Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2013

Riflessi di lago, specchio di un’anima…

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Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2013

Messaggio da miriam bolfissimo » ven lug 12, 2013 9:10 am

  • ImmagineChiamati a diventare samaritani
Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico. Seguono poche righe, uno dei racconti più brevi al mondo, e più belli, in cui è condensato il dramma e la soluzione di tutta intera la storia umana. Un uomo: non sappiamo il suo nome, ma sappiamo il suo volto: ferito, colpito, terrore e sangue, faccia a terra, non ce la fa. È il volto eterno dell'uomo. Il mondo intero passa per la strada che va da Gerusalemme a Gerico. Nessuno può dire: io faccio un'altra strada, nessuno può dirsi estraneo alle sorti del mondo. Ci salveremo tutti insieme, o salvezza non sarà.

Un sacerdote scendeva per quella medesima strada. Il primo che passa è un prete, un uomo di Dio. Vede l'uomo a terra, lo aggira, passa oltre. Oltre la carne e il dolore dell'uomo non c'è Dio, non ci sono il tempio e il culto solenne, c'è solo l'illusione di poter amare Dio senza amare il prossimo, l'illusione di sentirci a posto perché credenti, il pericolo di una religiosità vuota. L'appuntamento con Dio è sulla strada di Gerico. 'Percorri l'uomo e arriverai a Dio' (Sant'Agostino). Il secondo che passa è un levita... Forse pensa: Ma perché Dio non interviene lui a salvare quest'uomo? Dio interviene sempre, ma lo fa attraverso i suoi figli, attraverso di me. La sua risposta al dolore del mondo sono io, inviato come braccia aperte.

Invece un Samaritano, un eretico, un nemico, mosso a pietà, gli si fa vicino. Sono termini di una carica infinita, bellissima, che grondano di luce, grondano di umanità. Non c'è umanità possibile senza la compassione, il meno sentimentale dei sentimenti, il meno zuccheroso, il più concreto: prendere su di me il destino dell'altro.

Non è spontaneo fermarsi. La compassione non è un istinto, ma una conquista. Come il perdono: non è un sentimento, ma una decisione. Il racconto di Luca adesso mette in fila dieci verbi per descrivere l'amore: lo vide, si mosse a pietà, si avvicinò, scese, versò, fasciò, caricò, lo portò, si prese cura, pagò... fino al decimo verbo: al mio ritorno salderò... Questo è il nuovo decalogo, i nuovi dieci comandamenti, per tutti, perché l'uomo sia promosso a uomo, perché la terra sia abitata da "prossimi", non da avversari.

Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, un uomo fortunato. Perché l'esperienza di essere stato amato gratuitamente, anche una sola volta nella vita, riempie di senso per lungo tempo la vita, risana in profondità chi ha subito violenza e si è sentito calpestato nell'anima. Ma chi è il mio prossimo? Gesù risponde: tuo prossimo è chi ha avuto compassione di te. Allora ama il prossimo tuo, ama i tuoi samaritani, quelli che ti hanno salvato, rialzato, che hanno pagato per te. Impara l'amore dall'amore ricevuto. Diventa anche tu samaritano. [/color]
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » ven lug 12, 2013 9:10 am

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Domenica 14 luglio 2013
ottavo giorno di novena alla Beata Vergine del Carmelo,
Madre dolcissima di Dio e Madre nostra...




Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

O Dio, vieni a salvarmi! Signore vieni presto in mio aiuto...
  • Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo: come era nel principio, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen

    Mio Buon Gesù, che per me sei morto sulla Croce:
    abbi pietà di me, perdona i miei peccati
    e dammi la Grazia di non peccare mai più. Amen
Camminiamo pieni di fiducia verso il trono della grazia
  • Vergine Madre di Dio, ricca di misericordia,
    abbi pietà di noi, della famiglia e sciogli i nodi della nostra vita:
    abbiamo bisogno che Tu ci visiti, così come hai fatto con Elisabetta.

    Portaci Gesù, portaci lo Spirito Santo,
    insegnaci il coraggio, la gioia, l'umiltà
    e come Elisabetta, colmaci di Spirito Santo.

    Vogliamo che Tu sia nostra Madre, la nostra Regina e la nostra amica:
    Ti offriamo il nostro cuore e tutto ciò che ci appartiene:
    la nostra casa, la nostra famiglia, i nostri beni esteriori e interiori.

    Noi Ti apparteniamo per sempre:
    metti in noi il Tuo cuore perchè possiamo fare
    tutto ciò che Gesù ci dirà di fare.
      • Ave, o Maria,
        piena di grazia:
        il Signore è con Te!

        Tu sei benedetta fra le donne
        e benedetto è il frutto del Tuo seno, Gesù.

        Santa Maria, Madre di Dio,
        prega per noi peccatori:
        adesso e nell’ora della nostra morte. Amen
...con tutto il mio piccolo ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » ven lug 12, 2013 9:11 am

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Lunerdì 15 luglio 2013
nono giorno di novena alla Beata Vergine del Carmelo,
Madre dolcissima di Dio e Madre nostra...




Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

O Dio, vieni a salvarmi! Signore vieni presto in mio aiuto...
  • Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo: come era nel principio, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen

    Mio Buon Gesù, che per me sei morto sulla Croce:
    abbi pietà di me, perdona i miei peccati
    e dammi la Grazia di non peccare mai più. Amen
Maria che sciogli i nodi: prega per noi!
  • Madre Santissima, nostra avvocata,
    Tu che sciogli i nodi veniamo oggi a ringraziarTi
    di aver sciolto i nodi della nostra famiglia.

    Conosci il dolore che ci hanno causato:
    grazie Madre nostra amata, Ti ringraziamo
    perchè hai sciolto i nodi della vita della nostra famiglia.
    Avvolgici con il tuo manto d'amore, proteggici, illuminaci con la Tua pace.
      • Ave, o Maria,
        piena di grazia:
        il Signore è con Te!

        Tu sei benedetta fra le donne
        e benedetto è il frutto del Tuo seno, Gesù.

        Santa Maria, Madre di Dio,
        prega per noi peccatori:
        adesso e nell’ora della nostra morte. Amen
...con tutto il mio piccolo ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mar lug 16, 2013 9:16 am

Martedì 16 luglio 2013, giorno di festa e gioia in onore della Vergine del Carmelo,

Madre dolcissima di Dio e Madre nostra...

