Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2010

Riflessi di lago, specchio di un’anima…

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Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2010

Messaggio da miriam bolfissimo » mer set 29, 2010 10:04 am

  • Immagine 29 settembre 2010

          • giorno di festa e gioia in onore dei Santissimi Arcangeli

            Michele, Gabriele e Raffaele...[/b][/size]
  • Gli angeli salgono e scendono

    «Vedrete gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'Uomo». Salgono per loro, scendono per noi, o piuttosto, scendono con noi. Questi beati spiriti salgono con la contemplazione di Dio, e scendono per prendersi cura di noi e per custodirci in tutti i nostri passi (Sal 91, 11). Salgono verso Dio per godere della sua presenza, scendono verso di noi per obbedire ai suoi ordini, perché ha ordinato loro di prendersi cura di noi. Tuttavia, nel scendere verso di noi, non sono sprovvisti della gloria che li rende felici, vedono sempre il volto di Dio...

    Quando salgono nella contemplazione di Dio, cercano la verità della quale sono colmi senza sosta desiderandola, e che desiderano sempre, possedendola. Quando scendono, esercitano al nostro riguardo la misericordia, poiché ci custodiscono in tutti in nostri passi. Perché questi spiriti beati sono i ministri di Dio mandati per venir in nostro aiuto (Eb 1, 14). E in questa missione non rendono un servizio a Dio, bensì a noi. Imitano in questo l'umiltà del Figlio di Dio che non è venuto per essere servito, ma per servire, e ha vissuto fra i suoi discepoli come se fosse stato il loro servo (Mt 20, 28 ).

    L'utilità che gli angeli traggono, nel seguire queste vie, è la loro felicità e la perfezione dell'ubbidienza nella carità; e quella che ne raccogliamo noi, è la comunicazione che ci viene fatta della grazia di Dio e il vantaggio di essere custoditi da loro sul nostro cammino...

    Dio ha dato ordine ai suoi angeli, non di toglierti dalle tue vie, bensì di custodirti in esse con cura e di condurti sulle vie di Dio, sulle stesse che anch'essi seguono. Come? Gli angeli, certo, agiscono in tutta purezza e solo per carità: tu però, per lo meno, costretto e avveduto dalla necessità della tua condizione, scendi, accondiscendi al tuo prossimo dando prova di misericordia al suo riguardo; poi, sempre imitando gli angeli, eleva il tuo desiderio e, con tutto l'ardore del tuo cuore, sforzati di salire fino all'eterna verità.
    • San Bernardo

      • Angelo di Dio
        che sei il mio Custode:
        illumina, custodisci,
        reggi e governa me,
        che Ti fui affidata dalla Pietà Celeste. Amen
Con tutto il mio piccolo cuore, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » ven ott 01, 2010 8:03 am

  • Immagine

        • Cuore Divino di Gesù,

          con l’intercessione della Beata Vergine del Rosario,

          desidero essere come Tu mi vuoi...
    [/color]
Con tutto il mio piccolo cuore, miriam bolfissimo ;)
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Messaggio da miriam bolfissimo » mar ott 05, 2010 8:26 am

  • Immagine2 ottobre 2010

          • giorno di festa e gioia in onore degli Angeli, nostri Custodi...[/b][/size]
  • Santo angelo custode, sin dall'inizio della mia vita
    mi sei stato dato come protettore e compagno.
    Qui, al cospetto del Mio Signore e mio Dio,
    della mia celeste Madre Maria e di tutti gli Angeli e Santi,
    io povero peccatrice mi voglio consacrare a te:
    voglio prendere la tua mano e mai più lasciarla.

    Prometto di essere sempre fedele ed ubbidiente a Dio ed alla santa Madre Chiesa.
    Prometto di professarmi sempre devoto a Maria, mia Signora,
    Regina e Madre e di prenderla a modello della mia vita.
    Prometto di essere devoto anche a te, mio santo protettore,
    e di propagare la devozione agli Angeli santi che ci viene concessa
    quale presidio ed ausilio nella lotta spirituale per la conquista del Regno di Dio.

    Ti prego, angelo santo, di concedermi
    tutta la forza dell'amore divino affinché ne venga infiammato
    e tutta la forza della fede affinché non cada mai più in errore.
    Domando che la tua mano mi difenda dal nemico.
    Ti chiedo la grazia dell'umiltà di Maria affinché sfugga a tutti i pericoli
    e, guidato da te, raggiunga in cielo l'ingresso della Casa del Padre.
      • Con tutto il mio piccolo cuore, miriam bolfissimo ;)
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Messaggio da miriam bolfissimo » mar ott 05, 2010 8:30 am

  • Immagine Semplicemente servi


La prima neve è venuta a farci visita e ha lasciato una vigorosa spolverata sulle montagne che circondano Tirano. Il tramonto lancia riflessi d'orati sulle cime innevate, turisti inglesi e tedeschi si fermano a fotografare e io ringrazio Dio perché sa sorprenderci con la sua bellezza. Mentre vado a far visita ad una coppia che tra poche settimane celebrerà il loro matrimonio, ripeto la richiesta degli apostoli a Gesù: "Accresci in noi la fede" (v.6). Prego per me e per tutta la mia comunità. Affido al Signore alcune vicende particolari, ricordo uno per uno i giovani con cui stiamo condividendo l'inizio del nuovo anno pastorale. Mentre prego mi rendo conto che la richiesta degli apostoli potrebbe essere ambigua, e proprio per questo Gesù la purifica con l'esempio del granello di senape.

Ciò che conta non è la quantità, ma la qualità.

Posso credere tantissimo, passare ore e ore in preghiera, moltiplicare le mie devozioni, ma se vivo la mia fede come un rapporto di sudditanza o di paura, se il Dio in cui credo è un contabile pignolo a cui presentare il resoconto a fine giornata, allora tutto questo serve a poco. Forse a nulla.

