GOCCE DI LUCE Gennaio 2012. Chi vuole farsi mio amico...

Locuzioni interiori

Moderatori: GOCCE DI LUCE, Don Armando Maria

Bloccato
Avatar utente
Don Armando Maria
Sacerdote
Sacerdote
Messaggi: 1793
Iscritto il: gio ott 13, 2005 7:15 pm
Contatta:

GOCCE DI LUCE Gennaio 2012. Chi vuole farsi mio amico...

Messaggio da Don Armando Maria » dom mar 11, 2012 9:52 pm

      • GOCCE DI LUCE - Gesù parla ad un’anima
      [/size]
Gennaio 2012 - “Chi vuole farsi mio amico, mio fratello, mia sposa, mia madre? Chi compie la Volontà del Padre mio diventa tale”



01 01 12 “E’ la Madre che intesse la tunica della Grazia ad ogni anima”

“Mia piccola Maria, non ti smarrire, sono con te, sono con te!
Oggi voi guardate a Maria, celebrate la sua divina Maternità. La Madonna in Paradiso viene manifestata nella Perla della sua Essenza, che è la sua Maternità. Ella si è dilettata ed ha gioito in modo così partecipato nel suo rapporto di Madre e Figlio, vivendo in pienezza i vari stadi della mia vita: sia quando mi aveva in braccio come divino Infante, come quando mi aveva accanto da fanciullo, sia nello scorrere quotidiano degli anni, come quando si poneva a discorrere con Me da giovane e adulto, Maria viveva e vive la pienezza di una Maternità vissuta.
Ma oggi ancor di più Ella, Regina del cielo, la vive facendosi presso ogni suo figlio, nei Beati come nei suoi figli sofferenti, dalle anime purganti ai malati, ai moribondi, tenera e intima, sollecita e premurosa come lo può una Madre. Accorre per sollevare e dare speranza, conforto per ravvivare alla fede e dare coraggio; e chiede al Padre Santissimo, per i meriti della sua divina Maternità, guarigione e libertà per condurre le anime al Cielo.
E’ la Madre che intesse la tunica della Grazia ad ogni anima: è Lei che si cura di aiutarla a lavare le sue macchie, di cucirne le rifiniture ed abbellirla, simile ad ogni madre terrena che fa del suo meglio per dare beltà al proprio figlio per poterlo presentare e gioire di lui. Ugualmente la Madre Santissima opera con voi e vi prepara perché possiate essere presentati al Padre Celeste e dire: “Com’è bello questo figlio!”.
E’ Maria che vi cura e che intercede, che accoglie suppliche e sparge grazie: fa di tutto per trarre la parte migliore che ogni creatura ha in sé; ma vi può anche lasciare nella sofferenza se questo è per il bene della vostra anima e Volontà Santissima del Padre, dato che prega e aiuta, chiede e intercede, soccorre e accorre, ma non oltrepassa il Santo Volere del Padre Eterno. Ha bisogno poi, per operare in voi, che l’accogliate come Madre, che vi sentiate figli e vi doniate a Lei; allora vi pone sotto il suo Manto ed opera.
Chi accoglie e vive la Maternità di Maria accoglie e riconosce la Paternità del Padre Eterno, riconosce ed accoglie Me come Maestro e Signore e lo Spirito nel suo Amore santificante, dato che il compito di Lei è di farvi vivere, innestarvi nella Santissima Trinità per mezzo e tramite la sua divina Maternità. Ti benedico”.


03 01 12 “Vedo file lunghe in grandi Celebrazioni venire a Me all’Eucaristia e così poche anime al Confessionale”

“Mia piccola Maria, tu stai nella pace, sei nella mia Grazia e nella mia benedizione.
Stasera nel Vangelo il Battista mi indica alle genti: “Ecco l’Agnello di Dio, l’Agnello che viene per la salvezza del mondo!”. Io sono l’Agnello che viene immolato, il cui Sangue in riscatto vi lava dal peccato; vi è dato per la vostra Redenzione. Ah, se tutti accogliessero l’invito di Giovanni e venissero a lavarsi nel mio Sangue… di certo non solo verreste liberati dalla schiavitù di satana e del peccato, ma da quante ombre, da quante oscurità nell’anima, nella mente e nello spirito risanereste… di quante e molte malattie fisiche guarireste! Se tutti venissero a mondarsi da questo Agnello che offre Sé stesso e non vi chiede che il cambiamento dal male, pagando di persona tale riscatto, di tutti i mali l’uomo verrebbe sanato: dal male fisico, spirituale, mentale; ognuno porterebbe la sua croce con soavità e leggerezza.
Purtroppo l’uomo non cambia, non si emenda e continua imperterrito a peccare. Vedo file lunghe in grandi Celebrazioni venire a Me all’Eucaristia e così poche anime al Confessionale; e di queste quante sono quelle che realmente si confessano bene…? I sacerdoti sono così timorosi e pieni di rispetto umano, e pochi sono coloro che richiamano con energia ed amore ad accostarsi prima al Sacramento della Confessione, a lavarsi nel Sangue dell’Agnello per far sì che l’Eucaristia non sia invece di condanna per la creatura e ulteriore peccato che adombra la Chiesa.
Per questo Iddio, in tutti i tempi e le generazioni, fa nascere o sceglie anime che, come agnelli immolati, con la loro sofferenza, le loro malattie, unite a Me, al mio Sangue, riscattano. Il sangue delle loro lacrime lavano, pagano e saldano il vostro peccato. Molte volte mi dite: “Signore, abbiamo pregato tanto per questa creatura, abbiamo offerto sacrifici ed opere di carità, Sante Messe, ecc… e seppur così giovane, non ha ricevuto la guarigione. Figli miei, quando si è così pregato e tale è rimasta la storia è perché questa creatura, nella Volontà del Padre, è un agnello che lava con Me le colpe altrui, altrimenti quanti di voi andrebbero perduti! Emendatevi e cambiate vita!
Venite a lavarvi nell’Agnello Immacolato per divenire creature nuove! Sarete così non più di peso ad altri crocifissi per voi, e diverrete miei collaboratori per la salvezza del mondo. Ti benedico”.


05 01 12 “Ove la Capanna di Betlem sulla terra? Ove si manifesta in voi il Signore che viene? Nell’Eucaristia ove sono presente, completo”.

