LUNGO IL CALVARIO

Le preghiere e le poesie religose scritte da noi

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catena
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LUNGO IL CALVARIO

Messaggio da catena » lun mar 22, 2010 11:32 pm

Lungo il Calvario, Gesù mio adorato

Col Tuo Sangue la strada hai bagnato

mentre l’Addolorata Vergine Maria

bagnava con le lacrime la via,

vivendo insieme a te la tua agonia.

Quale strazio! Quale immenso dolore:

Vedere il Puro e Santo, in mano al peccatore,

Lei che portò nel grembo il Figlio del Signore!

Lo seguì nella Via Crucis e ad ogni stazione,

raccoglieva i frutti della redenzione

per offrirli al Padre del Figlio suo immolato:

questo fu il prezzo del nostro peccato!!!!

GRAZIE! Al Padre, al Figlio e alla Vergine Maria,

grata si prostra la misera anima mia!

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miriam bolfissimo
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Messaggio da miriam bolfissimo » mar mar 23, 2010 9:40 am

Mia carissima catena, pace e bene! in risonanza...
  • Grazie: al Padre, al Figlio e alla Vergine Maria
    grata si prostra la misera anima mia!
Un abbraccissimo, miriam bolfissimo ;)
      • Io voglio amare soltanto per Te tutto quello che amo... (santa Teresa di Lisieaux)[/list:u][/list:u][/list:u]

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niky70
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Messaggio da niky70 » mar mar 23, 2010 6:46 pm

un abbraccio.

Lungo il Calvario, Gesù mio adorato

Col Tuo Sangue la strada hai bagnato

mentre l’Addolorata Vergine Maria

bagnava con le lacrime la via,

vivendo insieme a te la tua agonia.

Quale strazio! Quale immenso dolore:

Vedere il Puro e Santo, in mano al peccatore,

Lei che portò nel grembo il Figlio del Signore!

Lo seguì nella Via Crucis e ad ogni stazione,

raccoglieva i frutti della redenzione

per offrirli al Padre del Figlio suo immolato:

questo fu il prezzo del nostro peccato!!!!

GRAZIE! Al Padre, al Figlio e alla Vergine Maria,

grata si prostra la misera anima mia!

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Grazia Cuffari
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Messaggio da Grazia Cuffari » mar mar 23, 2010 11:52 pm

Immagine
  • La Croce Gloriosa del Signore risorto
"La Croce Gloriosa del Signore risorto
è l'albero della mia salvezza -
di esso mi nutro, di esso mi diletto,
nelle sue radici cresco,
nei suoi rami mi distendo,
la sua brezza mi feconda,
alla sua ombra ho posto la mia tenda.
Nella fame l'alimento,
nella sete la fontana,
nella nudità il vestimento.
Angusto sentiero, mia strada stretta,
scala di Giacobbe, letto di amore
dove ci ha sposato il Signore.
Nel timore la difesa,
nell'inciampo il sostegno,
nella vittoria la corona,
nella lotta Tu sei il premio,
Albero di vita eterna,
pilastro dell'universo,
ossatura della terra, la tua cima tocca il cielo,
e nelle tue braccia aperte
brilla l'Amore di Dio.

La croce gloriosa del Signore risorto
è l'albero della mia salvezza;
di esso mi nutro, di esso mi diletto,
nelle sue radici cresco,
nei suoi rami mi distendo.
Dio mi ama e ama tutti nel presente e nell'eternità

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Grazia Cuffari
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Il centurione di fronte alla Croce

Messaggio da Grazia Cuffari » mer mar 24, 2010 5:45 pm

Il centurione di fronte alla Croce"

Il frutto della morte di Gesù in croce è evidente da subito. Quello che è dichiarata da san Paolo
in 1Cor 1, 18 "La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio." fu subito avvertito da un testimone di quella grandiosa scena di salvezza del mondo. Il centurione romano.
Costui pur essendo un gentile, pur non appartenendo al popolo eletto e non conoscendo le Scritture è il primo con inaudita certezza a proclamare quello che sarebbe stato fatto da li in avanti da tutte le genti.

L'evangelista Marco, con la minuzia del cronista, così come suggerisce lo Spirito Santo ci riferisce testualmente: Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse:
«Veramente quest'uomo era Figlio di Dio!» (Mc 15,39). Proviamo a dare una spiegazione su come il centurione sia arrivato a una così esplicita professione di fede.
Egli non poteva comprendere le motivazioni religiose e politiche che avevano spinto i capi del popolo a chiederne la condanna a morte.

Portare un condannato alla esecuzione doveva essere per lui un lavoro abituale. Era assuefatto a trattare con impostori di ogni tipo, ma questo condannato giudeo, chiamato Gesù di Nazareth, aveva qualcosa di speciale: non reagiva agli insulti e agli sputi, mostrava una grande pazienza, le poche volte che aveva aperto la bocca era stato per usare parole di misericordia e di perdono.
Con ogni probabilità aveva assistito agli scherni che aveva dovuto subire Gesù appeso alla croce ed a tutte quelle manifestazioni di cattiveria aveva udito Gesù rispondere :«Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno». (cf Lc 23, 34). Con ogni probabilità il centurione romano aveva anche sentito bisbigliare qualcosa fra Gesù e il "buon ladrone", il quale aveva riconosciuto l'innocenza del Nazareno e si era sentito dire: «
Oggi sarai con me in paradiso» (cf Lc 23,43).

Tutte queste cose sono sinteticamente contenute nella frase "vistolo spirare in quel modo", che l'evangelista Marco riporta come motivazione della professione di fede del centurione. Gesù era spirato in un modo straordinario: era apparso come agnello mansueto condotto al macello, come pecora muta dinanzi ai suoi tosatori (cf Is 53,7); era sembrato "la mansuetudine indifesa" che vince il male col bene, l'odio con l'amore. Tutto questo, e altro ancora, sarà passato nella mente del soldato romano, che aveva fissato il suo sguardo su Gesù crocifisso e forse non era più riuscito a distoglierlo da lui.