Gesù ci invita a lavorare sulla qualità della nostra fede, sullo stile della nostra preghiera. Sono convinto che questa conversione sia un'esigenza irrinunciabile dei nostri cammini comunitari e personali. Lo ripeto: non si tratta di aggiungere o di togliere, ma di andare in profondità, di cercare autenticità lasciandosi raggiungere dalla Parola, imparando a stare davanti al Padre così come Gesù ha svelato con la sua vita di Figlio.

Solo a partire da questa qualità filiale della fede è possibile comprendere quanto Gesù dice nella seconda parte del brano evangelico. La breve parabola descrive quale dovrebbe essere l'atteggiamento dell'uomo verso Dio, caratterizzato dalla piena disponibilità, dalla consegna operosa di tutte le proprie forze alla sua volontà. Soprattutto, mi sembra, Gesù richiama nuovamente i discepoli a togliersi dalla testa che il rapporto con Dio sia una specie di contratto: faccio per avere, mi impegno ma attendo un utile.

Gratuità e generosità sono le parole che devono guidare l'impegno del discepolo nella costruzione del Regno di Dio. Non c'è altro guadagno che la certezza che il seme del Regno nascosto allo sguardo, porterà frutto in abbondanza e avrà il gusto salato del nostro sudore e del nostro pianto.

  • don Roberto Seregni
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Messaggio da miriam bolfissimo » mar ott 05, 2010 8:43 am

  • 4 ottobre 2010, giorno di festa e gioia in onore del santo francesco poverello d’assisi
      • Francesco poverello,
        rivestito di grazia,
        ascende lieto in gloria
        nel regno dei beati.

        Esce umile e nudo
        dalla scena del mondo,
        ed entra ricco in cielo
        festeggiato dagli angeli.

        Nel suo fragile corpo
        reca impressi i sigilli
        dell'Agnello immolato
        sul legno della croce.

        Dolce padre dei poveri,
        amico della pace,
        tu splendi come un sole
        nella Chiesa di Dio!

        A te sia lode, o Cristo,
        Parola del Dio vivo,
        che sveli nei tuoi santi
        la gioia dell'Amore. Amen



        • Francesco, amante di tutte le creature,
          Francesco conquistato dall’amore del Divin Bambino nato nella grotta di Betlemme: intercedi per noi!

          Francesco, nel cui cuore Cristo cominciò a regnare perché anche per mezzo della povertà del discepolo
          noi comprendessimo meglio la povertà di Gesù e fossimo indotti a pensieri di amore e di pace: intercedi per noi!

          Francesco, amante del Creatore e di ogni creatura,
          Francesco, promotore della pace sulla terra,
          Francesco, eloquente immagine di Cristo: intercedi per noi!

          Francesco, araldo delle otto beatitudini,
          Francesco evangelista della carità di Dio: intercedi per noi!
Con tutto il mio piccolo cuore, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » ven ott 08, 2010 3:19 pm

  • Giovedì 7 ottobre 2010, giorno di festa e gioia

    in onore della Beata Vergine del Rosario,

    Madre dolcissima di Dio e Madre nostra...
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      • O Maria, Madre dolcissima di Dio e Madre nostra,
        affido al Tuo Cuore Immacolato ed Addolorato questo mio tempo
        affinché io possa essere come il Cuore Divino
        del Tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo mi vuole…
[/color]

Con tutto il mio piccolo cuore, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » ven ott 08, 2010 3:33 pm

Immagine Mio grande Cuore, leggo ”…io sono la mia vocazione!”, e medito: quanto tempo ci ho messo a capire qs semplice e dolcissima cosa! quanto tempo mi ci vorrà perchè riesca a conoscermi x quello x cui Dio mi ha creata… io sn la mia vocazione, il mio essere è il Tuo disegno su di me, abita nel mio piccolo cuore il Tuo Prezioso Tesoro... nella gioia di così tanto Amore, la mia preghiera...
  • Cuore Divino di Gesù, desidero essere
    quel che Tu mi hai scelto fin dal seno di mia madre,
    quello a cui Tu mi hai chiamato con la Tua grazia…
Con tutto il mio piccolo cuore, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun ott 11, 2010 8:29 am

  • Immagine Non solo questione di pelle...


La Parola che la liturgia ci regala questa domenica, ci riporta a meditare sulla nostra fede. La scorsa settimana, con l'esempio del granello di senape, Gesù ci ha fatto scoprire che la fede non è solo questione di quantità, ma di qualità. La verità del mio rapporto con Dio non è la somma di quella che faccio o di quello che non faccio, ma è un cammino in profondità, alla ricerca dell' autenticità della relazione figliale con il volto del Padre rivelato dal Figlio.

Oggi la Parola ci ributta in questa riflessione. I dieci lebbrosi sono ligi alle indicazioni della scrittura (Lv 13,46): si fermano a distanza e gridano per farsi sentire. Pure Gesù si mostra attento alla legge (Lv 5,12-14) e li invia dai sacerdoti per la dichiarazione di guarigione avvenuta. In questo incontro, però, c'è qualcosa che non quadra. Gesù invia i lebbrosi dai sacerdoti del tempio ancora prima che essi siano guariti. I dieci, pieni di fiducia, si mettono in cammino e lungo la strada si scoprono purificati dalla loro tremenda malattia. Sembra quasi che la guarigione sia un dono per l'abbandono e la prontezza che essi hanno dimostrato nel seguire le parole del Rabbì.

Ma di questi dieci, solo uno - un samaritano… - torna a ringraziare. La liberazione della malattia si è dimostrata di gran lunga più facile della guarigione dall'ingratitudine. I nove ex-lebbrosi sono un' immagine realistica di una fede ancora diffusa, che ricorre a Dio come un celeste taumaturgo, un grande mago potente e misterioso che dispensa guarigioni a suo piacimento. Un Dio da ingraziare e da convincere. Un Dio da tirare dalla propria parte con abbondanti prestazioni religiose. Insomma: un Dio che non c'azzecca un tubo con il Padre rivelato da Gesù.

