INFORMAZIONI DA MEDJUGORJE fino al 2006

A cura di Silvia da Medjugorje

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07/09/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 8:19 pm

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07.09.2005 In bicicletta da Colonia a Medjugorje

Al termine della Giornata mondiale della Gioventù a Colonia, due giovani studenti parigini - Hugues-Marie de Couesnongle ed Arnaud Villemain – hanno intrapreso un pellegrinaggio a Medjugorje in bicicletta. Le testimonianze ispirate dei loro amici li hanno motivati. Quali Scouts, amanti dell’avventura ed della vita nella natura, hanno voluto unire l'esperienza spirituale allo sforzo fisico ed hanno scelto le biciclette. Il viaggio è durato tre settimane. Rimarranno due giorni a Medjugorje e torneranno in bus a Parigi per continuare i loro studi.

fonte originale: INFORMATIVNI CENTAR "MIR" MEDJUGORJE
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07/09/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 8:22 pm

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07.09.2005 Un Vescovo brasiliano a Medjugorje
Mons. José Luís Azcona Hermoso, O.A.R., membro dell’Ordine degli Agostiniani, Vescovo della Diocesi di Marajó (Para) Brasile, è in pellegrinaggio privato a Medjugorje. Questa è la sua prima visita in questo luogo. Le persone che si sono convertite a Medjugorje hanno ispirato il suo pellegrinaggio. Mons. Azcona Hermoso ha visitato il Santuario, i luoghi di preghiera e l’Ufficio Parrocchiale, dove è rimasto in prolungata conversazione con il Parroco ed i Francescani.

Mons. Azcona Hermoso, è stato ordinato Sacerdote nel 1963 e Vescovo nel 1987, quando è stato nominato Vescovo della Prelatura territoriale di Marajó. (intervista: in preparazione).

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08/09/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 8:23 pm

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08.09.2005 Un arcivescovo italiano a Medjugorje

Mons. Bruno Tommasi, arcivescovo pensionato di Lucca (Italia) è al suo secondo pellegrinaggio a Medjugorje. Mons Tommasi ha visitato il Santuario, i luoghi di preghiera ed ha passato ore nel confessionale, sentendo le confessioni dei pellegrini italiani. Ha anche visitato l'ufficio parrocchiale in cui ha avuto una conversazione prolungata con il parroco e gli altri francescani.

Mons. Tommasi è stato ordinato prete nel 1958 e vescovo nel 1983. E' stato incaricato delle diocesi di Pontremoli, Apuania, Massa Carrara-Pontremoli e Lucca. Si è ritirato dal gennaio del 2005.

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09/09/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 8:25 pm

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09.09.2005 Dalla Polonia a Medjugorje a piedi

Krzysztof Guca, 31 anni, di Torun (Polonia), è arrivato a Medjugorje dopo 57 giorni di cammino. Egli crede che qui appaia la Gospa e pensa che Medjugorje sia la continuazione di Fatima. Il suo pellegrinaggio è un voto che ha fatto. Durante il cammino egli ha pregato per i suoi amici, per la Chiesa, per i Sacerdoti, per le famiglie e per il suo Paese. Egli ha offerto la sua fatica per queste intenzioni. Prima di iniziare questo pellegrinaggio, ha chiesto la Benedizione del suo Vescovo. Una Benedizione scritta datagli dal suo Vescovo gli ha aperto le porte di molte parrocchie nei Paesi che ha attraversato. Egli conserva anche un diario firmato da coloro che lo hanno accolto nel suo viaggio. Ha fatto più di 1720 Km. Il suo viaggio gli ha ricordato un ponte sopra un abisso: passo dopo passo, giorno dopo giorno. Krzysztof Guca ha fatto anche un pellegrinaggio a Fatima a piedi: ha fatto 4000 km in 4 mesi.

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12/09/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 8:27 pm

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12.09.2005 Solennità dell’esaltazione della Santa Croce

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Nella parrocchia di Medjugorje, la Solennità dell’esaltazione della Santa Croce viene celebrata per tradizione la prima domenica dopo la festività della Natività di Maria.

In onore dell'Anno Santo di Resurrezione 1933/34, ispirato dal loro parroco Fra Bernardin Smoljan, i parrocchiani hanno costruito sul monte al di sopra di Medjugorje una Croce monumentale, alta 8.5 metri e larga 3.5. Reliquie della vera croce di Gesù, ricevute da Roma per l'occasione, sono state incluse nella croce stessa.

Il 16 marzo 1934, la prima santa messa è stata celebrata ai piedi della Croce. Nel mese di settembre del 1935, il Vescovo Alojzije Misic ha decretato che ogni anno, in occasione della solennità dell’esaltazione della Santa croce, venisse celebrata lì la santa Messa. Fino al 1981, questa fu una festività per i parrocchiani e per gli amici dei villaggi vicini, ma dal 1981 si è trasformata in una festività per i pellegrini da ogni dove.

Durante l’intera settimana che precede la festività la Croce viene illuminata con centinaia di luci, che annunciano l’approssimarsi della celebrazione. (Per altre informazioni sul Krizevac vedere sotto: “Guida al Santuario”)

Anche quest’anno, numerosi pellegrini locali e stranieri sono venuti a Medjugorje a venerare la gloriosa Croce di Cristo. Un gran numero di pellegrini è venuto al Santuario a piedi durante la notte e nelle prime ore del mattino. Alle 10.30 è iniziata la preghiera del Rosario, guidata dai francescani di Medjugorje. Alle 11, ai piedi della Croce, è cominciata la Santa Messa celebrata da Fra Branimir Musa, superiore del Monastero di Siroki Brijeg. Hanno concelebrato 61 sacerdoti locali e stranieri. Fra Gabriel Mioc ha guidato il canto.

Per coloro che non hanno potuto arrampicarsi sulla Montagna della Croce, c’è stata una Santa Messa solenne nella chiesa parrocchiale a mezzogiorno. E’ stata celebrata da Fra Tomislav Pervan. Il riassunto dell’omelia è stato tradotto in tedesco, francese, inglese ed italiano.

La Santa Messa serale, presso l’altare esterno, è stata celebrata da Fra Ljubo Kurtovic.

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13/09/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 8:28 pm

13.09.2005 Testimonianza: Mons. José Luís Azcona Hermoso, O.A.R.

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Mons. José Luís Azcona Hermoso, O.A.R., Religioso Agostiniano, nato a Pamplona in Spagna, Vescovo della Diocesi di Marajó, area di missione in Brasile, è stato in pellegrinaggio privato a Medjugorje per la Festa della Natività di Maria.

E’ stato ordinato Sacerdote a Roma dove ha conseguito il Dottorato in Teologia Morale. E’ stato due volte Provinciale dell’Ordine Agostiniano e, dal 1987, è Vescovo nell’area amazzonica. La Diocesi-Prelatura di Marajó è grande quanto il Portogallo. Ci sono circa 260.000 abitanti e tra essi circa 230.000 Cattolici, ma solo 15 Sacerdoti.

Alla domanda su quando e come avesse sentito parlare di Medjugorje Mons. Azcona ha risposto: “Conosco persone del Nord del Brasile, professori ed industriali, che erano atei e si sono convertiti a Medjugorje circa 15 anni fa. Ora essi vanno a Messa ogni giorno e sono molto attivi nella Chiesa. C’è una grande differenza tra i pellegrini che vengono qui e quelli che vanno in qualche altro luogo. L’esperienza di Medjugorje è un’esperienza di conversione. Di altri posti i pellegrini parlano in modi diversi. Qui le vite vengono cambiate. Ho visto l’autenticità delle conversioni di Medjugorje. La ragione della mia venuta, la mia speranza, e la grazia che desidero ricevere qui è la mia conversione personale, l’approfondimento della mia conversione personale”.

Riguardo alla sua posizione su Medjugorje e sui messaggi della Gospa, Mons. Azcona ha detto: “Penso che il primo messaggio sia la conversione. Tutto deriva dalla conversione: la trasformazione della società, la pace con Dio, coi nostri vicini, con la natura, con l’ambiente. La vita eterna. Gesù viene, prepariamo noi stessi! Come Sacerdote, come Vescovo, successore degli Apostoli, desidero dire: Miei cari Cattolici, prendete con forza e con gioia la Croce di Gesù perché in Lui c’è la salvezza e la gioia. La Gospa desidera questo da tutti noi. Il Concilio ci dice che la vera devozione alla Madonna guida a Gesù, Gesù crocifisso, e così all’amore ed al Padre”.

