato, al sofferente. Molti di loro ricorrono alla Madre di Lourdes per tuffarsi nelle sue acque ed avere guarigione, e Maria a tutti dona qualcosa, a tutti quelli che vengono con cuore sincero dona conforto, sostegno, forza; ad altri dona anche guarigione fisica o spirituale. E come mai non a tutti la guarigione? Il Signore Iddio ha decretato che la malattia sia elevata ad un ordine superiore che si fa salvifico per i fratelli. Essa stessa si fa cura per il male altrui, il cui fine è sempre la salute. Il Padre Creatore creò le acque sulle quali aleggiava lo Spirito Santo perché nascesse la vita; l’Immacolata è Colei che detiene una parte delle acque del Padre Eterno su cui aleggia sempre lo Spirito, e che possono, per suo volere, dare salute, guarigione, vita. Se l’intera umanità tornasse a Me, al grande Medico, se tornasse all’Immacolata, a tuffarsi nelle sue Acque, tutti verrebbero sanati; ma poiché l’uomo non ascolta, pochi vogliono realmente toccarmi il mantello e pochi cercano la mia cura; dovrà l’Eterno intervenire con la sofferenza ed il dolore come medicina proprio perché il mondo non si corrompa totalmente.
Ora inizia la grande purificazione per far sì che, simile ad un parto, nasca un’umanità e una Chiesa nuova nella salute di ritrovare e vivere il bene. Ti benedico”.
(*) La sera dell’11 febbraio a Roma mentre pioveva a dirotto, la piccola Maria è andata a Messa e, nonostante l’ombrello, si è inzuppata tutta, ed ha partecipato alla Santa Messa tutta bagnata, e lo ha fatto come fioretto a Gesù per il Papa e per la Chiesa.

13 02 13 “Perché il Santo Padre lascia il soglio di Pietro?...Perché intorno a sé non ha trovato conversione”
“Mia piccola Maria, Io forgio il tuo cuore e ti sono vicino più che mai. Sei così fragile, così fragile che devo stare con te per sostenerti continuamente, dato che senza di Me tu non sopravvivresti. Benedico anche il Santo Padre per cui preghi.
Ecco, oggi ha inizio la quaresima, e con essa l’invito pressante alla conversione. Convertitevi! Convertitevi, dato che solo nella conversione c’è il ritorno dell’uomo a Dio. Ma… forse l’umanità si converte? Perché il Santo Padre lascia il soglio di Pietro?...Perché intorno a sé non ha trovato conversione. Nella sua tarda età non riesce più ad affrontare i duri colpi che gli vengono inferti da cuori malvagi che lo circondano e che vogliono far passare, con le loro pressioni, leggi inique. Quanti tra i grandi della Chiesa non si convertono, non si piegano; impongono agli altri quello che essi stessi non vivono. E come deve avvenire questa conversione?
Il Vangelo vi elenca le condizioni: mediante la carità, la preghiera, la mortificazione; ma per far sì che siano vissute in autenticità queste virtù ci vuole la primaria e fondamentale disposizione dell’umiltà. Siate umili! Siate umili, poiché solo nell’umiltà è vissuta la verità e ogni forma di bene nella vita ecclesiale e sociale, ogni forma di giustizia; sicché la carità deve essere nascosta, discreta; la preghiera sempre primaria in un rapporto intimo di colloquio a Tu per tu con il Padre Celeste; e la mortificazione: un dono da dare con gioia. Nell’umiltà esse si nobilitano, danno testimonianza alla gratuità dell’amore vissuto.
Cosa insegna invece questo mondo? La superbia, la vanagloria, il protagonismo: in questo stato i cuori si fanno duri al dare e incapaci di rapportarsi con il Padre Divino, improntate solo al godere; e anche quando si compie del bene si richiede ammirazione, ringraziamento: il suo pagamento di riconoscenza dall’uomo, perdendo, in questo modo, la sua santificazione, e rendendo inutile e vano il suo dono da offrire come primizia al Signore Dio, secondo la sua Sapienza; perde la sua utilità e preziosità nell’economia del Cielo.