“Mia piccola Maria, Io vengo già a curare quelli che mi porti e curo te stessa e di te ne faccio una medicina che cura.
Stasera voi celebrate e preannunciate la mia Epifania: “la Manifestazione del Signore a tutte le genti”. Vengo come umile creatura, fragile e indifesa, ma mi rivelo nella pienezza anche di ciò che sono: Dio, e nella potenza che sono! Ricordate l’onore dei Tre Magi con il quale mi hanno adorato. Essi erano dei santi studiosi che intraprendono gli studi delle varie scienze nella ricerca della verità per cercarne l’origine e il fine. Non sono nella bramosia della conoscenza per saziare la loro cultura e il loro sapere, ma nella ricerca del vero e di Dio. I Magi studiano gli astri del cielo che sono per loro segni di rivelazione, che interpretano associati allo studio delle Scritture quale messaggio di Colui che li ha creati e li muove, per gli uomini. Alla luce della cometa e della Sacra Parola comprendono il tempo della Nascita del Re d’Israele sulla terra, un Re mandato dal Padre Creatore.
Si mettono in viaggio, un viaggio che sarà lungo e tormentato da difficoltà e a rischio sempre della vita, ma la luce che viene dal cielo, da Dio, e la luce di cui alberga il desiderio dei loro cuori, li conduce alla Capanna di Betlem ove, giungendovi, essi vedono, incontrano e adorano Me, il Signore Dio fattosi Bambino, che mi manifesto; e dono ad essi tutte le risposte che attendevano: li illumino di ulteriore luce e sapienza per far sì che poi ne fossero di insegnamento al mondo.
Quale gioia per i Magi! Anche a voi è dato questo viaggio nella vita che, nella sua fatica, vi spoglia di voi stessi e ne fa nascere la nobiltà e la Grazia nell’anima mediante la sua purificazione per far sì che, guidati dalla luce delle vostre coscienze e dalla Luce della Sacra Parola, pure voi giungiate alla Capanna per incontrare ed adorare il Dio Bambino. E’ in questo incontro, è allora che le vostre menti s’illuminano di Sapienza: avrete il senso del vostro cammino e tutte le risposte alle vostre fatiche: il fine a tutti i vostri studi. E se non porterete doni come i Magi il vostro dono sarete voi, la vostra persona, la vostra anima amante che date a Me, al divino Bambino che vi dona Sé stesso, trasfondendo in voi il suo Amore divino e la sua gioia.
Quando non si è presi da falsità, da bramosie solo personali e fini a sé e al mondo, se con spirito autentico è la vostra ricerca, Iddio si fa sempre trovare; percorrerete la strada come i Re Magi: molti saranno gli inganni, le traversie, gli Erodi che in tutti i tempi sussistono e che cercheranno di sviare la strada; ma se siete sinceri, se il vostro desiderio segue la Luce che vi ho messo lungo la via, Io vi darò modo, vi farò capire l’inganno e l’intreccio postovi, e darò a voi la scelta di superarlo.
Figli miei, ove la Capanna di Betlem sulla terra? Ove si manifesta in voi il Signore che viene? Nell’Eucaristia ove sono presente, completo, pulso e sono lì ad accogliervi per donarvi la pienezza della Luce che sono, e vi dono per quel che potete contenere perché andiate e irradiate di essa e siate mia Manifestazione al mondo intero. Ti benedico”.


08 01 12 “Quanti sono i genitori che si preparano al Battesimo con un periodo di purificazione e di astinenza, con preghiera ed offerta?”

“Mia piccola Maria, non disperare… un giorno segue all’altro e si va avanti dato che Io ti sostengo pur in mezzo a prove.
Oggi voi celebrate il mio Battesimo, che è un Battesimo di assimilazione agli uomini. E’ un segno poiché Io, primo tra i figli e primo trai i fratelli, indico la via da percorrere e quanto sia fondamentale questo Sacramento. Entro nelle acque naturali create dal Padre e le attraverso con la mia Persona che porta il Sangue della Redenzione; vi è presente lo Spirito Santo che benedice per santificarle. Sono presenti le Tre Santissime Parsone per far sì che il Battesimo sia la porta mediante la quale l’umanità passi affinché gli elementi naturali della loro creazione vengano assimilati alla natura di Dio. E’ il Sacramento che opera una nuova nascita nello Spirito per fare in modo che la vostra natura carnale e decaduta non rimanga tale ma risorga nella potenzialità di Dio, per rendervi divini. Iddio vi lava nelle sue acque, vi redime nel suo Sangue, vi santifica nello Spirito che le attraversano in voi, immersi in esse, che morendo così alla vostra natura peccatrice, rinascete allo stato di figliolanza divina, ricolmandovi di doni celestiali: vi fa re, profeti e sacerdoti.
E’ la prima porta mediante la quale solo potete accedere agli altri Sacramenti che vi arricchiscono ulteriormente e vi maggiorano nello Spirito per giungere ad essere i risorti per il Regno. Ma quanti lo comprendono? Quanti ne hanno appreso il significato e lo vivono? I più lo fanno ormai decadere e praticano il Battesimo per tradizione e non acquisiscono la sapienza del suo valore: a quale stato in esso viene innalzata la loro creatura…! Quanti sono i genitori che si preparano al Battesimo con un periodo di purificazione e di astinenza, con preghiera ed offerta, offrendo e consacrando il proprio figlio che è già un dono di primizia dato dal Padre? Se così fosse fatto sul solco santo che il Battesimo traccia nell’anima, verrebbero depositati altrettanti semi che ulteriormente benedicono e offrono una via alla santità. In questo modo innumerevoli figli non andrebbero perduti e porterebbero il raccolto del loro frutto santo.
Dio vi apre le mani e deposita Sé stesso; vi si offre e dice: “Vieni, ti dono parte di Me!”. E’ come se vi offrisse uno scrigno di pietre preziose con i suoi doni, ma e l’uomo dicesse: “Non lo voglio!”; gli apre la porta del Regno con le sue meraviglie e ancora si dicesse: “Non lo voglio!”; vi dia una natura di doni celestiali e soprannaturali cui lo Spirito infonde e prevale, risorgendo sulla materia, per goderne per l’eternità, e la risposta, perseverando sia: “Non lo voglio!”.
Questo rifiuto c’è perché l’uomo non vuole passare attraverso la purificazione, l’umiltà e l’assimilazione a Dio. Le acque create, la mia Persona con il suo Sangue,e lo Spirito che viene simile a Colomba, che segni sono? Sono proprio segni di semplicità, di umiltà, di purificazione nei suoi elementi: fusione a Dio nella partecipazione alla sua unione in modo che, accogliendoli e vivendoli, voi possiate vivere nella sua figliolanza: da Padre a figli; non più servi, schiavi, creature destinate alla morte, ma figli, figli di Re, figli della stessa Essenza di Dio, e quindi eterni. Ti benedico”.