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15/09/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 8:30 pm

15.09.2005 Sesto seminario internazionale per le coppie sposate

Il Sesto seminario internazionale per le coppie sposate si svolgerà presso il nuovo salone a Medjugorje dal 26 al 29 ottobre 2005. Il tema del seminario è: “Il dialogo in famiglia –come educare i figli?” Il contributo spese al seminario è di € 40 per coppia. E’ possibile inviare le proprie adesioni al seguente indirizzo e-mail: seminar.marija@medjugorje.hr, oppure per fax: +387-36-651-999 (per Marija Dugandzic). Il numero dei partecipanti è limitato per esigenze di spazio; pertanto vi esortiamo ad inviare le vostre adesioni quanto prima ed al più tardi entro la fine di settembre. Inoltre invitiamo tutte le coppie che parteciperanno al seminario a trovarsi un alloggio a Medjugorje. (Vedere anche: Incontri internazionali)

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16/09/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 8:31 pm

16.09.2005 Un Vescovo dalla Papua Nuova Guinea in pellegrinaggio privato a Medjugorje

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Mons. Hermann Raich, S.V.D., Vescovo di Wabag (Papua Nuova Guinea), è stato per la terza volta in pellegrinaggio privato a Medjugorje dal 12 al 15 Settembre 2005. Era accompagnato dal prelato Johannes Gamperl, e da una suora dell’ospedale “Marienkrankenhaus Stift Vorau”. Questo pellegrinaggio è stato organizzato dall’associazione “Gebetsaktion Medjugorje-Wien”. Mons. Raich, che viene dall’Austria, è stato ordinato Sacerdote nel 1962 e Vescovo nel 1982. Qui a Medjugorje ha visitato i luoghi di preghiera e l’Ufficio Parrocchiale, dove ha conversato con i Francescani.

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19/09/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 8:33 pm

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19.09.2005 Un Vescovo Melchita dall’Australia e Nuova Zelanda in pellegrinaggio privato a Medjugorje



Mons. Issam John Darwish, BSO, DD, eparca della Chiesa Cattolica Melchita di Australia e Nuova Zelanda, è stato in pellegrinaggio privato a Medjugorje dal 12 al 19 Settembre 2005. Mons. Darwish è stato ordinato Sacerdote nel 1972 e Vescovo nel 1996. E’ venuto a Medjugorje con un gruppo di pellegrini della sua Diocesi con i quali ha regolarmente celebrato qui la Liturgia secondo il Rito Bizantino. Egli concepisce questo pellegrinaggio come un ritiro mariano. Mons. Darwish ha visitato i luoghi di preghiera e ha incontrato il Parroco e i Francescani di Medjugorje nell’Ufficio Parrocchiale.

Subito prima di venire a Medjugorje Mons. Darwish ha visitato, a Castelgandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI. Ha detto al Papa che sarebbe venuto in pellegrinaggio a Medjugorje. Benedetto XVI ha risposto: “Molto bene, che Dio la benedica e l’accompagni”. (Intervista: in preparazione).

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22/09/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 8:35 pm

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Testimonianza: Mons. Domenico Pecile, Vicario della Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma

Mons. Domenico Pecile, Vescovo Emerito di Latina, attualmente Vicario della Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, è venuto in pellegrinaggio privato a Medjugorje nell’Agosto 2005. E’ stato ordinato Vescovo nel 1984 ed è Emerito dal 1998. Questa è la sua testimonianza:

“Ho sentito parlare di Medjugorje per la prima volta all’inizio delle apparizioni della Madonna. Fin dall’inizio ero interessato positivamente a questi eventi. In generale, riguardo a questo tipo di eventi, la mia attitudine personale è sempre venire e vedere personalmente, osservare l’evento. Così, alcuni anni dopo l’inizio delle apparizioni a Medjugorje, sono venuto qui con altre due persone. Mi sono presentato come Vescovo solo al Parroco di Medjugorje. Ho concelebrato insieme agli altri Sacerdoti, come uno di loro. Questa mia prima visita a Medjugorje è rimasta impressa nel mio cuore. Qualcosa dentro di me mi diceva che era impossibile che questi eventi non fossero autentici. Ho avuto l’opportunità di tornare due anni fa.

Nella storia della Chiesa la Madonna è intervenuta molte volte perché lei ama l’umanità e perché Dio stesso l’ha mandata per ricordarci il Suo Amore. Ho sentito profondamente in me, specialmente durante la mia seconda visita due anni fa, precisamente questo: l’amore di Dio! Gesù Cristo è colui che manda la Madonna. Gesù, che lei chiama suo Figlio. A volte, mi piacerebbe dire al Signore: “Signore, vieni tu stesso a noi!”. Ma lui manda la Madonna. In un certo senso noi siamo più aperti e più pronti ad accogliere lei. Ci sentiamo meno distanti da lei, perché lei non è soltanto nostra Madre, ma anche nostra Sorella. A causa della mia responsabilità come Vescovo della Chiesa Cattolica, sono venuto personalmente per vedere se questo evento è reale, se è accettabile. Dalla prima volta che sono venuto a Medjugorje la mia convinzione è che questi eventi sono autentici.

Medjugorje è una realtà. Io lo vedo come un luogo che ha ricevuto un grande dono. La Madonna viene qui, come è venuta in tanti altri posti e forse in futuro lei andrà in qualche altro posto. Non è né strano né misterioso che la Madonna appaia. Lei appare sempre per aiutarci a tornare a Dio. Questa volta, qui a Medjugorje, la Madonna viene in un modo molto potente, un modo particolare, diverso dalle altre sue venute. E’ impossibile non vedere qui il Signore nostro Dio. Impossibile! Sono venuto qui per pregare la Madonna, per sentire la sua presenza, non solo perché ne sento il bisogno, ma perché questo mi da una consolazione sul cammino, una forza per continuare, per camminare con una ragione in più, con la convinzione che Dio veramente ama tutti noi.

Gradualmente ho conosciuto tutti i veggenti. La mia impressione è che queste persone abbiano ricevuto un grande dono, ma non lo mettono in mostra. Sono semplici, persone normali come chiunque altro. Bisogna parlare con loro per capire che hanno ricevuto una grazia speciale e ciò mi piace molto. Quando sono venuto per la prima volta a Medjugorje ho incontrato Jakov, il più giovane di loro. Ho parlato con lui nel giardino vicino alla sua casa. Ho visto questo giovane semplice, gli ho fatto alcune domande e lui mi ha risposto. Qualcuno potrebbe forse dire che lui non ha nessuna educazione superiore, ma io ho visto il contrario: è stato molto preciso nelle sue risposte, confessando la sua fede e custodendo nel suo cuore il dono che ha ricevuto, senza metterlo in mostra in nessun modo particolare. Ho avuto la stessa impressione ogni volta che ho incontrato qualcuno di loro. Parlano con grande chiarezza. Hanno grandi doni nei loro cuori. E’ impossibile per noi anche solo immaginare cosa c’è nei loro cuori, nelle loro vite, e tutto è così semplice. Secondo la mia opinione, proprio questa è la cosa più forte. Ho l’impressione che Dio voglia che loro compiano la missione che lui chiede loro, senza metterlo in mostra esteriormente. Loro sono nostri fratelli, persone come ognuno di noi ed essi non mettono in mostra il dono speciale che Dio ha dato solo a loro. Si sentono semplicemente portatori di un messaggio, un messaggio di cui anche loro stessi hanno bisogno. Ecco come li vedo.

Negli altri luoghi di pellegrinaggio dove la Madonna è apparsa sono avvenuti alcuni miracoli e questo è meraviglioso. Ma qui, per un tempo così lungo, la Madonna sta dando messaggi, sta continuando a parlare. Vorrei dire che qui la Madonna continua a parlare all’umanità. Non lo sta facendo dal pulpito ma come una Madre. Coloro che vogliono ascoltare e obbedire ascoltano, coloro che non vogliono non ascoltano. La Madonna sta continuando a parlare qui. Penso che questo sia perché il tempo nel quale viviamo è potente e importante come nessun altro tempo prima. Nel nostro tempo la Madonna sta osservando come Madre, sta guardando la nostra realtà e viene per aiutarci a pensare di nuovo al nostro cammino di vita e al mondo in cui viviamo.

Quando leggiamo i messaggi, possiamo discernere se ci possono aiutare, se sono in armonia con l’insegnamento della Chiesa Cattolica. Ora, questo è perfetto! I messaggi sono semplici, così che tutti possono capirli e sono perfettamente in accordo con la verità del Vangelo e l’insegnamento della Chiesa.

I pellegrini che vengono a Medjugorje non vengono a fare una visita, ma a incontrare la Madonna che parla loro attraverso i suoi messaggi. La Madonna parla ai loro cuori se essi sono aperti ad ascoltare in preghiera. Se preghi qui, se vieni qui in silenzio e tenti di capire la tua vita, se preghi e approfondisci la tua vita Cristiana, accade qualcosa di grande e di buono per l’umanità.

In questi giorni, ero molto gioioso e glorificavo Dio. Ho gioito specialmente ascoltando le Confessioni. A Medjugorje ascoltare le Confessioni è un’esperienza straordinaria. Qui sta accadendo qualcosa di speciale, è differente da qualsiasi altro posto. I penitenti sono coscienti dei loro peccati. Sono coscienti del fatto che il peccato è il vero male del mondo e non è così facile giungere a tale comprensione. Questo è uno dei più bei frutti di Medjugorje.

Nelle Celebrazioni Eucaristiche ho visto qualcosa di straordinario: i pellegrini erano attenti, concentrati, anche se la Santa Messa veniva celebrata nel salone delle conferenze. Niente li poteva distrarre, sperimentavano qualcosa di profondo dentro di loro. La presenza del mistero può quasi essere percepita anche nell’aria qui. Anche negli altri luoghi i fedeli vanno in Chiesa, ma li si vede parlare. Ma non Qui! Qui sono attenti. In tutte le nostre Chiese del mondo, dovrebbe essere come qui a Medjugorje.