L’umanità non si piega al mio richiamo, la Chiesa non si converte alla mia continua e ripetuta chiamata alla conversione… Chi ascolta?... Pochi! E cosa dovrà fare il Padre vostro nei Cieli? Interverrà con mano potente per far sì che il mondo non vada in completa rovina, e per mezzo del dolore e della sofferenza, che si fa educativa, toglierà all’uomo le cose e le condizioni che lo conducono al male, che lo piegano alla coscienza della sua realtà di una natura povera e limitata, bisognosa di tutto, che torna a riaprire finalmente le mani per chiedere al Cielo: si fa umile per rivivere il bene. E’ nella conversione, figli miei, che riscoprirete la vera gioia nell’intimo vostro. Ti benedico”.

14 02 13 “Più il passo del nemico avanza verso il trono di Pietro, tanto più voi sapete che è vicino il mio ritorno”
“Mia piccola Maria, stasera la Parola vi invita: “Prorompete in canti di gioia, giubilate perché vedrete il ritorno del Signore! La vostra liberazione è vicina”. Dinanzi all’abominio che avanza sempre più sfrontato e palese nel suo male, dinanzi a richieste che si fanno arroganti e pretenziose, pur se contro natura, guardate in alto e pregate con gioia: la vostra liberazione è vicina! Più il passo del nemico avanza verso il trono di Pietro, tanto più voi sapete che è vicino il mio ritorno. Al nemico gli manca il suo Seggio per avere l’intera vittoria sulle nazioni poiché vengano autorizzate le sue leggi inique. Il Santo Padre lascia il suo mandato perché le sue canizie non abbiano a sottoporsi ed avere la responsabilità alle pressioni di leggi contrarie a Dio. Io vi dico: pregate che non venga a giungere l’iniquo per porre la sua influenza sulla direzione, sulla conduzione del governo della Cattedra di Pietro, e voi lo riconoscerete gradualmente dalle direttive, dalle leggi oscure e contrarie all’Insegnamento divino, che potranno essere accolte .
Allora alzate gli occhi al Cielo e pregate, cantate con gioia al Signore che viene, che interviene. E, se Io intervengo, chi potrà sostenere il mio Sguardo? Se Io giungo, chi mi potrà resistere? Chi potrà porsi contro il mio intervento? Io vengo a debellare ogni male; e dinanzi a Me il demonio, come una belva ferita e moribonda, manderà il suo ululato sulla terra: cercherà di dare gli ultimi morsi ma, al mio Sguardo, si scioglierà come il ghiaccio al mio Sole ardente per liquefarsi alla terra dei suoi inferi.
Pregate perché la messe, dice il vangelo di stasera, è molta: l’umanità è vasta, ma gli operai santi che vi lavorano sono pochi, e molti di essi disperdono. Pregate con fede e speranza, dato che giunge la persecuzione della Chiesa e dei cristiani, per far sì che, nella sua sofferenza, venga purificata dai mali che l’hanno occupata e inquinata: che ha occultato e non sanato. Pregate perché nasca un sacerdozio santo che formi un cristianesimo rinnovato, un sacerdozio che si faccia lievito puro, incorrotto, per far sì che ne nasca una mietitura di grano buono che diventi un pane fragrante, saporoso, degno di essere servito e offerto sulla Mensa del Santissimo. Ti benedico”.

16 02 13 “Perché la prova, figli miei?”
“Mia piccola Maria, stasera la Parola vi esorta: “Resta con noi, Signore, nel tempo della prova!”. Pregate il Signore nel tempo della prova: invocatemi, cercate la mia amicizia, sia che sia nella prova della vostra storia individuale, sia che sia nel tempo della prova di questo tempo storico ove la prova è già presente, e si farà sempre più palese e sofferta; e solo chi mi avrà pregato, che avrà vissuto la mia Alleanza, la potrà sostenere ed esserne vincitore. Io ricorrerò alla vostra angoscia e in modo particolare per chi Mi è stato vicino ed ha accompagnato alla mia di prova; e sono coloro che hanno meditato, amato e consolato la mia Passione terrena, che con il loro amore l’hanno consolata: essi hanno varcato i confini del mio tempo passato e sono venuti a darmi sostegno e consolazione: nel mio Cuore riconoscente mi propagherò su di loro con maggiore misericordia.