  • Immagine

    O Maria, Madre dolcissima di Dio, Madre nostra e Fiore del Carmelo,
    noi tutti ci affidiamo al Tuo Cuore Immacolato ed Addolorato
    affinché possiamo essere come il Cuore Divino
    del Tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo ci vuole…
...con tutto il mio piccolo ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun lug 22, 2013 7:56 am

  • ImmagineDio non cerca servitori, ma amici
Mentre erano in cammino... una donna di nome Marta lo ospitò. Ha la stanchezza del viaggio nei piedi, la fatica del dolore della gente negli occhi. Allora riposare nella frescura amica di una casa, mangiare in compagnia sorridente è un dono, e Gesù lo accoglie con gioia. Quando una mano gli apre una porta, lui sa che lì dentro c'è un cuore che si è schiuso all'amore. Ha una meta, Gerusalemme, ma lui non «passa oltre» quando incontra qualcuno. Per lui, come per il buon Samaritano, ogni incontro diventa una meta, un obiettivo.

Gesù entra nella casa di due donne d'Israele, estromesse dalla formazione religiosa, va direttamente nella loro casa, perché quello è il luogo dove la vita è più vera. E il Vangelo deve diventare vero nel cuore della vita. Maria, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Sapienza del cuore, il fiuto per saper scegliere ciò che fa bene alla vita, ciò che regala pace e forza: perché l'uomo segue quelle strade dove il suo cuore gli dice che troverà la felicità (sant'Agostino). Mi piace immaginare questi due totalmente presi l'uno dall'altra: lui a darsi, lei a riceverlo. E li sento tutti e due felici, lui di aver trovato un nido e un cuore in ascolto, lei di avere un rabbi tutto per sé, per lei che è donna, a cui nessuno insegna. Lui totalmente suo, lei totalmente sua. A Maria doveva bruciare il cuore quel giorno. Da quel momento la sua vita è cambiata. Maria è diventata feconda, grembo dove si custodisce il seme della Parola, e per questo non può non essere diventata apostola. Per il resto dei suoi giorni a ogni incontro avrà donato ciò che Gesù le aveva seminato nel cuore.

Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose. Gesù, affettuosamente come si fa con gli amici, rimprovera Marta, ma non contraddice il suo servizio bensì l'affanno, non il cuore generoso di Marta ma l'agitazione. A tutti ripete: attento a un troppo che è in agguato, a un troppo che può sorgere e ingoiarti, che affanna, che distoglie il volto degli altri. Marta - sembra dire Gesù, a lei e a ciascuno di noi - prima le persone, poi le cose. Gesù non sopporta che Marta sia confinata in un ruolo di servizio, che si perda nelle troppe faccende di casa: tu, le dice Gesù, sei molto di più; tu puoi stare con me in una relazione diversa, non solo di scambio di servizi. Tu puoi condividere con me pensieri, sogni, emozioni, conoscenza, sapienza.

«Maria ha scelto la parte migliore», ha iniziato cioè dalla parte giusta il cammino che porta al cuore di Dio. Perché Dio non cerca servitori, ma amici, non cerca delle persone che facciano delle cose per lui, ma gente che gli lasci fare delle cose dentro di sé. [/color]
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mar lug 23, 2013 10:25 am

Martedì 23 luglio 2013, giorno di festa e gioia in onore di santa brigida di svezia,

patrona d’europa e non solo: nel giorno del nostro quinto anniversario...
  • Immagine...

    O Signore, vieni presto ed illumina la notte!
    A te anelo come i moribondi anelano a te.
    Dì all'anima mia, che niente succeda senza che tu lo permetta,
    e che nulla di quello che tu permetti sia senza conforto.

    O Gesù, Figlio di Dio, tu che tacevi
    in presenza dei tuoi accusatori, frena la mia lingua
    finché avrò trovato quello che dovrò dire e come dirlo.
    Mostrami la via e disponimi a seguirla.

    Pericoloso è indugiare e rischioso proseguire.
    Rispondi alla mia supplica e mostrami la via.
    Vengo a te come il ferito va dal medico in cerca di aiuto.
    Dona, o Signore, pace al mio cuore!
...con tutto il mio piccolo ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun lug 29, 2013 8:51 am

  • ImmaginePer pregare bene serve fame di vita
«Signore insegnaci a pregare!». Non tanto: insegnaci delle preghiere, delle formule o dei riti, ma: insegnaci il cuore della preghiera, mostraci come si arrivi davanti a Dio. Nel linguaggio corrente la parola «pregare» indica l'insistere, il convincere qualcuno, il portarlo a cambiare atteggiamento. Per Gesù no, pregare è riattaccarsi di nuovo a Dio, come si attacca la bocca alla fontana. È riattaccarsi alla vita. «Pregare è aprirsi, con la gioia silenziosa e piena di pace della zolla che si offre all'acqua che la vivifica e la rende feconda» (Giovanni Vannucci).

Per Gesù, pregare equivale a creare legami, evocando nomi e volti, primo fra tutti quello del Padre: «quando pregate, dite: Padre». Tutte le preghiere di Gesù riportate dai Vangeli (oltre cento) iniziano con lo stesso termine «Padre», la parola migliore con cui stare davanti a Dio, con cuore fanciullo e adulto insieme, quella che contiene più vita di qualsiasi altra. Padre, fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bontà, di ogni bellezza, un Dio che non si impone ma che sa di abbracci; un Dio affettuoso, vicino, caldo, cui chiedere, da fratelli, le poche cose indispensabili per ripartire ad ogni alba a caccia di vita.

E la prima cosa da chiedere: che il tuo nome sia santificato. Il nome contiene, nel linguaggio biblico, tutta la persona: è come chiedere Dio a Dio, chiedere che Dio ci doni Dio. Perché «Dio non può dare nulla di meno di se stesso» (Meister Eckhart), «ma, dandoci se stesso, ci dà tutto!» (Caterina da Siena). Venga il tuo regno, nasca la terra nuova come tu la sogni, la nuova architettura del mondo e dei rapporti umani che il Vangelo ha seminato. Dacci il pane nostro quotidiano. Dona a noi tutti ciò che ci fa vivere, il pane e l'amore, entrambi indispensabili per la vita piena, necessari giorno per giorno. E perdona i nostri peccati, togli tutto ciò che invecchia il cuore e lo rinchiude; dona la forza per salpare di nuovo ad ogni alba verso terre intatte. Libera il futuro.