Sono anche andato a un’apparizione con Ivan. Come parlare di questo? Non è facile. Non so. Dicevo alla Madonna: “Tu sei qui e questo è sufficiente per me!”.

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23/09/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 8:37 pm

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23.09.2005 Un Vescovo da Panama in pellegrinaggio privato a Medjugorje


Il Vescovo José Domingo Ulloa Mendieta, O.S.A., Vescovo ausiliario a Panama, è stato in pellegrinaggio privato a Medjugorje dal 15 al 22 settembre 2005. Mons. Ulloa è stato ordinato sacerdote nel 1983 e vescovo nel 2004. È venuto a Medjugorje con un gruppo di pellegrini della sua diocesi. Ha visitato i luoghi di preghiera e l'ufficio della parrocchia, ha incontrato il parroco ed i francescani che prestano servizio a Medjugorje. (testimonianza: in preparazione)

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24/09/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 8:39 pm

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24.09.2005 Testimonianza: Mons. Bruno Tommasi

Mons. Bruno Tommasi, Arcivescovo Emerito dell’Arcidiocesi di Lucca (Italia) è venuto, per la seconda volta in pellegrinaggio privato a Medjugorje nel Settembre 2005, in occasione della Festa della Natività di Maria. Mons. Tommasi è stato ordinato Sacerdote nel 1958 e Vescovo nel 1983. E’ stato responsabile delle Diocesi di Pontremoli, Apuania, Massa Carrara-Pontremoli e Lucca. E’ divenuto emerito nel Gennaio 2005, all’età di 75 anni.



“Molti anni fa ho conosciuto un Sacerdote e alcuni laici che erano stati a Medjugorje e che si erano trasformati interiormente, convertiti. Questo mi ha colpito. Se un luogo è in grado di trasformare, convertire le persone, significa che è un luogo di grazia. L’anno scorso ho avuto la possibilità di venire qui insieme a due Sacerdoti che mi hanno accompagnato anche quest’anno. Allora ho avuto l’occasione di conoscere Marija e quest’anno ho incontrato Vicka.

Anche se per adesso non c’è una posizione ufficiale dell’Autorità sull’autenticità di queste apparizioni, grazie all’incontro con queste persone, sono convinto che non mentono, sono sincere, ed hanno una vera esperienza di grazia.

Le apparizioni durano già da 24 anni. Credo che questo sia un evento eccezionale. Ricordo che una volta è stata posta alla Gospa una domanda riguardo a ciò. Lei ha risposto: “Vi siete già stancati?”. Queste apparizioni sono diverse da quelle di Lourdes, di Fatima o altrove. Vedremo alla fine…

Alle persone che mi pongono domande riguardo a Medjugorje dico che questo è un luogo di preghiera, un luogo in cui le persone si convertono. Per il resto attendiamo che l’Autorità Ecclesiastica responsabile emetta il suo giudizio. Penso che per il momento Medjugorje è diventato Santuario. Quindi non vedo nessun comportamento o riflessione che possa essere in contrasto con la fede. Questa è un percorso di fede, di preghiera, di penitenza. La scelta della Santissima Vergine di apparire qui, nel contesto e nel periodo comunista, è un avvenimento speciale. E’ davvero opportuno che sia apparsa qui e non altrove dove regna la libertà.

Penso che di Medjugorje si possa parlare come di uno stimolo per il rinnovamento della Chiesa. Un rinnovamento che viene dal basso, attraverso il cambiamento delle persone.

Credo che il fatto che tanti qui si confessino sia molto positivo. Nei paesi occidentali molti si comunicano, ma molto pochi si confessano. Si potrebbe dire che si è perso il sentimento del peccato e quindi anche il bisogno di andare a confessarsi.

Dobbiamo accogliere con fede i messaggi della Gospa”.

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25/09/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 8:40 pm

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25.09.2005 Un Vescovo dal Congo a Medjugorje


Mons. Stanislas Lukumwena Lumbala, O.F.M., Vescovo di Kole nella Repubblica Democratica del Congo è al suo secondo pellegrinaggio privato a Medjugorje. E’ stato ordinato Sacerdote nel 1979 e Vescovo nel 1998. Mons. Lukumwena è il primo Provinciale Francescano Africano nero nel Congo ed il primo africano nero ordinato Vescovo nel Congo. E’ venuto a Medjugorje da solo, per alcuni giorni di preghiera personale e rinnovamento spirituale. Ha trascorso lunghe ore nel Confessionale, ascoltando le Confessioni in Italiano e in Francese. Ha visitato l’Ufficio Parrocchiale dove ha parlato col Parroco e con gli altri Francescani che servono in questa Parrocchia e ha rilasciato una intervista per Radio “Mir” Medjugorje (Testimonianza: in preparazione).

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28/09/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 8:43 pm

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Testimonianza: Mons. John Darwish

Mons. Issam John Darwish, BSO, DD., Eparca della Chiesa Cattolica Melchita di Austria e Nuova Zelanda, è venuto in pellegrinaggio privato a Medjugorje dal 12 al 19 Settembre 2005. Ha celebrato a Medjugorje il 33° anniversario di Sacerdozio. E’ nato in Siria. Prima di diventare Vescovo dei Melchiti in Austria, ed in Nuova Zelanda nel 1996, ha lavorato con i bambini abbandonati in Libano.

Ecco le sue impressioni su Medjugorje:

“Domenica scorsa sono stato a Castelgandolfo con il mio gruppo di pellegrini e abbiamo pregato l’Angelus col Papa. Dopo l’Angelus sono andato a visitare il Santo Padre come era stato programmato. Per quell’incontro avevamo un programma prestabilito. Alla fine del colloquio ho pregato il Santo Padre di benedire il gruppo che l’indomani – lunedì – sarebbe andato a Medjugorje. Se avete incontrato qualche volta il Papa sapete che ha un bel sorriso. Ha sorriso con grande bontà e ha detto: “Che Dio vi protegga e benedica”.

Tra i nostri parrocchiani c’è una grande devozione verso Maria. Sono venuti da me e mi hanno chiesto di accompagnarli a Medjugorje quest’anno. Ho molto lavoro, ma ho accettato subito. Più tardi ho pensato che forse avrei dovuto dire di no, ma ora sono soddisfatto di essere venuto. Ogni giorno col gruppo meditiamo la vita di Maria dall’inizio alla Croce. Per me questo è un ritiro spirituale mariano. Ho voluto trasmettere ai fedeli ciò che la nostra Chiesa bizantina dice su Maria. Tutte le preghiere sono state finalizzate a una migliore conoscenza del ruolo di Maria nella nostra vita. Per me e per tutto il gruppo la venuta qui è una benedizione. Vediamo Maria come la persona che ci guida verso Gesù. Lei gioca un ruolo importante nella nostra vita. Ci guida a Gesù e approfondisce la nostra fede.

Il numero di pellegrini che vengono a Medjugorje è un segno di Dio. L’atmosfera di preghiera che i Sacerdoti che sono qui diffondono è molto profonda. Credo che Medjugorje sia un luogo di attesa e pone una domanda alla nostra fede: Come approfondire la fede? La preghiera davanti alla Croce, l’Adorazione, l’Eucaristia tutto ciò da ai pellegrini una profonda spiritualità Questo è un luogo di preghiera.

Penso che il ruolo dei Sacerdoti che seguono i pellegrini sia molto importante. Perché ci siano i frutti il Sacerdote deve seguire i pellegrini. Il suo ruolo è aiutarli ad andare oltre la ricerca di segni. Ho detto ai miei pellegrini che abbiamo già i segni: il Santissimo Sacramento dell’altare e gli altri Sacramenti. Bisogna vivere tutti i Sacramenti: il Sacramento della Penitenza, dell’Eucaristia, bisogna scoprire il loro ruolo spirituale. La Gospa parla a ciascuno di noi. Non è necessario vedere la Gospa. Possiamo vederla con gli occhi interiori, con gli occhi della fede.

Penso che i Sacerdoti di qui diano un indirizzo molto buono ai pellegrini, ma i Sacerdoti che seguono i pellegrini dovrebbero prestare più attenzione alla Dottrina della Chiesa. I Sacerdoti di qui potrebbero dare ai Sacerdoti che vengono coi pellegrini consigli su come si vive profondamente una conversione interiore. E che il Signore lavori nelle anime dei fedeli. Ci sono persone che hanno bisogno di sentimenti, ad altri non sono necessari. Questa è la vita Cristiana.

I messaggi di Medjugorje sono i messaggi del Vangelo. Non vedo niente altro. L’Eucaristia, la penitenza, la preghiera, questo è il Vangelo. Le apparizioni? Non so. Non ho una idea chiara, ma penso che Dio può fare tutto ciò che vuole.

Scriverò un opuscolo sulle mie impressioni su Medjugorje. Incoraggerò i fedeli a venire in pellegrinaggio, a vivere qualche giorno di preghiera e conversione interiore. Li incoraggerò. Incoraggerò anche i Sacerdoti a venire con loro.