11 01 12 “Si nasce per compiere la Volontà di Dio”

“Mia piccola Maria, Io ci sono nelle tue situazioni che ti danno sì sofferenza, ma proprio essa si fa redentiva, ed Io estendo la tua preghiera e il tuo dolore per la tua famiglia e per le altre anime.
Stasera la Parola vi interpella a fare la Volontà di Dio, ad accogliere la sua chiamata: “Samuele! Samuele!”, chiama il Padre Santissimo, e dopo aver chiamato diverse volte, quando Samuele comprende risponde: “Parla, Signore! Il tuo servo ti ascolta”. Ancora nella Parola divina nel Sacro Rotolo c’è scritto: “Ecco Io sono venuto a fare la tua Volontà!”.
Si nasce per compiere la Volontà di Dio. E perché bisogna vivere la Volontà del Padre? Perché siete stati da Lui creati: Egli è un Padre buono, tenerissimo, che vuole il bene e il meglio per ognuno dei suoi figli. Vi crea e vi forma per rendervi atti a vivere una missione, un suo progetto. Ancor prima di nascere al mondo nell’anima vostra creata Iddio ha posto il pensiero, l’attitudine del vostro essere, ciò a cui siete chiamati, e vi rende capaci a viverlo.
Compiere la Volontà di Dio è vivere la pienezza della perfezione della vostra persona, è sviluppare il gioiello, la perla, il meglio di voi che vi darà luce per l’eternità. Egli ha già posto in voi il seme e formata l’anima, plasmata al disegno per cui vi ha chiamati, sia perché sia sacerdotale, religiosa o viva lo stato di famiglia, genitoriale o altro; a voi è chiesto il consenso, la risposta e l’adesione per attuarlo.
E come poter capire la sua Volontà: quale sia la chiamata?... L’ascolto, ci vuole l‘ascolto! Non c’è risposta se non c’è prima comprensione della domanda. Nell’ascolto c’è l’atteggiamento di chi vuole recepire e si pone in atteggiamento di umiltà per la ricerca del bene. Nel silenzio, nella preghiera, nell’adorazione voi vi ponete in ascolto di Dio che vi parla.
Anch’Io, vostro Maestro e Signore, nasco al mondo per compiere il Volere del Padre che è quello della Redenzione, di dare la vita per l’umanità; ma come uomo e Figlio mi sono posto continuamente in preghiera intere notti per ascoltarlo, per avere forza ed energia per compiere le opere: mi ponevo a tu per tu con il capo appoggiato al suo Cuore per riceverne consolazione e tenerezza, per far sì che in Me si attuasse la sua piena Volontà.
Per questo pregate, figli! Nella preghiera capirete; in essa c’è l’ascolto che vi chiama e vi dà luce alla via, vi dona grazie per il consenso, energia e forza per viverla. Ti benedico”.


14 01 12 “Come vivere la Paternità di Dio? La Santa Parola vi risponde: in atteggiamento di obbedienza e di umiltà!”

“Mia piccola Maria, non t’abbattere, non t’abbattere! E’ il demonio che perseguita e ti crea tutti questi disagi, e sono prove per la tua fedeltà. Rimani fedele! Egli ti ostacola perché vuole farti decadere e ti affligge non tanto perché è interessato alla tua anima, ma in quanto è dalla tua fedeltà che dipende la fedeltà di molte, di molte anime.
Stasera la Parola vi richiama alla chiamata di Dio. Dio Padre vi chiama, vi chiama per nome: ognuno di voi è un figlio, e vi tratta da figlio unico. La prima chiamata è proprio quella di riconoscerlo per Padre: riconoscere e vivere la sua Paternità. Riconoscerlo vuol dire intrattenere un rapporto di figliolanza; e solo chi vive di tale Paternità può in verità vivere la propria missione.
Come vivere la Paternità di Dio? La Santa Parola vi risponde: in atteggiamento di obbedienza e di umiltà!
Dinanzi alla chiamata del Signore che chiama: “Samuele, Samuele!”, Samuele accorre pronto anche se non ha ancora capito; accorre perché è obbediente e di animo umile. E’ questo lo stato che fa riconoscere e fa vivere la Paternità divina e poi il suo Mandato.
La seconda situazione ve la presenta la seconda lettura: dovete vivere in purezza, in castità nel pudore del corpo, lontani dalle concupiscenze corporali, dai peccati della lussuria poiché il vostro corpo è dono del Creatore, è sua appartenenza, e deve divenire la sua Casa. Questo peccato della lussuria è quello che acceca la mente, gli occhi, il cuore; è quello che preclude nell’oscurità ad ogni riconoscenza e unione alla Paternità del Padre Santissimo.
La terza disposizione è l’abbandono, la fiducia. Dinanzi agli Apostoli che mi chiedono: “Ove abiti, Signore?” Io rispondo. “Seguitemi!”. E scopriranno che la Casa di Dio è il suo Cuore che si unisce al loro per dimorarvi. Figli miei, nell’umiltà e nell’obbedienza, nella castità e nella purezza, nella fiducia e nell’abbandono voi procedete e riconoscete qual è la vostra chiamata al Disegno divino che può essere non solo quello religioso, familiare o altro, ma anche quello del compito che vi viene affidato dall’Alto, del lavoro che dovete compiere che sia: il medico, l’operaio, la madre, ecc…, dato che tutti sono utili e concorrono al bene comune. Io vi dirò. “Seguitemi!”, e voi verrete dietro la strada che vi traccio, che è il bene: la migliore per voi. Ti benedico”.