Ugualmente per quelli che mi sono accanto oggi, nel tempo di questa prova che Io vivo nei miei figli sofferenti, tribolati e perseguitati, che pregano ed offrono per la mia Chiesa che vivrà la sua purificazione, per il Santo Padre per il quale la prova non è terminata con il suo ritiro, offrendosi in oblazione di salvezza per la Chiesa.
Pregate per i meriti della mia atroce Passione nel deserto, vissuto per voi, per aiutare il vostro di dolore: una Passione inenarrabile per il suo tormento, tribolato come nessun uomo ha mai potuto soffrire e dovuto sostenere Passione nelle sue membra, nelle privazioni delle necessità per cui grida la natura della propria corporeità, nei flagelli e tormenti dei diavoli, nel silenzio assoluto del Cielo…; e il demonio si appressa quando vede che l’uomo si è fatto più debole e provato nel corpo e nel morale, e le tentazioni sono sempre le medesime: quelle delle soddisfazioni degli istinti primordiali, dell’appagamento nella materia, l’acquisizione del potere e della supremazia e il poter ricevere la possibilità di doni superiori che diano la sensazione di essere Dio; tutti comunque servono per giungere allo stesso fine: l’estromissione del Padre Celeste per ottenere il possesso del bene più prezioso”l’anima divina” che possedete, e quanti, innumerevoli, si prostrano a satana per avere tali successi e doni straordinari, perdendo sé stessi. E come Io lo vinco? Nell’umiltà della Parola che sono, e che testimonio nella carne che vivo, ed è presente.
Ugualmente voi, figli miei, nel tempo della prova e della debolezza, quando il nemico vi si accosta per tormentarvi, per farvi cadere e per farvi rivoltare contro il Padre Celeste, ribattete con la Parola di Dio, che si è fatta concreta nella vostra carne; pregate e invocate aiuto a Me che in voi mi faccio presente: parlo e agisco, vi sono avanti nel cammino; con Me voi lo sconfiggete, e non potrà che fuggire.
Perché la prova, figli miei? Siete sulla terra per essere vagliati in modo che testimoniate l’autenticità della vostra anima, la fedeltà a Me vostro Signore. L’oro, figli miei, è un metallo prezioso, ma allo stato naturale è ancora grezzo; perché si faccia puro nella sua bellezza, si faccia nobile e acquisti più valore, va purificato nel fuoco. Nella prova voi date conferma della vostra veridicità e del vostro amore: non siate messi secche, vuote o marce, ma messi ricche, sane, perché possiate biondeggiare nelle celesti praterie. Ti benedico”.

19 02 13 “La Madre mia ha già predetto con i suoi messaggi non ascoltati, alla Salette e a Fatima, del tempo della divisione”
“Mia piccola Maria, sono con te e ti attesto la verità. Stasera nel vangelo vi viene presentato il Giudizio Universale. Il mio terribile Giudizio, attuato e pesato nella misura della carità vissuta, carità nella dimensione dell’amore di Dio, e carità verso i fratelli; e per praticarla c’è bisogno del servizio, dell’umiltà. La Parola vi richiama ad essere santi poiché Dio è Santo! Chi si dà pensiero di farsi santo? A grandi falcate l’umanità, e gran parte della Chiesa, cammina veloce verso i burroni dell’inferno, e non se ne avvedono. Molti sono curiosi e dicono: “Cosa accadrà ora che il Santo Padre si è dimesso? Figli miei, non è la curiosità che cambia gli eventi, e chi vive nella luce dello Spirito Santo, nel suo cuore già gli viene indicata la via da seguire, e cosa fare.
La Madre mia ha già predetto con i suoi messaggi, non ascoltati, alla Salette e a Fatima, del tempo della divisione, della lotta e della purificazione nella Chiesa; e solo la preghiera, le offerte, i sacrifici da offrirsi in oblazione al Cielo possono cambiare gli eventi. Chi è disposto a combattere con Me? Ora questi tempi predetti sono giunti poiché non si è dato ascolto e si è perseverato nel male, e la Chiesa ha cercato sempre di coprire e non curare i suoi peccati.