Ho un desiderio: che Medjugorje si apra ai vicini, agli ortodossi ed ai musulmani, che diventi un centro di dialogo con loro”.

fonte originale: INFORMATIVNI CENTAR "MIR" MEDJUGORJE
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29/09/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 8:45 pm

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http://www.medjugorje.hr/foto.htm

29.09.2005
CONCERTO DI UN CORO ITALIANO E DEL CORO DI MEDJUGORJE


Sabato 24. O9. 2005 nella affollata Chiesa di Medjugorje, due Cori hanno tenuto insieme un concerto: il Coro Italiano “I Cantori Veneti”, diretto dal Maestro Maurizio Bettero, ed il Coro Parrocchiale della Regina della Pace, diretto da Suor Slavica Kozul.

Il Coro “I Cantori Veneti” è stato costituito nel 1996 grazie all’impulso dato da diversi appassionati di musica e della tradizione Veneta. In Italia il Coro ha tenuto diversi concerti di musica Classica, Tradizionale e Nazionale.

L’impulso di venire a Medjugorje è venuto il 25 Luglio dell’anno scorso. Dopo aver cantato in due Messe e tenuto un concerto a San Vito di Arsié, mentre si trovavano sulla strada, non lontano dal luogo natale di San Pio X, la guida disse loro che in un villaggio nelle vicinanze un gruppo di vandali aveva profanato una statua della Vergine e che, in quel preciso momento, La gente con il loro Sacerdote stavano collocando una nuova statua. La guida propose al Coro di partecipare a questa cerimonia e di cantare alcuni canti. I cantori accettarono questa proposta con entusiasmo e, quando capirono che si trattava di una statua della Gospa di Medjugorje, nacque il desiderio di venire a Medjugorje.

Il finale del concerto è stato impressionante. I due cori hanno cantato insieme in Croato l’inno di Medjugorje “Siam venuti, Madre cara”, composto da fra Stanko Vasilj. L’Auditorio li ha salutati con uno scrosciante applauso.[/b]

fonte originale: INFORMATIVNI CENTAR "MIR" MEDJUGORJE
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30/09/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 8:47 pm

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In bicicletta da Marija Bistrica a Medjugorje

Alla fine di Settembre 2005, Danko Vrančić, 52 anni, di Strmec (Donja Stubica, Croazia) è venuto in bicicletta a Medjugorje partendo dal Santuario Nazionale Croato di Marija Bistrica. Per percorrere la strada di 520 Km ha impiegato una settimana. Rimarrà due giorni a Medjugorje per un ritiro spirituale e poi ritornerà a casa in bicicletta.

fonte originale: INFORMATIVNI CENTAR "MIR" MEDJUGORJE
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05/10/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 8:49 pm

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Il “Transitus” di San Francesco


Con una particolare Liturgia, che viene celebrata il 3 Ottobre, vigilia della Festa di San Francesco, la famiglia Francescana di tutto il mondo celebra il “Transitus” – il momento del passaggio di San Francesco nell’eternità.

Nella Parrocchia di San Giacomo a Medjugorje questo rito è stato celebrato subito dopo la Messa serale. I Frati di Medjugorje, le Sorelle Francescane, la Fraternità della Gioventù Francescana (Frama) ed i membri del Terz’Ordine Francescano hanno partecipato a questa Celebrazione.

Insieme a molti parrocchiani e pellegrini, con la partecipazione del coro della Fraternità della Gioventù Francescana e del coro di bambini “Le Colombe della Pace”, la Liturgia del Transitus di quest’anno è stata presieduta dal Parroco Dr. Fra Ivan Sesar.

fonte originale: INFORMATIVNI CENTAR "MIR" MEDJUGORJE
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06/10/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 8:51 pm

Promemoria per gli organizzatori dei pellegrinaggi e per coloro che accompagnano i pellegrini

Ancora una volta ricordiamo agli organizzatori dei pellegrinaggi e a coloro che accompagnano i pellegrini che senza il permesso dell’Ufficio Parrocchiale nessuno è autorizzato a guidare i gruppi ai luoghi di preghiera di Medjugorje ( la Chiesa Parrocchiale e lo spazio attorno ad essa, l’area di preghiera intorno alla Statua del Risorto, la collina delle Apparizioni, il Križevac, la Croce blu, il cimitero ecc…).

Ricordiamo anche che le aree di preghiera sono spazi di silenzio e raccoglimento. Coloro che sono autorizzati a guidare e ad accompagnare i gruppi sono tenuti a preservare l’atmosfera di preghiera ed a rispettare gli altri fedeli e gli altri gruppi presenti nello stesso luogo. Si eviti perciò di monopolizzare le aree di preghiera (breve tempo e volume degli altoparlanti).

fonte originale: INFORMATIVNI CENTAR "MIR" MEDJUGORJE
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13/10/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 9:09 pm

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Una delegazione italiana ha visitato Medjugorje

La delegazione del ministero italiano per le Infrastrutture ed i Trasporti, guidata da Vincenzo Corbi, è stata a Medjugorje il 13 ottobre 2005. Il Sig. Vincenzo Corbi ed il suo gruppo hanno visitato la Canonica, dove hanno incontrato il Parroco, il Dott. Fra Ivan Sesar. Hanno parlato della dimensione internazionale della Parrocchia di Medjugorje ed in particolare dei pellegrini italiani che vengono in questo luogo di preghiera.

fonte originale: INFORMATIVNI CENTAR "MIR" MEDJUGORJE
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13/10/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 9:10 pm

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Testimonianza: : Mons. Stanislas Lukumwena, ofm, Diocesi di Kole, Congo

Mons. Stanislas Lukumwena Lumbala, O.F.M., Vescovo della Diocesi di Kole nella Repubblica democratica del Congo, è venuto per la seconda volta in pellegrinaggio privato a Medjugorje nel Settembre 2005. E’ stato ordinato Sacerdote nel 1979 e Vescovo nel 1998. Mons. Lukumwena è il primo Provinciale Francescano Africano in Congo e il primo Africano ordinato Vescovo in Congo. E’ venuto da solo a Medjugorje per alcuni giorni di preghiera personale e di rinnovamento spirituale. Ha passato molte ore ad ascoltare le Confessioni in Francese ed in Italiano. Ha visitato l’Ufficio Parrocchiale dove ha parlato col Parroco e con gli altri Francescani che prestano servizio in questa Parrocchia ed ha concesso una intervista a Radio “Mir” Medjugorje.

La Diocesi di Kole ha 66.000 kmq. Si trova nell’Africa Centrale, nella foresta equatoriale, è molto povera e non facilmente raggiungibile. A livello pastorale è strutturata in comunità di base: ha 1500 catechisti e alcune scuole elementari e medie. Quaranta seminaristi stanno studiando Teologia e 150 giovani frequentano il Seminario minore. Le vocazioni sono numerose, ma si può percepire una flessione delle vocazioni nelle grandi città. L’Africa è sotto l’influenza dello sviluppo che avviene in Europa, il modello è essere come in Europa. La TV e gli altri media imitano tutto ciò che avviene in Europa, cosa che porta a una diminuzione di vocazioni. La Cristianità è stata inculturata in Africa, cosa che appare particolarmente nella Liturgia che dura due, tre, quattro e anche cinque ore. Per loro è normale perché considerano necessario prendere tempo per il Signore. Anche la devozione Mariana è diffusa, perché non è possibile separare Maria e Gesù. Esistono particolari luoghi di preghiera consacrati a Maria. In Africa non ci sono abbastanza Chiese e la gente prega principalmente all’aperto.

Ecco ciò che Mons. Stanislas Lukumwena ha detto su Medjugorje:

"Sono venuto a Medjugorje a cercare la pace interiore. Un Vescovo in Africa è come un costruttore; ripara strade, getta ponti, costruisce scuole. Un Vescovo fa di tutto e ci sono momenti in cui realmente ha bisogno di un rinnovamento spirituale. Ecco perchè sono venuto qui, per ritirami per alcuni giorni, per pregare insieme ai pellegrini.

Ciò che mi sembra molto buono è che qui posso sentire le Confessioni. Ieri ho passare quattro ore nel confessionale. Nella mia diocesi, non ho spesso l'occasione per farlo. È splendido vedere quanta gente viene qui per le confessioni; ciò mi attrae molto.

Ultimamente la chiesa insiste molto sul sacramento dell’Eucaristia e sul sacramento della Riconciliazione. Qui troviamo precisamente questi due sacramenti fondamentali. All'inizio è stato detto molto sulle apparizioni ed ora ancor di più sulla spiritualità. Una grande spiritualità si sta sviluppando qui. Il messaggio è stato dato, il messaggio di pace e di conversione, ed ora deve essere vissuto. La gente ama il sensazionale. Quando qualcuno parla di messaggi e di veggenti la gente corre, ma ora, sempre meno si parla delle apparizioni e sempre di più si entra nel profondo. La gente ha bisogno di un solido supporto spirituale. La vita interiore deve essere basata su valori evangelici solidi. Ecco perchè sto dicendo che l'approfondimento del messaggio, quindi della preghiera, dell’Eucaristia e della Confessione, sono le basi per l'approfondimento della vita spirituale della persona.

Parlo di Medjugorje su base puramente personale. Sono il vescovo di un'altra diocesi e non desidero parlare delle cose che non mi competono. Vengo per mia devozione personale. Non dovremmo preoccuparci per il riconoscimento. Il riconoscimento certamente verrà. I Vescovi stanno venendo; vengono a pregare. C’è qualcosa qui che li attrae, che li impressiona. A poco a poco Medjugorje sarà riconosciuta. Lasciate che ognuno viva la sua devozione.

