NOI DUE ... IO E IL CANCRO

Giammarco... perchè credo in Dio, le mie poesie e un po' della mia vita

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NOI DUE ... IO E IL CANCRO

Messaggio da Giammarco De Vincentis » sab lug 22, 2017 1:36 pm

NOI DUE ... IO E IL CANCRO

Ho sempre creduto che combattere contro il male, fa piu' male ancora. Contro chi è piu' forte di te, meglio non stare al suo gioco, se ti aggredisce meglio difenderti, senza perdere la serenità.
In certi momenti ti cade il mondo addosso, meglio cercare di tirare la testa fuori, trovare un po di fiato, che lasciarsi travolgere da una malattia, nascondersi o isolarsi da tutto e da tutti.
Chi direttamente, chi attraverso una persona cara, ha avuto a che fare con queste esperienze di vita, siamo un esercito invisibile, le persone che devono convivere con questa malattia.
Molti si nascondono, quasi ne hanno vergogna, tanti ce la fanno e non ne parlano, fanno notizia solo quelli che non ce la fanno, che vengono sconfitti. Tutti abbiamo avuto una cosa in comune, la paura, il timore di non farcela, ognuno, vivendo in modo diverso questa cruda esperienza.
Ho conosciuto il dramma di questo male, con mio padre, dieci anni più tardi è toccato a me, subito dopo a mia sorella.
Mio padre mi ha insegnato molto, riusciva a mascherare i suoi dolori, sapeva che prima o poi sarebbe potuto succedere anche a me, ci facevamo coraggio a vicenda, spesso non servivano parole.
La prima volta, quasi per caso, era il 1998, poi nel 2000, mi sono accorto di avere un cancro e ho subito interventi mutilanti, ho perso un rene.
Non è restare con un rene solo che mi ha creato grossi problemi, anzi ho vissuto come se ne avessi due.
Il cancro era stato asportato, le statistiche di vita, non dicevano che sarei vissuto molto a lungo, ma cosi non è stato.
Il tempo è passato, con la cancrite, la paura che il tumore tornasse ancora.
Questo ha cambiato il mio pensiero di vita, in un certo senso me l'ha fatta apprezzare di più.
Non ho fatto pensieri o investimenti alla lunga, mi mantenevo sul sicuro, vivevo guardando il futuro, anno dopo anno e questo mi ha permesso di non fare passi falsi.
Sono passati lentamente 18 anni, i primi sono stati duri, ho dovuto fare tt da solo, chiunque si sentiva impotente, spesso a parte le persone più care, amici o colleghi di lavoro, si sono allontanati.
I primi e tre anni vedevo il mondo dalla finestra di una mansarda, oppure dallo schermo di un pc, continuando cmq a svolgere il mio lavoro, da casa con un telefono e lo stesso pc, non ho perso colpi.
In questi casi viene a mancare una figura importante, un medico, uno psicologo, mentre si naviga nel buio.
Grazie a Dio ho ritrovato lui, la mia fede che mi ha aiutato molto, ho vissuto con serenità, anche se sentivo LUI il cancro con il fiato alle spalle e in cuor mio gli parlavo.
Non avevo paura come sempre,
scesi ad un patto con lui, uno senza l'altro non avrebbe avuto piu la ragione di esistere, cercando di trovare una via di mezzo.
Oggi a distanza di 19 anni, il suo respiro si è fatto piu corto, non è piu' quello di prima, sento il suo odore e mi sto difendendo, senza alzare la voce.
I tempi sono cambiati, la scienza ha fatto progressi, ci sono medicine che se pur non riescono a sconfiggerlo del tutto, lo tengono a bada, non si avvicina più di tanto.
È tutto un gioco di mente, la volontà e la fiducia, sono ingredienti che arricchiscono la potenza della medicina e poi ho sempre con me il buon Dio.
Noi due io e il cancro ... ovunque andro' lo portero' con me, meglio non farmelo nemico :)

Giammarco De Vincentis
22 Luglio 2017
C'è piu' gioia nel dare :-) che nel ricevere
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