Ora i tempi si compiono. Il demonio ha intrecciato la sua tela come un’enorme ragnatela: ha intessuto i suoi fili ovunque, in ogni realtà sociale, finanziaria, politica, dello spettacolo, … ed ha deposto le sue uova nei punti di potere. E’ una ragnatela chiamata massoneria, che si riveste pur di opere sociali, di belle parole, di concetti di fraternità, il cui intento però è quello di avere il comando assoluto e il monopolio sul mondo. Nelle sue logge segrete, e sino alla scalata ai suoi alti vertici, si compiono anche cose innominabili per offrirle a colui al quale sono asserviti ed è padrone, il grande burattinaio di tutto, che è satana. Il suo regno si estende fino alla Chiesa. Egli, non riuscendo a farla crollare come istituzione, la corrompe al di dentro, l’avvelena nel pensiero e nell’insegnamento. Ha corrotto molti, e quelli di alto rango: i suoi fili stringono e imprigionano, danno potere, ma richiede tutto per sé, il suo governo, il suo trono, cercando di formare, con parte di essa, una chiesa che vuol estromettere lo Spirito Santo, la Verità di Dio, per renderla un’istituzione forte, di prestigio, che però si fa umana, terrena, andando incontro all’accoglienza delle necessità primordiali ed istintive dell’uomo: una Chiesa che non è più divina e sacra, e nemmeno poi più umana, poiché al suo comando vorrà regnare satana. Cosa fare?... Alzatevi con Me, combattete con Me, ora che siete ancora in tempo! Consacratevi al mio Sacratissimo Cuore e al Cuore Immacolato di Maria Santissima, pregate con fervore uniti all’Eucaristia. Fate sacrifici, uniti a Me con una vita santa in modo che quando Io ritorno non vi troviate anche voi a combattere contro Dio. E… chi mi potrà resistere? Chi mi potrà vincere?... Ti benedico “.

20 02 13 “Conversione! Conversione!... dico alla Chiesa”
“Mia piccola Maria, stasera nel vangelo dico: “Questa generazione è una generazione malvagia!”, e se lo affermo per i miei tempi terreni, quanto più oggi questa generazione è malvagia e perversa nel persistere nel suo peccato e nel rifiuto di Me. Per questo, se allora ho detto che si alzerà la regina di Saba e il popolo di Ninive, che si sono convertiti ed hanno fatto ammenda al loro peccato per giudicare a condanna i giudei che non mi hanno riconosciuto e né accolto, quanto più, al mio Giudizio, si alzeranno contro i cristiani, per loro condanna, genti di ogni credo religioso che sono vissuti in onestà e purezza di coscienza, poiché essi hanno screditato i doni divini e mi hanno scacciato dal proprio cuore. Quale grande responsabilità dei cristiani!
Iddio si è posto in mezzo a loro, ha donato mezzi santissimi che hanno sprecato. Ove è la testimonianza del loro cristianesimo vissuto? …Conversione! Conversione!... La conversione che richiede un cambiamento di vita, un distacco netto dal peccato, lacrime sincere di pentimento, una purificazione da esso che si attua nella penitenza ed una carità che ripara. Nella conversione il Dito di Dio non si alzerà a Giudizio e condanna, ma la sua mano si alzerà a benedizione e carezza paterna: la creatura si rincontrerà nell’Alleanza del suo amore.
Questi cristiani di oggi però non vogliono mortificarsi, né pentirsi, né emendarsi; persistono nel peccato e vogliono solo godere. …Conversione! Conversione!... dico alla Chiesa. Una Chiesa che ha peccato, ed è ancora coperta dei suoi mali, a cui non basteranno gli esercizi spirituali che si fanno in quaresima, né le sue belle parole e virtuosi concetti a salvarla. Io richiedo la pulizia del suo male: ginocchia che pregano ferventi, sacerdoti ed alti prelati che facciano il loro ravvedimento, che piangano i loro peccati commessi e per quelli del popolo. Non è il tempo di pensare al prestigio e agli onori che la Chiesa vuol avere e mantenere per gli occhi del mondo, ma la ricerca autentica alla santità che passa per la penitenza e la preghiera. Se così farete Iddio, che della Chiesa ne è il Custode, la ornerà e la ricolmerà di Spirito Santo che potrà illuminare ed essere effluvio alle intere nazioni, luce di conversione per i popoli.