Possiamo trovarci anche noi nella situazione del centurione. Possiamo anche noi apprendere dalla lezione di quel testimone. Basta contemplare il volto sfigurato di quest'uomo che soffre ingiustamente. Egli ci mostra il mistero del dolore innocente, della sofferenza di chi non ha nessuna colpa, eppure sconta una grande pena, la pena che avremmo dovuto scontare noi. Egli ci fa vedere il mistero del dolore offerto per amore.

Fissando il nostro sguardo su di lui, anche noi possiamo provare a dire:
"Sì, Gesù, tu sei il Figlio di Dio! Tu sei il mio Signore, il mio Salvatore!"
***********************************************************]************************************************
Ed è il dolore innocente, la sofferenza di chi non ha colpa che ci rivela il vero Volto di Dio, Amore Misericordioso che decide di accollarsi le nostre colpe per la nostra Salvezza. Mi auguro che io, insieme a molti altri, possiamo, come il centurione , o come il buon ladrone pentito, avere intuito. percepito la grande Verità di Gesù, Figlio di Dio fatto Uomo, per imitarlo, aiutati dal Suo Spirito e con costanza nella nostra vita
Dio mi ama e ama tutti nel presente e nell'eternità

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Ilary
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Messaggio da Ilary » mer mar 24, 2010 10:58 pm

bellissimo grazie :D mi unisco
Signore, tu sai....Signore, tu puoi...Signore, perdona.

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Grazia Cuffari
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Meditazone

Messaggio da Grazia Cuffari » gio mar 25, 2010 12:18 am

Mi piace meditare insieme a voi questa bella pagina di spiritualità. Eccola:

La Via della croce

C'è un momento preciso della vita di Gesù in cui si realizza una svolta decisiva nella coscienza del suo ministero e nelle prospettive circa la sua sorte finale. E' durante l'attività in Galilea, quando il suo agire libero ed in difesa incondizionata dell’ uomo, lo porta ad incontrare le inimicizie dell’autorità religiosa ebraica. E’ allora che egli comincia a "pensare concretamente alla possibilità, tutt'altro che teorica, di una fine violenta" (Romano Penna, Prendete la mia croce, in Storia di Gesù ed. Rizzoli, vol. 3, pag. 985). Una scelta che sarà ricordata circa trent'anni dopo, allorché verrà scritta la lettera agli Ebrei. "Egli, in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l'ignominia" (Eb. 12,2). Un pensiero ribadito dallo stesso Paolo che, nella lettera ai cristiani di Roma, così scrive verso la metà degli anni 50: "Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso, ma come sta scritto: gli insulti di coloro che ti insultano sono caduti sopra di me " (Rom. 15,3).

Il libro redatto da Marco, che è il più arcaico dei quattro vangeli, riporta nello stesso episodio avvenuto a Cesarea di Filippo, nell’estremo nord della Palestina, una singolare coincidenza: nel momento stesso in cui Gesù è riconosciuto come il Cristo da Simon Pietro, preannuncia la sua morte violenta al termine di sofferenze inaudite: <<E voi chi dite che io sia?>>. Pietro gli rispose: <<Tu sei il Cristo>>. E impose loro severamente di non parlare di lui a nessuno.

E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell'uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare. Gesù faceva questo discorso apertamente. Allora Pietro lo prese in disparte, e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i discepoli, rimproverò Pietro e gli disse: <<Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini>>. (Mc 8, 30-33). Pochi istanti prima, Gesù aveva proclamato beato, Pietro. E gli aveva affidato le chiavi del Regno dei cieli. Ma ora lo chiama addirittura "satana", termine che è "di origine ebraica e significa letteralmente <<avversario>>
Così si manifesta Pietro agli occhi del Maestro, avversando la sua decisione di morire sulla croce.

Ai discepoli di Emmaus Gesù appare dopo la sua risurrezione, ricordando che: "Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?" (Lc 24,26). Gesù è, quindi, pienamente consapevole che il piano di Dio per la salvezza dell’umanità passa per la sua passione e morte in croce. Ed abbraccia a tal punto questa "scelta Divina" che ad essa vuole coinvolgere i suoi stessi discepoli ed amici:

"Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: <<Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà" (Mc 8,34-35).

"Rinnegarsi e portare la croce non è nell’intenzione del Maestro, fine a sé stesso; e neppure è una scelta piacevole. Lo stesso Gesù di fronte alla sua croce sentirà "paura e angoscia", e giungerà a chiedere l’allontanamento del calice amaro (Cfr. Marco 14, 33-36) (Romano Penna, Prendete la mia croce, in Storia di Gesù ed. Rizzoli, vol. 3, pag. 985). Ma al di là della paura e dell’angoscia della morte, Egli accetta totalmente la volontà del Padre fino a sublimarla effondendo sulla croce la sua vita, fino all’ultima goccia di sangue. L’aveva già predetto durante la sua vita pubblica: "Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti" (Mc 10,45).

E’ per questo motivo che il vero senso della regalità di Cristo "si manifesta soltanto dall’alto della croce. Solo dopo la Risurrezione, la sua regalità messianica potrà essere proclamata da Pietro davanti al popolo di Dio:
"Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele, che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!" (At.2,36).(Catechismo della Chiesa Cattolica, par. 440, pag. 124).
Dio mi ama e ama tutti nel presente e nell'eternità

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Messaggio da saretta87 » gio mar 25, 2010 8:14 pm

Caty molto profonda questa preghiera, mi sono venuti i brividi....
stupenda davvero!