16 01 12 “Quando c’è il tempo del deserto e del vuoto, dell’aridità e della solitudine e la fede pare venir meno: è questo il tempo del digiuno”


“Mia piccola Maria, stasera nel Vangelo i farisei con tocco di sarcasmo mi interrogano e chiedono: “Come mai i tuoi discepoli non digiunano come quelli di Giovanni?”. Io rispondo: “Possono digiunare mentre hanno con sé lo Sposo? Verranno tempi in cui lo Sposo verrà tolto loro e allora digiuneranno”. Ci sono tempi nella vita spirituale di gioia e tempi di dolore. Dio nella sua sapienza tesse la vostra vita nello spirito e saggia i suoi periodi. I tempi di gioia che avvengono particolarmente nella iniziale conoscenza di Dio quando si assapora l’incontro e l’amore suo, quando si giubila e il cuore è colmo della sua Presenza, siete consolati e vi sentite forti nella fede. Ciò è simile all’amore degli sposi, l’uno nell’altro, nel primo tempo dell’innamoramento; ci sono tempi in cui vi viene data pausa alla prove per far sì che in queste oasi possiate confortarvi, rinfrancarvi, riassaporare l’amore che timbra la mia Presenza. Ci sono però anche periodi duri, i tempi delle prove e dell’assenza della sensazione della mia Persona, quando Io vi sono ancor più vicino ma non mi avvertite. Quando c’è il tempo del deserto e del vuoto, dell’aridità e della solitudine, e la fede pare venir meno: è questo il tempo del digiuno.
Entrambi il Padre Santissimo vi dona e saggia nella vita: entrambi sono necessari, quantunque il tempo del digiuno sia il più fruttuoso. E’ quello che vi fa crescere e maturare nell’anima vostra; vi eleva nello spirito poiché esso è frutto del vostro sacrificio; ne siete meritori perché fedeli pure se non consolati.
Figli miei, è bella l’uva quando è matura: rallegra la vita, e il suo sapore è dolce; ma giunge anche la pigiatura con il suo sacrificio perché ne possa nascere il vino; un vino buono. E cosa dovete fare? Abbandonatevi ala Volontà di Dio ed accogliete e benedite. Benedite il Signore nel tempo del giubilo e dell’esultanza, suo dono; benedite il Signore nel tempo della prova e del dolore perché è suo dono. Egli intesse la tela del vostro spirito in essi per far sì che ne nasca la sua nuova creatura.
Io vi parlo di un digiuno spirituale, il digiuno che si prova nella mancanza della mia Presenza quando, dopo aver provato il mio Amore e assaporato la sua Beltà, in assenza poi della sua sensibilità ne provate il digiuno della mancanza, la nostalgia, e ne andate alla ricerca. I miei Santi dopo aver avuto visioni e doni mistici nei quali hanno gustato la soavità, la bellezza e il godimento di Dio, alla mancanza di Lui è tale il rimpianto e la nostalgia che niente più di ciò che è umano li allieta e, con lacrime e grida, spesso hanno invocato il ritorno dello Sposo poiché ormai era l’amore divino lo scopo della loro esistenza.
Figli miei, c’è un digiuno corporale che vi è chiesto, per quelli che possono, e che aiuta sia nel tempo dell’abbondanza e della gioia nello spirito poiché esso vi mantiene umili, vi fa ricordare la vostra miseria e che tutto è dono del Padre celeste, e sia nel periodo della prova per far sì che vi dia forza, vi rinsaldi per unire la vostra ulteriore offerta a Dio che la santifica. Io sono sempre con voi. Ti benedico”.


17 01 12 “lo sguardo di Dio si posa sul più piccolo, il pastorello, il dimenticato che non fa nemmeno numero: è su Davide!”

Mia piccola Maria, Io sto operando come tu non sai e ne vedrai un giorno i risultati e il compimento. Stasera la Parola vi indica come il Padre Santissimo sceglie le sue creature, quelle a cui affidare i suoi progetti santi per farli suoi messaggeri per le sue Opere straordinarie. Samuele passa in rassegna tutti i figli di Jesse e nessuno tra di loro è il prescelto nonostante l’imponenza e la statura. Lo sguardo di Dio si posa sul più piccolo, il pastorello, il dimenticato che non fa nemmeno numero: su Davide, e di cui ne farà il suo re. La santa Parola dice: “gli uomini guardano all’esteriorità, Dio guarda al cuore”.
A chi affida i suoi progetti divini, si manifesta in modo speciale, offre anche visioni celestiali, e dona doni mistici? Il Padre sceglie per essi non guardando alla cultura, alla sapienza umana: il ceto sociale, il prestigio o la ricchezza, il potere o la bellezza; Iddio guarda al cuore, alla nobiltà dell’animo, all’umiltà, alla semplicità, alla veridicità della creatura e, seppur peccatrice, se veritiera e accogliente, e desiderosa di amare, Dio li offre a loro, che in umiltà ne vivranno, per farne una storia d’amore, una storia che s’intreccia nell’amore divino e che per esso si offre ad un amore vissuto ai fratelli.
Cosa è Dio se non l’Amore? La sua Essenza, la sua Energia purissima è Amore che crea, redime, santifica. Il Padre Celeste guarda a chi sinceramente vuole amare. E cosa aborrisce di più il demonio se non l’amore? Ove il cuore pulsa di questo amore divino e lo trasfonde nell’ambiente: lì il nemico attacca e dà guerra, lo aborrisce in quanto defrauda il suo potere che è nell’odio, e fa di tutto per allontanare da questo amore, e ruba anime al Creatore proprio togliendo ad esse la fiamma dell’ amore divino, dato che solo così può far accrescere il suo regno. Il demonio dà, offre agli uomini lo sterco dei suoi vantaggi per privare le anime di questa luce attraverso il quale egli non può vivere.
Per questo il Padre Santissimo manda i suoi messaggeri, i suoi profeti, e suoi Santi: un re Davide, un Samuele, i Giovanni, ecc… in ogni tempo, dato che vivendo e irradiando il suo Amore, mediante essi molte anime a questa fiamma si ravvivano e tornano. Cosa spezza le catene e il dominio di satana? L’amore! Cosa hanno fatto i Santi? Hanno amato! Amate, figli miei, poiché l’amore di Dio è la chiave, la ragione e il senso della vostra esistenza. Nell’amore voi sconfiggete satana. Ti benedico”.


