La Leggenda del Golfo degli Angeli

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La Leggenda del Golfo degli Angeli

Messaggio da Ospite » gio dic 10, 2009 11:03 pm

C’era un golfo bellissimo, chiuso da azzurre montagne, che al tramonto del sole

sembrava incendiare: è il golfo di Cagliari, conosciuto col nome di Golfo degli Angeli.

Gli angeli, nei tempi lontani, chiesero a Dio un dono. Dio rispose che avrebbe dato loro

in dono una terra dove gli uomini si amavano, si rispettavano, vivevano felici.

“ So che esiste questa terra; cercatela, trovatela e sarà vostra “aveva detto loro.

Gli Angeli obbedirono; scesero dal cielo e si sparsero sulla Terra.

Ma ovunque trovarono cattiverie, guerre, odi.

Stavano per ritornare, tristi, da Dio Padre, quando il loro sguardo cadde su una grande isola

verde circondata da un mare tranquillo. Gli Angeli si avvicinarono rapidamente:

non rumore di guerre e di distruzioni, non colonne di fumo si alzavano dalle colline fiorite

ove brucavano grandi greggi. E gli uomini aravano i campi non chiusi da segni di proprietà.

Quei primi abitatori della Sardegna, ignari delle ricchezze della loro terra, discendenti da eroi

che avevano fuggito la tirannide e 1’ ingiustizia trascorrevano la loro vita in semplicità,

contenti della pace e della bellezza dei luoghi.

Gli Angeli salirono felici in Cielo. Riferirono al Signore ciò che avevano visto… e Iddio

mantenne la promessa. Gli Angeli, quindi, ridiscesero ancora sull’isola, e rimasero

specialmente incantati davanti al grande golfo che si apriva, come un immenso fiore turchese,

all’estremo limite meridionale della loro terra.Decisero, dunque, di stabilirsi lì:

in quell’arco di mare così azzurro e bello che ricordava il Paradiso.

Presto, però, Lucifero, invidioso di quegli Angeli felici, cercò di seminare, fra di essi,

lotte e discordie, e siccome non vi riuscì tentò di scacciare gli Angeli da quel loro

secondo Paradiso.

Lottarono a lungo le forze del Bene e quelle del Male sulle scatenate acque del golfo.

Ed ecco che alla fine, tra il lampeggiare delle folgori del demonio si levò in alto la spada

scintillante dell’Arcangelo Gabriele. Fu il segno decisivo della vittoria.

Lucifero stesso fu sbalzato dal suo cavallo nero, dalle narici di fuoco.

A1le prese la sella e, in un impeto di co1lrera violenta, la lanciò nel Golfo,

formando un promontorio che poi venne chiamato «La Sella del Diavolo ».

Sotto di esso, trovarono dapprima rifugio le pacifiche navi fenicie, poi quelle di guerra

dei Cartaginesi. Poi quelle dei Romani, dei Vàndali e Bizantini. In seguito quelle dei Pisani,

dei Genovesi e degli Spagnoli. Ed infine, quelle degli Inglesi, dei Francesi e degli Americani.

Così, oggi, gli Angeli se ne sono andati dal loro golfo incantato e lo guardano dall’alto,

discendendovi, talvolta. Lievi e silenziosi, all’ora del tramonto,

quando il cielo si colora d’oro e di porpora.


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