Nella diocesi di Kole stiamo preparando il lancio di una stazione radiofonica, che sarà una nuova possibilità per fare conoscere meglio Medjugorje."

fonte originale: INFORMATIVNI CENTAR "MIR" MEDJUGORJE
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14/10/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 9:14 pm

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"I giorni del pane"

"I giorni del pane", una manifestazione che gli allievi e gli insegnanti della scuola elementare Bijakovici organizzano da molti anni nella loro scuola, ha avuto luogo quest'anno davanti alla chiesa della parrocchia di San Giacomo. Il suo significato è ringraziare per il "nostro pane quotidiano" e per vita che viene da Dio, ed imparare come usare il pane e tutti i doni di Dio. A questa manifestazione hanno partecipato tutti gli allievi e tutti gli impiegati della scuola elementare, così come i catechisti. Per questo incontro, gli allievi hanno portato i frutti della terra, così come pane, un forno e varie torte, preparati a casa. Tutto il profitto della manifestazione e tutte le donazioni saranno usati per la costruzione di una palestra, mai costruita per questa scuola.

fonte originale: INFORMATIVNI CENTAR "MIR" MEDJUGORJE
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20/10/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 9:16 pm

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Mons. Michael Pearse Lacey, Vescovo ausiliario benemerito di Toronto (Canada) al suo quarto pellegrinaggio privato a Medjugorje


Mons. Michael Pearse Lacey, Vescovo ausiliario benemerito di Toronto (Canada), è stato a Medjugorje, per il suo quarto pellegrinaggio privato, dal 9 al 17 ottobre 2005. È venuto con un gruppo di pellegrini canadesi. Ha seguito l'usuale programma per i pellegrini ed ha ascoltato le Confessioni. Presso l'ufficio parrocchiale Mons. Lacey ha incontrato i francescani che prestano servizio a Medjugorje.

Mons. Lacey è stato ordinato sacerdote nel 1943, Vescovo nel 1979 e si è ritirato nel 1993. È venuto qui per la prima volta nel 1987 e crede che Nostra Signora appaia a Medjugorje.

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24/10/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 9:18 pm

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Francescani romani a Medjugorje

Fra Vinzenzo Brocanelli, Segretario Generale per le Missioni dei Francescani OFM e Fra Sime Samac, Definitore Generale dell'Ordine Francescano, hanno visitato Medjugorje sabato 22 ottobre 2005. Nella Casa Parrocchiale hanno incontrato il Parroco ed i francescani che prestano servizio a Medjugorje. Hanno concelebrato la Santa Messa serale, che è stata celebrata dal Dott. Fra Ivan Sesar, parroco di Medjugorje. Fra Vinzenzo Brocanelli ha tenuto l’omelia.

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10/11/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 9:20 pm

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Quattro Vescovi a Medjugorje

Venerdì 4 Novembre quattro Vescovi hanno visitato, assieme a numerosi pellegrini, il Santuario della Regina della Pace a Medjugorje. Tre di loro venivano dal Malawi: Mons. Thomas Msusa, attuale Vescovo Diocesano della Diocesi di Zomba, il suo predecessore il Vescovo Emerito Mons. Allan Chamgwera e Mons. Remi Joseph Gustave Saint-Marie della Diocesi di Dedza. Il Vescovo canadese, Mons. Joseph Faber MacDonald, è Vescovo Diocesano della Diocesi di St. John, New Brunswick.

Tutti e quattro i Vescovi hanno un’opinione positiva su Medjugorje e sono contenti di trovarsi in questo Santuario della Madonna conosciuto in tutto il mondo. Nella casa parrocchiale di Medjugorje si sono incontrati con il Parroco Dr. Fra Ivan Sesar e con gli altri Francescani. I Vescovi stranieri hanno messo in evidenza specialmente il significato di Medjugorje quale più grande confessionale del mondo.

fonte originale: INFORMATIVNI CENTAR "MIR" MEDJUGORJE
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18/11/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 9:23 pm

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Intervista: Mons. José Domingo Ulloa Mendieta, O.S.A., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Panama


Nel Settembre 2005 è venuto a Medjugorje in pellegrinaggio privato con 17 pellegrini Mons. José Domingo Ulloa Mendieta, O.S.A., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Panama. Ha parlato con lui Dragan Soldo, giornalista di Radio “Mir” Medjugorje.


fonte originale: INFORMATIVNI CENTAR "MIR" MEDJUGORJE


Dragan Soldo: Può dirci come ha conosciuto Medjugorje e quali sono state le sue esperienze?

Mons. José Domingo Ulloa: Il Sacerdote Fancisco Verar, con il quale ho studiato Teologia mi aveva già parlato di Medjugorje. Ora era arrivato il momento di venire personalmente. Quello che ho vissuto è al di sopra di tutte le mie aspettative. L’incontro con così tanti pellegrini è un’esperienza straordinaria. Vedo il loro desiderio di conversione e cambiamento. Per me è molto importante ricordare l’opera sociale praticata qui a Medjugorje. Pone l’accento su ciò che Maria sta facendo: vale a dire essere sempre pronti a aiutare gli altri. I miei pellegrini sono venuti qui preparati. Medjugorje li ha colpiti e rimarrà sempre in loro il ricordo di questa massa di gente che viene qui a pregare.

Dragan Soldo: Medjugorje è conosciuto a Panama?

Mons. José Domingo Ulloa: Nel mio paese è molto sviluppata la devozione proposta a Medjugorje e desideriamo particolarmente fare partecipare i bambini. La Chiesa Parrocchiale di Maria Regina della Pace, fondata da P. Francisco Verar, è stata costruita sul modello della Chiesa di San Giacomo a Medjugorje. Ci sono molti gruppi di preghiera basati sui messaggi della Gospa.

Dragan Soldo: Può dirci qualcosa sui messaggi della Gospa?

Mons. José Domingo Ulloa: La semplicità di questi messaggi attrae. I messaggi di Medjugorje sono la chiamata evangelica alla conversione e alla pace, in essi non c’è nulla di apocalittico. Senza la preghiera, senza digiuno ed Eucaristia, ma questi sono fondamenti del Cristianesimo, non possiamo rispondere alla chiamata alla santità che Maria ci rivolge. Le persone che vengono a Medjugorje desiderano accogliere la chiamata evangelica che ci viene dal Signore, in particolare attraverso l’Eucaristia e il Sacramento della Riconciliazione. Ho sentito da molti che essi scoprono il bisogno di cambiamento e questo all’interno della Chiesa e attraverso i Sacramenti. L’uomo non può andarsene da Medjugorje senza questo forte desiderio di cambiare la sua vita e di cominciare di nuovo. Molti gruppi vengono accompagnati dai loro Sacerdoti, essi li aiutano, e questo è per loro l’inizio di una vita nuova.

Dragan Soldo: Si parla molto di miracoli a Medjugorje. Può dirci qualcosa su questo?

Mons. José Domingo Ulloa: Le persone all’inizio hanno bisogno di sperimentare qualcosa, la curiosità umana è naturale ma l’atmosfera che si crea nei gruppi di giorno in giorno durante il pellegrinaggio aiuta a far diminuire questo desiderio e si sveglia il desiderio che la persona stessa sperimenti e realizzi un cambiamento interiore. Il miracolo più grande è la guarigione spirituale che le persone vivono.

Dragan Soldo: Lei è stato in pellegrinaggio anche in altri grandi Santuari Mariani. Può dirci qual è la particolarità di Medjugorje?

Mons. José Domingo Ulloa: La particolarità di Medjugorje è il dono della pace che qui si riceve. Questo è ciò che l’umanità oggi cerca, ma questo dono si riceve a Medjugorje attraverso la Madre Maria. Non si tratta solo della pace personale, ma della scoperta che siamo tutti fratelli e che i conflitti e la violenza non sono la soluzione. Bisogna condividere questa pace con gli altri.

Dragan Soldo: Gran parte dei veggenti nella storia hanno scelto la vita religiosa, questo non è il caso dei veggenti di Medjugorje. Come vede questo?

Mons. José Domingo Ulloa: Tutti i veggenti di Medjugorje sono persone di famiglia, cosa che mi rallegra molto perché ciò significa che la chiamata alla santità vale per tutti gli uomini. La famiglia è una via di santità, la santità non è solo per i sacerdoti e i religiosi. Dio chiama tutti gli uomini. I Cristiani sono chiamati a testimoniare, a vivere nel mondo ma a non appartenere al mondo. Siamo chiamati a testimoniare la gioia.

Dragan Soldo: Quando tornerà nella sua Diocesi, cosa dirà a coloro che le chiederanno di questo suo pellegrinaggio?