18 01 12 “Chi è Davide oggi e chi è Golia?”

“ Mia piccola Maria, Io reggo e traccio le fila dei tuoi giorni e tu non te ne avvedi. Ti tengo in braccio come un papà tiene la sua bambina.
Stasera la Parola vi parla di Davide e di Golia, di un ragazzo inerme contro un gigante, di un giovane indifeso contro un possente armato, di un figliolo contro un esercito agguerrito; eppure egli va, non in nome suo, …e come avrebbe potuto, povera creatura? Và in Nome di Dio, pieno di fiducia in Lui, e per questo lo sconfigge. La sua arma è una fionda che rappresenta il suo cuore di fanciullo; la pietra con la quale egli lancia è la sua fede in Dio che và diritto nella traiettoria che il Padre stesso traccia: lo colpisce e lo abbatte ed, abbattuto Golia, si ritira tutto il suo esercito malvagio.
Chi è Davide oggi, e chi è Golia? Davide è rappresentato dai miei cristiani, dai miei consacrati; e Golia è il demonio potente con il suo esercito di male. Come mai allora Golia oggi ha preso tanto spazio e potere nel mondo e sempre più avanza con i suoi sgherri e sempre più minaccioso? Figli, ove è la moltitudine di consacrati che lo combattono in mio Nome? Ove sono i cuori di fanciulli che scagliano contro il male la pietra della fede? E’ il tempo in cui più che mai finiscono invece per allearsi con il nemico. Giungerà, giungerà il tempo propizio nel quale ritorneranno intrepidi i piccoli Davide, il ‘piccolo resto’ che possiede, contiene tale cuore e tale fede. Con essi avanzerò contro il demonio; e loro, in mio Nome, combatteranno con la fedeltà, la preghiera, l’umiltà e l’amore a Dio per sconfiggere satana e l’intero suo regno malvagio. Ti benedico”.


19 01 12 “Se non c’è unità tra l’uomo e Dio, se non c’è prima la sua ricerca e la Comunione con Lui, non può esserci unione tra di voi”

“Mia piccola Maria, ti tengo nel pugno della mano, e intanto che vi rimani racchiusa non potrai cadere.
Stasera il Vangelo vi presenta le folle che accorrono e mi si approssimano intorno. Sono molte le creature che mi si gettano addosso per essere sanate; e quante di esse, al solo tocco della mia Persona, guariscono e vengono liberate da demoni! Gli stessi diavoli attestano e riconoscono chi Io sia: “Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio!”. Oggi guardo la moltitudine umana e cerco quanti siano quelli che ancora gridano e attestano: “Tu sei il Cristo, l Figlio di Dio!”, testimoniando non solo nelle parole ma credendo fermamente alla mia autorità divina, al mio Potere, concretizzandolo con una vita fondata sul mio Insegnamento.
Tutti gli uomini sono chiamati a guardare verso il Cielo e ricercarne il Padre Creatore. Tutti i figli dell’uomo hanno innestato nella loro coscienza il germe del bene e la sua ricerca. Ove però oggi essi guardano? Ove vanno? Quali sono le loro scelte? Osservo tra la moltitudine dei cristiani e quanti ne trovo tra quelli che guardano, attestando con testimonianza vissuta, che Io sono il Cristo, il Figlio di Dio? Perché se così fosse innumerevoli sarebbero le malattie sanate e liberati gli ossessi di cui pullula il mondo.
In questa settimana in cui pregate per l’Unità dei cristiani io dico: se non c’è unità tra l’uomo e Dio, se non c’è prima la sua ricerca e la Comunione con Lui, non può esserci unione tra di voi. Tutti i figli di Dio sono simili per le loro povere realtà umane e il loro tempo che nei limiti conduce tutti alla morte; ma siete simili anche nel cuore, nel desiderio, nella ricerca e nella capacità di capire l’amore che nella carità mi testimonia, mi riconosce e vi rende uniti. La totalità degli esseri umani hanno i loro dolori e i loro travagli con le loro lacrime, che divengono le perle deposte e contenute nell’otre dell’anima; niente ne va perduto. Questo vi unisce e traccia per ognuno la propria storia e tutti gli uomini ne sono sottoposti, ma se non le avete unite, vissute nella testimonianza che dichiara la vostra appartenenza al Padre Celeste, se non avete amato la ricerca di Lui, dove andrà a finire tutto ciò che avete vissuto? Ti benedico”.


21 01 12 “Convertitevi, figli! E’ l’appello di una vita; dopo non ne avrete più”