Nel Giudizio finale si alzeranno tutte le genti dell’umanità, di ogni credo di buona volontà e retto agire, che benediranno e onoreranno la testimonianza di un cristianesimo santo che ha glorificato l’Altissimo, ed è stata anche per essi mezzo di salvezza. Ti benedico”.

22 02 13 “Ora che Benedeto XVI sta per ritirarsi, il suo Ministero petrino sarà sempre vitale, operante, presente nella sua offerta al servizio della Chiesa”
“Mia piccola Maria, stasera il vangelo vi dice: “ Pietro, su questa Pietra edificherò la mia Chiesa e le forze degli inferi non prevarranno su di essa”. Oggi la Chiesa celebra la Cattedra di Pietro, Cattedra perché Seggio di sapienza, illuminata dallo Spirito Santo, ove il Sommo Pastore deve governare e guidare le greggi dell’umanità nella verità e nella carità. Il Papa rimane sempre tale: non solo fino alla morte, ma oltre per l’eternità, ove egli conserva la sua dignità e il suo onore, se nella sua approvazione nei Cieli, o se riconosciuta tale nella sua responsabilità tradita, a sua condanna negli inferi. Tutti i successori di Pietro che risiedono in Paradiso sono in comunione per assistere, guidare, illuminare il Santo Padre che opera ed è attivo e presente sulla terra, per far sì che sia sostenuto e accompagnato in un Ministero tanto gravoso e delicato.
Ora che Benedeto XVI sta per ritirarsi, il suo Ministero petrino sarà sempre vitale, operante, presente nella sua offerta al servizio della Chiesa tramite la sua sofferenza, la preghiera, lo scritto, il consiglio, … Egli non interferirà, non intralcerà, non si immetterà nell’autorità del nuovo Papa, anche se sempre testimone nella sua parola alla Verità, pur se costasse il sacrificio della propria vita. Come possono coesistere due poteri petrini? Figli miei, sono così eccezionali questi tempi tanto malvagi…! Io benedico Benedetto XVI: egli lascia non per salvare sé stesso, ma è una rinuncia per il bene della Chiesa, per far sì che il Soglio di Pietro non sia macchiato dalla menzogna, non cada avvinghiato alle pressioni del nemico. Egli rimane nel nascondimento, operando nella sua oblazione e lasciando l’opera attiva al prossimo. Pregate per lui e pregate perché giunga un nuovo Papa verace, e non l’iniquo, forte nei principi cristiani e che non cada asservito agli avvinghiamenti delle serpi che cercano di arrotolarsi accanto, per salire sul trono di Pietro, che vogliono soffocare e ricoprire con le loro spire velenose. Sappiate che il nemico vuole regnare su questo seggio per poter avere il potere assoluto nel mondo e sulle coscienze, e usa le debolezze e le ambizioni degli uomini che sono all’interno della Chiesa. Sappiate che sulla Cattedra di Pietro, irrorata dallo Spirito Santo, che è Fuoco di Verità e Carità, non può sedersi la menzogna, l’iniquo, per farne sacrilegio: se ciò accadrà, avrà un regno breve, dato che lo Spirito Santo lo arderà di Sé, bruciandolo. Ancora la mia Parola, che è viva ed opera in eterno, si eleverà per gridare. “Le forze degli inferi non prevarranno sulla mia Chiesa!”. Ti benedico”

23 02 13 “Dovete salire verso l’alto, salendo sul monte Tabor della vostra anima, che deve purificarsi”
“Mia piccola bambina, non dartene pensiero, sono Io che ti illumino. Il vangelo di stasera Mi presenta nella mia Trasfigurazione. Io mi manisfesto non solo nella bellezza della mia natura divina, ma anche nella luce piena delle virtù, della santità che sono nella mia natura umana. E’ solo un guizzo, un bagliore della visione della gloria di Dio che Io dono ai miei Apostoli per ritemprarli, per dare forza alla loro fede, prossimi come sono alla partecipazione della visione della mia passione e morte, per far sì che, dinanzi a tale dolore e oscurità, questa visione sia ricordo che è certezza della mia gloria, e dia vigore alle loro forze spirituali che in Me è vittoria.