Mons. José Domingo Ulloa: Non possiamo tacere ciò che abbiamo visto, né tacere ciò che la Gospa chiede. A Medjugorje i pellegrini trovano la pace incontrando Gesù e cambiano la loro vita. Verso coloro che sono come pecorelle smarrite, noi dobbiamo essere come Gesù perché le persone possano tornare a Lui e ricevere da Lui tutto il bene che Egli da. Diventiamo come Maria, guardiamo ciò di cui gli uomini hanno bisogno, quali sono le loro sofferenze e aiutiamoli. Diveniamo testimoni del grande dono di vivere la fede sotto la protezione della nostra Santa Madre Chiesa.

fonte originale: INFORMATIVNI CENTAR "MIR" MEDJUGORJE
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19/11/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 9:27 pm

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Testimonianza: Fra Vincenzo Brocanelli, ofm, Moderatore dell’evangelizzazione missionaria nell’Ordine Francescano

Fra Vinzenzo Brocanelli, Moderatore dell’evangelizzazione missionaria nell’Ordine Francescano dei frati minori, in occasione della sua prima venuta a Medjugorje Sabato 22.10.2005, ha dato la seguente testimonianza: “Mi trovo a Medjugorje per la prima volta. Sono salito sulla Collina delle apparizioni. Penso che questo sia un grande centro di spiritualità. In una parola, se le persone vengono qui per amare di più Gesù, saranno capaci ad amare di più i vicini e saranno nuovi missionari. Riguardo ai frati che lavorano qui posso solo dirne un gran bene. Sono a disposizione delle persone che arrivano e, cosa che mi ha impressionato di più, sono soddisfatti del loro servizio.

fonte originale: INFORMATIVNI CENTAR "MIR" MEDJUGORJE
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21/11/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 9:32 pm

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Intervista con Mirjana Kovac in occasione del 14° anniversario della caduta di Vukovar


Quattordici anni dopo che la caduta di Vukovar, la sig.ra Mirjana Kovac, un economista nata in Vukovar, è venuta in pellegrinaggio a Medjugorje per affidare a Dio ed a Nostra Signora tutto il dolore che ancora porta nel cuore. A condiviso con noi i suoi ricordi e le sue speranze con le lacrime agli occhi.

Prima della guerra, la sig.ra Kovac era direttrice di una compagnia di assicurazioni sanitaria e, durante la guerra, ha guidato l'unità medica croata di crisi. Dopo la guerra, divenne assistente del direttore per l'economia, quindi incaricata dell'economia ed infine direttrice di controllo nel Ministero della Difesa Croata.

Lidija Paris ha parlato con Mirjana Kovac nella casa parrocchiale di Medjugorje.



Lidija Paris: Lei è nata a Vukovar e suo padre a Posusje. Tanti anni dopo la guerra si vede che porta ancora profondo dolore interiormente ricordando tutto ciò che è accaduto. E’ venuta qui con una busta contenente alcune fotografie ed alcuni fogli. Ciò è tutto ciò che rimane dei primi 40 anni della sua vita…

Mirjana Kovač: Sono venuta a Medjugorje per essere qui durante questi giorni ancora così dolorosi per me. Con la fede in Dio, è molto più facile portare la nostra croce. Uniamo la nostra croce alla Croce di Gesù, offriamo tutto a Lui. Gesù ha permesso che fossimo degni di questo. Grazie a mio padre ed a mia madre, che ci hanno istruiti nella fede in Dio, e con il rosario in mano, in quei giorni inimmaginabili per l'intelligenza umana, abbiamo avuto l'impressione di essere stati trasportati da qualcosa. Eravamo coscienti che il peggio poteva accadere in qualsiasi momento, ma grazie alla nostra fede in Dio, tutto ha avuto un’altra dimensione. La morte era più vicino a noi della vita…

Lidija Paris: Suo fratello Ivan Kovac ha trasmesso al mondo l'ultima parola da Vukovar…

Mirjana Kovač: Si. Mio fratello Ivan era incaricato delle comunicazioni radio per la città di Vukovar. Stava stabilendo dei collegamenti radio, di modo che il dottor Bosanac potesse dare notizie quotidiane dall'ospedale. Il 18 novembre, quattordici anni fa, all'1 e 25 chiamò il centro di Osijek e disse soltanto: "Potete interrompere il collegamento con Vukovar. Non sarà più necessario". Queste furono le sue ultime parole. Fù catturato in ospedale, insieme ad altri. Fino al 1997, non abbiamo saputo più niente di lui. Nel 1997 lo abbiamo trovato, in una tomba comune, a Ovcara, grazie all'analisi del DNA…

Lidija Paris: Come avete vissuto questi anni di incertezza, aspettativa, speranza?

Mirjana Kovač: Era un mare di giorni … Un giorno era più lungo di un anno. Era difficile vivere senza conoscere qualche cosa dei nostri più stretti famigliari. Non sapevo niente di mio fratello, di mio marito, dei miei due cognati. Ogni giorno andavamo all'ufficio della Croce Rossa… ogni mattina preghiere, pianti al cielo, per scoprire qualcosa.

Lidija Parigi: Questa guerra ha preso non soltanto la vita di suo fratello ma anche tutti i vostri beni e persino distrutto il suo matrimonio …

Mirjana Kovač: E' vero. Quando mio marito è ritornato dal campo di concentramento, dove è stato psicologicamente rovinato, ha voluto rimanere solo. Disse che doveva andare per la sua strada, che non poteva trovare pace, che non poteva più essere un marito ed un padre come era prima …

Lidija Paris: Quando è riuscita a scappare da Vukovar, è andata a Zagabria.

Mirjana Kovač: Si. In quel periodo ho accettato di guidare l'unità medica di crisi croata. L'ho fatto fino al 1995. A causa delle ferite riportate durante il bombardamento di Vukovar, ho avuto alcune difficoltà di salute ed ho dovuto essere ricoverata in ospedale. Quando ho visto così tanta gente ferita, ho capito che dovevo lavorare, essere utile, e scoprire dov'era mio fratello. Lavoravo e preghavo. Era più forte di me. Non mi accorgevo del cambiare delle stagioni. Funzionavo come uno zombie. Desideravo soltanto fare qualcosa per gli altri. La gente veneva da me. Mi dicevano cosa avevano perso. Vedevano tutto nero. Alcuni di loro pensavano provenissi da Zagabria e che non potevo capirli. Quando vedevo che non trovavano più alcun motivo per vivere, iniziavo a parlare loro di me e che ignoravo cosa fosse accaduto ai miei famigliari … che dovevo istruire i miei bambini ed i bambini delle mie due sorelle… e che la nostra famiglia erano sparsa dappertutto in Croazia; sono andati di casa in casa… i bambini hanno cambiato cinque scuole, poi finalmente il governo ha organizzato degli alloggi negli hotel.

Lidija Paris: Che cosa è accaduto ai vostri beni a Vukovar? Potete tornare là, che possibilità avete ora? All'età di 54, siete in pensione, ma siete ancora giovane?

Mirjana Kovač: Quando, in 1997, la regione di Vukovar fu reintegrata alla Croazia, ero incaricata alle finanze ed alla previdenza della città. Abbiamo fatto tutto il possibile. Il problema di Vukovar è che puoi ricostruire le case, ma non riportare i morti, e la situazione non può più essere la stessa. I giovani che sono andati a scuola in qualche altro luogo non hanno più il desiderio di tornare là. Chi cerca lavoro non può trovarlo a Vukovar.

Lidija Paris: Come sono i rapporti fra Croati e Serbi? Come vivono insieme oggi a Vukovar?

Mirjana Kovač: Vivere "insieme"? Potremmo dire che viviamo gli uni „vicino“ agli altri. A Vukovar tutto è diviso fra "croati" e "Serbi"… è una città profondamente divisa… Fra il Serbi ci sono molti che profondamente si rammarichino, ma c'è una grande sfiducia … ed il timore di avere imbarazzi. È difficile stabilire rapporti normali, ma certamente il tempo farà il suo lavoro.

Lidija Paris: È possibile perdonare, scavalcare le esperienze dal passato, ripartire da zero? Le nuove generazioni hanno una possibilità? Si sono stabilite le condizioni affinchè le nuove generazioni vivano in modo nuovo?

Mirjana Kovač: Dobbiamo creare le condizioni ogni giorno, ciascuno di noi adentro se stesso, nella propria anima. Perdonare? Devo confessare che, cinque o sei gli anni fa, non potevo sentire questa parola. Non sapevo dove era mio fratello, non sapevo cosa gli era accaduto, come potevo perdonare? Desideravo conoscere la verità. Non desideravo giudicare, non ho mai pensato di essere giudice, noi non eravamo chiamati a giudicare. La c'è Dio. Allora ricevetti una grande grazie: Poter sentire gli inizi del perdono. Perdono, ma non desidero essere vicino a loro, per non cadere nella tentazione di covare altri pensieri. Ma con tempo e con la preghiera, fui felice di notare che potevo pregare per loro; Stavo pregando Dio di toccarli, per farci dire dove erano tutte quelle vittime il cui destino ignoravamo. Questo è uno dei motivi del mio pellegrinaggio a Medjugorje. 1400 persone sono ancora nella lista dei dispersi. Sono venuta a presentare tutto questo a Nostra Signora ed ha chiederle di toccare i loro cuori. Possa Nostra Signora prenderli sotto la sua protezione. Mi ricordo le parole di Gesù sulla Croce, quando stava perdonando, perdonando tutti noi. Disse: "Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno." Così prego per loro.