“Mia piccola Maria, ogni giorno sembra simile all’altro, ma giunge improvviso quello in cui vedrai ogni cosa compiersi.
Stasera nel Vangelo vi esorto, grido, vi interpello: “Convertitevi e credete al Vangelo! Convertitevi! Il Regno di Dio è vicino”. E per il Regno di Dio vi indico non solo il tempo ultimo quando si concluderanno gli eventi del mondo con le sue intere realtà, ma viene indicato il tempo di nascere al Cielo, che per ogni uomo si compie con la sua morte. La vita che vi è data ha il suo termine; non muoiono solo gli altri: ogni creatura ha il suo perire. Alcuni dicono: “Mi convertirò in vecchiaia!...”. Ma non a tutti è dato di giungervi. Il circolo vitale ha i suoi giorni, e l’esistenza si chiude per molti già all’aurora, come in ogni altro periodo. Fatevi trovare pronti!
Ah, se l’uomo pensasse più spesso alla sua natura decaduta e fragile, alla sua morte, se avesse il santo timore, se non ha l’amore di Dio! Già questo lo porrebbe a cercare la conversione nel cambiamento di vita. Ninive si pone in conversione, se non per amore, per timore della sua distruzione: si veste di sacco e digiuna, si sottopone alla penitenza e al desiderio del cambiamento nell’attesa del perdono e della Misericordia di Dio perché il Padre Santissimo ritiri, come poi è stato, il castigo e l’ira della sua Giustizia.
Oggi dov’è l’amore, e ove il timore? Se così fosse, dappertutto ci sarebbe la conversione dei costumi di un’esistenza che viva improntata alla morale del mio Insegnamento. Figli miei, tutto passa e non ve ne avvedete: siete polvere e alla polvere tornerete; e cosa vi rimane se non l‘anima, il bene più prezioso, che solo se ha vissuto la sua conversione attua in sé il Regno di Dio? Gli uomini si camuffano, si fanno vedere in un modo e si comportano in un altro. Possono ingannare gli altri esseri umani che vivono di esteriorità, ma non Iddio, al quale tutto è visibile e presente per quel che ognuno è; non ci si può nascondere al suo sguardo. E non solo, la vostra stessa anima segna, registra ciò che siete nel bene come nel male; e se nascendo siete confortati dalla madre, si nasce con una madre, si muore poi soli, e nel Giudizio chi vi sarà di aiuto? L’unica testimonianza a vostro favore può essere solo la vostra anima, di cui chiederò conto. Convertitevi, figli! E’ l’appello di una vita; dopo non ne avrete più.
E come porsi in conversione? Ritornate in camera vostra e pregate, pregate ogni giorno e con fervore, chiedendo luce allo Spirito Santo, che vi dia luce delle vostre colpe che spesso vengono celate anche ai vostri occhi. Il peccato rende ciechi, il demonio vi oscura; per questo dovete chiedere aiuto allo Spirito perché vi faccia vedere quel che siete realmente. Pregate perché vi sia accanto nella Confessione per allontanare il maligno che farà di tutto per non perdere l’anima e cercherà di farvi provare ogni vergogna e timore in modo da non farvi confessare tutti i peccati.
Siate onesti, veritieri, umili! Confessate sia le grandi e sia le minime colpe, ed dal perdono ricevuto ripartite per un cammino che può anche avere cadute, ma che più non lascerete se uniti alla preghiera e ai Sacramenti in un percorso di perfezione spirituale, in un processo di cambiamento al bene che evolve; e durerà per sempre, oltre la morte: un cammino che prosegue per molti in Purgatorio ove ogni ombra viene lavata sino a che l’anima si fa radiosa.
Invocate la Madonna che vi aiuti! Consacratevi a Lei che vi conduce nella via della conversione per poi dopo essere luce per gli altri. L’uomo giustifica sé stesso, e se chiedete a molti se hanno peccato diranno: “Ma che male facciamo? ”… Pur dinanzi a situazioni gravose non s’avvedono del male che commettono e lo annullano dalla propria coscienza, non sanno che comunque il male rimane stampato nell’anima senza che ci sia in questo possibilità di partecipazione della vostra volontà. Se non si realizza il Regno di Dio, in voi rimane il regno di satana, realtà concreta, seria e terribile che non viene annullata, e non ve ne date peso.
Chiedete al Padre Celeste, abbandonatevi a Lui che vi guidi sulla via della missione da compiere e potrà così tessere la vostra storia per guidarvi a compiere il bene massimo che potrete.
Figli miei, solo nella conversione autentica voi compite il bene che conduce a santità l’anima vostra. Ti benedico”.


23 01 12 “Cosa è la bestemmia contro lo Spirito Santo? E’ ritenere Iddio, che è magnificenza del bene e Verità suprema, il male”
“Mia piccola Maria, è bene che sorgano questi disagi e queste forme di sacrificio sulla gente perché esse portano ad un cambiamento e ad un ritorno a Dio. Solo ritornando al sacrificio, al disagio, al bisogno farà sì che l’uomo comprenda la sua natura fragile e limitata, e quindi che non è un dio.
Stasera il Vangelo vi presenta chi mi accusa. Il peccato della gelosia e dell’invidia dinanzi ai miracoli e segni straordinari che non possono avere origine dalla natura umana, l’uomo viene ad accusarmi di operare in nome di Belzebù, di essere satana. Io, il Sommo Bene e la Verità, spiego: “Ma come può il diavolo svilire la sua natura malvagia, che è ‘odio’, ed operare nella verità per il bene?”. E può il Signore Iddio snaturare la sua di Natura ed andare contro Sé stesso Egli che è l’Amore? Sono regni che non possono coalizzare, o l’uno o l’altro.
Oggi di questa accusa si vive: chi opera in nome di Dio nell’autenticità e nella carità e mi segue, viene spesso tacciato per male, perseguitato, ritenuto persona scomoda, strana, esaltata. Questo accade perché il suo bene è scomodo per chi opera nel peccato: mette in luce, fa scoprire la sua opera oscura e perciò và rifiutata o eliminata, mentre chi va a braccetto con le leggi inique del maligno viene ritenuto spesso persona degna ed applaudita.
Cosa è la bestemmia contro lo Spirito Santo? E’ ritenere Iddio, che è magnificenza del bene e Verità suprema, il male: rifiutarlo e odiarlo sino alla morte, non accogliere la sua Misericordia e combatterlo operando nel male sino alla fine dei giorni. Tutti i peccati degli uomini, anche le cose più abominevoli possono essere perdonate nel pentimento, ma l’accusa perpetua contro la Persona di Dio e il rifiuto di Lui, non lo sarà!
Satana conduce ormai l’umanità al peccato dell’apostasia, al rinnegamento: a disconoscere sino all’odio; ma in modo subdolo usa anche un’altra tattica, quella di banalizzare: far ritenere il Padre Celeste insensibile e inutile cosicché si basta a sé stessi… L’uomo si fa dio e caccia l’intervento divino dal suo cuore.
Figli miei, è l’essere umano che è decaduto, che si corrompe, mentre Io, il Signore, resto immutabile in eterno, creo ed opero nell’amore. Tuffatevi in Me, che sono Verità e Bene, e avrete Vita. Credete, amate ed operate nel mio Nome e darete vita. Ti benedico”.