Ospite

Messaggio da Ospite » gio mar 25, 2010 8:59 pm

Ciao Catena, leggenda questa stupenda poesia, vera in ogni sua espressione, mi hai fatto venire in mente la scena che mi ha lasciata muta, addolorata e conscia della nostra miseria di poveri peccatori, dell'incontro
di Maria con Suo Figlio nel film "The Passion".
E' rimasta indelebile nella mia mente, perchè non è finzione ma verità,
davvero quanto sangue e quanto dolore in questa meravigliosa fusione di Madre nel Figlio e del Figlio nella Madre nell'affrontare il Calvario, loro cosi puri e così profondamente umani nella loro divinità offerti in sacrificio per tutto noi, per la nostra salvezza.
Se solo riuscissimo a ricordare questi struggenti momenti di Gesù e Maria
quando siamo tentati dal peccato, saremmo capaci di resistere respingendoli
la da dove provengono.
E quale occasione oggi, festa dell'Annunciazione, per ringraziare Maria, la tutta bella e tutta pura per aver aderito con il Suo "SI" alla volontà di Dio.
Grazie anche a te Catena, per aver rinnovato in me attraverso le bellissime parole il desiderio di essere migliore.

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Dammi Gesù

Messaggio da Grazia Cuffari » gio mar 25, 2010 9:09 pm

Dammi Gesù



Padre, dammi il dono più bello,
più grande, più prezioso che possiedi: Gesù!
Quando sono ammalato, dammi Gesù
perché egli è la Salute.
Quando mi sento triste, dammi Gesù
perché Egli è la Gioia.
Quando mi sento debole, dammi Gesù
perché Egli è la Forza.
Quando mi sento solo, dammi Gesù
perché Egli è l'Amico.
Quando mi sento legato, dammi Gesù
perché Egli è la Libertà.
Quando mi sento scoraggiato, dammi Gesù
perché Egli è la Vittoria.
Quando mi sento nelle tenebre, dammi Gesù
perché Egli è la Luce.
Quando mi sento peccatore, dammi Gesù
perché Egli è il Salvatore.
Quando ho bisogno d'amore, dammi Gesù
perché Egli è l'Amore.
Quando ho bisogno di pane, dammi Gesù
perché Egli è il Pane di Vita.
Quando ho bisogno di denaro, dammi Gesù
perché Egli è la Ricchezza Infinita.
Padre, a qualsiasi mia richiesta
per qualsiasi mio bisogno, rispondi
con una sola parola, la tua Parola eterna: Gesù.
Dio mi ama e ama tutti nel presente e nell'eternità

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Messaggio da catena » ven mar 26, 2010 12:55 pm

Immagine

Dolcissimo Gesù, meditando la tua agonia,
ho attinto forza per l'anima mia,
aggiungo le mie lacrime a quelle di Maria...
Fa' che io accetti la sofferenza,
e impari ad offrirla come penitenza...

Gesù, ti offro la mia sensibilità,
è la mia goccia per salvare l'umanità,
la considero talento da te ricevuto,
Gesù non lasciare che vada perduto!
Te la dono con tanta tenerezza,
accettala come fosse una carezza,
per i martìri subìti per la mia salvezza.
Per il tuo amore e per la tua bontà
mi affido e riposo nella tua volontà.
***************************



Un saluto affettuoso a tutti voi amici del forum

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Via Crucis meditata

Messaggio da Grazia Cuffari » lun mar 29, 2010 9:20 am

BUONA SETTIMANA SANTA A TUTTI!
Scusate, ma ritengo cosa gradita meditare, insieme a voi del forum che mi siete cari,questa Via Crucis che mi pare bellissima.
Grazie, anche solo per il fatto di essermi amici. Vi voglio bene!

VIA CRUCIS MEDITATA

(…) Il pio esercizio della Via Crucis ha come scopo di rinnovare il ricordo dei dolori che Gesù patì nel tragitto dal pretorio di Pilato, il luogo della condanna a morte, fino al monte Calvario, dove offrì la Sua vita sulla croce per la nostra salvezza e ci aprì le porte del paradiso con la Sua gloriosa Resurrezione.

La Via Crucis è anche un mezzo per stare vicino a Maria che ha sofferto pure Lei nel Suo Cuore Immacolato la passione e la morte del Suo Divin Figlio. La croce del Redentore e il dolore della Corredentrice hanno sconfitto il serpente e distrutto la morte. (…)
I stazione: Gesù e condannato a morte

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Il giudice che ha commesso il cri mine professionale più mostruoso di tutta la storia non vi fu spinto dal tumultuare di nessuna passione ardente.

Non lo accecò l'odio ideologico, né l'ambizione di nuove ricchezze, né il desiderio di compiacere qualche Salo mé. A condannare il Giusto lo mosse il timore di perdere la carica sembrando poco zelante per le prerogative di Cesare; la paura di crearsi complicazioni politiche, dispiacendo alla plebaglia ebraica; la paura istintiva di dire «no», di fare il contrario di quanto si chie de, di affrontare l'ambiente con atteggiamenti e con opinioni diverse da quelle in esso dominanti.

Tu, Signore, lo guardasti per lungo tempo con quello sguar do che in un attimo operò la salvezza di Pietro. Era uno sguardo in cui traspariva la tua somma perfezione morale, la tua infinita innocenza, e, ciononostante, egli ti condannò.

Signore, quante volte ho imitato Pilato! Quante volte, per amore della mia carriera, ho lasciato che in mia presenza l'ortodossia fosse perseguitata, e ho taciuto. Quante volte ho assistito a braccia incrociate alla lotta e al martirio di quanti di fendono la tua Chiesa! E non ho avuto il coraggio di dire loro neppure una parola di sostegno, per la detestabile pigrizia di af frontare quanti mi circondano, di dire «no» a quelli che costitu iscono il mio ambiente, per la paura di essere «diverso dagli altri». Come se fossi stato creato, Signore, non per imitarti, ma per imitare servilmente i miei compagni.