E noi, che adesso conosciamo come il perdono potenzia la vita, lo doneremo ai nostri fratelli, e a noi stessi, per tornare leggeri a costruire di nuovo, insieme, la pace. Non abbandonarci alla tentazione. Non ti chiediamo di essere esentati dalla prova, ma di non essere lasciati soli a lottare contro il male, nel giorno del buio. E dalla sfiducia e dalla paura tiraci fuori; e da ogni ferita o caduta rialzaci tu, Samaritano buono delle nostre vite. Insegnaci a pregare, adesso. Il Padre Nostro non va solo recitato, va imparato ogni giorno di nuovo, sulle ginocchia della vita: nelle carezze della gioia, nel graffio delle spine, nella fame dei fratelli. Bisogna avere molta fame di vita per pregare bene. [/color]
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun lug 29, 2013 8:52 am

Immagine
      • Alto potente e glorioso Iddio,
        illumina le tenebre del cuore mio:
        dammi fede retta, speranza certa, carità perfetta.

        Dammi umiltà profonda...

        Dammi senno e conoscimento:
        che io possa servire, sempre e con gioia,
        ogni tuo santo comandamento...
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » ven ago 30, 2013 8:59 am

  • ImmagineIllusi dai beni, si perde la vita vera
«Crescere a più libertà, a più consapevolezza, a più amore, questo è il cammino della vita spirituale» (Giovanni Vannucci). E oggi il Vangelo traccia proprio alcuni passi di questa crescita.

Dì a mio fratello che divida con me l'eredità. Chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi? Gesù rifiuta decisamente l'idea di fare da arbitro tra due fratelli in contesa. Perché Cristo non è venuto per sostituirsi all'uomo. Non offre soluzioni già predisposte, ma la sua parola come luce per i tuoi passi, lampada per il tuo sentiero, che devi scoprire e percorrere da te. Come dirà poco oltre: perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? È il tema delicato ed emozionante della libertà umana, di un Dio fonte di libere vite. In alleanza con lui, l'uomo non è più un semplice esecutore di ordini ma un libero inventore di strade, che lo conducano verso gli altri e verso Dio.

Un uomo ricco aveva avuto un raccolto abbondante e diceva tra sé: Che cosa farò? Demolirò i miei granai e ne ricostruirò di più grandi. Non è un uomo avido o un disonesto il protagonista, non fa del male, non è cattivo, ma è «stolto», non ha la sapienza del vivere. Per due motivi: fa dipendere la sua sicurezza e il suo futuro dai suoi beni materiali, manca di consapevolezza che ricchezza promette ma non mantiene, non colma il cuore né il futuro; che il filo della vita ha il capo solo nelle mani di Dio. Non di solo pane vive l'uomo. Anzi di solo pane, di solo benessere, di sole cose, l'uomo muore. C'è poi un secondo motivo per cui quell'uomo è stolto, privo della sapienza sulla vita. È ricco ma solo: non c'è nessun altro attorno a lui, nessuno è nominato nel racconto; è povero di relazioni e d'amore perché gli altri contano poco nella sua vita, meno della roba e dei granai.

Stolto questa notte dovrai restituire la tua vita. Per quell'uomo senza saggezza la morte non è un accadimento sorprendente ma il prolungamento delle sue scelte: in realtà egli ha già allevato e nutrito la morte dentro di sé, l'ha fatto con la sua mancanza di profondità, per non essere cresciuto verso più consapevolezza e verso più amore. È già morto agli altri, e gli altri per lui. Con questa parabola sulla precarietà Gesù non disprezza i beni della terra, quasi volesse disamorarci della vita e delle sue semplici gioie. Intende rispondere a una domanda di felicità.

Vuoi vita piena? Non cercarla al mercato delle cose. Sposta il tuo desiderio. Gli unici beni da accumulare sulla terra per essere felici sono relazioni buone con le persone, relazioni libere e liberanti, una sempre maggiore profondità. Il segreto della vita buona sta nel crescere verso più amore, più consapevolezza e più libertà.
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven ago 30, 2013 9:00 am

  • ImmagineDio è al servizio della nostra felicità
Nell'ora che non immaginate viene il figlio dell'uomo. Viene, ma non come una minaccia o un rendiconto che incombe. Viene ogni giorno ed ogni notte e cerca un cuore attento. «Come un innamorato, desidera essere desiderato. Come l'amata io lo attenderò, ben sveglio: non voglio mancare l'appuntamento più bello della mia vita!» (M. Marcolini). La parabola del signore e dei servi è scandita in tre momenti.

Tutto prende avvio per l'assenza del signore, che se ne va e affida la casa ai suoi servi. Così Dio ha consegnato a noi il creato, come in principio l'Eden ad Adamo. Ci ha affidato la casa grande che è il mondo, perché ne siamo custodi con tutte le sue creature. E se ne va. Dio, il grande assente, che crea e poi si ritira dalla sua creazione. La sua assenza ci pesa, eppure è la garanzia della nostra libertà. Se Dio fosse qui visibile, inevitabile, incombente, chi si muoverebbe più? Un Dio che si impone sarà anche obbedito, ma non sarà amato da liberi figli.

Secondo momento: nella notte i servi vegliano e attendono il padrone; hanno cinti i fianchi, cioè sono pronti ad accoglierlo, a essere interamente per lui. Hanno le lucerne accese, perché è notte. Anche quando è notte, quando le ombre si mettono in via; quando la fatica è tanta, quando la disperazione fa pressione alla porta del cuore, non mollare, continua a lavorare con amore e attenzione per la tua famiglia, la tua comunità, il tuo Paese, la madre terra. Con quel poco che hai, come puoi, meglio che puoi. Vale molto di più accendere una piccola lampada nella notte che imprecare contro tutto il buio che ci circonda.

Perché poi arriva il terzo momento. E se tornando il padrone li troverà svegli, beati quei servi (si attende così solo se si ama e si desidera, e non si vede l'ora che giunga il momento degli abbracci). In verità vi dico, - quando dice così assicura qualcosa di importante - li farà mettere a tavola e passerà a servirli. È il capovolgimento dell'idea di padrone: il punto commovente, sublime di questo racconto, il momento straordinario, quando accade l'impensabile: il signore si mette a fare il servo! Dio viene e si pone a servizio della mia felicità!