Per questo, dicevo, dobbiamo curare la qualità della nostra fede. I guariti sono dieci, ma solo il samaritano è tornato a ringraziare. Ciò che fa la differenza è la guarigione del cuore. Non è solo questione di pelle, c'è una lebbra più profonda da cui purificarci. I nove si sentono a posto, si fermano alla superficie, hanno già avuto quello che volevano, perché tornare? Perché perdere tempo? Il samaritano, invece, torna dal Rabbì. Si inginocchia ai suoi piedi e lo ringrazia. Che bella questa gratitudine, quanto ne abbiamo bisogno! Siamo così anestetizzati, così assuefatti che diamo tutto per scontato e abbiamo perso la bellezza semplice della gratitudine verso Dio e fra di noi.

Coraggio, cari amici! Mettiamo ancora sotto il vaglio del Vangelo la nostra fede, lasciamo che la Parola di Gesù trasfiguri e purifichi l'immagine di Dio che ci abita il cuore. Incamminiamoci sui sentieri della gratitudine e impariamo a lasciarci stupire dall'amore che ci circonda. Buona settimana

  • don Roberto Seregni
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Messaggio da miriam bolfissimo » mer ott 13, 2010 8:16 am

  • Mercoledì 13 ottobre 2010, giorno di festa e gioia

    in onore della Beata Vergine di Fatima,

    Madre dolcissima di Dio e Madre nostra...
[/size]
      • O Maria, Madre dolcissima di Dio e Madre nostra,
        affido al Tuo Cuore Immacolato ed Addolorato questo mio tempo
        affinché io possa essere come il Cuore Divino
        del Tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo mi vuole…
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun ott 18, 2010 9:01 am

  • Immagine E se oggi...


Lo sguardo del Figlio dell'uomo, quando tornerà sulla terra, non sarà come il nostro. Per fortuna. Altrimenti saremmo spacciati.

Uno zio bonaccione si trasforma in un mostruoso omicida, una precedenza non rispettata sfocia in una rissa brutale, una madre lascia il suo bimbo appena nato nel cestello di una lavatrice, silenzi e menzogne avvolgono vite intrecciate di povertà e di piccolezze, uomini e donne innocenti continuano ad essere spezzate nel gioco di potere dei grandi della terra, disastri ambientali ed evitabili follie rischiamo di trasformare il pianeta in una enorme discarica.

Ma se oggi, adesso, ora, tornasse il Figlio dell'uomo, troverebbe ancora fede sulla terra? Quanti semi di senapa, quanti gelsi trapiantati nel mare, quanti samaritani tornati a ringraziare scoverebbe tra le file dell'umanità?

Ma lo sguardo del Figlio dell'uomo, per fortuna, non è miope come il nostro.

Scoverebbe la fede di Luigia che per trent'anni ha vegliato e curato il marito invalido senza mai lamentarsi, senza mai togliere un grammo alla passione dell'amore giovanile. Rintraccerebbe l'amore masticato dalla vita di Lorenza e Francesco che hanno potuto tenere stretto fra le braccia il loro bambino solo per pochi minuti. Troverebbe il desiderio pulito e appassionato di Emanuela che si affaccia alla vita adulta e non si accontenta di essere una cristiana della domenica. Scoverebbe la tenacia di Luca, che trova nella preghiera la forza di portare pesi e preoccupazioni inimmaginabili e non si lamenta mai, perché pensa a chi sta peggio di lui. Troverebbe la semplicità e la dolcezza di Lucia, che ha preso proprio sul serio il suo "Eccomi" del giorno della Cresima. Troverebbe l'entusiasmo di Federico che si dedica con passione allo studio e non tralascia mai il tempo della preghiera.

Troverebbe questi volti e mille altri.

Troverebbe uomini e donne che continuano a bussare come la vedova della parabola. Troverebbe fratelli e sorelle con le mani alzate al cielo, come Mosè; e altri che sostengono le loro fatiche, come Aronne e Cur. Troverebbe uomini e donne con l'orecchio teso, che custodiscono il silenzio per ascoltare il Suo passo e districare l'impalpabile groviglio del Suo misterioso passaggio. Troverebbe fratelli e sorelle che lottano ogni giorno per vivere nella verità la loro fede, che non cedono a compromessi, che non si accontentano dell'ovvio. Troverebbe uomini e donne piantati come croci roventi nel gelo della nostra indifferenza.

E se oggi, adesso, ora, tornasse il Figlio dell'uomo, come ti troverebbe? Cosa potrebbe vedere nei tuoi occhi, quali parole ascolterebbe sulle tue labbra? Cosa leggerebbe sulla pelle delle tue mani, tra quali impronte scoverebbe i sentieri della tua vita? Se appoggiasse la Sua mano ferita d'amore al tuo petto, troverebbe un cuore che palpita di passione o un cuore vicino al collasso dell'indifferenza?

Solitamente vi auguro una buona settimana, ‘sta volta - invece - vi auguro una settimana scomoda, pungolata da queste domande…

  • don Roberto Seregni
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven ott 22, 2010 10:52 am

Immagine Mio grande Cuore, noi, ai quali Tu hai dato così tanto, dobbiamo dare tutto: e non per parificare un conto o diminuire il debito, ma perchè il tanto che ci hai dato mantiene il suo valore solo se lo rimettiamo in circolo, se lo incamminiamo nel tempo del donarsi che nelle Tue mani diventa comunione…

…Tu sai, mio grande Cuore, quale sia per noi il salto e l’avventura nel tempo del donarsi: non c’è certezza, non c’è calcolo, non c’è misura… c’è solo il nostro tempo di ore che spera e crede nel Tuo tempo di grazia… per questo Ti preghiamo: incoraggia il nostro salto, sostieni la nostra avventura: amen!

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun ott 25, 2010 8:43 am

  • Immagine Dimmi come preghi e ti dirò in che Dio credi


Il fariseo e il pubblicano. Due uomini che salgono al tempio a pregare. Due storie srotolate per essere afferrate dalle mani di Dio. Due modi diversi di stare davanti a Lui, agli altri e a se stessi.