I Beati del Cielo contemplano perennemente la mia luce; trasfigurati in Me, ne godono sempre, e non è più solo un lampo, un velo che si svela della sua luce, non più transitoria. Ora è richiesta a voi la vostra di trasfigurazione che nel vangelo vi indica i vari passaggi. Dovete salire verso l’alto, salendo sul monte Tabor della vostra anima, che deve purificarsi, farsi radiosa, vivendo nella concretezza della vostra esistenza, nelle prove tangibili, pratiche, che Iddio vi chiama a vivere. Voi salite, e nella fatica che vi comporta, nel sudore del vostro sacrificio, eliminate le scorie del peccato, vi sgravate dai fardelli del male, rendendovi così sempre più leggeri, lievi in un’ascesi spirituale conquistata con le forze della vostra povera realtà umana. Io vi accompagno così come accompagnai i miei Apostoli verso l’alto, e invito voi, come loro, a pregare come Io pregavo. Vi comunico il desiderio di Dio, del Cielo, di comunione con Lui: di porvi in attesa del suo incontro nella contemplazione e nell’adorazione. Vi porto verso la cima del monte dell’ascesi perché possiate giungere a contemplare e gustare l’interiorità, la presenza, la bellezza del Padre Celeste, che v’irrorerà della sua Luce, di ciò che Egli E’: vi illuminerà delle realtà celestiali.
Nella mia Trasfigurazione apparvero con Me Mosè ed Elia per ricordare ed esser segno che si entra nella gloria solo se si vive la via che vi hanno trasmesso: quella dei divini Comandi, della Santa Legge, e quella del Fuoco dello Spirito Santo, che è la Carità vissuta. Partecipando in esse voi trasfigurerete la vostra anima e vi renderà atti di irradiare di luce la croce che vivete, di renderla nobile e santa. Ritemprati da questa realtà che il Padre Santissimo vi manifesta e richiede, fortificati dal suo amore, voi potete vivere e affrontare con fede la croce, il dolore, il buio che ogni uomo è chiamato a vivere per purificarsi ed avere la salvezza.
E’ la croce che, infusa di amore di Dio, s’incarna nella vostra quotidianità fisica e spirituale, che vi mette le ali, permea di chiarore l’anima vostra: la rende uno specchio nel quale il Signore Iddio può specchiarsi e riversare Sé stesso, irradiandovi di Sé, compenetrare della sua Essenza, che è luce nell’amore. Figli miei, come san Paolo, vi dico: non attaccatevi alla terra! La terra alla terra finisce. Non fate del vostro ventre il vostro Dio nell’appagare gli istinti primordiali e carnali: innalzatevi alle cose celesti, allo Spirito, unendovi la vostra carnalità per santificarla. La carne, fine a sé stessa, si corrompe e muore, ma la vostra umanità corporea, unita e permeata in un’anima, trasfigurata dalla radiosità di Dio, s’innalza e santifica l’intera persona; la rende atta a contemplare e a godere della visione della gloria divina in eterno, ove la simbiosi tra il ricevere e il dare, nell’estasi della sua luce, è perenne. Ti benedico”.

25 02 13 “La donna porta in sé la scintilla della vita e, pur se peccatrice, c’è in lei riflessa l’immagine della Madre Santissima”
“Mia piccola Maria, Io ti dono la mia parola. Stasera nel vangelo vi viene presentato il fondamento, il pilastro da vivere e che incentra l’insegnamento cristiano: “il perdono!”. E dinanzi a situazioni dure, gravose, di uno stillicidio continuo, di perdoni importanti, come è possibile ancora perdonare…? Solo chi è nella preghiera e che vive dell’amore di Dio può essere capace di questo perdono. Perdonando, il primo bene che ne acquisite è proprio per voi, discende come un balsamo sulla vostra anima ferita dolorante, portando la sua pace, e il Padre Celeste rimarrà edificato e disarmato poiché dinanzi a chi è capace di tale perdono non può farsi vincere in generosità e dovrà perdonare i vostri di peccati.