Gesù ribadisce due volte, perché si imprima bene, l'atteggiamento sorprendente del signore: e passerà a servirli. È l'immagine clamorosa che solo Gesù ha osato, di Dio nostro servitore, che solo lui ha mostrato cingendo un asciugamano. Allora non chiamiamolo più padrone, mai più, il Dio di Gesù Cristo, chino davanti a noi, le mani colme di doni.
Questo Dio è il solo che io servirò, tutti i giorni e tutte le notti della mia vita. Il solo che servirò perché è il solo che si è fatto mio servitore.
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven ago 30, 2013 9:02 am

  • ImmagineQuel fuoco che rompe la falsa pace
Sono venuto a portare il fuoco sulla terra. Pensate che io sia venuto a portare la pace? No, vi dico, ma la divisione. Credo che tutti abbiamo avuto la fortuna di conoscere uomini e donne ardenti, appassionati di Dio e dell'uomo, di averli visti passare fra noi come fuoco e come spada. Ricordo la sorpresa, liberante, quando ascoltavo padre Turoldo dire: io mi sento mandato a rompere le false paci dei conventi. Pace apparente, rotta da un modo più evangelico di intendere la vita, da qualcuno che vuole riproporre il sogno di Dio. Forse quando va in frantumi un vecchio equilibrio, nella casa o nella comunità, quella che si rompe non è una pace autentica ma una situazione sbagliata, fondata su mancanza di saggezza, su egoismi e silenzi.

Sono venuto a portare il fuoco, l'alta temperatura morale in cui avvengono le vere trasformazioni del cuore e della storia. E come vorrei che divampasse! Stare vicino a Lui è stare vicino al fuoco. Siamo discepoli di un Vangelo che brucia dentro, che ci infiamma qualche volta almeno, oppure abbiamo una fede che rischia di essere solo un tranquillante, una fede sonnifero? Disinteressati a tutto, ai problemi ambientali, a ciò che tocca violenza e armi, passivi di fronte alle ingiustizie, senza fuoco? Al tempo di Gesù le donne e i bambini erano senza diritti; gli schiavi in balia dei padroni; i lebbrosi, i ciechi, i poveri trattati con disprezzo. E Lui si mette dalla loro parte, li chiama al suo banchetto, fa di un bambino il modello e dei poveri i principi del suo Regno, invia le donne ad annunciare la Pasqua. La fede è abbracciare il suo progetto di vita, convinti che un altro mondo è possibile; non tanto mettere in pace la coscienza, ma risvegliarla! E la pace di chi si dona, di chi ama, di chi non si attacca al denaro, di chi non vuole dominare né vendicarsi diventa precisamente la spada, cioè l'urto inevitabile con chi pensa che vivere è dominare, arricchire, divertirsi.

Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Un invito pieno di energia e di futuro, rivolto alla folla cioè a tutti: non seguite il pensiero dominante, non accodatevi all'opinione della maggioranza. Così è il cristiano, intelligente e libero, medita sulla vita e sulla bibbia, scruta i segni dei tempi e avanza: "la differenza decisiva non è tra chi crede e chi non crede, ma tra chi pensa e chi non pensa" (Card. Martini).Tra chi si domanda che cosa c'è di buono o di sbagliato in ciò che accade, e chi non si domanda niente. Giudicate da voi... Siate un po' profeti - invito forte e disatteso! - siate profeti anche scomodi, dice il Signore, fate divampare la goccia di fuoco che lo Spirito ha deposto in voi.
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven ago 30, 2013 9:05 am

  • ImmagineGesù riconosce i suoi figli in ogni angolo del mondo
Sforzatevi di entrare per la porta stretta. Per la porta larga vuole passare chi crede di avere addosso l'odore di Dio, preso tra incensi, riti e preghiere, e di questo si vanta. Per la porta stretta entra «chi ha addosso l'odore delle pecore» (papa Francesco), l'operaio di Dio con le mani segnate dal lavoro, dal cuore buono. È la porta del servizio. Quando il padrone di casa chiuderà la porta, voi busserete: Signore aprici. E lui: non so di dove siete, non vi conosco. Avete false credenziali. Infatti quelli che vogliono entrare si vantano di cose poco significative: abbiamo mangiato e bevuto con te, eravamo in piazza ad ascoltarti... ma questo può essere solo un alibi, non significa che abbiano accolto davvero il suo Vangelo.

La sua Parola è vera solo se diventa carne e sangue. A molti contemporanei di Gesù succedeva proprio questo: di sedere a mensa con lui, ascoltarlo parlare, emozionarsi, ma tutto finiva lì, non ne avevano la vita trasformata. Così noi possiamo partecipare a messe, ascoltare prediche, dirci cristiani, difendere la croce come simbolo di una civiltà, ma tutto questo non basta. La misura è nella vita. La fede autentica scende in quel tuo profondo dove nascono le azioni, i pensieri, i sogni, e da là erompe a plasmare tutta intera la tua vita, tutte le tue relazioni. Perché le cose di Dio e le cose dell'uomo sono indissolubili. Infatti quelli che bussano alla porta chiusa hanno compiuto sì azioni per Dio, ma nessuna azione per i fratelli. Non basta mangiare Gesù che è il pane, occorre farsi pane.

Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia. Non vi conosco. Il riconoscimento sta nella giustizia. Dio non ti riconosce per formule, riti o simboli, ma perché hai mani di giustizia. Ti riconosce non perché fai delle cose per lui, ma perché con lui e come lui fai delle cose per gli altri. Non so di dove siete: i vostri modi di vedere gli altri sono lontanissimi dai miei, voi venite da un mondo diverso rispetto al mio, da un altro pianeta.

La conclusione della parabola è piena di sorprese. Prima di tutto è sfatata l'idea della porta stretta come porta per pochi, per i più bravi: tutti possono passare. Oltre quella porta Gesù immagina una festa multicolore: verranno da oriente e occidente, dal nord e dal sud del mondo e siederanno a mensa. Il sogno di Dio: far sorgere figli da ogni dove. Li raccoglie, per una offerta di felicità, da tutti gli angoli del mondo, variopinti clandestini del regno, arrivati ultimi e da lui considerati primi. Gesù li riconosce dall'odore, lui che con le pecore sperdute, sofferenti, malate si è mischiato per tutta la vita. Li riconosce perché sanno il suo stesso odore.
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven ago 30, 2013 9:06 am

ImmagineMio grande Cuore, in questo mese dedicato al Padre, grata per il tempo di preghiera e di riposo avuto in dono, prego come nostro Signore ci ha insegnato...
  • Padre nostro, che sei nei cieli,
    sia santificato il Tuo nome,
    venga il Tuo regno,
    sia fatta la Tua volontà
    come in cielo così in terra.

    Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
    rimetti a noi i nostri debiti
    come noi li rimettiamo ai nostri debitori
    e non ci indurre in tentazione,
    ma liberaci dal male. Amen
...con tutto il mio piccolo cuore ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2013

Messaggio da miriam bolfissimo » lun set 02, 2013 8:41 am

Immagine
      • Alto potente e glorioso Iddio,
        illumina le tenebre del cuore mio:
        dammi fede retta, speranza certa, carità perfetta.

        Dammi umiltà profonda...

        Dammi senno e conoscimento:
        che io possa servire, sempre e con gioia,
        ogni tuo santo comandamento...
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun set 02, 2013 8:41 am

  • ImmagineDio regala gioia a chi produce amore
Gesù amava i banchetti, li adottava a simbolo della fraternità e a pulpito del suo annuncio di un Dio e un mondo nuovi. Invitarlo però era correre un bel rischio, il rischio di gesti e parole capaci di mettere sottosopra la cena, di mandare in crisi padroni e invitati. Ed ecco che, presso un capo dei farisei, diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti, notando come entrare nella sala era entrare in un clima di competizione, osservando come si dissolveva in invidie e rancori il senso della cena insieme che è la condivisione. Vedendo la corsa ai primi posti, reagisce opponendo a quella ricerca di potere un gesto eloquente e creativo: Quando sei invitato va a metterti all'ultimo posto. Ma non per umiltà, non per modestia, ma per creare fraternità, per dire all'altro: prima tu e dopo io; tu sei più importante di me; vado all'ultimo posto non perché io non valgo niente, ma perché tu, fratello, sia servito per primo e meglio.

L'ultimo posto non è una condanna, è il posto di Dio, venuto per servire e non per essere servito. La pedagogia di Gesù è «opporre ai segni del potere il potere dei segni» (Tonino Bello), segni che tutti capiscono, che parlano al cuore. All'ultimo posto non per umiltà ma per rovesciare, per invertire la scala di valori su cui poggia la nostra convivenza e per delineare un altro modo di abitare la terra.

E poi, rivolto a colui che l'aveva invitato, aggiunge: Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini. Sono i legami normali che garantiscono l'eterno equilibrio del dare e dell'avere, la difesa dei tuoi beni e gli interessi del tuo gruppo; sono i legami che tengono insieme un mondo che si difende e si protegge, che segue la legge un po' gretta della reciprocità e del baratto, e che non crea inclusione. Ma c'è, alla periferia del tuo, un altro mondo, e ti riguarda: Quando offri una cena invita poveri, storpi, zoppi, ciechi. Accogli quelli che nessuno accoglie, crea comunione con chi è escluso dalla comunione, dona senza contraccambio, dona in perdita a coloro che davvero hanno bisogno e non possono restituire niente. Gesù ha un sogno: un mondo dove nessuno è escluso, una città da costruire partendo dalle periferie, dagli ultimi della fila, dagli uomini del pane amaro.

«E sarai beato perché non hanno da ricambiarti». Sarai beato, troverai la gioia e il senso pieno del vivere nel fare le cose non per interesse, ma per generosità. È la legge della vita: per star bene l'uomo deve dare, amando per primo, in perdita, senza contraccambio. Sarai beato: perché Dio regala gioia a chi produce amore.
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun set 09, 2013 8:14 am

ImmagineMio grande Cuore, primo venerdì del mese e vigilia di giornata di preghiera e digiuno per la pace, in adorazione davanti a Te, Viva e Vera Presenza... ho messo lì te...: è tt ql che resta nel mio piccolo cuore e riprendo il cammino, nel timore e nella gioia: temo la solitudine e ql che + grande di me mi aspetta, gioisco xchè Tu pensi che io possa fare qs x Te... in questo mese dedicato agli Angeli Custodi e Protettori, prego con le parole di don dolindo...
  • O Padre, o Figlio, o Spirito Santo, o Santissima Trinità!
    O Gesù, o Maria, o san Giuseppe, o trinità terrena!
    O angeli, o santi, o sante del Paradiso, o trinità celeste!

    Impetratemi queste grazie che imploro per il prezioso Sangue di Gesù:
    che io compia sempre la volontà di Dio e rimanga sempre in unione con Lui.
    Che io ami sempre Dio solo e compia tutto per Dio.
    Che io cerchi solo la gloria di Dio e tenda alla santità per Dio solo.

    O Padre, o Figlio, o Spirito Santo, o Santissima Trinità: amen!
...con tutto il mio piccolo cuore ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun set 09, 2013 8:14 am

  • ImmagineGesù ci insegna ad amare di più
Gesù, vedendo la folla numerosa che lo segue, si volta per metterla in guardia, chiarendo bene che cosa comporti andare dietro a lui. Gesù non illude mai, non strumentalizza entusiasmi o debolezze, vuole invece adesioni meditate, mature e libere. Perché alla quantità di discepoli preferisce la qualità. E indica tre condizioni per seguirlo. Radicali.

Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Parole che sembrano dure, eccessive, le diresti la crocifissione del cuore, con i suoi affetti, e invece ne sono la risurrezione. Infatti il verbo centrale su cui poggia tutta l'architettura della frase è: se uno non mi ama di più... Non si tratta di una sottrazione, ma di una addizione. Gesù non ruba amori, aggiunge un "di più". Il discepolo è colui che sulla luce dei suoi amori stende una luce più grande. E il risultato che ottiene non è una limitazione ma un potenziamento. Dice Gesù: Tu sai quanto è bello dare e ricevere amore, quanto contano gli affetti, io posso offrirti qualcosa di ancora più bello. Gesù è il sigillo, la garanzia che se stai con Lui, se lo tieni con te, i tuoi amori saranno custoditi più vivi e più luminosi.

Seconda condizione: Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. La croce: e noi la pensiamo metafora delle inevitabili difficoltà di ogni giorno, dei problemi della famiglia, della malattia da sopportare. Ma nel Vangelo la parola "croce" contiene il vertice e il riassunto della vicenda di Gesù. Croce è: amore senza misura e senza rimpianti, disarmato amore che non si arrende, non inganna e non tradisce. Che va fino alla fine. Gesù possiede la chiave dell'andare fino in fondo alle ragioni dell'amore. Allora le due prime condizioni: Amare di più e portare la croce si illuminano a vicenda. Prendi su di te una porzione grande di amore, altrimenti non vivi; prendi la porzione di dolore che ogni amore comporta, altrimenti non ami.