La parabola che oggi la liturgia ci consegna, ci fa fare un percorso molto importante: i due protagonisti sono presentati con lo stile della loro preghiera, con il loro modo di mettersi davanti a Dio, ma in realtà essi sono fotografati anche nel loro stile di vita, nel loro modo di porsi davanti agli altri e a se stessi. La preghiera di questi due uomini ci svela il loro mondo interiore e ci fa scoprire che lo stile con il quale stiamo davanti a Dio, dipende da quale idea di Lui, di noi e degl'altri, abbiamo nel cuore. Ricordo un amico gesuita che amava ripetere: "Dimmi come preghi e ti dirò in che Dio credi".

Ecco una prima fondamentale provocazione che ci viene da questa parabola: se la tua preghiera è stanca, ripetitiva, distratta, forse devi impegnarti un po' di più e magari cercare un orario o un luogo migliore per viverla in pienezza; oppure - e questo è il messaggio della parabola - ti devi chiedere se quel Dio che preghi è davvero quello che ha svelato Gesù oppure se è un puzzle di cristianesimo sbiadito, superstizioni e consuetudini che ti sei costruito al fai-da-te della religione. Penso che sia davvero molto importante farsi onestamente queste domande, perché ho incontrato molte persone che si sono scoraggiate nella loro esperienza di preghiera, perché si rivolgevano ad un Dio che era il frutto delle loro proiezioni e dei loro desideri, ma che nulla aveva a che fare con il Dio di Gesù.

Ora vediamo più da vicino i due personaggi.

Il fariseo si rivolge a Dio sbandierando i suoi meriti - per altro reali - e si permette, forte della sua giustizia e rettitudine, di giudicare duramente gli altri. La sua preghiera è autoreferenziale, non attende nulla da Dio, non si apre alla relazione con Lui. Ha già i suoi meriti e gli bastano quelli. È un uomo talmente pieno di sé e della sua bravura, che per Dio non c'è posto. Il fariseo è irreprensibile nel rispetto della legge, forse fa pure di più di quello che gli è chiesto, le sue opere sono buone, non c'è dubbio; ma ciò che non è buono è il suo modo di valutarle e di considerarle; ciò che non è buono è la sua presunzione e il giudizio tagliente sfoderato sul pubblicano.

Di cristiani così, purtroppo, ne ho conosciuti parecchi. Pieni della loro giustizia, della loro bravura, delle loro partecipazioni ai gruppi parrocchiali o agli incontri dei movimenti, da sentirsi in dovere di puntare il dito contro quei fratelli e quelle sorelle che forse - proprio da loro - si sarebbero aspettati una mano tesa, un sorriso, un riflesso del cuore del Rabbì di Nazareth.

Il pubblicano, invece, cosciente del suo peccato, della sua connivenza traditrice con l'invasore romano, si mette davanti a Dio con tutta la sua miseria e il desiderio del perdono. Sa che qualcosa deve cambiare e ne chiede la forza. Sa che da solo non può farcela, che ha bisogno del perdono di Dio.

Di cristiani così, per fortuna, ne ho conosciuti parecchi. Uomini e donne che si sono affidati alle mani di Dio; che hanno smesso di contrattare con Lui e si sono abbandonati, consegnati al suo abbraccio affidabile; che hanno smesso di vivere pieni di sensi di colpa e si sono fidati della potenza del perdono di Dio, della sua novità consegnata alle nostre mani; che hanno iniziato ad amare la Chiesa come comunità di peccatori perdonati che si accolgono, smettendo di puntare il dito, di giudicare, di escludere, di sognare la comunità perfetta (che, chissà perché, è sempre a propria immagine e somiglianza…). Di cristiani così ne ho conosciuti tanti. Uomini e donne silenziosi, umili, granitici nella fede, profetici nello sguardo, incandescenti nella preghiera.

Coraggio, cari amici! Lasciamoci graffiare da questa Parola, mettiamoci nudi davanti a Lui, riprendiamo il filo della nostra preghiera e con umiltà ripetiamo la domanda sincera degli apostoli: "Signore, insegnaci a pregare!" (Luca 11,1)

Buona settimana

  • don Roberto Seregni
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Messaggio da miriam bolfissimo » sab ott 30, 2010 7:49 am

Immagine Mio grande Cuore, volge alla fine questo tempo di cammino con la Mamma Celeste: xchè questo peso, da dove questa aridità, di cosa si nutrono dubbi e paure? orgoglio e pregiudizio vivono nel mio piccolo cuore nascosti e pronti ad uscire impetuosi alla prima occasione... altro tempo di cammino particolare, con le anime dei nostri cari defunti, si affaccia insiem alla speranza di un nuovo calore nell’anima...

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Messaggio da miriam bolfissimo » mar nov 02, 2010 9:07 am

  • Immagine Gesù non è schizzinoso


Zaccheo, uomo ricco e capo dei pubblicani, vuole vedere Gesù. Non gli basta aver sentito parlare di lui, non gli bastano i pettegolezzi del mercato o le indiscrezioni dei soliti ben informati. E Luca, che ci fa rivivere uno degli incontri più emozionanti di tutto il Vangelo, non soddisfa la nostra curiosità e non fa trapelare nulla riguardo al motivo di questo desiderio.

La notizia è confermata: Gesù sta per passare da Gerico. Le folle si accalcano per le strade, curiosi di ogni tipo si riversano lungo il tragitto del Rabbì. Zaccheo non riesce a vederlo perché è piccolo di statura. A volte capita così pure a noi: abbiamo nel cuore grandi desideri, sogni, aspettative e poi basta poco, qualcosa che va storto, un inghippo e semplicemente lo scorrere del tempo e i desideri rischiano di intiepidirsi. Zaccheo no. Zaccheo va fino in fondo. Zaccheo non ha paura di perdere la faccia e si arrampica su un albero, un sicomoro. Zaccheo si espone al ridicolo, non ha vergogna nel compiere un gesto indegno per il suo stato sociale. Il suo desiderio è effervescente e la sua statura non lo frena nell'incontro con il Rabbì.