24 01 12 “Chi vuole farsi mio amico, mio fratello, mia sposa, mia madre? Chi compie la Volontà del Padre mio diventa tale”

“Mia piccola Maria, perché ti senti sola? Sono Io con te.
Stasera nel Vangelo le mie parole sembrano dure: …”Chi è mia Madre, i miei fratelli…?!” In esse Io non voglio sminuire e discostarmi da mia Madre che è parte di Me, ma lo dico per darne insegnamento per voi. Niente può anteporsi all’Insegnamento divino, che è testimonianza della priorità dovuta al Signore. Dinanzi agli affetti più nobili, ai sentimenti più leciti, Io vi richiamo ad un amore primario dovuto al Padre Santissimo nell’adempimento dei divini Comandi che non possono essere sottoposti alle esigenze e ai desideri umani.
A chi dovete obbedire se un marito o una moglie vi chiede di posticipare la fede ad essi, alle loro richieste, magari peccaminose, o di non andare a Messa? Al primo posto c’è la fede e la Santa Messa! A chi dovete obbedire se dei genitori chiedono di far abortire la propria figlia o ne istigano il figlio…? Dare priorità alla vita! O se vi venga chiesto di fare la scelta con un’ altra religione che una creatura vi chiede di farlo per suo amore? Chi dovete seguire? La fedeltà al vostro Credo cattolico!
Non si posticipa, non si pone in seconda linea l’amore di Dio; non lo si piega e rifiuta ai vostri compromessi, ai vostri affetti, alle scelte che vi pone il mondo. Seppur avete una certa devozione e andate in chiesa ma poi connivete con il peccato, seguite alcuni Comandamenti ma non altri, vi fate una fede personale che segue però i propri desideri e i propri istinti, che amore di Dio è? Solo santificando i vostri affetti, i vostri legami umani, le vostre amicizie, sottoponendole, irrorandole nell’amore divino, voi li santificate, li nobilitate, li arricchite, dato che senza Dio si dissolvono, prima o poi si allontanano, si perdono o si disgregano.
Figli miei, nel vivere i Comandamenti voi mi testimoniate la vostra fedeltà e il vostro amore; solo unendovi alla sana Legge voi vi fate simili a Me ed Io vi potrò riconoscere parte di Me. Chi vuole farsi mio amico, mio fratello, mia sposa, mia madre? Chi compie la Volontà del Padre mio diventa tale: mi ama ed acquista i lineamenti di quelli della mia Casa. Ti benedico”.


25 01 12 “Vivete la Luce! Venite a Me a ricevere Luce. Io sono il Roveto ardente che brucia in un incendio di Fuoco che mai si estingue”

“Mia piccola Maria, Io guido la tua via e tornerai a dedicarti all’apostolato che la Madonna desidera da te.
Stasera nel Vangelo Io vi parlo della luce: la lampada non può essere posta sotto il tavolo, ma in alto perché possa illuminare tutti quelli di casa. Anche voi dovete essere delle piccole lampade che manifestano la luce, la rivelano e ne danno testimonianza per far sì che tutti possano vantaggiarne. Qual è la vostra luce? La vostra luce è la fede che va vissuta in qualsiasi contesto viviate ed operiate, qualsiasi sia la vostra missione o il progetto di Dio per voi, pur nell’angusta propria casa, come nell’ampiezza delle missioni: sia nell’essere chiamati a professare la Parola di Dio nelle piazze o nelle chiese, come per chi si chiude nella camera in preghiera o nel nascondimento della sua carità per proteggere e vivere l’umiltà, fa opera di bene.
Tutto ciò diviene luce che si diffonde, si dilata e contagia con il suo bene, dato che, pur non parlando, chi vive di luce e compie nella luce della sua fede, la sua anima ne è irradiata, porta il segno del suo chiarore, mentre se vivete male e operate nell’oscurità per ammantarne gli altri, la vostra anima si riempie e s’adombra delle sue tenebre.
Viene il tempo per tutti in cui sarà manifesta e rivelata all’umanità di ogni generazione di cosa e chi siete realmente; anche ciò che è stato vissuto e detto nella profondità più nascosta sia nel bene che nel male, per cui dinanzi al Signore Onnipotente, dinanzi alla sua Luce cadranno tutte le maschere: i buoni si riveleranno dai cattivi, i pii dai malvagi, i Santi dai dannati.
In Cielo l’opera della vostra luce vi segue e vi ricopre per l’eternità. Ciò che di buono avrete fatto sarà stampato e visibile a tutti: le luci dei Beati si congiungeranno al Sole di Dio per magnificare e arricchire il chiarore celestiale del Paradiso, per ricevere la maggiore bellezza e gaudio. L’oscurità che avrete vissuto invece porterà manifeste le opere cattive compiute, e una maggiore tenebra e buio negli inferi vi getterà nell’infittirsi dell’oscurità ad ulteriore sofferenza eterna.
Vivete la Luce! Venite a Me a ricevere Luce. Io sono il Roveto ardente che brucia in un incendio di Fuoco che mai si estingue; tanto più ve ne fate accanto e tanto più acquisirete luce e calore per rivestire voi e i vostri fratelli. Ovunque andrete sarete lucerne, piccoli falò che illuminano ogni buio: al vostro passo ritorna il raggio del mio Sole. Ti benedico”.


28 01 12 “Quanti miei Santi hanno passato il tunnel dell’oscurità e le prove del combattimento con il diavolo!”

“Mia piccola Maria, Io sono già qui per aiutarti, e ti confermo ciò che hai sentito durante la Santa Messa. Soffri molto? Figlia mia, il demonio ti adombra e la tenebra non ti fa vedere spiraglio di luce, ma questo si fa crescita anche se tu fai fatica a salire! Il Signore Iddio usa anche le prove del nemico per trarne il bene perché esse divengano scala per lo spirito.
Il Vangelo di stasera lo conferma: dinanzi al mio Insegnamento, dato con autorità, il demonio si rivela e grida: “Cosa vuoi Tu da noi? Io so chi sei: il Figlio di Dio! Vuoi rovinarci…?”. “Taci!”, gli intimo, e il mio ordine diviene causa per la liberazione della creatura che possiede e testimonianza per molti alla fede. Quanti miei Santi hanno passato il tunnel dell’oscurità e le prove del combattimento con il diavolo con forti grida di aiuto verso di Me! Giacobbe lotta tutta la notte contro Dio, Giobbe si pone in giudizio, domanda e si pone in discussione con il suo Creatore, ma il Signore Iddio non si scandalizza di ciò: si pone accanto per aiutarli. E’ la fase che conduce, tramite l’oscurità e la rivolta alla ricerca della Verità e alla crescita da uno stadio che passa dal dolore all’accettazione dell’Amore. Ti benedico”.