La terza condizione: chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo. La rinuncia che Gesù chiede non è innanzitutto un sacrificio ascetico, ma un atto di libertà: esci dall'ansia di possedere, dalla illusione che ti fa dire: «io ho, accumulo, e quindi sono e valgo». Un uomo non vale mai per quanto possiede, o per il colore della sua pelle, ma per la qualità dei suoi sentimenti (M.L. King). Lascia giù le cose e prendi su di te la qualità dei sentimenti. Impara non ad avere di più, ma ad amare di più. Allora nominare Cristo e il Vangelo equivarrà a confortare la vita. [/color]
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun set 09, 2013 8:16 am

Immagine Domenica 8 settembre 2013, giorno di festa e gioia in onore

      • della Natività della Beata Vergine Maria, Madre dolcissima di Dio e Madre nostra...
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  • O graziosa Bambina, nella felice tua nascita
    hai rallegrato il Cielo, consolato il mondo, atterrito l’inferno;
    hai recato sollievo ai caduti, conforto ai mesti,
    salute ai malati, la gioia a tutti.

    Ti supplichiamo: rinasci spiritualmente in noi,
    rinnova il nostro spirito a servirti,
    riaccendi il nostro cuore ad amarti,
    fai fiorire in noi quelle virtù con le quali possiamo sempre più piacerti.

    Così potremo ricevere lo Spirito Santo che scende su di noi
    e divenire in questo modo testimoni di Cristo
    fino agli estremi confini della terra,
    come coloro che uscirono dal Cenacolo di Gerusalemme nel giorno di Pentecoste.

    O grande piccina Maria, sii per noi Madre,
    conforto negli affanni, speranza nei pericoli,
    difesa nelle tentazioni, salvezza nella morte. Amen
...con tutto il mio piccolo ♥
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Messaggio da miriam bolfissimo » gio set 12, 2013 1:45 pm

Immagine 12 settembre 2013,

giorno di festa e gioia in onore del Nome dolcissimo della Beata Vergine Maria,

Madre dolcissima di Dio e Madre nostra...

  • O potente Madre di Dio e Madre mia Maria, è vero che non sono degno neppure di nominarti, ma Tu mi ami e desideri la mia salvezza. Concedimi, benchè la mia lingua sia impura, di poter sempre chiamare in mia difesa il tuo santissimo e potentissimo Nome, perchè il tuo Nome è l'aiuto di chi vive e la salvezza di chi muore.

    Maria purissima, Maria dolcissima, concedimi la grazia che il tuo Nome sia da oggi in poi il respiro della mia vita. Signora, non tardare a soccorrermi ogni volta che Ti chiamo, poichè in tutte le tentazioni e in tutte le mie necessità non voglio smettere di invocarti ripetendo sempre: Maria, Maria. Così voglio fare durante la mia vita e spero particolarmente nell'ora della morte, per venire a lodare eternamente in Cielo il tuo amato nome: "O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria".

    Maria, amabilissima Maria, che conforto, che dolcezza, che fiducia, che tenerezza sente l' anima mia anche solo nel pronunciare il tuo nome, o soltanto pensando a Te! Ringrazio il mio Dio e Signore che Ti ha dato per mio bene questo nome così amabile e potente.

    O Signora, non mi basta nominarti qualche volta, voglio invocarti più spesso per amore; voglio che l'amore mi ricordi di chiamarti ad ogni ora, in modo tale da poter esclamare anch' io insieme a Sant' Anselmo: "O Nome della Madre di Dio, Tu sei l' amore mio!".

    Mia cara Maria, mio amato Gesù, i vostri dolcissimi Nomi vivano sempre nel mio ed in tutti i cuori. La mia mente si dimentichi di tutti gli altri, per ricordarsi solo e per sempre di invocare i vostri Nomi adorati.

    Mio Redentore Gesù e Madre mia Maria, quando sarà giunto il momento della mia morte, in cui l'anima dovrà lasciare il corpo, concedetemi allora, per i vostri meriti, la grazia di pronunciare le ultime parole dicendo e ripetendo: "Gesù e Maria vi amo, Gesù e Maria vi dono il cuore e l'anima mia".

    • Sant'Alfonso M. de' Liguori
...con tutto il mio piccolo ♥
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Messaggio da miriam bolfissimo » sab set 14, 2013 6:56 am

Immagine

14 settembre 2013, giorno di Esaltazione della Santa Croce...
  • O Gesù, mi fermo pensoso ai piedi della Croce:
    anch'io l'ho costruita con i miei peccati!

    La tua bontà, che non si difende e si lascia crocifiggere,
    è un mistero che mi supera e mi commuove profondamente.
    Signore, tu sei venuto nel mondo per me, per cercarmi, per portarmi l'abbraccio del Padre.
    Tu sei il Volto della bontà e della misericordia: per questo vuoi salvarmi!

    Dentro di me ci sono le tenebre:
    vieni con la tua limpida luce.

    Dentro di me c'è tanto egoismo:
    vieni con la tua sconfinata carità.

    Dentro di me c'è rancore e malignità:
    vieni con la tua mitezza e la tua umiltà.

    Signore, il peccatore da salvare sono io:
    il figlio prodigo che deve ritornare, sono io!
    Signore, concedimi il dono delle lacrime
    per ritrovare la libertà e la vita, la pace con Te e la gioia in Te. Amen

    • monsignor Angelo Comastri
...con tutto il mio piccolo ♥
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun set 16, 2013 8:04 am

  • ImmagineDio è amico di quanti gli sono nemici
Le tre parabole della misericordia sono davvero il Vangelo del Vangelo. Sale dal loro fondo un volto di Dio che è la più bella notizia che potevamo ricevere. Gesù accoglieva i peccatori e mangiava con loro. E questo scandalizzava i farisei:Questi peccatori sono i nemici di Dio! E Gesù per tre volte a mostrare che Dio è amico di quanti gli sono nemici. Pubblicani e prostitute sono lontani da Dio! Stai lontano da loro! E Gesù a raccontare che Dio è vicino a quanti si sono perduti lontano. Scribi e sacerdoti si ribellano a questa idea di Dio. Loro pensano di conoscere, di circoscrivere i luoghi di Dio: Dio è nel tempio, nell'osservanza della legge, nei sacrifici, nella religione, nella penitenza. Gesù abbatte tutti questi recinti: Dio è nella vita, là dove un figlio soffre e si perde, è nella paura della pecora smarrita, è accanto all'inutilità della moneta perduta, nella fame del figlio prodigo. I farisei, i moralisti dicono: troverai Dio come risultato dei tuoi sforzi. Gesù dice: sarà Dio a trovare te; non fuggire più, lasciati abbracciare, dovunque tu sia, e ci sarà gioia libertà e pienezza.

Le tre parabole, mettendo in scena perdita e ritrovamento, sottolineano la pena di Dio che cerca, ma molto di più la gioia quando trova. Ecco allora la passione del pastore, il suo inseguimento per steppe e pietraie. La pecora perduta non torna da sé all'ovile; non è pentita, ma è a rischio della vita; non trova lei il pastore, ma è trovata; non è punita, ma caricata sulle spalle, perché sia più leggero il ritorno. Un Dio pastore che è in cerca di noi molto più di quanto noi cerchiamo lui. Se anche noi lo perdiamo, lui non ci perde mai. Un Dio donna-di-casa che ha perso una moneta, madre in ansia che non ha figli da perdere, e se ne perde uno solo la sua casa è vuota; che accende la lampada e si mette a spazzare ogni angolo e troverà il suo tesoro, lo troverà sotto tutta la spazzatura raccolta nella casa. E mostra come anche noi, sotto lo sporco e i graffi della vita, sotto difetti e peccati, possiamo scovare, in noi e negli altri, un piccolo grande tesoro anche se in vasi di creta, pagliuzze d'oro nella corrente e nel fango.

Tutte e tre le parabole terminano con un identico crescendo. L'ultima nota è una gioia, una contentezza, una felicità che coinvolge cielo e terra, che convoca amici e vicini. Da che cosa nasce la felicità di Dio? Da un innamoramento! Questo perdersi e cercarsi, questo ritrovarsi e perdersi di nuovo, è la trama del Cantico dei Cantici. Dio è l'Amata che gira di notte nella città e a tutti chiede una sola cosa: avete visto l'amato del mio cuore? Sono io l'amato perduto. Dio è in cerca di me. Io non fuggirò più. [/color]
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun set 16, 2013 8:04 am

Immagine

15 settembre 2013, giorno di preghiera e contemplazione

in onore della Beata Vergine Maria Addolorata,

Madre dolcissima di Dio e Madre nostra...

  • Lasciami vivere accanto a te, Madre mia,
    per tenere compagnia alla tua solitudine e al tuo profondo dolore!
    Lasciami risentire nella mia anima
    il pianto doloroso dei tuoi occhi e l'abbandono del tuo cuore!

    Non voglio sul cammino della mia vita gustare la letizia di Betlemme, adorando il Bambino Gesù, nelle tue braccia verginali.
    Non voglio godere nella tua umile casa di Nazareth della cara presenza di Gesù Cristo.
    Né voglio unirmi al coro degli angeli nella tua gloriosa Assunzione!
    Voglio nella mia vita gli scherni e le beffe del Calvario;
    voglio la lenta agonia del Figlio tuo, il disprezzo, l'ignominia, l'infamia della Croce.

    Voglio, o Vergine Addolorata, stare vicino a te, in piedi,
    per fortificare il mio spirito con le tue lacrime,
    consumare il mio sacrificio col tuo martirio,
    sostenere il mio cuore con la tua solitudine,
    amare il mio e tuo Dio
    con l'immolazione di tutto il mio essere. Amen
...con tutto il mio piccolo ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun set 23, 2013 8:44 am

  • ImmagineNon si può servire Dio e la ricchezza
La parabola del fattore infedele si chiude con un messaggio sorprendente: l'uomo ricco loda il suo truffatore. Sorpreso a rubare, l'amministratore capisce che verrà licenziato e allora escogita un modo per cavarsela, un modo geniale: adotta la strategia dell'amicizia, creare una rete di amici, cancellando parte dei loro debiti. Con questa scelta, inconsapevolmente, egli compie un gesto profetico, fa ciò che Dio fa verso ogni uomo: dona e perdona, rimette i nostri debiti. Così da malfattore diventa benefattore: regala pane, olio, cioè vita, ai debitori. Lo fa per interesse, certo, ma intanto cambia il senso, rovescia la direzione del denaro, che non va più verso l'accumulo ma verso il dono, non genera più esclusione ma amicizia.

Il personaggio più interessante della parabola, su cui fermare l'attenzione, è il ricco, figura di un Signore sorprendente: il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza, aveva puntato tutto sull'amicizia. Qui il Vangelo regala una perla: fatevi degli amici con la disonesta ricchezza perché quando essa verrà a mancare vi accolgano nelle dimore eterne. Fatevi degli amici. Amicizia diventata comandamento, umanissimo e gioioso, elevata a progetto di vita, fatta misura dell'eternità. Il messaggio della parabola è chiaro: le persone contano più del denaro. Amici che vi accolgano nella casa del cielo: prima di Dio ci verranno incontro coloro che abbiamo aiutato, nel loro abbraccio riconoscente si annuncerà l'abbraccio di Dio, dentro un paradiso generato dalle nostre scelte di vita.

Nessuno può servire due padroni. Non potete servire Dio e la ricchezza. Affermazione netta: il denaro e ogni altro bene materiale, sono solo dei mezzi utili per crescere nell'amore e nella amicizia. Sono ottimi servitori ma pessimi padroni. Il denaro non è in sé cattivo, ma può diventare un idolo e gli idoli sono crudeli perché si nutrono di carne umana, aggrediscono le fibre intime dell'umano, mangiano il cuore. Cominci a pensare al denaro, giorno e notte, e questo ti chiude progressivamente in una prigione. Non coltivi più le amicizie, perdi gli amici; li abbandoni o li sfrutti, oppure saranno loro a sfruttare la situazione. La parabola inverte il paradigma economico su cui si basa la società contemporanea: è il mercato che detta legge, l'obiettivo è una crescita infinita, più denaro è bene, meno denaro è male. Se invece legge comune fossero la sobrietà e la solidarietà, la condivisione e la cura del creato, non l'accumulo ma l'amicizia, crescerebbe la vita buona. Altrimenti nessun povero ci sarà che apra le porte della casa del cielo, che apra cioè fessure per il nascere di un mondo nuovo. [/color]
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven set 27, 2013 8:57 am

