UNA STORIA VERA, ECCO PERCHE' La Madonna del Sassolino

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UNA STORIA VERA, ECCO PERCHE' La Madonna del Sassolino

Messaggio da Giammarco De Vincentis » lun feb 10, 2020 2:03 am

UNA STORIA VERA, ECCO PERCHE' LA MADONNA DEL SASSOLINO.

Cari amici ci ho riflettuto molto prima di raccontarvi quanto mi e' accaduto nel corso della mia vita.
Lo faccio adesso perche' con il tempo tutto il quadro della mia vita e' piu' chiaro.
Ho avuto gia da giovane una vita molto travagliata. Avevo 23 anni quando con mia moglie, allora non eravamo ancora sposati, mi offrii di accompagnare la nonna appena uscita dall'ospedale, da Avezzano a Santa Maria dove c'e' la Madonnina del sassolino. Con noi c'era anche la madre di mia moglie che quel giorno compiva 43 anni.
Era il 27 marzo 1977.
Eravamo arrivati nella zona denominata borgo ottomila e fu li che ad un incrocio, un autotreno non si fermo'ad uno stop e ci venne addosso schiacciando l'auto, che si ando' a fermare ai bordi di un canale, dove c'era un ceppo con sopra una madonnina, che impedi che andassimo a finire in acqua. Fu un colpo violento le due persone che erano di dietro morirono sul colpo. Io ricordo lo scenario visto dall'alto e mia moglie intrappolata tra le lamiere, non so cosa sia successo ma con forza mi ritrovai in quell'auto al posto di guida e con la testa riuscii a rompere il vetro della portiera e a portare fuori mia moglie.Fummo portati in ospedale ma da quel che poteva succedere siamo stati graziati. La nonna di mia moglie aveva un rosario tra le mani, che poi ritrovai qualche giorno dopo. Fu una tragedia che ci ha segnato la vita.Il 26 di dicembre dello stesso anno, mio padre mi aveva da poco comprato un altra auto usata, per andare a lavorare e quel giorno sullo stesso posto successe di nuovo un altro incidente.Un signore andava di corsa verso Celano poco distante dal luogo dell'accaduto, dove si trova una clinica.
La moglie incinta poco prima era caduta dalle scale e mori oltre a perdere un bambino.
Io ero solo per fortuna, la macchina venne distrutta ma non mi feci nulla. Venti anni piu tardi successe di nuovo, l'auto dovetti rottamarla, fu allora che ebbi un forte dolore alla schiena, ma mi tuffai nel canale per ripescare un bambino di 9 anni che insieme ad altre e due persone erano andate a finire in acqua.
Premetto che non andai mai a Santa Maria prima di questo ultimo incidente, ma quando ci andai subito dopo trovai un luogo di pace e in segno di riconoscimento alla Madonna misi su un colle la statua diventata poi la Madonna del Sassolino. Era il 1 Maggio del 2004 e da allora e' diventato un luogo di culto dove tante persone si recano per pregare.
Torniamo qualche anno indietro era il 1990 e mio padre si ammalo' di cancro, fu un altro duro colpo per me, era un omone grande, un lavoratore non sapevo come dirglielo, ma lo capi' dal nostro silenzio.
Per nove anni l'ho seguito come un ombra, fino al punto di chiedere alla madonna di prendersi un po della mia vita, per farlo vivere un po di piu'.Un paio di mesi piu'tardi e' come se la Madonna avesse acconsentito alla mia richiesta.Diventammo cosi compagni di battaglia contro lo stesso nemico, qualche anno piu tardi la stessa cosa fu per mia sorella. Povera mamma, non era piu' quella di prima.Accompagnavo mio padre a fare radioterapia e chemio all'Aquila, mentre io ero sotto cura a Roma. Ci facevamo coraggio a vicenda ed ogni anno che passava lui cercava di rincuorarmi perche' dimostrarmi che non era vero che si moriva per forza di cancro.
Negli ultimi mesi di vita lo vedevo stanco e sfinito, viveva piu per non fare preoccupare me, fin quando un sera mi chiese quasi il permesso di morire.