Gesù è lì, tra la folla. Cammina lento agguantato da mille mani che strattonano la sua veste, che cercano una guarigione, che implorano un aiuto. Tutti urlano, svuotano sul Rabbì le loro pene, le loro miserie, le loro fatiche. In questa confusione, nel mezzo della folla, Gesù si ferma, alza lo sguardo e incrocia gli occhi di Zaccheo. Lui, capo dei pubblicani e ricco, che era salito sul sicomoro per vedere Gesù, ora si sente trovato, scovato, raggiunto da quello sguardo che cambierà per sempre la sua vita.

Molte volte mi sono chiesto cosa Zaccheo ha visto in quegl'occhi. Molte volte ho desiderato poter fissare i miei occhi nei Suoi, come Zaccheo. Sappiamo solo che dopo quello sguardo nulla è più stato come prima. "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". Sono queste le prime bellissime parole del Rabbì. Non è chiesta la conversione, non è chiesta pubblica accusa, non è chiesto di cambiare vita. Prima di tutto, Gesù si invita a casa sua, si fa bisognoso di ospitalità, pur di incontrare Zaccheo.

Mi piace immaginare il Rabbì che entra nella casa del capo dei pubblicani e la trova così come è stata lasciata. Non c'è stato tempo di riordinare, pulire, nascondere o sistemare. Gesù non è schizzinoso, entra nella casa di Zaccheo così com'è. Il maestro ci raggiunge come siamo e dove siamo, nelle nostre storie incasinate, nelle nostre sofferenze, nelle nostre piccolezze e fragilità, nelle promesse non mantenute, fra i grovigli delle nostre relazioni da rimettere in ordine.

Gesù vuole entrare nelle nostre case e nelle nostre vite così come sono, siamo noi che lo teniamo fuori o che neppure ci accorgiamo della sua presenza. Gesù viene a farci visita, si invita a casa nostra, perché ha una cosa importante da dirci: "Oggi la salvezza è entrata in questa casa".

Oggi la salvezza è per te. Per te che ancora piangi perché non hai saputo gestire la relazione con tuo figlio, e ora è lontano e non vi parlate più. Per te che non hai saputo leggere negli occhi del tuo collega di scrivania la stupidata che stava per fare, e ora ti senti in colpa per quella famiglia distrutta. Per te che non riesci a laurearti, che da anni sei fermo lì e ti senti scivolare nel vuoto. Per te che nemmeno riesci a dare un nome a quello che senti dentro.

Per te, fratello o sorella, oggi c'è un annuncio strepitoso: il Signore ti fa visita. Puoi ripartire, puoi rialzarti, puoi farcela. Sì, davvero. Lui sarà al tuo fianco. Sempre.

Buona settimana

  • don Roberto Seregni
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Messaggio da miriam bolfissimo » mar nov 02, 2010 9:08 am

  • Immagine

        • Cuore Divino di Gesù,

          speranza di chi muore in Te,

          desidero essere come Tu mi vuoi...
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Con tutto il mio piccolo cuore, miriam bolfissimo ;)
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Messaggio da miriam bolfissimo » mar nov 02, 2010 9:12 am

  • Immagine Il più grande desiderio


Oggi celebriamo la festa del più grande desiderio di Dio. Desiderio di bellezza, trasparenza e semplicità. Desiderio di pienezza, gioia e vitalità. Desiderio, in una parola, di santità.

La festa di oggi è questo: celebriamo il sogno di Dio, l'esaudimento del Suo desiderio più grande. È la festa nella quale il Padre desidera vedere nei suoi figli l'impronta della sua stessa immagine, la più vera: la santità.

Immagino il Suo sorriso mentre ripensa alla radicalità di Francesco, al rigore di Ignazio, alla delicatezza di Teresina, al coraggio di Karol, all'allegria di Filippo, alla gioia di Chiara Luce, alla carità di Luigi, all'umiltà di Teresa…

Immagino il sorriso del Padre mentre ripensa a quella schiera infinita di santità nascosta che feconda la Chiesa. Santi che non si trovano sul calendario, di cui mai nessuno parlerà, a cui mai nessuno dedicherà una via o una piazza del paese. Uomini e donne conquistati dal Vangelo, consumati nelle gioie e nelle fatiche del quotidiano, portatori di una bellezza imbarattabile, custodi della profezia del Regno come fari nella notte. Fratelli e sorelle che hanno incarnato la sovversione delle beatitudini, la potenza rivoluzionaria della parola del Rabbì di Nazareth.

Questa festa non è solo il ricordo della santità altrui, ma anche della mia. È un scossone per chiedermi che ne sto facendo di questo sogno di Dio su di me. Sì, forse non c'hai mai pensato, ma quello che Dio sogna da te, quello che il Padre si aspetta da ogni suo figlio è la santità, cioè la pienezza della vita.

Anche tu sei chiamato alla santità. Ora, adesso, subito. Per nulla di meno sei stato creato. Lascia che il Padre festeggi, esaudisci il suo desiderio più grande!

  • don Roberto Seregni
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Messaggio da miriam bolfissimo » mar nov 02, 2010 9:29 am

  • Lunedì, 1 novembre 2010, giorno di festa e gioia in onore di Tutti i Santi...
Immagine
      • O Dio nostro Padre Santissimo, Tu lo sai:
        senza il tuo aiuto, noi siamo tutti poveri peccatori.