Mi chiedi come mai tanta violenza e omicidio sulle donne e come poter, dinanzi a ciò perdonare. Io dico: scempio e omicidio grida con il suo sangue da terra fino al Cielo, e che Iddio non vuole: nessuno può conoscere il dolore che ne prova per l’intensità di un amore sviscerato di Padre Creatore verso le sue amatissime figlie. Ora Io vi chiedo: ove sono cresciuti, in quale famiglia, ambiente, questi figli divenuti malvagi e omicidi? Li hanno cresciuti in un clima di preghiera, d’amore di Dio, di rispetto e amore per l’altro, o in un contesto di superficialità, di vuoto, di sopraffazione e violenza? Dato che, se cresciuti nel mio amore, ciò non accadrebbe.
La donna porta in sé la scintilla della vita e, pur se peccatrice, c’è in lei riflessa l’immagine della Madre Santissima, e satana La odia. Il suo scopo è quello di portare a distruzione il genere umano, e per questo uno dei suoi mezzi per giungervi, uno dei suoi attacchi, passa attraverso la possibilità di vietare che nasca questa scintilla della creazione alla vita, partendo dall’origine: dalla donna che ne è il mezzo, la portatrice, ne è il grembo che la contiene, ed è per natura anche madre nel cuore, perché nel suo essere femminile è oblativa e portata al dono, possedendo una maternità sia fisica e sia spirituale; non in tutte le donne viene vissuta, ma nella sua maggioranza, e persino la più peccatrice, nel suo essere madre, essa si dona, ama, protegge; e questa capacità d’amare ricrea e riscatta queste figlie ed altre creature; e satana che è l’odio, non può sostenere tale amore che sottrae l’avanzata al suo potere. Di conseguenza egli attacca pure la vita nascente e l’infanzia, poiché l’ innocenza ferma ancora il suo potere. Ugualmente per le creature in grazia di Dio che hanno in esse la scintilla della vita nella grazia sì da poter far nascere negli altri la fede, e ciò limita ancora il suo potere. Le anime che sono nella grazia sono quelle che mantengono un cuore pietoso, di sentimenti misericordiosi, che possono nascere soltanto da un cuore materno, di quella maternità contenuta nelle stesse viscere del Creatore.
Può l’uomo orgoglioso, superbo nella sua virilità maschile volerle? E’come se, accogliendole, venisse in sé annullata l’autorità della propria mascolinità, considerandoli sentimenti inferiori e banali, ed è per questo che il nemico può insidiarsi e fomentare. Lo stesso procedimento può accadere quando la donna rifiuta questo cuore materno e la sua umiltà, e si fa dura. Il demonio ispira sempre più all’uomo la sopraffazione, la violenza, l’odio verso la donna, che maggiormente possiede e contiene questa maternità, perché avvenga una spaccatura nell’umanità, l’ incapacità di amare e dare la vita.
Nello modo lo Stato, i politici, e gran parte della Chiesa, non posseggono questa maternità di Dio, che il Padre ha infuso nella Madre Santissima perché ne fosse segno e conquista per voi, per rendervi a Lei simili e migliori, e di conseguenza non danno rilievo alla grandezza della nobiltà, della capacità, della maternità della donna, che la fa vivere e ne porta frutto nel grembo e nel cuore. Ella andrebbe difesa, tutelata, sostenuta, mentre invece spesso viene vilipesa, usata, sfruttata ad uso e commercio per soddisfacimento dei propri istinti.
Cosa fare per quelli che sono stato già feriti ed offesi gravemente dall’usurpazione, dalla violenza, dall’omicidio? Figli miei, Io vi dico: venite a Me e sviscerate l’intero dolore e le vostre lacrime sul mio Cuore Crocifisso: Io vi comprendo. Chiedetemi la capacità di perdonare perché il perdono è divino; Io solo ve lo posso dare, e ve lo chiedo non pensando prima a chi è reo e colpevole e ne è stato l’artefice, che magari non ne è nemmeno pentito , e non lo merita. Io vi chiedo di darlo, per mio amore, per i peccati che ho pagato sulla Croce, per il perdono che dono ai vostri cuori. Allora il bene scenderà su di voi, la guarigione e la pace scenderà nel cuore che troverà finalmente sollievo e vita nuova. Sarà la conquista del vostro Paradiso e l’aiuto ai vostri cari, per quelli che sono nell’attesa della loro purificazione, per molti di essi, che possano acquistare pace e salire prima in Cielo.