30 01 12 “Tutti i sacerdoti dovrebbero essere preparati al Ministero di liberazione, fare esorcismi”

“Mia piccola Maria, E’ scesa la pace nel tuo cuore? Ecco Io non t’abbandono mai, figlia mia, rimani fissa al mio sguardo, non guardarti intorno, non fermarti a vedere il cattivo comportamento o nei sacerdoti o nei cristiani poiché ciò ti arreca sfiducia e scoraggiamento, guarda solo a Me ed affidami ogni cosa.
Stasera nel Vangelo Io incontro il posseduto da una legione di diavoli: egli grida di dolore giorno e notte nel tormento tra i sepolcri; nemmeno le catene lo tengono fermo e si spezzano. Io stesso intervengo alla sua liberazione; e questo perché solo Iddio poteva liberarlo? No, figli miei, non c’era preghiera verso il Padre Onnipotente per lui; era rimasto solo il lumicino delle suppliche di sua madre e su di essa Io sono intervenuto.
Oggi la situazione è molto più grave…! Se sapeste quanti posseduti nel mondo, mentre molti, e anche della Chiesa, spesso dicono che sono di poco numero. La maggior parte poi sono vessati, attaccati, plagiati dal demonio che penetra nella mente e provoca molte delle malattie mentali che sono proprio di sua origine: quante depressioni, istigazioni al suicidio, ossessioni, eccc… La Chiesa poco pratica il Ministero di liberazione, poco attua una più forte difesa, e i diavoli continuano, poco disturbati, nei loro tormenti. Queste anime gridano nel loro spirito, sono prigioniere di catene che non si spezzano.
Poveri, figli miei!... Se sapeste quanto è dura questa croce e così incompresa! Si dovrebbero eleggere molti più esorcisti: ce n’è un bisogno enorme in questi tempi in cui non c’è quasi realtà non toccata dalle zampate del leone ruggente, che si nutre delle debolezze degli uomini. Il suo male è simile ad un gas invisibile che penetra nella mente e la sconvolge e ne porta l’intero suo avvelenamento.
Tutti i sacerdoti dovrebbero essere preparati al Ministero di liberazione, fare esorcismi, celebrare Sante Messa con questo intento. Formare Gruppi di preghiera per queste povere anime e porre ad ogni penitente nella Confessione l’olio santo che non serve solo per i moribondi o le guarigioni fisiche, ma particolarmente per quelle dello spirito e la liberazione dalle influenze maligne. Quanti ne verrebbero liberati ! Invitare ad usare i sacramentali e gli oggetti benedetti, e benedire ogni creatura e luogo. Poco si fa, poco si pratica, e si pone tutto ciò ad un retaggio medioevale e alla sola cura umana che spesso non porta beneficio.
Questi poveri figli spesso vivono la conseguenza del proprio peccato per essere così invasati dal male, ma è anche vero che spesso ci sono innocenti che vivono una vita di questo tormento in espiazione e santità. Io cerco ogni varco per poterli liberare e guarire, ma c’è bisogno della vostra preghiera e della vostra carità. Gli adepti del diavolo invece sono per lo più lasciati liberi nelle loro facoltà fisiche perché possano agire più liberamente per diffondere il suo regno malvagio, questi non si porranno in conversione e ciò purtroppo difficilmente si attua: andranno direttamente agli inferi. Mentre i poveri insidiati dal demonio, se gridano a Me il loro tormento e chiedono il mio aiuto, di certo li condurrò in Cielo. Ti benedico”.


31 01 12 “Pregate e fate ricorso per tutti i giovani alla Beata Vergine e a San Giovanni Bosco il cui compito non ha termine per i ragazzi”

“Mia piccola Maria, oggi la Chiesa celebra il mio San Giovani Bosco, uomo fattosi Santo in mezzo a traversie e tribolazioni. Egli, illuminato dallo Spirito Santo, offre i suoi doni, le sue capacità interamente al servizio di Dio per i giovani. E’ la porta che apre la visione al mondo giovanile che dalla sua Opera si dipartirà nei secoli a venire, in un tempo, il suo, in cui la tenera età, i fanciulli, i giovani, come anche le donne, sono tenuti in scarsa considerazione, abbandonati a sé stessi, sottoposti ad ogni forma di ingiustizia e violenza, al degrado morale, poiché è l’anello debole della società e solo quando il giovane si farà adulto e in questo stato di crescita capace e autorevole sicché potrà disporre di mezzi, acquisterà rispetto.
San Giovanni vede tutto questo e ne prova grande compassione e ribalta la visione dell’uomo che ha valore dalla più tenera età, in quanto creatura di Dio che deve evolversi nella crescita del suo amore, che va però educata ed assistita. Egli apre la porta al rispetto del fanciullo che va educato in una pedagogia di amore, fiducia e prevenzione ancor prima dell’intervento punitivo, impostata e fecondata con una vita spirituale vissuta. Giovanni fonda la sua Congregazione che avrà per compito l’educazione dei giovani improntandola e finalizzandola alla loro salvezza spirituale e morale e al senso del dovere al proprio sostentamento che sono le radici di ogni creatura. Dove trova Giovanni la forza e la capacità di fare tanto? Nell’orazione profonda e nella devozione tenerissima alla Vergine Madre.
Oggi Giovanni guarda dal Cielo i suoi figli e si rammarica, dato che se in alcuni Paesi poveri ancora c’è il ricorso alla sussistenza e all’aiuto materiale ai ragazzi poco si fa ricorso a ciò che egli ha vissuto e lasciato come testamento spirituale e cioè: l’educazione all’amore divino. E in questi vostri Paesi dell’occidente ove non manca il fabbisogno materiale e l’educazione alla cultura, scarseggia e poco ci si occupa dell’irradiare di una vita spirituale in un mondo in cui i giovani muoiono nell’anima e nel degrado morale.
Pregate e fate ricorso per tutti i giovani alla Beata Vergine e a San Giovanni Bosco il cui compito non ha termine per i ragazzi. Egli prega ed accudisce dando luce e sostegno. Ti benedico”.


Ave Maria! Scrivo su facebook per evangelizzare e per far conoscere anche le “Gocce di luce”. http://www.facebook.com/profile.php?id=1225597407

don Armando Maria
Gesù e la Mamma Celeste vi amano assai e vi benedicono; e anche io, nel loro Santissimo Amore vi voglio bene e vi benedico per intercessione del Cuore Immacolato di Maria: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Don Armando Maria

Bloccato

Torna a “GOCCE DI LUCE - Gesù parla ad un'anima”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti