Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012

Riflessi di lago, specchio di un’anima…

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun gen 09, 2012 5:54 pm

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      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun gen 09, 2012 6:05 pm

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Educare i giovani alla giustizia e alla pace (Benedetto XVI, 1 gennaio 2012)

1. L'inizio di un nuovo anno, dono di Dio all’umanità, mi invita a rivolgere a tutti, con grande fiducia e affetto, uno speciale augurio per questo tempo che ci sta dinanzi, perché sia concretamente segnato dalla giustizia e dalla pace.

Con quale atteggiamento guardare al nuovo anno? Nel Salmo 130 troviamo una bellissima immagine. Il Salmista dice che l’uomo di fede attende il Signore «più che le sentinelle l’aurora» (v. 6), lo attende con ferma speranza, perché sa che porterà luce, misericordia, salvezza. Tale attesa nasce dall’esperienza del popolo eletto, il quale riconosce di essere educato da Dio a guardare il mondo nella sua verità e a non lasciarsi abbattere dalle tribolazioni. Vi invito a guardare il 2012 con questo atteggiamento fiducioso. È vero che nell’anno che termina è cresciuto il senso di frustrazione per la crisi che sta assillando la società, il mondo del lavoro e l’economia; una crisi le cui radici sono anzitutto culturali e antropologiche. Sembra quasi che una coltre di oscurità sia scesa sul nostro tempo e non permetta di vedere con chiarezza la luce del giorno.

In questa oscurità il cuore dell’uomo non cessa tuttavia di attendere l’aurora di cui parla il Salmista. Tale attesa è particolarmente viva e visibile nei giovani, ed è per questo che il mio pensiero si rivolge a loro considerando il contributo che possono e debbono offrire alla società. Vorrei dunque presentare il Messaggio per la XLV Giornata Mondiale della Pace in una prospettiva educativa: «Educare i giovani alla giustizia e alla pace», nella convinzione che essi, con il loro entusiasmo e la loro spinta ideale, possono offrire una nuova speranza al mondo.
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun gen 09, 2012 6:23 pm

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  • Con tutto il mio piccolo cuore, miriam bolfissimo ;)
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun gen 09, 2012 6:24 pm

  • ImmagineCome Maria
Ho pensato spesso a Lei in queste ultime settimane. Dopo molte confessioni Natalizie non ho potuto fare altro che prendere tra le mani il rosario e chiedere a Maria di proteggere, accompagnare, rialzare e custodire alcuni fratelli e sorelle che hanno consegnato alle mie povere mani le loro fragilità e i loro desideri. Sono felice che questo nuovo anno inizi nel Suo nome.

Mi affascina l'atteggiamento di Maria che Luca ci ricorda nel brano che la liturgia ci ha donato oggi. Dentro l'uragano di novità che è seguito all'incontro con Gabriele, Maria custodisce e medita ogni cosa nel suo cuore. Penso che questo sia preziosissimo anche per ciascuno di noi all'inizio di questo nuovo anno.

Incontri, scelte, avvenimenti, nuovi slanci o sedimentate immobilità, hanno segnato l'anno che si è appena concluso. La Parola ci ha accompagnato, guidato, rialzato e sostenuto. Lo Spirito di Dio ha lavorato in incognito nella nostra vita, donandoci ciò di cui - magari a nostra insaputa - avevamo bisogno. Per molti di noi questo anno appena trascorso ha segnato scelte importanti. Ripenso agli amici che hanno celebrato il sacramento del matrimonio, ai confratelli che hanno ricevuto il dono del diaconato o del presbiterato, agli amici che hanno iniziato un nuovo cammino affidandosi alle mani di Dio. Ripenso a chi inizierà questo nuovo anno segnato dal tragico evento della morte, della separazione, del divorzio, della perdita del lavoro o dell'allontanamento dal ministero.

Come Maria anche noi dobbiamo custodire e meditare la nostra storia, scovare la presenza di Dio annodata ai fatti e agli eventi che hanno segnato - nella gioia o nella fatica - il tempo che ci è stato donato. É la nostra quotidianità, la ferialità più ordinaria come quella di Maria a Nazareth, il luogo in cui possiamo fare esperienza di Dio.

Coraggio, cari amici! Ripartiamo da Dio, dalla Sua Parola, da un tempo di preghiera più costante e maturo. Impariamo a darci ordine, a volerci un po' più bene, a fare gerarchie evangeliche di vita, a progettare la nostra storia mettendoci come fogli bianchi davanti all'estro imprevedibile di Dio. Raccogliamo tutti i desideri e le paure che ci riempiono il cuore, lasciamoli nelle Sue mani. Non c'è posto più sicuro. Garantito. Buon anno!
  • don Roberto Seregni
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun gen 09, 2012 6:40 pm

Immagine Mio grande Cuore, dopo santa francesca saverio cabrini, serva in generosità e umiltà, san nicola di mira, portatore di doni e gioia, santa gemma galgani, luce preziosa quando si fa sera e la notte si avvicina, santa bernadette soubirous, serva nel nascondimento della Mamma Celeste, beato giovanni xxiii, che ha fatto brillare nel suo il sorriso di Dio, e sant'antonio abate, eremita al servizio dei fratelli, qs'anno camminerò sotto la protezione di santa chiara vergine d'assisi, pianticella fedele di frate francesco: dal suo testamento la mia preghiera...
      • ...io piego le mie ginocchia davanti al Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
        affinché, per i meriti della gloriosa santa Vergine Maria sua Madre, del beatissimo padre nostro Francesco e di tutti i santi,
        lo stesso Signore, che ci ha donato di bene incominciare, ci doni ancora di crescere nel bene e di perseverarvi fino alla fine. Amen
Con tutto il mio piccolo cuore, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » mer gen 11, 2012 11:00 am

Immagine Mio grande Cuore, primo venerdì del mese e giorno di festa e gioia per la Tua manifestazione al mondo intero, in adorazione davanti a Te, vivo e vero e Santissimo...

...mi abita una Speranza che non viene da un pensiero felice, ma da Altrove e si culla in questo piccolo cuore... il quotidiano è sempre complesso e faticoso, ma il giogo è dolce, il carico leggero... mi abita una Speranza simile a quella di paul ricœur, una speranza che si è presentata ‘vestita di stracci’ tanto tempo fa e che ora, non so come, sto imparando a vestire da sposa... serbo in qs piccolo cuore la meraviglia x qs cose, non le capisco ma le custodisco e le scrivo xchè la poca memoria e il gran da fare di quello di sotto non le annebbino, nascondendole...

...a Te, mio grande Cuore, offro il poco che sai, il nulla che sono, con tutto il mio piccolo cuore ♥
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Messaggio da miriam bolfissimo » mer gen 11, 2012 11:00 am

  • ImmagineE poi?
Oggi le strade sono una lastra di ghiaccio. La pioggia sottile si cristallizza sull’asfalto. Pericolosissimo.

Scivolare è facile, per strada e nella fede. Scivolare è facile, smettere di cercare, seguire l’esempio sedentario di Erode e snobbare il cammino coraggioso dei magi. Scivolare è facile, dimenticare quel cucciolo nella grotta di Betlhemme e riappropriarsi della propria immagine ammuffita di Dio.

Bellissimo il Natale, certo. Ma poi, si sa, l’Epifania le feste le porta via. E si riparte. Scuola, lavoro, impegni, scadenze, agende surriscaldate… E che è servito tutto questo? Solo una bella pausa per riprendere un po’ il fiato? Una sosta romantica ai piedi della culla del piccolo Gesù? E poi? E poi quel bimbo è diventato un uomo, dopo trent’anni di nascondimento nel silenzio di Nazareth, esce allo scoperto.

La scena del Battesimo è una conferma dello stile di Dio, del “come” che abbiamo meditato nella notte di Natale. Il Rabbì inizia la rivelazione messianica attesa da secoli e si mette in fila con i peccatori. Nato in una stalla, ora si presenta in fila con i peccatori al Giordano. Pure il Battista rimane stupito, forse anche Lui si aspetta un Messia diverso, una rivelazione inequivocabile, prodigi, miracoli, guarigioni per svelare al mondo la verità del falegname di Nazareth. E invece no. La Rivelazione prosegue lo stesso stile dell’Incarnazione: solidarietà, nascondimento, irrilevanza, piccolezza.

Coraggio, cari amici! Liberiamo i nostri salotti dai presepi e dagli alberi di Natale, ma facciamo in modo che lo stupore non si liberi mai di noi.
  • don Roberto Seregni
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun gen 16, 2012 11:05 am

Immagine Mio grande Cuore, da Te desidero avere la vita e averla in abbondanza, desidero quella pienezza di Speranza e di Carità che solo Tu puoi donare: per questo Ti offro il nulla che sono e mi impegno a carcarTi nel mio tempo, a seguirTi nella Parola, ad amarTi nei fratelli... e prego con il salmo 26...
  • Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco:
    abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita...
...con tutto il mio piccolo cuore ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun gen 16, 2012 11:16 am

  • ImmagineRabbì, dove dimori?
"Che cosa cercate?", chiede Gesù ai discepoli che si sono messi sui suoi passi. E la medesima domanda è per noi, oggi. Che cosa cerchiamo? È vero: abbiamo scelto Gesù, tentiamo di vivere nella gioia del Vangelo, partecipiamo alla vita della comunità, magari ci siamo anche presi degli impegni, ma ogni tanto questa domanda dobbiamo avere il coraggio di farcela. Onestamente.

In realtà che cosa cerchiamo? Che cosa ci aspettiamo? Quali sono i nostri desideri? Sono domande importanti, che tengono viva e lubrificata la nostra fede.

"Rabbì, dove dimori?". È bellissima questa risposta dei discepoli perché svela il desiderio profondo che portano nel cuore. Non cercano informazioni religiose e non ambiscono a indottrinarsi con le parole del nuovo e affascinante maestro. Desiderano un incontro, una relazione. Si informano sul "dove" di Gesù. Vogliono stare con Lui. Ecco cosa conta: stare con Lui. Questa è la radice della vita del discepolo: stare con Gesù, scovarlo nel quotidiano delle giornate, riconoscerlo presente in un povero, testimoniarlo sul posto di lavoro, gustare la Sua voce nella Parola e lasciarsi nutrire da Lui nell'Eucaristia.

Coraggio, cercatori di Dio! L'invito del Rabbì di Nazareth risuona per noi in tutta la sua freschezza: "Venite e vedrete!". Così come siamo, con il carico delle nostre povertà e dei nostri peccati, con le cadute del nostro orgoglio e delle nostre false conquiste, il Maestro ci invita a fare esperienza di Lui, del suo amore forte e fedele. Buona settimana
  • don Roberto Seregni
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven gen 20, 2012 3:51 pm

Immagine Mio grande Cuore, io non sono le parole che dico, nessuno di noi è le parole che dice, molte volte non siamo neppure le cose che facciamo... viviamo un tempo in cui preferiamo scegliere parole e azioni come vestiti da breve stagione e non come espressione della nostra sostanza riconosciuta a fatica...

...un punto è questo: per scegliere bisogna sapere cosa si vuole, per volere qualcosa bisogna sapere cosa ci manca, per sapere cosa ci manca bisogna sapere cosa si ha; avere conoscenza di ciò che si ha è la via per il culmen di tutta una vita: sapere chi si è, conoscere la propria sostanza. Ma preferiamo scegliere vestiti di breve stagione piuttosto che penetrare il mistero che siamo...

...dunque, non siamo le parole che diciamo ma abbiamo sete di parole che ci cullino, di parole che siamo vere come spuntoni sulla roccia nella scalata... non siamo le parole che diciamo ma, anche se inconsapevoli perché disconosciamo la nostra sostanza, abbiamo sete della Parola che dà vita, qui ed ora...

...Tu solo sei la Parola che dici perché Tu sei Verbo fatto carne, in Te la sostanza di Dio fatto Uomo e della Sua Parola incarnata in Gesù sono la stessa cosa: Tu, mio grande Cuore, sei il Solo che sei la Parola che dici ed io desidero nutrimi della Tua Parola, con tutto il mio piccolo cuore ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun gen 23, 2012 9:04 am

  • ImmaginePer non perdere la rotta...
Quel relitto incagliato davanti all'Isola del Giglio ha colpito tutti noi. Mentre leggevo e meditavo questo brano di Marco non riuscivo a scucirmi dagl'occhi l'immagine di quel gigante trafitto e ribaltato. È facile perdere la rotta. Commettere un errore. Smarrire i punti di riferimento. La mia vita verso chi sta navigando? Quali sono i punti di riferimento che guidano le mie rotte? Ho ben chiaro quali sono i tracciati da evitare?

Il Rabbì, come sempre, ha una parola carica di forza e di urgenza: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Non rimandare, non cercare scuse, non nasconderti dietro un dito. Questo è il momento. Non lasciarti sfuggire la vita: "Il tempo è compiuto!".

Dio è qui, ora, accanto a te. Prova a girare lo sguardo, incrocerai i suoi occhi. Prova ad afferrare quella mano tesa, sentirai la sua forza e la sua dolcezza. Prova ad aprire il cuore alla Sua Parola, inizierai a vivere da vivo.

Dio è qui, ora, accanto a te. Nei panni da stirare, nelle verifiche da correggere, nei motori dell'officina da rimettere in sesto, nei corridoi dell'ospedale, nel sorriso imbrattato di cioccolata della tua nipotina, nel telefono che squilla…

"Venite dietro a me", dice Gesù. Il Rabbì non annuncia un sistema religioso, non fornisce una nuova regola di vita e soprattutto non propone un ricettario di consigli morali. Gesù annuncia una presenza che traccia una rotta, un amicizia che riempie la vita, una relazione su cui investire tutte le energie.

Verremo dietro a te, Signore. Non ci lasceremo scoraggiare, abbandoneremo le reti che ci imbrigliano e prenderemo il largo. Con Te nulla sarà impossibile… Buona settimana
  • don Roberto Seregni
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven gen 27, 2012 2:54 pm

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Messaggio da miriam bolfissimo » lun gen 30, 2012 9:05 am

  • ImmagineTaci
La guarigione dell'indemoniato è il primo esorcismo raccontato nel Vangelo di Marco. Mi colpisce che questa scena avvenga nella sinagoga e non in una viottola della periferia di Cafarnao... La prima liberazione, cioè, avviene dentro la comunità, nel luogo della preghiera e dell'incontro. La scelta che ha guidato i primi passi della vita pubblica del Rabbì invita ciascuno di noi a partire da "dentro", da quell'impasto meraviglioso di santità e di peccato, di slanci e di fatiche, di eroismi e di mediocrità che sono le nostre comunità.

Prima di puntare il dito fuori, siamo interpellati a scrutare la nostra vita comunitaria, a smuovere i macigni che impediscono di percorrere le strade della fraternità, a ritrovare sentieri di speranza, a far circolare aria fresca, a sbarrare i vicoli senza uscita della superficialità e a non impantanarci nei fanghi del formalismo. Ricordiamo sempre che la Chiesa non è una comunità di perfetti ma di peccatori perdonati e redenti che invitano alla conversione e testimoniano che cambiare si può.

Basta sceglierlo. Basta mettersi nelle sue mani.

I discepoli di Gesù che hanno sperimentato sulla loro pelle la potenza trasformante del perdono, annunciano che stare con Gesù è più bello di quanto si possa immaginare e più straordinario di quanto si osi sperare. No, non serve essere perfetti. Il Rabbì non se ne fa nulla di una combriccola dei superman della fede. Gesù vuole discepoli che si lascino perdonare, amare, trasformare; uomini e donne che abbiamo il coraggio e la follia di camminare al suo fianco e di annunciare a tutti che con Lui o senza di Lui non è la stessa cosa.

Mi colpisce che la prima parola rivolta da Gesù all'indemoniato sia un invito al silenzio: "Taci". Marco utilizza un verbo molto forte che richiama il gesto di mettere la museruola. Per essere raggiunti, toccati e trasformati dalla Parola occorre stare in silenzio, fermarsi, interrompere le frenesie pastorali e dare tempo al seme gettato in terra di marcire e di portare frutto.

Taci. Fermati. Ascolta. Guarda. Sentiti. Vivi.

Buona settimana
  • don Roberto Seregni
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Messaggio da miriam bolfissimo » mer feb 01, 2012 8:04 am

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Educare i giovani alla giustizia e alla pace (Benedetto XVI, 1 gennaio 2012)

1. [...] Il mio Messaggio si rivolge anche ai genitori, alle famiglie, a tutte le componenti educative, formative, come pure ai responsabili nei vari ambiti della vita religiosa, sociale, politica, economica, culturale e della comunicazione. Essere attenti al mondo giovanile, saperlo ascoltare e valorizzare, non è solamente un’opportunità, ma un dovere primario di tutta la società, per la costruzione di un futuro di giustizia e di pace. Si tratta di comunicare ai giovani l’apprezzamento per il valore positivo della vita, suscitando in essi il desiderio di spenderla al servizio del Bene. È un compito, questo, in cui tutti siamo impegnati in prima persona.

Le preoccupazioni manifestate da molti giovani in questi ultimi tempi, in varie Regioni del mondo, esprimono il desiderio di poter guardare con speranza fondata verso il futuro. Nel momento presente sono molti gli aspetti che essi vivono con apprensione: il desiderio di ricevere una formazione che li prepari in modo più profondo ad affrontare la realtà, la difficoltà a formare una famiglia e a trovare un posto stabile di lavoro, l’effettiva capacità di contribuire al mondo della politica, della cultura e dell’economia per la costruzione di una società dal volto più umano e solidale.

È importante che questi fermenti e la spinta ideale che contengono trovino la dovuta attenzione in tutte le componenti della società. La Chiesa guarda ai giovani con speranza, ha fiducia in loro e li incoraggia a ricercare la verità, a difendere il bene comune, ad avere prospettive aperte sul mondo e occhi capaci di vedere «cose nuove» (Is 42,9; 48,6)!
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » gio feb 02, 2012 8:53 am

ImmagineNovena alla Beata Vergine di Lourdes

      • giovedì 2 febbraio 2012, primo giorno
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  • Rallegrati
Rallegrati: così l'Angelo dell'annuncio Ti saluta, Maria. Risuona in questa parola - «chàire», gioisci - il compiersi della promessa antica, l'avvento di quella gioia messianica, che il Profeta aveva annunziato e che in Te ci viene donata: «Rallegrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme!» (Sofonia 3,14). È la gioia che il Profeta aspettava come segno e frutto della venuta del Messia. È la gioia che inonda Te, umile figlia d'Israele, terreno d'avvento, donna dell'ascolto obbediente al precetto del Dio vivo: «Shemà, Israel, Adonai Elohenu, Adonai Echad» - «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno» (Deuteronomio 6,4).

Da Te, santuario dell'Altissimo venuto nella carne, questa gioia si irradia: «Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia» (v. 17). In Te l'Amato viene a mettere la sua tenda fra noi, Figlia di Sion in cui tutta la Città Santa è rappresentata e visitata dal suo Dio. Tu sei la sede della Sapienza, il tempio santo del Signore, la Sua dimora fra gli uomini.

E l'annuncio è per Te compito e missione: rallegrati! Sii la portatrice della gioia, davanti a cui esulterà il bambino Giovanni nel seno di sua Madre! Sii la Custodia dell'Altissimo, l'arca della Sua presenza, il silenzio in cui abita la Parola venuta dall'Eterno, l'esperta delle cose di Dio che canta le meraviglie del Signore! Rallegrati: gioisci e trasmetti a tutti la gioia, che la Tua fede ha accolto e che il Tuo amore dona con tenerezza materna. Tu, Vergine dell'ascolto, per opera dello Spirito Santo diventi Madre del Figlio nella carne, Donna dell'alleanza in cui prende corpo il nuovo inizio del tempo. Rallegrati, Vergine Maria: e la Tua gioia inondi il nostro cuore e il cuore del mondo!
  • Ave
Ave: così il saluto dell'Angelo è reso nella tradizione latina. Sebbene in questa parola non risuoni l'eco della gioia, che pervade l'originale greco dell'annuncio, è non di meno bello che l'Eterno si rivolga a Te, giovane donna della terra d'Israele, con la parola usata per salutarsi fra gli uomini.

Tu, umile, sei l'interlocutrice di Dio, il Tu del Suo rivolgersi a noi! In quell'Ave si stende un arco fra l'eternità e il tempo, un ponte di gratuito amore, su cui passa il Signore della vita per entrare nella nostra carne mortale e vivificarla. In quella parola c'è ancor più che un saluto: Ave dice il desiderio dell'altro, l'attesa con cui chi ama si rivolge all'amato. Ave vuol dire brama dell'amore altrui, appello all'attenzione del cuore, che sia pronto all'incontro. Con l'Ave l'Angelo sembra dirTi il desiderio che Dio ha di Te, anelando Lui, il Signore del cielo e della terra, al Tuo sì di umile creatura, Vergine e Sposa, che sarai la Madre del Suo Figlio. L'Ave a Te detto è allora voce di un dono tanto gratuito da parte dell'Eterno, quanto sorprendente per noi.

In Te Dio dimostra di amarci, di volerci interlocutori del patto, di donarsi a noi desiderando il dono del cuore che l'accolga. L'Ave del saluto angelico risuona perciò in un mondo in attesa, nello spazio del desiderio che unisce il tempo e l'eterno, e fa di Te, Maria, l'arca dell'alleanza, il luogo d'incontro della terra e del cielo. Perciò, davanti a quell'Ave sembra nascere nel cuore del mondo un'invocazione, pervasa dall'attesa, quasi una supplica a Te, giovane Figlia di Sion: «Da presto la tua risposta; rispondi sollecitamente al Signore; dì la tua parola umana e concepisci la parola divina. Apri, vergine beata, il cuore alla lode, le labbra all'assenso, il grembo al Creatore» (San Bernardo). Ave, Maria!
  • monsignor Bruno Forte
      • Ave, o Maria,
        piena di grazia:
        il Signore è con Te!

        Tu sei benedetta fra le donne
        e benedetto è il frutto del Tuo seno, Gesù.

        Santa Maria, Madre di Dio,
        prega per noi peccatori:
        adesso e nell’ora della nostra morte. Amen

        ...la Tua gioia inondi il nostro cuore e il cuore del mondo!
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...con tutto il mio piccolo cuore ♥
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Messaggio da miriam bolfissimo » gio feb 02, 2012 8:57 am

ImmagineNovena alla Beata Vergine di Lourdes

      • venerdì 3 febbraio 2012, secondo giorno
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  • Maria
Maria: il Tuo è un nome di regalità, di amore, di bellezza, «Myriam» o «Maryam». In esso sono evocati lo stupore e l'ammirazione di chi si rivolge a Te riconoscendoTi «mara», «signora», o «mi-ram», «alta, eccelsa, desiderata». Con questo nome si orienta a Te il desiderio del cuore inquieto, l'attesa dell'Amato che visita l'Amata. Quando risuona l'annuncio, che dalla bocca dell'Angelo raggiunge il Tuo orecchio e viene ad abitare l'ascolto credente del Tuo cuore, Tu sei solo una «giovane donna», una almah, secondo la testimonianza del Profeta: e quella parola, resa in greco conparthenos, «vergine», dice l'accoglienza libera e pura dell'anima, il Tuo essere fino in fondo la donna dell'ascolto plasmato dalla fede: «Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele» (Isaia 7,14).

Tu sei l'eletta, l'amata, che fa spazio all'avvento con l'umiltà dei poveri, innamorati di Dio, gli anawim, che confidano soltanto nell'Altissimo e sono aperti all'impossibile possibilità del Dio che viene, perseveranti nell'attesa che l'Unico parli, quando e come vorrà, e compia le Sue opere stupende e imprevedibili.

Nel Tuo nome, l'Eterno e il tempo si sono incontrati: la voce uscita dal silenzio Ti chiama, e il Tuo nome si carica d'attesa nel Tuo volto, voce e sguardo della presenza del cuore, pronto a lasciarsi amare dal Dio tre volte santo e a essere e fare ciò che vorrà da Te, l'eletta, la signora, la desiderata, l'amata. Rallegrati, Maria! Ave!
  • monsignor Bruno Forte
      • Ave, o Maria,
        piena di grazia:
        il Signore è con Te!

        Tu sei benedetta fra le donne
        e benedetto è il frutto del Tuo seno, Gesù.

        Santa Maria, Madre di Dio,
        prega per noi peccatori:
        adesso e nell’ora della nostra morte. Amen

        ...la tua umiltà faccia di noi degli anawin innamorati di Dio che è Padre Figlio e Spirito Santo!
      Immagine
...con tutto il mio piccolo cuore ♥
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Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012

Messaggio da miriam bolfissimo » ven feb 03, 2012 3:13 pm

Immagine Mio grande Cuore, primo ven del mese nel tempo di novena alla Tua e nostra Mamma apparsa a lourdes... a lourdes nevica, il santuario è deserto, davero pochi i pellegrini alla grotta, ma la Mamma Tua e nostra veglia e intercede, sempre... mi pare di intuire con quale grande Cuore riesca ad abbracciarci tutti, figli che portano consolazione e figli che generano lacrime... mi pare di intuire con quale grande Cuore riesca ad abbracciarci tutti, figli che portano consolazione e figli che generano lacrime... mi pare di intuire, ma è un Cuore che supera qs mio piccolo...

...ci sono giorni di sole in cui credo di avere un passo sicuro sulla retta via, tt si chiude in un cerchio armonioso e xfetto, giorni in cui il Tuo Amore vive in ogni respiro ed è luminoso, come i giorni di sole, che ogni opera è Tua! e ci sono giorni di neve, freddi e foschi, faticosi e silenti, con pochi fratelli lontani e nulla che valga la pena di un altro passo... e Tu che non mi dai tregua, Tu, che sei venuto a sedurmi e a rovinare il mio torpore, nn mi lasci andare, nè xsa nè altrove... in qs giorni di neve, la mia miseria mi sovrasta e mi lega ogni moto d'amore: che sia letame alla primavera che giace sotto la neve, mio grande Cuore...

...con tutto il mio piccolo ♥
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven feb 03, 2012 3:24 pm

ImmagineNovena alla Beata Vergine di Lourdes

      • sabato, 4 febbraio 2012, terzo giorno
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  • Piena di grazia
Piena di grazia : Tu sei colmata dalla Grazia, totalmente plasmata e avvolta dall'eterno amore dei Tre, che sono uno. Tu la creatura del puro amore, il dono assolutamente nuovo e meraviglioso dell'Altissimo al Figlio eterno e alla storia degli uomini. In Te tutto viene da amore: prima di esistere fosti amata, per amore chiamata all'essere, dall'amore formata, con amore preservata da ogni colpa, libera di fronte a questo liberissimo amore, docile nel lasciarli plasmare dal Padre per essere il tempio dello Spirito, la dimora del Figlio nella carne.

Tu, concepita senza peccato, sei la Tutta Bella, la fragile Creatura in cui il Tutto dell'amore eterno ha abitato una volta e per sempre un frammento di carne e di tempo, la carne del Tuo Figlio, i giorni della sua vita mortale: totapulchra es Maria - tutta bella sei, o Maria! Nulla in Te si è opposto all'amore, tutto è stato spazio per l'Amato, silenzio per l'ascolto, libertà del dono: libera da Te per appartenere a Colui, che liberamente da sempre Ti aveva prescelta perché Tu fossi la tenda di Dio fra gli uomini.

Tu sei l'Immacolata, la Tutta Santa per grazia, la Donna dell'eterna alleanza. In Te è celebrata la gloria del puro amore e cantato il cantico nuovo del dono, che non ha ragioni se non l'amore stesso. In Te sappiamo che l'amore eterno sempre previene e accompagna il cammino della nostra libertà. In Te ci è data la speranza che la creatura possa essere casa all'Amato, dimora del Dio vivente e santo, Sua tenda nel tempo. Piena di grazia, dalla grazia voluta e preparata in eterno, innamoraci del Dio innamorato di Te e in Te fattosi prossimo ad ognuno di noi!
  • monsignor Bruno Forte
      • Ave, o Maria,
        piena di grazia:
        il Signore è con Te!

        Tu sei benedetta fra le donne
        e benedetto è il frutto del Tuo seno, Gesù.

        Santa Maria, Madre di Dio,
        prega per noi peccatori:
        adesso e nell’ora della nostra morte. Amen

        ...Tu, Tenda di Dio fra gli uomini, innamoraci del Dio innamorato di Te e in Te fattosi prossimo ad ognuno di noi!
      Immagine
...con tutto il mio piccolo cuore ♥
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun feb 06, 2012 8:35 am

  • ImmagineContagio
Settimana piena. Incontri che graffiano il cuore da mettere nelle Sue mani, parole pesanti come macigni da impastare con il lievito buono della speranza, silenzi spigolosi e taglienti da levigare con pazienza. Anch'io, come il Rabbì, sento il desiderio di ritirarmi nel deserto e portare con me i nomi e le storie di tanti fratelli e sorelle masticati dalla vita che si trovano davanti a un bivio salato di lacrime o a un dolore a cui non riescono ancora a dare un nome.

Sabato sera, con un bel gruppo di giovani e adulti, siamo stati in preghiera davanti all'Eucarestia. Sono arrivato in chiesa con il cuore pieno di tante domande, pesi, storie e racconti. Per due ore, davanti a Lui, ho affidato ogni cosa alle Sue mani, ho travasato ogni pensiero sull'altare. Alla fine dell'Adorazione un'amica mi ha detto: "Sei arrivato un po' nervoso e ora invece sei tranquillo…". Davanti a Lui ho trovato il mio deserto, il luogo dell'intimità.

Dopo l'esorcismo nella sinagoga di Cafarnao, la liturgia ci porta nella casa di Simone e di Andrea. In questo contesto domestico il racconto di Marco ci propone la prima guarigione del suo Vangelo: la suocera di Simone. Una scelta stranissima, almeno per due motivi. Primo: è noto a tutti che nella cultura ebraica la donna si trovava su un gradino inferiore rispetto all'uomo. Nel Talmud si trova scritto che è meglio che "le parole della Legge vengano distrutte dal fuoco, piuttosto che essere insegnate alle donne." (Sota B. 19a). Secondo: il miracolo avviene nel chiuso delle mura domestiche. Non ci sono folle di curiosi o di dubbiosi che cercano conferme dell'autorità messianica del Rabbì di Nazareth. Gli unici "spettatori" sono i parenti e i discepoli che accompagnano Gesù.

Questi due elementi ci fanno intuire che in questa guarigione Gesù non cerca la rilevanza pubblica o la spettacolarità del gesto. La marginalità della donna e il nascondimento del prodigio ci fanno intuire che non dobbiamo correre il rischio di fare come lo stupido del proverbio, che guarda il dito di chi gli indica la luna…

Come in molti altri racconti evangelici, la guarigione passa attraverso il contatto: la mano di Gesù afferra quella della donna e non solo la rialza dall' immobilità della febbre, ma le comunica la sua stessa vita, la sua essenza. Questo contatto sprigiona in lei una forza nuova che si incarna nella dimensione più concreta e tangibile dell'amore: il servizio. La mano di Gesù contagia: toccata da quella del Maestro, anche la donna inizia a servire. La suocera di Simone diventa così immagine e modello del discepolo, di colui che si fa toccare e ricreare da Gesù e da quel con-tatto con Lui esce trasformato.

Coraggio, cari amici! Cerchiamo anche noi il nostro deserto per ritirarci in intimità con il Padre, lasciamoci contagiare dalla mano del Figlio Gesù, chiediamo che lo Spirito incendi di passione i nostri cuori! Buona settimana
  • don Roberto Seregni
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun feb 06, 2012 8:44 am

ImmagineNovena alla Beata Vergine di Lourdes

      • domenica, 5 febbraio 2012, quarto giorno
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  • Il Signore è con te
Il Signore è con te: non sei sola, Maria. Qualcuno è con Te: è il Tuo Signore, il Dio che la terra e il cielo non possono contenere e che ha scelto di "contrarsi" per essere in Te il Dio Vicino, il Signore dell'annuncio e dell'incarnazione, il Re della gloria entrato nella storia, rivelato e nascosto negli umili segni della visitazione angelica e nella notte del Tuo grembo materno, accogliente di vita, sorgente del dono.

Fra i due termini di questo singolare incontro corre la distanza infinita che c'è fra il Totalmente Altro e la creatura: «Il Signore è con te!». E insieme, fra di essi si stabilisce la vicinanza paradossale, la prossimità più grande, quella per la quale Colui che l'universo intero non contiene si lascia contenere dal Tuo grembo verginale e materno: con Te. «Non essere costretti dal più grande, ma lasciarsi contenere dal più piccolo, questo è divino»: qui si rivela il volto di Dio, qui la Tua umanità, precisamente nella sua piccolezza, canta le meraviglie dell'Eterno, che non ha esitato a fare di Te la Sua dimora, perché il Suo amore fosse dimora nostra nell'oggi della fede e nell'eternità della beata visione di pace.

«Il Signore è con Te» è l'annuncio risuonato innumerevoli volte nella storia della nostra salvezza. Per Te e in Te è l'inizio di un nuovo essere di Dio con gli uomini, di quel condividere i giorni della nostra vita mortale, che ha fatto del Tuo Figlio l'abitatore del tempo, Lui, l'assoluto signore e sovrano del tempo. L'annuncio diventa così promessa di nuovo e definitivo compimento: dove non basteranno la carne e il sangue, subentrerà il dono promesso e in Te attuato. «Il Signore è con Te» a Te rivolto è anticipazione di quanto il Tuo Figlio dirà dall'alto della Croce al peccatore pentito e in lui a ogni cuore che si apra con fiducia al Suo perdono: «Oggi sarai con me nel paradiso» (Luca 23,43). Il cuore dei Tre si aprirà accogliente a chi avrà accolto nella fragilità del tempo la vicinanza di Dio e la partecipazione alla grandezza della sua natura, che in Te per prima è stata offerta e attuata. Perciò, «rallegrati, Maria, piena di grazia, il Signore è con Te!».
  • monsignor Bruno Forte
      • Ave, o Maria,
        piena di grazia:
        il Signore è con Te!

        Tu sei benedetta fra le donne
        e benedetto è il frutto del Tuo seno, Gesù.

        Santa Maria, Madre di Dio,
        prega per noi peccatori:
        adesso e nell’ora della nostra morte. Amen

        ...per Te e in Te è l'inizio di un nuovo essere di Dio con gli uomini: fa' che il cuore dei Tre si apra accogliente a chi accoglie nella fragilità del tempo la vicinanza di Dio e la partecipazione alla grandezza della sua natura!
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun feb 06, 2012 8:47 am

ImmagineNovena alla Beata Vergine di Lourdes

      • lunedì 6 febbraio 2012, quinto giorno
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  • Benedetta Tu fra le donne
Benedetta Tu fra le donne: è con queste parole che Elisabetta Ti accolse, quando, portando in grembo il Figlio, andasti in fretta da lei sulla montagna a offrirle l'aiuto della Tua vicinanza. Appena ebbe udito il Tuo saluto, il bambino sussultò nel suo grembo ed ella, colmata di Spirito Santo, Ti disse: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!» (Luca 1,42). Che cosa riconobbe in Te se non colei che fra tutte le donne era stata prescelta dal Santo, l'Eterno a cui è dovuta ogni benedizione?

Ti vide colmata dalla Grazia, radiosa di Lui, il Benedetto che Ti aveva da sempre e per sempre benedetta. Intravide, forse, gli splendori dell'ultimo tempo, i bagliori della grande battaglia che vedrà infine vittorioso il Figlio del Tuo grembo: «Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle» (Apocalisse 12,1). E mentre il bambino nel grembo, cogliendo l'invisibile, esultava, la Madre volle dirTi "benedetta", appartenente tutta all'Altissimo, oggetto del Suo amore infinito, e perciò degna di lode, di riverenza stupita, di tenerissimo amore. E in Te benedisse e vide benedette le donne.

Tu, scelta fra tutte, in tutto donna come le altre, Tu Figlia di Sion e Vergine in ascolto: trepida nell'attesa e generosa nel dono, alleata dell'Eterno e madre del Figlio, venuto nella carne, e dei figli, resi tali in Lui. Tu, vergine, madre, sposa, Tu beata per aver creduto nell'adempimento delle parole del Signore: Tu, benedetta tu fra le donne!
  • monsignor Bruno Forte
      • Ave, o Maria,
        piena di grazia:
        il Signore è con Te!

        Tu sei benedetta fra le donne
        e benedetto è il frutto del Tuo seno, Gesù.

        Santa Maria, Madre di Dio,
        prega per noi peccatori:
        adesso e nell’ora della nostra morte. Amen

        ...Tu Figlia di Sion e Vergine in ascolto: trepida nell'attesa e generosa nel dono, alleata dell'Eterno e madre del Figlio, venuto nella carne: Madre nostra, rendici figli in Lui!
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Messaggio da miriam bolfissimo » mar feb 07, 2012 4:26 pm

ImmagineNovena alla Beata Vergine di Lourdes

      • martedì 7 febbraio 2012, sesto giorno
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  • E benedetto il frutto del tuo grembo, Gesù!
E benedetto il frutto del tuo grembo, Gesù!: In Te dimora Colui, che la terra e il cielo non possono contenere, la Parola fatta carne, il Figlio eterno, il nostro Salvatore. Tu sei l'arca dell'alleanza, perché Tu porti il Dio fatto uomo per noi. Come l'arca fu custodia ai rotoli della Legge, così nel Tuo grembo è presente la Torah fatta carne, il Benedetto, che del Tuo grembo è frutto.

Tu, terreno d'avvento, sei la casa d'oro, preziosa più di ogni bene prezioso, scrigno dell'Altissimo, divenuto piccolo in Te per un arcano disegno d'amore. Abitata da Lui, lo irradi nella gioia: «Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo» (Luca 1,44). La Tua voce è fonte di letizia, perché la Parola uscita dall'eterno Silenzio - nascosta nella notte del Tuo grembo - vi risuona come eco profonda, grazia che si irradia, luce che viene nelle tenebre e le illumina dell'infinita bellezza di Dio.

Tu, benedetta, porti il Benedetto, e la Tua visita è fonte di grazia e di benedizione, presenza dell'Eterno venuto a fare di Te l'arca del Suo avvento, la tenda umile e gloriosa della Sua dimora fra gli uomini. Tenero è l'amore che da Te raggiunge Elisabetta e il Bambino in lei, amore che da gioia. Attento è lo sguardo del Tuo cuore, che guidato dall'Amato avverte il desiderio e l'attesa dell'altrui bisogno e corre in fretta sui monti a portare il conforto della gioia e a compiere gli umili gesti dell'amore, sollecito e concreto nel donarsi. Quanto il trasporto dell'arca aveva annunciato e promesso, in Te si compie: come Davide aveva fatto «salire l'arca di Dio, sulla quale si proclama il nome del Signore degli eserciti», così Tu sali sui monti d'Israele e benedetto è Colui che Tu trasporti. E come «l'arca del Signore rimase tre mesi nella casa di Obed-Edom e il Signore benedisse lui e tutta la sua casa» (2 Samuele 6,11), così Tu rimani tre mesi accanto a Elisabetta e sei presenza di grazia e di benedizione per la sua casa, come per ogni casa in cui Tu venga benedetta e benedetto sia il frutto del Tuo grembo, Gesù.
  • monsignor Bruno Forte
      • Ave, o Maria,
        piena di grazia:
        il Signore è con Te!

        Tu sei benedetta fra le donne
        e benedetto è il frutto del Tuo seno, Gesù.

        Santa Maria, Madre di Dio,
        prega per noi peccatori:
        adesso e nell’ora della nostra morte. Amen

        ...Tu sei presenza di grazia e di benedizione per ogni casa in cui Tu venga benedetta e benedetto sia il frutto del Tuo grembo, Gesù!
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Messaggio da miriam bolfissimo » mer feb 08, 2012 8:44 am

ImmagineNovena alla Beata Vergine di Lourdes

      • mercoledì 8 febbraio 2012, settimo giorno
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  • Santa Maria
Santa Maria: così Ti invochiamo, Madre, facendo nostro lo stupore con cui la Madre del Battista riconobbe in Te il mistero di grazia, compiuto in Te dal Santo, Dio benedetto in eterno: «A che cosa devo che la madre del mio Signore venga a me?» (Luca 1,43).

Tu sei santa, perché «separata per Dio», tutta Sua, Suo possesso e gioia e dimora. Tu sei santa, perché separata fra gli uomini, benedetta fra tutte le donne, non per un privilegio che Ti allontani da noi, ma per un dono, che Ti rende a noi più vicina, Madre nostra, Madre dei peccatori. Tutta Santa, Tu sei riflesso purissimo della divina bellezza, frammento in cui il Tutto dell'amore dei Tre ha abitato fra noi. Il Padre, sorgente e meta di ogni santità, Ti ha scelto dall'eterno, inviando a Te l'Angelo dell'annuncio: «Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria» (Luca 1,26-27). Il Figlio dimorò nel Tuo grembo, sì che Tu fosti Santa, custodia del Santo: «Colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio» (Luca 1,35).

Lo Spirito Santo venne a coprirTi della Sua ombra, per realizzare in Te le meraviglie della santità divina: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra» (Luca 1,35). Il Dio tre volte santo Ti ha avvolta nel Suo grembo per fare di Te, ricolma della Sua santità, il grembo dell'Eterno entrato nel tempo. Perciò, a Te rivolgiamo l'invocazione del cuore, la struggente speranza di essere santi, nonostante il male che devasta la terra e le nostre colpe, fragilità e paure: Santa Maria, prega per noi!
  • Madre di Dio
Madre di Dio: tale Ti riconobbe Elisabetta, raggiunta dalla grazia che si irradiava da Te: «A che devo che la madre del mio Signore venga a me?» (Luca 1,43). Tale Ti confessò la fede della Chiesa, acclamandoTi Madre del Figlio venuto nella carne, che resta eternamente presente nel seno del Padre, Dio vero da Dio vero anche nel suo agire da uomo, Lui, nato da Te, uomo vero che «ha lavorato con mani d'uomo, ha pensato con mente d'uomo, ha agito con volontà d'uomo, ha amato con cuore d'uomo... uno di noi, in tutto simile a noi fuorché nel peccato» (Gaudium et Spes 22).

Madre del Figlio Tu sei la nostra Madre, di noi resi in Lui figli dell'unico Padre celeste. Madre del Re, cui i Magi da Oriente offrono il tributo regale, Tu sei la Regina della terra e del cielo. Tu, l'umile accanto a Lui, tesa a celebrare unicamente la gloria dell'Altissimo, che è la salvezza degli uomini, Tu sei la nostra Signora. Madre di Colui, che volle consegnarsi alla morte per noi, feriti dal peccato e soggiogati dal male, Tu sei la Madre dei peccatori, che teneramente riconduci a Dio, indicando a tutti la via della fede che salva nell'obbedienza docile e pronta al Redentore dell'uomo: «Qualsiasi cosavi dica, fatela» (Giovanni 2,5).

Madre e Regina, Signora e Donna della nostra speranza, noi Ti invochiamo: «Vergine Madre, figlia del tuo Figlio, / umile e alta più che creatura, / termine fisso, d'eterno consiglio, / tu sei colei che l'umana natura, / nobilitasti sì, che il suo Fattore / non disdegnò di farsi sua fattura. / Nel ventre tuo si raccese l'amore, / per lo cui caldo nell'eterna pace / così è germinato questo fiore. / Qui sei a noi meridiana face / di cantate, e giuso, intra mortali, / sei di speranza fontana vivace. / Donna, sei tanto grande e tanto vali, / che qual vuoi grazia, e a te non ricorre, / sua disianza vuoi volar sanz'ali. / La tua benignità non pur soccorre / a chi domanda, ma molte fiate / liberamente al dimandar precorre. / In te misericordia, in te pietate, / in te magnificenza, in te s'aduna / quantunque in creatura è di bontate» (Dante Alighieri Paradiso, Canto XXXIII, 1-21).
  • monsignor Bruno Forte
      • Ave, o Maria,
        piena di grazia:
        il Signore è con Te!

        Tu sei benedetta fra le donne
        e benedetto è il frutto del Tuo seno, Gesù.

        Santa Maria, Madre di Dio,
        prega per noi peccatori:
        adesso e nell’ora della nostra morte. Amen

        ...a Te rivolgiamo l'invocazione del cuore, la struggente speranza di essere santi, nonostante il male che devasta la terra e le nostre colpe, fragilità e paure: Santa Maria, prega per noi!
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Messaggio da miriam bolfissimo » gio feb 09, 2012 9:59 am

ImmagineNovena alla Beata Vergine di Lourdes

      • giovedì 9 febbraio 2012, ottavo giorno
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  • Prega per noi, peccatori
Prega per noi, peccatori: davanti a Te, Vergine dell'ascolto, Madre del Bell'Amore e Sposa dell'alleanza, ci sentiamo attratti alla preghiera del cuore. Al Tuo confronto avvertiamo più grande il peso dei nostri peccati, noi impuri davanti a Te, splendente di bellezza e trasparente di luce. Alla Tua intercessione ci affidiamo, poveri peccatori quali siamo, perché Tu, la Tutta Santa, ci ottenga da Dio il perdono ed Egli volga il Suo sguardo misericordioso su noi, feriti dal peccato ed ammaliati dal male: «Sotto la tua protezione troviamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta» (Sub Tuum presidium).

In Te confidiamo, come chi sa quanto la Madre Regina sia ascoltata dal Figlio amato, e la Donna dell'alleanza da Colui che è il Padre, creatore e signore del cielo e della terra. Lo Spirito che Ti coprì con la Sua ombra grida in noi con gemiti inesprimibili e fa salire dal profondo del cuore l'invocazione all'Abbà, il Padre dalla tenerezza materna, il Dio dalle viscere di misericordia infinita.

Con Te ci rifugiamo nella divina ombra, e anche noi gemiamo e invochiamo, rivolgendoci a Te con la confidenza dei figli e l'umile confessione dell'impotenza che spera: «Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è inteso mai al mondo che alcuno sia ricorso al tuo patrocinio, abbia implorato il tuo aiuto, abbia chiesto la tua protezione e sia stato abbandonato. Animato da tale confidenza, a te ricorro, o Madre, o Vergine delle vergini, a te vengo e innanzi a te, peccatore contrito, mi prostro. Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie suppliche, ma propizia ascoltami ed esaudiscimi» (san Bernardo, Memorare).
  • monsignor Bruno Forte
      • Ave, o Maria,
        piena di grazia:
        il Signore è con Te!

        Tu sei benedetta fra le donne
        e benedetto è il frutto del Tuo seno, Gesù.

        Santa Maria, Madre di Dio,
        prega per noi peccatori:
        adesso e nell’ora della nostra morte. Amen

        ...alla Tua intercessione ci affidiamo, poveri peccatori quali siamo, perché Tu, la Tutta Santa, ci ottenga da Dio il perdono!
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Messaggio da miriam bolfissimo » ven feb 10, 2012 8:21 am

ImmagineNovena alla Beata Vergine di Lourdes

      • venerdì 10 febbraio 2012, nono giorno
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  • Adesso e nell'ora della nostra morte
Adesso e nell'ora della nostra morte: ci rivolgiamo a Te, Santa Maria, adesso, in ogni "adesso" della nostra vita. Nel pellegrinaggio del tempo, che porta ai pascoli eterni di Dio, non c'è istante in cui la Tua protezione materna non ci sia necessaria. Ti preghiamo, perciò, consapevoli di poter essere con Te vincitori del male, con Te custoditi nell'amicizia del Figlio, avvolti con Te dall'amore del Padre, come Te coperti dall'ombra dello Spirito.

Ad un "adesso" guardiamo poi con trepidazione speciale: quello della nostra ultima ora, quando - attesa o inaspettata - «sorella nostra morte corporale» verrà a visitarci. Davanti all'ultimo silenzio, nel buio della soglia, avremo più che mai bisogno di Te, che possa accompagnarci come facesti restando ai piedi della Croce nell'ora della morte del Tuo Figlio, addolorata Madre dei dolori: «Donna de Paradiso, / lo tuo Figliolo è preso / Gesù Cristo beato... O figlio, figlio, figlio, / figlio, amoroso giglio! / Figlio, chi da consiglio / al cor me' angustiato?» (Jacopone da Todi).

Tu conoscesti il muto dolore dell'addio, eppure conservasti la fede nel silenzio di desolazione e di morte del Tuo sabato santo: prega per noi allora, nel tempo della vita che si spegne, restandoci vicina con la Tua tenerezza di Madre, e sostieni la nostra fede debole, il nostro amore umile e la speranza, che sia più forte della morte. «Salve, Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A Te ricorriamo, esuli figli di Eva; a Te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!».
  • Amen
Amen! Gesù Cristo è «l'Amen, il Testimone degno di fede e veritiero» (Apocalisse 3,14), in cui «tutte le promesse di Dio sono "sì". Per questo attraverso di lui sale a Dio il nostro "Amen" per la sua gloria» (2Corinzi 1,20). Accanto a Lui ci sei Tu, la Madre, la donna dell'«eccomi», che hai detto «amen» con la Tua vita intera al misterioso disegno divino, preferendo che una spada Ti trapassasse l'anima, piuttosto che allontanarti anche per un solo istante dal "sì" d'amore consegnato all'Angelo.

Unito al Tuo, il nostro Amen diventa uno con quello del Figlio: e le promesse in Lui realizzate, per la forza di questo stesso Amen, vengono a compiersi nella nostra vita. Con Te, Maria, avremo bisogno di meditarle ancora, di scrutarle nel cuore, di scoprirne i segni e gli inizi nelle opere e nei giorni del nostro cammino. Con Te, Santa Madre di Dio, avanzeremo nella notte, illuminata la strada dalla sola fiamma della fede.

A Te guarderemo, Donna della speranza, in cui si è compiuto in maniera perfetta il destino più alto di ognuno di noi, E il Tuo silenzio sarà custodia del nostro povero amore. Oggi e sempre con Te diremo: Amen, dolce Vergine dell'ascolto, Amen, Madre dell'Amore che non passa, Amen, Sposa bella che porti nel mondo il dono e la promessa dell'eterna bellezza di Dio. Amen, Santa Maria!
  • monsignor Bruno Forte
      • Ave, o Maria,
        piena di grazia:
        il Signore è con Te!

        Tu sei benedetta fra le donne
        e benedetto è il frutto del Tuo seno, Gesù.

        Santa Maria, Madre di Dio,
        prega per noi peccatori:
        adesso e nell’ora della nostra morte. Amen

        ...unito al Tuo, il nostro Amen diventa uno con quello del Figlio: e le promesse in Lui realizzate, per la forza di questo stesso Amen, vengono a compiersi nella nostra vita!
      Immagine
...con tutto il mio piccolo cuore ♥
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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Messaggio da miriam bolfissimo » sab feb 11, 2012 8:18 am

Immaginesabato 11 febbraio 2012

      • giorno di festa e gioia in onore della Beata Vergine di Lourdes
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  • Maria, tu sei apparsa a Bernadette nella fenditura di questa roccia.
    Nel freddo e nel buio dell’inverno, hai fatto sentire il calore di una presenza, la luce e la bellezza.
    Nelle ferite e nell’oscurità delle nostre vite, nelle divisioni del mondo dove il male è potente, porta speranza e ridona fiducia!

    Tu che sei l’Immacolata Concezione, vieni in aiuto a noi peccatori.
    Donaci l’umiltà della conversione, il coraggio della penitenza.
    Insegnaci a pregare per tutti gli uomini.

    Guidaci alle sorgenti della vera Vita.
    Fa’ di noi dei pellegrini in cammino dentro la tua Chiesa.
    Sazia in noi la fame dell’Eucaristia, il pane del cammino, il pane della Vita.

    In te, o Maria, lo Spirito Santo ha fatto grandi cose:
    nella sua potenza, ti ha portato presso il Padre, nella gloria del tuo Figlio, vivente in eterno.
    Guarda con amore di madre le miserie del nostro corpo e del nostro cuore.

    Splendi come stella luminosa per tutti nel momento della morte.
    Con Bernadette, noi ti preghiamo, o Maria, con la semplicità dei bambini.
    Metti nel nostro animo lo spirito delle Beatitudini.
    Allora potremo, fin da quaggiù, conoscere la gioia del Regno e cantare con te: Magnificat!

    Gloria a te, o Vergine Maria, beata serva del Signore,Immagine
    Madre di Dio, Tempio dello Spirito Santo! Amen!
Con tutto il mio piccolo ♥
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun feb 13, 2012 9:14 am

  • ImmagineSe vuoi…
Ho appena salutato un gruppo di ragazzi che ogni lunedì vengono in casa mia per pregare i Vespri. Hanno sfidato il vento gelido di questa sera, qualcuno arriva dall'allenamento ancora con i capelli bagnati, altri sono appena riemersi dai libri di fisica o di filosofia. Mi piace pregare insieme a loro, recitare i salmi sottovoce e sentirmi dentro un unico respiro che raccoglie desideri, sogni, sofferenze per portarle - insieme - davanti al Padre.

Dopo la guarigione della suocera di Pietro, la liturgia ci propone l'incontro di Gesù con l'innominato lebbroso. Il libro del Levitico (Lv 13,45-46) lo dice chiaramente: il lebbroso è un impuro, è uno da tenere alla larga, è l'emarginato per eccellenza del mondo giudaico. Quell'uomo è per tutti un intoccabile. Sì, per tutti. Tranne che per Gesù.

Molto interessante è la richiesta del lebbroso, perché è coraggiosa e timida allo stesso tempo: "Se vuoi, tu puoi guarirmi!". Egli supera la barriera sociale che gli era rigidamente imposta perché si vuole mettere in relazione con Gesù. Dentro di sé ha un desiderio e vuole portarlo davanti al Nazareno, ma allo stesso tempo sembra quasi che non voglia disturbarlo. La sua richiesta è in punta di piedi: "Se vuoi…".

Forse il lebbroso pensa che incontrare Gesù sia un privilegio di pochi, ma la buona notizia del Vangelo di Gesù capovolge radicalmente questo criterio di merito e innesta nella vita del discepolo la certezza della gratuità. Per poter gustare la compagnia di Gesù non serve la "tessera punti" delle buone azioni, ma la libertà di lasciarsi amare e raggiungere dal Suo amore trasformante.

Proprio in questo contesto, per la prima volta, l'evangelista Marco parla della compassione di Gesù: è davanti alla richiesta cruda del lebbroso che Gesù svela la sua tenerezza. Il volto di Dio annunciato dal Nazareno è quello di un Padre che si lascia turbare, coinvolgere, appassionare e ferire. Che meraviglia! Buona settimana
  • don Roberto Seregni
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun feb 20, 2012 12:21 pm

Immagine Mio grande Cuore, sono questi i giorni preziosi dedicati a Te Crocifisso: un’anticipo di Quaresima nel chiasso di un carnevale che dura tutto l’anno... sostare davanti a Te crocifisso e Santissimo Sacramento: quale consolazione!

Immagine

...sì, se Tu lo vuoi, puoi guarirmi: Tu conosci la mia infermità che mi impedisce di vedere la Tua Luce, di ascoltare col cuore la Verità che Tu sei, di camminare sulla Tua Via, di risorgere in Te Vita... Tu conosci la mia miseria, Tu, se lo vuoi, puoi guarirmi... mio grande Cuore, sono qui ai tuoi piedi: voglio amare Te, chiedo forza a Te: dono questo mio piccolo cuore a Te... accoglimi, perdonami, la tua grazia invoco su di me... liberami, guariscimi e in Te risorto per sempre io vivrò...

...con tutto il mio piccolo ♥
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Messaggio da miriam bolfissimo » lun feb 20, 2012 12:24 pm

  • ImmagineAlzati
É la terza domenica di fila che la liturgia ci fa meditare un racconto di guarigione, ma questa volta ci sono due novità: la presenza di un gruppo di "oppositori" e il tema del perdono dei peccati.

Per quanto riguarda la prima novità, questo brano è il primo di cinque testi che vengono chiamati "le controversie" di Gesù (cfr. Mc 2,1-3,6). Domande, obiezioni e mormorazioni degli avversari portano il Rabbì ad una progressiva rivelazione di se stesso, mentre i farisei e gli erodiani giungono alla decisione sulla fine che toccherà al Nazareno (Mc 3,6).

La seconda novità che l'evangelista introduce in questo brano è molto interessante. Al centro della narrazione non c'è la guarigione fisica del paralitico calato dal tetto, ma il perdono dei peccati. Un perdono non chiesto, forse nemmeno preso lontanamente in considerazione. I quattro amici - grandissimi! - forse si aspettavano una guarigione prodigiosa operata da Gesù, ma di certo non la solenne dichiarazione sul perdono dei peccati per il proprio amico.

Ecco il cuore del Maestro: il perdono, prima della guarigione! Anzi, potremmo dire che la guarigione è il segno, la prova, della potenza della Parola che perdona. Che spettacolo!

Alzati, dice Gesù. Lo dice al paralitico perdonato e rimesso a nuovo. Lo dice a me che ascolto questa parola e mi faccio ancora trascinare sul lettuccio delle mie infermità.

Alzati, coraggio, prendi in mano la tua vita! Il Maestro ti vuole dinamico, pronto. C'è un cammino da fare, insieme.

Alzati! Non vedi quante ragnatele sulla tua speranza? E dov'è finito lo slancio di un tempo?

Alzati! Riprendi vita, abbandona il tuo lettuccio e segui il maestro. Dove ti porterà non puoi saperlo, ma di certo Lui sarà sempre con te.

Alzati, coraggio! Non perdere tempo!

Buona settimana
  • don Roberto Seregni
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Messaggio da miriam bolfissimo » mer feb 22, 2012 2:50 pm

Immagine Mio grande Cuore, oggi mercoledì delle ceneri, giorno di inizio del tempo prezioso della quaresima: con le parole di gregorio di nazianzo...
  • Mi sono ingannata, mio Cristo, nel confidare troppo in me.
    Mi sono inorgoglita e sono precipitata gravemente.

    Ma tu, rialzami ancora: mi sono resa conto di ingannare me stessa.
    Se ancora mi innalzerò, di nuovo potrei cadere: in una caduta davvero fatale.

    Se tu mi accogli! Altrimenti sono finita...
...con tutto il mio piccolo ♥
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