Nel momento doloroso della condanna, hai sofferto per tutti i codardi, per tutti i deboli, per tutti i tiepidi... per me, Signore. Gesù mio, perdono e misericordia. Per la fortezza di cui mi hai dato esempio sopportando l'impopolarità e affrontando la sentenza del magistrato romano, cura nella mia anima la piaga della debolezza! Padre Nostro, Ave o Maria, Gloria al Padre.

Abbi pietà di noi, Signore. Abbi pietà di noi.

Le anime dei fedeli defunti per la tua misericordia, Si gnore, riposino in pace. Amen.

II stazione: Gesù prende la croce sulle spalle

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Così, mio adorato Signore, co mincia il tuo cammino verso il luogo dell'immolazione. Il Padre Ce leste non ha voluto che fossi ucciso con un colpo improvviso. Con la tua Passione dovevi insegnarci non sol tanto a morire, ma ad affrontare la morte. Ad affrontarla con serenità, senza esitazione né debolezza, avan.

zando perfino verso di essa con il passo deciso del guerriero che va in battaglia: ecco la mirabile lezione che mi dai.

Di fronte al dolore, mio Dio, come sono vigliacco! Ora tem poreggio prima di prendere la mia croce; ora indietreggio, tra dendo il dovere; ora, finalmente, lo accetto, ma con tanto fastidio, con tanta debolezza, che sembro odiare il fardello che la tua volontà mi pone sulle spalle.

In altre occasioni, quante volte chiudo gli occhi per non ve dere il dolore! Mi rendo volontariamente cieco con uno stupido ottimismo, perché non ho il coraggio di affrontare la prova.

E perciò mento a me stesso: non è vero che la rinuncia a quel piacere mi si impone per non cadere in peccato; non è vero che devo vincere quell'abitudine che favorisce le mie passioni più radicate; non è vero che devo abbandonare quell'ambiente, quell'amicizia che minano e scuotono tutta la mia vita spiritua le; no, niente di tutto questo è vero... chiudo gli occhi, e getto da parte la mia croce.

Mio Gesù, perdonami tanta pigrizia, e cura, Padre miseri cordioso, per la piaga aperta sulle tue spalle dalla croce, l'orri bile piaga che ho aperto nella mia anima con anni interi vissuti nella rilassatezza interiore e nella condiscendenza verso me stesso! Padre Nostro, Ave o Maria, Gloria al Padre.

Abbi pietà di noi, Signore. Abbi pietà di noi.

Le anime dei fedeli defunti per la tua misericordia, Signore, riposino in pace. Amen.

III stazione: Gesù cade per la prima volta

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Che cos'è successo, Signore? Non ti era lecito abbandonare la tua croce? Infatti, se l'hai portata finché tutte le tue forze sono venute meno, finché il peso insostenibile del legno non ti ha gettato a terra, non era adeguatamente provato che ti era im possibile proseguire? Il tuo dovere era compiuto. Ora avrebbero dovuto por tare la croce per te gli angeli del Cielo. Tu avevi sofferto in tutta la misura del possibile. Che cosa avresti dovuto fare di più? Ma tu hai agito diversamente e hai dato una lezione grande alla mia vigliaccheria. Esaurite le tue forze, non hai rinunciato al fardello, ma hai chiesto ancora più forze per portare di nuovo la croce. E le hai ottenute.

Oggi la vita del cristiano è difficile. Costretto a lottare in cessantemente contro sé stesso per mantenersi in linea con i Comandamenti, sembra un'eccezione stravagante in un mondo che ostenta la gioia di vivere nella lussuria e nell'opulenza.

La croce della fedeltà alla tua legge, Signore, pesa sulle nostre spalle. E talora sembra ci manchi il fiato.

In questi momenti di prova inventiamo sofismi. Abbiamo già fatto quanto stava in noi. In fondo, la forza dell'uomo è tan to limitata! Dio ne terrà conto... lasciamo cadere la croce al margine della via e affondiamo dolcemente nella vita del piace re. Quante croci abbandonate ai margini delle nostre vie, forse ai margini delle mie vie!

Gesù, dammi la grazia di restare abbracciato alla mia croce, anche quando svengo sotto il suo peso. Dammi la grazia di rial zarmi tutte le volte in cui sono svenuto. Signore, dammi la gra zia somma di non lasciare la via per la quale devo giungere sulla cima del mio calvario personale. Padre Nostro, Ave o Maria, Gloria al Padre.

Abbi pietà di noi, Signore. Abbi pietà di noi.

Le anime dei fedeli defunti per la tua misericordia, Signore, riposino in pace. Amen.

IV stazione: Incontro di Gesù con sua Madre

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Chi, Signora, vedendoti così pian gente, oserebbe chiedere perché piangi? Né la terra, né il mare, né tutto il firmamento potrebbero servire come termine di paragone per il tuo dolore. Madre mia, dammi almeno un poco di questo dolore. Dammi la grazia di piangere Gesù, con le lacrime di una compunzione sincera e profonda.

Hai sofferto unita a Gesù. Dammi la grazia di soffrire con te e con lui. Il tuo dolore più grande non è derivato dal contempla re le indicibili sofferenze del corpo del tuo divin Figlio. Che cosa sono i mali del corpo in confronto con quelli dell'anima? Magari Gesù avesse sofferto tutti quei tormenti, ma accanto a lui vi fossero stati cuori compassionevoli! Magari l'odio più stupido, più ingiusto, più sciocco, non avesse ferito il Sacro Cuore enormemente più di quanto il peso della croce e i cattivi trattamenti ferivano il corpo del nostro Signore! Ma la manife stazione tumultuosa dell'odio e dell'ingratitudine di quanti lui aveva amato... a due passi stava un lebbroso che aveva curato...

più lontano, un cieco a cui aveva restituito la vista... poco oltre un sofferente a cui aveva reso la pace. E tutti chiedevano la sua morte, tutti lo odiavano, tutti lo ingiuriavano. Tutto questo fa ceva soffrire Gesù enormemente di più degli indicibili dolori che pesavano sul suo corpo.