Ero seduto acanto a lui, faceva fatica a parlare, ma mi volle sfidare a braccio di ferro, per dimostrarmi che era ancora forte.
Poi sul tardi mi disse:
Tu non puoi vedere cio' che posso vedere io, al che gli dissi cosa vedesse. Mi disse che vedeva una donnina ai piedi del suo letto che in mano aveva ( una tilluccella ) in italiano un tegamino.
Gli chiese cosa c'era dentro, mi rispose che c'era la luce.
Era felice mentre lo raccontava dicendomi di non preoccuparmi e che la vita non sarebbe finita dopo la morte. Era notte fonda e prima che mi addormentassi mi si raccomando' di andare in ospedale ad Aquila, lui era a Pescina a pochi km da casa, perche' dovevo fare una cistoscopia, in quanto dopo l'asportazione di un rene, un anno dopo mi venne un cancro alla vescica, per fortuna di natura diversa. Dopo un intervento sei mesi piu'tardi dopo piu di un accertamento i risultati delle analisi dicevano che il cancro era tornato, ma quando mi fecero l'intervento per asportarlo non trovarono nulla.
Anche allora successe qualcosa di strano, fui graziato.
Tornando all'ultima notte di mio padre ci demmo la mano e dormii fino alle sei del mattino, fin quando mia madre venne a darmi il cambio.
Io come promesso andai ad Aquila ma mentre mi facevano la cistoscopia erano esattamente le 10 e 10 quando dissi al dottore che mio padre era morto e che non potevo restare dopo I primi accertamenti. Tornai a casa ed effettivamente mio padre ci aveva lasciati proprio intorno a quell'oora li'. Era la fine di ottobre del 2001 quando mio padre ando via. Dopo un periodo di tregua, riuscii a farmi fare l'intervento alla schiena, sempre rimandato a causa di problemi piu' gravi. Era Giugno 2011, non e' che abbia cambiato piu di tanto I miei dolori, ma almeno posso dire di averci provato. Nel 2015 andai a, Lourdes in bicicletta, con un gruppetto di amici, dovevo solo accompagnarli il primo giorno per un tratto di strada, perche' ero stato uno degli sponsor di questi incoscienti :) invece arrivai fino a Lourdes circa 2000 km in 10 giorni.
Non capii il motivo per cui lo avevo fatto, una forza misteriosa mi sospinse a farlo, ma un anno piu'tardi quasi casualmente mi accorsi che il cancro con una metastasi era tornato in prima linea, invadendo una parte del corpo importante, questa volta inoperabile.
Ho iniziato con una terapia oncologica in pillole che dopo 20 giorni mi hanno provocato il primo infarto e successivamente altri due.
Non sono bastati gli stend per allargare le vene, alla fine l'estate scorsa mi hanno operato a Cuore aperto, inserendomi due bay pas, due pezzi di vene prelevate dal torace per mettermele nel cuore e bay passare la parte delle vene del cuore occluse.l'intervento consiste nel staccare le funzioni del cuore e dei polmoni, alimentando la circolazione del sangue e il respiro con una macchina.
Ad intervento finito mi sono ritrovato in terapia intensiva.
Avevo la sensazione di stare sveglio, vedevo I medici e gli infermieri ma non riuscivo a dire una parola e a muovere un dito pero'vedevo e sentivo tutto. Dormivo a singhiozzo ma quando ho aperto gli occhi ho ai piedi del mio letto una donnina con un fazzoletto in testa e subito dopo mi sono sentito le labbra bagnate da qualche goccia di acqua.
Non l'ho detto neache alle figlie, lo leggeranno adesso per la prima volta. Col passare dei giorni il ricordo e' diventato piu' chiaro.
Oggi faccio immunoterapia, gli effetti collaterali sono poco invasivi, sono certo che ancora una volta la Madonna ha fatto la sua parte, ed e' questo il motivo per cui mi sento sereno, lei non mi lascia mai solo.
Scusatemi se mi sono dilungato, ma sentivo il bisogno di svuotarmi di questa testimonianza che solo chi ha fede puo' capire.

Giammarco De Vincentis
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