Inoltre prego per mio padre Matteo, perseguitato dai comunisti, che perse suo fratello alla fine della seconda guerra mondiale. Oggi mio padre ha 78 anni. Fu duro per lui quando ando dall'Herzegovina alla Slovenia. Lavorò duro tutta la vita, ma aveva un cuore grande, un cuore generoso verso tutti. Usavamo dirgli: "Avete nutrito metà Herzegovina qui!" La gente ha vissuto liberamente nella nostra casa per parecchi mesi, fino a quando non avessero trovato un lavoro. Mio padre non può perdonare, lo vedo soffrire e prego principalmente Nostra Signora per lui, per renderglelo più facile. Anche mia madre sta soffrendo molto, ma si sta attaccando al rosario.

Lidija Paris: A Lourdes lei ha ricevuto il segno che il cielo ha sentito la sua preghiera?

Mirjana Kovač: Si. Era il 1992, quando mio marito tornò dal campo di concentramento. Ho avuto l'occasione di andare a Lourdes. Ho lasciato là un foglietto sul quale chiedevo a Nostra Signora di aiutarmi a scoprire dov’era mio fratello Ivan. Mezz'ora più tardi ho incontrato un ungherese che mi ha parlato in croato e che mi ha offerto la sua casa come nostra casa. Ho ricevuto un biglietto da visita sul quale era scritto lo stesso nome di mio fratello! In Francia ho incontrato un ungherese che ha esattamente lo stesso nome di mio fratello! Per me cio significava che Nostra Signora mi stava dicendo che ognuno era mio fratello. Ciò mi diede forza fino al 1997, quando alla fine abbiamo scoperto che cosa gli era accaduto.

Lidija Paris: Siete venuto a Medjugorje durante i giorni in cui commemoriamo 14 anni dalla caduta di Vukovar. Questo risveglia tutte le ferite in molto molto intenso. Che cosa ha trovato a Medjugorje?

Mirjana Kovač: La mia famiglia intera era solita venire a Medjugorje fin dai primi giorni delle apparizioni. Ogni anno venivamo a visitare la nostra famiglia a Posusje e venivamo poi sempre a Medjugorje. Eravamo convinti che Nostra Signora appariva qui. Nei tempi difficili per i veggenti pregavamo per loro. Lo dico in relazione relazione alle ultime parole pronunciate da mio fratello a Vukovar… Sento come se Nostra signora avesse aperto una linea rossa calda… Mentre le bombe ci cadevano addosso portando la morte, il cielo sopra noi era tutto sempre aperto tramite la preghiera, tramite il rosario. Quando una bomba è caduta, siamo rimasti scossi ed abbiamo interrotto la preghiera, quindi abbiamo continuato senza sapere dove ci eravamo fermati. Attraverso questa linea calda stavamo tempestando il cielo, sono molto riconoscente a Medjugorje. Ogni volta che prego chiudo gli occhi e sono qui, davanti la statua di Nostra Signora a Medjugorje. Per me Medjugorje è un luogo dove il cielo è aperto, è una grande grazie, che è difficile esprimere. Non c'è un altro posto in cui vorrei essere nei momenti in cui desidero condividere dispiacere e gioia. Gesù e Nostra Signora possono dare questa pace profonda. Tutto il resto passa. Lo abbiamo sperimentato. Se non lo avessimo sperimentato i nostri cuori sarebbero rimasti di pietra, ma veramente Nostra Signora ci ha toccato in modo speciale. Gesù ci ha chiesto di trasportare una croce, ma ci ha dato anche la forza di portarla. È una croce di grazia. Sento una grande gioia nella preghiera e una gioia nel vivere il messaggio.

Lidija Paris: Ha programmi per il futuro?

Mirjana Kovač: Ero solita avere programmi a lungo termine, ma ora non più. Affido il passato alla misericordia di Dio e vivo il presente nella provvidenza di Dio. Le chiavi della mia casa, distrutta a Vukovar, le ho gettate nel lago di Galilea. Sono al sicuro là. Nelle mani di Gesù. Nessuna mano cattiva può farle più danno. Dopo un momento di lavoro duro, sono fiera di essere nell'esercito e, portando il rosario al collo, difendo case e famiglie. Dove mio fratello e migliaia di difensori si sono fermati, io desidero continuare. Ancora non mi rendo conto che sono pensionata. Ho così tanto tempo e sto provando ad intensificare la mia vita spirituale.

Lidija Paris: Grazie per questa conversazione. Preghi per noi e noi pregheremo per lei.

Mirjana Kovač: Possa Gesù darci la grazia di unire tutto il nostro dolore alla sua croce. In sua madre, vedo tutte le nostre madri. E' un mare di persone addolorate con grandi ferite nel cuore e nell'anima. Siamo tutto in qualche modo vicini. Ogni di noi rimane solo con il suo dolore. Teniamo duro, rimaniamo silenziosi. Desideriamo dominare il nostro dolore, noi glie l'manteniamo per. Grazie alla preghiera, possiamo ritenere più meglio

fonte originale: INFORMATIVNI CENTAR "MIR" MEDJUGORJE
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Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 9:36 pm

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Presentazione del libro "Vivere con il cuore – La persona ed il lavoro di Fra Slavko Barbaric"


In occasione del 5° anniversario della morte di Fra Slavko Barbaric, nel Grande Salone della parrocchia di Medjugorje, ed in presenza di circa 800 ospiti, si è tenuta la presentazione del libro di Fra Marinko Sakota "Vivere con il cuore – La persona ed il lavoro di Fra Slavko Barbaric". Parecchi conferenzieri hanno parlato di Fra Slavko: il Dott. Fra Ivan Sesar, parroco di Medjugorje e presidente del "Fondo Fra Slavko Barbaric", Fra Svetozar Kraljevic, direttore del "Villaggio della Madre", Fra Mirko Barbaric, un sacerdote Salesiano ed amico d'infanzia di Fra Slavko, così come anche l'autore del libro. I bambini del "Villaggio della Madre" hanno accompagnato l'evento con musica strumentale e con il loro canto, diretti dal Prof. Zrinka Boras. Visnja Spajic, giornalista di Radio "MIR" Medjugorje, ha condotto il programma.

Fra Marinko ha scritto questo libro "Cinque anni dopo la morte di Fra Slavko Barbaric, in ringraziamento a lui e per proporre ai fedeli una nuova e più profonda riflessione sulla loro vocazione cristiana secondo l'esempio di Fra Slavko". Egli ha provato ad "entrare in profondità nel cuore di un uomo che ha vissuto fra noi, che era così vicino a noi, così simile a noi, ed allo stesso tempo veramente così speciale". Da capitolo a capitolo, i nostri occhi scoprono la ricchezza della personalità e degli elementi originali del lavoro pastorale di questo sacerdote "che ardeva e che bruciava" per i messaggi di Nostra Signora: infanzia, tempo della scuola, studi, l'incontro con il fenomeno delle apparizioni di Medjugorje, l'incontro con i veggenti e con il lavoro spirituale e pastorale per i pellegrini, il profilo spirituale, la sua "nascita al cielo", la sua sepoltura… Fra Slavko vive, Fra Slavko è ispirazione ed esempio, Fra Slavko Barbaric ha tracciato una via di comprensione dei messaggi di Nostra Signora ed ha sviluppato un lavoro pastorale speciale adeguato a questo particolare luogo di preghiera.

Il libro "Vivere con il cuore – La persona ed il lavoro di Fra Slavko Barbaric" è stato pubblicato nel 2000 ex nell'edizione dell'autore. Può essere acuistato nel negozio dei Souvenirs dell'ufficio parrocchiale di Medjugorje. Sarà tradotto in altre lingue.

fonte originale: INFORMATIVNI CENTAR "MIR" MEDJUGORJE
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24/11/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 9:38 pm

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Celebrato il quinto anniversario della morte di Fra Slavko Barbarić

Giovedì 24.11.2005 i parrocchiani e i pellegrini di Medjugorje hanno celebrato il quinto anniversario della morte di fra Slavko Barbarić. Nel pomeriggio con la preghiera della Via Crucis sul Križevac ed alla sera con la Messa e l’Adorazione Eucaristica nella Chiesa Parrocchiale. La sera stessa è stato presentato il libro di fra Marino Šakota “Vivere col Cuore” nel grande salone parrocchiale.

Sul Monte Križevac, sul quale fra Slavko morì il 24.11.2000, fra Ljubo Kurtović ha guidato la Via Crucis alla presenza di numerosi parrocchiani e pellegrini. La Santa Messa serale è stata celebrata da fra Svetozar Kraljević e concelebrata da 25 Sacerdoti locali e stranieri. Fra Bože Milić ha guidato l’Adorazione Eucaristica.



Omelia di Fra Svetozar Kraljevic per il 5° anniversario della morte di fra Slavko, 24.11.2005

Cosa dire oggi nel quinto anniversario della morte di fra Slavko? Non è facile stare davanti a fra Slavko. Lui è una prococazione.

Una cosa è certa: fra Slavko non vuole essere una perla da portare all’orecchio, o un ciondolo attorno al collo, o una persona che ci da un sentimento di orgoglio perché egli era uno dei nostri, o perché siamo stati suoi amici.

Egli non vuole essere una perla decorativa – né per noi Francescani, né per la sua famiglia, né per i suoi amici, né per coloro che dicono che lo rispettano, né per coloro che portano il suo nome, né per coloro che lo celebrano. Lui non vuole essere un souvenir, lui non vuole essere un ricordo morto sepolto da qualche parte nei campi dei nostri ricordi. Fra Slavko è come una nobile vite piantata nella vigna in mano al vignaiolo diligente. Il vignaiolo veglia su di essa giorno e notte e viene regolarmente a controllarla de in risposta la vite porta frutto.