        Tuttavia, pieni di fiducia nei meriti del Tuo Figlio e dei Suoi Santi,
        Ti preghiamo di renderci degni fin da ora del Regno dei cieli
        che Tu ci hai preparato fin dalla fondazione del mondo. Amen
Con tutto il mio piccolo cuore, miriam bolfissimo ;)
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven nov 05, 2010 11:03 am

Immagine Mio grande Cuore, medito che la fede è sempre necessaria ma indispensabile nel tempo della morte: in tante occasioni, tutte direi, possiamo contare sulla nostra umanità e rifugiarci nella nostra umanità e consolarci con la nostra umanità, ma nel tempo della morte o abbiamo fede in Te o non c’è secondo tempo... e che ne è della mia piccola fede? sarà ancora accesa la sua luce nel tempo della morte? mentre cerco una risposta, si alza la preghiera...
  • Cuore Divino di Gesù, donami
    la luce della fede in Te:
    ora, e nel tempo della morte. Amen
Con tutto il mio piccolo cuore, miriam bolfissimo ;)
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun nov 08, 2010 9:01 am

  • Immagine Vita nuova, mistero di novità e di passione


Di ritorno dalla Messa al cimitero per l'ottavario dei defunti, faccio il giro più lungo possibile per ritornare in Oratorio. L'autunno è stupendo. I colori che spuntano da alberi e cespugli hanno tutte le sfumature di colore dal verde al rosso fuoco. Le cime già innevate lanciano lame di riflessi che esaltano trasparenze e contrasti. Cammino in silenzio e ringrazio il buon Dio che si prende cura di noi anche con questa bellezza. Un tappeto di foglie dai mille colori accompagna la mia gratitudine e ripenso al Rabbì, a quell'ennesimo tranello posto dai sadducei.

I sadducei rappresentavano l'ala aristocratica e conservatrice di Israele, e si opponevano con forza al tradizionale insegnamento sulla resurrezione, considerandolo un'aggiunta posticcia all'autentico insegnamento di Mosè. La resurrezione è un'idea ridicola, sostengono i sadducei, e per mettere in crisi Gesù raccontano la storia della donna "ammazamariti".

La risposta di Gesù, come sempre, è geniale. Il Rabbì non si lascia imbrigliare nei ragionamenti dei sadducei, non cerca di rispondere a tono, con lo stesso metodo, ma sposta il problema. Qui sta la grandezza e la bellezza di Gesù: per risolvere un problema sull'uomo, invita a guardare a Dio. Il testo che viene citato da Gesù non è propriamente sulla resurrezione, Lui non vuole fare una guerra esegetica a colpi di citazioni. Gesù - grandissimo! - sposta il problema: dall'uomo a Dio. Se Dio è il Dio dei vivi perché mai dovrebbe abbandonare gli uomini nella morte? Se Dio è il Dio dell'amore perché mai dovrebbe condannare al vuoto del nulla le sue creature?

Ma c'è un altro punto sul quale Gesù vuole chiarirci le idee. Non bisogna confondere rianimazione e resurrezione, sono due cose ben diverse. La vita nuova nel giardino del Padre non sarà una riedizione di quella terrestre, non avremo a che fare con il mutuo, i vicini di casa, la raccolta differenziata, la malattia, l'assicurazione della macchina, le delusioni d'amore,… La vita nuova sarà nuova per davvero! La resurrezione è un mistero di novità e di passione, non un rimpasto di materiali di recupero.

Animo fratelli, siamo chiamati a questa bellezza, siamo destinati a questo mistero di novità! Tutto inizia ora, oggi, adesso. Come per Zaccheo. È l'oggi che dice la qualità del mio vivere da vivo. È la quotidianità che decide il mio vivere da risorto. Buona settimana.

  • don Roberto Seregni
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven nov 12, 2010 4:47 pm

Immagine Mio grande Cuore, sono passati dieci anni da quei giorni di freddo e vento, con la neve alle ginocchia, il passo pesante e il fiato corto... poi un rifugio, due pietre di lato e una per tetto e qualcosa di caldo e inebriante, come una carezza che graffia... e lacrime tiepide... così è la morte: tre pietre, una carezza che graffia, qualcosa di incompiuto che ripara e lascia il segno... dieci anni del nostro tempo a continuare il cammino, tempo speciale per la tua grazia... vorrei chiamarla sorella, ma nn mi riesce ancora...

Con tutto il mio piccolo cuore, miriam bolfissimo ;)
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun nov 15, 2010 10:29 am

  • Immagine Nemmeno un capello


Ormai alla fine di questo anno liturgico, pronti a celebrare la regalità crocifissa di Gesù, la liturgia ci propone un brano duro da digerire. Si tratta di un testo appartenente al genere letterario chiamato "apocalittico". Esso indica - anche attraverso un linguaggio a tinte forti e per certi versi paradossale - non qualcosa di spaventoso o di catastrofico, ma una rivelazione nascosta.

Nascosta non perché brutta o terribile, ma perché custodita gelosamente nel cuore di Dio. Ciò che sappiamo è che tutta la nostra storia, l'amore che abbiamo donato e condiviso, le relazioni in cui abbiamo investito tutta la nostra vita, sono lanciate verso un fine ben preciso che è la pienezza della vita, che è la realizzazione compiuta e della nostra persona.

Siamo incamminati verso il fine della nostra vita e non solo verso la sua fine. Gesù non esaudisce le nostre curiosità, non consegna date o riferimenti precisi, non spiega come o quando verrà la fine, ma vuole spostare la nostra attenzione sul come ci si prepara. Tutto questo è molto importante: non deve essere il quando o il dove della fine del tempo a incuriosire o, peggio ancora, ad occupare le energie dei discepoli. La nostra attenzione dev'essere tutta sul come.

Come sto vivendo? Vivacchio, sopravvivo, mi lascio vivere o cerco la pienezza per cui sono stato creato? Come gestisco il tempo? Lo sciupo, lo riempio a dismisura, lo rincorro o cerco di viverlo in tutta la sua ricchezza come un dono di Dio? Come leggo gli avvenimenti della storia? Mi lascio illuminare dal caso o chiedo allo Spirito il dono di ricomporre in unità e rintracciare un senso negli avvenimenti della storia?