E vi era di peggio. Vi era il peggiore dei mali. Vi era il pecca to, il peccato dichiarato, il peccato prorompente, il peccato atro ce. Magari tutte quelle manifestazioni d'ingratitudine fossero state dirette contro il migliore degli uomini, ma, per assurdo, non avessero offeso Dio! Ma erano dirette all'Uomo-Dio, e costitui vano un peccato sommo contro la Santissima Trinità tutta. Ecco lì il male più grande dell'ingiustizia e dell'ingratitudine.

Questo male non consiste tanto nel ferire i diritti del bene fattore, ma nell'offendere Dio. E di tante e tante cause di dolo re, quella che vi faceva soffrire maggiormente, Madre santissima, divino Redentore, era certamente il peccato.

E io? Mi ricordo dei miei peccati? Per esempio, mi ricordo del mio primo peccato, o del mio peccato più recente? Dell'ora in cui l'ho commesso, del luogo, delle persone che mi circon davano, dei motivi che mi hanno portato a peccare? Se avessi pensato a tutta l'offesa che ti porta un peccato, avrei osato di sobbedirti, Signore?

Madre mia, per il dolore del santo incontro, ottienimi la gra zia di aver sempre davanti agli occhi Gesù sofferente e piagato, proprio come l'hai visto in questo momento della Passione. Padre Nostro, Ave o Maria, Gloria al Padre.

Abbi pietà di noi, Signore. Abbi pietà di noi.

Le anime dei fedeli defunti per la tua misericordia, Signore, riposino in pace. Amen.

V stazione: Gesù aiutato dal Cireneo a portare la croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Chi era questo Simone, che cosa si sa di lui, se non che era di Ci rene? E cosa sanno in genere gli uomi ni a proposito di Cirene, se non che era la terra di Simone? Tanto l'uomo come la città sono emersi dall'oscurità verso la gloria, e la più alta delle glorie, la gloria sacra, in un momento in cui i pensieri del Cireneo erano ben altri.

Avanzava spensierato lungo la strada. Pensava proprio sol tanto ai piccoli problemi e ai piccoli interessi di cui è fatta la vita spicciola della maggior parte degli uomini. Ma tu, Signore,

hai attraversato il suo cammino con le tue piaghe, con la tua croce, con il tuo immenso dolore. E a questo Simone è toccato prendere posizione rispetto a te. Lo hanno costretto a portare con te la croce. Avrebbe potuto portarla di malavoglia, con in differenza nei tuoi confronti, cercando di rendersi simpatico al popolo con qualche modo nuovo di aumentare i tuoi tormenti spirituali e corporali; oppure avrebbe potuto portarla con amo re, con compassione, indifferente alla plebaglia, cercando di sollevarti, cercando di soffrire in sé stesso un poco del tuo dolo re, affinché tu soffrissi un po' meno. Il Cireneo ha preferito sof frire con te. E perciò il suo nome è ripetuto con amore, con gratitudine, con santa invidia, da duemila anni, da tutti gli uo mini di fede, su tutta la faccia della terra, e così continuerà a es sere fino alla consumazione dei secoli.

Mio Gesù, sei passato anche sulle mie vie. Sei passato quando mi hai chiamato dalle tenebre del paganesimo al seno della tua Chiesa con il santo battesimo. Sei passato quando i miei genitori mi hanno insegnato a pregare. Sei passato quan do, durante il corso di catechismo, ho cominciato ad aprire la mia anima alla vera dottrina cattolica e ortodossa. Sei passato nella mia prima confessione, nella mia prima comunione, tutte le volte in cui ho vacillato e mi hai protetto, tutte le volte in cui sono caduto e mi hai rialzato, tutte le volte in cui ho chiesto e mi hai ascoltato.

E io, Signore? Anche adesso passi per me in questa pratica della Via Crucis. Che cosa faccio quando passi per me? Padre Nostro, Ave o Maria, Gloria al Padre.

Abbi pietà di noi, Signore. Abbi pietà di noi.

Le anime dei fedeli defunti per la tua misericordia, Signore, riposino in pace. Amen.

Continua....
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Grazia Cuffari
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Continuazione Via Crucis

Messaggio da Grazia Cuffari » lun mar 29, 2010 9:33 am

CONTINUAZIONE VIA CRUCIS MEDITATA

VI stazione: La Veronica asciuga il volto di Gesù

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

A prima vista si direbbe che non vi è mai stato un premio maggiore nella storia. Infatti, che re ha avu to in mano un tessuto più prezioso di quel velo? Che generale ha avuto una bandiera più augusta? Che gesto di co raggio e di dedizione è stato ricompen sato con un favore più straordinario? Ma vi è una grazia che vale molto di più del possedere miracolosamente stampato su un velo il santo volto del Salvatore. Sul velo la rappresentazione del vol to divino è stata fatta come in un quadro.

Nella santa Chiesa cattolica, apostolica, romana è fatta come in uno specchio. Nelle sue istituzioni, nella sua dottrina, nelle sue leggi, nella sua unità, nella sua universalità, nella sua insuperabile cattolicità, la Chiesa è un autentico specchio nel quale si riflette il nostro divino Salvatore. Ancora di più, è lo stesso corpo mistico di Cristo.

E noi, tutti noi, abbiamo la grazia di appartenere alla Chie sa, di essere pietre vive della Chiesa!