Oggi, cinque anni dopo la sua morte, vediamo come quel seme di cui parla Gesù, se è piantato nella terra, porta sempre nuovi frutti. Lui si è staccato dalla nostra realtà umana e non appartiene a nessuno in modo esclusivo. Solo nella misura in cui seguiamo il suo esempio, nella misura in cui perseveriamo sulla sua via, nella misura in cui partecipiamo alle sue opere, nella misura in cui lo abbiamo donato agli altri, siamo in comunione con lui.

Noi oggi non cerchiamo in lui qualche santo astratto, lontano, perfetto. Non lo mettiamo davanti ai nostri occhi come una luce con la quale abbagliare i nostri occhi e quelli degli altri. Lui è il viaggiatore con coloro che viaggiano, con i pellegrini è pellegrino, con l’affamato è un affamato, è solo con chi è solo, è esule con chi è esiliato.

Quando le persone erano in sua compagnia si sentivano bene, erano senza paura, anche se sapevano di non essere intelligenti come lui, santi come lui e grandi come lui.

Egli riceveva con la stessa attenzione persone di sangue reale e modesti e poveri sofferenti. Qui devo riconoscere che il suo punto debole erano coloro che avevano dipendenze, che erano schiavi, coloro che erano caduti nei lacci del peccato.

Osservandolo da vicino, vedendo come pensava e reagiva, come lavorava e prendeva decisioni, come organizzava la sua vita quotidiana, ne concludo che era un uomo pronto ogni giorno a una nuova avventura di bene. Non aveva paura di nulla cercando di fare il bene. Non aveva paura neppure della propria sofferenza facendo il bene.

Ora quando medito su questi anni con lui, vedo chiaramente che aveva fretta. Voleva andare il più spesso possibile sul Križevac, passare più tempo possibile sul Podbrdo, scrivere il più possibile, stare il più possibile in adorazione, incontrare quante più persone possibile e aiutarle quanto più era possibile. Come se avesse sentito la morte e volesse sottrarle quanto più possibile ciò che essa gli avrebbe tolto.

Egli non aspettava il futuro impreparato ed a mani vuote. Lavorava così tanto che sembrava volesse conquistare tutto il mondo finché aveva tempo. Ha lottato col tempo in modo miracoloso.

Ogni giorno si armava spiritualmente per essere pronto ad accogliere le difficoltà del giorno seguente.

Riceveva i pellegrini con una ricca offerta di doni spirituali che aveva preparato sulla tavola di Gesù e di Maria a Međugorje.

Per i suoi oppositori è stato un difficile avversario perché non conosceva compromessi in ciò in cui credeva. Era forte perché beveva alla sorgente della Grazia Divina nei Santi Sacramenti e nella preghiera, ed era pieno di un fervore inesprimibile per il lavoro nel campo di Dio.

Una delle importanti caratteristiche del lavoro di fra Slavko è che ogni cosa che ha iniziato è rimasta incompleta. L'incompletezza del suo lavoro è lo stato naturale per ogni uomo dipendente.

Il suo lavorò chiede continuità. Questa incompitezza doveva esserci perché lui ha voluto toccare tutte le aree dei bisogni e delle sofferenze umane e guarire almeno alcune delle ferite umane. Era intensamente coinvolto nei problemi dei giovani, in particolare degli studenti e di coloro che avevano dipendenze. Era coinvolto nei problemi dei bambini e degli adulti, di famiglie numerose, dei poveri. Si è occupato di problemi di natura materiale e di cose profondamente spirituali e mistiche. Praticamente voleva dire: In ogni campo ogni persona può fare qualcosa! Perciò, fai tutto ciò che è bene e tutto ciò che puoi!

L'incompiutezza dei suoi progetti non è una mancanza, né un'insufficienza, né una qualche sua omissione. E' la condizione umana con cui tutti gli eroi, tutti i campioni, tutti i santi devono confrontarsi. Solo coloro che non hanno nulla da fare e non hanno iniziato nulla non lascieranno nulla di incompleto. Coloro che non sono interessati a nulla hanno compiuto tutto, per loro ogni cosa era già finita da molto tempo. Per loro già da molto tempo la morte ha preso il sopravvento su ogni visione.

Quante cose incompiute ha lasciato San Francesco ai suoi fratelli che continuano il suo lavoro!

E, soprattutto, quante cose Cristo ha iniziato e ha lasciato incompiute ai suoi? Umanamente parlando, Cristo se n'è andato e ha lasciato tutto incompiuto. Ha lasciato tutto nelle mani degli apostoli e nelle mani di sua Madre Maria, nelle mani della Chiesa. Egli ha lasciato tutto ed essi hanno continuato tutto. Proprio come Cristo e come San Francesco, fra Slavko e ogni uomo buono fa tutto quello che può e lascia ai suoi tutto ciò che ha cominciato. Ecco perché oggi non è facile stare di fronte alla persona di fra Slavko. L'opera di Cristo, l'opera di Maria, l'opera di San Francesco, l'opera di fra Slavko sarà pienamente compiuta oltre il tempo, quando saremo uniti a Dio nella pienezza dei tempi. Finché siamo nel tempo, la sfida sta davanti a noi.

Il grande incontro del nostro Vescovo Mons. Ratko Perić qui sull’altare esterno, quando egli, il nostro Vescovo, ha accompagnato le spoglie mortali di fra Slavko al sepolcro, è una testimonianza particolarmente forte che fra Slavko è un uomo della Chiesa. Il nostro Vescovo ha riconosciuto questo ed ecco perché ha voluto accompagnarlo personalmente. Mentre il Vescovo presiedeva la Celebrazione Eucaristica, un Sacerdote pellegrino ha raccontato: Ho pensato all’infanzia di fra Slavko a Čerin, al tempo che ha trascorso in seminario, ai suoi studi di Teologia, al suo ministero presbiterale a Čapljina e a Mostar, ai numerosi ritiri e conferenze che egli ha tenuto per così tante persone. Quante anime ha strappato dai lacci del male e ha messo nelle mani di Dio? In lui ha vissuto e operato la Chiesa.

Fra Slavko ha confermato la sua appartenenza alla Chiesa specialmente col suo immenso amore verso Gesù nella Santissima Eucaristia. Il fondamento della sua appartenenza alla Chiesa è la sua vita profondamente unita a Gesù Eucaristico.

Nel libro “Pregate col cuore” fra Slavko lascia ai pellegrini di Medjugorje il suo testamento spirituale. Ecco cosa dice:

„Caro pellegrino, cercatore di Dio! Quando vieni a Medjugorje sei invitato a pregare in Chiesa, ad andare a Messa, a confessarti, ad adorare Gesù nel Santissimo Sacramento dell'Altare e a pregare sul Križevac e sul Podbrdo.

Ma poi devi tornare a casa, alla tua Gerusalemme, alla tua vita quotidiana! Dimentica la comunità di Medjugorje e ritorna alla tua comunità. Porta con te i luoghi e gli eventi di Medjugorje. A casa hai il tuo Križevac, la tua croce e la tua sofferenza. L’avevi lasciata a casa e a casa ti aspetta, ma non temere. Con lab tua croce e il tuo Križevac, fai nella tua casa un piccolo monte, la Collina delle apparizioni e il tuo Tabor.

Allora, vicino alla Collina delle apparizioni, il monte Križevac riceverà un nuovo colore, sarà avvolto da una nuova pace e speranza.

Costruisci la Collina delle apparizioni in un angolo del tuo appartamento o della tua casa. Mettici una piccola Croce, una candela, la Bibbia il Rosario e l’inginocchiatoio. Qui capirai anche il tuo Križevac, il tuo passaggio e il tuo tramonto. Con la Collina delle apparizioni, il Križevac diventa il luogo della risurrezione, perché nessun Križevac è per distruggerti, ma per aiutarti a giungere alla salvezza.

Ricorda bene! La Gospa ha preso seriamente le parole di Gesù. Lei viene con te e sul tuo Križevac, sul tuo Calvario come è andata con suo Figlio”. Questo dice e testimonia il nostro fra Slavko.

fonte originale: INFORMATIVNI CENTAR "MIR" MEDJUGORJE
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25/11/2005

Messaggio da Info da Medjugorje » sab dic 17, 2005 9:40 pm

Il tredicesimo incontro internazionale delle guide

Il tredicesimo incontro internazionale delle guide dei centri della pace, preghiera e carità legati a Medjugorje si svolgerà presso il nuovo salone di Medjugorje dal 5 al 9 marzo 2006..Il tema dell’incontro è:… mi sarete testimoni …. fino agli estremi confini della terra…(Atti 1,8) Il numero dei partecipanti è limitato per esigenze di spazio ed ogni anno il numero delle richieste è in continuo aumento. Pertanto vi esortiamo ad aderire al seminario al più presto. Le richieste possono essere inoltrate al numero di fax: 00387 36 651 999 (per Marija Dugandžić) oppure tramite e-mail: seminar.marija@medjugorje.hr.

fonte originale: INFORMATIVNI CENTAR "MIR" MEDJUGORJE
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