Domande toste, lo so, ma ci riportano al centro della fede.

La cosa che mi colpisce e mi affascina di questo testo è la conclusione. Dunque: ci saranno guerre, prigionie, tradimenti e persecuzioni, ma - attenzione - non un solo capello ci verrà strappato! Che spettacolo... Attraverseremo insidie, dolori, delusioni, menzogne, ma nessuno avrà potere su di noi, nessuno potrà torcerci un capello.

Ripenso al canto d'amore di Geremia 43: passeremo tra il fuoco e le fiamme e non ci scotteranno, attraverseremo fiumi impetuosi e non annegheremo, perché siamo prezioso agli occhi di Dio, Lui è con noi e noi siamo suoi! Coraggio, fratelli! Nelle nostre piccole o grandi apocalissi personali o comunitarie, lasciamoci accompagnare da questa certezza: nessuno ha potere su di noi, perché siamo nelle mani del Dio della vita. Buona settimana

  • don Roberto Seregni
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven nov 19, 2010 4:37 pm

...tra il tanto che si può fare, qualcosa alla portata di molti: we can make a better world, all together...

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Messaggio da miriam bolfissimo » sab nov 20, 2010 8:55 am

Immagine Mio grande Cuore, conoscerti è gioia e consolazione, stare alla Tua sequela è perseveranza... perseverare: nel poco, nelle piccole cose, che qs perseveranza è qualcosa di diverso dalla fedeltà... posso esserTi fedele, mio grande Cuore, lo posso essere con tutta me stessa, ma è necessario che sia perseverante nella Tua sequela, nella buona e cattiva sorte calcare il cammino della Tua Croce, che è passione e resurrezione... e lacrime calde mi rallentano il passo...

Con tutto il mio piccolo cuore, miriam bolfissimo ;)
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun nov 22, 2010 9:22 am

  • Immagine Un re così?


Ogni anno mi preparo con cura alla festa di Cristo Re. È un appuntamento importante per la mia fede, per quella della mia comunità e per i molti amici che leggono queste riflessioni ogni settimana.

Dopo un anno di cammino, prima di tuffarsi nel tempo dell'Avvento, la liturgia ci mette davanti agli occhi la novità scandalosa, l'inaspettata sovversione di un Dio che presenta la sua regalità dal trono della Croce. Forse qualcuno si sarebbe aspettato che la liturgia proponesse come brano evangelico uno dei grandi discorsi del Rabbì di Nazareth o il resoconto di una sua prodigiosa guarigione. Invece no. Al centro del Vangelo di oggi c'è l'evento della Croce.

Durante questo anno in compagnia dell'evangelista Luca, ci siamo davvero convinti che questo è il nostro re? Abbiamo seriamente messo in discussione le immagini non evangeliche della nostra fede per accogliere il Volto di Dio rivelato da Gesù? Abbiamo davvero scelto di essere discepoli di un Dio così?

Luca parla dello spettacolo della Croce (Lc 23,48). Uno spettacolo inatteso, che ha deluso e allontanato gli amici più intimi di Gesù; Lui si è caricato la Croce sulla spalle e loro le spalle le hanno voltate, condannandolo alla solitudine. È lo spettacolo del Figlio di Dio che svela nella sua nudità crocifissa il vero volto di Dio. Nessun effetto speciale, nessuna flotta di angeli soccorritori, nessuna controfigura. Lui nudo, straziato, scarnificato è la trascrizione più vera del volto di Dio, la manifestazione più limpida della sua regalità d'amore.

Quell'uomo appeso alla croce, abbandonato e tradito è il nostro Dio, è il nostro re.

Questa mattina mi sono fermato nella bellissima chiesa di San Martino di Tirano. Da poco è stato restaurato ed esposto un imponente crocifisso della fine del 1500. Mi siedo. Lo guardo. Davvero lo voglio un Dio così? Davvero lo vogliamo questo re crocifisso?

Un Dio senza bacchetta magica, che si china sui piedi zozzi dei suoi discepoli e li lava con cura, un Dio che consegna la sua memoria nel fragile gesto del pane spezzato, che non toglie il dolore ma lo condivide, che non ci salva dalla morte ma nella morte, che perdona e persino giustifica i suoi assassini, che sceglie come primo inquilino del nuovo Regno il malfattore crocifisso al suo fianco, che muore abbandonato da tutti i suoi amici, che nella solitudine più totale e straziante non maledice ma consegna il suo spirito al Padre. Sicuri? Lo vogliamo, lo scegliamo davvero un Dio così, un re così?

A te, amico lettore, compagno di cammino, prima di iniziare il tempo dell'attesa, spetta la risposta alla domanda più urgente della fede. Buona settimana

  • don Roberto Seregni
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven nov 26, 2010 10:30 am

Immagine Mio grande Cuore, sì: io ti scelgo come mio Re e Signore, e ti scelgo lungo la via del calvario perché così sei sostegno alla mia Fede... e ti scelgo crocifisso per i miei peccati perché così sei modello al mio Amore... e ti scelgo risorto pechè così sei culla della mia Speranza...

Con tutto il mio piccolo cuore, miriam bolfissimo ;)
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun nov 29, 2010 9:29 am

  • ImmagineRicomincio da Te


Eccoci di nuovo! Dopo un anno inteso passato in compagnia di Luca, dopo aver sostato ai piedi della Croce per riconoscere lo splendore della regalità di Gesù, la liturgia ci riporta ai blocchi di partenza con il tempo dell'Avvento in compagnia di Matteo, il pubblicano divenuto discepolo ed evangelista.

L'ho pensato spesso in questi ultimi giorni e ora mi convinco ancora di più che è veramente importante riscoprire l'arte del ripartire. Il Signore, oggi, ci chiama a questo. Ci ricolloca all'inizio, allo start. Ci smuove a riscoprire la bellezza e lo stupore dell'inizio, la freschezza dell'alba, la lucentezza del primo sguardo.