Come dobbiamo ringraziare di questo favore! Ma non di mentichiamo che «noblesse obblige»: far parte della Chiesa è cosa molto elevata e molto ardua. Dobbiamo pensare come pensa la Chiesa, sentire come sente la Chiesa, agire come la Chiesa vuole che agiamo in tutte le circostanze della nostra vita. Questo suppone un senso cattolico reale, una purezza di costumi autentica e completa, una pietà profonda e sincera. In altri termini, suppone il sacrificio di tutta un'esistenza.

E qual è il premio? «Christianus alter Christus». Sarò una riproduzione di Cristo stesso in modo eccellente. La somiglian za di Cristo si imprimerà, viva e sacra, nella mia stessa anima.

Signore, se la grazia concessa alla Veronica è grande, quan to maggiore è il favore che mi prometti!

Ti chiedo forza e risolutezza per conseguirlo realmente attraverso una fedeltà a tutta prova. Padre Nostro, Ave o Maria, Gloria al Padre.

Abbi pietà di noi, Signore. Abbi pietà di noi.

Le anime dei fedeli defunti per la tua misericordia, Signore, riposino in pace. Amen.

VII stazione: Gesù cade per la seconda volta

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Cadere, distendersi a terra, restare ai piedi di tutti, dare manifesta zione pubblica di non aver più forza, queste sono le umiliazioni alle quali hai voluto sottoporti, Signore, per mia edifi cazione. Nessuno ha avuto compassio ne di te. Hanno raddoppiato le ingiurie e i maltrattamenti. E intanto la tua grazia sollecitava invano un moto di pietà nell'intimo di quei cuori di pietra.

Anche in questo momento hai voluto proseguire la tua Pas sione per salvare gli uomini. Che uomini? Tutti, anche quanti in quel momento stavano accrescendo in tutti i modi il tuo dolore.

Nel mio apostolato, Signore, dovrei continuare anche quan do tutte le mie opere fossero abbattute, anche quando tutti si mettessero insieme per attaccarmi, anche quando l'ingratitudi ne e la perversità di coloro a cui voglio fare del bene si volges sero contro di me.

Non avrò la debolezza di mutare strada per far loro piacere. Le mie vie possono essere soltanto le tue, cioè le vie dell'orto dossia, della purezza, dell'austerità. Ma, sulle tue vie, soffrirò per loro. E continuerò a far loro del bene unendo i miei dolori imperfetti al tuo dolore perfetto, al tuo dolore infinitamente prezioso. Perché si salvino, oppure perché le grazie rifiutate si accumulino su di loro come carboni ardenti che chiedono puni zione. E quanto hai fatto con il popolo deicida, e con tutti colo ro che ti hanno rifiutato fino alla fine. Padre Nostro, Ave o Maria, Gloria al Padre.

Abbi pietà di noi, Signore. Abbi pietà di noi.

Le anime dei fedeli defunti per la tua misericordia, Signore, riposino in pace. Amen.

VIII stazione: Gesú consola le figlie di Gerusalemme

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Allora non sono mancate anime buone, che si rendevano conto dell'enormità del peccato che veniva commesso, e che temevano la giusti zia divina.

Non assisto anch'io a qualche pec cato di questo genere? Attualmente non è assolutamente vero che il Vica rio di Cristo è disubbidito, abbandona to, tradito? Non è assolutamente vero che le leggi, le istituzioni, i costumi sono sempre più ostili a Gesù Cristo? Non è assoluta mente vero che si costruisce tutto un mondo, tutta una civiltà fondata sulla negazione di Gesù Cristo? Non è assolutamente vero che la Madonna ha parlato a Fatima indicando tutti questi peccati e chiedendo penitenza?

Ma dov'è questa penitenza? Quanti sono coloro che in real tà vedono il peccato e cercano di segnalarlo, di denunciarlo, di combatterlo, di disputargli il terreno a palmo a palmo, di levare contro di esso tutta una crociata di idee, di azioni, di forza viva, nel caso sia necessario? Quanti sono capaci spiegare lo sten dardo dell'ortodossia assoluta e senza macchia, nei luoghi stes si in cui si pavoneggia l'empietà, oppure la falsa pietà? Quanti sono quelli che vivono in unione con la Chiesa questo momen to che è tragico come è stata tragica la Passione, questo mo mento cruciale della storia, in cui tutta un'umanità sta optando per Cristo o contro Cristo?

Mio Dio, quanti miopi preferiscono non vedere ne immagi nare la realtà che pure si presenta davanti ai loro occhi! Quanta bonaccia sospetta, quanto benessere spicciolo, quanto piccolo piacere di routine! Che piatto saporito di lenticchie da mangiare! Gesù, dammi la grazia di non essere così. La grazia di se guire il tuo consiglio, cioè di piangere per noi e per i nostri. Non un pianto sterile, ma un pianto che si versa ai tuoi piedi e che, reso fecondo da te, si trasforma per noi in perdono, in energie di apostolato, di lotta, di intrepidezza. Padre Nostro, Ave o Maria, Gloria al Padre.

Abbi pietà di noi, Signore. Abbi pietà di noi.

Le anime dei fedeli defunti per la tua misericordia, Signore, riposino in pace. Amen.

IX stazione: Gesù cade per la terza volta

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Mio Signore, sei più stanco, più privo di forze, più piagato, più esangue che mai. Che cosa ti aspetta? Sei giunto alla fine? No. Sta per accadere proprio il peggio. Deve ancora essere commesso il crimine più atroce. Devono ancora essere sofferti i dolori più grandi. Sei a terra per la ter za volta e, però, tutto quanto precede è solo una premessa. Ed ecco che ti vedo muovere di nuovo questo corpo che è tutto una piaga. Si produce quanto pareva impossibile, e ancora una volta ti metti in piedi lentamente, anche se ogni mo vimento è per te un nuovo dolore. Eccoti, Signore, eretto anco ra una volta... con la tua croce. Hai saputo trovare nuove forze, nuove energie, e continui. Tre cadute, tre identiche lezioni di perseveranza, ciascuna più penetrante e più significativa dell'altra. Perché tanta insistenza?

Perché la nostra vigliaccheria è insistente. Decidiamo di prendere la nostra croce, ma la vigliaccheria torna sempre alla carica. E perché essa restasse senza pretesti nella nostra debo lezza, hai voluto ripetere tu stesso tre volte questa lezione.

Sì, la nostra debolezza non ci può servire di pretesto. La grazia, che Dio non rifiuta mai, può quanto le forze semplice mente naturali non potrebbero.

Dio vuole essere servito fino all'ultimo respiro, fino al ve nir meno dell'ultima energia, e moltiplica le nostre capacità di soffrire e di agire, perché la nostra dedizione giunga ai limiti dell'imprevedibile, dell'inverosimile, del miracoloso. La mi sura di amare Dio consiste nell'amarlo senza misure, ha detto san Francesco di Sales. Noi diremmo che la misura di lottare per Dio consiste nel lottare senza misure.

Ma io, come mi stanco presto! Nelle mie opere di apostola to il più piccolo sacrificio mi ferma, il più piccolo sforzo mi fa paura, la più piccola lotta mi mette in fuga. Sì, l'apostolato mi piace. Un apostolato completamente conforme alle mie prefe renze e alle mie fantasie, al quale mi dedico quando voglio, come voglio, perché voglio. E poi credo di aver fatto un'enor me elemosina a Dio.

Ma Dio non si accontenta di questo. Per la Chiesa vuole tut ta la mia vita, vuole organizzazione, vuole sagacia, vuole intre pidezza, vuole l'innocenza della colomba ma anche l'astuzia del serpente, la mitezza dell'agnello ma anche l'impeto irresi stibile e terribile del leone. Nel caso sia necessario sacrificare carriera, amicizie, legami di parentela, vanità meschine, abitu dine inveterate, per servire nostro Signore, devo farlo. Infatti, questo momento della Passione mi insegna che a Dio dobbia mo dare tutto, assolutamente tutto, e dopo aver dato tutto dob biamo ancora dare la nostra stessa vita. Padre Nostro, Ave o Maria, Gloria al Padre.

Abbi pietà di noi, Signore. Abbi pietà di noi.

Le anime dei fedeli defunti per la tua misericordia, Signore, riposino in pace. Amen.

X stazione: Gesù spogliato delle vesti

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Sì, tutto, assolutamente tutto. Per amore di Dio e per la salvezza delle anime dobbiamo soffrire fino alla vergogna.

In questo consiste la prova. Il Puro per eccellenza è stato spogliato, e gli impuri lo hanno schernito nella sua purezza. E nostro Signore ha resistito alle beffe dell'impurità.

Non sembra senza significato il fatto che resista alla beffa chi ha già resistito a tanti tormenti? Ma ci era necessaria anche questa lezione. A causa del disprezzo di una domestica, san Pietro ha negato. Quanti uomini hanno abbandonato nostro Si gnore per paura del ridicolo! Infatti, se vi sono persone che vanno in guerra a esporsi ai colpi e alla morte per non essere scherniti come vigliacchi, non è assolutamente vero che certi uomini hanno più paura di una risata che di qualsiasi altra cosa?

Il divino Maestro ha affrontato il ridicolo. E ci ha insegnato che niente è ridicolo quando è nella linea della virtù e del bene.

Insegnami, Signore, a riflettere in me la maestà del tuo aspetto e la forza della tua perseveranza, quando gli empi vo gliono usare contro di me l'arma del ridicolo. Padre Nostro, Ave o Maria, Gloria al Padre.

Abbi pietà di noi, Signore. Abbi pietà di noi.

Le anime dei fedeli defunti per la tua misericordia, Signore, riposino in pace. Amen.

XI stazione: Gesù inchiodato sulla croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Per te, mio Signore, l'empietà ha scelto il peggiore dei tormenti fi nali. Sì, il peggiore, perché è quello che fa morire lentamente, quello che produce sofferenze maggiori, quello che era più infamante in quanto era ri servato ai criminali più abbietti. Tutto è stato predisposto dall'inferno per farti soffrire, sia nell'anima che nel corpo. Quest'odio immenso non con tiene per me nessuna lezione? Povero me, che non la comprenderò mai a sufficienza senza giungere a esser santo. Fra te e il Demonio, fra il bene e il male, fra la veri tà e l'errore, vi è un odio profondo, irriconciliabile, eterno. Le tenebre odiano la luce, i figli delle tenebre odiano i figli della luce, la lotta fra gli uni e gli altri durerà fino alla consumazione dei secoli, e non vi sarà mai pace fra la stirpe della Donna e la stirpe del Serpente... Per comprendere l'estensione incommen surabile, l'immensità di questo odio, si osservi tutto quanto ha osato fare. Ecco il Figlio di Dio trasformato, nell'espressione della Scrittura, in un lebbroso nel quale non vi è niente di sano, in un essere che si contorce come un verme sotto l'azione del dolore, detestato, abbandonato, inchiodato su una croce fra due volgari ladroni. Il Figlio di Dio: che grandezza infinita, inim maginabile, assoluta, si racchiude in queste parole! Ma ecco quanto l'odio ha osato contro il Figlio di Dio!

E tutta la storia del mondo, tutta la storia della Chiesa non è altro che questa lotta inesorabile fra quanti sono di Dio e quanti sono del Demonio, fra quanti sono della Vergine e quanti sono del Serpente. Lotta nella quale non vi sono soltanto equivoci dell'intelligenza, non vi è soltanto debolezza, ma anche mali zia, malizia deliberata, colpevole, peccaminosa, nelle schiere angeliche e umane che seguono Satana.