Anime mie, il perdono non è giustificare il male fatto che richiede riparazione dinanzi al Padre Celeste, e in chi se ne è macchiato, le sue lacrime di dolore e di pentimento sincero, una pena che sia scontata, perché sia attivata la sua purificazione e il suo riscatto, non come tanta giustizia fallace umana, che abbona gratuitamente e non dà modo così né di pentirsi e né di avere, nel suo percorso di ravvedimento e di dolore, la possibilità di emendarsi, né di salvarsi. Ti benedico”.

27 02 13 “Coraggio, non siete soli!”
“Mia piccola Maria, stasera nel vangelo, mentre sto andando verso Gerusalemme e mi appresso a vivere la mia grande tribolazione, la mia prossima passione, morte e risurrezione, Io la manifesto agli Apostoli, elencando nelle successive situazioni, i dolori da patire. Forse che essi si dispongono a partecipare alla mia pena…? Essi si preoccupano quali siano i vantaggi e gli onori che potranno ricevere dalla mia sequela, e disputano chi fosse tra di loro il più grande. La madre di Giacomo e Giovanni mi chiede persino posti di eccellenza per i suoi figli presso il trono di Dio.
L’uomo pensa a volere il primo posto, a primeggiare anche nelle cose di Dio, nella Chiesa; egli vorrebbe distinguersi persino acquistando troni superori di potere e nobiltà nei Cieli.
Io dissi a loro e dico a voi. “Siete disposti a bere il calice amaro che Io ho bevuto? Non attendetevi, per chi è sinceramente alla mia sequela di cristiano, chissà quali tributi, ricompense e onori: più mi si assimila e mi si ama e più ci si attenda la persecuzione, il combattimento dagli uomini.
Stasera nella santa Parola Geremia viene perseguitato dai suoi nemici che cercano di metterlo in fallo poiché la Parola, che gli viene da Dio, può mettere in crisi la loro cattiva condotta, la loro cattiva coscienza, e per questo lo ostacolano e lo combattono per farlo tacere. Se siete miei, se dite di amarmi, allora siete chiamati, da veri cristiani, a partecipare con la vostra sofferenza, ognuno di voi, con una vera partecipazione personale alla mia Passione, per ricevere e dare salvezza nella Verità che sono; e nell’essere veritiero non posso che dirvi questo.
Non attendetevi di essere serviti, ma ponetevi in servizio come Io ho fatto; servite con amore senza pensare a posti di prestigio. Servite e lasciate a Dio di preoccuparsi del resto nella vostra vita, e il premio che ne riceverete sarà quello del posto migliore, del posto che per eccellenza è il meglio per voi e che il Padre Santissimo vi ha preparato in Cielo, ove riceverete il compimento dell’amore, del gaudio, della bellezza, della pace, che nella vita terrena avete tanto ricercato.
Figli miei, il primo servitore sono Io che non ho cercato troni sulla terra, ed ho dato la vita per voi su una Croce e continuamente la offro al Padre in ogni Santa Messa per voi. Coraggio, non siete soli! Ti benedico”.

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Ave Maria! Pubblico queste Gocce di luce, ogni mese, per la gloria di Dio, per il trionfo del Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, per il bene della Chiesa e delle anime. Gesù e la Mamma Celeste vi amano assai, vi benedicono sempre e vi proteggono. Pregate per la piccola Maria e anche per me. E noi preghiamo per tutti voi. Pace e gioia!
don Armando Maria
donarmando@silvestrini.org
Gesù e la Mamma Celeste vi amano assai e vi benedicono; e anche io, nel loro Santissimo Amore vi voglio bene e vi benedico per intercessione del Cuore Immacolato di Maria: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Don Armando Maria

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