Mi piace questo ripartire, perché non è da zero, ma da Lui. Si (ri)parte per (ri)mettere fondamenta, per azzeccare il primo passo, per imparare a fidarsi e per rimettersi in gioco. Nessuno si può sentire escluso.

Il cammino di Avvento ci addestra a dare senso al tempo, a non farcelo scivolare addosso, a riempirlo della Sua presenza e a ripartire da Lui.

A volte incontro persone che dopo un grosso fallimento, uno sbaglio, una caduta o una delusione, mi dicono che vogliono ripartire da zero… Penso che non ci sia nulla di più sbagliato. Se vuoi rialzarti, se vuoi rimetterti in cammino, se vuoi ridare vigore alla tua vita e alla tua fede, trovati un po' di silenzio, un tempo di intimità e dillo al Signore: "Ricomincio da Te".

Vorrei che il nostro Avvento iniziasse così, rimettendo Lui al centro. Perché quello è il suo posto. O ci metti Lui, o è un gran caos…

Il brano del Vangelo di questa prima domenica ruota attorno ad una brevissima parabola. Dio è come un ladro che viene di nascosto, all'improvviso, quando non te lo aspetti. Magari è tutta la vita che lo cerchi, hai domande forti nel cuore e vuoi metterle nelle Sue mani; oppure ti sei convinto di cercarlo, ma non fai altro che incensare il tuo ego e tenere a bada i tuoi sensi di colpa; oppure sei così convinto di averlo già incontrato e d'essere un cristiano arrivato, così dormi tranquillo il sonno del giusto e ti lasci vivere.

Animo, fratelli! Si riparte, coraggio! Se sei un cercatore di Dio o sei abitato dalla tiepidezza o sei inguaribile dormiglione, da oggi hai possibilità nuova: il Signore viene, ancora, per te. Questo è la notizia buona dell'Avvento: Lui non si è ancora stancato di te.

Attento, ripigliati: Dio sta venendo a farti visita!

  • don Roberto Seregni
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun nov 29, 2010 10:10 am

  • ImmagineO Signore, che ci inviti a vegliare e a stare pronti per la tua venuta definitiva,
    fa’ che non ci lasciamo sedurre e distrarre dalle cose del mondo.

    Concedici di comprendere la precarietà della vita
    e la grazia di trascorrerla uniti a te.

    Ti chiediamo soprattutto di non permettere
    che veniamo colti impreparati quando verrà l’ora del nostro giudizio.

    • Nicola Gori
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mer dic 01, 2010 10:24 am

  • Immagine

        • Cuore Divino di Gesù,

          formato dallo Spirito Santo nel seno della Beata Vergine Maria,

          desidero essere come Tu mi vuoi...
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Con tutto il mio piccolo cuore, miriam bolfissimo ;)
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Messaggio da miriam bolfissimo » sab dic 04, 2010 9:34 am

Immagine Mio grande Cuore, c’è scritto che ci ricosceranno da come ci amiamo e che avvenga a noi secondo la nostra fede...

...il Tuo sguardo da quello dei fratelli... il Tuo amore dalle loro mani... Tu al centro, altrimenti è caos, Tu che fai nuove tutte le cose, Tu che dai e togli, anche la fede: abbi pietà di me xchè, alla resa dei conti, Tu nn mi basti...

Con tutto il mio piccolo cuore, miriam bolfissimo ;)
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun dic 06, 2010 9:20 am

  • ImmagineConvertirsi allo stupore


È da diverse ore che non smette di nevicare. Ho un sacco di cose da fare questa mattina, ma non riesco a staccare lo sguardo dalla finestra. Mi piace questo manto bianco che arrotonda gli spigoli, che si adagia leggero quasi chiedendo il permesso. Il cortile dell'oratorio è un unico e compatto tappeto bianco, sugli alberi spogli prendono vita scheletri eleganti e leggeri.

No, non ce la faccio. Non resisto. Infilo tuta e scarponi. Mi concedo un ora di cammino. Salgo verso Baruffini, una manciata ordinata di case sulla sponda soliva della Valtellina, sopra Tirano. Dopo pochi minuti di cammino sull'antica mulattiera sono immerso nel silenzio. E la Parola della domenica ritorna sulla labbra a ritmare il cammino. «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!».

Davvero ne abbiamo bisogno, davvero la conversione è una delle urgenze della vita cristiana che non possono ammettere deroghe. Non dobbiamo illuderci di essere a posto, cristiani arrivati, convertiti una volte per tutte. La conversione è un cammino quotidiano, fatto di umiltà, preghiera, cadute e ripartenze.

Quello della conversione è lo stato permanente di vita del discepolo che rimane aperto al tocco della mano di Dio.

Al centro del Vangelo di questa domenica c'è l'appello forte del Battista. L'asciutta penna di Marco ce lo descrive in poche battute. Tutto in lui è in tensione verso Gesù. Ogni sua parola e ogni suo gesto sono una freccia puntata in direzione del futuro Rabbì, che non battezzerà con l'acqua del Giordano, ma con lo Spirito Santo e il fuoco.

Abbiamo bisogno della parola forte del Battista che ci scuote e ci risveglia.

Abbiamo bisogno di confrontarci con la sua attesa, vera, reale, profonda.

Ne abbiamo bisogno perché rischiamo di assopirci fra gli sdolcinati e disgustosi travestimenti del finto-Natale dei buoni sentimenti (e delle buone vendite). La voce graffiante del Battista ci ricorda che il Natale verso cui siamo incamminati non è la festa della bontà (o peggio ancora del buonismo). Il centro incandescente da riscoprire in questi giorni è la verità della nostra vita, l'autenticità della nostra attesa e la qualità della nostra fede.

Animo fratelli! Lasciamo aperto il cuore al tocco delicato e potente della grazia, impariamo a fermarci, convertiamoci alla stupore, alla semplicità, alla bellezza dell'amore del Dio infinito che viene a farci visita come uomo tra gli uomini. Buona settimana.

  • don Roberto Seregni
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