Ecco quanto bisogna dire, notare, ricordare, sottolineare, proclamare, e di nuovo ricordare ai piedi della croce. Perché siamo fatti in modo tale, e il liberalismo ci ha sfigurati a tal pun to, da essere sempre propensi a dimenticare questo aspetto im prescindibile della Passione.

Lo sapeva bene la Vergine delle Vergini, la Madre di tutti i dolori, che partecipava alla Passione vicina a suo Figlio. Lo sa peva bene l'Apostolo vergine che ai piedi della croce ha ricevu to Maria come Madre, e con ciò ha avuto il maggior legato che mai fu dato a un uomo di ricevere. Infatti, vi sono certe verità che Dio ha riservato ai puri e nega agli impuri.

Madre mia, nel momento in cui perfino il buon ladrone ha meritato perdono, chiedi a Gesù di perdonarmi tutta la cecità con cui ho preso in considerazione l'opera delle tenebre che si trama attorno a me. Padre Nostro, Ave o Maria, Gloria al Padre.

Abbi pietà di noi, Signore. Abbi pietà di noi.

Le anime dei fedeli defunti per la tua misericordia, Signore, riposino in pace. Amen.

XII stazione: Gesù muore sulla croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

nfme è arrivato il vertice di tutti i dolori. E' un vertice tanto alto che è avvolto dalle nubi del mistero. I pati menti fisici hanno toccato il loro mas simo. Le sofferenze morali hanno raggiunto il loro apice. Un altro tor mento doveva costituire il culmine di un dolore così inesprimibile: «Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbando nato?». In un certo modo misterioso lo stesso Verbo Incarnato è stato afflitto dal tormento spirituale dell'abbandono, in cui l'anima non ha consolazioni da Dio. E questo tormento è stato tale che colui, del quale gli Evangelisti non hanno registrato una sola espressione di dolore, ha emesso quel grido lancinan te: «Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?».

Sì, perché? Perché, se era l'innocenza stessa? Abbandono terribile seguito dalla morte, e dal turbamento di tutta la natura. Il sole si è oscurato. Il cielo ha perso il suo splendore, La terra ha tremato. Il velo del Tempio si è strappato. La desolazione ha coperto tutto l'universo.

Perché? Per redimere l'uomo. Per distruggere il peccato. Per aprire le porte del Cielo. Il vertice della sofferenza è stato il vertice della vittoria. La morte era morta. La terra purificata era come un grande campo ripulito perché su di essa si edificasse la Chiesa.

Quindi, tutto questo è successo per salvare. Salvare gli uo mini. Salvare l'uomo che io sono. La mia salvezza è costata tut to questo prezzo. E io non dovrei risparmiare più nessun sacrificio per garantire una salvezza così preziosa. Gesù, per l'acqua e per il sangue versati dal tuo divino costato, per la pia ga del tuo Cuore, per i dolori di Maria Santissima, dammi forze per distaccarmi dalle persone, dalle cose che mi possono allon tanare da te. Oggi muoiano, inchiodate sulla croce, tutte le ami cizie, tutti gli affetti, tutte le ambizioni, tutti i piaceri che mi separavano da te. Padre Nostro, Ave o Maria, Gloria al Padre.

Abbi pietà di noi, Signore. Abbi pietà di noi.

Le anime dei fedeli defunti per la tua misericordia, Signore, riposino in pace. Amen.

XIII stazione: Gesù deposto dalla croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Signore, ti attende il riposo del se polcro. Nelle ombre della morte hai aperto ai giusti del limbo il Cielo, mentre sulla terra, attorno a tua Madre, si riuniscono alcuni fedeli per tri butarti onoranze funebri. Nel silenzio di questi momenti vi e un primo lume di speranza che nasce. Questi primi omaggi che ti sono resi costituiscono il segno inaugurale di una serie di atti d'amore dell'umanità redenta, che si perpetueranno fino alla fine dei secoli.

Quadro di dolore, di desolazione, ma anche di molta pace. Quadro in cui si presagiva qualcosa di trionfale nelle attenzioni indescrivibili con cui è trattato il tuo corpo divino.

Sì, quelle anime pie partecipavano al dolore, ma qualcosa faceva loro presentire in te il trionfatore glorioso.

Signore, possa anch'io, nelle grandi desolazioni della Chie sa, essere sempre fedele, essere presente nelle ore più tristi, conservando la certezza incrollabile che la tua Sposa trionferà per la fedeltà dei buoni, poiché l'assiste la tua protezione. Padre Nostro, Ave o Maria, Gloria al Padre.

Abbi pietà di noi, Signore. Abbi pietà di noi.

Le anime dei fedeli defunti per la tua misericordia, Signore, riposino in pace. Amen.



XIV stazione: Gesù posto nel sepolcro

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

La pietra è stata messa al suo po sto. Tutto sembra finito. E' il mo mento in cui tutto comincia. E' il radunarsi degli Apostoli. Fil rinasce re delle dedizioni, delle speranze. La Pasqua si avvicina.

Nello stesso tempo l'odio dei ne mici gira attorno al sepolcro e a Maria Santissima e agli Apostoli.

Ma essi non hanno paura. E fra poco brillerà il mattino della Risurrezione.

Signore Gesù, possa anch'io non aver paura. Non aver pau ra quando tutto sembrerà irrimediabilmente perduto. Non aver paura quando tutte le forze della terra sembreranno nelle mani dei tuoi nemici. Non aver paura perché sono ai piedi della Ma donna, vicino alla quale si raduneranno sempre, e sempre di nu ovo, per nuove vittorie, gli autentici seguaci della tua Chiesa. Padre Nostro, Ave o Maria, Gloria al Padre.

Abbi pietà di noi, Signore. Abbi pietà di noi.

Le anime dei fedeli defunti per la tua misericordia, Signore, riposino in pace. Amen.
Dio mi ama e ama tutti nel presente e nell'eternità

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