ImmagineNovena all’Angelo Custode: lunedì 23 settembre 2013, primo giorno

Angelo, mio custode, fedele esecutore dei consigli di Dio
che, fin dai primi momenti della mia vita, vegli sulla mia anima e sul mio corpo,
Ti saluto e Ti ringrazio, insieme a tutto il Coro degli Angeli,
destinati a custodi degli uomini dalla divina bontà.
Ti prego di preservarmi da ogni caduta nel presente pellegrinaggio,
affinchè l'anima mia si conservi sempre
nella purezza ricevuta per mezzo del santo Battesimo.
  • Angelo di Dio
    che sei il mio Custode:
    illumina, custodisci,
    reggi e governa me,
    che Ti fui affidata dalla Pietà Celeste. Amen
...con tutto il mio piccolo ♥
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven set 27, 2013 8:58 am

ImmagineNovena all’Angelo Custode: martedì 24 settembre 2013, secondo giorno

Angelo, mio Custode, affezionato compagno e unico amico
che sempre ed ovunque mi accompagni,
Ti saluto e Ti ringrazio, insieme a tutto il Coro degli Arcangeli
eletti da Dio ad annunziare cose grandi e misteriose.
Ti prego di illuminare la mia mente per farmi conoscere la Divina Volontà
e di muovere il mio cuore per farmi vivere sempre conformemente alla Fede che professo
così da ricevere il premio promesso ai veri credenti.
  • Angelo di Dio
    che sei il mio Custode:
    illumina, custodisci,
    reggi e governa me,
    che Ti fui affidata dalla Pietà Celeste. Amen
...con tutto il mio piccolo ♥
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven set 27, 2013 8:58 am

ImmagineNovena all’Angelo Custode: mercoledì 25 settembre 2013, terzo giorno

Angelo, mio custode, sapiente maestro che non cessi mai d'insegnare la vera scienza dei Santi,
Ti saluto e Ti ringrazio, insieme a tutto il Coro dei Principati,
destinati a presiedere agli spiriti minori.
Ti prego di vigilare sui miei pensieri, sulle mie parole e sulle mie opere
perché, conformandomi in tutto ai tuoi salutari insegnamenti,
non perda mai di vista il santo timor di Dio, principio unico ed infallibile della vera sapienza.
  • Angelo di Dio
    che sei il mio Custode:
    illumina, custodisci,
    reggi e governa me,
    che Ti fui affidata dalla Pietà Celeste. Amen
...con tutto il mio piccolo ♥
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven set 27, 2013 8:59 am

ImmagineNovena all’Angelo Custode: giovedì 26 settembre 2013, quarto giorno

Angelo, mio custode, amorevole guida che con miti rimproveri e con continue ammonizioni
mi inviti a riscattarmi dalla colpa, ogni qualvolta per mia disgrazia vi sono caduto,
Ti saluto e Ti ringrazio, insieme al Coro delle Potestà destinate a frenare il demonio.
Ti prego di svegliare l'anima mia
dal letargo della tiepidezza in cui vive tuttora
per resistere e trionfare su tutti quanti i nemici.
  • Angelo di Dio
    che sei il mio Custode:
    illumina, custodisci,
    reggi e governa me,
    che Ti fui affidata dalla Pietà Celeste. Amen
...con tutto il mio piccolo ♥
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven set 27, 2013 8:59 am

ImmagineNovena all’Angelo Custode: venerdì 27 settembre 2013, quinto giorno

Angelo, mio custode, potente difensore che facendomi assiduamente scorgere
le insidie del demonio negli inganni del mondo e nelle lusinghe della carne, me ne faciliti la vittoria ed il trionfo,
Ti saluto e Ti ringrazio, insieme a tutto il Coro delle Virtù,
destinate da Dio ad operare miracoli e a spingere gli uomini sulla strada della santità.
Ti prego di soccorrermi in tutti i pericoli e di difendermi in tutti gli assalti,
affinché possa camminare sicuro nella pratica di tutte le virtù
specialmente dell'umiltà, della purezza, dell'obbedienza e della carità,
le più care a te e le più indispensabili alla salvezza.
  • Angelo di Dio
    che sei il mio Custode:
    illumina, custodisci,
    reggi e governa me,
    che Ti fui affidata dalla Pietà Celeste. Amen
...con tutto il mio piccolo ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » ven set 27, 2013 9:03 am

ImmagineNovena all’Angelo Custode: sabato 28 settembre 2013, sesto giorno

Angelo, mio custode, consigliere ineffabile che nei modi più vivi mi fai sempre conoscere
la volontà di Dio e i mezzi più opportuni per realizzarla,
Ti saluto e Ti ringrazio, insieme a tutto il Coro delle Dominazioni
elette da Dio a comunicare i suoi decreti e a darci la forza di dominare le nostre passioni.
Ti prego di liberare la mia mente da tutti i dubbi importuni e da tutte le pericolose perplessità,
affinché, libero da ogni timore, assecondi sempre i tuoi consigli,
che sono consigli di pace, di giustizia e di sanità.
  • Angelo di Dio
    che sei il mio Custode:
    illumina, custodisci,
    reggi e governa me,
    che Ti fui affidata dalla Pietà Celeste. Amen
...con tutto il mio piccolo ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » ven set 27, 2013 9:08 am

  • Immagine
Novena alla Beata Vergine del Rosario: sabato 28 settembre 2013, primo giorno
  • Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen
    O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto
    Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen
O Vergine Immacolata e Regina del Santo Rosario, Tu, in questi tempi di morta fede e di empietà trionfante hai voluto piantare il tuo seggio di Regina e di Madre sull'antica terra di Pompei soggiorno di morti pagani. Da quel luogo dove erano adorati gli idoli e i demoni, Tu oggi, come Madre della divina grazia, spargi dappertutto i tesori delle celesti misericordie. Da quel trono ove regni pietosa, rivolgi, o Maria, anche sopra di me gli occhi tuoi benigni, ed abbi pietà di me che ho tanto bisogno del tuo soccorso. Mostrati anche a me, come a tanti altri ti sei dimostrata, vera Madre di misericordia: mentre io con tutto il cuore Ti saluto e Ti invoco mia Regina del Santo Rosario.
  • Immagine
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